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Come sono fatti gli insetti? Gli insetti adulti hanno il corpo diviso in tre parti: – il capo, con un paio di antenne che funzionano come organi di.

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Presentazione sul tema: "Come sono fatti gli insetti? Gli insetti adulti hanno il corpo diviso in tre parti: – il capo, con un paio di antenne che funzionano come organi di."— Transcript della presentazione:

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3 Come sono fatti gli insetti? Gli insetti adulti hanno il corpo diviso in tre parti: – il capo, con un paio di antenne che funzionano come organi di senso, un paio di occhi composti cioè formati da un insieme di «occhi più piccoli» e un apparato boccale; – il torace, con due paia di ali, a volte trasformate, e tre paia di zampe; – l’addome, sede dei visceri e dell’apparato riproduttore. Tutti gli insetti con le ali presentano il fenomeno della metamorfosi, per esempio, dall’uovo di una farfalla nasce un bruco, che cresce cambiando periodicamente l’esoscheletro. Quando ha raggiunto una certa dimensione, si avvolge in un bozzolo e spesso vive solo il tempo necessario per riprodursi. Metamorfosi: da bruco a farfalla

4 Tra gli insetti ricordiamo: – i pesciolini d’argento: insetti senza ali che vivono tra le pagine dei libri; – le libellule, che possono raggiungere anche 13 cm di lunghezza; – i grilli, le cavallette e le locuste, detti anche insetti saltatori, capaci di emettere suoni attraverso appositi organi situati sulle zampe; – gli scarafaggi; – i pidocchi e le cimici, tristemente famosi come parassiti anche dell’uomo; – i coleotteri, come le coccinelle, gli scarabei, le lucciole, i cervi volanti; – api, vespe e formiche, insetti sociali; – le farfalle; – mosche e zanzare, fastidiose compagne delle nostre estati.

5 Al successo degli insetti concorrono una serie di fattori: Le minuscole dimensioni che li aiutano a sfuggire ai nemici, La breve durata della vita che fa sì che, passando da una generazione all’altra, si possano adattare ai cambiamenti dell’ambiente; l’estrema varietà che li contraddistingue, Ma soprattutto la capacità di riprodursi rapidamente.

6 Gli Aracnidi appartengono agli artropodi chelicerati, non hanno antenne e non hanno ali, il loro corpo è diviso in due sezioni, capo-torace e addome. Il capo-torace porta gli occhi disposti in vario modo, due paia di appendici boccali (cheliceri e pedipalpi), e quattro paia di zampe, l’addome può essere unico o segmentato. Questi invertebrati sono erroneamente chiamati o scambiati generalmente per insetti ma non lo sono. Appartengono a questa classe molte specie predatrici e velenose.

7 I ragni comprendono specie conosciute e sono diffusi ovunque. Quasi tutte le specie sono dotate nella parte inferiore dell’addome di un gruppo di appendici, dette filiere, dalle quali esce la seta con cui tappezzano le gallerie, se vivono dentro la terra, o con cui costruiscono la ragnatela, se vivono sopra la terra. Poiché mancano di apparato masticatore, spesso introducono nella vittima i succhi digestivi dall’esterno e poi succhiano il corpo liquefatto e digerito, lasciando l’esoscheletro vuoto. Di questa classe fanno parte anche gli acari. Alcuni di essi sono parassiti esterni, succhiano il sangue, come le zecche, o provocano dermatosi, come l’acaro della scabbia. Che caratteristiche hanno gli aracnidi? Gli aracnidi sono essenzialmente carnivori e predatori e in molti casi hanno sviluppato tecniche di cattura (pensa alla tela del ragno!). Respirano attraverso polmoni e si riproducono per mezzo di uova. Molti di loro sono velenosi: gli scorpioni hanno il veleno nella coda, i ragni invece sotto le chele.

