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Figlio della borghesia di stato,cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti,circondata da adulti responsabili che mi aiutavano a fare i compiti….

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Presentazione sul tema: "Figlio della borghesia di stato,cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti,circondata da adulti responsabili che mi aiutavano a fare i compiti…."— Transcript della presentazione:

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2 Figlio della borghesia di stato,cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti,circondata da adulti responsabili che mi aiutavano a fare i compiti…. Padre laureato al politecnico,madre casalinga,nessun divorzio, nessun alcolizzato, nessun caratteriale, nessuna tara ereditaria,tre fratelli con un diploma…. Ritmi regolari,alimentazione sana,biblioteca di famiglia…. Eppure ero un somaro. (Da Diario di scuola di Daniele Pennac)

3 “La Dislessia Evolutiva (DE) e’ una difficolta’ selettiva nella lettura, in presenza di capacita’ cognitive adeguate e di adeguate opportunita’ sociali e relazionali, e in assenza di deficit sensoriali e neurologici” Brizzolara e Stella,1995

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5 I DSA sono disturbi di natura neurobiologica e si dibattono due principali ipotesi sulle cause: La teoria fonologica: che individua un deficit selettivo e circoscritto alle aree del linguaggio come responsabile della DE e la collega al pregresso disturbo del linguaggio di tipo fonologico (ad esempio il bambino ha cominciato a parlare tardi); La sindrome complessa (teoria magnocellulare) dovuta a molteplici deficit a livello sensoriale e motorio,definita di cognizione in disordine, ossia i dislessici metterebbero in disordine le lettere, i suoni,i segni,i gesti e gli avvenimenti (ad esempio hanno difficoltà a posizionare gli eventi storici in modo cronologico, mancano della dimensione del trascorrere del tempo).

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7 Secondo Susan Barton i bambini di 5 anni che presentano i seguenti ‘warning signals’ dovrebbero essere testati per DSA: Hanno cominciato a parlare tardi, dopo i 2-3 anni di vita; Mescolano i suoni in parole multisillabiche; ad esempio aminal invece di animal, bisghetti invece di spaghetti, hakalopter invece di helicopter; Molte otiti; Confusione fra destra e sinistra e altri concetti di tipo direzionale (sopra-sotto,prima-dopo); Tardivi nello stabilire la mano dominante (lo fa dopo i 7 anni). Passano dalla destra alla sinistra mentre stanno colorando o facendo altre attivita’; Non hanno una consapevolezza fonologica (non riescono ad abbinare la parola al suono); Nonostante ascoltino molte poesie e filastrocche che contengono parole in rima, non riescono a decifrare la parola che rima con cat o seat se non dopo i 4 anni e mezzo; Difficolta’ a imparare i nomi delle lettere o i suoni dell’alfabeto; difficoltà nello scrivere l’alfabeto in ordine.

8 I dislessici non fanno errori a caso quando leggono. Hanno difficolta’ specifiche che si riflettono poi sul loro spelling. Ad esempio: 1.Riescono a leggere una parola su una pagina, ma non la riconoscono nella pagina successiva; 2. Conoscono la fonetica ma non riconoscono il suono di una parola sconosciuta; 3. Leggono molto lentamente parole singole e isolate. 4. Possono fare i seguenti errori quando leggono: Le parole vengono lette invertendo le lettere, la prima e/o l’ultima o che hanno la stessa forma: house-horse,beach-bench. Inseriscono o tolgono una lettera: could-cold,star-stair Pronunciano una parola che ha le stesse lettere ma in una sequenza diversa dall’originale: who-how, lots-lost,saw-was,girl-grill. Omettono le doppie: stoping-stopping.

9 5. Spesso ignorano la punteggiatura; 6. Si stancano facilmente quando leggono; 7.La comprensione del testo e’ scarsa perche’ devono impiegare tempo ed energia per capire le parole che leggono. Le attivita’ di listening comprehension danno risultati decisamente migliori di quelle di reading comprehension. 8. Quando scrivono confondono le lettere b-d. Questo perche’ la b “punta vero sinistra” e la d verso destra e i dislessici confondono la destra con la sinistra. In questo caso bisogna insegnare loro che la b si scrive mettendo prima l’asta e la d mettendo prima il cerchio. 9. Confondono anche le seguenti lettere: b-p,n-u, m-w. Questo proprio perche’ esiste il problema della “directional confusion”. 10.Confondono parole che hanno uno spelling simile: sunrise-surprise,house- horse,while-white,wanting-walking. 11. Possono anche avere una calligrafia difficile da leggere e da capire. Inoltre tengono la matita o la penna in modo anomalo, con il pollice che appoggia sulla punta delle altre dita (fist grip) e stringono la penna con forza, tanto da essere colpiti da crampi alla mano. 12. Hanno difficolta’ a copiare dalla lavagna: “afferrano” una o due lettere alla volta, provano a ripeterle ad alta voce (in modo sbagliato ovviamente), fissano il foglio quando cercano di riscrivere le lettere.

