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Audit In Medicina Generale SAVERIO GENUA GIOVANNI RIZZOLO Napoli 27-28 Febbraio 2014.

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1 Audit In Medicina Generale SAVERIO GENUA GIOVANNI RIZZOLO Napoli Febbraio 2014

2 PRESENTAZIONE E GENERALITA’ SULL’AUDIT COME COSTRUIRE UN AUDIT IN MEDICINA GENERALE UNA RASSEGNA DEGLI AUDIT REALIZZATI IN CAMPANIA GPG: IL FUTURO DELL’AUDIT IN MEDICINA GENERALE

3 “WE CANNOT CHANGE THE PAST BUT YOU CAN CHANGE THE FUTURE” - Pat Patfoort

4 Introduzione

5 Introduzione

6 Introduzione

7 Storia ed evoluzione

8 “L’AUDIT CLINICO è un processo finalizzato a migliorare le cure offerte al paziente ed i risultati ottenuti, attraverso il confronto sistematico delle prestazioni erogate con criteri espliciti, l’implementazione di cambiamenti a livello individuale e di team e il successivo monitoraggio dei fattori correttivi introdotti” (National Institute for Clinical Excellence, - Principles for best practice in clinical audit, 2002) “Metodologia di analisi strutturata e sistematica per migliorare la qualità dei servizi sanitari applicata dai professionisti attraverso il confronto sistematico con criteri espliciti dell’assistenza prestata, per identificare scostamenti rispetto a standard conosciuti o di best practice, attuare le opportunità di cambiamento individuato ed il monitoraggio dell’impatto delle misure correttive introdotte” - Ministero della Salute Definizione

9 Classificazione

10 Audit clinico Audit interno Audit clinico Ambito sanitario

11 Audit clinico e clinical governance L’audit, vista la sua importanza è considerato come una delle colonne della clinical governance, “sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei loro servizi e garantiscono elevati standard assistenziali creando le condizioni ottimali nelle quali viene favorita l’eccellenza clinica” L’audit rappresenta un tentativo delle organizzazioni sanitarie nel creare e nel rendere conto (accountability) di un sistema centrato sui bisogni del paziente, dove la sicurezza e la qualità delle cure e dei servizi forniti raggiungano i massimi livelli rispetto alle risorse disponibili.

12 Ambiti di utilizzo L‘ AUDIT CLINICO è una metodologia che si focalizza su specifici problemi clinico/ assistenziali o su aspetti della pratica corrente che vengono valutati in termini di struttura, processo o esito Ciò che lo caratterizza è la competenza clinico-assistenziale dei partecipanti, la confidenzialità dei risultati e l’ esplicito interesse al miglioramento La sua principale caratteristica è quella di fondarsi sul confronto delle pratiche professionali con standard di riferimento

13 La richiesta di effettuare un audit può avere origine: Dalla direzione aziendale. Vanno immediatamente consultati i professionisti coinvolti per sapere se condividono l’esistenza della criticità e la sua priorità. Dai professionisti (operatori). Va interessata la direzione aziendale per valutare il possibile impatto dell’audit sui altri servizi e sulle risorse e obiettivi dell’azienda Devono essere precisati il contesto, le motivazioni, gli obiettivi e i beneficiari Ambiti di utilizzo

14 CICLO DELLA QUALITÀ IN 4 FASI

15 REALIZZAZIONE

16 Definizione obiettivi Definizione obiettivi specifici per migliorare la pratica clinica Percorso logico: o per migliorare... o per rafforzare... o per assicurare … o per cambiare … Gli obiettivi devono diventare il focus dell’attività

17 scegliere un argomento su cui applicare l'audit scegliere campi di importanza strategica per la medicina generale sia per la prevalenza della patologia che per l'impatto economico che tale patologia comporta la patologia che si desidera sottoporre ad audit deve essere chiaramente diagnosticabile Scelta dei contenuti Ad esempio si può fare un audit sui pazienti: ipertesi diabetici infartuati sullo scompenso cardiaco sui pazienti anziani sottoposti a vaccinazione antinfluenzale Se si decide di fare un audit sulla gestione del colon irritabile si capisce subito che le difficoltà iniziano già nella codifica diagnostica

18 Raccolta di: o Prassi derivanti da consuetudini (cultura del servizio o della struttura) o Documentazione esistente (procedure, protocolli, schede, moduli per la segnalazione eventi) Verifica dell’implementazione di regolamenti e raccomandazioni Valutazione esistente

