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Istituto comprensivo “Serra” di Crescentino A.S. 2010/2011 Matematica fiabesca Contributi all’apprendimento della matematica nella scuola dell’infanzia.

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Presentazione sul tema: "Istituto comprensivo “Serra” di Crescentino A.S. 2010/2011 Matematica fiabesca Contributi all’apprendimento della matematica nella scuola dell’infanzia."— Transcript della presentazione:

1 Istituto comprensivo “Serra” di Crescentino A.S. 2010/2011 Matematica fiabesca Contributi all’apprendimento della matematica nella scuola dell’infanzia

2 La fiaba come contesto narrativo La fiaba matematica come ambiente di apprendimento “inclusivo” " La tana della narrazione”- lettura espressiva Fare matematica in modo pervasivo Il personaggio mediatore e i nodi concettuali IL CONTESTO NARRATIVO

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4 Capitan Libeccio e le FORME

5 ESPERIENZA: LA DANZE DELLA MARATONDA Riflettere sul concetto di cerchio anche attraverso l’interpretazione corporea della danza Riflettere, argomentare, formulare congetture sulla figura del cerchio DISCUSSIONE MATEMATICA: Come disporsi in cerchio Come costruire il cerchio Quali sono le proprietà del cerchio I:La canzone dice di fare un“ girotondo sempre in tondo” …….”niente è più seccante di una corsa in su e in giù”…..cosa vuol dire? B: Che si gira in cerchio rotondo. B: Oppure correre di qua e di là. I: (L’intervento dell’insegnante mira a verificare le due ipotesi) Proviamo a vedere cosa succede se due bimbi disegnano con la pittura il movimento che stanno facendo i due bimbi. B: Quando si fa un girotondo si disegna un cerchio. B: Quando si va di qua e di là è’ una riga. I: quando la canzone dice :”Mara, Maratona testa in basso gambe in su, non c’è stato inizio e non ci fermeremo più….” cosa vuol dire? B: Che si gira sempre I: La riga disegnata ha un inizio? B: Sì I: E ci si ferma? B: Sì quando finisce (il b indica) I: E nel cerchio? B: No il rotondo è tutto attaccato

6 ESPERIENZA: LE FORME DEGLI OGGETTI Osserviamo le immagini del libro di Alice e riconosciamo negli oggetti alcune forme. DISCUSSIONE MATEMATICA: Come costruire figure geometriche Le figure sono composte da oggetti Confrontare figure geometriche Le insegnanti hanno preparato strisce colorate di varie dimensioni e le hanno messe a disposizione dei bambini. La consegna è stata quella di far costruire le forme che avevano precedentemente individuato nella storia di Alice. B: Questo è un triangolo perché ha tre punte. B: E’ un triangolo perché ha tre lati e tre angoli. B: Questo è un quadrato perché ha tutte le righe della stessa lunghezza. B: Questo è un rettangolo perché ha due righe più lunghe e due più corte.

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8 ESPERIENZA: ALICE SULLA LINEA DEL TEMPO Suddivisione della fiaba in sequenze DISCUSSIONE MATEMATICA: Come concettualizzazione lo scorrere del tempo in una sequenza temporale Come rappresentare e leggere lo spazio grafico spazio/tempo Come valutare l’ampiezza dell’intervallo tra istanti (durata) Le insegnanti propongono ai bambini di realizzare un cartellone della storia mettendo personaggi ed eventi sulla LINEA del TEMPO. Le TACCHE rosse rappresentano l’incontro con i vari personaggi della storia, cioè un EVENTO. Lo SPAZIO che intercorre tra un evento e l’altro indica la DURATA dell’evento, ciò che succede… I bambini decidono quale sequenza della storia è durata più o meno tempo lasciando uno spazio maggiore o minore tra una tacca e l’altra.