10 13.Gli spazi fra le lettere sono mal organizzati. Alcune parole presentano lettere scritte con ampi spazi oppure le lettere sono scritte una accanto all’altra senza spaziatura. I margini sono spesso ignorati. 14. Quando scrivono in corsivo confondono le lettere f-b,m- n, w-u

11 E’ interessante notare come la “directional confusion” limiti molto le persone con DSA : Gli adulti si possono perdere in macchina perche’ hanno problemi a leggere le cartine stradali; I bambini hanno difficoltà ad imparare ad allacciarsi le scarpe perche’ cio’ implica lo sviluppo di abilita’ di carattere direzionale; I bambini hanno problemi a dire l’ora correttamente. Ad esempio se si chiede loro l’ora potrebbero rispondere“it’s ten past quarter to.” Alcuni riescono a dire le ore intere o le mezz’ore (5:00, 5:30). I concetti “before” e “after” sono difficili da memorizzare perche’ la percezione temporale e’ strettamente legata a quella spaziale. Se viene detto ad un bambino dislessico di “ritornare a casa fra 15 minuti”, avra’ dei problemi a capire quando i15 minuti saranno trascorsi. In questo caso un orologio digitale potrebbe essere d’aiuto.

12 Un altro problema legato alla dislessia e’ la difficoltà di memorizzazione. Si hanno difficoltà a memorizzare informazioni che sono poco significative o poco interessanti. Ad esempio: Giorni della settimana,oppure mesi in ordine; Fatti storici: date,nomi,luoghi di eventi storici importanti. Per aiutare lo studente dislessico nello studio della storia (ma anche la letteratura) bisogno spiegare perche’ alcuni eventi si sono verificati e le conseguenze dell’evento stesso piuttosto che obbligarlo a memorizzare date e nomi.

13 A tal proposito bisogna ricordare che le componenti della memoria nel processo di comprensione sono: Memoria sensoriale: Trattiene per pochi secondi le informazioni che provengono dagli organi di senso, scartandone il 75%. Memoria a breve termine: consente il trattenimento temporaneo delle informazioni (componente passiva), non spiega come l’informazione venga usata/elaborata. Memoria di lavoro: e’ la capacita’ di trattenere e contemporaneamente di elaborare il contenuto del testo. E’ una memoria a lungo termine che si attiva solo dopo una serie di processi reiterativi, cioe’ la ripetizione prolungata.

14 Chi pensa per immagini, come i dislessici, puo’ passare direttamente dalla memoria sensoriale alla memoria a lungo termine. Alcuni di loro trasformano immediatamente le spiegazioni dell’insegnante in immagini mentali, o meglio in un film. Quando devono poi recuperare l’informazione fanno scorrere il film nella loro mente. Questo processo che e’ istintivo per alcuni, puo’ essere carente in altri ed essere insegnato a chi non lo utilizza. Per questo motivo le mnemotecniche, che si basano soprattutto sulla memoria visiva, possono essere di grande aiuto per gli studenti dislessici quando devono studiare. Ad esempio si possono usare la tecnica associativa e l’alfabeto visivo per ricordarsi le parole difficili e i vocaboli stranieri. La tecnica associativa consiste nel collegare una serie di parole- immagine, in modo tale che sia possibile richiamare alla mente l’intera sequenza o parte di essa, a partire da un punto qualsiasi, in ordine diretto o inverso.

15 Per fare in modo che questa tecnica risulti utile bisogna seguire degli steps: 1) Fissare il punto di partenza Per facilitare il recupero della prima parola ed individuare con certezza quella conclusiva, può essere utile, soprattutto nel caso d elenchi lunghi e complessi, creare un’ immagine iniziale e un’immagine finale. Le lettere A e Z, da mettere in relazione con la prima parola e con l’ultima, una lampada che si accende e poi si spegne, una porta che all’inizio si apre e alla fine si chiude. Se ad esempio si deve memorizzare la lista della spesa l’immagine iniziale potrebbe essere un supermercato o un borsellino che si apre e poi si chiude. Se si deve memorizzare una parola astratta si può iniziare visualizzando uno schermo cinematografico ad indicare l’inizio della proiezione. Ovviamente la prima immagine che comparirà sul video sarà il primo vocabolo dell’elenco da memorizzare. 2) Mantenere la giusta sequenza Per ritrovare ogni elemento di una lista nel suo esatto ordine è importante mantenere una memorizzazione ordinata. Una associazione corretta è simile a una catena di anelli uniti in modo lineare. In una catena ogni anello è unito al precedente e al successivo ma non c’è connessione, per esempio tra il secondo e il sesto.