19 Occorre chiedersi se: il gruppo ha un reale interesse per il tema dell’audit? la “valutazione dell’esistente” prende in considerazione quali sono le modalità di attività all’interno della struttura, rispetto al tema? la documentazione è aggiornata? Utilizzare l’esistente, eventualmente con adeguamenti Tenere conto dell’esistente (protocolli, documenti, strutture, attrezzature, organizzazione)

20 Selezione criteri, standard e indicatori Selezione di criteri, standard e indicatori in grado di: o Evidenziare (dove e come) lo scostamento dalle pratiche in uso o Definire i risultati attesi Revisione da parte del gruppo di: o Fonti di riferimento (pertinenza, adeguatezza, completezza, aggiornamento) o Chiarezza e validità dei criteri o Correlazione con raccomandazioni e normativa

21 Gerarchia di criteri, standard e indicatori a) evidence based practice b) linee guida e raccomandazioni c) percorsi diagnostico terapeutici d) standard nazionali e internazionali e) best practice di altre realtà (benchmarking) Selezione criteri, standard e indicatori

22 Criterio Parametro definibile e misurabile dell’assistenza sanitaria che descrive la qualità dei servizi Irvine and Irvine; 1991

23 Esempio: vogliamo fare un audit sui pazienti infartuati Vi è ampia dimostrazione che alcuni interventi riducono la mortalità nei pazienti post-infartuati: la somministrazione di:  antiaggreganti  betabloccanti  statine  acidi grassi n-PUFA Questi vengono detti in gergo tecnico " criteri ". Conviene scegliere non più di 3-4 criteri con cui poi confrontare la propria pratica. Si devono scegliere criteri forti, cioè criteri che hanno dimostrato di portare ad un evidente beneficio clinico Altri esempi di audit: somministrazione di aceinibitori e betabloccanti nello scompenso cardiaco trattamento ottimale della pressione arteriosa nei diabetici vaccinazione antinfluenzale negli anziani e nei soggetti a rischio "spulciare" la letteratura per determinare ciò che la comunità scientifica ha stabilito essere buona pratica clinicaCriterio

24 Standard Livello di cura che deve essere raggiunto per ogni criterio individuato Irvine and Irvine; 1991

25 Per esempio stabilire che, nel giro di un determinato periodo (6-12 mesi, per dire) porteremo la percentuale di pazienti che assumono statine all'80%, che assumono antiaggreganti al 90%, che assumono betabloccanti all' 80% (dopo aver escluso ovviamente quelli che non tollerano o che hanno controindicazioni al trattamento). Questi obiettivi che mi propongo sono detti "standard"Standard

26 Indicatore Una informazione o una variabile selezionata che consente di descrivere fenomeni complessi e misurare variazioni in relazione ai criteri definiti, allo scopo di orientare decisioni volte ad ottenere o mantenere cambiamenti. Può essere espresso sotto forma di percentuale, tasso o media Christian Adamo e Ulrich Wienand

27 Indicatore Un buon indicatore deve essere: pertinente al fenomeno da analizzare rilevante dal punto di vista clinico valido (oggettivo) riproducibile e rilevabile senza variazioni in contesti diversi discriminante praticabile o facilmente disponibile

28 Indicatori relativi a struttura (risorse logistiche, strumentali ed umane); relativamente semplici (non richiedono identificazione dei pazienti); in questo caso lo standard può coincidere con l’indicatore Indicatori relativi a processo (di cura, decisionali, di comunicazione); complessi per tempi e interpretazione dei dati (scarsa qualità). I più utilizzati nell’audit clinico Indicatori relativi a risultato (impatto dei processi su evoluzione o stato clinico dei pazienti; rilevazione dell’esperienza dei pazienti; valutazione dei costi) Selezione indicatori

29 Individuare l’indicatore Individuati i pazienti infartuati dobbiamo determinare che percentuale di essi rispetta i criteri contro cui avevamo deciso di confrontarci Per esempio potremmo trovare che solo il 50% dei nostri infartuati assume statine, il 60% assume antiaggreganti e il 40% assume betabloccanti

30 rappresenta la fase di "misura" condiziona analisi dei risultati e proposte di miglioramento deve rispettare la normativa sulla privacy Protocollo 1. campo di applicazione 2. criteri di inclusione ed esclusione 3. tipo di studio; 4. modalità di raccolta dei dati 5. dimensione del campione 6. periodo di valutazione Raccolta dati

