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Dieta e nutrizione a Metaponto. Com’ era il paesaggio del metapontino nel VII a.c. quando gli achei giunsero sulle coste dello jonio? Cosa mangiavano?

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Presentazione sul tema: "Dieta e nutrizione a Metaponto. Com’ era il paesaggio del metapontino nel VII a.c. quando gli achei giunsero sulle coste dello jonio? Cosa mangiavano?"— Transcript della presentazione:

1 Dieta e nutrizione a Metaponto

2 Com’ era il paesaggio del metapontino nel VII a.c. quando gli achei giunsero sulle coste dello jonio? Cosa mangiavano? Come venivano cucinati gli alimenti dai greci e dalle popolazioni? Come è cambiato il paesaggio di Metaponto dopo la colonizzazione greca? Le risposte a queste domande interessanti sono arrivate grazie agli studi dei più quotati archeobotanici ed archeozoologi mondiali che,dagli anni 70 d oggi, hanno tutti resti di animali e vegetali rivenuti nelle aree paludose dell’azienda Pantanello. Questa presentazione, di cui vi citiamo brevemente solo alcuni passaggi, è comunque a disposizione di tutta la collettività, sul sito della nostra scuola. Dieta e nutrizione a Metaponto

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4 I coloni greci che si insediarono a Metaponto riprodussero, con pochi adattamenti, i modelli agricoli tipici della madre patria ed anche le abitudini alimentari.

5 Archeobotanica Studi effettuati nel sito di Pantanello negli anni ha permesso di recuperare resti delle piante e degli animali vissuti nel periodo IV-I sec a.c. Il sito è stato oggetto di attenzioni da parte di diversi ricercatori in quanto la presenza di un area umida ha consentito la conservazione del materiale organico, conservazione favorita da un ambiente povero di ossigeno.

6 I resti di piante alimentari (semi,noccioli,frutti) ed anche di paglie di cereali, di carboni, sono serviti per ricostruire i sistemi di vita delle comunità che sono vissute nella zona, quindi anche il modo in cui erano coltivati, raccolti e cucinati.

7 I resti vegetali si sono conservati mediante tre processi: 1.Carbonizzazione, derivante da un focolare o incendio 2.Mineralizzazione grazie alle acque ricche di silicio 3.Mummificazione provocata dall’ambiente anaerobiotico dell’area

8 La tecnica che ha consentito di effettuare la datazione certa è quella del C 14. Dalle specie coltivate è stato possibile ricostruire anche il paesaggio naturale del territorio di Metaponto di 2500 anni fa

9 I cereali 1.Il Farro 2.Il Grano tenero 3.L’Orzo 4.Il Panico

10 Il farro Coltivato dalle popolazioni locali pre-elleniche Era il grano dei latini Specie resistente ai terreni difficili ed aridi Forse i greci hanno imparato ad usare il farro nella loro dieta proprio a Metaponto Dalla farina si realizzava il pane e la farinata(puls) di farro

11 Grano tenero La coltivazione è antica quanto quella del farro Grandissima era la qualità della sua bianca farina La farina di grano tenero dell’Italia meridionale era famosa anche all’estero Il cereale era molto produttivo,i romani scrivevano che da un seme era possibile ottenere fino a 300 spighe ed ogni spiga fino a 100 semi A Metaponto il cereale più coltivato era il frumento e non l’orzo come nelle altre città della Magna Grecia

12 Orzo Era il cereale preferito dai Greci nella madrepatria L’orzo resta nella Magna Grecia il raccolto principale ed il mezzo di pagamento della popolazione La sua importanza la rileviamo in tutte le monete di Metaponto I greci impongono questa tradizione anche alle popolazioni locali. Gli indigeni preferivano comunque panificare la farina di frumento e destinare l’orzo agli animali

13 Panico Era un cereale minore Raramente era panificato Era destinato alla alimentazione del bestiame

14 I legumi 1.Ceci 2.Fave 3.Lenticchie 4.Piselli 5.Vecce I legumi insieme ai cereali conferivano gusti e sapori diversi ai loro preparati e consentivano una alimentazione equilibrata

15 Cece Cicer aretinum, dalla forma squadrata come la testa di ariete I terreni di Metaponto non erano particolarmente adatti per questo tipo di legume per cui si preferiva coltivare legumi più produttivi Venivano mangiati arrostiti, fritti o conditi con il pepe

16 Fave La sua farina veniva mischiata a quello del grano per aumentarne il peso del pane posto in vendita Venivano cucinate con il baccello verdi oppure cotte con olio e salse. Spesso lessate venivate unite ad altre verdure a formare minestroni I semi secchi venivano cotti per preparare zuppe o per formare farine