16 3) Trasformare Secondo il principio enunciato al punto 2 dovremmo trasformare ogni elemento nel successivo con associazioni non razionali e non dovremo avere remore di alcun tipo a ricorrere all’esagerato, all’insolito, e perfino all’assurdo e al ridicolo. 4) Usare l’emotività L’emotività è un elemento essenziale per la memoria. Le associazioni sono efficaci come rinforzo mnemonico solo se sono: -ridicole e divertenti -paradossali e assurde -esagerate e sproporzionate -movimentate e colorate.

17 Cerchiamo di memorizzare le seguenti parole: table, flag, shower, bar, purse, album, spots, clown, Venice, dog, pillow/cushion, book, bridge, chess. Questo esempio mostra come i collegamenti insoliti e strani si dimostrino utili per rinforzare la memoria. E’ importante vedere mentalmente, in modo chiaro e vivido, le diverse immagini associate. Sullo schermo appare un tavolo. Osserviamolo sembra poco stabile, decidiamo di sistemargli le gambe. Ne svitiamo una e ne esce una grande bandiera (regola dell’assurdo e sproporzionato). Agitiamo la bandiera che comincia a gocciolare trasformandosi in pioggia. La pioggia si trasforma in doccia. Concentriamoci sul getto d’acqua che si fa sempre più calda e scura e diventa caffè. Per forza ci troviamo in un Bar ( trasformazione paradossale e ridicola). Mentre beviamo il caffè vediamo che c’è qualcosa dentro, tiriamo fuori un enorme portafoglio; nel portafoglio c’è un album (l’album sporge, ha un colore vivace); l ’album viene coperto di macchie (giocare sul contrasto di colore); le macchie sono provocate da un clown (pensare ad una persona conosciuta che puo’ essere definita come tale); il clown si trova a Venezia (scegliere uno scorcio significativo della città: San Marco, il Canal Grande con le gondole); a Venezia c’è un cane che cammina in piedi sulle zampe posteriori come un essere umano; il cane porta sotto la zampa un cuscino; dal cuscino spunta un enorme libro; il libro urta contro un ponte; sul ponte ci sono alcuni pezzi del gioco degli scacchi.

18 Se alla fine si prova a riscrivere l’elenco dei 15 vocaboli ci si rende conto che ogni immagine si lega alla successiva, senza sforzo, scaturendo in naturale sequenza. Una variante di questa tecnica è costituita dal racconto.racconto Si tratta di creare una vicenda di fantasia, nel quale trovano posto tutti gli elementi da ricordare. Questo tipo di tecnica può essere applicato a qualsiasi elenco. Inizialmente ci si allena con parole facili da visualizzare. Se si deve ricordare una parola astratta che mal si presta alla visualizzazione si puo’rievocare una immagine concreta che la rappresenti in modo ben definito chiaro ed univoco ad esempio alla parola elettricità si può collegare l’immagine di una presa di corrente, una lampadina che si illumina, una serie di tralicci; se si deve ricordare la parola leggerezza si puo’visualizzare una foglia o una piuma che cade. Appena la mente avrà recepito il meccanismo, memorizzare una serie di concetti o anche parole astratte diventerà altrettanto facile. L’allenamento mentale è un’attività basilare per l’efficienza della memoria. Senza ripetizione e allenamento nessun metodo puo’ dare risultati. technique/creative)

19 Cosa si puo’ fare per ridurre l’ansia? Stabilire sempre un “eye contact” con lo studente; Non obbligarlo a fare gare di “spelling bee”; Non farlo leggere ad alta voce se lui non lo chiede; Proporre dei “sample tests” prima di fare la verifica in classe; Dargli degli appunti da consultare durante le verifiche; Non fargli distribuire fogli con i nomi da leggere; Non far correggere i suoi scritti da altri alunni; Non chiamarlo per correggere compiti o fare frasi a meno che non sia lui a proporsi. Dare un credito extra se lo fa; Non fargli cercare parole sul dizionario; Rispettare i suoi tempi di performance; Fargli capire che la classe e’ luogo sicuro, dove si possono fare errori, dove si sbaglia ma non si viene puniti per questo. Incoraggiarlo sempre e minimizzare le difficoltà.