31 Dati quantitativi : informano più sugli esiti che sui processi. La raccolta può essere prospettica o retrospettiva. Si possono distinguere in : dati correnti, raccolti ed elaborati per legge (mortalità o morbosità), presenti in documentazione clinica (SDO, CEDAP), ritenuti di scarsa qualità ma, in miglioramento negli ultimi tempi. dati specifici per patologia (Registro Tumori) dati prestazioni assistenziali (visite specialistiche ambulatoriali, prescrizione farmaci) Raccolta dati

32 Dati qualitativi (in caso siano insufficienti dati quantitativi per informare su indicatori di processo): narrazione dei professionisti (scarto tra prassi e standard, criticità) questionari (anche a chi non fa parte del gruppo di lavoro) Raccolta dati

33 Gli strumenti per la raccolta dei dati Tabelle per i dati quantitativi. Per ogni criterio deve essere specificata la fonte e il dato numerico corrispettivo. Questionari e Interviste per i dati qualitativi. I criteri scelti sono formulati con griglie o matrici a risposta binaria (si/no, presente/assente oppure testo libero).Previsto uno spazio per commenti, annotazioni, correzioni. Presente una guida alla compilazione + verifica completezza dello strumento Raccolta dati

34 Effettuare i calcoli necessari per elaborare i dati Presentare i risultati in modo chiaro e in forma quantitativa Identificare e analizzare i punti di forza Identificare e analizzare gli scostamenti Condivisione dei risultati Selezione degli ambiti di miglioramento Comunicazione e report Analisi dati e valutazione

35 Analisi dei dati: Massima tempestività (situazione si evolve) Dati originali in 3 forme, con diverse esigenze analisi e calcolo: o Numeri o Tick-box o Testo libero Dati finali espressi in percentuale (% di compliance) che esprime lo scostamento rispetto a standard Analisi dati e valutazione

36 Analisi dei punti di forza: Confronto dei risultati con i riferimenti Non è sempre raggiungibile uno standard del 100% Necessario definire a priori il valore dello standard Analisi dati e valutazione

37 Analisi dello scostamento: Individuazione degli scostamenti dagli standard Analisi criterio per criterio Se coinvolti più dipartimenti, analisi complessiva (punti deboli comuni o divari tra servizi cui corrispondono azioni istituzionali o mirate sui singoli servizi) Analisi dati e valutazione

38 In questa fase si rischia di fermarsi al primo livello di interpretazione dei risultati e formulare immediatamente soluzioni senza analizzare le cause delle differenze e senza consultare le parti interessate. E’ necessaria un’analisi approfondita delle cause degli scarti A questo scopo si utilizzano vari strumenti Analisi dati e valutazione

39 ANALISI DATI E VALUTAZIONE

40 L'audit dovrebbe essere considerato una pratica normale per ogni medico (o gruppo di medici) perché è solo l'autoverifica che permette il miglioramento delle pratiche mediche L'audit costituisce anche un potente metodo di aggiornamento “sul campo” sicuramente più efficace di tanti corsi ECM di dubbia utilità

41 Noi medici sentiamo il bisogno di valutare e controllare quello che facciamo?

42 PRESENTAZIONE E GENERALITA’ SULL’AUDIT COME COSTRUIRE UN AUDIT IN MEDICINA GENERALE UNA RASSEGNA DEGLI AUDIT REALIZZATI IN CAMPANIA GPG: IL FUTURO DELL’AUDIT IN MEDICINA GENERALE

43 Esempio di audit sul diabete tipo 2 in Medicina Generale E' noto che il DM costituisce una condizione patologica caratterizzata da un elevato rischio di complicanze sia microvascolari che macrovascolari e che il controllo del metabolismo glicemico e dei fattori di rischio associati (ipertensione, ipercolesterolemia, ecc.) migliora la prognosi. Tuttavia la gestione del DM nella pratica è verosimilmente non ottimale. Scopo di quest’Audit è di verificare la qualità della gestione del DM tipo 2 nella Medicina Generale e di migliorarla. Infatti linee guida ed evidenze di letteratura sono poco applicate anche perché viste come un qualcosa calato dall'alto sulla libertà prescrittiva del medico. Un processo di autovalutazione e di automonitoraggio potrebbe migliorare la qualità dell'assistenza e gli outcomes essendo qualcosa che nasce dagli stessi medici. SCELTA DEI CONTENUTI

44 INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI 2° criterio: pressione arteriosa E' nozione conosciuta che nel diabete tipo 2 il controllo ottimale della pressione riduce le complicanze cardiovascolari come e più del controllo metabolico. Secondo le linee guida internazionali nel diabete la pressione dovrebbe essere portata a valori inferiori a 130/80 mmHg mentre i farmaci di prima scelta dovrebbero essere gli aceinibitori (o gli antagonisti dell'angiotensina II o ARB in caso di intolleranza agli aceinibitori). 1° criterio: emoglobina glicata Esprime il controllo glicemico nei precedenti 3-4 mesi. Dovrebbe essere misurata in ogni paziente circa ogni 4 mesi, si considera espressione di buon controllo metabolico un valore inferiore al 7%.