17 Pitagora e le fave È celeberrima l'idiosincrasia di Pitagora e della sua Scuola per le fave: non solo si guardavano bene dal mangiarne, ma evitavano accuratamente ogni tipo di contatto con questa pianta. Secondo la leggenda, Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone di Crotone, preferì farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo attraverso un campo di fave. A Taranto incontrò un bue il quale si cibava di fave; avvicinatosi al mandriano, Pitagora gli suggerì di dire all'animale di non mangiare le fave. Di fronte allo stupore del mandriano, il quale affermava di non sapere parlare la lingua dei buoi, egli si accostò all’orecchio del bue e gli sussurrò non solo di non cibarsi di fave, ma nemmeno di sfiorarle; da allora il bue visse per lungo tempo presso il tempio di Era, e fu chiamato il «bue sacro», alimentato dalle offerte di cibo che i visitatori gli porgevano. A proposito di questo divieto pitagorico di cibarsi di fave, Giovanni Sole nel libro Pitagora e il tabù delle fave dà un'interpretazione fisica e una spirituale. La prima è collegata al favismo che secondo studi medici era diffuso proprio nella zona del crotonese, mentre la seconda fa riferimento a credenze antiche, secondo cui le fave erano considerate connesse al mondo dei morti, della decomposizione e dell'impurità dalle quali il filosofo si deve tenere lontano

18 Pitagora il primo vegetariano Pitagora è tradizionalmente considerato l'iniziatore del vegetarismo in Occidente grazie ad alcuni versi delle Metamorfosi di Ovidio, che lo descrivono come il primo degli antichi a scagliarsi contro l'abitudine di cibarsi di animali, reputata dal filosofo un'inutile causa di stragi, dato che già la terra offre piante e frutti sufficienti a nutrirsi senza spargimenti di sangue. Ovidio lega il vegetarismo di Pitagora alla credenza nella metempsicosi, secondo cui negli animali non vi è un'anima diversa da quella degli esseri umani. Il suo regime alimentare consisteva, a pranzo, in cera o miele, a cena, in pane di miglio, focaccia e legumi bolliti o crudi, raramente carne proveniente dai sacrifici di animali, e non tutte le parti. Perciò egli manteneva il medesimo regime, come regolato da una bilancia, evitando di essere ora malato, ora sano, senza diventare più pingue ed aumentare di peso, o, al contrario, dimagrire e divenire esile. Anche il suo animo, a quanto era possibile vedere, dimostrava la medesima indole. Non intendeva infatti snervarsi nei piaceri, né deprimersi per effetto del dolore. Neppure amava apparire in preda all'esaltazione o al dolore, e nessuno lo vide mai ridere o piangere.

19 Lenticchia Le lenticchie furono coltivate regolarmente dai Greci Era coltivata nei terreni sciolti ed asciutti La lenticchia era più apprezzata dei ceci Era cucinata come zuppa, condita con coriandolo e pepe Veniva anche sfarinata

20 Piselli Negli orti delle fattorie della Chora veniva coltivato regolarmente Mangiati freschi e secchi Venivano mangiati insieme alle salsicce locali ed aromatizzati con spezie abituali

21 Veccia Poco utilizzata per l’alimentazione umana Veniva coltivata come foraggio per l’alimentazione del bestiame. Se utilizzata nella alimentazione umana era cotta come i ceci o dei piselli

22 I fruttiferi 1.Fico 2.Olivo 3.Vite I resti vegetali di queste specie, risalenti fino al IV sec a.c., sono i più importanti resti vegetali di tutta la Magna Grecia. Le Tavole di Eraclea danno precise informazioni sulle grandi estensioni di questi tre fruttiferi presenti nel metapontino

23 Fico Nella mitologia greca era legato a miti e culti per celebrare la sacralità dell’albero Secondo i Greci era sacro perché il suo latte veniva utilizzato per trasformare il latte in formaggio I fichi erano considerati frutti sacri e li troviamo in molte celebrazioni di feste di primavera a formare collane I fichi secchi erano una importante fonte di cibo che veniva serviti a tavola dopo il pasto insieme alla frutta secca

24 Olivo Per i Greci l’olivo era la pianta che rappresentava il loro territorio Quasi tutti gli autori classici hanno osannato questa pianta per il suo legno, per l’olio e per la sua rilevanza paesaggistica Per i Greci l’olivo fu inventato da Minerva e l’olio ad Aristeo

