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Classe I^C A. S. 2013-2014 Istituto Comprensivo Campagnano.

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Presentazione sul tema: "Classe I^C A. S. 2013-2014 Istituto Comprensivo Campagnano."— Transcript della presentazione:

1 Classe I^C A. S Istituto Comprensivo Campagnano

2 Quale tipo di società emerge dallo Statuto? Già nella formula d’inizio due parti concorrono ai Patti: POPOLO e COMUNE. I Campagnanesi rappresentati da Angelo Pancrazio e le autorità istituzionali. Il popolo viene chiamato a raccolta dai BANDITORI e DAL SUONO DELLE CAMPANE, l’evento è tanto importante che ne seguirà un grande cambiamento per la vita del popolo. Tutti vogliono vedere e sentire, ma ben pochi avranno parte attiva a questo accordo. Quanto convenuto dalle parti verrà trascritto dal CANCELLIERE (scrinario) e notificato dal NOTARO, questo viene presentato con ruolo e insigni parentele perché si attesti affidabilità e professionalità nel redigere l’atto di cui si fa garante. Tutto ha luogo nella PIAZZA del castello. La piazza è il luogo del raduno, delle feste, delle solennità, il luogo pubblico per eccellenza in cui nessuno può né vuole mancare. Il DOMINUS avrà diritti su castello, abitazioni, grotte, terreni edificabili, vigne, orti, terre, prati, canapaie, pascoli, incolti, comunità e singoli …. E’ sin da subito evidente la primaria attività del feudo: quella agricola.

3 Da Comune rurale autonomo A Signoria Annibaldi (Dominus) Istituzione di un forte dominio aristocratico Atto di vassallaggio Con il consenso dei campagnanesi?

4 L’atto di vassallaggio “volontario” era la soluzione per difendersi da ruberie, assalti e, molto più probabilmente, per porre fine alle aspre lotte fra FAZIONI Difesa dei diritti collettivi, stabilità, pace interna, difesa militare Limitazione delle proprie autonomie, aumento delle tasse Lo statuto del castello di Campagnano (Castri Campaniani)

5 1270 il Card.Riccardo Annibaldi SIGNORE DI CAMPAGNANO Accordi tra Campagnanesi (vassalli) Cardinale (Dominus) In rappresentanza ANGELO PANCRAZI In rappresentanza il nipote notaro GIOVANNI di donna Francesca

6 La nostra scuola in altri lavori si è già occupata della storia e del valore dello Statuto. La nostra classe ha invece preso in esame i 92 articoli che lo compongono per cercare di capire quali lavori, attività, professioni, ruoli avevano i campagnanesi del periodi dello Statuto. Si è cercato poi di fare un raffronto fra mestieri, lavori, produzioni,strumenti, … di allora e quelli di oggi.

7 Il popolo viene raccolto dai banditori e dal suono delle campane, questo sottolinea l’importanza dell’evento che segnerà un grande cambiamento nella vita del luogo. Banditore e campane, sacro e profano, chiamano a raccolta: quelli erano i mezzi, allora, per informare di un evento quanti non avrebbero potuto leggere o ascoltare da lontano e senza partecipare a quanto di storico stava accadendo a Campagnano. Oggi le notizie ci raggiungono attraverso i mezzi di comunicazione di massa, attraverso internet,… ovunque ci troviamo e siamo in grado di leggerli, ascoltarli, vederli, la nostra alfabetizzazione e l’uso dei mezzi informatici rende possibile essere aggiornati e partecipare agli eventi vicini e lontani che siano …

8 Campane e banditori chiamano a raduno il popolo

9 OGGI

10 Quanto deciso fra le parti viene trascritto da notaio e scrinario (scrivano, ovvero, cancelliere) Il notaio viene citata assieme alle sue insigni parentele, ciò a garanzia della sua professionalità e alta classe sociale

11 Tutto avrà luogo nella pubblica piazza del castello. La piazza è il luogo del raduno, delle feste, delle solennità, è il luogo pubblico per eccellenza e né autorità né popolo minuto possono mancare Gente in piazza

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13 Lo statuto prevede che più nessuno si faccia giustizia da solo, ma si debba riferire a quanto previsto dagli articoli e alle decisioni della Curia e anche dello stesso Signore. Quasi tutti i reati possono essere espiati pagando in denaro (in caso di insolvenza la Curia decide la punizione (bandire, mutilare, mettere in catene, ecc.). Omicidio, incendio volontario, tradimento del castello e del Signore non erano espiabili con il denaro, ma soggetti alle decisioni di Curia e /o Signore. Pene severe erano previste per reati contro le famiglie (es. per adulterio senza consenso della donna, corruzione di una vergine – anche la sola seduzione senza consenso era considerata violenza a cui riparare con ammende ed eventuale matrimonio.