45 3° criterio: colesterolemia Come per la pressione, anche il controllo di valori elevati di colesterolemia è considerato essenziale nella gestione del diabetico. Le linee guida consigliano di ridurre i valori di LDL colesterolo al d sotto della soglia di 100 mg/dL usando, se è il caso, terapia ipocolesterolemizzante (statine). 4° criterio: microalbuminuria La presenza di microalbuminuria (valori decisionali > 30 mg/die) è considerata un marker precoce di danno renale. Le linee guida consigliano di determinare periodicamente la microalbuminenia e di usare un aceinibitore (o un ARB) per valori > 30 mg/dL, anche in presenza di pressione ottimale. 5° crietrio: esame del fondo oculare La retinopatia diabetica trae beneficio dal controllo glicemico e dei fattori di rischio ma anche da una sua individuazione precoce che permette di avviare il paziente ad esami di secondo livello (FAG retinica) ed eventualmente al trattamento laser. L'esame del FO dovrebbe essere eseguito ogni 1-2 anni. INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI

46 6° criterio: aspirina Data la frequenza elevata con cui i diabetici vanno incontro a complicanze cardiovascolari molte linee guida consigliano la somministrazione di ASA a basso dosaggio ( mg/die) in tutti i diabetici o perlomeno in quelli con un altro fattore di rischio associato. Va da sè che se il paziente ha già avuto un evento cardiovascolare l'ASA (o un altro antiaggregante in caso di intolleranza) diventa obbligatorio INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI

47 ESTRAZIONE DEI DATI Estrarre dal proprio archivio tutti i pazienti che hanno un Diabete Mellito di tipo 2 L'estrazione può avvenite con due modalità, che tra loro non sono in contrasto: 1.ricercare tutti i pazienti che hanno avuto una diagnosi codificata di diabete e 2.ricercare tutti i pazienti che nell'ultimo anno hanno ricevuto almeno una prescrizione di antidiabetico orale e/o insulina. Si può calcolare che un MMG con 1000 pazienti abbia circa pazienti diabetici. Una volta estratti i pazienti, ogni MMG dovrà controllare il suo comportamento rispetto ai sei criteri scelti

48 INDIVIDUARE L’INDICATORE 1° indicatore: Qual è la percentuale di pazienti che ha avuto almeno una determinazione della glicoemoglobina nell'ultimo anno? Qual è la percentuale di pazienti con glicoemoglobina < 7% 2° indicatore: Qual è la (percentuale di pazienti che ha una PA ottimale < 130/80 mmHg?). Si stabilisce di considerare la media della PAS e della PAD delle ultime sei misurazioni registrate in cartella 3° indicatore: Qual è la percentuale di pazienti che ha un livello di LDL colesterolo < 100 mg/dl?

49 4° indicatore: Qual è la percentuale di pazienti a cui è stata determinata la microalbuminuria almeno una volta nell'ultimo anno? Qual è la percentuale di pazienti con microalbuminuria > 30 mg/die che assume aceinibitore o ARB? 5° indicatore: Qual è la percentuale di pazienti a cui è stato richiesto un esame del FO almeno una volta negli ultimi 2 anni? 6° indicatore: Qual è la percentuale di pazienti che non ha avuto un evento CV ma con un altro fattore di rischio oltre al diabete che assume un antiaggregante? Qual è la percentuale di pazienti diabetici che ha avuto un evento CV e che assume un antiaggregante INDIVIDUARE L’INDICATORE

50 ANALISI DELLA QUALITA’ analizzare quali sono i motivi che ci impediscono di rispettare le regole di qualità esaminare quali "barriere" impediscono ai nostri indicatori di avvicinarsi ai criteri Una volta trovate le barriere si studiano i correttivi. Non è detto che il mancato rispetto di un criterio sia necessariamente espressione di cattiva qualità. Potrebbe essere per esempio (almeno in via teorica) che il 50% dei pazienti a cui non ho dato una statina non la tolleri oppure abbia avuto delle controindicazioni.