20 Oltre alla difficoltà a memorizzazione e alla componente ansiosa, il grosso problema dei dislessici e’ la lettura. Perche’? Perche’ i dislessici mancano della cosiddetta “Phonemic awareness”, la consapevolezza fonologica. I fonemi sono le unita’ piu’ piccole della lingua parlata e i bambini che mancano di “phonemic awareness” non riescono a distinguere e a manipolare i suoni all’interno di parole e sillabe, ossia non percepiscono i diversi suoni,chiamati fonemi, della lingua parlata. Hanno difficoltà a imparare la relazione fra le lettere e i suoni che le rappresentano, oltre che non riuscire ad applicare quei suoni a parole nuove che non conoscono. Deve esistere una certa consapevolezza fonemica prima che la fonetica venga insegnata. Come afferma Susan Barton:” The phonological process refers to understanding of sounds used in our language, ranging from big chunks of sounds (words), to smaller chuncks (syllables) and eventually to phonemic awareness (every sound within a syllable). Both phonemic awareness and phonological processing are auditory processing skills. Therefore, they can (and should) be taught before letters are introduced. The goal of teaching phonics is to link the individual sounds to letters, and to make that process fluent and automatic, for both reading and spelling. In other words, phonics teaches students symbol-to-sound and sound-to symbol. But for phonics to work, a student must first have a solid phonological processing and phonemic awareness”.

21 Con riferimento alla “phonemic awareness”, gli studenti dislessici non riescono a svolgere le seguenti attivita’: Phoneme segmentation: il suono sentito nella parola hot o il suono finale nella parola map; Phoneme deletion: se dalla parola cat viene eliminato il suono /k/, che parola rimane? Phoneme matching: pen e pipe iniziano con lo stesso suono? Phoneme counting: quanti suoni si sentono nella parola cake ? Phoneme substitution: che parola ricaviamo sostituendo l’/h/ in hot con /p/? Blending: che parola si ottiene mettendo insieme i suoni /s/ /a/ /t/? Rhyming: elencare il maggior numero possibile di parole che rimano con eat.

22 La difficolta’ del dislessico italiano nell’affrontare lo studio della lingua inglese e’ determinata da due fattori: Il numero maggiore di suoni nella lingua parlata rispetto all’italiano; La quantita’ di modi in cui questi suoni possono essere scritti.

23 I principi generali da tenere presenti per la rieducazione dei dislessici sono: Seguire un programma strutturato che introduca patterns con una organizzazione che affronti i vari elementi dal più semplice al più complesso; Fare in modo che ogni nuovo pattern della lettura sia appreso fino all’automatizzazione; Ogni pattern deve essere affrontato sia in lettura che in scrittura nella stessa lezione; La via fonologica, cioè la percezione della sequenza dei suoni, deve essere praticata in ogni attività sia nella lettura, nella scrittura che con esercizi mirati (ad esempio l’esercizio del “cambia lettera”); Fare ripassi sui patterns già appresi per migliorare l’automatizzazione e la velocità della lettura; Ogni lezione deve includere: 1.La lettura degli esempi del nuovo elemento da imparare; 2. La scrittura di un ampio elenco di questo elemento; 3. La lettura delle frasi; 4. La scrittura delle frasi; 5. La comprensione delle frasi; 6. La comprensione di storie con patterns più impegnativi.

24 Quali sono le principali difficoltà che gli studenti italiani incontrano nell’imparare l’inglese? La pronuncia delle vocali brevi a,e,i,o,u.Tre di questi suoni a,i,u non esistono della fonetica della lingua italiana e preciò una persona che non sia di madre lingua ha molte difficoltà a percepirle e imitarle.Questo crea un problema perchè se non si pronunciano le parole correttamente non si sa come scriverla ed anche perchè c’è una differenza di significato. Ad esempio ran e run, cat e cut, sit e sat. La lettera h a volte si pronuncia mentre altre volte è muta. Sono veramente poche le parole in cui h non viene pronunciata (hour,honour,honesty). Alcune lettere sono scritte ma non vengono pronunciate: wr (wrap), n (column), ps (psych), h (what), kn (knot),gn (gnat), b (comb), t (thristle). Nell’incontro di due consonanti in parole come combine,tamborine e condone i dislessici inseriscono una vocale fra m e b, ad esempio, perchè nella pronuncia italiana non c’è abitudine alle sillabe che finiscono con una consonante. A volte mettono una vocale anche alla fine di molte parole, perchè questo è il meccanismo della lingua italiana. La vocale e alla fine delle parole in inglese non è mai pronunciata. Solo la y (quando è usata come vocale alla fine di una parola) è pronunciata con il suono della /i/ italiana come in funny,money,happy. Nelle parole inglesi l’accento tonico cade spesso sulla prima sillaba, mentre in italiano cade sulla penultima sillaba. Molte parole inglesi hanno una sola sillaba e quelle con più di una sillaba o le parole composte hanno l’accento tonico sulla prima. Ad esempio weekend con l’accento che cade su week e non su end.

