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“Il pescatore” Vecchio pescatore - Mino Lo Savio, 1984.

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Presentazione sul tema: "“Il pescatore” Vecchio pescatore - Mino Lo Savio, 1984."— Transcript della presentazione:

1 “Il pescatore” Vecchio pescatore - Mino Lo Savio, 1984

2 All'ombra dell'ultimo sole s'era assopito un pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. Venne alla spiaggia un assassino due occhi grandi da bambino due occhi enormi di paura eran gli specchi di un'avventura. E chiese al vecchio dammi il pane ho poco tempo e troppa fame e chiese al vecchio dammi il vino ho sete e sono un assassino. Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno non si guardò neppure intorno ma versò il vino, spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame. E fu il calore d'un momento poi via di nuovo verso il vento davanti agli occhi ancora il sole dietro alle spalle un pescatore. Dietro alle spalle un pescatore e la memoria è già dolore è già il rimpianto d'un aprile giocato all'ombra di un cortile. Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino. Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso.

3 La canzone di Fabrizio De Andrè “Il pescatore” non la conoscevo, ma adesso mi piace molto. Secondo me il pescatore ha fatto una cosa giusta perché non ha detto bugie ed allo stesso tempo non ha ingannato l’assassino. Per me l’assassino era un grande peccatore ma non per questo non andava aiutato. Tutte le persone sono dei peccatori a parte Gesù e suo padre Dio. Ci sono molti peccati, ma quello più grave per me è uccidere. Anche i bambini fanno peccati, ma è importante riconoscere i propri sbagli e cercare di non ripeterli. A me succede molte volte di litigare con mia sorella. Devo cercare di evitare questo peccato e qualche volta lasciar perdere e non reagire. Nessuno è perfetto, ma bisogna cercare di esserlo. A.P.

4 La canzone mi è piaciuta, ho capito che il pescatore è Dio e che l'assassino è il peccatore. Ho capito che Dio non ha paura di offrire il suo aiuto all'assassino, è come l'aiuto che ci dà Dio e il perdono che ci dà quando andiamo a confessare i nostri peccati. L'assassino era impaurito mentre il pescatore era tranquillo ed aveva il sorriso come per dimostrare di avere perdonato le colpe del peccatore. T.O. e T.T.

5 Il vecchio mi ricorda Gesù che spezza il pane e versa il vino e lo dona ai suoi discepoli. Mi piacciono le canzoni tristi perché raccontano fatti successi tanto tempo fa. A.B. La poesia è molto bella e significativa. Si può spiegare in vari modi. Per esempio si può darle un significato religioso pensando alla consacrazione del pane e del vino che diventa Gesù ed entra sempre in tutti i cuori. Oppure diventa una lezione di vita che ci insegna ad aiutare chi ci chiede una mano, chiunque sia, senza fare distinzioni. Tutte le canzoni di De Andrè hanno significati profondi. Lo considero un grande cantautore. L.T.

6 Questa canzone parla dell’incontro di un vecchio pescatore con un assassino e di un gesto di generosità gratuito. Tale gesto non guarda se la persona è bella, brutta, ricca, povera. Il pescatore infatti compie l’atto non per avere qualcosa in cambio, ma perché vede un uomo che ha bisogno di lui; così gli dà da mangiare anche se dicono che è un assassino. In quel momento per lui è solo una persona che ha fame e non gli interessa il male che ha compiuto. La canzone di De Andrè “Il pescatore” è molto espressiva. Secondo me, il pescatore è Dio, l'assassino è un comune peccatore ed i gendarmi sono la morte. Il pescatore è Dio perché compie il gesto di spezzare il pane e versare il vino. L'episodio della vita di Gesù che viene raccontata è quello dell'ultima cena, dove Cristo spezza il pane e versa il vino per i suoi discepoli perché credano in lui e siano salvi. Anche il pescatore è come se salvasse l'assassino perché per un momento lo fa sentire amato dandogli da mangiare e da bere e guardandolo con il sorriso che è nel solco del suo viso. Io, molte volte, sono generosa, quasi come Dio, ma in certi casi sono antipatica. Dio e il pescatore salvano il peccatore non dicendo niente ai gendarmi che lo vogliono punire per quello che ha fatto. Loro, non conoscono il perdono. La musica è allegra, trasmette un senso di speranza per un futuro migliore. B.S.

