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Prof.ssa Liliana Melone. La circolare ministeriale n°8 del 6 marzo, che dettaglia la direttiva del 27 dicembre 2012, “ Strumenti d ’ intervento per alunni.

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Presentazione sul tema: "Prof.ssa Liliana Melone. La circolare ministeriale n°8 del 6 marzo, che dettaglia la direttiva del 27 dicembre 2012, “ Strumenti d ’ intervento per alunni."— Transcript della presentazione:

1 Prof.ssa Liliana Melone

2 La circolare ministeriale n°8 del 6 marzo, che dettaglia la direttiva del 27 dicembre 2012, “ Strumenti d ’ intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l ’ inclusione scolastica ”, apre un fronte del tutto nuovo per i bisogni educativi speciali.

3 La scuola, con tutte le difficolt à e i mezzi disponibili in fase di razionalizzazione, dovr à diventare sempre pi ù comunit à educante per l ’ intera area dei Bisogni educativi speciali, comprendente: “ svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficolt à derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana ” per gli stranieri. Insomma un terreno vastissimo, che supera ampiamente la crescente tipologia delle certificazioni-H e delle certificazioni-DSA di cui la legge ha iniziato ad occuparsi rispettivamente dal 1992 e dal 2010.

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5 Il PDP è lo “ strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita ( ….), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale ”. È questa è la prima novit à che si presenta alle scuole, chiamate a deliberare, tramite i consigli di classe, l ’ adozione per i Bes di un Piano personalizzato costruito su obiettivi minimi, ponendo molta attenzione a chiedere alle famiglie l ’ avallo per l ’ uso dei dati sensibili.

6 La seconda novità riguarda le certificazione DSA: considerando le lunghe attese per avere risposta da parte dei servizi sociali il Ministero ha pensato bene di autorizzare le scuole ad attuare anticipatamente misure dispensative-compensative di un PDP per i casi di alunni in via o in attesa di certificazione.

7 Ma il PDP potr à essere attivato anche per la svariata casistica che si può ricondurre allo svantaggio socio-economico (a seguito della segnalazione dei servizi sociali) e linguistico-culturali (gli alunni stranieri), il che implicher à per le scuole e le classi un ’ attenzione particolarissima alla personalizzazione dei percorsi. In tal caso si avr à cura di monitorare l ’ efficacia degli interventi affinch é siano messi in atto per il tempo strettamente necessario. Pertanto, a differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi, le misure compensative, nei casi sopra richiamati, avranno carattere transitorio e attinente aspetti didattici, privilegiando dunque le strategie educative e didattiche attraverso percorsi personalizzati, pi ù che strumenti compensativi e misure dispensative. In ogni caso, non si potr à accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato, secondo quanto previsto dall ’ art.6 del D.M.n°5669 del 12 luglio 2011 e dalle allegate Linee guida.

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9 SI FA RIFERIMENTO SOPRATTUTTO A: Legge 8/10/2010, n.170. “ Nuove norme sui DSA in ambito scolastico ” “ Linee guida per il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA ” allegate a D.M. 12/07/2011 L.170 8/10/2010 Riconosce Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia come DSA. Assegna al Sistema di istruzione Nazionale i seguenti compiti: Osservare e rilevare i segnali di rischio Individuare le metodologie didattiche e le forme di valutazione e verifica funzionali a favorire gli apprendimenti e il successo formativo

10 INTERVENTO DIDATTICO secondo L.170/2010 si focalizza su: DIDATTICA PERSONALIZZATA E INDIVIDUALIZZATA STRUMENTI COMPENSATIVI E MISURE DISPENSATIVE ADEGUATE FORME DI VERIFICA E VALUTAZIONE per permettere agli alunni con DSA di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e il successo formativo.