51 STABILIRE GLI STANDARD 1° standard: glicoemoglobina Si decide di considerare accettabile la determinazione di una glicoemoglobina almeno una volta ogni 6 mesi. Si decide di considerare accettabili valori di glicoemoglobina inferiori a 7,5%. In caso di mancato raggiungimento di questo obiettivo, oltre ad opportuni consigli circa dieta e attività fisica, si consiglia di passare ad associare sulfaniliurea e metformina se il paziente assumeva un solo antidiabetico orale, fino al massimo dosaggio consigliato, e, in caso di mancato controllo, di associare terapia insulinica. 2° standard: pressione Si decide di considerare accettabili valori di pressione (media delle ultime sei determinazioni) inferiori a 140/90 mmHg In caso di mancato raggiungimento di questo standard si consiglia di aumentare il numero dei farmaci antipertensivi prescritti. I farmaci di prima scelta dovrebbero essere gli aceinibitori (o gli ARB), d associare in caso di necessità a BB, tiazidici, calcioantagonisti, alfabloccanti, altri farmaci.

52 3° standard: colesterolemia Si decide di considerare valori accettabili livelli di LDL < mg/dL e/o di colesterolemia totale inferiori a mmHg/dL. In caso contrario si suggerisce la somministrazione di una statina a dosi tali da raggiungere i valori desiderati. 4° standard: microalbuminuria Si considera accettabile la misurazione della microalbuminuria almeno una volta all'anno. Nei pazienti con microalbuminuria > 30 mg/die è corretto prescrivere un aceinibitore (o un ARB) anche in presenza di valori pressori normali 5° standard: fondo oculare Si dovrebbe prescrivere un esame del FO almeno ogni due anni se non vi è retinopatia, più spesso in caso di retinopatia. STABILIRE GLI STANDARD

53 6° standard: aspirina Si dovrebbe prescrivere ASA o comunque un antiaggregante: in tutti i diabetici che hanno avuto un evento cardiovascolare (infarto, TIA, ictus), che hanno una cardiopatia ischemica che hanno una arteriopatia manifesta agli arti inferiori oppure un altro fattore di rischio associato. STABILIRE GLI STANDARD

54 IMPLEMENTAZIONE DEGLI STANDARD Una volta determinati gli indicatori e valutato lo scostamento rispetto ai criteri prestabiliti, i MMG applicano a tutti i pazienti con diabete tipo 2 da loro gestiti, le strategie terapeutiche definite con gli standard. A distanza di 12 mesi una seconda valutazione tramite un nuovo processo di audit (REAUDIT) servirà a determinare se l'intervento informativo da una parte e autovalutativo dall'altra è stato in grado di migliorare gli outcomes considerati

55 CONCLUSIONI Questo modello di AUDIT si pone in sostanza due obiettivi: Valutare se una strategia semplice di informazione dei MMG partecipanti allo studio sia in grado di modificare i comportamenti dei MMG stessi e di migliorare gli esiti conseguenti sulla base di criteri predefiniti. Valutare l'appropriatezza della gestione del paziente con diabete tipo 2 nel contesto della MG (parte osservazionale).

56 PRESENTAZIONE E GENERALITA’ SULL’AUDIT COME COSTRUIRE UN AUDIT IN MEDICINA GENERALE UNA RASSEGNA DEGLI AUDIT REALIZZATI IN CAMPANIA GPG: IL FUTURO DELL’AUDIT IN MEDICINA GENERALE

57 ALLEANZA PER IL DIABETE IN COLLABORAZIONE CON SIMG e AMD REGIONE CAMPANIA CONSORZIO CAMPANIA MEDICA COOP.I.MED PROGETTO DI FORMAZIONE CONTROLLATA RIVOLTO AI MMG sezione regione campania S.I.M.G.

58 I NUMERI: 13 COOPERATIVE MEDICHE 565 MMG 18 DIABETOLOGI CITTADINI ASSISTITI PAZIENTI DIABETICI 7,74% PREVALENZA DIABETICI ALLEANZA PER IL DIABETE

59 GLI INDICATORI DI QUALITÀ DELL ’ ASSISTENZA Esempi di indicatori di processo: Frequenza della misurazione dell ’ HbA1c Frequenza dell ’ esame del fondo dell ’ occhio Frequenza della misurazione della microalbuminuria Frequenza delle misurazioni della PA

60 GLI INDICATORI DI QUALITÀ DELL ’ ASSISTENZA Esempi di misure di outcome intermedio: Valori medi di HbA1c Proporzione di pazienti con HbA1c <7% Valori medi della PA Valori medi di colesterolemia