7 La canzone “Il pescatore” di Fabrizio De André racconta di un vecchio pescatore col viso segnato dal tempo, senza timore di nessuno e soprattutto con grandi esperienze di vita. Sapeva benissimo che cosa era la miseria e la fame tanto da aiutare un malvivente. Lui, spezzando il pane e versando il vino, ha voluto compiere l'ultimo caritatevole gesto aiutando così chi in quel momento aveva bisogno, senza preoccuparsi se la persona fosse affidabile o no. La canzone insegna che ad ogni uomo o donna bisogna dare un'altra possibilità nella vita per provare a cambiare. Nessuno è perfetto e tutti commettiamo errori nella vita, importante è avere pietà e non giudicare senza sapere. A.S.

8 La canzone è intitolata "Il pescatore" e l'ha scritta Fabrizio De André. Parla di un assassino che mentre scappa da due gendarmi si ferma a chiedere del vino e del pane ad un anziano pescatore. L'anziano rappresenta Dio e si riconosce nel momento in cui spezza il pane e versa il vino, mentre l' assassino, inseguito dai due gendarmi, rappresenta il peccatore. Il vecchio pescatore (Dio) ha mostrato di avere generosità e bontà nei confronti del peccatore. Dio ha provato che tutte le persone del mondo sono uguali e commettono dei peccati. A me piace molto il ritornello ma anche le strofe sono veramente profonde. In particolare il pezzo "… e fu il calore di un momento, poi via di nuovo verso il vento, davanti agli occhi ancora il sole, dietro alle spalle un pescatore". Prima che De André lo trasformasse in una canzone, il testo è una poesia piena di significati. Comunque sia, in canzone o in poesia, questo testo rimane un'opera eccezionale! D.C.

9 Secondo me il testo di questa canzone è molto religioso, perché fa ricordare Dio quando nell’ultima cena con gli apostoli spezza il pane e versa il vino. Ci insegna ad essere generosi con chi è in difficoltà. Non guardare in modo diverso chi non è come noi e, a volte, ci incute paura. È importante cercare di aiutare con umiltà e amare senza chiedere niente in cambio. Infatti il vecchio pescatore, persona povera e umile, ha diviso il suo pane e il suo vino con l’assassino peccatore, senza disprezzarlo e senza giudicarlo. Quando sono arrivati i gendarmi e gli hanno chiesto informazioni sull’assassino, il pescatore ha finto di dormire e non ha risposto. In questo modo non ha tradito l’assassino ma gli ha dato una seconda opportunità. Allo stesso modo Dio ci insegna che bisogna perdonare. Questo testo mi è piaciuto molto perché mi fa capire che, se qualcuno è in difficoltà, ci si deve impegnare ad aiutarlo con altruismo e generosità, senza giudicare. A.A.

10 La canzone è intitolata "Il pescatore", ed è stata scritta da Fabrizio De Andrè, un grande cantautore, morto recentemente. La canzone parla di un pescatore che aiuta un assassino dandogli pane e vino. Questa canzone ha un significato molto profondo e religioso. Nel testo l'anziano pescatore è rappresentato come fosse Dio e l'assassino un peccatore inseguito dai gendarmi. Il pescatore (cioè Dio) ha compreso che tutte le persone sono uguali e commettono dei peccati; ha dimostrato grandissima generosità e bontà nei confronti dell'assassino. La maestra ci ha detto che prima di diventare una canzone era una poesia. L’assassino ha commesso tanti peccati, come molti di noi. Per questo noi dobbiamo capire e sempre aiutarci a vicenda. Per me il pescatore si è comportato molto bene nei confronti dell'assassino che aveva molta fame e molta sete, aiutandolo. E.C.

