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Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 1 GENERE E SESSUALITÀ.

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1 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 1 GENERE E SESSUALITÀ

2 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 2 Qual è la differenza fra sesso e genere? Sesso: differenze anatomiche e fisiologiche che caratterizzano i corpi maschili e femminili. Genere: differenze psicologiche, culturali e sociali tra maschi e femmine  è collegato alle nozioni socialmente costruite di maschilità e femminilità. Molte differenze fra uomini e donne non sono un prodotto diretto del sesso biologico

3 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 3 L’identità di genere si forma così precocemente nella vita che da adulti la consideriamo per lo più scontata. Per spiegare la formazione delle identità di genere sono stati adottati approcci contrastanti: - alcuni evidenziano l’effetto perdurante sull’identità di genere a opera delle caratteristiche biologiche innate; - altri sottolineano la costruzione e ricostruzione continua dell’identità di genere nelle interazioni sociali con gli altri.

4 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 4 I principali filoni sociologici interpretativi delle differenze di genere insistono su: - differenza naturale tra uomini e donne fondata su base biologica; - base biologica del sesso, ma socializzazione di genere; - assenza completa di una base biologica, poiché genere e sesso sono entrambi il risultato esclusivo della costruzione sociale.

5 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 5 La differenza naturale Determinati aspetti della biologia umana comportano differenze innate di comportamento tra uomini e donne. Esempio: in quasi tutte le culture la partecipazione alla caccia e alla guerra è riservata agli uomini. Critiche a queste teorie: - il grado di aggressività dei maschi varia da cultura a cultura; - si basano spesso sul comportamento animale piuttosto che su evidenze antropologiche e storiche; - il fatto che certe caratteristiche siano universali non significa che debbano essere di origine biologica; - si trascura il ruolo dell’interazione sociale nella definizione del comportamento umano.

6 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2005 Capitolo 4. Genere e sessualità 6 La socializzazione di genere Sesso biologico Genere sociale Definito alla nascita del bambino Il bambino, attraverso il contatto con gli agenti sociali, interiorizza le norme e le aspettative sociali corrispondenti al proprio sesso Le differenze di genere sono un prodotto culturale e bisogna distinguere fra: Nel processo di apprendimento del proprio genere, i bambini sono guidati da sanzioni positive e negative, che agiscono per ricompensare o reprimere determinati comportamenti.

7 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2005 Capitolo 4. Genere e sessualità 7 La socializzazione di genere nella prospettiva funzionalista Gli agenti della socializzazione contribuiscono al mantenimento dell’ordine sociale sovrintendendo a un’efficace socializzazione delle nuove generazioni. Critiche a queste teorie: - la socializzazione di genere non è processo intrinsecamente armonioso  diversi agenti sociali possono essere in contrasto fra loro; - si ignora la capacità degli individui di respingere o modificare le aspettative sociali connesse ai ruoli sessuali.

8 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 8 La costruzione sociale del genere e del sesso L’idea di qualsiasi fondamento biologico dell’identità di genere viene respinta  sia il sesso, sia il genere sono dei costrutti sociali. Non solo il genere, ma anche il corpo umano è soggetto a forze sociali che lo plasmano e modificano in vari modi. Se le differenze sessuali condizionano le identità di genere, è vero anche che le identità di genere modellano le differenze sessuali.

9 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 9 La teoria di Sigmund Freud L’apprendimento delle differenze di genere da parte dei bambini è incentrato sulla presenza o l’assenza del pene  differenza anatomica + espressione simbolica della maschilità e femminilità. La formazione delle identità di genere ha inizio in quella che Freud chiama fase edipica, attorno ai 4 o 5 anni. Fase edipica maschile  il bambino vede il padre come rivale nella lotta per le attenzioni della madre, fino a quando ne accetta la superiorità, reprime l’attrazione per la madre e si identifica con il padre, assumendone gli atteggiamenti aggressivi. Fase edipica femminile  le bambine soffrono l’invidia del pene e si identificano con la madre assumendone gli atteggiamenti remissivi.

