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Il movimento socialista

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Presentazione sul tema: "Il movimento socialista"— Transcript della presentazione:

1 Il movimento socialista
… e il partito di massa

2 Prima distinzione: l’organizzazione dei partiti
PARTITI DI NOTABILI 1. strutture embrionali, attivabili soltanto nelle occasioni elettorali 2. fra i circoli locali non esiste alcun legame di tipo organizzativo, né in senso orizzontale né in verticale 3. L’identità partitica si trova nel parlamento L’Inghilterra è il primo paese che ne vede la nascita (1832, Reform Act) Si accrescono le dimensioni del corpo elettorale da circa elettori a (1 su 6 maschi adulti) PARTITI ORGANIZZATIVO DI MASSA partiti socialisti, connotati di massa: 1. un seguito di massa, ben localizzato dal punto di vista sociale 2. un’organizzazione diffusa sull’intero territorio nazionale e stabile 3. con un corpo di funzionari, appositamente retribuiti per svolgere un’attività politica 4. un’ideologia di riferimento e un programma politico (minimo e massimo) NB: in Germania la SPD ha queste caratteristiche Prima distinzione: l’organizzazione dei partiti

3 Struttura dei partiti di massa
Struttura piramidale Sezioni Federazioni (territoriali e di mestiere) Direzione centrale (eletta attraverso il Congresso) Fitta rete di organizzazioni economiche, sociali e culturali vicine (cooperative, organizzazioni di assistenza, giornali, ecc.) Il Parlamento è visto per molto tempo con diffidenza, il gruppo parlamentare è tenuto «sotto controllo» dal partito Struttura dei partiti di massa

4 Camere del lavoro Federazioni sindacali
GRUPPO PARLAMENTARE DIREZIONE CENTRALE Camere del lavoro Federazioni sindacali Sistema cooperativo SEZIONI, FEDERAZIONI

5 – Eh già, – ammetteva Maheu, – certo che se si avesse più denaro si abiterebbe più al largo! Comunque, è ben vero che vivere pigiati come salacche [sardine sotto sale, n.d.r.] non giova a nessuno. Si sa come va a finire: uomini bevuti [sempre ubriachi, n.d.r.] e ragazze gravide. Prendendo lo spunto di qui, ciascuno diceva la sua; e nel tanfo di petrolio che appestava la stanza, già ammorbata da quello di soffritto, la conversazione si protraeva. No, ben certo, non era allegro vivere. Si faticava come bruti in un lavoro al quale un tempo condannavano i galeotti; vi si lasciava spesso la ghirba [la pelle, n.d.r.] prima della nostra ora; e tutto questo per non rimediare neanche un po’ di lesso a cena. Certo, come i polli il becchime, lo stretto necessario per far tacere la fame si aveva; si mangiava, ma appena quel tanto che permetteva di stare in vita e di seguitare a patire; o carichi di debiti, perseguitati dai creditori quasiché il pane si rubasse. Quando arrivava la domenica, si era così stracchi che si passava il tempo a dormire. I soli piaceri che restavano, quello di sborniarsi e d’ingravidare la moglie. Per di più la birra ti fa metter pancia e la pancia ti fa mancar di rispetto dai figli. Ah no; in quelle condizioni vivere non era punto [per nulla, n.d.r.] allegro.

6 LO SGUARDO DEI BENPENSANTI
Cattive condizioni abitative degli operai e promiscuità, oggetto di una ricca letteratura INSTABILITA’ ABITATIVA (a La Guillotière, sobborgo operaio di Lione, alla metà dell’Ottocento, meno di una famiglia su nove era registrata dopo dieci anni o più allo stesso indirizzo) PROMISCUITA’ DEGLI ALLOGGI E PRESENZA DI ESTRANEI AL NUCLEO FAMILIARE (forme di concubinaggio e a un elevato tasso di figli illegittimi) IMMORALITA’ NELLA CONDOTTA DI VITA (in realtà la prostituzione è soprattutto delle donne della servitù e dei piccoli mestieri; operai e le operaie si sposavano in età di gran lunga più giovane rispetto alle altre categorie sociali: da qui l’impressione di libertà, o di licenza, provata dagli osservatori esterni) FREQUENTAZIONE DI BETTOLE E ALCOLISMO (le bettole sono però i soli luoghi di libera socializzazione) LO SGUARDO DEI BENPENSANTI