11 La prima volta che ho ascoltato questa canzone mi sembrava che fosse un po’ poetica. Quando la maestra ci ha detto che prima di diventare una canzone era una poesia ho capito perché mi sembrava così. Oltre ad essere poetica è espressiva e religiosa. Mi è piaciuta la strofa in cui dice: ”Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno e non si guardò neppure intorno ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame”. Assomiglia alla storia dell’Ultima Cena quando Gesù spezzò il pane, versò il vino e disse: - Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, bevetene e mangiatene tutti -. Secondo me il pescatore è stato gentile a dare sia il vino che il pane all’assassino e a non chiamare i gendarmi. Io mi chiedo però come mai l’assassino ha potuto uccidere una persona. Se non l’avesse fatto avrebbe vissuto la sua vita più serenamente, ma capisco anche che non bisogna subito condannare e giudicare le persone. Nel momento del bisogno si aiutano i fratelli perché tutti abbiamo peccato. Con la sua gentilezza e la sua solidarietà il pescatore assomiglia a Dio e l’assassino a un comune peccatore. A me questa canzone piace molto soprattutto per la musica. Sono stato molto contento che la maestra ce l’abbia fatta ascoltare e spero che ce la faccia ascoltare più spesso! E.B.

12 La canzone parla di un pescatore che è come Dio perché aiuta chi ha bisogno e di un assassino. Il pescatore è anziano e per questo ha un solco lungo il viso che sembra un sorriso. L'assassino sta fuggendo dai gendarmi e ha fame e sete. Incontra il pescatore e gli chiede pane e vino. Lui, senza esitare, spezza un pezzo del pane e versa il vino anche se sa che è un peccatore. Per lui è solo un uomo che necessita di una mano. Poi sopraggiungono due gendarmi con le armi che chiedono al vecchio pescatore se di lì era passato un assassino, ma lui non risponde per non tradire quella persona disperata che chiedeva solamente da mangiare e bere. All'ombra dell'ultimo sole il pescatore si addormenta, con un solco lungo il viso che assomiglia ad un sorriso. A noi piace questa canzone perché ha una bella musica e perché abbiamo capito che bisogna cercare di perdonare tutti, anche se si comportano male. Infatti il mio papà dice sempre: "Sbagliare è umano, perdonare è divino”. Ascoltando e leggendo le parole di questa canzone ho capito che il pescatore non ha voluto né mentire ai gendarmi né tradire il peccatore, ma ha preferito morire con un sorriso sul viso. F.N.

13 Questa mattina abbiamo ascoltato un brano di Fabrizio De Andrè. La canzone si intitola “Il pescatore”. Questo brano è in rima e può essere sia cantato, sia recitato come poesia. La maestra ci ha spiegato che tutto quello che canta, è una metafora della vita. Infatti ho notato che ogni canzone di De Andrè ha una morale, un messaggio che si può capire sin dalle prime due strofe; basta capire le parole. In questo pezzo, sento molto la chitarra e mi sono accorto che le pennate e il ritmo sono uguali a quelli dei canti della chiesa. Questo non mi sorprende perché il brano fa riferimento ad alcuni insegnamenti della religione cattolica. Questa canzone non si può definire “bella” ma un capolavoro musicale e poetico. T.S.