10 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 10 Critiche alla teoria di Sigmund Freud Molte delle critiche alla teoria di Freud sono state sollevate da studiose femministe, poiché: - si identifica troppo l’identità di genere con il problema dei genitali; - si attribuisce una ‘naturale’ superiorità al pene; - si considera il padre come principale fonte di autorità; - si crede che l’apprendimento delle differenze di genere sia concentrato all’età di 4 o 5 anni.

11 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 11 La teoria di Nancy Chodorow La formazione dell’identità di genere è un’esperienza molto precoce, che deriva dall’attaccamento del bambino alla madre; l’attaccamento deve poi essere spezzato per poter acquisire un senso di sé separato. Bambina: rimane più vicino alla madre  senso di sé meno separato dagli altri, maggiore dipendenza. Bambino: separazione più netta dalla madre  senso di sé più separato dagli altri, maggiore indipendenza.

12 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 12 Critiche alla teoria di Nancy Chodorow Il lavoro della Chodorow ha sollevato diverse critiche: - non spiega la lotta delle donne per conquistare la propria autonomia e indipendenza; - le donne (e gli uomini) hanno una costituzione psicologica molto più ibrida e contraddittoria; - la femminilità può nascondere sentimenti di aggressività e autoaffermazione. Questo contributo rimane comunque importante per la spiegazione della cosiddetta inespressività maschile.

13 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 13 Le differenze di genere sono una fonte di disuguaglianze sociali  uomini e donne hanno diverso potere, prestigio e ricchezza. I ruoli maschili sono più reputati e premiati di quelli femminili: alle donne sono affidati i lavori domestici e la cura dei figli, gli uomini provvedono al mantenimento della famiglia divisione sessuale del lavoro. I principali approcci alla natura delle disuguaglianze di genere a livello sociale generale sono: - approcci funzionalisti; - approcci femministi.

14 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 14 Approcci funzionalisti Le differenze di genere contribuiscono alla stabilità e all’integrazione sociale. Parsons: la famiglia è un agente di socializzazione efficiente se esiste una netta divisione sessuale del lavoro  le donne svolgono i lavori espressivi, gli uomini svolgono quelli strumentali. Bowlby: la madre svolge un ruolo centrale nella socializzazione primaria dei figli => se la madre è assente, si crea una situazione di privazione materna che rischia di compromettere gravemente la socializzazione.

15 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 15 Approcci femministi I tre principali filoni del pensiero femminista sono: - femminismo liberale: attenzione ai singoli fattori che contribuiscono alle disuguaglianze di genere (es. sessismo, discriminazione sul lavoro)  tentativi di riforma graduale del sistema dall’interno; - femminismo radicale: la subordinazione femminile è il prodotto di un sistema complessivo (patriarcato)  l’uguaglianza si può raggiungere solo con il rovesciamento dell’ordine patriarcale; - femminismo ‘nero’: attenzione alle donne nere svantaggiate su diversi piani a causa del colore della pelle, del sesso e della collocazione di classe.

16 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 16 R.W. Connell: l’ordine di genere Connell ha sviluppato una teoria complessiva delle relazioni di genere e ha posto attenzione alla crisi della maschilità. Ordine di genere: “ambito organizzato di pratiche umane e relazioni sociali” che definisce le forme della maschilità e della femminilità. L’ordine di genere è composto da tre dimensioni: - il lavoro: divisione sessuale delle attività; - il potere: relazioni basate sull’autorità, sulla violenza o sull’ideologia nelle istituzioni sociali e nella vita domestica; - la catessi: dinamica dei rapporti intimi, emozionali e affettivi.

17 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 17 La gerarchia di genere di Connell Maschilità egemone Meno potere Più potere Maschilità complice Maschilità subordinata Maschilità omosessuale Femminilità subordinata Femminilità enfatizzata Femminilità resistenti

18 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 18 La crisi della maschilità e del male breadwinner è dovuta a trasformazioni socio-economiche in ambito: - lavorativo: disoccupazione, contenimento delle retribuzioni, più tempo di lavoro, timore di licenziamento; - affettivo-familiare: relazioni meno stabili, divorzio. Gli uomini sono lacerati da dubbi sul proprio valore e sulla propria utilità  evoluzione della figura maschile: Uomo castigatore Uomo nuovo difende la propria virilità e il proprio onore. attento alle proprie esigenze emotive e sensibile.

