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MALCOLM X Tesina di Pierluigi Immè

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Presentazione sul tema: "MALCOLM X Tesina di Pierluigi Immè"— Transcript della presentazione:

1 MALCOLM X Tesina di Pierluigi Immè

2 La giovinezza di Malcom
Quaranta anni fa, il 20 febbraio 1965, Malcom X si trovava all’Audubon Ballroom ad Harlem (New York) per un comizio. Stava per parlare contro la segregazione razziale diffusa negli USA. Stava per rivolgersi ai suoi fratelli e alla sue sorelle per resistere e reagire all’ “oppressione dell’uomo bianco”, quando fu assassinato. Più di uno tirò un sospiro di sollievo tra le fila della classe dominante statunitense. Veniva a mancare una delle più agguerrite voci contro l’ingiustizia. La giovinezza di Malcom Malcom X, alias Malcom Little, era nato il 19 Maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska. All’epoca c’erano circa 13 milioni di neri in America- per la maggior parte negli stati meridionali. In linea di massima si trattava di coloni e mezzadri. Nel nord i neri erano concentrati nelle comunità industriali come operai. Nel sud le leggi di Jim Crow avevano stabilito un regime di segregazione, ghettizzando gli afro- americani dal resto della società. Le conseguenze pratiche di queste leggi comportarono che i blocchi di abitazioni dei neri erano separati da quelli dei bianchi, che i bambini neri dovevano studiare separatamente da quelli bianchi, e persino i bagni pubblici erano divisi. Una delle peggiori leggi fu quella che impediva ai lavoratori neri di iscriversi a molti sindacati importanti. Questo fu particolarmente favorevole per i padroni americani, che diffusero veleno razzista fra i lavoratori bianchi. Queste tattiche di divisione e regolamento portò alla sconfitta di molte lotte dei lavoratori e impedirono alla classe operaia americana di unirsi. Comunque, la situazione nel nord non era certo migliore. I neri vivevano segregati dai bianchi in ghetti sovraffollati, come Harlem a New York, o South Side a Chicago. Il razzismo era presente anche lì. Ad ogni modo, la Prima Guerra Mondiale costrinse i padroni a trascinare i neri all'interno della forza lavoro industriale. Questo fece credere a molti afro-americani che la loro condizione sarebbe migliorata. Ma questa speranza era ben lungi dal realizzarsi. Nel 1919 la fine della guerra portò un’ondata massiccia di mobilitazioni nel settore industriale, che scosse gli Stati Uniti. La risposta dei padroni fu di fomentare il razzismo e dividere la classe operaia, accusando i neri dell’incremento della disoccupazione e prendendo altri neri dal sud, dove erano disperati a causa del lavoro, per spezzare gli scioperi dei lavoratori bianchi nel nord. Il rifiuto della Federazione Americana del Lavoro (AFL) di organizzare la forza lavoro afro-americana e il pericoloso ruolo che la burocrazia giocò in vari scioperi, aiutarono i padroni a sconfiggere il movimento proletario americano. Rivoluzione e controrivoluzione vanno sempre di pari passo. Nell’estate dello stesso anno ebbero luogo 25 massacri. Il razzismo è stato una delle armi sempre usate dai padroni nelle loro tattiche di divisione, e la famiglia di Malcom, come la maggior parte della popolazione nera, non era esente dalla violenza razzista. Il padre di Malcom era un predicatore che seguiva le idee di Marcus Garvey sulla liberazione dei neri. All’epoca molti neri si unirono a organizzazioni che lanciavano l’orgoglio nero come un modo per resistere all’oppressione razzista. Marcus Garvey fu un difensore del movimento “back to Africa” (ritorno in Africa). Queste idee ebbero un profondo impatto sugli afro- americani. Più tardi, mentre in Africa avevano luogo le lotte di liberazione nazionale degli anni Sessanta, questa idea mistica riconquistò popolarità. Quando Malcom aveva quattro anni, la sua casa di famiglia fu data alle fiamme da un gruppo razzista. A sei anni suo padre fu assassinato dal Ku Klux Klan. In questo contesto sociale non è difficile capire perché egli fu sommerso da problemi durante l’infanzia e la giovinezza. Trascorse l’adolescenza a Boston, Lansing, New Haven, Flint e New York. Qui fu coinvolto in piccoli crimini come scommesse illegali, furti con scassi, traffici di droga in piccola scala. Come molti neri andò sulla costa orientale in cerca di lavoro. Sebbene i neri facessero parte della classe lavoratrice industriale, finivano col fare i peggiori lavori, se ne trovavano uno. Per sopravvivere, molti si dedicarono a piccoli crimini per cercare una rendita. Nel 1946 Malcom fu arrestato con le accuse di violazione di domicilio con scasso, possesso di arma da fuoco e furto. Fu condannato da otto a dieci anni di prigione, dove finì per scontarne sei.