8 L’ordine dei Ragni Aracnidi carnivori con mandibole provviste di appendici ad uncino (cheliceri) con ghiandole velenifere, le mascelle portano un palpo sottile ed allungato (pedipalpo), avente funzione principale di trattenere l’eventuale preda. I ragni hanno aspetto e dimensioni variabili, la femmina è in genere più grossa del maschio, hanno quattro paia di zampe, e il corpo diviso in due sezioni, una anteriore detta prosoma, ed una posteriore detta opistosoma. Nella parte estrema posteriore presentano delle ghiandole (filiere) da cui fuoriesce un liquido viscoso che all’aria forma fili setosi, che servirà al ragno per tessere la tela e catturare le sue prede, tela che osservandola, in certi casi è meravigliosa, quasi un’opera d’arte. Tutti i ragni producono seta, sebbene non tutti tessano la tela, tutti cacciano insetti che paralizzano coi denti (appendici ad uncino) avvelenati. Infatti, tutti i ragni sono velenosi, il loro veleno contiene sostanze neuro-tossiche che possono avere effetti sensibili anche sull’uomo, ma pochissimi possono avere effetti gravi, se non un effetto paragonabile ad una puntura di una vespa o un calabrone, a parte su individui con problemi allergici, cui puntura può rilevarsi letale per shock anafilattico, ma per tali individui vale qualsiasi puntura, sia di ragno sia d’insetto.

9 Esistono moltissime specie di ragni, alcune delle quali velenose, come la Vedova Nera. I ragni nutrendosi di molti insetti dannosi, svolgono un importante ruolo ecologico.

10 L’ordine degli Scorpioni Gli scorpioni hanno il corpo formato da più segmenti, capo-torace, addome segmentato e post-addome, pure segmentato, ha sei occhi, due sopra la testa che non è distinta dal torace, e quattro ai lati, otto zampe e i pedipalpi sono trasformati in chele, all’estremità del post-addome sono presenti le ghiandole velenifere e un aculeo ad uncino che inietta il veleno. Gli scorpioni sono degli aracnidi con abitudini notturne, carnivori e predatori come i ragni, catturano vari insetti e altre prede con le loro chele. Alcune specie possono arrivare a 20 cm di lunghezza circa, con il loro veleno sono in grado di uccidere l'uomo, in particolare il genere Butus.

11 L’ordine degli Opilionidi Aracnidi dall’aspetto molto simile ai ragni, differiscono da loro per il corpo composto di un solo elemento (capo- torace) e per le lunghissime e sottili zampe, non sono in grado di tessere tele perché non hanno filiere, e non posseggono nemmeno ghiandole di veleno, infatti, non sono predatori veri e propri, ma hanno abitudini spazzine, in genere divorano carogne. Questi animaletti sono generalmente attivi nelle ore notturne; li possiamo trovare sui muri, sui tronchi degli alberi, nella fitta vegetazione ecc. Un esempio di quest’ordine è il Falangio opilio (Phalangium opilio).

12 L’ordine dei Solifugi Aracnidi d’aspetto che si avvicina ai cugini ragni, oppure un misto tra un ragno ed uno scorpione, possiedono, 8 zampe con le quali corrono molto velocemente (sono gli aracnidi più veloci), e pedipalpi privi di chele simili a zampe, dando l’impressione di possedere 10 zampe, nonché cheliceri a pinza molto sviluppati in modo sproporzionato rispetto al resto del corpo, utilizzati come organi di difesa di accoppiamento ma anche di attacco per alimentarsi. Non hanno filiere come i ragni e non hanno nemmeno ghiandole velenifere, non sono velenosi ma il loro morso può essere molto doloroso. Sono aracnidi carnivori e spietati predatori, non essendo velenosi bloccano e mangiano la preda ancora viva, le prede principali sono vari insetti, ragni, scorpioni, piccoli rettili e carcasse di animali morti, molte specie sono in grado di effettuare piccoli salti, infatti, spesso balzano sulla preda. L’ordine dei solifugi include varie famiglie di aspetto, dimensioni e forma diversa, le dimensioni vanno da 20 mm a cm circa comprese le zampe. Il loro nome proviene dal latino “fuggire dal sole” anche se molte specie sono notturne, le specie diurne tendono ad evitare il sole diretto cercando l’ombra, con movimenti rapidissimi, seguendo anche l’ombra di un uomo o un animale in movimento, dando l’impressione di inseguire in modo minaccioso, ma assolutamente innocui per l’uomo.

13 L’ordine degli Acari Aracnidi in maggioranza adattati alla vita parassitaria a spese di animali e piante, ma troviamo anche acari predatori, altri ancora vivono tra i detriti vegetali, l’humus, ecc. Hanno corpo unico senza suddivisioni, generalmente globoso e piuttosto molle, sono di aspetto vicino ai cugini ragni o gli opilionidi, infatti, inizialmente formavano un unico ordine, l’apparato boccale è adattato alla loro vita da parassiti, con i cheliceri ed i pedipalpi fusi insieme formando la bocca detta rostro. Le zampe articolate sono ambulatorie, in numero di quattro paia anche se in alcune specie se ne trovano tre o solo due.

