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SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’: E’ una reazione dell’organismo nei confronti di sostanze estranee, inclusi agenti microbici o macromolecole proteiche che.

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1 SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’: E’ una reazione dell’organismo nei confronti di sostanze estranee, inclusi agenti microbici o macromolecole proteiche che non comporti una conseguenza patologica IMMUNITA’: E’ una reazione dell’organismo nei confronti di sostanze estranee, inclusi agenti microbici o macromolecole proteiche che non comporti una conseguenza patologica SISTEMA IMMUNITARIO: Le cellule e le molecole responsabili dell’immunità rappresentano il sistema immunitario. SISTEMA IMMUNITARIO: Le cellule e le molecole responsabili dell’immunità rappresentano il sistema immunitario. E’ uno straordinario insieme di sistemi chimici e cellulari potenzialmente attivi contro tutti i microrganismi

2 SISTEMA IMMUNITARIO Le risposte complessive e ordinate all’introduzione di sostanze estranee prendono il nome di RISPOSTE IMMUNI Le risposte complessive e ordinate all’introduzione di sostanze estranee prendono il nome di RISPOSTE IMMUNI IMMUNOLOGIA : E’ la disciplina che studia l’immunità IMMUNOLOGIA : E’ la disciplina che studia l’immunità ANTIGENE: Gli antigeni sono sostanze in grado di indurre una risposta da parte del sistema immunitario. Vengono indicati con la sigla Ag. ANTIGENE: Gli antigeni sono sostanze in grado di indurre una risposta da parte del sistema immunitario. Vengono indicati con la sigla Ag.isposta da parte del sistema immunitarioisposta da parte del sistema immunitario Sono, in atri termini, sostanze riconosciute come “non self”, vale a dire non appartenenti all’organismo.

3 SISTEMA IMMUNITARIO Il Sistema Immunitario è capace di rispondere a tutte le sostanze estranee all’organismo, chiamate genericamente antigeni, e riesce a riconoscere in modo altamente specifico milioni d’antigeni diversi anche solo per minime variazioni della loro composizione. Per svolgere queste funzioni, il sistema immunitario è in ogni momento in grado di riconoscere ciò che è proprio dell'organismo da ciò che è estraneo, impedendo che avvenga una risposta contro gli organi propri dell'organismo stesso. Quando questa capacità è persa, possono derivarne le cosiddette malattie autoimmunitarie, in cui il sistema immunitario reagisce contro i propri organi, come se fossero una cosa estranea. Il Sistema Immunitario è capace di rispondere a tutte le sostanze estranee all’organismo, chiamate genericamente antigeni, e riesce a riconoscere in modo altamente specifico milioni d’antigeni diversi anche solo per minime variazioni della loro composizione. Per svolgere queste funzioni, il sistema immunitario è in ogni momento in grado di riconoscere ciò che è proprio dell'organismo da ciò che è estraneo, impedendo che avvenga una risposta contro gli organi propri dell'organismo stesso. Quando questa capacità è persa, possono derivarne le cosiddette malattie autoimmunitarie, in cui il sistema immunitario reagisce contro i propri organi, come se fossero una cosa estranea.

4 SISTEMA IMMUNITARIO I problemi che nascono da uno squilibrio del sistema immunitario sono di due tipi, che possono coesistere anche se sembrano antitetici. I problemi che nascono da uno squilibrio del sistema immunitario sono di due tipi, che possono coesistere anche se sembrano antitetici. Il primo riguarda l’immunodepressione, cioè il mancato riconoscimento di una antigene e/o l’insufficiente reazione nei confronti di questo. Il primo riguarda l’immunodepressione, cioè il mancato riconoscimento di una antigene e/o l’insufficiente reazione nei confronti di questo. Un esempio, è quanto avviene nei malati di AIDS che, a causa dell’immunodepressione grave, sono soggetti a tutte le malattie fino a morirne. Un esempio, è quanto avviene nei malati di AIDS che, a causa dell’immunodepressione grave, sono soggetti a tutte le malattie fino a morirne. Il secondo meccanismo è quello dell’iperattivazione, che da luogo ad allergie ed intolleranze, fino alle malattie autoimmuni Il secondo meccanismo è quello dell’iperattivazione, che da luogo ad allergie ed intolleranze, fino alle malattie autoimmuni