14 La canzone è intitolata “Il pescatore”. L’ha scritta Fabrizio De Andrè, poeta e cantautore. La canzone parla di un pescatore che aiuta un assassino donandogli pane e vino. Le parole espresse hanno un significato molto profondo e religioso. Nel testo l’anziano pescatore è rappresentato come Dio e l’assassino un peccatore inseguito da due gendarmi. Il pescatore (cioè Dio) sa che tutte le persone sono uguali e possono commettere dei peccati, così con grandissima generosità e bontà, aiuta quell’uomo assassino. La maestra ci ha detto che il testo della canzone è una poesia perché le parole utilizzate toccano il cuore e l’anima. A me, la cosa che è piaciuta di più è che il pescatore pur sapendo di avere davanti a sé un assassino gli ha dato lo stesso il pane e il vino, perché lo considerava una persona, proprio come fa Gesù: lui non giudica gli altri se hanno commesso un peccato o se hanno ucciso, sono sempre degli esseri umani bisognosi di aiuto. La canzone mi piace anche quando i due gendarmi chiedono al vecchio pescatore se lì vicino fosse passato un assassino ma lui non dice niente. Non vuole dire né una bugia né tradire una persona che in quel momento ha bisogno di una mano tesa. La canzone spiega che se una persona, anche se è un assassino, ti chiede qualcosa come il pane e il vino per sopravvivere, noi dobbiamo aiutarlo e considerarlo un essere umano, perché tutti siamo peccatori e nessuno è perfetto. G.P.

15 La canzone parla di un pescatore, che rappresenterebbe Dio, e di un assassino, che sarebbe un semplice peccatore. Il pescatore si era addormentato al tramonto del sole e aveva delle rughe che gli facevano sembrare un sorriso il suo viso. Dopo un po' venne alla spiaggia un assassino che aveva molta fame e molta sete e gli chiese del pane e del vino. Il pescatore, senza problemi, gli diede il cibo e da bere. Poi l'assassino scappò e arrivarono i gendarmi che chiesero al pescatore se fosse passato un assassino. Il pescatore non rispose e continuò a riposare. Alla fine arrivò il tramonto della sua vita sulla spiaggia. La musica per me è bellissima perché è un po’ western e le parole sembra che vengano fuori dalla bocca di un cow-boy. È interessante, e sappiamo che De Andrè ci lascia sempre un messaggio in ogni canzone. Quando ho sentito i versi "si era assopito un pescatore" e "versò il vino e spezzò il pane" ho subito pensato ad Andrea e Simone gli apostoli, invece era Dio, comunque ci ero andato vicino! Avrei voluto intervistare De Andrè per chiedergli come ha fatto a comporre queste bellissime canzoni, ma purtroppo è morto, quanto mi dispiace! M.M.

16 Secondo me il pescatore della canzone rappresenta Gesù, mentre l'assassino é una persona che ha commesso un errore grande ma involontario e cerca vagando una soluzione. Gesù è misericordioso e saggio come è colui che ha vissuto una vita di avventura: il vecchio pescatore. Quindi quando l'assassino chiede da bere e da mangiare il pescatore (Gesù) non esita ad aiutarlo e quel gesto rimane nella memoria dell' assassino come un segno di speranza e di calore umano. I gendarmi invece rappresentano delle persone che non sanno perdonare e portano rancore nel cuore. Per questo il pescatore (Gesù) non rivela quello che sa, perché chi porta rancore e giudica non è capace di aiutare il prossimo e non sa perdonare. H.I.

17 Questa canzone, vista con il suo significato religioso, mi piace molto. Il testo parla di un pescatore che sta riposando; ad un tratto viene svegliato da un assassino che sta scappando da due gendarmi. L’assassino chiede del cibo e da bere al pescatore, che è subito pronto a dargli pane e vino senza fargli alcuna domanda. Avuto ciò che chiede, l’assassino riprende la sua fuga. Quando i due gendarmi arrivano dal pescatore gli chiedono se ha visto passare di lì un assassino. Il pescatore però, facendo finta di dormire, non risponde. Questa canzone mi fa ricordare il momento della confessione. Infatti, quando noi andiamo in Chiesa per confessarci, chiediamo perdono a Gesù dei nostri peccati. Gesù ci ascolta e ci perdona; non ci chiede nulla e non ci giudica. Proprio come il pescatore che dà pane e vino all’assassino senza chiedergli nulla. Nella confessione siamo sicuri che quello che raccontiamo al confessore non sarà detto a nessuno: proprio come ha fatto il pescatore con i due gendarmi. In conclusione questa canzone mi ha fatto capire e ricordare che Dio è sempre presente nel momento del bisogno e che ci aiuta e perdona sempre tutti. M.M.


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