7 Gli esordi del socialismo, gli anni ’40 e ‘50
Gli operai industriali sono una piccola minoranza; vastissimo è però il lumpenproletariat (proletariato degli straccioni) La città moltiplica le possibilità di confronto con la condizione privilegiata delle classi ricche Nelle città il lavoratore smarrisce i tradizionali punti di riferimento culturali e religiosi Nella città il lavoratore inizia a trovare legami non più solo familiari, ma anche lavorativi e di abitudini sociali Nasce e cresce un’identità di classe operaia, quel che si considerava «naturale» comincia ad essere contestato Gli esordi del socialismo, gli anni ’40 e ‘50

8 Le prime associazioni operaie
Società di mutuo soccorso (affondano le radici nelle confraternite e nelle corporazioni artigiane) Cooperazione (specie di consumo) Case del popolo e specifici luoghi di ritrovo Nascono in GB le «Trade Unions», organizzazioni sindacali di mestiere (sindacati riconosciuti legali in Belgio nel 1866, in Austria nel 1870, in GB nel 1871, in Spagna nel 1881, in Francia nel 1884, in Germania nel 1890) NB: Sono sodalizi che raccolgono le frazioni più benestanti del mondo operaio, soprattutto i lavoratori specializzati Le prime associazioni operaie

9 I pensatori socialisti
Gli esordi

10 Nucleo centrale del pensiero socialista
Per superare le ingiustizie del capitalismo industriale non è sufficiente il riformismo «dall’alto», non è sufficiente l’azione della filantropia o della carità, Bisogna colpire alla radice i principi del capitalismo borghese (individualismo, concorrenza, profitto) e sostituirli con i valori della solidarietà e dell’uguaglianza Come fare tutto ciò? Costruendo una società completamente nuova, non solo nelle istituzioni politiche, ma soprattutto nelle strutture economiche Nucleo centrale del pensiero socialista

11 Il passato remoto del socialismo
Utopismo del periodo preindustriale: Tommaso Campanella (La città del sole) Tommaso Moro (Utopia) correnti radicali ed egualitarie che si erano manifestate durante la prima rivoluzione inglese e durante la Rivoluzione francese Il passato remoto del socialismo

12 Industriale cotoniero, stabilimento modello a New Lanark Organizzatore delle Trade Unions, delle cooperative di consumo, innumerevoli iniziative (esempio, costituzione dei primi asili) il carattere dell'uomo non è fatto da lui ma per lui; in altre parole il carattere viene formato da circostanze su cui egli non ha controllo; egli non può essere né lodato né biasimato per il suo carattere. Questi principi portano alla conclusione pratica che il grande segreto per la giusta formazione del carattere umano è di sottoporlo fin dai primissimi anni alle corrette influenze fisiche, morali e sociali Robert Owen ( )

13 Claude-Henri de Saint-Simon (1760-1825)
Fervente fautore dell’industrialismo Teorizza l’avvento di una società governata dai tecnici e dai produttori (accomuna industriali e operai) Forte influenza su settori differenti della sinistra democratica Non vanno combattuti i borghesi, vanno combattuti tutti coloro che campano alle spalle del proletariato senza svolgere alcuna attività Claude-Henri de Saint-Simon ( )

14 Utopia radicalmente anti-industriale, favorevole a una società agricola
Radice del suo pensiero da cercare nell’illuminismo di Rousseau Utopia di una società organizzata in tante piccole comunità autosufficienti dal punto di vista economico (Falansteri, unità lavorative di 1800 persone) Nella falange i rapporti, anche sessuali, sono liberi (i bambini allevati dall’intera comunità) Nella falange si deve continuamente cambiare occupazione per evitare l'alienazione «Il cambiamento di un'epoca storica si può definire sempre dal progresso femminile verso la libertà perché qui, nel rapporto della donna con l’uomo, del debole col forte, appare nel modo più evidente la vittoria della natura umana sulla brutalità. Il grado dell'emancipazione femminile è la misura naturale dell'emancipazione universale» Charles Fourier ( )

15 Uomo politico, protagonista nel 1848 e nel 1870
Si dedica a capire come «abbattere» la società borghese esistente tramite la rivoluzione popolare E’ il primo ad elaborare il concetto della «dittatura del proletariato» : pubblica «Né Dio, né padrone» Auguste Blanqui ( )