14 Emerge, dagli articoli, una cittadinanza piuttosto rissosa, soprattutto dai dettagliati provvedimenti e multe previste per zuffe, aggressioni, mutilazioni, incendi, furti, ecc. Gli abitanti eleggevano un loro rappresentante che esponeva le richieste dei paesani al Signore che …. raramente le accoglieva!!! Erano obbligati a pagare con soldi e parte del raccolto tasse al Signore, per l’uso del mulino, … potevano raccogliere mele e noci dagli alberi in piccole quantità, da mangiare ma non per farne scorte Potevano vendere i prodotti della terra che gli restavano (vino, frumento,…) se non dovevano essere requisiti in caso, per es., di guerra, ma pagare una tassa per il commercio Dovevano far trovare letti pronti e confortevoli a Signore e familiari qualora fossero venuti ad alloggiare a Campagnano Si pagavano multe anche per parolacce ( es. revalioso, recrudento, putta,..) Si era ritenuti responsabili di ciò che si faceva già a dodici anni Si dovevano risarcire i danni provocati dal proprio bestiame ed erano più “salate” le multe se si trattava di bestie non domate ………

15 Sul castello, abitazioni, grotte, terreni edificabili, vigne, orti, terre, prati, canapaie, pascoli, incolti, boschi, lago, comunità e singoli

16 Le attività primarie erano : agricoltura, allevamento, pesca, artigianato. Si tratta di un’agricoltura ricca e variata, in buona parte svolta dentro le mura del castello, nelle aree vicine ai fabbricati, alle grotte, agli orti,… Dall’allevamento, coltivazione, lavorazione della canapa e degli ortaggi il contadino traeva il proprio fabbisogno e il dominus tratteneva parte delle produzioni, per esempio un quarto della produzione di mosto, frutto dei vigneti

17 I campagnanesi possono far commercio dei loro prodotti purchè paghino una imposta per il commercio, tranne che in tempo di guerra Possono entrare e uscire con i beni mobili

18 I vassalli di Campagnano dovranno seguire in guerra il loro dominus, se solo per un giorno a spese proprie (armi e cavalli), se per più tempo a spese della Curia. Se il cavallo dovesse perire mentre si presta il sevizio militare, il proprietario deve essere risarcito dalla Curia. Tutti possono possedere una balestra che insieme alla biancheria per il letto è in ogni caso inalienabile.

19 Il forno è del signore e vi lavora il fornaio. per ogni infornata, due pani vanno dati, uno al fornaio e uno al signore Chi porta grano al mulino per far farina pagherà al signore un ottavo del prodotto, sia nei mulini esistenti sia in quelli che saranno costruiti

20 Per dare indennizzi “moderati,” si utilizzavano uomini “giusti”, se per esempio bisognava fare un esproprio o costruire qualcosa che poteva danneggiare un cittadino

21 Art. 61 vengono citati gli ambasciatori del castello, per svolgere questo ruolo hanno diritto ad un rimborso di 12 denari al giorno più 8 se ci si sposta con un cavallo (6 se si usa un asino) Marco Polo

22 spettava al signore, ma ogni cittadino doveva mantenerle pulite, erano previsti i controlli periodici e avrebbero sanzionato quanti non avessero tenuto pulito il proprio fronte strada. I rifiuti potevano essere smaltiti … gettandoli dalla rupe ….

23 Si puniscono i furti (la pena, se il furto è di notte, è più alta) di bestiame, di derrate alimentari, di prodotti agricoli, di legna, di attrezzi agricoli …, ma anche di barche, reti,… infatti nella zona del Baccano c’era un lago e si praticava la pesca

24 Anche dalla selva si trova profitto: animali selvatici, legna,funghi, ghiande, tartufi,… ma bisognava essere autorizzati per poter sfruttare le risorse che venivano dal bosco

25 Non potevano gestire locande e andavano allontanate non si poteva giocare ai dadi

26 Si possono sposare donne di Campagnano e anche di fuori, il matrimonio non sempre corona un amore, può essere riparatore, se si è fatta violenza o molestata e compromessa una donna, la pena per chi lo ha fatto può prevedere di sposarla, naturalmente il parere della donna non era rilevante!!!.

