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LO SCREENING ISTITUTO COMPRENSIVO ADRIA UNO. LEGGE 8 OTTOBRE 2010 n.170 Art. 3:” è compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia,

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1 LO SCREENING ISTITUTO COMPRENSIVO ADRIA UNO

2 LEGGE 8 OTTOBRE 2010 n.170 Art. 3:” è compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate,interventi tempestivi, idonei ad individuare casi sospetti di DSA degli studenti …. L’esito di tali attività non costituisce, una diagnosi di DSA”.

3 GLI INTERVENTI L’identificazione precoce dei bambini”a rischio”è importante per evitare situazioni di disagio e possibili ripercussioni psicologiche e per poter strutturare quanto prima un intervento di potenziamento didattico e “ri” abilitativo ( Stella e Landi,2008)

4 TIPOLOGIE DI INTERVENTO Variano in relazione all’eterogeneità dei profili funzionali e di sviluppo. Di conseguenza gli interventi possono essere di tre tipi: preventivi, riabilitativi e compensativi.

5 INTERVENTI RIABILITATIVI Sono tutti quegli interventi che si indirizzano,in senso stretto,ad un recupero della funzione o di quelle sue componenti che risultano più deficitarie, attraverso cicli di esercitazioni mirate e specifiche. Alla base c’è sempre un modello teorico di riferimento.

6 INTERVENTI COMPENSATIVI Sono tutti quegli interventi che si attuano in fasi più avanzate del percorso scolastico nelle situazioni in cui il disturbo è più severo e poco modificabile per cui non è più ragionevole ipotizzare un ripristino della funzione e diventa invece necessario individuare le modalità più efficaci per “vicariarla”.

7 INTERVENTI PREVENTIVI Mirati ad una identificazione precoce del disturbo e, in generale, ad un rafforzamento delle abilità necessarie all’acquisizione della lingua scritta e ad un suo uso efficiente.

8 IDENTIFICAZIONE PRECOCE Può essere svolta come attività di SCREENING. Esso è uno strumento di indagine per evidenziare alcuni fattori di rischio di una determinata patologia.

9 LO SREENING Non permette di fare una diagnosi e quindi parlare di Dislessia. Evidenzia solo quei bambini che sono a rischio di sviluppare un disturbo o che sono semplicemente in ritardo e perciò andrebbero quanto prima valutati dagli specialisti.

10 LO SCREENING Tra i bambini esiste una significativa variabilità individuale rispetto ai tempi di acquisizione di abilità. E’ per questo normale che l’apprendimento di processi come la lettura e la scrittura avviene in tempi diversi, ma pur sempre entro margini accettabili.

11 LO SCREENING Ci sono bambini che a fine della prima non hanno ancora raggiunto un apprendimento della letto- scrittura in linea con ciò che ci si aspetterebbe per la classe frequentata, la loro età e la loro intelligenza.

12 LO SCREENING Tra questi bambini alcuni “ improvvisamente” troveranno la chiave o in maniera abbastanza rapida acquisteranno padronanza e competenza definibili pertanto: in “ritardo di apprendimento”.

13 LO SCREENING Altri nonostante, il tempo e le stimolazioni scolastiche non riescono a raggiungere livelli accettabili fino alla fine della seconda. Questi, probabilmente, avranno un “disturbo” da approfondire con valutazioni specialistiche.

14 OBIETTIVI DELLO SCREENING Promuove l’attenzione e la sensibilità della scuola, in ordine alla complessità dei processi di acquisizione di lettura e scrittura. Individualizzare l’insegnamento della lettura e della scrittura nel riconoscimento delle specificità di ogni bambino. Contribuire all’evoluzione delle tecniche didattiche relative all’apprendimento della lettura e scrittura. Monitorare il percorso individuale di apprendimento di ogni bambino.

15 IDENTIFICAZIONE PRECOCE come svolgere l’attività di screening Sull’intera popolazione pre-scolare, nell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Su popolazioni “a rischio”( come ad esempio, bambini con pregresso ritardo del linguaggio, o bambini con una familiarità accertata per il ritardo).

16 QUANDO ATTIVARSI? In qualunque momento durante il processo di acquisizione della lettura e della scrittura, nel primo anno della scuola primaria. In età pre-scolare, nell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.

17 IN SINTESI: L’IDENTIFICAZIONE PRECOCE Consente un lavoro mirato e tempestivo sugli stessi pre-requisiti dell’apprendimento della “letto-scrittura”. Contribuisce a prevenire, in parte, l’insuccesso scolastico. Evita la catena di eventi negativi (colpevolizzazioni). Previene l’insorgere di sequele psicologiche o psichiatriche (come ad es. l’ansia da prestazione).

18 L’IDENTIFICAZIONE PRECOCE A SCUOLA La scuola costituisce pertanto un contesto idoneo per la PREVENZIONE dei D.A. e per segnalare i bambini a rischio o con patologie conclamate.

19 L’identificazione precoce di D.A. costituisce uno strumento preciso a livello: L’ Didattico Sanitario Sociale

20 COME SI ATTIVA LA NOSTRA SCUOLA Tra gli strumenti di valutazione e di rivelazione delle difficoltà si utilizza: BIN (test per la valutazione dell’intelligenza numerica in bambini da 4 a 6 anni). CMF(valutazione delle competenze metafonologiche). TPV( test di percezione visiva e visuo-motoria) PROVE DI DETTATO(scuola primaria)

21 E POI …? Prima valutazione generale dell’intera classe. Periodo di intervento didattico e di potenziamento con tutta la classe e/o in piccoli gruppi. Seconda valutazione generale dell’intera classe o parziale, solo nei soggetti risultati “a rischio”. Segnalazione alla famiglia dei bambini risultati “resistenti” all’intervento di potenziamento didattico e che quindi dovrebbero essere inviati ai servizi sanitari per approfondimenti.

22 IN CONCLUSIONE … Uno dei ruoli della scuola è proprio l’individuazione precoce e la segnalazione alle famiglie di eventuali difficoltà riscontrate nel figlio, come citato nella recente norma di legge 170/2012 (Art.3, punto 3).


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