25 La pronuncia delle parole con /au/, come ad esempio August o auto. In inglese ha un solo suono che è lo stesso della pronuncia /aw/ come saw,raw,pow. I nomi e i suoni delle lettere che non fanno parte del nostro alfabeto, come j,k,x,y,w. Difficoltà per i suoni sordo/sonori, soprattutto per i digrammi che non esistono in italiano come th,sh,ch o che hanno un suono diverso.

26 Il problema più grande per un dislessico è rappresentato dal fatto che la lingua inglese è una lingua opaca, ossia non esiste concordanza fra fonemi e grafemi, cioè tra come si pronunciano i suoni che formano le parole e i segni con cui si scrivono. Di conseguenza, a differenza dello scolaro italiano che ha una discreta padronanza della letto-scrittura già alla fine della prima elementare, l’alunno inglese non arriva a questo punto prima della fine della terza elementare. Infatti i bambini inglesi imparano a leggere memorizzando i suoni che si abbinano ad ogni parola. Visto che le lettere in inglese possono avere diversi suoni, a volte secondo la posizione nella parola o per le varie combinazioni di lettere presenti nella lingua inglese, è essenziale chei bambini imparino i nomi di tutte le lettere dell’alfabeto. I nomi per le consonanti sono molto simili nelle due lingue e di solito non creano problemi, tranne naturalmente la discriminazione tra b e d, n e u, m e w.Insegnare come si pronuncia la /th/ con la punta della lingua appena visibile fra i denti. Emettendo solo aria per /th/ nelle parole think, three e con una vibrazione nelle parole the,they,this.

27 Nonostante la grammatica sia ritenuta una delle piu’ facili da imparare, l’inglese e’, tra le lingue fonologico-alfabetiche, quella che presenta maggiori difficolta’ nella scrittura. Molti studi per i dislessici di madre lingua inglese indicano che la capacita’ di decifrare qualsiasi sillaba di C-V-C ( ad esempio mat,cat,mop,rod….) in inglese e’ fondamentale e predittiva di una buona lettura nel futuro. Nella combinazione C-V-C, la vocale e’ sempre quella breve a,e,i,o,u. Bisogna ricordare che le tre vocali a,i,u non esistono nella fonetica italiana. In inglese, le vocali spesso hanno un suono diverso secondo della posizione della lettera nella parola e di quale altra lettera e’ vicina. Quindi è fondamentale fare pratica con tutte le possibili combinazioni CVC che esistono. Ad esempio per indurre l’automatizzazione delle consonanti con la vocale /a/ si puo’ fare il seguente esercizio, chiamato gioco del “cambia lettera”. All’inizio si legge solo la prima colonna per avere una buona pronuncia di tutte le consonanti con la vocale /a/. Ci si deve assicurare che la pronuncia della /a/ si distingua completamente dalla pronuncia della /u/. Da notare che le tabelle riportate sotto contengono combinazioni di parole trasparenti, ossia c’e’ concordanza fonema-morfema.

28 -at-an-ad-am MatManMadMam SatFanSadSam BatBanBadCam RatRanPadHam CatCanHadTam FatPanTadPam HatFanRadBam Questa griglia serve a indurre la generalizzazione di patterns di C-V-C con la vocale a:

29 Frasi che si possono costruire partendo dalla griglia sopra descritta: I am a cat. I am a fat cat. The fat cat had a rat. I am mad at the cat. The cat had the ham. Steps da seguire nel dettare le frasi: L’insegnante legge una frase. Lo studente ripete la frase ad alta voce. Lo studente scrive l’intera frase. Lo studente rilegge la frase che ha scritto e controlla se e’ corretta. L’insegnante nota qualche errore, deve dire solo che bisogna ricontrollare. Se e’ necessario, l’insegnante puo’ anche indicare il tipo di errore da correggere, ma e’ lo studente che deve trovare l’errore. L’insegnante legge la seconda frase e cosi’.

30 Un’altra grid C-V-C con la vocale a potrebbe essere: -ag-ab-al-ap TagTabCalMap JagCabSalCap FagLabPalRap BagJabJalJap Non e’ obbligatorio che le combinazioni C-V-C riguardino parole conosciute; possono anche essere non parole che poi troviamo all’interno di parole piu’ lunghe. Quando lo studente ha la padronanza dell’abbinamento C-V-C con la /a/ breve, si puo’ aggiungere la vocale /i/ breve: -ig-in-ip-it-im-id-ib-il FigFinLipFitHimRidRibKil PigSinHipHitDimLidBibBil BigPinSipSitKimKidDibFil DigBinTipPitPimDidLibHil