27 Lo statuto è un vero e proprio TARIFFARIO Colpa Ammenda in PROVISINI alla CURIA

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29 D Oggi in Europa 17 Stati membri dell’Unione Europea utilizzano l’euro. Moneta introdotta nel 1999 e dal 1° Gennaio 2002 ha cominciato a circolare. Circa 330 milioni di cittadini europei lo usano sotto forma di banconote e monete. UEM = Unione Economica e Monetaria a base del Mercato Unico. La BCE è la Banca Centrale Europea e svolge la politica monetaria europea insieme alle banche centrali degli Stati membri (Eurosistema). La politica di bilancio (tassazione e spesa) resta competenza dei singoli governi nazionali. L’euro sconta però le mille contraddizioni dell’Unione Europea in un’Europea …”senza Stato”, competitiva anziché collaborativa, in cui i Paesi con economia più forte cercano di sopraffare economicamente quelli più deboli che comunque devono adoperarsi per combattere i loro problemi interni: crisi economica, disoccupazione, corruzione, …) e presentarsi agli occhi delle Nazioni – guida (es. Germania) con maggiore credibilità …. Dal francese Provinois: denaro emesso dai conti di Champagne, a Provins. Moneta che circolava ovunque in Europa. Effigiati vi erano, da una parte, la croce, dall’altra un pettine (simbolo della cardatura della lana che veniva fatta a Provins). Due volte l’anno si teneva la fiera del bestiame a cui convenivano mercanti da tutta Europa ciò permise la diffusione di questa moneta che con le crociate era arrivata in grandi quantità, soprattutto a Roma. Verso il 1184 il “Senato di Roma” emise provisini locali, in cui il pettine veniva sormontato da una S (Senatus) sul lato della croce c’era la scritta Senatus P.Q.R.

30 IL NOTARO (notaio)

31 Le attrezzature necessarie erano carta o pergamena e inchiostri realizzati con nero di vite, inchiostro ferrogallico. Scrivevano con scrittura gotica notarile o cancelleresca, utilizzavano sigilli con cui “confezionavano” i documenti. Al notaio era affidata la funzione di garantire la validità dei contratti e dei negozi giuridici che vanno sottoscritti alla sua presenza. Quella del notaio è un’istituzione che nasce in Italia (area Franco -lombarda) In età romana era lo schiavo che annotava, prendeva nota (segretario), nel Medioevo diviene figura che dà certezza ai rapporti giuridici, assistente del sovrano, del papa,… Oggi, il notaio, è un libero professionista con funzione pubblica, garantisce legittimità al negozio giuridico ed ha valore probatorio dell’atto pubblico. Ancora oggi i notai vengono ritenuti una casta ricca, invulnerabile, con privilegi di corporazione. I notai accedono al loro ruolo dopo studi giuridici, tramite concorso. Godono sia dei privilegi del libero professionista che di quelli derivanti da funzioni di pubblico ufficiale. Difficilissimo diventare notaio, facilissimo arricchirsi. In altri Paesi s0no solo semplici dipendenti pubblici!!! Carta, penne, marche. Bolli, timbri… sono ancora i suoi strumenti, va in aiuto al notaio l’uso del PC, della posa elettronica…. Ecc.