5 I sistemi di difesa comprendono: I sistemi di difesa comprendono: Le barriere di difesa meccanico-chimiche Le barriere di difesa meccanico-chimiche Fattori umorali e cellulari dell’immunità innata o aspecifica Fattori umorali e cellulari dell’immunità innata o aspecifica Fattori umorali e cellulari dell’immunità specifica o acquisita. Fattori umorali e cellulari dell’immunità specifica o acquisita. SISTEMA IMMUNITARIO

6 La prima linea di difesa è costituita: 1) dalle cellule epiteliali che formano il rivestimento della cute e delle mucose 2) dai prodotti della secrezione delle ghiandole in esse presenti (sebo, sudore, muco, lacrime) 3) dai microrganismi della flora saprofita. SISTEMA IMMUNITARIO

7 SISTEMA IMMUNITARIO comprende: SISTEMA IMMUNITARIO comprende: 1. IMMUNITA’ ASPECIFICA, NATURALE O INNATA (II linea di difesa) 2. IMMUNITA’ SPECIFICA ACQUISITA (III linea di difesa)

8 SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’ ASPECIFICA: IMMUNITA’ ASPECIFICA: 1. IMMUNITA’ UMORALE 2. IMMUNITA’ CELLULARE Difesa dell’organismo contro quelle sostanze definite estranee (non self). Il termine aspecifico non significa mancanza di riconoscimento ma bensi’ riconoscimento di molecole comuni a tutte le specie di organismi Le principali caratteristiche di tale tipo di immunità sono: a) è presente sin dalla nascita b) è attiva contro tutti i microrganismi c) è del tutto indipendente da un precedente contatto con lo stesso agente patogeno. d) non si rafforza in seguito ad ulteriori contatti con lo stesso antigene. e) è immediata nel suo intervento per la notevole attività microbicida che essa espleta.

9 IMMUNITA’ ASPECIFICA UMORALE. E’ rappresentata da enzimi e proteine presenti nel sangue e nei fluidi tissutali: LISOZIMA: endoglicosidasi presente nella saliva umana, nel muco, nelle lacrime, capace di attaccare la parete delle cellule batteriche. PROTEINA MANNOSO-LIGANTE presente nel siero PROTEINA SIERICA DELL’AMILOIDE PROTEINA C REATTIVA PROTEINE DEL COMPLEMENTO SISTEMA IMMUNITARIO

10 IMMUNITA’ ASPECIFICA CELLULARE Le cellule protagoniste di questo tipo di immunità sono: Leucociti polimorfonucleati neutrofili, eosinofili. Monociti, macrofagi. Natural Killer La funzione di questo tipo di immunità è quella di preservare l’integrità omeostatica dell’organismo bloccando il piu’ possibile gli antigeni estranei che riescono a penetrare le barriere epiteliali. Quando questo tipo di immunità non riesce nel suo intento viene innescata l’IMMUNITÀ SPECIFICA SISTEMA IMMUNITARIO

11 IMMUNITA’ ACQUISITA SPECIFICA: IMMUNITA’ ACQUISITA SPECIFICA: IMMUNITA’ ACQUISITA UMORALE IMMUNITA’ ACQUISITA UMORALE IMMUNITA ACQUISITA CELLULARE IMMUNITA ACQUISITA CELLULARE

12 IMMUNITA’ SPECIFICA CELLULARE IMMUNITA’ SPECIFICA CELLULARE E’ costituita da linfociti T, linfociti B. E’ costituita da linfociti T, linfociti B. I linfociti T si suddividono in linfociti T helper CD4+ e linfociti T citotossici (CTL) CD8+; la funzione effettrice dei primi è quella di attivare i macrofagi, i linfociti B, e di mediare il processo infiammatorio mediante il reclutamento di varie cellule grazie alla produzione delle citochine; la funzione effettrice dei secondi è quella di lisare le cellule infette. I linfociti B maturano nel midollo osseo, e una volta attivati, possono specializzarsi in cellule secernenti anticorpi (plasmacellulle). SISTEMA IMMUNITARIO

13 IMMUNITA’ ACQUISITA SPECIFICA IMMUNITA’ ACQUISITA SPECIFICA IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE I linfociti B maturano nel midollo osseo, e una volta attivati, possono specializzarsi in cellule secernenti anticorpi (plasmacellulle). I linfociti B maturano nel midollo osseo, e una volta attivati, possono specializzarsi in cellule secernenti anticorpi (plasmacellulle). Nell’immunità specifica umorale il ruolo fondamentale spetta agli anticorpi che sono prodotti dalle plasmacellule che derivano dai linfociti B. Nell’immunità specifica umorale il ruolo fondamentale spetta agli anticorpi che sono prodotti dalle plasmacellule che derivano dai linfociti B.

