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IL MICROCLIMA IL MICROCLIMA Fra i diversi fattori che incidono sulla qualità degli ambienti in cui si vive e si lavora,il microclima ovvero il complesso.

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1 IL MICROCLIMA IL MICROCLIMA Fra i diversi fattori che incidono sulla qualità degli ambienti in cui si vive e si lavora,il microclima ovvero il complesso dei parametri ambientali che condizionano lo scambio termico soggetto-ambiente, riveste un’importanza determinante.

2 BILANCIO TERMICO Il corpo umano per le sue caratteristiche termiche,può essere paragonato ad una macchina alimentata da combustibile ( alimenti ) che vengono trasformati in parte ( 10 – 20% ) in lavoro e in parte ( 80 – 90% ) in calore. Né consegue che l’uomo,per mantenere costante la sua temperatura interna,cioè quella degli organi più importanti ( sistema nervoso centrale,cuore,polmoni,visceri ecc), deve essere in grado di dissipare nell’ambiente il calore metabolico prodotto in eccesso e di impedire,che in ambienti molto caldi venga accumulato calore.

3 BILANCIO TERMICO Questi scambi termici tra uomo e ambiente, che hanno lo scopo di mantenere la temperatura interna dell’organismo intorno ai 37°C, avvengono attraverso diverse modalità sia fisiche (convenzione,irraggiamento,conduzione), che fisiologiche ( produzione e evaporazione di sudore).

4 GRANDEZZE CHE INTERVENGONO NEL BILANCIO TERMICO Nella formulazione del bilancio termico intervengono numerosi parametri che possono essere a grandi linee suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo comprende fattori oggettivi ambientali quali: Temperatura dell’aria o di bulbo secco a ventilazione forzata (Ta ). Temperatura di bulbo umido a ventilazione forzata ( Tu ). Temperatura di bulbo umido a ventilazione naturale(Tun) Umidità relativa Temperatura globotermometrica Temperatura media radiante Velocità dell’aria Che possono essere misurati con opportuna strumentazione. Al secondo gruppo appartengono tutti gli altri fattori strettamente legati all’individuo ( temperatura cutanea, abbigliamento ecc ).

5 TEMPERATURA EFFETTIVA Temperatura effettiva ( ET ) “ esprime la sensazione di benessere ( o disagio ) termico, che soggetti in prova indossanti abiti leggeri o svolgenti lavori sedentari avvertono se passano da un ambiente generico caratterizzato da determinati valori di temperatura di bulbo secco,temperatura di bulbo umido e di velocità dell’aria, in un secondo ambiente caratterizzato da: Umidità relativa = 100% Aria perfettamente in quiete Temperatura delle pareti uniforme e uguale a quella di bulbo secco della aria ambiente.

6 TEMPERATURA EFFETTIVA CORRETTA Temperatura effettiva corretta ( TEC ). Qualora nel monogramma delle temperatura effettive, sostituiamo il valore della temperatura del bulbo asciutto dell’aria, con il valore della temperatura rilevata con la sonda globotermometrica, la temperatura effettiva così determinata prende il nome di “ Temperatura effettiva corretta ed è applicabile anche alla valutazione degli ambienti termici severi ed in particolare a quelli caratterizzati dalla presenza di sorgenti radianti.

7 INDICI DI FANGER Fra i criteri di riferimento proposti per la valutazione del microclima negli ambienti moderati, uno dei più accreditati è quello elaborato dal danese Fanger, basato sugli indici PMV e PPD. Se consideriamo che il complesso di fattori quali le caratteristiche del vestiario, l’attività fisica svolta, e i parametri ambientali è tale da soddisfare l’equazione del benessere termico per una posizione numerosa di soggetti, possiamo anche dedurre che i soggetti stessi esprimeranno una valutazione di piena accettazione nei confronti dell’ambiente termico, oppure di insoddisfazione che può essere apprezzata mediante una scala di sensazioni. Fanger ha trovato un legame fra il voto che esprime la sensazione in un determinato ambiente ( PMV ) e la percentuale di persone che esprimono questo voto ( PPD ). Con PMV = 0 ( che sintetizza la sensazione di ambiente termico ideale ), esiste comunque una percentuale pari al 5% di insoddisfatti. La percentuale di insoddisfatti cresce rapidamente al discostarsi dell’indice PMV da zero.

8 LEGISLAZIONE E NORMATIVA TECNICA Il riferimento classico per i problemi microclimatici negli ambienti di lavoro è rappresentato dal D.P.R.303/56 ( art. 11 e 13 ), il quale richiede che: ( art. 11 e 13 ), il quale richiede che: La temperatura sia mantenuta entro i limiti convenienti alla buona esecuzione dei lavori e ad evitare pregiudizio alla salute dei lavoratori, tenendo conto dell’influenza che possono esercitare il grado di umidità ed il movimento dell’aria. Quando non sia conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperatura troppo alte o troppo basse, mediante misure tecniche Localizzate o mezzi personali di protezione. ( si può notare il riferimento a tre parametri ambientali quali “ temperatura dell’aria, umidità relativa e velocità dell’aria.

9 LEGISLAZIONE E NORMATIVA TECNICA Gli stessi principi vengono riaffermati nel D.lgs 626/94 art.33 comma 7 che sostituisce l’art.11 del DPR 303/56. La temperatura, il grado di umidità ed il movimento dell’aria devono essere adeguate, tenendo conto degli sforzi fisici imposti ai lavoratori ( introduzione del parametro fisico “ metabolismo “. Le finestre,i lucernari, e le pareti vetrate devono essere tali da evitare il soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro,tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro. ( introduzione del parametro “ temperatura radiante “ ).

10 ALTRE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO UNI 5104/63 ( riferimento tecnico italiano ) ISO 7730 ( microclimi moderati ) ISO 7243 ( microclimi severi caldi ) ISO 1109 ( microclimi severi freddi )


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