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Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO I.P.S.I.A. FERRARI MARANELLO 18 MAGGIO 2010 La sfida della diversità (come quella della normalità) è una sfida molto.

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1 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO I.P.S.I.A. FERRARI MARANELLO 18 MAGGIO 2010 La sfida della diversità (come quella della normalità) è una sfida molto difficile; se la si accetta, la classe cambia, come la didattica. La valutazione degli gli alunni con certificazione L.104/92: curricolo e prove finali

2 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Diffondere nel maggior numero di docenti specializzazioni su bisogni educativi particolari e creare nuovi utilizzi normali degli insegnanti specializzati (contitolarietà reale nelle attività) DUE SFIDE OTTIMALI PER LINTEGRAZIONE SCOLASTICA OGGI

3 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO LA SPECIALE NORMALITÀ NEL COSTRUIRE RISORSE Risorsa insegnanti -curricolari -specializzati Risorsa metodologie didattico – educative

4 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni

5 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni CHI INSEGNA? 1 Insegnante specializzato Insegnante curricolare Tutoring Gruppo di apprendimento cooperativo Assistente educatore Personale ATA

6 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni COME SI LAVORA? 2 Isolamento, attività individuale 1:1 Gruppi eterogenei nella classe (studio- ricerca) Laboratori Gruppi eterogenei tra classi Gruppi di livello (nella classe o oltre)

7 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni SU COSA SI LAVORA? 3 Testi specifici e diversi Testi normali adattati/semplificati/arricchiti Navigazione costruttivistica personalizzata nelle varie fonti

8 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni COME SI APPRENDE? 4 Tecniche di prompting e di strutturazione del tempo e dello spazio Forme di automonitoraggio e autoistruzione semplice Strategie generalizzate di autoregolazione metacognitiva

9 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CINQUE LINEE DI EVOLUZIONE METODOLOGICA EDUCATIVO-DIDATTICA Molto speciale: solo per lalunno speciale Molto normale: per tutti gli alunni COME SI INTERVIENE SUL COMPORTAMENTO PROBLEMA? 5 Interventi gestionali senza una lettura funzionale dei comportamenti problematici Interventi che si basano sulle funzioni comunicative dei comportamenti problematici Attività di empowerment socioaffettivo, comunicativo e sulla soluzione dei conflitti

10 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO La qualità dellinclusione: alcuni elementi caratterizzanti Agire sugli obiettivi di apprendimento Modulare le forme comunicative Adottare strategie metacognitive Curare aspetti relazionali Adattare strumenti e tecniche didattiche alla specificità dellH Creare contesti di apprendimento Creare gruppi cooperativi

11 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Il P.E.I. è: progetto operativo interistituzionale tra operatori della scuola, dei servizi sanitari e sociali, in collaborazione con i familiari progetto educativo e didattico personalizzato riguardante la dimensione dell'apprendimento correlata agli aspetti riabilitativi e sociali Contiene finalità e obiettivi didattici itinerari di lavoro tecnologia metodologie, tecniche e verifiche modalità di coinvolgimento della famiglia Tempi si definisce entro il secondo mese dell'anno scolastico si verifica con frequenza, possibilmente trimestrale verifiche straordinarie per casi di particolare difficoltà

12 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Per passare al concreto Programmazione di classe P.E.I. Ricognizione dei bisogni Progettazione Valutazione Profilo diagnostico Programmazione didattica Valutazione in itinere Relazione finale

13 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Un esempio di adattamento degli obiettivi: il passaggio dalla semplificazione alla differenziazione Adattamento degli obiettivi curriculari e dei materiali 1°livello Sostituzione 2°livello Facilitazione 3°livello Semplificazione 4°livello Scomposizione 5°livello Partecipazione Traduzione dellinput in altro codice/linguaggio e/o uso di altre modalità di output Ricontestualizzazione (obiettivo proposto da altre persone, in altri ambienti, con altre modalità, ecc.) Adattamento di spazi/tempi Arricchimento della situazione con vari tipi di aiuto (immagini, mappe, spiegazioni aggiuntive,ecc.) Semplificazione dellobiettivo in una o più delle sue componenti(comprensione, elaborazione,) Traduzione dellinput in altro codice/linguaggio e/o uso di altre modalità di output Creazione di occasioni per far partecipare lalunno a momenti significativi di utilizzo delle competenze