14 SISTEMA IMMUNITARIO Sostanze protagoniste del sistema immunitario: Sostanze protagoniste del sistema immunitario: Cellule del sistema fagocitico-monocitico Cellule del sistema fagocitico-monocitico I globuli bianchi I globuli bianchi MASTOCITI MASTOCITI Cellule Natural Killer Cellule Natural Killer Le interleuchine Le interleuchine Batteri Batteri Antigeni, tossine e virus Antigeni, tossine e virus Gli anticorpi Gli anticorpi Le proteine del complemento Le proteine del complemento L’interferon L’interferon

15 MIDOLLO OSSEO

16 SISTEMA IMMUNITARIO GLOBULI BIANCHI GLOBULI BIANCHI Sono le cellule che hanno il compito di difendere l’organismo dalle infezioni. Sono le cellule che hanno il compito di difendere l’organismo dalle infezioni. Si dividono in tre categorie: Si dividono in tre categorie: I monociti che al momento dell’infezione diventano macrofagi; I granulociti : neutrofili, eosinofili, basofili. I linfociti : linfociti T e B

17 SISTEMA IMMUNITARIO Vedi figura Vedi figura

18 SISTEMA IMMUNITARIO FAGOCITI MONONUCLEATI: FAGOCITI MONONUCLEATI: Le cellule fagocitarie (o fagociti) (dal greco, phago, 'mangiare' e kytos, 'cellula'), sono specializzate nella difesa dell'organismo dagli invasori potenzialmente dannosi. S i distinguono in: monociti che si trovano in circolo e si differenziano a seconda del tessuto in cui si trovano, in macrofagi, cellule di Kupffer nel fegato, microglia nel tessuto nervoso. Le cellule fagocitarie (o fagociti) (dal greco, phago, 'mangiare' e kytos, 'cellula'), sono specializzate nella difesa dell'organismo dagli invasori potenzialmente dannosi. S i distinguono in: monociti che si trovano in circolo e si differenziano a seconda del tessuto in cui si trovano, in macrofagi, cellule di Kupffer nel fegato, microglia nel tessuto nervoso. I MONOCITI derivano dalle cellule staminali del midollo osseo, e poi migrano nei tessuti; sono capaci di legarsi all'agente patogeno (antigene), rinchiuderlo nel citoplasma ed ucciderlo con diversi sistemi, le cellule fagocitarie utilizzano intermedi reattivi dell'ossigeno e dell'azoto ed enzimi lisosomiali. I MONOCITI derivano dalle cellule staminali del midollo osseo, e poi migrano nei tessuti; sono capaci di legarsi all'agente patogeno (antigene), rinchiuderlo nel citoplasma ed ucciderlo con diversi sistemi, le cellule fagocitarie utilizzano intermedi reattivi dell'ossigeno e dell'azoto ed enzimi lisosomiali.cellule staminalimidollo osseoantigenecitoplasmaossigenoazotoenzimi lisosomialicellule staminalimidollo osseoantigenecitoplasmaossigenoazotoenzimi lisosomiali

19 SISTEMA IMMUNITARIO GRANULOCITI GRANULOCITI Hanno la funzione di fagocitare microbi e tessuti morti. Hanno la funzione di fagocitare microbi e tessuti morti. Il termine granulocita deriva dall’abbondante presenza di granuli nel citoplasma ed in base alle loro caratteristiche tintoriali si dividono in : Il termine granulocita deriva dall’abbondante presenza di granuli nel citoplasma ed in base alle loro caratteristiche tintoriali si dividono in : NEUTROFILI o polimorfonucleati per il loro nucleo polilobato NEUTROFILI o polimorfonucleati per il loro nucleo polilobato EOSINOFILI sono particolarmente numerosi nelle infezione da elminti, e nelle reazioni allergiche. EOSINOFILI sono particolarmente numerosi nelle infezione da elminti, e nelle reazioni allergiche. BASOFILI nelle malattie allergiche BASOFILI nelle malattie allergiche Intervengono nell’ IMMUNITÀ ASPECIFICA CELLULARE Intervengono nell’ IMMUNITÀ ASPECIFICA CELLULARE