9 ESPERIENZA: VELOCITA’/TEMPO IN SPAZI UGUALI Alice insegue Bianconiglio, misuriamo il tempo Riflettere, argomentare, confrontare la durata del tempo a parità di spazio percorso DISCUSSIONE MATEMATICA: Come misurare la durata del tempo Utilizzo di strumenti non convenzionali Registrare le durate Confrontare le durate I: Cosa fa Alice quando vede Bianconiglio? B: Lo insegue perché vuole arrivare al castello. I: Alice e Bianconiglio fanno la stessa strada? B: Sì perché la strada è una sola. Dopo aver sperimentato il percorso…. I: Chi ha impiegato più tempo a fare il percorso? B: Alice perché cammina, invece Bianconiglio corre perché ha fretta. I: Perché Bianconiglio corre? B: Perché è sempre in ritardo. I: Cosa vuol dire che è in ritardo? B: Perché non arriva all’appuntamento. I:Chi ha impiegato meno tempo ad arrivare al castello? B: Bianconiglio perché corre e non si ferma. B: Alice arriva tardi perché si ferma dal Cappellaio e dallo Stregatto. Le insegnanti hanno proposto ai bambini di utilizzare come unità di misura il battito delle mani. Un gruppo di bambini batteva il ritmo ( gat-to) e un altro gruppo contava i battiti (1,2,3……) I: Quanti battiti di mani abbiamo contato per Alice? B: 14 I: Quanti per Bianconiglio? B: 5

10 ESPERIENZA: REGISTRIAMO IL TEMPO Registriamo il percorso con i mattoncini colorati, contiamo i battiti e impiliamo i mattoncini uno sull’altro. I: Quale torre è più alta? B: Quella di Alice perché ha più mattoncini e vuol dire che ci ha messo più tempo.

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12 Attività di CONTINUITA’ con la SCUOLA PRIMARIA ESPERIENZA: LE CARTE DELLA REGINA Eseguire raggruppamenti delle carte classificandole per colore, forma e quantità. ESPERIENZA: CORRISPONDENZA NUMERO/QUANTITA’ Abbinare le carte da gioco per quantità e numero indipendentemente dal seme. Concetto di cardinalità I bambini hanno già imparato durante gli anni trascorsi alla Scuola dell’Infanzia attraverso attività di routine la rappresentazione gestuale del contare, associano il dito, all’oggetto al numero verbalizzato. Tramite la conta i bambini giustificano l’uguaglianza del numero con la quantità.

13 ESPERIENZA: CARTE IN MOVIMENTO Come ordinare i numeri delle carte Sfruttare la collocazione spaziale delle carte per ordinarle Le carte “umane”, si suddividono in due squadre e si dispongono su due file. Tra i non partecipanti al gioco viene scelto un bambino, anch’esso con pettorina, che va a posizionarsi al centro tra le due squadre. Uno alla volta, alternando le squadre, i giocatori si collocano al centro, accanto al bambino prescelto, secondo i seguenti criteri: Numero precedente (si posiziona prima del bambino) Numero successivo (si posiziona dopo il bambino) Stesso numero (si posiziona davanti o dietro al bambino) Se un bambino non riesce a collocarsi secondo i criteri stabiliti, resta al proprio posto. Vince la squadra che per prima ha disposto al centro tutti i suoi giocatori. La rappresentazione grafica individuale mette in evidenza i bimbi messi in serie secondo la quantità. Realizziamo un cartellone associando la carta della Regina di cuori da 1 a 9 ad alcuni personaggi della fiaba di Alice.

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15 ESPERIENZA: REGINA/REGINELLA Confrontare le distanze da un punto di vista qualitativo e quantitativo Misurare lunghezze con misura per conteggio e unità di misura diverse DISCUSSIONE MATEMATICA: Riflettere sull’ampiezza dei passi dei personaggi Confrontare la lunghezza dei passi Contare i passi Registrare i dati I.: C’è un personaggio della storia a cui piace sempre giocare e anche vincere, chi è? B.: La Regina di Cuori B.: Che gioco ci insegni? I.: Regina, Reginella… sono sempre nel mio castello così grande, così bello! Se volete arrivare nel mio castello dovete recitare questa filastrocca: REGINA, REGINELLA QUANTI PASSI MI FAI FARE PER ARRIVARE AL TUO CASTELLO COSÌ GRANDE, COSÌ BELLO. I bambini simulano liberamente i passi dei personaggi (Ostrichette, Bianconiglio, Alice) prima di iniziare il gioco. A seconda di quale cartello veniva alzato dalla Regina di Cuori, i bambini dovevano eseguire i passi del personaggio. I bambini di 5 anni, oltre a contare i passi, tengono presente anche il numero di piastrelle (1 per le ostrichette, 2 per il Bianconiglio e 3 per Alice).

