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800 ML DI EURO … DA SPENDERE Dott.ssa Marina Bresciani

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Presentazione sul tema: "800 ML DI EURO … DA SPENDERE Dott.ssa Marina Bresciani"— Transcript della presentazione:

1 800 ML DI EURO … DA SPENDERE Dott.ssa Marina Bresciani

2 800 ml di euro … da spendere EUROPROGETTAZIONE UNA..”SCIENZA”.. POLITICA.. 2

3 EUROPROGETTAZIONE UNA..”SCIENZA”.. POLITICA.. E’ una SCIENZA perché raccoglie rami diversi Dal marketing all’informatica, dall’ingegneria alla architettura, dalla scienza alla bio scienza, legata alla conoscenza delle lingue e a forti esperienze Internazionali perché svolta sempre in un rapporto con gli Stati membri e con i Paesi terzi con le loro culture e differenze di origine che devono provare a somigliarsi. L’azione di avvicinamento delle tematiche e delle differenti necessità è una azione diplomatica che quindi non può che essere svolta in maniera POLITICA di concertazione e di accordo programmatico tra gli attori. 3

4 EUROPROGETTAZIONE UNA..”SCIENZA”.. POLITICA.. LA DIFFICOLTA’ DI ESSERE PUNTUALI Una Scienza Politica quindi, non approssimazione o spicciole relazioni presentate su sommari pareri o opinioni, una SCIENZA composta da molti elementi che richiedono obbligatoriamente un coordinamento degli elementi, una conoscenza esatta delle linee comunitarie europee e una capacità puntuale di redigere i complicati ma strutturati e funzionali formulari richiesti dall’Europa per la presentazione di un BUON PROGETTO. 4

5 LA BUONA PRASSI Un BUON PROGETTO deve seguire delle regole: - La politica europea e le sue strategie - Maastricht (1992), Trattato di Lisbona (2007), Europa I regolamenti comunitari - Esecutività delle linee programmatiche - I programmi europei di finanziamento - IMPRESE - ASSOCIAZIONI CULTURALI - ONLUS - ENTI PUBBLICI 5

6 Il trattato di Lisbona 6 Oggi quindi lo strumento di riferimento in attesa del nuovo di Europa 2020 già comunque in discussione è il Trattato di Lisbona. Questo definisce in maniera chiara gli obiettivi e i valori dell’UE: pace, rispetto dei diritti dell’uomo, giustizia, uguaglianza, Stato di diritto e sviluppo sostenibile. - Offrire ai cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne; - Garantire all’Europa uno sviluppo sostenibile, basato su una crescita economica equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su un’economia sociale di mercato altamente competitiva, al fine di raggiungere la piena occupazione e il progresso sociale, unitamente ad un livello elevato di tutela dell’ambiente. - Lottare contro l’emarginazione sociale e la discriminazione, nonché promuovere la giustizia e la protezione sociali; - Favorire la coesione economica, sociale e territoriale, nonché la solidarietà fra gli Stati Membri; - Continuare l’impegno in favore di un’unione economica e monetaria con l’euro come moneta; - Conservare e promuovere i valori dell’Unione Europea nel resto del mondo e adoperarsi per la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile del pianeta, la solidarietà e il rispetto fra i popoli, un commercio libero ed equo e l’eliminazione della povertà. - Contribuire alla protezione dei diritti dell’uomo, segnatamente dei diritti dei bambini, all’applicazione rigorosa e allo sviluppo del diritto internazionale, ivi compreso il rispett per i principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.

7 LA” POLICY” E I PROGRAMMI La conoscenza dei programmi diventa obbligatoria nella sua totalità per scegliere il programma giusto, il programma DIRETTO o INDIRETTO che distingue l’opportunità da prendersi DIRETTAMENTE presso l’organismo comunitario oppure INDIRETTAMENTE ben concertando i fondi rivenienti dai programmi con Enti Nazionali o Locali di riferimento. 7

8 GESTIONE DIRETTA E INDIRETTA 8 I FINANZIAMENTI EUROPEI A GESTIONE INDIRETTA Sono erogati per le Azioni strutturali finalizzate alla riduzione del divario economico e strutturale tra le Regioni Europee e richiedono un iter complesso che coinvolge Regioni, Governi nazionali e Commissione europea secondo il principio di sussidiarietà. I FINANZIAMENTI EUROPEI A GESTIONE DIRETTA Sono erogati direttamente dalle Direzioni Generali della Commissione europea e richiedono la presentazione di progetti specifici. MENTRE NEL PRIMO CASO SI VOGLIONO PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI CHE GLI STATI MEMBRI E LE ISTITUZIONI COMUNITARIE CONCORDANO PER FRONTEGGIARE LE DIFFICOLTA’ STRUTTURALI E I RITARDI NELLO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DELLE REGIONI EUROPEE, NEL SECONDO CASO LA COMMISSIONE EUROPEA PREDISPONE DEI PROGRAMMI INERENTI I VARI SETTORI DI INTERVENTO COMUNITARIO IN BASE AGLI OBIETTIVI DI MEDIO E LUNGO PERIODO CHE SI PREFIGGE COME DETTO PRECEDENTEMENTE.