14 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO DUE CONCEZIONI DIVERSE DELLA VALUTAZIONE VALUTAZIONE IDEOGRAFICAVALUTAZIONE NORMATIVA Si valuta il percorso dello studente in relazione ai suoi punti di partenza e agli obiettivi personali Si valutano le prestazioni dello studente in relazione a quanto stabilito dal programma e in relazione agli obiettivi medi previsti per la classe PIANO EDUCATIVO DIFFERENZIATO PIANO DIDATTICO SEMPLIFICATO

15 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Situazio -ne degli alunni D. M. 5 maggio 1993 Adattamento della programmazione Ritmi più lenti di apprendi -mento No alla riduzione degli obiettivi: interventi di recupero o sostegno; attività di gruppo fra allievi: differenziata scansione di tempo Depriva- zione socio culturale No alla riduzione degli obiettivi; Differenziazione delle tappe; differenziazione metodologica. Handicap motori e sensorial i No alla riduzione dei traguardi generali;Riduzione di obiettivi specifici, differenziazione aspetti strumentali;sussidi audiovisivi Handicap intelletti -vo Riduzione degli obiettivi,sostituzione dei contenuti disciplinari,tempi di intervento più distesi.Obiettivi formativi nelle direzioni realisticamente possibili.

16 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO La collegialità non è un optional La collegialità va coerentemente e sistematicamente attuata lungo tutto il percorso formativo:Diagnosi dingresso, individuazione delle attività idonee al singolo soggetto, coordinamento degli obiettivi disciplinari, valutazione sul livello globale.

17 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Differenziata Programmazione differenziata in vista di obiettivi didattici formativi non riconducibile ai programmi ministeriali. E necessario il consenso della famiglia (art. 15, comma 5, O.M. n. 90 del 21/5/01). Il Consiglio di Classe deve dare immediata comunicazione scritta alla famiglia, fissando un termine per manifestare un formale assenso. In caso di mancata risposta, si intende accettata dalla famiglia la valutazione differenziata. In caso di diniego scritto, lalunno deve seguire la programmazione di classe. La programmazione differenziata consiste in un piano di lavoro personalizzato per lalunno, stilato da ogni docente del C.d.C. per ogni singola materia, sulla base del P.E.I. Gli alunni vengono valutati con voti che sono relativi unicamente al P.E.I. Tali voti hanno valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi.

18 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Per gli alunni che seguono un Piano Educativo Individualizzato differenziato, ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, lindicazione che la votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali (comma 6 art. 15 O.M. 90 del 21/5/2001). Possono partecipare agli esami di qualifica e di stato, svolgendo prove differenziate omogenee al percorso svolto, finalizzate al conseguimento di un attestato delle competenze acquisite utilizzabile come credito formativo per la frequenza di corsi professionali (art. 312 e seguenti del D. L.vo n. 297/94). Gli alunni di terza classe degli istituti professionali possono frequentare lezioni ed attività della classe successiva sulla base di un progetto che può prevedere anche percorsi integrati di istruzione e formazione professionale, con la conseguente acquisizione del credito formativo.( art. 15, comma 4, O.M. n. 90 del 21/5/01). Tali percorsi, successivi alla classe terza, possono essere programmati senza il possesso del diploma di qualifica.

19 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Conclusioni e considerazioni Poiché al centro dellattività scolastica rimane sempre e comunque lalunno e il suo progetto di vita, per una sua più adeguata maturazione si può collegialmente decidere di dedicare maggior tempo-scuola alle materie caratterizzanti il suo percorso di studi. E altresì possibile prevedere gli obiettivi minimi fino alla qualifica e proseguire nellultimo biennio con la programmazione differenziata. Ciò si rende utile quando non sussistono i presupposti di apprendimento riconducibili globalmente ai programmi ministeriali e risulta importante che lalunno maturi maggiormente le competenze acquisite, consolidi la stima nelle proprie capacità, sviluppi la sua crescita personale ed accresca una maggiore socializzazione. E altresì possibile prevedere un percorso differenziato nei primi anni di scuola e successivamente, ove il Consiglio di Classe riscontri che lalunno abbia raggiunto un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o globalmente corrispondenti, passare ad un percorso con obiettivi minimi, senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dellanno o degli anni precedenti (comma 4 art. 15 dellO.M. 90 del 21/5/2001). Pertanto, se ci fossero le condizioni, è possibile cambiare, nel percorso scolastico, la programmazione da differenziata in obiettivi minimi e viceversa.