16 Capostipite del socialismo riformista francese
I mali della società capitalistica possono essere curati solo attraverso l’intervento dello Stato come regolatore e, al limite, come gestore in proprio dei processi produttivi (ateliers sociaux) à chacun selon ses besoins, de chacun selon ses facultés Louis Blanc ( )

17 Pierre-Joseph Proudhon
Che cos’è la proprietà ? (1840)… è un furto!!! Per Proudhon quello che chiunque può produrre è di sua proprietà, rigetta il possesso dei mezzi di produzione e afferma che tutto il capitale accumulato deve essere a disposizione di tutti Cooperativismo a sfondo anarchico più che socialista (sarà molto polemico con gli «statalisti») «L'anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l'ordine ed a garantire tutte le libertà» Pierre-Joseph Proudhon

18 Marx, Engels e il socialismo «scientifico»

19 Il manifesto del partito comunista (1848)
«La storia di ogni società esistita fino a oggi è storia di lotta di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in breve oppressori e oppressi furono continuamente in reciproco contrasto» Il manifesto del partito comunista (1848)

20 Il socialismo scientifico si contrappone a quello utopistico perché – invece di limitarsi a opporre alla realtà esistente il disegno utopico di una società ideale futura – cerca di analizzare le «leggi di movimento» dell’economia e di prevederne le tendenze di sviluppo I socialisti scientifici sono consapevoli che la «classe» (l’insieme degli individui accomunati dai medesimi interessi materiali) è l’unico vero motore della storia La consapevolezza della centralità della «classe» provoca il passaggio dalla classe «in sé» (determinata passivamente dalla sua collocazione sociale) alla classe «per sé» (determinata attivamente dalla sua trasformazione in movimento collettivo organizzato) Quando si verifica questa presa di coscienza si hanno le grandi rivoluzioni (le rivendicazioni sul terreno economico ha prodotto anche la conquista del potere)

21 L’appartenenza di classe non è determinata dalla ricchezza o dalla povertà, bensì dal possesso o meno dei mezzi di produzione Solo quando il lavoratore viene privato di ogni proprietà sugli arnesi o sulle macchine con cui lavora diventa «proletario» «alienazione» dell’operaio indica la separazione dalla proprietà dei mezzi di produzione, separazione dalla proprietà dell’oggetto prodotto Separazione dalla proprietà (quindi dalla conoscenza) dell’interezza del ciclo lavorativo necessario per produrlo «Il Capitale» (1867)

22 La teoria del valore-lavoro
1. Il valore di scambio di una merce è dato dalla quantità di lavoro mediamente impiegato per produrla 2. Il lavoro stesso è una merce e come tale viene comprato e venduto sulla base del valore-lavoro che contiene. 3. La differenza fra il valore del lavoro e il valore del prodotto – differenza di cui il capitalista si appropria – è detto da Marx plusvalore. 4. L’imprenditore che, assumendo salariati, acquista sul mercato il lavoro e vende il prodotto di questo lavoro realizza così un profitto. Da esso si forma il capitale. La teoria del valore-lavoro

23 Il destino del capitalismo
Le contraddizioni che «stanno per esplodere»: La concentrazione del capitale in poche mani si accompagna alla formazione di una massa proletaria sempre più ampia e misera Alla tendenza espansiva insita nel capitalismo fa riscontro l’incapacità del sistema di allargarsi in proporzione l’area di assorbimento dei prodotti (quindi periodiche crisi di sovrapproduzione) Alle forme di sempre maggiore organizzazione della produzione si contrappone il carattere «anarchico» della concorrenza Quando il capitalismo avrà espresso appieno le sue potenzialità sarà distrutto dalle sue stesse contraddizioni -> l’utopia diventa necessità, la profezia acquista il fascino della previsione scientifica Il destino del capitalismo

24 Il successo del socialismo «scientifico»
Il marxismo si afferma gradualmente sulle altre teorie socialiste (solo alla fine del secolo è la dottrina «ufficiale» del mov. operaio) Affermazione dopo un lungo e aspro scontro di tendenze Lo scenario dello scontro tra le tendenze socialiste: La Prima Internazionale fra i lavoratori Il successo del socialismo «scientifico»

25 Associazione internazionale dei lavoratori
La Prima Internazionale ( )

26 Esigenza di un collegamento internazionale tra i vari movimenti socialisti nei diversi paesi europei
1862: lavoratori francesi all’Esposizione universale di Londra, prendono contatto con le Trade Unions (nasce un’organizzazione permanente di coordinamento) 1864: nasce la Associazione internazionale dei lavoratori (proudhoniani francesi, tradeunionisti inglesi, mazziniani italiani, esuli vari tra cui Marx) Marx viene incaricato di redigere lo statuto provvisorio, riesce a inserire alcuni punti che qualificano il testo come «classista»