20 Vedi lucido Vedi lucido SISTEMA IMMUNITARIO

21 LINFOCITI B: sono responsabile dell’ IMMUNITA’ UMORALE SPECIFICA Hanno sulla loro superficie alcuni anticorpi generici. Quando vengono a contatto con l’antigene ricombinano i loro anticorpi fino a trovare quello adatto per l’antigene. Dopo cominciano a replicarsi e diventano plasmacellule, cioe’ cellule capaci di produrre anticorpi specifici per l’antigene con cui sono entrate in contatto (vedi lucido) LINFOCITI B: sono responsabile dell’ IMMUNITA’ UMORALE SPECIFICA Hanno sulla loro superficie alcuni anticorpi generici. Quando vengono a contatto con l’antigene ricombinano i loro anticorpi fino a trovare quello adatto per l’antigene. Dopo cominciano a replicarsi e diventano plasmacellule, cioe’ cellule capaci di produrre anticorpi specifici per l’antigene con cui sono entrate in contatto (vedi lucido) ANTICORPI ANTICORPI Gli anticorpi sono proteine, dette immunoglobuline prodotte dai linfociti B in risposta alla presenza di antigeni. Esistono 5 classi: IgG, IgM, IgA, IgE (allergie). Vengono indicati con la sigla Ab, anti body. Gli anticorpi sono proteine, dette immunoglobuline prodotte dai linfociti B in risposta alla presenza di antigeni. Esistono 5 classi: IgG, IgM, IgA, IgE (allergie). Vengono indicati con la sigla Ab, anti body. Il loro compito è quello di distruggere l’antigene. Il loro compito è quello di distruggere l’antigene. La produzione di anticorpi è la funzione principale del sistema immunitario umorale. La produzione di anticorpi è la funzione principale del sistema immunitario umorale.sistema immunitario umoralesistema immunitario umorale

22 SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE ANTICORPI ANTICORPI Hanno la capacità di legarsi in maniera specifica agli antigeni (microorganismi infettivi come batteri, tossine), o qualunque macromolecola estranea Hanno la capacità di legarsi in maniera specifica agli antigeni (microorganismi infettivi come batteri, tossine), o qualunque macromolecola estraneamicroorganismi infettivibatteritossinemicroorganismi infettivibatteritossine Gli anticorpi sono costituiti da due parti differenti: Gli anticorpi sono costituiti da due parti differenti: la regione costante (C), che è comune a tutte le immunoglobuline appartenenti allo stesso isotipo la regione costante (C), che è comune a tutte le immunoglobuline appartenenti allo stesso isotipo la parte variabile (V), che contiene il sito di combinazione con l'antigene e che è quindi variabile a seconda della specificità dell'anticorpo per un dato antigene la parte variabile (V), che contiene il sito di combinazione con l'antigene e che è quindi variabile a seconda della specificità dell'anticorpo per un dato antigene

23 SISTEMA IMMUNITARIO Gli anticorpi sono costituiti da due parti differenti: Gli anticorpi sono costituiti da due parti differenti: le immunoglobuline sono dei tetrameri, ovvero costituiti da quattro catene glicoproteiche, due catene pesanti H uguali fra di loro e due catene leggere L anch'esse uguali (vedi lucido) le immunoglobuline sono dei tetrameri, ovvero costituiti da quattro catene glicoproteiche, due catene pesanti H uguali fra di loro e due catene leggere L anch'esse uguali (vedi lucido) tetramericatene glicoproteiche tetramericatene glicoproteiche Dopo digestione enzimatica (papaina) le Ig si suddividono nel frammento Fab o frammento legante l’antigene, e nel frammento Fc detto frammento cristallizzabile. Dopo digestione enzimatica (papaina) le Ig si suddividono nel frammento Fab o frammento legante l’antigene, e nel frammento Fc detto frammento cristallizzabile.