32 ORATORES

33 I Cardinali sono alti prelati designati dal papa, costituiscono il sacro collegio (elettori, consiglieri e ministri del romano pontefice). Già nella prima metà del IV secolo era denominato diacunus cardinalis. Fin dal IX sec. Erano giudici ecclesiastici con l’obbligo di riunirsi una volta al mese e punire la violazione della legge. Le loro funzioni e i loro affari andavano sempre più crescendo. Avevano speciali diritti e privilegi e il titolo di eminenze. I cardinali eleggono il papa (conclave). Massiccio fu lo sviluppo nel XIII sec. del nepotismo: la parentela con papi e cardinali era un importante fattore di ascesa politica, sociale per le famiglie nobili, soprattutto romane, in forte contrasto tra loro. Dice papa Francesco “Gesù non è venuto a insegnarci le buone maniere da salotto! (…) La Chiesa non è una corte, basta intrighi! Non c’era bisogno che scendesse dal Cielo e morisse sulla croce (…) Gesù chiede d’amare chi non lo merita, senza contraccambio, per colmare i vuoti d’amore che ci sono nei cuori, nelle relazioni umane, nelle famiglie, nelle comunità, nel mondo” … “Cari fratelli cardinali, il Signore Gesù e la madre Chiesa ci chiedono di testimoniare con maggiore zelo e ardore questi atteggiamenti di santità (…) amiamo coloro che ci sono ostili, benediciamo chi sparla di noi, salutiamo con un sorriso chi forse non lo merita”. (tratto dal discorso per la nomina dei nuovi cardinali)

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35 Per ogni reato era prevista una sanzione in provisini alla Curia e se ci fossero stati dei danneggiati anche dei risarcimenti a chi li avesse subiti in forma e misure varie. I giudici possono prevedere anche l’ascolto di testimonianze, l’esecuzione di indagini, il vaglio di confessioni, la e del danno prima di esprimere giudizi ed emettere sentenze (artt.23 – 24), ma non tutti i giudizi sono delegati alla Curia, per quelli più gravi (es. l’omicidio) è previsto l’intervento del Dominus. I testimoni devono essere ritenuti attendibili, era prevista anche la figura del garante

36 Ladro di ciliegeLadro, scassinatore

37 Il Furto vede dedicati parecchi articoli. Rubare di notte è punito più gravemente che di giorno. Veniva rubato grano, tenuto in appositi pozzi (rimesse) nelle aie, cereali, covoni, paglia nei pagliai, viti, ma anche bestie come polli oche,piccioni, buoi, vacche, cavalli giumente, asini, pecore, capre, maiali, … e non mancavano furti di attrezzature aratri, vomeri, imbarcazioni, reti, pesci Furti, rapine, borseggi, truffe,.. Non sono mai cessati. Le carceri sono piene di ladri, rapinatori, assassini. In questo periodo di crisi, poi, sono in continuo aumento ed in particolare sempre di più sono i furti in appartamento che finiscono in atti anche gravissimi e violenti verso i rapinati. La soluzione non sembra essere in una maggiore severità, semmai in una prevenzione, in interventi nel tessuto sociale dove si alimenta la criminalità

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39 L’arco è arma antichissima (già tra i cacciatori del paleolitico) è usato in tutte le epoche e nelle diverse culture (egizi, persiani, romani, mongoli, barbari,...). Arma da caccia o da guerra, in uso in veri e propri eserciti comunali. Gli arcieri venivano dalle classi inferiori (villani, operai). Era un’arma con un equipaggio poco costoso e poco ingombrante, ma successivamente saranno le balestre le armi più usate da balestrieri a piedi o a cavallo. Oggi l’arco è soprattutto utilizzato per la pratica dello sport, si tratta di archi sofisticati e tecnicamente avanzati, fatti di materiali speciali.

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41 Nel mondo pericoloso del Medioevo, la sopravvivenza era costante preoccupazione (incursioni, aristocrazie rapaci, …). Sui cerca autodifesa, autogoverno (insediamenti fortificati, nobili protettori, …). La società è scandita da tre livelli funzionali: oratores, bellatores, laboratores. La parola MILES va sostituendo altri termini (siarius, buccellarius, gladiator,… per GUERRIERO) che indicano armati riuniti in comitive strette intono ad un DOMINUS. Intorno s’era elaborata un’ETICA fatta di CORAGGIO; FEDELTA’, AMICIZIA verso il dominus visto come capo. Si erano conservati RITUALI INIZIATICI, per entrarvi si andavano specializzando e affrontavano spese per cavallo e armatura, ciò portò al formarsi di un’ELITE DI GUERRIERI fino a parlare di professionisti della guerra. Erano tiranni, predoni, e violenti nei confronti degli indifesi, ben diversi da come certa letteratura celi esalta:soldati di Cristo (crociati), martire della fede, forte, saggio, e di solito giovane … Si trattava invece di avventurieri feroci che praticavano soverchierie di ogni genere. La letteratura ci offre prima il paladino della cristianità. Poi il difensore degli umili e il conquistatore di dame, religioso, martire, fedele, rispettoso dell’avversario. Nel tempo si delineano due tipi di cavaliere: quello ideale e quello che non osserva il codice etico, moderno. Il vecchio cavaliere andava diventando una specie di orpello esteriore. Essere cavaliere era una specie di strumento di promozione sociale. I moderni combattenti misero in crisi la cavalleria, la guerra veniva ormai fatta da FANTI armati da nuove e più potenti armi, es la balestra e poi arrivarono le armi da fuoco... Dal Medioevo ad oggi è assai diverso il modo do fare ed essere soldato. Il soldato è una persona che si arruola in modo volontario o coattivamente nelle forze armate e riceve un addestramento e le attrezzature per difendere il Paese che lo arruola o per altri interessi. Gli eserciti sono organizzati in gerarchie (diversi ordini e gradi) e specializzazioni. Di solito un soldato combatte, ma può anche adempiere a compiti civili, non militari. Il modo di combattere di oggi è legato all’alta tecnologia che l’uomo ha a disposizione, ma l’aspetto violento (di difesa o di offesa) di questo mestiere è ancora lo stesso … Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie soldati Ungaretti