61 GLI INDICATORI DI QUALITÀ DELL ’ ASSISTENZA Esempi di misure di outcome finale: Mortalità Complicanze Funzionalità Fisica Qualità della vita Costi dell ’ assistenza Soddisfazione per l ’ assistenza sanitaria ricevuta

62 Esempio di “ report pesante ” Numero pazienti diabetici Numero totale pazienti Numero pazienti con almeno 1 fattore di rischio per diabete INDICATORI DI PROCESSO Prevalenza diabetici di tipo 2 Percentuale pazienti diabetici con registrazione dato fumo Percentuale pazienti diabetici con registrazione BMI Percentuale determinazione microalbuminuria Percentuale determinazione creatininemia Percentuale richiesta fondo oculare Percentuale richiesta profilo lipidico Percentuale richiesta Emoglobina glicata Percentuale richiesta Ecg Percentuale misurazione PA Percentuale Hb glicata 7 e 8 Percentuale LDL <100 Percentuale PA<=130/80 Numero pazienti in trattamento con metformina o metformina in associazione Percentuale pazienti in trattamento con metformina

63 DIABETICI CON REGISTRAZIONE DATO FUMO NELL’ANNO DIABETICI CON REGISTRAZIONE BMI NELL’ANNO INSERIMENTO FAMILIARITÀ PER DIABETE6.52 DIABETICI CON INSERIMENTO FAMILIARITÀ PER DIABETE16.13 DIABETICI A CUI È STATO CALCOLATO IL RISCHIO CV 1.25 DIABETICI CON MICROALBUMINURIA RICHIESTA23.31 ALLEANZA PER IL DIABETE sezione regione campania S.I.M.G.

64 DIABETICI CON CREATININEMIA RICHIESTA56.27 RICHIESTA FONDO OCULARE NEGLI ULTIMI 2 ANNI25.31 RICHIESTA PROFILO LIPIDICO NELL’ANNO54.71 RICHIESTA ECG NELL’ANNO28.28 DIABETICI CON MISURAZIONE PA NELL’ANNO33.55 DIABETICI CON RICHIESTA DI ALMENO 1 HBA1C NELL’ANNO 63.27

65 VALORI DI HBG RAGGIUNTI NELL’ANNO < > VALORI DI HBG RAGGIUNTI NELL’ANNO < > DIABETICI CON LDL < DIABETICI CON PA < 130/ DIABETICI CON IRC CODIFICATA 4.36

66 7.5%

67 Mac 2. Malattie acido correlate in Camapnia PROGETTO DI FORMAZIONE CONTROLLATA RIVOLTO AI MMG S.I.M.G.

68 Obiettivi del Progetto MAC2 – Valutazione ed eventuali correzioni delle definizioni MAC. – Valutazione ed eventuali correzioni dei protocolli diagnostici. – Valutazione ed eventuali correzioni dei protocolli terapeutici. – Valutazione prevalenza ed incidenza della MRGE e Dispepsia in Regione Campania – Valutazione dell’utilizzo della diagnostica nella MRGE e nella Dispepsia in Regione Campania – Valutazione dell’utilizzo dei farmaci antisecretori nella MRGE e nella Dispepsia in Regione Campania

69 1Numero soggetti diviso per fasce di età (14-25; 26-35; 36-45; 46-55; 56-65; >65) 3N.ro pazienti con MRGE stratificati x età inferiore o superiore a 45 anni e per indicatore. Indicatori: Reflusso gastroesofageo (530.81); Esofagite (530.1, , , ); Pirosi (787.1); Ernia Iatale (553.3) Query 3 bis: n.ro pazienti che hanno almeno una delle condizioni elencate nella query 3 4N.ro pazienti con Dispepsia stratificati x età inferiore o superiore a 45 anni e per indicatore. Indicatori: Dispepsia (536.8); Epigastralgia (789.06); Nausea e Vomito (780.0, , ). Query 4 bis: n.ro pazienti che hanno almeno una delle condizioni elencate nella query 4 5N.ro pazienti affetti da overlap (MRGE + Dispepsia) stratificati x età inferiore o sup a 45 anni: almeno 1 degli indicatori della query 4 + almeno un indicatore della query 5. 6Pazienti affetti da : Ulcera duodenale ( da a 532.9) stratificati x eta sup o inf a 45 anni 7Pazienti affetti da : Ulcera gastrica ( ) stratif x eta sup e inf a 45 anni 8N.ro diagnosi: Gastrite acuta,( da a 535.5) cronica (535.1) stratificati x eta sup o inf a 45 anni 9N.ro diagnosi: K gastrico da (151.0 a 151.9) 10N.ro diagnosi: K esofago da 150 a 150.9) Queries

