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Newsletter n. 14 16 novembre 2012 In questo numero: Conoscere il territorio: - La selva di Caglio – Ai piedi del Monte Falò - Il Noce Caglio: Mostra Segantini.

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Presentazione sul tema: "Newsletter n. 14 16 novembre 2012 In questo numero: Conoscere il territorio: - La selva di Caglio – Ai piedi del Monte Falò - Il Noce Caglio: Mostra Segantini."— Transcript della presentazione:

1 Newsletter n novembre 2012 In questo numero: Conoscere il territorio: - La selva di Caglio – Ai piedi del Monte Falò - Il Noce Caglio: Mostra Segantini a cielo aperto Erba: Presentazione del libro Paesaggi in Brianza Canzo: visita guidata al Sasso Malascarpa Ossuccio; Museo Antiquarium Asso: serata con Canti Alpini Conoscere il territorio… Luoghi e Castagni nel Triangolo Lariano La selva di Canzo Ai piedi del Monte Falò Testo e immagini tratti dalla pubblicazione Luoghi e Castagni nel Triangolo Lariano di Stefano dAdda, a cura di Regione Lombardia, Provincia di Como e Comunità Montana del Triangolo Lariano Il territorio di Caglio ospita due tra le più belle selve della penisola lariana, ambedue di proprietà comunale. La prima alligna sul terrazzo morenico del Pian delle Fornaci, tra le valli Sassina e Mazzano, la seconda lungo le pendici basali del Monte Falò, immediatamente sopra i prati alti del paese. A differenza della Selva di Rezzago è prevalentemente costituita da castagni non innestati, selvatici che la fittezza degli impianti costringe a fogge non di rado colonnari e filanti. Ciononostante si tratta di selve di grande valenza paesaggistica, turistica e ricreativa. Quella di Caglio è la più estesa e fino a qualche decennio addietro fissava il limite superiore dei prati pingui e li separava da quelli magri e dai pascoli. Oggi, una comoda strada agrosilvopastorale la attraversa per intero, risalendo le falde solive del Monte Falò e attestandosi tra i panoramici pascoli della Colma di Caglio tra la Conca del Monte di Sera e il Pian del Tivano. Il sito si caratterizza anche per la presenza del Percorso Segantini che, insieme alla proposta urbana e quella naturalistica, ricorda la figura del grande pittore che qui dimorò tra il 1885 e il Litinerario: La visita della Selva di Caglio si sviluppa lungo un percorso ad anello che attraversa diversi paesaggi e culmina tra i pascoli delle dolci selle di Caglio e Sormano, lungo il panoramico spartiacque che divide il bacino del Fiume Lambro da quello del Torrente Noseé. Litinerario prende la mosse dal santuario della Madonna di Campoé (m. 840; parcheggio e fontana), adagiato su un ameno e bucolico terrazzo morenico a ponente dellabitato di Caglio. Dal Viale Campoé si imbocca il sentiero che ne fiancheggia la cinta orientale, si entra in una piccola selva castanile e poi in una faggeta. Il tracciato coincide, in questo tratto, con la variante naturalistica del Percorso Segantini, itinerario dedicato al grande pittore divisionista. Al termine di una breve salita, si lascia sulla sinistra il sentiero per il grande Faggio di Campoé, attraversando una pecceta, per poi entrare nella grande Selva di Caglio. Oggi, la selva, è riscoperta nella moltepli- cità delle sue funzioni: produttiva, paesaggistica, ricreativa e culturale, ciascuna capace di attivare specifiche proposte di utilizzo e fruizione,spaziando dalla gastronomia al turismo, dalla tradizione alla storia, dalla didattica alla ricerca. Addentarsi in una selva significa dunque addentarsi in un ambiente speciale, lentamente e metodicamente costruito dalluomo in risposta alle sue esigenze e secondo le caratteristiche di quel territorio. La selva è un concentrato di natura e cultura che i sempre più numerosi percorsi tematici, di cui il Sentiero del Castagno di Rezzago e Caglio è un notevole esempio, invitano oggi a scoprire e a riscoprire.