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43 La vita dei contadini nel Medioevo era caratterizzata dalla povertà, dalla fatica, dalle epidemie,dalla lotta contro la natura e dal cattivo tempo. L’età lavorativa e delle responsabilità era già a dodici anni. Le aspettative di vita erano basse (età media 34 anni per gli uomini e 28 per le donne). Il duro lavoro limitava la crescita. Il clima era più fresco di oggi, non c’erano i fertilizzanti artificiali e sostanze per eliminare le erbacce. Estati bagnate facevano marcire il raccolto, la siccità li bruciava, i parassiti spesso lo devastavano. Solo i “liberi” dovevano andare in guerra, molti andarono alle dipendenze dei Signori per evitare la guerra in cambio venivano tutelati dal feudatario. Non potevano allontanarsi senza permesso del Signore, che se vendeva i terreni lo faceva insieme al servo, che si sottometteva al nuovo proprietario. Il contadino doveva la decima, le tasse, le corvèe, il miglior capo di bestiame (mortuarium) quando subentrava ad un altro contadino. Dallo Statuto si capisce che le produzioni agricole sono varie, in buna parte svolte all’interno delle mura del castello, nelle aree prossime ai fabbricati, negli orti, nelle grotte. Da tali attività il contadino traeva il proprio fabbisogno, era autorizzato a commercializzare le eccedenze ma doveva una tassa per il commercio, nonchè parte del raccolto a Dominus e Curia. Per esempio un quarto del mosto, frutto dei vigneti, andava al Signore, mentre l’acquato(vino leggero da bere subito perché non si manteneva) poteva restare al produttore purchè non frodasse, Dagli alberi da frutta (es. noci) poteva raccogliere anche la Curia ma senza farne scorte. Un ottavo del prodotto delle altre terre andava al signore. L’uso del mulino e del forno si pagava con farina e pagnotte (per signore e addetto al forno:,due pani per ogni infornata, ciascuno), ma anche di cipolle, cavoli, canapa e lino andava un sesto al Signore. I contadini di oggi sono uomini e donne di affari, imprenditori con i loro diritti e sono sempre meno quelli che coltivano per il fabbisogno familiare (numerosi ancora nei PVS). L’agricoltura a cui oggi ci si dedica è di tipo intensivo ( a volte monocoltura), meccanizzata e si coordina con la domanda del mercato. Ci si appoggia ad aziende agro-alimentari proprie o altrui che trasformano il prodotto agricolo in prodotto destinato al mercato, al consumo interno o estero (import- export). Di solito si occupano di produzioni diversificate (colture, allevamento bestiame, caseifici,…) si tratta di aziende ad attività mista. All’industrializzazione del nostro Paese seguì lo spopolamento delle campagne e l’abbandono dell’attività del contadino. Oggi, ripensata come attività aziendale, molti giovani cercano di tornare a fare i contadini-imprenditori. Ci vuole tanta voglia di imparare e di fare, ma può offrire buone opportunità. I giovani hanno competenze informatiche, macchine, cultura e potrebbero commercializzare, con attenzione al mercato, i propri prodotti. L’Italia si va proponendo come terra di produzioni di qualità, biologiche contro le produzioni chimicamente e geneticamente trattate.