27 Bilancio Punto di riferimento simbolico per i lavoratori
Spauracchio per i benpensanti e i governi Funzionamento gravemente compromesso dall’eterogeneità delle sue componenti e dalle aspre rivalità che dividevano i suoi capi Bilancio

28 Lo scontro interno 1. Proudhoniani Socialisti
Fautori di un sistema basato sulle cooperative e sulle autonomie locali Ideali libertari e federali (forti soprattutto nei paesi meno industrializzati) Fautori della socializzazione dei mezzi di produzione Volontà centralizzatrice, ideale di organizzazione forte Lo scontro interno 1.

29 Marx e Bakunin Lo scontro interno. 2

30 Cospiratore di lunga data (1848, carcere, esilio)
Motivi di dissidio con Marx: l’ostacolo alla piena libertà non è costituito dai rapporti di produzione, quanto dall’esistenza stessa dello Stato Stato e Religione sono lo strumento di asservimento della popolazione Il compito prioritario dei rivoluzionari è liberare le masse dall’influenza nefasta della religione per poi condurle all’assalto del potere statale; a quel punto sarebbe caduto anche il sistema capitalistico Il comunismo si sarebbe instaurato spontaneamente, senza più bisogno dello Stato  lo Stato significa violenza, dominazione mediante la violenza Michail Bakunin ( )

31 Stato e Religione sono strumenti di repressione, ma appartengono alla sfera della sovrastruttura (cioè, prodotto della struttura economica basata sullo sfruttamento) Solo la distruzione del sistema capitalistico rende possibile la distruzione dello Stato borghese L’estinzione dello Stato sarà raggiunta solo dopo una fase transitoria, quella della «dittatura del proletariato» (per neutralizzare la reazione delle classi dominanti) I protagonisti della rivoluzione saranno i lavoratori dell’industria dei paesi avanzati (per Bakunin saranno le nasse diseredate) Combattere anche le battaglie dall’interno del sistema (Bakunin è convinto che l’unica forma di lotta sia quella armata) Le ragioni di Marx

32 Congresso dell’Aja, 1872 Bakunin messo in minoranza
Trasferita la sede centrale dell’Internazionale da Londra a New York 1876: l’Internazionale si scioglie (Marx la ritiene ormai inutile, meglio puntare sull’organizzazione nei vari Stati di forti partiti socialisti) Rimane in attività l’Internazionale anarchica Congresso dell’Aja, 1872

33 La crescita dei partiti socialisti nei paesi europei

34 Si organizzano sul modello del partito di massa moderno
Proselitismo rivoluzionario e azione politica «nelle» istituzioni Partecipano alle elezioni e inviano i loro rappresentanti nei Parlamenti Iniziano – alla fine del secolo – a ragionare sulla possibilità di partecipazione a governi borghesi Partiti che si pensano come sezioni nazionali di un unico movimento internazionale dei lavoratori Caratteri di novità

35 Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD)
Nasce nel 1875, programma di Gotha Associazione generale degli operai (1865) di Ferdinand Lassalle e Partito Socialdemocratico dei lavoratori (1861) di August Bebel Resiste alla durissima repressione scatenatagli contro da Bismarck (1878, ottiene l’abrogazione delle leggi antisocialiste) Organizza un vasto «mondo socialista», alternativo a quello borghese (case del popolo, sindacati, associazioni di ogni natura, casse di risparmio, ecc…) Nel 1890 è il primo partito in Germania Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD)

36 La SPD diviene un modello
Successo elettorale della SPD Capacità di resistenza alla repressione statale Forza della sua organizzazione interna Prevale sulle altre componenti socialiste: Anarchici Insurrezionalisti Operaisti La SPD diviene un modello

37 Il socialismo in Gran Bretagna
Parlamentarismo che favorisce l’inclusione (i lavoratori a lungo continuano a sentirsi rappresentati dai liberali) Fabian Society (Sidney e Beatrice Webb, George Bernard Shaw) Independent Labour Party (1893) Dura offensiva padronale nei ‘90 Scendono in campo le Trade Unions e nasce il Labour Party (1906) Il socialismo in Gran Bretagna