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4 Malcom Little diventa Malcom X
In prigione aderì alla Nazione dell’Islam, anche conosciuta come Movimento dei Musulmani Neri, e adottò il nome di Malcom X. Avrebbe trascorso 14 anni in questo gruppo religioso. In poco tempo divenne la figura più importante del movimento e il maggiore portavoce del suo oscuro capo, Elijah Muhammad. La Nazione dell’ Islam era una setta religiosa con la credenza che per raggiungere la salvezza i neri che davvero seguivano Allah, dovevano allontanarsi completamente dalla società dei bianchi e costituire la Nazione dell’Islam. La dottrina del gruppo era una delle più settarie versioni del nazionalismo nero. Vedevano il razzismo nero come il miglior modo per fronteggiare il razzismo bianco della classe dirigente. Sul fonte economico utilizzavano le stesse tattiche. Opponevano il “capitalismo nero” al “capitalismo bianco”. Chiedevano ai neri di “comprare nero”. Come spiegò Marx, la vita sociale determina la coscienza sociale, e la chiamata a “comprare nero” esprimeva la frustrazione del piccolo strato della borghesia nera, che possedeva piccoli negozi nel centro delle città e dei ghetti. Uno dei maggiori ostacoli all’avanzata della borghesia nera era il razzismo istituzionale. Le limitazioni di questa posizione sono abbastanza ovvie. Soprattutto, l’ideologia e lo sguardo della borghesia nera non attaccarono mai le fondamenta del capitalismo- la vera radice dell’oppressione razziale degli afro- americani. Il gruppo limitò i suoi attacchi ai limiti imposti sugli affari economici dei neri dai sostenitori della supremazia dei bianchi- limiti che ostacolavano la loro abilità a competere nel mercato e che favorivano gli affari dei bianchi. Al contrario del superficiale radicalismo di questa teoria, le idee reazionarie dietro essa sono abbastanza evidenti. Non è possibile per un intero gruppo razziale diventare un popolo d’affari. Semplicemente, l’idea del “business nero” favoriva una piccola parte dei neri- la borghesia. I Musulmani Neri cercavano di creare una borghesia nera, per fronteggiare quella bianca. Non erano mai capaci di guardare al di là del colore della pelle dei potenti, e mai pensarono al ruolo che la borghesia bianca giocava nella società e nella produzione. Il limite di queste idee è oggi più evidente che mai. La ristretta elite nera all’interno della classe dirigente statunitense, rappresentata da Jesse Jackson e compagni, non riscattava la maggioranza degli afro- americani, che ancora viveva nei centri delle città e dei ghetti, sommersa da povertà, violenza e droga. Questa piccola elite nera era stata usata dalla classe dirigente per sconfiggere la lotta delle masse nere, e per promuovere gli “Uncle Toms” (alla lettera, gli “Zii Tom”, N.d.T.) ( il nome utilizzato da Malcom X per definire i capi neri moderati), che avevano legato il movimento all’ala liberale della borghesia statunitense- i Democratici. La Nazione dell’Islam, come Marcus Garvey, elaborò l’idea di “ritornare in Africa”. Come negli anni Venti con UNIA (Associazione Universale per l’Emancipazione dei Negri), questa idea attirò una larga parte di afro- americani negli USA. Leon Trotsky analizzò quest’idea negli anni Trenta: “I negri americani si uniscono sotto la bandiera del movimento “Ritorno in Africa” perché sembra una possibile realizzazione del loro desiderio per la propria patria. In realtà non vogliono andare in Africa. È l’espressione di un desiderio mistico per una patria dove siano liberi dall’oppressione dei bianchi, dove possono controllare il proprio destino. (On Black Nationalism, Leon Trotsky, International Socialism 43, maggio/aprile 1970) Durante gli anni che Malcom trascorse nella Nazione dell’Islam il numero dei soci crebbe drammaticamente. Il Partito Comunista degli Stati Uniti d’America, a quel tempo era stato seriamente indebolito dalle persecuzioni maccartiste.