20 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO VALUTAZIONE DIFFERENZIATA SECONDO PEI I VOTI ATTRIBUITI DAI DOCENTI HANNO VALORE LEGALE PER LA PROSECUZIONE DEGLI STUDI AL FINE DI PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI DEL PEI E NON DEI PROGRAMMI MINISTERIALI. A QUESTO PROPOSITO SI SOTTOLINEA QUANTO SEGUE è possibile la ripetenza anche per tre volte nella stessa classe; va fatta accurata informazione alla famiglia per acquisire formale assenso Va apposta in calce alla pagella lannotazione secondo la quale la votazione è riferita al PEI e non ai programmi ministeriali ( tale annotazione non va inserita nei tabelloni affissi allalbo dellistituto - nota MIUR dell ); la valutazione consentirà di certificare un credito formativo utile per esperienze di tirocinio, stage, inserimento lavorativo, frequenza della f.p,...

21 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Semplificata Programmazione riconducibile agli obiettivi minimi previsti dai programmi ministeriali, o comunque ad essi globalmente corrispondenti (art. 15 comma 3 dellO.M. n.90 del 21/5/2001). Per gli studenti che seguono obiettivi riconducibili ai programmi ministeriali è possibile prevedere: 1. Un programma minimo, con la ricerca dei contenuti essenziali delle discipline; 2. Un programma equipollente con la riduzione parziale e/o sostituzione dei contenuti, ricercando la medesima valenza formativa (art. 318 del D.L.vo 297/1994). Sia per le verifiche che vengono effettuate durante lanno scolastico, sia per le prove che vengono effettuate in sede desame, possono essere predisposte prove equipollenti, che verifichino il livello di preparazione culturale e professionale idoneo per il rilascio del diploma di qualifica o della maturità.

22 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Le prove equipollenti possono consistere in: 1. MEZZI DIVERSI: le prove possono essere ad esempio svolte con lausilio di apparecchiature informatiche (vedi DSA). 2. MODALITA DIVERSE: il Consiglio di Classe può predisporre prove utilizzando modalità diverse (es. Prove strutturate: risposta multipla, Vero/Falso, ecc.). 3. CONTENUTI DIFFERENTI DA QUELLI PROPOSTI DAL MINISTERO: il Consiglio di Classe entro il 15 Maggio predispone una prova studiata ad hoc o trasformare le prove del Ministero in sede desame (la mattina stessa). (Commi 7e 8 dellart. 15 O.M. n. 90 del 21/5/ 2001, D.M. 26/8/81, art. 16 L. 104/92, parere del Consiglio di Stato n. 348/91). 4. TEMPI PIÙ LUNGHI nelle prove scritte ( comma 9 art. 15 dellO.M. 90, comma 3 dellart. 318 del D.L.vo n. 297/94).

23 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Gli assistenti allautonomia e comunicazione possono essere presenti durante lo svolgimento solo come facilitatori della comunicazione (D.M. 25 maggio 95, n.170). Durante lo svolgimento delle prove desame nella classe terza linsegnante di sostegno fa parte della Commissione. Nella classe quinta la presenza dello stesso è subordinata alla nomina del Presidente della Commissione qualora sia determinante per lo svolgimento della prova stessa. Si ritiene in ogni caso più che opportuna la presenza del sostegno. Gli alunni partecipano a pieno titolo agli esami di qualifica e di stato e acquisiscono il titolo di Studio.

