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Le Grazie di Foscolo e di Canova Un confronto tra le arti Lezioni d'Autore.

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Presentazione sul tema: "Le Grazie di Foscolo e di Canova Un confronto tra le arti Lezioni d'Autore."— Transcript della presentazione:

1 Le Grazie di Foscolo e di Canova Un confronto tra le arti Lezioni d'Autore

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3 Gruppo marmoreo, scolpito negli anni , di cm 182 di raggio, oggi collocato a San Pietroburgo, al Museo dell’Ermitage. Committente Giuseppina di Beauharnais L’autore tiene presente i dettami dell’arte neoclassica.  Winckelmann: nell’arte classica (da riproporre in quella settecentesca) una “nobile semplicità e calma grandezza”. Le Tre Grazie di Canova

4 Figlie di Zeus ed Eurinome Aglaia lo splendore Eufrosine la gioia e la letizia Talia la prosperità, la portatrice di fiori Le Tre Grazie nella mitologia greca

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6 La posizione: nessuna delle tre figure dà del tutto le spalle allo spettatore. L’intreccio delle braccia e delle gambe serve a conferire movimento e leggerezza alla scena. Il cippo sormontato da una ghirlanda, come piccolo altare, per dare stabilità al gruppo. Le figure: i volti vicini non possiedono alcuna espressione, al fine di riprodurre il ‘bello ideale’, anche attraverso la perfetta levigatezza della pietra. Canova vuole riprodurre nel marmo la “vera carne”.

7 Raffaello Sanzio, Le Tre Grazie, Olio su tavola 17X17, Musée Condé (castello di Chantilly, Oise) da Wikipedia, foto di Franck Raux

8 Poemetto in endecasillabi sciolti Primo Inno – a Venere: la prima apparizione di Venere dal mare greco. Secondo Inno – a Vesta: esaltazione delle arti, della musica e della danza in particolare, descritte in un rito classicheggiante che si svolge alle porte di Firenze. Terzo Inno – a Pallade: Questa presiede alla tessitura di un velo, che rappresenta le virtù tradizionali del mondo antico e che ha la funzione di proteggere le Grazie dai pericoli dell’inciviltà. Le Grazie di Foscolo

9 L’autore pensava all’opera già dal 1803, anno in cui tradusse la Chioma di Berenice. Le Grazie sono un work in progress per il poeta, che continua a lavorarci per tutta la vita, pubblicandone una parte solo nel ‘25 e lasciandolo incompiuto. È lecito pensare che Foscolo avesse un duplice atteggiamento nei confronti di quest’opera: - cercava la perfezione formale di ispirazione neoclassica. - la versatilità del suo ingegno lo spingeva a interessi sempre nuovi. La gestazione dell’opera foscoliana

10 La relazione dell’opera poetica di Foscolo con quella marmorea di Canova è resa esplicita: - La dedica che precede l’Inno primo - Il brano immediatamente successivo: il poeta si rivolge direttamente allo scultore, facendo riferimento a una realtà geografica e culturale che entrambi allora ben conoscono. Foscolo e Canova

11 [...] Nella convalle fra gli aerei poggi di Bellosguardo, ov'io cinta d'un fonte limpido fra le quete ombre di mille giovinetti cipressi alle tre Dive l'ara innalzo, e un fatidico laureto in cui men verde serpeggia la vite la protegge di tempio, al vago rito vieni, o Canova, e agl'inni. Al cor men fece dono la bella Dea che in riva d'Arno sacrasti alle tranquille arti custode; ed ella d'immortal lume e d'ambrosia la santa immago sua tutta precinse. Forse (o ch'io spero!) artefice di Numi, nuovo meco darai spirto alle Grazie ch'or di tua man sorgon dal marmo. […] Inno primo – Venere - Carme ad Antonio Canova

12 FINE Lezioni d'Autore


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