24 SISTEMA IMMUNITARIO Le immunoglobuline umane sono suddivise in 5 classi principali, elencate in ordine decrescente di concentrazione sierica: IgG, IgA, IgM, IgD, IgE. Le catene leggere sono comuni alle cinque classi di immunoglobuline, che invece differiscono per le catene pesanti: γ per le IgG, α per le IgA, μ per le IgM, δ per le IgD e ε per le IgE. Le immunoglobuline umane sono suddivise in 5 classi principali, elencate in ordine decrescente di concentrazione sierica: IgG, IgA, IgM, IgD, IgE. Le catene leggere sono comuni alle cinque classi di immunoglobuline, che invece differiscono per le catene pesanti: γ per le IgG, α per le IgA, μ per le IgM, δ per le IgD e ε per le IgE. IgG: sono la classe di anticorpi maggiormente presenti nel siero, rappresentando circa il 75% delle immunoglobuline circolanti. Sono monomeri IgG: sono la classe di anticorpi maggiormente presenti nel siero, rappresentando circa il 75% delle immunoglobuline circolanti. Sono monomeri IgGmonomeri IgGmonomeri Attraversano la barriera placentare e quindi si trovano a concentrazione elevata già alla nascita, conferendo al neonato una certa protezione durante i primi mesi di vita. Si possono distinguere 4 sottoclassi: IgG1, IgG2, IgG3, IgG4. Attraversano la barriera placentare e quindi si trovano a concentrazione elevata già alla nascita, conferendo al neonato una certa protezione durante i primi mesi di vita. Si possono distinguere 4 sottoclassi: IgG1, IgG2, IgG3, IgG4.barriera placentarebarriera placentare

25 SISTEMA IMMUNITARIO IgA: costituiscono circa il 20% delle immunoglobuline circolanti e sono presenti nelle secrezioni esterne, quali saliva, colostro, lacrime, muco delle vie respiratorie e del tubo digerente. IgA: costituiscono circa il 20% delle immunoglobuline circolanti e sono presenti nelle secrezioni esterne, quali saliva, colostro, lacrime, muco delle vie respiratorie e del tubo digerente. IgA salivacolostrolacrimemuco IgA salivacolostrolacrimemuco Le IgA rappresentano un importante mezzo di difesa contro le infezioni locali. IgM: costituiscono circa il 5-10% delle Ig totali. Sono dei pentameri. È la classe di anticorpi che per prima viene sintetizzata al contatto con un nuovo antigene IgM: costituiscono circa il 5-10% delle Ig totali. Sono dei pentameri. È la classe di anticorpi che per prima viene sintetizzata al contatto con un nuovo antigene IgM pentameri IgM pentameri

26 SISTEMA IMMUNITARIO IgD: rappresentano lo 0,2% delle immunoglobuline circolanti. Sono presenti sulla membrana cellulare dei linfociti B dove, legato l'antigene per cui sono specifiche, inducono l'attivazione della cellula a proliferare, maturare a plasmacellula e a produrre in forma solubile anticorpi in grado di riconoscere gli stessi antigeni della Ig di membrana. IgD: rappresentano lo 0,2% delle immunoglobuline circolanti. Sono presenti sulla membrana cellulare dei linfociti B dove, legato l'antigene per cui sono specifiche, inducono l'attivazione della cellula a proliferare, maturare a plasmacellula e a produrre in forma solubile anticorpi in grado di riconoscere gli stessi antigeni della Ig di membrana. IgDmembrana cellulare linfociti Bplasmacellula IgDmembrana cellulare linfociti Bplasmacellula IgE: sono presenti nel siero in concentrazione bassissima, e sono monomeri. Sono responsabili della risposta ai parassiti. Il frammento Fc delle IgE si lega ai recettori di membrana dei mastociti e dei granulociti basofili; qui le IgE, dopo combinazione con gli antigeni corrispondenti, inducono la liberazione da parte delle stesse cellule dei mediatori responsabili delle reazioni allergiche di I tipo. IgE: sono presenti nel siero in concentrazione bassissima, e sono monomeri. Sono responsabili della risposta ai parassiti. Il frammento Fc delle IgE si lega ai recettori di membrana dei mastociti e dei granulociti basofili; qui le IgE, dopo combinazione con gli antigeni corrispondenti, inducono la liberazione da parte delle stesse cellule dei mediatori responsabili delle reazioni allergiche di I tipo. IgEparassitimastocitigranulociti basofili IgEparassitimastocitigranulociti basofili