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45 Dopo l’anno Mille ci fu un forte sviluppo, sia in agricoltura (tiro all’aratro, trebbiatura, concimazione dei terreni,…) del trasporto e dell’artigianato tessile (lana) che a quelle del consumo alimentare legato a carne, latte, formaggio. Nella Campagna romana l’allevamento rappresentava un’attività di primaria importanza e si integrava con la cerealicoltura entro le terre dei molti casali. C’era parecchia conflittualità tra contadini e pastori. I casali erano ubicati di solito lungo le vie consolari, con vaste estensioni di terreno e con diversi edifici per tenere al riparo attrezzi agricoli (domus e accasamenta) recinti per il bestiame (redimemen, renclaustrum, arnaria) grotte (gripte). Gli uomini si concentravano Manodopera salariata nei momenti di maggior lavoro agricolo. I pastori (pecudari, vaccarii, bufalarii) e casari (casegni) risiedevano nel casale. Allevavano direttamente o come affidatari bovini, suini, ovini, api. Era però il maiale l’animale più allevato, per la sua natura più rustica, tanto importante che la superficie delle foreste veniva misurata in porci. Oggi, in alcuni Paesi del mondo si alleva ancora come un tempo, soprattutto nei Paesi poveri. Nei paesi sviluppati, invece, l’allevamento animale è soprattutto intensivo, in stalle e con l’uso di mangimi e farmaci a volte dannosi per gli animali e per l’uomo che se ne nutre. Oggi gli allevatori sono imprenditori, legano la loro produzione all’industria dell’alimentazione delle carni, delle uova, del latte, casearia, … Si alleva per ottenere massima quantità a minor costo utilizzando tecniche industriali e scientifiche, in meno spazio. L’allevamento intensivo pone problemi etici, di salute, d’ambiente L’enorme uso di cereali per nutrire i bovini partecipa all’aumento della fame nel mondo. Purtroppo gli animali da allevamento e commercializzazione vengono nutriti con alimenti poco genuini e se è aumentata la produzione è però diminuita la qualità

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47 A volte, come a Firenze, c’erano luoghi, aree in cui si praticavano attività come la macellazione e la vendita della carne. Scarti e carcasse venivano gettate più lontano possibile dal centro abitato per evitare forti odori per carni non refrigerate. Quelli che uccidevano erano detti beccai e la loro bottega beccheria. Utilizzavano mannaie, coltelli,… I tavernai erano spesso anche beccai. Naturalmente il piccolo allevamento domestico prevedeva che donne e uomini sapessero uccidere, scuoiare, sezionare galline, conigli,… e si rivolgevano ai beccai per animali di più ampia stazza (maiali, pecore, vacche,…). Appartenevano all’arte dei beccai anche macellai, pescivendoli, gestori di osterie e taverne. In alcuni importanti Comuni erano uniti in arte (minore), Dino Compagni la definì arte scandalosa, erano ricchi ma non certo raffinati … purtroppo questo stereotipo è tuttora vivo. Venivano imposte loro regole igieniche assai rigide, non potevano tenere vicine carni di animali diversi e dovevano anche dividere carne di animale maschio da carne di animale femmina. Questa è una regola igienica tuttora in vigore in macellerie e supermercati. Oggi il macellaio è un mestiere assai richiesto dal mercato del lavoro, ma ci vuole un’alta specializzazione che si ottiene con un lungo apprandistato, non si impara a scuola … devono saper acquistare bestie sane e genuinamente allevate, saper sezionare, disossare, fare salcicce, riconoscere parti e pezzi, saper consigliare come meglio cucinare, preparare prodotti pronti. Difficile dire se si tratti di un artigiano e/o un commerciante. Oggi la clientela è molto esigente e chiede qualità, varietà e un rapporto di fiducia

48 Nel cantiere c’erano ruoli specifici: scalpellini, muratori, carpentieri, falegnami. ma anche una gran quantità di strumenti: mannarna, scure, lima, l’ascia, la sega, il trapano, lo scalpello, la cassuola, la squadra. I contadini venivano utilizzati per il trasporto delle pietre, ma anche spalatori con pala, e gli zappatori, con picconi, i guastatori con i magli, i livellatori, i rappresentanti del signore con il bastone per sollecitare a lavorare nei tempi predisposti secondo le indicazioni del capomastro. Pochi erano gli ingegneri e i geometri, molti i muratori e manovali. Funzioni specifiche avevano gli idraulici, piombatori, per condotte, cisterne …, ma c’erano anche vetraio, fabbri, intonacatori, piastrellisti … Generalmente lavoravano dalle 5 alle sette di sera con un’ora di pausa pranzo e meno se era d’inverno, venivano pagati al giorno con o senza pranzo come compenso. I salari erano bassi e spesso si era disoccupati, se ci si faceva male si era lincenziati senza tutela …