31 Frasi che comprendono l’abbinamento C-V-C vocale /a/ e C-V-C vocale /i/: Dan had a fit. Pam hid the big cat in the bin. I can run a cab and a van. Tim is a big kid. The fat man sat in the van. Si puo’ costruire una griglia comprendente l’abbinamento C-V-C + vocali. Bisogna fare attenzione a non includere parole con vocali che possono cambiare il suono della consonante. Non usare nessuna sillaba con i,o,e dopo la C. Grid con cinque vocali + la lettera t: -at-itet-ot-ut MatMitMetMotMut CatKitKetCotCut FatFitFetFotFut RatRitFitRotRut

32 Grid con le cinque vocali+ lettera g: -ag-ig-eg-og-ug fagfigfegfogfug haghigheghoghug jagjigjegjogjug ragrigregrogrug Grid con cinque vocali + lettera f: -af-if-ef-of-uf rafrifrefrofruf gafgifgefgofguf safsifsefsofsuf laflifleflofluf

33 -an-in-en-on-un fanfinfenfonfun kankinkenkonkun manminmenmonmun banbinbenbonbun Grid con le cinque vocali + lettera n: -ad-id-ed-od-ud fadfidfedfodfud gadgidgedgodfod ladlidledlodlud madmidmedmodmud Grid con cinque vocali + lettera d:

34 Grid con cinque vocali + lettera p: -ap-ip-ep-op-up haphiphephophup mapmipmepmopmup taptipteptoptup rapripreproprup Grid con cinque vocali + s: -as-is-es-os-us fasfisfesfosfus masmismesmosmus laslislesloslus dasdisdesdosdus

35 -am-im-em-om-um hamhimhemhomhum mammimmemmommum samsimsemsomSum tamtimtemtomtum -ab-ib-eb-ob-ub tabtibtebtobtub rabribrebrobrub labliblebloblub fabfibfebfobfub : Grid con le cinque vocali + m: Grid con cinque vocali + b:

36 -al-il-el-ol-ul salsilselsolsul taltilteltoltul daldildeldoldul lallillellollul Grid con cinque vocali + l:. A questo punto e’ possibile introdurre un elenco di parole piu’ lunghe che siano comunque trasparenti, come ad esempio: batman,hamlet,rustic,hiccups,sunset,nutmeg,combat,credit,dragon,fantastic Parole come queste devono essere usate dopo la completa automatizzazione di tutte le possibili sillabe CVC.

37 Per migliorare la consapevolezza fonologica al fine di aiutare lo studente ad avere la percezione dei suoni in una sillaba, della sequenza delle sillabe e a collegare questi suoni, non soltanto con le lettere della parola scritta,ma anche con la sequenza delle informazioni tattili che riceve dalla bocca nell’atto di parlare è utile un esercizio chiamato del “Cambia lettera”. (http://www.youtube.com/watch?v=6h424O1WeWQ&feature=related)(1:21)http://www.youtube.com/watch?v=6h424O1WeWQ&feature=related)(1:21) (http://www.youtube.com/watch?v=j2hazzQ5bSs&feature=relmfu)(2:28)http://www.youtube.com/watch?v=j2hazzQ5bSs&feature=relmfu)(2:28) Lo studente deve lavorare alla lavagna in classe o utilizzare una piccola lavagna bianca dal banco con un pennarello piccolo o un piccolo cancellino. Si inizia con una parola di tre lettere (ad esempio cat) scritta sulla lavagna con lettere non troppo vicine perché ci deve essere abbastanza spazio perché lo studente possa cancellare facilmente una sola lettera senza toccare le altre. L’insegnante dice can e lo studente deve ripeterla a voce alta prima di cancellare la t e sostituirla con n. la maestra dice cap e lo studente ripete e poi cancella la ne scrive p.

38 CatFanHag CanFatHad CapRatSad TapPatMad TanPad TatGadPat MatGatRat ManHatRag Danhambag Parole che si possono usare per il gioco del cambia-lettera:

39 E’ importante che quando un bambino sbaglia l’insegnante cancelli lo sbaglio per tornare alla parola precedente e ripeta la nuova parola indicando con la mano le lettere in modo che il bambino possa vedere quale lettera “fa” quel suono e dove e come deve cambiare. In questo modo il bambino intuisce dove il suono è cambiato e impara a seguire la sequenza dei suoni che corrisponde alla sequenza delle lettere. Con un po’ di pratica diventa facile inventare liste per cambiare una sola lettera alla volta. Basta stare attenti che non si introducano /ce/ /ci/ /ge/ e /gi/ prima che il bambino abbia imparato le associazioni alternative perche’ come in italiano queste cambierebbero il suono della c e della g. Lo stesso vale per la /r / alla fine di una sillaba di CVC perche’ cambia il suono breve della vocale precedente. E’ sempre importante non introdurre piu’ di una associazione alla volta ed e’ anche importante includere le cosiddette non-parole. Questo tipo di esercizio stimola la discriminazione e la percezione dei suoni e stimola lo studente a scrivere quello che percepisce con l’orecchio e con la bocca quando ascolta e ripete la parola nuova. Tuttavia non si deve chiedere di cambiare piu’ di una lettera alla volta e l’ordine delle lettere non va invertito. Le lettere da includere cambiano con la capacita’ del bambino. Quando si affrontano i gruppi consonantici, si puo’ cambiare la consonante, la vocale o il gruppo di consonanti ricordando che puo’ essere cambiato solo uno di questi elementi. Successivamente potranno essere inclusi anche i digrammi e gli altri patterns appresi.

40 Doppie consonanti alla fine Gruppi consonantici alla fine Gruppi consonantici all’inizio Gruppi consonantici all’inizio a alla fine BellMendClapBlend TellSendDragSpend SellBendTramTrend HellRentTrimCramp MissRaftTripSplint MessCultStepFlint TessListStemGlint I GRUPPI CONSONANTICI Sotto elencate ci sono liste di parole che contengono gruppi di consonanti. Da notare che si tratta ancora di parole con ortografia trasparente.

41 Parole con –dd,-ff,-gg,-ll,-ss,: The dog will not step on Bess. Jill had to yell at her dog. Jeff had to add an egg to the mix. Bill began to huff and puff as he ran up the hill. I miss the quiz. Parole con –ck: The sick hen began to peck at Jack. Dick began to lick his lips. Jeff is sick in bed. Parole con –nd, -nt: Ten ducks are on the pond. Bugs can hunt for ants in hills of sand. The wind sent my cap up and up. Parole con –st,-sk: Mr. Sack has a red vest. At dusk the mist will be so wet. Is it a task to put on a mask?

42 Parole con –mp,-ct, -ft,-pt,-xt,-lf,-lk,-lp,-ld,-lt: Mrs. Bell has a red silk vest. I kept the lamp on. Milk cannot melt. Parole con bl-,cl-,fl-,gl-,pl-,sl-: The flag did flap and flop in the wind. A sled slid on the hill. Ann was glad to get a plum. Parole con sk-,sn-,sp-,st-,tw-: Ted said he would swim when he got to the camp. A gust of wind will spin the dust. Stan did snip the stem of a twig. Parole con br-,cr-,dr-,fr-,gr-,tr-,gl-: The west wind began to grab at my cap. If Fred gets sick, his mom will get him a glass of milk. If a tap drips, Fred must fix it.

43 Parole con bl-,cl-,sm-,sn-,sp-,st-,-ff,-ll,-ss,-ck: Kit the cat began to sniff the odd smell. The truck got stuck in a clump of grass. Mom, will you press my red silk dress? Parole con gruppi consonantici: I must get the spot off my vest. You can’t fix a glass if you drop it. The skin of a plum has a spot on it.

44 I digrammi consonantici In inglese ci sono i digrammi, ossia due lettere che rappresentano un solo suono che non corrisponde assolutamente al suono delle lettere quando sono pronunciate separatamente. Ad esempio: -ng-nk th- /-th sordo th-/-th sonoro sh--sh RingBankThinThenShopCash SingSunkThingThisShipCrash HungFrankThinkThatShotRush StingBlankThankTheShutFish BringStinkBrothwithinShrimpDish longskunkfifthwithshrinkbrush Esempi di frasi con digrammi consonantici : The bell is ringing. Do not put a lot of things in the bath tub. Seth must do his math and have a bath. What was that flash in the sky?

45 SeeFeel FeeNeed BeeFeed TreeWeed FleeSeed GleeDeep BeeSleep TeeSheep ThreeDeep Weekeep Digrammi di vocali Chiamati anche “wovel pair”, cioe’ due vocali scritte insieme che identificano un solo suono. Ad esempio il digramma di vocali ee ha lo stesso suono della /i/ italiana.