24 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CRITERI PER LA PROGETTAZIONE DI UNA PROVA EQUIPOLLENTE Rispetto ai contenuti: ridurre gli apparati concettuali con eventuali sostituzioni valorizzare gli aspetti operativi dei saperi mirare allessenzialità e alla fondatività delle conoscenze e competenze Rispetto alle forme realizzative : fornire tracce, schemi, mappe,… utilizzare strumenti compensativi ( computer con i programmi di videoscrittura,…) programmare le prove ( colloqui,…) sostenere lo studente valorizzando i suoi punti di forza

25 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CONDIZIONI E CARATTERISTRICHE DELLE PROVE dovranno essere familiari per lalunno disabile, che dovrà possedere gli strumenti cognitivi e non, per affrontarla ed eseguirla faranno riferimento esclusivamente alle conoscenze, abilità competenze indicate nel P.E.I. dovranno avere carattere di validità, cioè di misurare di volta in volta quelle conoscenze, competenze sottoposte a controllo dovranno riferirsi a criteri assoluti e al criterio di progresso personale

26 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Come ADATTARE Un esempio: scienze naturali Obiettivo di classe: (competenze) - stabilire nessi logici tra strutture e funzioni, stabilire nessi di causa - effetto tra i fenomeni Obiettivo minimo di classe: (competenze) - riconoscere nessi logici tra strutture e funzioni, riconoscere nessi di causa - effetto tra i fenomeni Obiettivo differenziato: saper riconoscere, anche non autonomamente, nessi di causalità fra fenomeni del vissuto personale

27 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Come comunicare alla famiglia?

28 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO LA VALUTAZIONE

29 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO La valutazione 1.Le norme che sono alla base della valutazione degli alunni in situazione di handicap 2. Come valutare

30 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO A PROPOSITO DI VALUTAZIONE. UNA DOMANDA PRELIMINARE: LAVALUTAZIONE DEI DISABILI è cosa diversa DALLA VALUTAZIONE DEGLI ALTRI ALLIEVI? SI e NO IN CHE COSA E UGUALE

31 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO La valutazione è in funzione dellapprendimento Le diverse funzioni della valutazione DIAGNOSTICA FORMATIVA ORIENTATIVA SOMMATIVA AUTOVALUTATIVA CONOSCITIVA PROGNOSTICA

32 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Valutazione DIAGNOSTICA Analisi delle condizioni iniziali dei requisiti di base Valutazione FORMATIVA Valutazione in itinere delle competenze acquisite. Funzione relativa allazione educativa e didattica. Valutazione SOMMATIVA Rilevazione del livello raggiunto al termine del percorso didattico, bilancio sommativo. Funzione comunicativa e certificativa. Valutazione ORIENTATIVA-PROMOZIONALEautovalutativa) Favorisce unaccurata conoscenza di sé. VALUTAZIONE CONTINUA – osservazioni sistematiche raccolte nel registro personale finalizzate a: 1) accertare i risultati degli apprendimenti in ordine agli obiettivi cognitivi e non cognitivi programmati 2) controllare lefficacia dellapprendimento/insegnamento, nello specifico controllare, se necessario modificare contenuti, mezzi, metodologie. 3) Programmare interventi didattici differenziati. La valutazione continua concorre ad attivare la funzione formativa e sommativa della valutazione.

33 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO I CRITERI DELLA VALUTAZIONE DIDATTICA CRITERIO ASSOLUTO SI BASA SUL CONFRONTO TRA I RISULTATI GLI ESITI DI UNA PROVA E UN MODELLO PREFISSATO PERMETTE DI FISSARE UNA SOGLIA PER IL RAGGIUNGIMENTO CHE RISULTA ESSENZIALE PER LACQUISIZIONE DI OBIETTIVI IRRINUNCIABILI ( minimo socialmente indispensabile ) CRITERIO RIFERITO AL SE BASATO SUL CONFRONTO DELLE PRESTAZIONI DEL SINGOLO ALUNNO RISPETTO ALLA SITUAZIONE INIZIALE. LATTENZIONE E POSTA SUL PROGRESSO INDIVIDUALE (massimo individualmente possibile) CRITERIO RIFERITO AL GRUPPO BASATO SUL CONFRONTO TRA LE PRESTAZIONI DI CIASCUNO E QUELLE DEL GRUPPO CLASSE, CLASSI PARALLELE, …