38 Il socialismo in Francia
Tradizione rivoluzionaria (1789) 1. Poco permeabile al marxismo 2. Molto frammentato 3. Disponibilità al «fronte comune» con i progressisti contro i conservatori (es. Dreyfus) 4. Sviluppato senso patriottico Partito operaio di Jules Guesde (1882) Federazione dei lavoratori socialisti di Paul Brousse (1884) Sindacalisti rivoluzionari di Jules Allemane (1890) Blaquisti di Vaillant Il socialismo in Francia

39 Séction française de l’Internationale ouvrière (SFIO, 1905)
Jean Juarès

40 Russia Condizione di clandestinità
1898: Partito socialdemocratico russo (intellettuali, ispirazione marxista) 1905: Partito socialista rivoluzionario (tradizione populista e contadina) Progetto di Lenin: costruzione di un partito centralizzato e rigidamente disciplinato, fatto di rivoluzionari di professione 1903: Lenin provoca la scissione nel Partito socialdemocratico russo; divisione tra bolscevichi e menscevichi Russia

41 Il socialismo in Italia

42 Iniziale prevalenza dei mazziniani (rifiutano la lotta di classe e o sciopero, ideale interclassista) Progressiva affermazione dell’Internazionalismo insurrezionalista e anarchico (Carlo Cafiero, Andrea Costa, Errico Malatesta) 1881: Andrea Costa fonda il Partito socialista rivoluzionario di Romagna e viene eletto nel 1882 1882: Partito operaio italiano (rigidamente classista, più federazione di associazioni operaie che vero e proprio partito), giornale «La Plebe», leader: Gnocchi-Viani Antonio Labriola diffonde in Italia le opere di Marx Lega socialista milanese (Filippo Turati, Anna Kuliscioff) Tra gli anni ‘70 e ‘80

43 1892 1892: a Genova nasce il Partito dei lavoratori italiani
(nel 1895 prenderà il nome di Partito socialista italiano) Si tratta di un partito «moderno», dotato di: 1. programma minimo e massimo 2. organizzazione e voto per «testa» (non più per federazione) 1892

44 La Seconda Internazionale
Parigi,

45 I caratteri della 2. Internazionale
Struttura federativa tra autonomi partiti nazionali, che si prefigge di fungere da centrale di coordinamento (pratici e simbolici, es. festa del primo maggio) Ruolo dei periodici congressi, i cui deliberati non hanno valore vincolante, per discutere e mettere a punto una ideologia sempre più omogenea e condivisa Si afferma una versione semplificata del socialismo marxista, venata di darwinismo e di evoluzionismo positivistico (crea una vera e propria fede negli operai) La maggior parte dei partiti socialisti continua a proclamarsi rivoluzionaria ma finisce di esserlo di fatto (la conquista del potere come evoluzione graduale) I caratteri della 2. Internazionale

46 La «collaborazione» con la borghesia
Eduard Bernstein Karl Kautsky Influenzato dalla corrente empirista inglese, volle rilanciare l’evoluzionismo politico e sociale, convinto che il crollo della società capitalistica non fosse inevitabile né prevedibile a breve scadenza (definito “socialista revisionista”) rappresentante della “ortodossia” marxista, proclama l’inevitabile «bancarotta del modo di produzione capitalistico» e la conseguente prossima catastrofe della società borghese La «collaborazione» con la borghesia

47 Il problema del rapporto con la «patria»
Congresso di Stoccarda (1907): stabilito all'unanimità il principio dell'opposizione ideologica alla guerra, in quanto tutti i lavoratori erano da considerarsi fratelli e ogni conflitto era da giudicarsi deprecabile in quanto frutto degli interessi capitalistici. Come impedire la guerra? Lenin, Rosa Luxembourg, Martov: la guerra non deve essere impedita, perché da quella scaturirà la rivoluzione sociale Bebel: i socialisti devono spingere per la creazione di un «sistema difensivo democraticamente organizzato» Vaillant e Juarès: prevenire e impedire la guerra con ogni mezzo Hervé: organizzare uno sciopero generale antimilitarista, che conduca all’insurrezione generale NB: La Prima Guerra Mondiale dimostrerà l’inconcludenza delle discussioni dell’Internazionale. L'organizzazione si frantumò in seguito all'adesione di alcuni partiti nazionali alla politica bellica dei loro governi. Il problema del rapporto con la «patria»

48 1917: inizia una storia nuova


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