25 Olivo L’olivo era presente in forma spontanea in tutto il mediterraneo prima dell’arrivo dei Greci I greci furono i primi a coltivare varietà “gentili”, a potarli e a fare l’olio. I coloni greci portarono a Metaponto le loro varietà produttive. I sistemi di coltivazione erano efficacissimi e l’oliveto divenne una fonte di grande ricchezza per il territorio

26 Vite I resti vegetali di vite trovati a Metaponto rappresentano la più importante testimonianza di vite della Basilicata Probabilmente cresceva spontanea nel metapontino prima dell’arrivo dei Greci La viticultura e la vinificazione erano note nella Grecia sin dal VIII sec a.c. I primi coloni che giunsero a Metaponto portarono oltre al vino anche le prime barbatelle di vite coltivata nella madre patria

27 VITE A Metaponto secondo Plinio vi erano tronchi di viti selvatiche su cui si poggiava il tempio di Giunone Le viti coltivate non possono raggiungere tali dimensioni in quanto sono potate, ma ci danno indicazioni della vocazione del suolo che consentiva a viti selvatiche di raggiungere simili dimensioni I vinaccioli trovati a Pantanello sono la più grande testimonianza di una coltivazione dal grande valore economico.

28 Vite I terreni coltivati a vigneti avevano canoni di fitto ben 6 volte maggiori rispetto a quelli seminativi, prova che la qualità dell’uva e del vino ottenuta fosse veramente alta. Dalla analisi dei vinaccioli si è stabilito che le varietà di vite coltivate erano due o tre oltre a quelle selvatiche

29 Foraggere coltivate 1.Avena 2.Erba medica L’Avena era considerata una pianta degenere del frumento,ma era coltivata per l’alimentazione del bestiame L’ Erba Medica era coltivata dai coloni solo dal II sec a.c,ma i semi di Pantanello dimostrano che forse a Metaponto venisse coltivata anche prima della colonizzazione

30 cereali legumi foraggere cereali infestanti frutta Piante acquatiche

31 Conclusioni alimenti vegetali Grazie allo studio dei reperti vegetali di Pantanello, ed agli studi ancora in atto dai vari centri di ricerca, integrato dai vari contributi forniti dalla letteratura classica, è stato possibile tracciare un quadro dettagliato dell’agricoltura antica della Basilicata e dell’Italia meridionale.

32 Gli animali I campioni di ossa, datati, provenienti da 7 siti archeologici hanno permesso di conoscere la fauna selvatica e domestica presente nell’area del metapontino. 1.Sito neolitico di Pantanello (Bernalda) 2.Termitito(Scanzano) 3.Incoronata (Pisticci) 4.Santuario Pantanello (Bernalda) 5.Fornace di Pantanello (Bernalda) 6.Sant’Angelo Nuovo (Bernalda) 7.San Biagio alla Avinella (Bernalda ) Sette siti per scrivere 3000 anni di storia del rapporto tra l’ uomo e gli animali nella chora

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34 Lo stambecco Era presente nel sito neolitico di Pantanello Non vi sono reperti nei periodi successivi

35 Le pecore furono introdotte già addomesticate nel neolitico VIII a.c., poi con la colonizzazione degli Achei non furono più introdotte Ritornò a Metaponto, nuovamente importata nel VI ac. Nell’età del bronzo erano di taglia minore Non vi è traccia della forma selvatica in tutta Italia Dalle pecore si ricavava latte per i formaggi Dieta e nutrizione a Metaponto

36 Dalle pecore si ricavava una pregiatissima lana soprattutto quelle provenienti dalla vicina Taranto La carne di pecora era presente nella dieta dei metapontini Quindi la pecora era allevata per carne,latte e lana. Motivo per cui il 70% dei reperti ossei rilevati sono di ovicaprini Le pecore

37 URO Nome scientifico Aurochs E’ il progenitore degli attuali bovini Si è estinto nel 1600 in Europa Animale di grande stazza e lunghe corna Da esso si ricavava tanta carne.,ma erano utilizzati soprattutto per il lavoro. Giulio Cesare scrisse di questi animali “Sono leggermente più piccoli degli elefanti, assomigliano ai tori per aspetto, colore e forma. Sono molto forti, estremamente veloci, non risparmiano né uomini, né animali che abbiano scorto. I Germani si danno molto da fare per catturarli per mezzo di fosse, e poi li uccidono: i giovani si temprano e si esercitano in queste fatiche e genere di cacce”.