9 EROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI 9 IN PARTICOLARE ESISTONO DUE PROCEDURE PER L’AGGIUDICAZIONE DELLE RISORSE GESTITE DIRETTAMENTE DALLA COMMISSIONE EUROPEA: - Inviti a presentare proposte Call for proposal Gare d’appalto Call for tender -

10 EROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI 10 CALL FOR PROPOSALSCALL FOR TENDERS Finalità della CommissionePromuovere l’interesse dei beneficiari Realizzare una azione puntuale Finalità del partecipanteFine istituzionaleFine commerciale Modalità di finanziamentoCofinanziamentoFinanziamento al 100%

11 EROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI CALL FOR PROPOSALS 11 Attraverso le Call for proposals vengono erogate delle sovvenzioni, cioè dei pagamenti di natura non commerciale in cui non esiste possibilità di profitto. L’obiettivo finale è di solito il perseguimento di obiettivi specifici previsti nelle politiche europee. Per ottenere le sovvenzioni è necessario presentare dei progetti che prevedano il co-finanziamento da parte della Commissione europea (che varia dal 35% all’85% dei costi totali). Le Call for proposals sono contenute in bandi che possono essere: -periodici, in settori specifici e con scadenze predefinite; -aperti, per progetti inerenti a un’area geografica o una tematica di particolare importanza per la Commissione, caratterizzati da un’ampia durata o frequente periodicità.

12 EROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI CALL FOR TENDERS 12 Gli appalti, ovvero di call for tenders invece sono dei contratti di natura pubblica su diversi campi di azione, come l’acquisto o la locazione di un edificio, la fornitura di impianti e attrezzature, l’esecuzione di lavori o la fornitura di servizi. Negli appalti si riceve un finanziamento totale dall’Unione europea e il fine commerciale di queste attività permette la realizzazione di un profitto. LE CALLS FOR PROPOSALS RAPPRENTANO LA FONTE DI FINANZIAMENTO PIU’ ACCESSIBILE PER ASSOCIAZIONI, ONG E ORGANIZZAZIONI PUBBLICHE E PRIVATE, MENTRE LE GARE D’APPALTO AMMETTONO DI NORMA SOLTANTO I SOGGETI CHE SODDISFANO PARTICOLARI REQUISITI TECNICI E FINANZIARI.

13 I PROGRAMMI 13  LIFE +  Ambiente, energia e trasporti  MARCO POLO II  Congestione delle infrastrutture  CIP  Competitività e innovazione  FP7  Cooperazione, Idee, Persone, Capacità

14 I PROGRAMMI CULTURA E FORMAZIONE 14  CULTURA  MEDIA  ISTRUZIONE E FORMAZIONE (LLP)  LIFELONG LEARNING PROGRAMME  YOUTH IN ACTION

15 I PROGRAMMI EUROPEI DI POLITICA REGIONALE 15 La politica regionale dell’Unione europea si pone l’obiettivo di - Colmare le disparità economiche e sociali; - Essere solidali restando competitivi; - Affrontare le grandi sfide del XXI secolo: sviluppo scientifico e tecnologico, opportunità di lavoro, tutela delle fasce deboli della popolazione (malati, anziani e portatori di handicap), lotta alle discriminazioni di razza e sesso, protezione dell’ambiente, etc.

16 I PROGRAMMI EUROPEI DI POLITICA REGIONALE 16  Attraverso la politica regionale si vuole migliorare la coesione economica e sociale al fine di favorire lo sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità per il periodo Le azioni comunitarie della politica di coesione europea mirano a far fronte alle sfide derivante dalle disparità economiche, sociali e territoriali, nonché all’accelerazine delle ristrutturazioni economiche e all’invecchiamento della popolazione. Gli interventi si concentrano su un numero limitato di priorità che riflettono gli obiettivi di Lisbona (crescita, competitività e occupazione) e di Goteborg (ambiente).

17 I PROGRAMMI DI POLITICA REGIONALE Gli strumenti finanziari 17  FESR (FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE)  FONDO DI COESIONE  FSE (FONDO SOCIALE EUROPEO)  FEASR (FONDO EUROPEO AGRICOLO PER LO SVILUPPO RURALE  FEP (FONDO EUROPEO PER LA PESCA) ObiettiviFondi e strumenti strutturali ConvergenzaFESRFSE Fondo di coesione Competitività regionale e occupazione FESRFSE Cooperazione territoriale europea FESR

18 PROGRAMMI PER IL MEDITERRANEO 18  I programmi di seguito sono tra i principali a carattere regionale che interessano i paesi sul Mediterraneo.  La cooperazione nel bacino del Mediterraneo può essere:  Transfrontaliera  Transnazionale  Interregionale  Strumenti di pre-adesione (ENPI)

19 ENPI CBC- AREE DI COOPERAZIONE A LIVELLO DI BACINO Programma Mar Nero Programma Mar Baltico Programma Mar Mediterraneo

20 ENPI (Politica Europea di Vicinato) Scambio e trasferimento di know-how 20  La Politica Europea di Vicinato e’ stata sviluppata nell’ambito del quadro del processo di allargamento dell’UE con l’intento di rafforzare la stabilità la sicurezza e il benessere in tutta l’area interessata favorendo relazioni privilegiate tra i paesi del bacino del Mediterraneo “vicini” e soprattutto intende creare opportunità di trasferimento di buone competenze (twinning) e prassi su programmi già in essere in ciascuno dei paesi da trasferirsi appunto nei paesi interessati allo scambio in una logica di sviluppo sostenibile.


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