11 L. 170/2010 – D.M. 12/07/2011 Linee Guida 12/07/ 2011 dispongono di fare ricorso a: “… una didattica individualizzate e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto delle caratteristiche peculiari del soggetto, adottando strategie e metodologie educative adeguate ”

12 I termini INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA non sono sinonimi

13 DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA- Intervento calibrato sul singolo anzich é sull ’ intera classe. In classe – Pone obiettivi comuni a tutta la classe, ma adatta le metodologie in funzione delle caratteristiche individuali degli alunni per permettere a tutti il conseguimento degli obiettivi formativi. Presuppone l ’ attenzione ai diversi stili cognitivi degli alunni. Consiste in una pluralit à di metodologie, strategie didattiche per promuovere le potenzialit à e il successo formativo di ciascun alunno. Es: uso di mediatori (schemi, mappe concettuali, LIM); attenzione agli stili di apprendimento, calibrare gli interventi sulla base del livello raggiunto, etc.

14 DIDATTICA PERSONALIZZATA – Ha l ’ obiettivo di dare a tutti l ’ opportunit à di sviluppare al meglio le proprie potenzialit à, e quindi può porsi OBIETTIVI DIVERSIFICATI per ciascun alunno. Sulla base della L. 53/2003 e D.L.59/2004 calibra l ’ offerta didattica a livello personale sulla base dei bisogni educativi specifici degli alunni della classe, considerando le differenze individuali come risorse, con l ’ obiettivo di accrescere i punti di forza di tutti. Consiste nelle attivit à di recupero individuale rivolte ad uno o più alunni per potenziare determinate abilit à e acquisire specifiche competenze. Possono essere realizzate nei momenti di lavoro individuale in classe o in momenti appositamente dedicati, secondo le forme di flessibilit à del lavoro scolastico.

15 Si insiste su DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA a garanzia del diritto allo studio degli studenti con DSA: la sinergia tra questi due approcci determinerebbe le condizioni favorevoli per l ’ apprendimento scolastico in caso di DSA. Si insiste sulla centralit à delle metodologie didattiche, non solo delle misure compensative e dispensative.

16 Gli impegni nuovi, ad ogni modo, non si limitano a questo. Cambiano i compiti del gruppo di lavoro e di studio d’istituto (Glhi), con un orizzonte che andrà, da subito, a plasmarsi su tutti i Bes. Il gruppo cambierà denominazione, chiamandosi, d’ora in poi, “gruppo di lavoro per l’inclusione” (Gli) e i suoi componenti potranno essere reclutati tra gli insegnanti di sostegno, i docenti “disciplinari” con esperienza, i genitori e gli esperti istituzionali o esterni in regime di convenzionamento con la scuola.

17 Il gruppo di lavoro per l ’ inclusione, dovr à elaborare una proposta di Piano annuale per l ’ inclusivit à. “ A tale scopo- recita la circolare del 7 marzo- il gruppo proceder à ad un ’ analisi delle criticit à e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica operati nell ’ anno appena trascorso e formuler à un ’ ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali e non, per incrementare il livello di inclusivit à generale della scuola nell ’ anno successivo ”. Come si vede, procedure che cambiano radicalmente, per le istituzioni scolastiche, con notevole responsabilizzazione verso l ’ esterno. In effetti, il Piano, che, su proposta del gruppo per l ’ inclusivit à sar à discusso e votato dal collegio dei docenti, verr à inviato agli Uffici scolastici regionali, ai Glip e al Glir (gruppo di lavoro interistituzionali regionali per l ’ integrazione scolastica), per la richiesta di organico di sostegno, nonch é alle altre istituzioni territoriali “ come proposta di assegnazione delle risorse di competenza ”.

18 Tramite un ’ analisi globale dei Bes, la scuola elabora i propri interventi interni e segnala agli enti competenti in modo organico e onnicomprensivo le sue emergenze e le sue necessit à. I compiti del gruppo di lavoro per l ’ inclusivit à non si limitano alla redazione del Piano annuale ma puntano a: Rilevare i Bes presenti nella scuola Raccogliere e documentare gli interventi didattico- educativi Attivare confronti sui casi e le strategie di intervento Monitorare il livello di inclusivit à della scuola Coordinare le proposte dei singoli gruppi di lavoro H-Operativi.


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