16 I.: Erano tutti uguali i passi dei personaggi? B.: No, erano diversi. I.: Diversi come? Perché? B.: Alcuni corti, altri lunghi. I.: Quali erano lunghi, e quali corti? B.: Alice aveva i passi più lunghi e le ostrichette quelli più corti. I.: E il Bianconiglio? B.: Bianconiglio li faceva più lunghi di Alice. I.: Siete d’accordo? B.: No I.: Chi li faceva più lunghi di tutti? B.: Alice. I.: Perché? B.:Perché aveva le gambe più lunghe. I bambini di 3 e 4 anni hanno colorato i passi e verbalizzato quali erano quelli più lunghi e quelli più corti. I bambini di 5 anni hanno suddiviso il percorso contando i quadretti in base alla lunghezza del passo. Poi contano i passi.

17 ESPERIENZA: MISURIAMO ALICE Confrontare le altezze Misurare altezze DISCUSSIONE MATEMATICA: Come sviluppare il concetto di unità di misura Come eseguire la misurazione Concordare un’unità di misura non convenzionale Trasferire su scheda la misurazione trasponendo l’unità di misura in scala I.: Chi abbiamo qui? B.: Alice piccola e Alice grande I.: Ma Alice piccola, dove potrebbe stare? B.: Nella bottiglia. I.: Molto bene! Cos’è che ha fatto crescere Alice? B: Alice diventava piccola e grande. I.: Perché? B: Perché mangiava i biscotti e il fungo. I.: Qual è Alice grande? Il bambino indica e tocca Alice grande I.: Perché è grande? B.: Perché è più alta I.: Perché è più alta? B.: Perché ha mangiato il pezzo di fungo che l’ha fatta crescere.

18 Viene fatta la sagoma di una bambina e una dell’insegnante per raffigurare Alice grande e Alice piccola. Ai bambini vengono mostrati i due personaggi e viene detto loro che possiamo misurarne l’altezza utilizzando l’orma del piede di un’insegnante come unità di misura. I.: Sentite un po’ bambini, com’è questa Alice? B.: Grande! I.: Com’è quest’altra? B.: Piccola! I.: Quella piccola com’è anche… cioè oltre che piccola? B.: E’ anche bassa. I.: E quella grande, oltre a essere così, com’è? B.: Alta! I.: Cos’è questa, invece? B.: L’orma di un piede I.: E a cosa può servire? B.: A misurare. I.: Bravi! Allora proviamo a misurare l’altezza. I.: ma bimbi, se non avevo il piede, come facevo a misurare Alice? B.: con la mano! I.: oppure? B.: con il metro che si allunga I.: oppure, cos’altro ancora? B.: il righello!

19 I bambini colorano con le tempere un cartellone di Alice. Il cartellone di Alice piccola, che misura 5 piedi. Il cartellone di Alice grande, che misura 7 piedi. Ai bambini viene consegnata una scheda che devono completare per concludere l ’ attivit à. I bambini di 4 anni devono colorare la scheda e contare i piedi. I bambini di 5 anni traspongono il piede per misurare le altezze.