38 Il bue I metapontini usano i buoi per le arature, era il loro trattore. L’agricoltura e l’organizzazione agricola di avanguardia furono la ricchezza di Metaponto. Lo testimoniano le monete e i reperti delle tante specie foraggere coltivate per l’alimentazione del bestiame Quindi pastorizia,ma soprattutto coltivazioni dei campi Nei secoli il lavoro di selezioni ha portato ad animali sempre di maggiore taglia e forza I buoi selezionati in quest’area furono poi esportati nel resto della penisola

39 Il cavallo I reperti più vecchi risalgono al VII a.c. ed erano di taglia piccola,poi con le selezioni divenne sempre più alto e possente. Erano allevati come animale da trasporto,sella e traino. Nel sud italia non sono stati rinvenuti finora reperto ossei di cavalli selvatici,quindi sono stati introdotti già addomesticati Alessidamo possedeva prati lussureggianti con cavalli sulle rive del Basento Il cavallo era un status simbol per il proprietario Il 13% di tutto il materiale osseo trovato è di cavallo, segno della grande popolazione presente nella chora e della ricchezza dell’area Il cavallo metapontini,selezionato nei secoli, erano i migliori come conformazione, fino all’avvento dei Romani

40 Il pollo L´origine del pollo addomesticato risale a più di 5000 anni fa. Gli attuali polli domestici, discendono dai "galli selvatici della giungla" ed esistevano in varie zone del sud est asiatico. Con l´inizio delle correnti migratorie verso il nord, il pollo si diffuse in Cina, in Asia Minore, in Egitto, in Grecia e arrivó quindi anche a Metaponto. In quasi tutte le civiltà antiche i polli sono stati usati prima come animali da combattimento, poi hanno assunto un significato religioso e infine sono diventati una risorsa alimentare. La storia del pollo è soprattutto storia di cucina e di ricette,dai Romani che lo consideravano un piatto prelibato, in poi.

41 Specie selvatiche a Metaponto Sono stati i rinvenuti a Pantanello reperti ossei (avanzi dei pasti) di: Uro Tasso Avvoltoio nero Lepre Camoscio Daino Pesce Volpe Lupo Tartaruga greca Stambecco Cervo europeo Capriolo Roditori Arvicola Donnola Asino selvatico Uccelli Gatto selvatico Anatra selvatica Cinghiale

42 Dai resti di queste ossa è stato stabilito delle specie selvatiche: Età Sesso Tipo di gestione allevamento La selezione della razza avvenuta Gli habitat esistenti Specie selvatiche a Metaponto

43 I paesaggi di Metaponto 1.Terre a pascolo con aree boschive (bisonti, asini, lepri, tartarughe, cervi selvatici, caprioli e gatti selvatici) 2.Grandi spazi e forti foreste nelle vicinanze(alci e cinghiali) 3.Foreste fluviali (daino,cervo e capriolo) 4.Montagne di media altezza(stambecco)

44 Il cinghiale Presente nel metapontino già dall’VIII sec a.c. La Lucania nell’epoca romana era la maggiore esportatrice di maiali verso Roma Dai cinghiali si ottenevano salumi e prosciutti gustosi visto le numerose foreste di querce presenti I suini erano allevati in quanto le popolazioni locali non amavano cacciare per sfamarsi Gli animali venivano macellati tutti dopo la maturità corporea e non prima(caso unico in Europa)

45 Cane Ad una pastorizia così sviluppata si associa una grande presenza di cani,soprattutto nell’area di Pantanello

46 Tartaruga Nel Necropoli di Pantanello è stato rinvenuto un carapace di tartaruga usato nell’antica Grecia come cassa musicale di una Lira. Per la mitologia greca l'inventore della lira fu Hermes. Un giorno il dio trovò all'interno della grotta una tartaruga. Dopo averla uccisa, prese il carapace, e tese al suo interno sette corde di budello di pecora, costruendo così la prima lira. Hermes la regalò poi ad Apollo, e questi al figlio Orfeo. In epoca classica, la lira era in effetti associata alle virtù apollinee di moderazione ed equilibrio, in contrapposizione al flauto, legato a Dioniso e che rappresentava estasi e celebrazione.

47 Una ricerca difficile:i gusti I gusti delle popolazioni metapontine sono stati rivelati dallo studio del vasellame e della pentole Per ricercare i gusti è stato necessario uno studio interdisciplinare tra letteratura, arte e studio dei resto ossei

48 La cucina La chytra era una profondo pentola da cucina ad un solo manico con l’orlo più piccolo, ad un manico è l’ideale per zuppe o minestre di cereali,mentre a due manici è ideale per scodellare del cibo solido (legumi e carne)

49 La casseruola è una pentola bassa e larga con due manici(pesce,carne in salsa o al forno) Casseruole con manici lunghi,simili a padelle(focacce e torte ) Il klibanos da mettere dentro il fuoco(pezzi di carne grossa).Un specie di fornello portatile. Scodelle e mortai per la preparazione dei cibi prima della cottura. La destinazione del vasellame vien desunta dalla forma,visto che è simile a quella attuale. La cucina

