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0 DOTT. ADRIANO PAPALE La movimentazione manuale dei carichi.

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Presentazione sul tema: "0 DOTT. ADRIANO PAPALE La movimentazione manuale dei carichi."— Transcript della presentazione:

1 0 DOTT. ADRIANO PAPALE La movimentazione manuale dei carichi

2 1 Movimentazione manuale di carichi Titolo VI del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 cinque articoli (articoli 167 – 171) ed un allegato (Allegato n. 33) regola la prevenzione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi riportando quanto già era stato recepito in precedenza con il Titolo V del Decreto Legislativo 626/94, e cioè la direttiva della Comunità europea 90/269 che definisce le “prescrizioni minime concernenti la movimentazione manuale dei carichi che dà origine a rischi, in particolare dorso-lombari, per i lavoratori”

3 2 Art. 167 – Campo di applicazione Le norme si applicano alle attività che comportano la movimentazione manuale dei carichi mediante operazioni/azioni di - trasporto (portare, spostare) - sostegno - sollevamento - deposizione - spinta - tiraggio di un carico ad opera di uno o più lavoratori

4 3 La definizione di “movimentazione manuale dei carichi” è quella riportata all’art. 167, comma 2, lettera a del D.Lgs. 81/2008 “Le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o piu' lavoratori,comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari” Definizione di “movimentazione manuale dei carichi”

5 4 Il comma 2, lettera b dell’art. 167 del D.Lgs. 81/2008 definisce patologie da sovraccarico biomeccanico le patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari Patologie da sovraccarico biomeccanico

6 5 Art. 168 – Obblighi del datore di lavoro - EVITARE la necessita’ di una movimentazione manuale dei carichi - FORNIRE ai lavoratori i mezzi adeguati per ridurre il rischio - ORGANIZZARE i posti di lavoro in modo che la movimentazione sia il piu’ possibile sicura e sana

7 6 Art. 168 – Obblighi del datore di lavoro - 1 Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie o ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessita’ di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori - 2 Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati o fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale dei detti carichi, in base all’Allegato XXXIII. - 3 Nel caso in cui la necessita’ di una movimentazione manuale di un carico a opera del lavoratore non possa essere evitata, il datore di lavoro organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione sia quanto piu’ possibile sicura e sana.

8 7 Art. 168 – Obblighi del datore di lavoro Nei casi in cui la movimentazione manuale di un carico non possa essere evitata, il DDL provvedera’: - alla VALUTAZIONE del rischio - all’ ADOZIONE delle misure necessarie per ridurre il rischio - alla SORVEGLIANZA SANITARIA

9 8 Art. 169 – Informazione e formazione Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informazioni su: - PESO DEI CARICHI - caratteristiche dei carichi da MOVIMENTARE (es.: carico a collocazione eccentrica, etc.) - RISCHI

10 9 D.Lgs. 81/ ALLEGATO XXXIII 1. CARATTERISTICHE DEL CARICO

11 10 1. Caratteristiche del carico La movimentazione manuale di un carico puo’ costituire un rischio tra l’altro dorso-lombare nei casi seguenti:  il carico e’ troppo pesante (kg 30);  e’ ingombrante o difficile da afferrare;  e’ in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;  e’ collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco;  puo’, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto.

12 11 2. Sforzo fisico richiesto Lo sforzo fisico puo’ diventare un rischio se:  ECCESSIVO  COMPORTA MOVIMENTI DI TORSIONE DEL TRONCO  COMPORTA MOVIMENTI BRUSCHI DEL CARICO  ESEGUITO CON POSIZIONE INSTABILE DEL CORPO

13 12 3. CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE DI LAVORO Le caratteristiche dell’ambiente di lavoro possono aumentare la possibilita’ di rischio se:  SPAZIO INSUFFICIENTE  PAVIMENTO INADEGUATO  DISLOCAZIONE INADEGUATA  DISLIVELLI, SCALE  INSTABILITA’  MICROCLIMA INADEGUATO

14 13 4. ESIGENZE CONNESSE ALL’ATTIVITA’ L’attivita’ puo’ comportare un rischio se:  SFORZI FISICI FREQUENTI O PROLUNGATI  TEMPI DI RIPOSO INSUFFICIENTI  DISTANZE TROPPO GRANDI  RITMO DI LAVORO IMPOSTO

15 14 5. FATTORI INDIVIDUALI DI RISCHIO Il lavoratore puo’ correre un rischio se:  INIDONEO FISICAMENTE  INDOSSA ABBIGLIAMENTO INADEGUATO  INSUFFICIENTEMENTE FORMATO

16 15 GERARCHIA D’AZIONE Automazione Ausiliazione Valutazione rischio residuo Interventi organizzativi Sorv. Sanitaria / Formazione ANNULLAMENTO RISCHIO ABBATTIMENTO RISCHIO

17 16 Ci sono domande ? ?


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