14 Emissione suoni Frequentemente gli Insetti hanno la capacità di emettere suoni che hanno varia frequenza e che perciò non sono sempre udibili dall'orecchio umano, come gli infrasuoni e gli ultrasuoni. La possibilità di produrre suoni può essere limitata ad un solo sesso od essere presente in entrambi. Il suono può essere interpretato come richiamo tra individui della stessa specie, come comunicazione tra individui che formano aggregazioni, come richiamo del sesso opposto, come segnale di allarme. Esistono varie modalità per la produzione dei segnali: 1) Produzione di suoni tramite movimenti in relazione all'attività dell'insetto: tra questi troviamo il ronzio delle ali durante il volo, il rumore prodotto dai vari pezzi dell'apparato boccale, dallo sfregamento del capo col torace, dai movimenti per effettuare il salto. 2) Suoni prodotti dallo sfregamento di una parte del corpo contro un'altra. 3) Suoni prodotti da membrane vibranti. 4) Suoni prodotti dal passaggio di gas o liquidi attraverso orifizi naturali. 5) Suoni prodotti da colpi contro le superfici circostanti.

15 Molti Insetti sono dotati di colori o forme che consentono loro di confondersi con l'ambiente che occupano, altri invece imitano Insetti dotati di armi di difesa e rifiutati per questo dai predatori. Il mimetismo serve generalmente agli insetti per sfuggire agli aggressori, ma talora è utilizzato anche dal predatore per confondersi nell'ambiente ed ingannare le proprie prede. Mimetismo fanerico Si verifica quando una specie ne imita un'altra assumendo la stessa forma, gli stessi colori ed il medesimo comportamento. E' il caso degli Insetti privi di organi di difesa/offesa che imitano forma e colori di Insetti in grado di difendersi. Mimetismo crittico Si verifica quando una specie tende a nascondersi nell'ambiente, assumendo le colorazioni e le forme di foglie, rami, cortecce, fiori, ecc.. Tipico è l'esempio dell'insetto stecco, che imita per colore e forma i rametti delle piante che frequenta. Il Sirfide è un classico esempio di innocuo Dittero che ha assunto forme e colori dei più temuti Imenotteri. La Mantide orchidea si mimetizza completamente assumendo la colorazione del fiore e rimanendo immobile in attesa di una preda.

16 Perché è così difficile prendere le mosche? La particolare morfologia dell'apparto visivo delle mosche offre loro particolare sensibilità al movimento, inoltre i peli tattili posti su tutto il corpo dell'insetto gli consentono di rilevare il più piccolo spostamento d'aria. Quale insetto emette l'odore più intenso? L'insetto stecco della Florida secerne un odore così forte da stordire un essere umano. Come fanno gli insetti a camminare sul vetro? La maggioranza di essi possiede dei cuscinetti ricoperti da piccoli peli e da una sostanza oleosa che viene secreta dai fori alla base di ogni piccolo pelo, la tensione esercitata dal liquido a contatto con la superficie è sufficiente per permettere all'insetto di rimanere incollato alla superficie. Quale insetto vola più veloce? Sono state fatte delle misurazioni in merito e il titolo per il momento è affidato ad una libellula australiana che ha raggiunto i 35km/h, si pensa comunque che nessun insetto volante possa superare i 40km/h, a tale velocità le ali si romperebbero per la forte resistenza dell'aria. Come fanno alcuni insetti a camminare sull'acqua? L'acqua possiede una tensione superficiale data dalla sommatoria delle forze molecolari che la compongono. Un insetto che riesca a distribuire bene il suo peso sulla superficie dell'acqua può essere sostenuto con facilità dalla fragile superficie finché il suo peso in rapporto con la superficie sul quale si posa esercita una forza inferiore a quella della tensione superficiale. E' il caso di molti rincoti e ditteri che vivono sul pelo dell'acqua, sono quasi sempre dotati di zampe molto lunghe e di una folta e microscopica peluria al termine di ogni zampa per aumentare al massimo la superficie di contatto con l'acqua.


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