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50 Dopo il teatro classico (greco, latino) e il mimo cala il silenzio sulla storia del teatro nell’Europa cristiana (dalla caduta dell’Impero romano d’occidente al xv sec.). L’istituzione teatrale si dissolve e diviene ARTE ITINERANTE per corti, per piazze (mimi, istriones, joculatores). Il giullare veste i panni del cantastorie, del saltimbanco, dell’intrattenitore di corte) a volte perseguitato dalla Chiesa. Cittadino del mondo, gira per le aie di paese in paese, per i crocicchi cittadini, le corti signorili, intrattiene villici, artigiani, pellegrini, re, abati, o cerca posto stabile. Poteva trattarsi di una figura fisicamente deforme, rachitica, di un nano,… su cui il pubblico riversava offese e cattiverie. Si esprimeva in volgare italiano. Di umile condizione sociale, girovago, musico, cantastorie. IL TROVATORE era una figura diversa, inventava (trovava) testi poetici che poi cantava e poteva anche essere signore di alto lignaggio Verso la metà del ‘500 apparvero i comici della Commedia dell’arte (mimi, acrobati, …) allenati all’ “improvviso”, al lazzi, in compagnie girovaghe su carri. Osteggiati dalla Chiesa. Cominciò anche a nascere la figura dell’attore stabile, nel teatro a pagamento (non solo più per via o a corte). Nell’ 800 si allargò il pubblico. L’attore divenne interprete elegante di cultura, idolo ammirato. Nel ‘900 s’accentua il fenomeno del divismo, che dal teatro coinvolse anche il cinema e poi la televisione. Gli attori oggi possono diventare modelli di costume modelli di costume di linguaggio e di comportamento. Deve possedere qualità tecniche, espressive, padronanza del linguaggio, padronanza scenica, naturalezza nel muoversi nell’ambiente scenico, studia il copione, interpreta un personaggio e cerca di essere verosimile; vive e fa vivere emozioni con corpo, parole, mimica,… nello spazio scenico, nella sequenza, nell’inquadratura.

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52 MASSARO (massarius) da mansus (divisione agraria) che indica l’appezzamento di terreno affidato ad una famiglia colonica (manso).Si poteva essere libero o schiavo. Lavorava i fondi agricoli con libertà personali limitate (obbligo di corvèe, di tasse, di non possedere la terra lavorata…)In età comunale acquista rilevanza, sovraintende varie attività, gestisce beni e finanze, riporta tutto su libri contabili perché poi vengano approvati dal dominus, diviene gestore e depositario di pubbliche finanze (un Tesoriere, a partire dal ‘500 in grandi città), spesso veniva scelto fra i cittadini più ricchi, poteva abusare facilmente del suo potere. Maltrattare un manso era punibile (vd statuto) MEZZADRO è un coltivatore di terre altrui, che con un contratto divide i prodotti con il proprietario della terra. Il mezzadro conduce l’azienda agricola insieme alla famiglia (famiglia colonica)

53 L’OSTE Le osterie avevano un posto di rilievo nella vita sociale medievale, era il luogo del tempo libero dopo il duro lavoro, ma non si poteva passarci troppo tempo per non essere considerati vagabondi. Nei giorni di festa si cantava e ballava, spesso si beveva troppo, si giocava d’azzardo (benché vietato) si facevano scommesse e si finiva per azzuffarsi. Le osterie erano segnalate da vessilli colorati, tranne quelle malfamate, si rischiava di essere taglieggiati cioè derubati con il taglio della cintura a cui veniva attaccato il borsellino (non si usavano le tasche). Anche la prostituzione era vietata. Le botti erano ispezionabili poiché gli osti potevano annacquare il vino. Si pensa all’oste come a qualcuno solo interessato a far, ad ogni costo, denaro, anche truffando.


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