2 Informiamo che la presente comunicazione ha natura puramente istituzionale, senza finalità promozionale. Qualora non si desideri ricevere le comunicazioni del GAL del Lario, rispondete a questa mail, scrivendo nelloggetto Cancellazione Mailing List. Il trattamento dei dati iscritti alla Newsletter del GAL del Lario è conforme a quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n 196) Per informazioni: GAL del Lario Via Vittorio Veneto, Canzo (CO), tel Mail: Sito WEB: Collaborate con noi! Mandateci proposte e suggerimenti per la valorizzazione del territorio e delle attività locali! Inviate le proposte a ANNULLATA la lezione per bambini "Un bicchiere d'acqua di Sabato 17 novembre. Il Civico Museo di Erba si scusa per inconveniente. Caglio: Mostra, Esposizione, "Segantini a cielo aperto, in occasione dei 150 anni dalla nascita del pittore. La mostra consiste di 15 riproduzioni di quadri sistemate nel centro storico ed è permanente. Tel. Comune 031/ Novembre Erba: Presentazione del libro PAESAGGI IN BRIANZA di Tiziano Casartelli, alle ore 21.00, nella Sala Mostre Biblioteca via Joriati, 6. Intervengono: Tiziano Casartelli (lautore), il prof. Mario Porro (filosofo), Emilio Magni (giornalista). A cura dellAssociazione ANCORA e dellassessorato alla Cultura - ingresso libero Info – Il Noce : Ilo Noce da frutto è un albero a foglie caduche che può raggiungere i 30 m. di altezza. Vigoroso e caratterizzato da un tronco diritto e da un portamento maestoso ed elegante. Cresce bene in collina e in montagna sino ai m. di altezza ed è presente in tutte le zone a clima temperato. La chioma sferica ne fa un bellalbero ornamentale e non esige potatura. Plinio in Vecchio, nella sua Naturalis Historia, testimonia limportazione del Noce da parte dei Greci tra il VII e il V secolo a.C. dallAsia minore e diversi reperti archeologici indicano che i frutti del Noce erano utilizzati come alimento già anni fa. Oltre alle pregiate drupe (composte dal mallo, che annerisce a maturità liberando la noce), dal grande valore nutritivo, il noce produce un legno veramente eccezionale per durezza e bellezza, che è impiegato nella più raffinata ebanisteria. Ombra di noce, ombra di padrone: lalbero di noce non andrebbe mai piantato in prossimità di orti, in quanto produttore di juglone, una sostanza che per allopatia non permette la crescita rigogliosa di altre specie (è tossica per le altre piante). Sotto il noce non cresce nessunaltra pianta: lalbero sa isolarsi e creare delle barriere ponendo dei confini intorno a sé. Probabilmente per questa ragione, divenne sacro alle streghe che si riunivano per i loro convegni sotto le sue fronde. Il potere malefico del noce era sfruttato per tenere pulite le aie, dove si piantavano alcuni esemplari per tenere a bada le erbacce e si raccomandava ai bambini di non addormentarsi sotto i noci perché facevano venire il mal di testa. Il vasto territorio di Pellio Superiore, in Val dIntelvi, detto Pian delle Noci, vanta ancor oggi numerosissimi esemplari secolari, nonostante molti noci siano ormai stati tagliati. Le noci venivano frante per la produzione dellolio, non tanto per uso alimentare, perché il suo gusto dolciastro non era particolarmente apprezzato, bensì destinato allalimentazione di lampade e lucerne. Venerdì 16 novembre, Asso: Serata con Canti Alpini e Non, eseguiti dal "Coro Brianza" diretto dal M° Fabio Triulzi, presso il Teatro Oratorio Pio XI°, alle Tel.: Pro Asso 031/ Sabato17 novembre, a Canzo: Visita guidata alla Riserva Sasso Malascarpa, a cura di Legambiente. Ritrovo alle ore a Gajum, Canzo (CO) per la camminata lungo il sentiero geologico. L'iniziativa è gratuita Iscrizione obbligatoria al Fino al 31 Dicembre 2012, a Ossuccio è possibile vistare il Museo Antiquarium, in via Somalvico, con i molteplici reperti, recuperati durante le campagne archeologiche. Indirizzo: Museo Antiquarium - Via Somalvico Orario: ma-me-ve-sa-do: dalle alle e dalle alle Tel.: Museo Antiquarium 0344/ Sito web: Testo e immagini tratti dalla pubblicazione Orti di Monte, orti di lago di Antonio Cavalleri, a cura di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comunità Montana Lario Intelvese, Associazione OrtiCultura e VerdeVivo


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