34 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Per valutare Per valutare si deve iniziare con il PEI. Il PEI indica gli obiettivi che si ritiene di poter conseguire.Gli obiettivi sono le competenze, che lalunno è in grado di acquisire. Gli obiettivi sono descritti in termini di comportamenti.Si tratta di indicare ciò che lalunno deve fare perché il docente possa dire che lalunno ha acquisito la competenza richiesta

35 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO IL P.E.I. COME STRUMENTO DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE competenza intesa come comprovata capacità di usare conoscenze, abilità, risorse personali e capacità sociali in un contesto di lavoro, di studio,… agire sentire conoscere (Adatt. Pellery)

36 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Prima della legge n.517/77 La valutazione è Dopo la la legge n.517/77 La valutazione è Un momento a sé stante Non è un momento a sé stante Funzione selettiva (promozione) Non ha una funzione meramente selettiva Valutazione dellalunnoStimolo al perseguimento al massimo sviluppo possibile per ciascun alunno Verifica dei progressi dellalunno Momento di verifica della programmazione e occasione di innovazione educativa Riguarda solo il singolo alunno Il giudizio riguarda il singolo alunno e anche lintervento educativo didattico

37 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Nella valutazione degli alunni disabili Capacità e merito vanno valutati secondo parametri peculiari,adeguati alle rispettive situazioni di minorazione. (Sentenza n.215/87) La valutazione deve comunque aver luogo perché è un valore positivo da un punto di vista formativo ed educativo ( Parere del Consiglio di Stato 1991) E relativa agli interventi educativi e didattici effettivamente svolti sulla base del PEI(C.M.128/99)

38 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Nella valutazione degli alunni disabili LA valutazione non riguarda esclusivamente gli apprendimenti, ma deve avvenire secondo i principi fissati nellart.12 comma3 della legge 104/. LA valutazione deve riguardare quattro ambiti valutativi, cioè la crescita delle competenze conseguite nei seguenti ambiti: in autonomia, negli apprendimenti, nella comunicazione e negli scambi relazionali.

39 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Esigenze di una valutazione individualizzata O.M.236/93 D.M.5 maggio 1993 O.M.n.80/95 Questi provvedimenti indicano che la valutazione scolastica degli allievi in situazione di difficoltà è relativa agli interventi educativi e didattici effettivamente svolti sulla base del PEI ed è inoltre riferita ai progressi in rapporto alle sue potenzialità ed ai livelli di apprendimento iniziali

40 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Le ragioni che fanno descrivere un obiettivo in termini di comportamento 1.il docente è in grado di sapere con precisione le abilità da insegnare 2.il docente può rilevare con esattezza quando lalunno ha acquisito labilità in questione 3 è difficile che nascono ambiguità fra i docenti e si creino divergenze di opinioni sulle abilità acquisite dallalunno.

41 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Un esempio Lalunno comprende il concetto di grandezza quando 1.lalunno posto di fronte ad una serie di oggetti (numeri interi minori di 1000) è in grado di indicare il più grande e il più piccolo 2.lalunno posto di fronte ad una serie di oggetti (numeri interi minori di 1000) è in grado di disporli in ordine crescente o decrescente.

42 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Un altro esempio Competenze (matematica) Indicatori SA USARE IL LINGUAGGIO SIMBOLICO Legge e interpreta tabelle;grafici;diagrammi Usa correttamente i simboli matematici ( =,>,<,+,-,.,:) Rappresenta in modo corretto un insieme (Dia gramma di Eulero – Venn)

43 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO IL PEI CompetenzeIndicatori per la classe Indicatori per lo studente disabile Indicare le competenze presenti nel POF per la classe di in cui è iscritto lalunno disabile Indicare gli indicatori presenti nel POF per la classe di in cui è iscritto lalunno disabile Indicare gli indicatori scelti per lalunno disabile dal consiglio di classe

44 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Un esempio Competen- ze Indicatori per la classe Indicatori P.E.I. per lalunno 104/92 Sa utilizzare la relazione dordine Ordina in senso crescente o decrescente i numeri interi e frazionari Ordina in senso crescente o decrescente i numeri interi minori di mille

45 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO –Il punto di partenza è che la scuola si metta in grado di conoscere e di rilevare le reali potenzialità educabilidi ciascuno, per realizzare forme di apprendimento individualizzato e personalizzato.