19 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 19 La sessualità umana è un fenomeno molto complesso legato sia a fattori biologici, sia a fattori socio-culturali. Comportamento significativo Imperativo alla riproduzione In ogni società l’inclinazione sessuale prevalente è quella eterosessuale, ma non è l’unica. J. Lorber distingue almeno dieci diverse identità sessuali. Ford e Beach hanno rilevato l’alta differenziazione delle pratiche sessuali  comportamento sessuale e canoni dell’attrattiva sessuale variano enormemente da cultura a cultura.

20 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 20 L’omosessualità è l’orientamento dell’interesse sessuale o affettivo verso individui del proprio sesso: - esiste in tutte le culture; - non in tutte le culture è accettata; - non è una malattia o un disturbo psichico; - talvolta è considerata un atto deviante, punibile anche con la pena di morte. Il processo di accettazione degli omosessuali ha subìto progressi grazie a: - pubblicazione del rapporto Kinsey sul comportamento sessuale alla metà del secolo scorso; - rivolta di Stonewall del 1969; - scoppio dell’epidemia di Aids nei primi anni ’80.

21 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 21 K. Plummer ha distinto quattro tipi di omosessualità all’interno della cultura occidentale moderna: - omosessualità casuale: esperienza transitoria che non struttura l’intera vita sessuale di un individuo; - omosessualità situata: le attività omosessuali sono regolarmente praticate, ma senza diventare una preferenza dominante per l’individuo; - omosessualità personalizzata: individui che preferiscono le attività omosessuali, ma rimangono isolati in gruppi in cui questa viene accettata; - omosessualità come stile di vita: individui che sono ‘usciti allo scoperto’.

22 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 22 L’atteggiamento verso l’omosessualità: EterosessismoOmofobia Individui non eterosessuali sono classificati e discriminati sulla base del loro orientamento sessuale Paura e disprezzo nei confronti degli omosessuali Negli ultimi decenni la tolleranza verso l’omosessualità è aumentata grazie a: - promulgazione di leggi a protezione dei diritti degli omosessuali; - riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali.

23 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 23 La prostituzione è la concessione di prestazioni sessuali in cambio di una ricompensa economica. P. Goldstein ha classificato i tipi di prostituzione in base a: Impegno occupazionaleContesto occupazionale Frequenza con cui avviene la prostituzione. Il baratto sessuale è una forma di prostituzione basata sul pagamento in merci o altri servizi piuttosto che in denaro. Tipo di ambiente lavorativo e di processo interattivo che caratterizza l’attività di prostituzione.

24 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 24 Nei paesi occidentali si distinguono quattro tipi di politiche rispetto alla prostituzione: - il regolazionismo: permette l’esercizio della prostituzione, seppur confinata in bordelli e case chiuse, ma condanna moralmente la prostituta; - l’abolizionismo: permette l’esercizio della prostituzione e non condanna la prostituta; - il proibizionismo: vieta la prostituzione e condanna moralmente la prostituta; - la criminalizzazione del cliente: vieta la prostituzione, ma agisce punendo il cliente anziché la prostituta.

25 Giddens, Fondamenti di sociologia, Il Mulino, 2006 Capitolo IV. Genere e sessualità 25 La prostituzione spesso coinvolge anche i minori. I ragazzi/e che si prostituiscono si distinguono in: - fuggiaschi: scappano di casa e non sono più rintracciati dai genitori; - pendolari: vivono prevalentemente in casa ma trascorrono fuori periodi di tempo più o meno lunghi; - abbandonati: sono trattati con indifferenza o addirittura respinti dai genitori. La prostituzione minorile rientra spesso nell’attività nota come turismo sessuale.


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