5 All’inizio degli anni Cinquanta, la maggior parte dei sindacati guidati dal Partito Comunista era stata espulsa dalla CIO (Congresso delle Organizzazioni Industriali). Durante gli anni Trenta il Partito Comunista organizzò molti lavoratori neri. In realtà, negli anni Cinquanta, essi utilizzavano le stesse argomentazioni portate avanti dal Partito Democratico. Il PC ridusse la questione razziale statunitense al Sud e alle leggi di Jim Crow. Il PC fallì completamente nel proporre una alternativa ai neri del nord. Non c’erano vie praticabili attraverso le quali la lotta dei neri poteva esprimersi. Friedrich Engels spiegò che la natura aborre le mancanze. Questo vuoto fu colmato da diverse sette religiose, che usavano discorsi radicali contro l’oppressione razzista. Molti giovani neri erano attratti dai Musulmani Neri, perché era un movimento che denunciava l’oppressione bianca. Ebbe un’ enorme attrazione sullo stesso Malcom, che cercava una spiegazione per le sofferenze della sua giovinezza. Nonostante avesse abbracciato l’Islam in prigione e non lo abbondò sino alla morte, la sua preoccupazione principale fu sempre il rifiuto dell’oppressione della sua gente. Quando uscì dalla Nazione dell’Islam, per lui, gradualmente, la religione cominciò ad occupare un posto secondario rispetto alla politica. Anche quando faceva parte della setta, era considerato il più politico dei ministri di Elijah Muhammad. Era anche il ministro che più di tutti trascorse il tempo a girare per il paese e per il mondo, frequentando gente fuori dal movimento. Durante i 14 anni che trascorse con i Musulmani Neri, era considerato il più brillante oratore del gruppo. Girò per gli Stati Uniti, così come per l’Africa e il Medioriente, parlando contro l’oppressione razziale in termini onesti e brutali. Non per niente ciò gli valse il soprannome del “più arrabbiato uomo d’ America”. Rifiutava l’ipocrisia dei capi neri moderati. Non chiedeva concessioni, ma semplicemente ciò di cui sembrava essere privato dalla classe dirigente. Era la figura più intransigente del movimento di liberazione nero. Ad ogni modo, il suo settarismo (una delle principali caratteristiche della Nazione dell’Islam) agì come un ostacolo che impedì di raggiungere più persone. In una sequenza di “Malcom X” (il film biografico diretto da Spike Lee), una studentessa bianca si avvicina a Malcom e gli osa chiedere cosa possa fare per il movimento. Malcom la guarda dall’alto in basso e replica: “Nulla!”, con un gesto di disprezzo. Anche dopo che ruppe con i Musulmani Neri, vi erano delle incrostazioni di settarismo nel suo pensiero. Quando, dopo la rottura, gli fu richiesto di rendere omaggio ad un attivista bianco per i diritti civili, ucciso con un bulldozer nel Cleveland, affermò: “… Bene, ciò che ha fatto l’uomo è giusto. Ma è troppo tardi per vedere gente nera andare ad ascoltare e applaudire i contributi dei bianchi… Come vi è venuto in mente che io avrei sprecato le mie energie ad applaudire il sacrificio di un singolo uomo bianco? No, questo sacrificio arriva tardi.” Il settarismo gli rese anche più difficoltosa l’opera di sviluppare un movimento contro l’oppressione razziale che fosse intransigente ma ampio. Durante gli ultimi mesi della sua vita, cercò di correggere il suo iniziale settarismo, ma era troppo tardi. Le affermazioni che aveva fatto come membro della Nazione dell’Islam, gli fecero alienare molti attivisti per i diritti civili. I mezzi di comunicazione di massa borghesi utilizzarono questo per favorire il processo, allontanando ulteriormente molti attivisti da Malcom X.