27 SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE: IMMUNITA’ SPECIFICA UMORALE: RISPOSTA ANTICORPALE RISPOSTA ANTICORPALE In seguito all'incontro con un antigene estraneo, l'organismo reagisce con la produzione di anticorpi specifici per quell'antigene e con l'instaurazione della memoria immunologica. L'antigene infatti stimola un particolare clone di linfociti B a proliferare e a differenziarsi in plasmacellule con la susseguente secrezione di anticorpi (risposta primaria). Una successiva introduzione dello stesso antigene agirà su un sistema immunologico già predisposto e quindi la risposta anticorpale sarà più pronta e più energica (risposta secondaria). La risposta primaria è bifasica: inizialmente vengono prodotti anticorpi di classe IgM e successivamente quelli di classe IgG. La risposta secondaria è invece di tipo IgG. (vedi lucido) In seguito all'incontro con un antigene estraneo, l'organismo reagisce con la produzione di anticorpi specifici per quell'antigene e con l'instaurazione della memoria immunologica. L'antigene infatti stimola un particolare clone di linfociti B a proliferare e a differenziarsi in plasmacellule con la susseguente secrezione di anticorpi (risposta primaria). Una successiva introduzione dello stesso antigene agirà su un sistema immunologico già predisposto e quindi la risposta anticorpale sarà più pronta e più energica (risposta secondaria). La risposta primaria è bifasica: inizialmente vengono prodotti anticorpi di classe IgM e successivamente quelli di classe IgG. La risposta secondaria è invece di tipo IgG. (vedi lucido)organismo memoria immunologicaorganismo memoria immunologica

28 SISTEMA IMMUNITARIO IL SISTEMA DEL COMPLEMENTO, insieme con gli anticorpi, rappresenta l'elemento essenziale dei meccanismi di difesa umorali contro gli agenti infettivi. Esso è costituito da una ventina di proteine circolanti e di membrana, capaci di interagire reciprocamente e con le membrane cellulari. L'attivazione a cascata delle sue proteine solubili, che convenzionalmente vengono chiamate componenti, è alla base di attività biologiche varie come la lisi cellulare, batterica o virale. Durante l'attivazione del complemento si ha inoltre il reclutamento di varie cellule immunocompetenti, quali cellule fagocitarie (monociti, macrofagi, polinucleati), linfociti B e linfociti T. IL SISTEMA DEL COMPLEMENTO, insieme con gli anticorpi, rappresenta l'elemento essenziale dei meccanismi di difesa umorali contro gli agenti infettivi. Esso è costituito da una ventina di proteine circolanti e di membrana, capaci di interagire reciprocamente e con le membrane cellulari. L'attivazione a cascata delle sue proteine solubili, che convenzionalmente vengono chiamate componenti, è alla base di attività biologiche varie come la lisi cellulare, batterica o virale. Durante l'attivazione del complemento si ha inoltre il reclutamento di varie cellule immunocompetenti, quali cellule fagocitarie (monociti, macrofagi, polinucleati), linfociti B e linfociti T. anticorpiumoraliinfettiviproteinemembrane cellularilisimonocitimacrofagipolinucleati linfociti Blinfociti T anticorpiumoraliinfettiviproteinemembrane cellularilisimonocitimacrofagipolinucleati linfociti Blinfociti T

29 SISTEMA IMMUNITARIO Attacco del complesso MAC (formato dalle componenti C5,C6,C7,C8,C9 del complemento) ad una membrana cellulare. Seguirà la distruzione osmotica della cellula stessa Attacco del complesso MAC (formato dalle componenti C5,C6,C7,C8,C9 del complemento) ad una membrana cellulare. Seguirà la distruzione osmotica della cellula stessa

30 SISTEMA IMMUNITARIO

31 LINFOCITI T LINFOCITI T Si dividono in tre gruppi: Linfociti T citotossici CD8 responsabili dell’immunità cellulare Linfociti T citotossici CD8 responsabili dell’immunità cellulare Linfociti T helper CD4 importanti poiche’ richiamano e attivano altri tipi di linfociti. Linfociti T helper CD4 importanti poiche’ richiamano e attivano altri tipi di linfociti. T helper 1, T helper 2 T helper 1, T helper 2 Linfociti T suppressor inibiscono l’azione degli altri globuli bianchi una volta che l’infezione è stata debellata. Linfociti T suppressor inibiscono l’azione degli altri globuli bianchi una volta che l’infezione è stata debellata.