46 Tutti gli esempi riportati nelle tabelle precedenti riguardavano vocali chiuse (closed syllables), ossia sillabe che generalmente finiscono con una consonante. La sillaba e’ invece aperta (open syllable) quando ha una vocale alla fine. In questi casi la vocale deve essere pronunciata come il nome della lettera che corrisponde al suono della vocale lunga. Ad esempio in defeat, la prima e viene pronunciata /i/, come il suono della e nell’alfabeto inglese (open syllable), mentre la e di elephant viene pronunciata /e/ (closed syllable). (1:48)

47 BeganDefeatElectric BegetDemandEvening BedeckDecreeEvil BegunDetailElectronic BecomeDevelopEject preventReactProfess PredictRedeemProhibit PretendReflectProgramme PresentRejectProgress PrevailRepaintPronoun Sillaba aperta all’inizio della parola: pre-,re-,pro-: Frasi con sillabe aperte: He began to swim in the swimming pool. He sat between us. They went beyond the hill. He sat beneath the tree. Sillaba aperta all’inizio della parola: be-, de-,e-

48 StableStapleNoble CableMapleAble FableTitleRifle BridleLionIgnoble TrifleApronLadle Le parole con le lettere /-le/ alla fine, hanno la prima sillaba aperta. La pronuncia di /-le/ alla fine della parola sarà /ul/ come in full, bull. Sillaba aperta con “-le” alla fine:

49 Atefivesmoketube Datefilevoteconsume Gateslidestrokecute Platepinenoteuse Fatelikehopecube MAGIC “E” (4:19) (2:10) La “e” finale in una parola non si pronuncia in inglese, ma ha un grande effetto sulla pronuncia della parola.I ragazzi la chiamano “e magica” perchè è capace di influenzare la pronuncia del suono della vocale che sta prima dell’ultima consonante. E’ un pattern molto comune che si incontra con tutte le cinque vocali. La “e” alla fine della parola indica sempre che la vocale che sta prima della consonante deve essere sempre pronunciata come vocale lunga, cioè come il nome della lettera.

50 Write Whole WringWrist WreckWreath WrenWrestling wrapwrath Frasi con la “w” silenziosa: I ate the whole dinner. Did you write the answer to that letter? Whose sword is that? He wrote “write” without a “w”. The swordfish lived in a shipwre ck. Frasi con la “magic e”: She made a plate of food for me. Don’t be late for the date. Put these skates in the crates. I baked a cake and ate it. I came to the game. “w” silenziosa e “w” pronunciata La “w” è sempre silenziosa se è seguita da una consonante e con le parole “answer” e “sword”.

51 E’ bene ricordare che: 1.I patterns –ght, -gh sono sempre silenziosi alla fine della parola-radice: ought,sought, brought, thought, high,sigh,thigh. 2. La gh è silenziosa quando la t è alla fine della parola: naughty,daughter, fight,bright,flight.. 3. Se una parola inizia o finisce con “gn”, la “g” è sempre silenziosa: gnat,gnome,sign,design,campaign. 4.Dopo la lettera “s”, la “t” è silenziosa: whistle,mistletoe,often,fasten, castle,Christmas. 5. Le parole che finiscono con –sion derivano quasi tutte dall’italiano. Basta pensare alle parole italiane che hanno –sione alla fine per capire il significto:decision,division,conclusion,confusion,tension,corrosion, television.

52 Integrazione sensoriale Si puo’ vedere che la fonologia, ossia la consapevolezza dei suoni, si acquisisce usano anche le percezioni sensoriali che sono comunque alla base dell’apprendimento. Infatti usiamo i sensi per interagire con il mondo esterno, usiamo piu’ canali per percepire, imparare e capire. Per avere successo nella letto-scrittura dobbiamo coinvolgere i sensi attraverso l’apparato visivo,uditivo e tattile/motorio. Vediamo alcuni filmati scaricati da youtube che supportano quando detto sopra. Alcuni riguardano direttamente il metodo Orton-Gillingham, messo a punto appunto negli anni ‘30 da Samuel Orton, patologo e psichiatra della prestigiosa Columbia University, e da Anna Gillingham, una formatrice di docenti. Questo metodo, come abbiamo visto, usa un approccio multi-sfacettato per far apprendere la fonologia agli studenti. Oltre a copiare la lettera, lo studente dovrebbe anche parlare ad alta voce e con la mano disegnarla. O-G Program in the class (9:47) O-G reading strategy: How to be a creative teacher

53 GRAPHIC ORGANIZERS -EXAMPLES-

54 Le mappe concettuali illustrano graficamente le relazioni fra due o piu’ concetti che sono legati da parole che descrivono la loro relazione.

55 Le brainstorming webs mostrano come diverse categorie di informazioni si legano fra loro.

56 Le mappe mentali sono rappresentazioni visive di informazioni che includono un’ idea centrale circondata da idee e argomenti associati, legati fra loro.

57 Siti internet:

58 “ Il nemico per i dislessici non e’ la scuola in se’, ne’ i servizi sanitari, ne’ la societa’ in generale: il nemico e’ l’ignoranza sul problema e la mancanza di collaborazione e di alleanza per uno scopo preciso” (Enrico Ghidoni- Presidente Nazionale Associazione Italiana Dislessia-)


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