50 Lagynoi, recipiente usato per evitare lo sversamento accidentale Vasi e brocche per la conservazione dei cibi solidi e liquidi da consumare a breve La cucina Lagynoi

51 La cucina anfore (1a-b), idrie (2 a-d), stamnos (3), krossos (4), anfora panatenaica (5), oinochoe (6), pelike (7), cratere (10), karceison (11), kantharos (12), kylix (13), cotyla (14), kyathos (15), kilox (16), rhyton (17) askos (18).

52 Il noto perirrhanterion dell’Incoronata Il prodotto di lusso più interessante di Metaponto è perirrhanterion, ormai famoso per la monumentalità e complessità delle scene figurate su registri paralleli e che probabilmente doveva essere destinato a qualche capo della comunità indigena. La scoperta di frammenti di matrici conferma la sua produzione in loco.

53 I gusti di Greci e Romani Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei I greci speziavano gli alimenti con pochi aromi, al contrario dei romani che amavano il piccante I romani al contrario dei greci cucinavano i fiocchi d’avena I romani introdussero il patena,un piatto dolce e salato Dai dettagli della forma del vasellame si desume anche i differenti modi di cottura tra greci e romani Tutto il vasellame nell’epoca romana oltre alle tegole, erano prodotte nella grande fabbrica di Pantanello (fornace tardoromana)

54 La dieta delle popolazioni metapontina Le fattorie della Chora hanno prodotto frutta,vino, carne, uova, latte e derivati per la città Varietà di alimenti che lasciano presupporre una dieta equilibrata La dieta è stata studiato attraverso i denti e le osse fossili rinvenuti nelle tombe. Sono stati sinora studiati 1300 scheletri e denti Sono stati studiati il tipo di usura dei denti, il tipo e la posizione della carie ed altro Sono stati studiato separatamente i denti delle popolazioni della chora da quelle della città

55 Le malattie e l’alimentazione Il 40-50% dei nati moriva prima della maturità sessuale, (% invariata fino al XIX secolo ) Per avere una costanza di popolazione ogni donna doveva partorire 5-6 figli. Età media degli adulti era di 40 anni Siccome queste % erano le stesse il tutta Europa e per altri 200° anni a seguire, significa che le aspettative di vita non erano legate alla dieta Anche l’altezza era simile a quelle delle altre popolazioni, 1,62 per i maschi e 1,52 per le femmine

56 I consumi calorici Una famiglia metapontina della chora consumava circa 2500 kcal al giorno, quindi per una famiglia di 5 persone necessitavano circa 130 Kg di grano l’anno. Quindi al di sotto della produzione della fattoria, il resto veniva venduto per acquistare altri beni. Nella fattorie venivano prodotte diverse varietà di alimenti, quindi l’alimentazione dei metapontini era equilibrata Quindi non vi sono state carestie alimentari a Metaponto

57 Il consumo del pesce Le popolazioni della città, più vicine al porto, consumavano più pesce di quelle che vivevano nella chora I maschi mangiavano più pesce delle femmine I metapontini,al contrario delle altre civiltà costiere, non erano grandi mangiatori di pesce. L’85% delle proteine dei metapontini proviene dalla carne e dalle leguminose

58 I carboidrati nella dieta I metapontini consumavano grandi quantità di carboidrati, soprattutto chi viveva in città Chi viveva in città aveva più problemi di carie ai denti in quanto mangiano tanti zuccheri semplici (miele e frutta) che erano cibi per ricchi

59 Conclusioni sulla dieta Forniva adeguata nutrizione,anche se non proprio ottimale in città Il rapporto tra i principi nutritivi è simile a quello che oggi troviamo nella “dieta mediterranea” Il tipo di dieta differiva per sesso e status sociale

60 Sintesi realizzata da: Dott.ssa Rosaria Russo, guida naturalista di Cea Bernalda e Metaponto, tutor aziendale del progetto Alternanza Scuola Lavoro del Liceo “M.Parisi” sul tema “Praticamente biodiversi ” relativo alla Classe IIIA –Anno scolastico 2013/14

61 Autori Le slide sono state ricavate da lavori svolti da: Soprintendenza Archeologica di Basilicata Prof. Joseph C. Carter, I.C.A. –University of Texas at Austin Dott.Antonio De Siena. Museo Nazionale di Metaponto Australian Research Council Libro: Vita nella Chora - Dieta e nutrizione a Metaponto


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