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8 La rottura e l’evoluzione ideologica di Malcom
Il gruppo di Elijah Muhammad era lontana dall’essere un’organizzazione politica. Tuttavia i Musulmani Neri coprirono il vuoto lasciato dalle tradizionali organizzazioni politiche della classe lavoratrice. Queste organizzazioni non erano capaci di proporre un’alternativa alle masse nere, specialmente ai giovani. La Nazione dell’Islam aveva un piano d’azione di assoluta astensione dalla politica. Da un lato non appoggiarono mai i Democratici o i Repubblicani e criticarono i capi moderati del movimento per i Diritti Civili, ma dall’altro lato non erano capaci di guidare le masse nere o diventare un mezzo per l’espressione della loro rabbia, a causa della loro linea “astensionista”. All’inizio degli anni Sessanta, della Nazione dell’Islam si diceva: “parla duro e non conclude nulla”. Alla fine, questa linea assurda divenne un vestito troppo stretto per Malcom. Nel 1962 la polizia di Los Angeles sparò contro sette musulmani disarmati e ne arrestò sedici. Malcom andò a Los Angeles per organizzare la risposta. Quando tentò di organizzare un movimento aperto a gruppi di altri credi religiosi, Elijah Muhammad lo fece desistere. I suoi tentativi di andare altre il gruppo sarebbero stati fra gli elementi che contribuirono alla rottura. L’ulteriore degenerazione della guida del gruppo avrebbe inoltre influenzato la decisione di Malcom di lasciare l’organizzazione. Non era un segreto che Elijah Muhammad aveva avuto contatti con George Lincoln Rockwell- il capo del Partito Nazista negli Stati Uniti. Nel 1963 Elijah Muhammad invitò Malcom ad andare nella sua lussuosa residenza a Phoenix, dove cinicamente confermò a Malcom i pettegolezzi circa le sue relazioni sessuali con vari adolescenti della Nazione dell’Islam. Quando egli vide che il capo maggiore dell’organizzazione non metteva in pratica ciò che predicava, fu profondamente deluso. Il primo Dicembre 1963, nove giorni dopo l’assassinio di John F. Kennedy, in un’incontro a New York, Malcom X attribuì la morte di J.F. Kennedy al clima di odio e violenza che avevano creato gli uomini bianchi. Affermò anche: “Le galline tornano sempre al pollaio. Essendo anch’io un giovane contadino, le galline che tornano al loro pollaio non mi hanno mai reso triste; mi hanno sempre fatto felice.” Qualche autore ha interpretato l’affermazione del contadino come il segno del litigio di Malcom con la Nazione dell’Islam. Ciò che è vero è che Elijah Muhammad usò questa particolare frase per zittire Malcom. Questo è ciò che causò la rottura con i Musulmani Neri. Il materialismo dialettico spiega che la necessità è espressa attraverso l’accidente. Malcom X stava cercando un’alternativa rivoluzionaria nella Nazione dell’Islam, e quando non vi trovò nessuna alternativa, andò via. Il 12 Marzo 1964, annunciò la sua separazione dalla Nazione dell’Islam e la fondazione della Moschee Islamiche riunite. Poco tempo dopo andò a la Mecca e si convertì all’Islam ortodosso. Questa esperienza lo aiutò ad allargare le sue idee e cominciò a posizionare la religione in secondo piano. A questo proposito disse: “Nessuna religione mi farà mai dimenticare le condizioni della nostra gente in questo paese, (…) Nessun dio, nessuna religione, nulla me ne farà dimenticare finché non finirà, finché non sarà eliminata. Voglio che questo sia chiaro.”