70 12Visite gastroenterologiche per indicatori delle queries 4 e 5 13Rx esofago stomaco duodeno (87.62) nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni 14Eco addome superiore (88.74) nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni 15EGDS (45.13/ 45.16) nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni 16Urea breath test per Helicobacter( ) nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni 17Ricerca Helicobacter nelle feci ( ) nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni 18Ricovero ordinario o DH in gastroenterologia/chirurgia nei pazienti con indicatori delle queries 4 e 5 stratif x eta sup o inf a 45 anni

71 Queries 19Prescrizione antiacidi (A02A) 20Prescrizione anti-H2 (A02BA) 21Prescrizione IPP (A02BC) 22N.ro confezioni (IPP) con Nota 48; N.ro confezioni (IPP) con Nota 01; Rapporto prescrizione note 48 ed 1 (IPP) 23N.ro prescrizioni per paziente (IPP) con indicatori delle queries 3 e 4 24N.ro prescrizioni per principio attivo per paziente con indicatori delle queries 3 e 4

72 GMO.1 Malattie neoplastiche in Campania PROGETTO DI FORMAZIONE CONTROLLATA RIVOLTO AI MMG S.I.M.G.

73 PAZIENTI ONCOLOGICI-FATTORI DI RISCHIO REGISTRATI Numero pazienti non oncologici ma con almeno un fattore di rischio per tumore (familiarità, fumatore, bmi >25, alcool) ,5 Numero pazienti oncologici con registrazione dato fumo ,2 Numero pazienti oncologici con registrazione dato familiarità 20106,7 Numero pazienti oncologici con registrazione dato BMI ,9 Numero pazienti oncologici con registrazione dato alcool 28869,6 PAZIENTI ONCOLOGICI-Indicatori di screening (solo per gli oncologici incidenti) Numero pazienti incidenti oncologici >50 anni con almeno un esame mammografico negli ultimi 2 anni 28225,5 Numero pazienti incidenti oncologici >50 annicon almeno una colonscopia negli ultimi 2 anni 200,8 Numero pazienti incidenti oncologici >50 anni con almeno un esame di sangue occulto nelle feci negli ultimi 2 anni 1646,6 Numero pazienti incidenti oncologici >50 anni con almeno un PSA test negli ultimi 2 anni 80759,3 Numero pazienti incidenti oncologici >50 anni con almeno un PAP test negli ultimi 2 anni 494,4

74 Alleanza per il Respiro La B.P.C.O. e la realtà del Consorzio delle Cooperative Mediche Campane (con il patrocinio SIMG, SIMER e AIPO )

75 Utilizzo di strumenti per la più facile e capillare individuazione dei fattori di rischio ( fumatori, esposti professionalmente e/o ambientalmente). Nella fase successiva alla identificazione dei broncopatici "reali" e alla loro stadiazione secondo i criteri delle linee guida GOLD, sarà necessario rettificare il percorso di gestione della malattia: 1) da un punto di vista funzionale ( con controlli periodici spirometrici, valutazione del grado di dispnea, BMI, eventuali modifiche dello stile di vita come la cessazione, del fumo l'incremento dell'esercizio fisico, la perdita di peso, la modifica sostanziale dell'alimentazione, la bonifica ambientale e lavorativa ove possibile, la riabilitazione respiratoria; 2) da un punto di vista terapeutico, rendendo il trattamento dei pazienti appropriato e, confezionato su misura al nostro paziente come le moderne indicazioni scientifiche consigliano; 3) da un punto di vista del rapporto costo-benefici efficacia secondo cui una terapia adeguata ed un buon recupero funzionale e sociale impedisce o ritarda l'evoluzione del broncopatico verso la insufficienza respiratoria grave che implica disabilità, talora precoce o precocissima e provoca un inevitabile aggravio della spesa sanitaria e previdenzia le.