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21 ESPERIENZA: ALICE NEL LABIRINTO Alice si orienta nel labirinto DISCUSSIONE MATEMATICA: Progettare e costruire un labirinto tridimensionale Trasferire il percorso del labirinto sul piano bidimensionale Il problema di proporre labirinti ai bambini sta nel poter sperimentare l’attività nello spazio tridimensionale. Lo spazio bidimensionale del foglio, infatti, non permette di sperimentare fisicamente lo spazio chiuso che sulla scheda è rappresentato semplicemente da una riga facilmente oltrepassabile. I bambini singolarmente entrano nel labirinto e si orientano attraverso i vari percorsi possibili, scegliendo tra quelli aperti e tornando indietro da quelli chiusi. I bambini di 3 e 4 anni svolgono l’esercizio rimanendo in piedi. Per rendere più complessa l’attività, i bambini di 5 anni devono compiere il percorso a gattoni, non potendo vedere dall’alto le possibili uscite dal labirinto. Ai bambini vengono proposte schede per verificare l’attività pratica svolta precedentemente. Devono condurre Alice da Bianconiglio, tracciando il percorso prima con il dito e poi con il pennarello. Il percorso che devono individuare si differenzia per difficoltà a seconda dell’età del bambino. Nella scheda predisposta per i bambini di 5 anni si deve trovare la strada che porta da Bianconiglio e non quelle che portano Alice dallo Stregatto o dalla Regina di Cuori.

22 Ai bambini vengono proposte schede per verificare l’attività pratica svolta precedentemente. Devono condurre Alice da Bianconiglio, tracciando il percorso prima con il dito e poi con il pennarello. Il percorso che devono individuare si differenzia per difficoltà a seconda dell’età del bambino. Nella scheda predisposta per i bambini di 5 anni si deve trovare la strada che porta da Bianconiglio e non quelle che portano Alice dallo Stregatto o dalla Regina di Cuori.

23 ESPERIENZA: LA MAPPA DEL TESORO Dare spazio al gioco, in modo che il bambino possa appropriarsi dello spazio esterno non conosciuto Porsi e risolvere problemi di percorsi rappresentati sotto forma di gioco Trovare il tesoro nascosto Proiettare sull’oggetto il proprio schema corporeo DISCUSSIONE MATEMATICA: Come costruire punti di riferimento per orientarsi nello spazio Cogliere le relazioni tra tutti gli elementi facenti parte dell’ambiente Localizzare gli elementi Le insegnanti guidano i bambini alla lettura della mappa che ci permetterà di ritrovare ad uno, ad uno, tutti i personaggi della storia.

24 In gita al “BOSCO DELLA PARTECIPANZA DI TRINO VERCELLESE” Ripercorriamo la nostra avventura con l’aiuto dei genitori che con molta disponibilità hanno accettato di diventare gli attori della storia.

25 I genitori, grazie all’allestimento coreografico fungono da punti di riferimento per la lettura della mappa

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27 Ed Infine il meritato TESORO!!!! La soddisfazione di noi insegnanti per la passione che ha animato i nostri alunni ed i loro progressi. La professionalità formativa che ci ha permesso di acquisire e consolidare nuove competenze La certezza di poter contare sull’aiuto e la collaborazione di molti genitori per le idee più difficili da realizzare. Ed il riconoscimento dell’impegno ….luuuuuungo un anno!

28 COORDINAMENTO DELLA DIDATTICA E DELLA DOCUMENTAZIONE: Cremonesi Rita COORDINAMENTO DELLA FORMAZIONE : Greppi Antonella REALIZZAZIONE E DOCUMENTAZIONE: Bassignana Anna, Barbarino Laila, Bobba Teresa, Casale Antonella, Chiapperini Tiziana, Cremonesi Rita, Giammona Laura, Greppi Antonella, Irico Rossella, Leone Chiara, Malatacca Giuseppina, Santangelo Rita, Spatera Rachele, Tomaipitinca Maria, Torrero Donata, Tricerri Luisella, Vallino Rossana, Zanotto Monica. SCUOLA INFANZIA “PETER PAN” DI CRESCENTINO – via Colombo,2 Istituto Comprensivo “C.Serra” via Roma, 109 – Crescentino Dirigente Scolastico: dott.ssa Ida Demichelis Matematica fiabesca “ Alice e le Meraviglie dei Numeri ” Contributi all ’ apprendimento della matematica nella scuola dell ’ infanzia Progetto “ Quarini ” di Formazione Permanente in Didattica della Matematica con modalit à e-learning tramite piattaforma moodle, con la collaborazione del Dipartimento di Matematica dell ’ Universit à di Torino (dott.ssa Robutti).

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