9 Capì anche che le Moschea Musulmana Riunite non sarebbero state sufficienti per creare un movimento di massa di neri contro l’oppressione razziale. Con questa idea nella mente lanciò l’Organizzazione dell’Unità Afro- Americana. Questa nuova associazione non aveva nulla a che vedere con la religione. Al contrario, essi si appellavano agli afro- americani per farli aderire indifferentemente dal loro credo religioso, e lanciarono l’idea della creazione di un movimento di larga scala. Il programma di fondazione era fortemente influenzato dalle lotte di liberazione che avevano avuto luogo in Africa all’epoca. Prese alcune posizioni interessanti, come l’adozione dell’autodifesa contro gli attacchi razzisti. Questo era molto più progressista dell’approccio non-violento promosso da alcuni capi neri moderati, che in realtà lasciarono il movimento senza protezione al momento di affrontare gli attacchi razzisti. Comunque, l’OAAU era lontana dall’essere un’organizzazione socialista e la loro linea si riduceva alle idee piccolo-borghesi del Nazionalismo Nero. Il movimento, inoltre, rifiutava la partecipazione di gente bianca. L’idea fu inizialmente diffusa da Malcom, che disse che prima di raggiungere l’unità fra i bianchi e i neri, i secondi dovevano unirsi tra di loro. Questa idea ridusse la battaglia contro l’oppressione razziale semplicemente alle vittime mietute da essa. Al tempo la maggior parte dei lavoratori e degli studenti progressisti simpatizzarono con la lotta, ma questa politica impedì loro di aderirvi. È vero che il Nazionalismo Nero fu una diretta conseguenza dell’oppressione razzista che compiva il capitalismo. Tuttavia poteva essere un grande ostacolo all’unità della classe operaia nera oppressa e i bianchi che ne prendevano le parti. La storia degli Stati Uniti è piena di esempi che mostrano come l’influenza di questi movimenti piccolo-borghesi crolla quando i lavoratori neri vedono l’opportunità di combattere insieme con i lavoratori bianchi per raggiungere qualcosa di concreto. Uno di questi esempi è l’ondata di scioperi nel 1919, quando imballatori di carne bianchi e neri manifestarono insieme per il quartiere nero di Chicago. Malcom alla fine vide i limiti del Nazionalismo Nero come soluzione all’oppressione razzista che il capitalismo impose sulle masse nere. Un mese prima che fosse assassinato richiamò in un’intervista il suo incontro con l’ambasciatore algerino a Ghana: “(…)quando un maggio ero in Africa, a Ghana, stavo parlando con l’ambasciatore algerino, che è estremamente combattivo ed è un rivoluzionario nel più vero senso della parola (…) quando gli dissi che la mia filosofia politica, sociale ed economica era il nazionalismo nero , mi chiese dove ciò l’avesse portato. Perché era bianco.Era un africano, ma algerino e un uomo bianco in tutto e per tutto. E io dissi che definisco come mio obbiettivo la vittoria del nazionalismo nero, dove tutto ciò lo condurrebbe? Dove ha portato tutto ciò i rivoluzionari in Marocco, Egitto, Iraq e Mauritania? Così mi mostrò come io stessi allontanando la gente davvero rivoluzionaria, dedicata a superare il sistema dello sfruttamento che esiste sulla terra con ogni mezzo necessario.”

10 Capì anche che la natura corrotta del capitalismo era la causa dell’oppressione razzista: “Non puoi avere il capitalismo senza il razzismo”, disse una volta in un comizio ad Harlem. In un’altra occasione, quando stava parlando delle lotte di liberazione in Africa, affermò ciò che segue: “Non puoi amministrare un sistema capitalistico se non sei un avvoltoio(…) mostratemi un capitalista, vi mostrerò una sanguisuga.” Andò anche oltre questo. La seguente citazione mostra che si stava spostando verso una posizione di classe: “Stiamo vivendo in un’epoca di rivoluzione, e la rivolta dei neri americani è parte della ribellione contro l’oppressione, che ha caratterizzato quest’era. Non è corretto classificare la rivolta dei negri, semplicemente come un conflitto razziale dei neri contro i bianchi, o come un problema meramente americano. Piuttosto, oggi stiamo assistendo ad una ribellione globale dell’oppresso contro l’oppressore, dello sfruttato contro lo sfruttatore.” Queste frasi rappresentano alcuni dei più significativi cambiamenti nel suo pensiero.Ad ogni modo, l’evoluzione della sua ideologia non finisce qui. In un po’ di mesi, se non settimane, rifiutò apertamente tutti le incrostazioni di settarismo senza mai rendere più moderati i suoi discorsi.