76 OBIETTIVI SPECIFICI DEL PERCORSO FORMATIVO implementazione delle Linee Guida GOLD 1.studiare e stadiare la GRAVITA’ di malattia attraverso lo studio funzionale attuato presso strutture specialistiche di riferimento (BMI, fumo, spirometria con test di reversibilità, test cammino, grado di dispnea, ecc) 2.monitorare l’ EVOLUZIONE CLINICA dei pazienti per tutta la durata dello studio 3.valutare la tipologia e la quantità dei FARMACI prescritti 4. ottimizzare le DIAGNOSI di malattia 5. modificare i valori di PREVALENZA (prevalenza vera) 6. ottimizzare le TERAPIE secondo i criteri della farmacoeconomia e farmacoutilizzazione 7. valutare il tasso di RIACUTIZZAZIONE per B.P.C.O. valutare il tasso di RICOVERI e ACCESSI al P.S. 9. valutare i dati MORTALITA’ SPESA 10. valutare i dati di SPESA 11. rilevare le COMORBILITA’

77 rilievi dal data base del consorzio anni TOTALE MFTOT% ,3% ,7% ,6% ,2% ,4% ,5% ,3% ,7% ,7% 0000,0% NUMERO PAZIENTI ESPOSTI FATTORI DI RISCHIO REGISTR.DATO FUMO FUMATORI REGISTRAZIONE BMI INDAGINI SPIROMETRIA EMOGASANALISI TERAPIE R03 J01 RICOVERI DECESSI

78 rilievi dal data base COOP.I.MED anni TOTALE MFTOT% ,2% ,0% ,8% ,0% ,5% ,2% ,2% ,1% ,1% 0000,0% NUMERO PAZIENTI ESPOSTI FATTORI DI RISCHIO REGISTR.DATO FUMO FUMATORI REGISTRAZIONE BMI INDAGINI SPIROMETRIA EMOGASANALISI TERAPIE R03 J01 RICOVERI DECESSI

79 U SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA GENERALE

80 OBIETTIVO GENERALE Analisi della Banca Dati del Consorzio Nazionale delle Cooperative Mediche tramite le seguenti operazioni: Valutazione della prevalenza e dell’incidenza della IBP nel territorio della ASL delle singole Cooperative del Network; Valutazione della dinamica tra trattamento della IPB e incidenza del cancro della prostata nella popolazione sottoposta ad osservazione Valutazione dell’appropriatezza nella gestione dei pazienti affetti da IBP; Rilevazione dei dati di farmaco economia, farmaco utilizzazione e farmaco epidemiologia relativi al trattamento della IPB; Rettifica, ove necessario, della gestione della IBP tramite l’ attuazione di seminari organizzati con la metodica didattica della “revisione tra pari” e rivolti congiuntamente ai MMG della Cooperativa e agli Urologi operanti sul territorio nel quale si svolge l’attività assistenziale sui pazienti portatori di IPB.

81 1.PSA totale, libero e frazionato 2.Esame chimico fisico delle urine 3.Ecografia sovra pubica 4.Ecografia prostatica transrettale con volumetria 5.Uroflussometria con valutazione del residuo pos-minzionale 6.Esami bioptici 7.Testosterone totale plasmatico 8.Modalità terapeutica 9.Chirurgia endoscopica o laparotomica 10.Alfa –litici 11.Inibitori della 5 alfa reduttasi 12.Terapia di combinazione 13.Nutraceutici 14.Profilo lipidico (Colesterolo LDL, HDL,VLDL, trigliceridi) 15.Profilo glicemico 16.Diagnostica -terapia DE INDICATORI DELLO STUDIO

82 INDICATORI DI PROCESSO DIAGNOSTICI Percentuale su Pz con problema attivo 76 % 41 % 8,7 % 2,1 % 7,8 % 4,1 % 0,8 % 0,3 % INDICATORI DI PROCESSO DIAGNOSTICI ANNO TOTALE N° PRESCRIZIONI DI PSA IN PAZIENTI CON IPB N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UN PSA TOTALE, LIBERO E FRAZIONATO N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UNA UROFLUSSIMETRIA N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UNA VISITA UROLOGICA N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UNA ECOGRAFIA SOVRA PUBICA N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UNA ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UN ESAME DI TESTOSTERONE TOTALE N° PAZIENTI CON IPB ED ALMENO UN DOPPLER PENIENO

83 Pazienti conproblemaattivo di IPB :55852 Pazienti conproblemaattivo di IPBin terapia:17528 Percentuale di pazienti in terapia:31 % Percentuale di pazienti senza terapia: 69 % STUDIO IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA TERAPIE

84 PRESENTAZIONE E GENERALITA’ SULL’AUDIT COME COSTRUIRE UN AUDIT IN MEDICINA GENERALE UNA RASSEGNA DEGLI AUDIT REALIZZATI IN CAMPANIA GPG: IL FUTURO DELL’AUDIT IN MEDICINA GENERALE

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