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PRIORITA’ PER IL LAVORO DEI GIOVANI E L'EQUITA' SOCIALE.

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Presentazione sul tema: "PRIORITA’ PER IL LAVORO DEI GIOVANI E L'EQUITA' SOCIALE."— Transcript della presentazione:

1 PRIORITA’ PER IL LAVORO DEI GIOVANI E L'EQUITA' SOCIALE

2 Niente promesse vane o irrealizzabili ma il frutto di un lungo lavoro fatto di ricerche, analisi, incontri ed elaborazione di proposte. Questa è “Alta Partecipazione” promossa dai Giovani Democratici, dall’Ass. 20 maggio - Tutelare i lavori e dall’Ass. Lavoro & Welfare Giovani assieme ad oltre 50 associazioni. 1

3 Un esempio di partecipazione diretta e un patto che consentirà di mantenere un dialogo costante con una rete che rappresenta oltre 150 mila giovani, precari e professionisti durante tutte le fasi di presentazione e approvazione delle norme che li riguardano Un modello di nuova politica reale senza guru e leader teatrali. 2

4 Abbiamo un’idea larga di cambiamento del nostro paese ma di fronte alle difficoltà introdotte dal risultato elettorale poniamo le nostre priorità e urgenze che riguardano i giovani, i precari, i professionisti. Su queste priorità chiediamo a tutti i parlamentari di sottosc e di adottare il nostro metodo politico ad ALTA PARTECIPAZIONE. 3

5 COMPENSO MINIMO LEGALE Per superare le attuali difficoltà dei lavoratori parasubordinati e a partita iva individuale, ed anche per i lavoratori subordinati privi di contratto collettivo, si avrà un compenso minimo legale non inferiore a quello dei lavoratori dipendenti dello stesso settore. S’impediranno, inoltre, gli abusi allargando le regole previste per i contratti di collaborazione a tutte le forme di lavoro individuale non subordinato. 4

6 FARE FUNZIONARE LA RIFORMA “FORNERO” Si modificherà la “Riforma Fornero” introducendo un periodo di transizione alle nuove regole attraverso accordi tra le parti sociali che porteranno ogni settore a regolare contrattualmente: le corrette modalità d’utilizzo di ogni forma di lavoro impedendo gli abusi, definendo le modalità concrete di godimento dei diritti universali come in caso di malattia, maternità, infortunio, ecc. Si agevolerà il passaggio dai contratti a tempo determinato e atipici al lavoro stabile introducendo il Contratto Unico d’Inserimento Formativo riformando gli incentivi all’apprendistato, assorbendo i contratti d’Inserimento e buona parte dei contratti a termine e atipici, dando uno sbocco conveniente alle imprese per 6 anni. 5

7 AMMORTIZZATORI E TUTELE SOCIALI UNIVERSALI Le tutele e gli ammortizzatori sociali devono diventare diritti di cittadinanza dovuti a tutti i lavoratori, a prescindere dalla forma del contratto: a chi si ammala come a chi vuole fare un figlio; a chi subisce un infortunio sul lavoro e a chi vuole formarsi e aggiornarsi. Si allarga l’indennità di disoccupazione a tutte le tipologie di lavoro (ci sono già le risorse disponibili e non utilizzate). Si garantisce la tutela sulla maternità, la malattia, gli infortuni e l’accesso all’aggiornamento professionale a tutti i lavoratori compresi quelli precari e atipici anche agevolando il mutualismo solidale. 6

8 GIUSTIZIA PREVIDENZIALE Proponiamo che le partite iva iscritte alla gestione separata Inps abbiano finalmente giustizia, abbassando l’aliquota previdenziale fino al 24% al livello degli altri lavoratori autonomi e sia resa obbligatoria e aumentata fino al 9% la rivalsa sui datori di lavoro. Nelle Casse dei professionisti, inoltre, pensiamo si debba costituire un Fondo Interprofessionale di garanzia per rischi demografici, finanziari, e di tutela sociale. Il Fondo, metterà al riparo lo Stato dai possibili dissesti finanziari delle singole casse e si autofinanzierà con la graduale diminuzione dell'iniquo sistema di doppia tassazione. Questo favorirà la sostenibilità delle Casse e l’adozione di prestazioni sociali anche per i professionisti in caso di malattia, maternità, infortunio, necessità formative, garanzie per l’accesso al credito, ecc. 7

9 STATUTO DEL LAVORO AUTONOMO E PROFESSIONALE Nel Lavoro autonomo individuale prevediamo un fisco più giusto ed un sostegno a giovani e alle donne. Innanzi tutto sul piano fiscale va ampliato, eliminando il limite dei 5 anni, il “Regime fiscale di vantaggio” (i cosiddetti “contribuenti minimi”) che agevola le partite iva individuali e i giovani imprenditori con un “forfait” fiscale sostitutivo di imposte sui redditi e addizionali comunali e regionali del 5% per i primi 5 anni portandolo al 15% per i successivi anni. In secondo luogo proponiamo di approvare anche in Italia lo Statuto del Lavoro autonomo e professionale, che sosterrà l'imprenditoria giovanile e femminile riducendo la burocrazia, aiutando l'avvio alla professione attraverso finanziamenti e accesso al credito, finanziando la formazione, la ricerca e l'innovazione, proteggendoli dai ritardati pagamenti. 8

10 DIRITTO ALLO STUDIO Per intervenire immediatamente sulla diminuzione di laureati e sull’abbandono dei percorsi universitari, occorre dare alcune risposte urgenti alla situazione critica in cui verte il sistema del diritto allo studio universitario in Italia, prevedendo di destinare l'attuale finanziamento alle università non statali e l'attuale dotazione del fondo per il merito (Legge Gelmini), al finanziamento del Fondo integrativo per la concessione di borse di studio, in modo tale da garantire una pur parziale reintegrazione ad un fondo che è stato duramente tagliato in questi anni. Occorre anche diminuire l'importo minimo della tassa regionale per il diritto allo studio, andando quindi a diminuire le tasse pagate dagli studenti e dalle loro famiglie e riprogettare tutti i servizi connessi al diritto allo studio. 9

11 DIRITTO ALLO STUDIO Sul diritto allo studio non esiste una normativa nazionale. La tutela degli studenti nel nostro paese è diversa da regione a regione. Una strada percorribile c'è. Presentiamo una proposta di legge che inquadra sul piano nazionale i livelli essenziali di prestazione, scritta dal forum delle associazioni studentesche e già discussa con l'ufficio legale del ministero dell'istruzione. Può essere il primo passo verso una tutela uniforme degli studenti con meno possibilità economiche, culturali e sociali di partenza, e di maggior uguaglianza tra regione e regione. Proprio quelli che ogni anno abbandonano le scuole, che vivono male nelle nostre aule e che guardano con difficoltà al proprio futuro. 10

12 PRIORITA’ PER IL LAVORO DEI GIOVANI E L'EQUITA' SOCIALE


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