11 Abbandonò i suoi pregiudizi in materia di matrimoni misti e riconobbe il ruolo delle donne nella lotta di liberazione dei neri. Malcom affermò anche che l’OAAU doveva lavorare con altre organizzazioni, senza guardare il colore della pelle dei loro membri, perché capì che l’istanza principale era la politica di coloro che combattevano contro i sostenitori della supremazia bianca. Evolse anche la sua posizione sui due partiti borghesi degli USA. Mentre i Musulmani Neri semplicemente rifiutavano sia i Democratici che i Repubblicani per ragioni non politiche, Malcom disse che entrambi i partiti rappresentavano gli interessi della classe dominante, per lo più bianca. Combatté contro i capi neri che cercavano di legare il movimento per i diritti civili ai Democratici. Presentò l’ala “più progressista” della borghesia americana come il nemico peggiore e più sleale delle minoranze oppresse degli Stati Uniti. Precisò che i Democratici affondavano le loro origini negli schiavisti che provenivano dagli stati meridionali degli USA. Non ridusse il suo forte criticismo nei confronti dei Musulmani Neri, che continuamente tentavano di mettere a repentaglio i suoi sforzi per costruire ciò che non aveva potuto fare nella struttura della Nazione dell’Islam- una vera organizzazione per contrastare l’oppressione dei neri. Inoltre stava diventando un personaggio davvero pericoloso agli occhi della classe dirigente statunitense. Se Malcom X fosse vissuto più a lungo e fosse stato capace di definire più compiutamente le sue idee, avrebbe potuto dar vita ad un intransigente movimento contro l’oppressione razziale dietro schiette posizioni anti-capitalistiche. Era proprio quello di cui la classe capitalista statunitense, che già stava assistendo alla radicalizzazione del movimento della liberazione nera, aveva paura sopra ogni altra cosa. Malcom X divenne un problema serio non solo per la classe dirigente statunitense ma anche per i capi della borghesia nera- fra loro la Nazione dell’Islam- che erano sempre criticati aspramente da lui. Le sue idee confuse, fortemente intransigenti, gli valsero un sacco di nemici. È per questo che fu assassinato all’inizio di un comizio ad Harlem il 21 febbraio 1965. A dispetto delle opinioni di alcuni gruppi statunitensi ed esteri cosiddetti marxisti, Malcom X non era un socialista o un comunista, e mai pretese di esserlo. Come dimostra l’ultima citazione riportata, è vero che si stava spostando verso una posizione anti-capitalistica e anti-imperialistica, e la sua iniziale ostilità verso le idee socialiste cambiò. È anche vero che mai comprese fino in fondo il ruolo della classe lavoratrice come quello dell’unica classe che avrebbe potuto condurre il movimento alla vittoria. A dispetto di ciò, era un rivoluzionario, sebbene non riuscì a creare una effettiva organizzazione rivoluzionaria. Dal momento che fu tragicamente assassinato, nessuno può realmente dire dove la sua ideologia sarebbe andate a finire. Ciò che sappiamo è che egli trascorse molta della sua attività politica spiegando il ruolo sleale degli “Uncles Toms” (“Zii Tom”, N.d.T.), che sempre cercarono soluzioni per la borghesia nere e che sempre svendettero il movimento per qualche briciola. Malcom capì che i capi della borghesia nera erano lì per agire come un freno per il movimento. Malcom X fu un uomo che mai esitò di parlare in maniera chiara contro le ingiustizie e l’oppressione del sistema capitalista. Nonostante i suoi limiti, fu uno dei più onesti e intransigenti combattenti del XX secolo.

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