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18.09.2006 Comunicare loggetto, comunicare il progetto Teach me, il Festival della Comunicazione Visiva Blogo.it e Designerblog.it Francesco Magnocavallo.

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Presentazione sul tema: "18.09.2006 Comunicare loggetto, comunicare il progetto Teach me, il Festival della Comunicazione Visiva Blogo.it e Designerblog.it Francesco Magnocavallo."— Transcript della presentazione:

1 Comunicare loggetto, comunicare il progetto Teach me, il Festival della Comunicazione Visiva Blogo.it e Designerblog.it Francesco Magnocavallo e Fabrizio Urettini Blogo.it Designerblog.it

2 Conversare una comunicazione? Comunicare: dare notizia, ragguagliare.Comunicare Conversare: trattenersi con altri in amichevoli incontri.Conversare Cambiano i media e con loro i modi della comunicazione: la famiglia felice seduta in salotto davanti alla tv oggi si chiama community. Jay Rosen dice in The people formerly known as audience: Think of passengers on your ship who got a boat of their own. The writing readers. The viewers who picked up a camera. The formerly atomized listeners who with modest effort can connect with each other and gain the means to speak to the world, as it were.The people formerly known as audience Il messaggio creato ad arte e comunicato "one to many" con i mass media non è piu' adatto all'era di Internet. Il "live web" è "many to many", definizioni tecnofile di quello che Cluetrain predica dal 1999: Markets are conversations. –Cluetrain Manifesto, in italiano ad es. su Mestiere di scrivere di Laura Carrada.Cluetrain ManifestoMestiere di scrivere

3 Perché chiacchierare è meglio che comunicare In una conversazione hanno vita breve toni impostati, secondi fini e argomenti fuori fuoco. Se una comunicazione ha bisogno un comunicatore, una conversazione spesso ha bisogno solo di una macchinetta del caffè: ad esempio un weblog. Se la comunicazione ha un ambito ben definito, una conversazione si può trasformare e perdere in mille rivoli. Può essere rumorosa, ma è anche molto piu' ricca di temi e prospettive. In quanto bene esperienziale, difficile da valutare prima del consumo, l'informazione si presta bene al registro personale del blog. Il prodotto ritorna interessante e credibile perchè raccontato con un vissuto in prima persona: la notizia da sola non ha la stessa presa su un lettore diffidente e oberato di stimoli. Prospettive e approfondimenti trovano spazio nei commenti, dove si cristallizza una griglia di conoscenze sempre accessibile ma incontrollabile.

4 Fidarsi è bene, ma fidarsi è meglio Terrore dei PR, blogger e comunità d'interesse sono una risorsa inestimabile se prese per il verso giusto. Le dinamiche prevalenti sono quelle dell'economia del dono, con un livello di competenza molto elevato: si scambia conoscenza contro riconoscimento personale. Man mano che il consumatore diventa sordo alla pubblicità, per l'azienda diventa piu' semplice cedere il controllo ai propri clienti (i migliori esperti del prodotto). E' questione di abitudine: i consigli per gli acquisti sarà meglio lasciarli fare ha comperato con soddisfazione, non piu' a chi ha da vendere. "Targeting" customers is the wrong metaphor for the future. Instead make it easy for the people who lust for what you have to find you. How? 1. Find out what they want, and 2. Make it for them and 3. Go back to where you found out about it, and tell them it's available. – Dave Winer: Making money with ads: no longerMaking money with ads: no longer

5 Produrre è il nuovo consumare… Il consumatore produttivo è il nuovo paradigma: si serve dei nuovi strumenti per esprimersi e dei beni come scusa per esistere e apparire (remixa, filtra, commenta e trasforma). Il controllo sul prodotto è il baluardo che già sta crollando, sotto il peso di licenze d'uso aperte come Creative Commons, di customizzazione e mashup (fatti con sample e API) ma anche, in un prossimo futuro, delle tecnologie di prototipazione rapida. –Tom Coates: The mass amateurization of (nearly) everythingThe mass amateurization of (nearly) everything –Doc Searls: Is production the new consumption?Is production the new consumption? La manipolazione artigianale dell'oggetto prodotto in serie è una pratica diffusa, in forme che vanno dalle più superficiali alle più radicali. L'oggetto diventa il terreno di confronto tra chi produce e chi consuma, tra l'ideazione di uno standard e il recupero di una autonomia creativa. E una sorta di sfida verso il prodotto, che aggredisce il brand e allo stesso tempo riconosce il marchio e tutto ciò che rappresenta, una sorta di feticizzazione, un segno estremo di deferenza. Molti brand oggi si sono avvicinati a forme di mass- customization per dare al consumatore l'illusione di un'unicità del prodotto. –Archivio di immagini sulla customizzazione di massaArchivio di immagini sulla customizzazione di massa

6 Crowdsourcing e comunicazione di progetto Panorama non troppo futuristico: crowdsourcing è il modello di business che incorpora nella produzione il pubblico di entusiasti e semiprofessionisti, per risolvere meglio parti dell'attività d'impresa in maniera decentralizzata. –Federico Minoli: La hypermotard nel 2007La hypermotard nel 2007 –Naked Conversations: Intervista a Loic Le MeurIntervista a Loic Le Meur Prima della benedizione su Wired, tra i blogger la cosa era semplicemente definita come la moda della Beta Release: rilasciare pubblicamente il software anche se acerbo, per evitare di perder tempo fissandosi sui dettagli minori e anche per sfruttare il feedback del primo gruppo di utenti piu' esperti. –Wired: The rise of crowdsopurcing e Repubblica: Quando la folla è una risorsaThe rise of crowdsopurcingQuando la folla è una risorsa Il ciclo produttivo si stravolge con una fase iniziale di brainstorming pubblico, che permette di anticipare le richieste dei clienti e di creare prodotti già "testati" dal mercato. La comunicazione di prodotto diventa comunicazione di progetto: la ricchezza della rete, se possibile, svilupperà poi unidea capace di crescere. –Yochai Benkler: The wealth of networksThe wealth of networks –Eric S. Raymond: La cattedrale e il bazaarLa cattedrale e il bazaar


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