46 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Allinizio, in modo collegiale, occorre Delineare la situazione iniziale dellalunno scegliendo le categorie di osservazione e le fonti privilegiate a cui attingere; Definire gli itinerari formativi; Definire le competenze da conseguire con i relativi indicatori Rilevare sistematicamente i processi attivati; Attribuire giudizi di valore alla qualità degli stessi e ai progressi nella formazione Comunicare gli esiti della formazione.

47 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Come si scrivono le competenze Saper fare…………..qualcosa Sa raccogliere dati Sa comunicare con i compagni/ docenti Sa ascoltare una lezione Sa organizzare il proprio lavoro Sa comunicare mediante strumenti informatici

48 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Come si scrivono le competenze per gli alunni disabili Sa fare…………. SE………… SA realizzare la mise en place SE lordine gli viene dato in tono pacato e se lambiente è tranquillo SA utilizzare un programma di video scrittura SE il computer è dotato di una apposita interfaccia Sa utilizzare la fotocopiatrice SE lambiente è tranquillo

49 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Le competenze degli alunni disabili si descrivono indicando in quale situazione,ambiente, contesto tali competenze possono esplicarsi.

50 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Riassumiamo quello che abbiamo detto:

51 -E una costante del processo dinsegnamento apprendimento La valutazione deve sollecitare il miglioramento nella qualità della istruzione attraverso il continuo adeguamento della proposta di formazione alle diversità individuali e alla promozione di tutte le opportunità educative, per questo è necessario un monitoraggio sempre e per tutti.

52 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO LA VALUTAZIONE Per raggiungere da parte dello studente la padronanza della materia insegnata occorre: Individuazione dei traguardi da raggiungere in termini di comportamenti osservabili.la suddivisione del percorso formativo in unità sequenziali strutturate La traduzione operativa degli obiettivi da conseguire in ciascuna unità La messa a punto di unità di recupero Consolidamento dei prerequisiti

53 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Per saperne di più Ianes D. (2004), La diagnosi funzionale secondo lICF, Trento, Erickson. Ianes D., Celi F. e Cramerotti S. (2003), Il Piano educativo individualizzato-Progetto di vita. Guida , Trento, Erickson. Ianes D., Celi F. e Cramerotti S. (2004), Il Piano educativo individualizzato-Software gestionale, Trento, Erickson. SanfordA.R. e ZelmanJ.G. (1984), LAP/Schede per la diagnosi di sviluppo dellhandicappato, Trento, Erickson. Marzocchi G.M., MolinA. e Poli S. (2000), Attenzione e metacognizione, Trento, Erickson. KirbyE. e GrimleyL. (1989), Disturbi dellattenzione e iperattività, Trento, Cantoni, Pannetta, Handicap, scuola, lavoro,Risa editrice, Roma, 2006 M.Pavone,Valutare gli alunni in situazione di handicap, Erickson, Trento 1997 Nocera, il diritto allintegrazione nella scuola dellautonomia, Erickson, Trento 2001.

54 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO CornoldiC., De Beni R. e Gruppo MT (2001), Imparare a studiare 2, Trento, Erickson. BrackenB. (1996), TRI/Test delle relazioni interpersonali, Trento, Erickson. Ianes D.(1984), La valutazione iniziale delle abilitànel- lhandicappato, Trento, Erickson. KendallP. e Di Pietro M. (1995), Terapia scolastica dellansia, Trento, Erickson. ZimbardoP.G. e RadlS.L. (2001), Il bambino timido. Comprendere e aiutare a superare le difficoltàpersonali. Trento, Erickson. Ianes D. e Cramerotti S. (2002), Comportamenti problema e alleanze psicoeducative, Trento, Erickson. TressoldiP.E. e VioC. (1996), Diagnosi dei disturbi dellapprendimento scolastico, Trento, Erickson.

55 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Grazie per lattenzione

56 Dott.ssa Susanna Seghizzi - USP - MO Le prime 7 Diapositive sono del prof. D. Ianes Tratte da IL BISOGNO DI UNA SPECIALE NORMALITÀ PER LINTEGRAZIONE Centro Studi Erickson, Trento Università di Bolzano, Padova e Trento


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