32 SISTEMA IMMUNITARIO ORGANI LINFOIDI ORGANI LINFOIDI ORGANI LINFOIDI PRIMARI: ORGANI LINFOIDI PRIMARI: Timo e Midollo osseo ORGANI LINFOIDI SECONDARI: LinfonodiMilza Tessuto delle mucose gastroenteriche, genitourinarie, respiratorie.

33 ORGANI LINFOIDI PRIMARI Fig. 3 - Configurazione esterna e rapporti del timo. Demolita la parete anteriore del torace e sollevati i polmoni, si mettono allo scoperto i lobi timici, che si pongono posteriormente in rapporto con i grossi vasi della base del cuore. Fig. 3 - Configurazione esterna e rapporti del timo. Demolita la parete anteriore del torace e sollevati i polmoni, si mettono allo scoperto i lobi timici, che si pongono posteriormente in rapporto con i grossi vasi della base del cuore.

34 ORGANI LINFOIDI Gli organi linfoidi secondari sono: la milza, le tonsille palatine, la tonsilla linguale e faringea, l'appendice ciecale, le placche del Peyer (aggregati linfoidi nello spessore della parete dell'intestino tenue) e i linfonodi di tutto il corpo. Questi organi sono come spugne, ed ospitano i linfociti che incessantemente circolano da una parte all'altra del corpo per via ematica e linfatica alla ricerca di sostanze estranee. (Fig.4 Gli organi linfoidi secondari sono: la milza, le tonsille palatine, la tonsilla linguale e faringea, l'appendice ciecale, le placche del Peyer (aggregati linfoidi nello spessore della parete dell'intestino tenue) e i linfonodi di tutto il corpo. Questi organi sono come spugne, ed ospitano i linfociti che incessantemente circolano da una parte all'altra del corpo per via ematica e linfatica alla ricerca di sostanze estranee. (Fig.4

35 SISTEMA IMMUNITARIO TIMO TIMO Organo linfatico primario che rappresenta il sito di produzione e maturazione dei linfociti T Organo linfatico primario che rappresenta il sito di produzione e maturazione dei linfociti T Organo bilobato circondato da una capsula di tessuto connettivo posizionato sopra le grandi vene del cuore. Presenza di numerosi linfociti T nella corteccia dove proliferano e diventano immunocompetenti. Nella corteccia ci sono anche macrofagi e cellule epiteliali reticolari I linfociti T del timo si chiamano TIMOCITI che esprimono sia il fenotipo CD4 che CD8

36 SISTEMA IMMUNITARIO MILZA MILZA Funzioni Funzioni Filtra il sangue Filtra il sangue Forma le cellule linfatiche Forma le cellule linfatiche Elimina o inattiva gli antigeni Elimina o inattiva gli antigeni Distrugge piastrine ed eritrociti invecchiati Distrugge piastrine ed eritrociti invecchiati Partecipa all’emopoiesi Partecipa all’emopoiesi È l’organo linfatico più grande. È rivestita da una sottile capsula di tessuto connettivo, ha una superficie convessa e un lato concavo (ilo). Il sangue entra attraverso l’arteria splenica posta all’ilo e scorre in una serie di arterie progressivamente piu’ piccole; ogni arteria è circondata da un cilindro di tessuto linfoide costituito da linfociti T maturi, chiamato manicotto linfoide periarteiolare. È l’organo linfatico più grande. È rivestita da una sottile capsula di tessuto connettivo, ha una superficie convessa e un lato concavo (ilo). Il sangue entra attraverso l’arteria splenica posta all’ilo e scorre in una serie di arterie progressivamente piu’ piccole; ogni arteria è circondata da un cilindro di tessuto linfoide costituito da linfociti T maturi, chiamato manicotto linfoide periarteiolare. POLPA BIANCA: ARTERIOLE, I MANICOTTI E I FOLLICOLI LINFOIDI (Linfociti B) e un piccolo quantitativo di tessuto connettivo. POLPA BIANCA: ARTERIOLE, I MANICOTTI E I FOLLICOLI LINFOIDI (Linfociti B) e un piccolo quantitativo di tessuto connettivo. POLPA ROSSA: RETE SPONGIOSA riempita di sangue (arteriole) di cellule reticolari di sinusoidi vascolari tappezzati di macrofagi POLPA ROSSA: RETE SPONGIOSA riempita di sangue (arteriole) di cellule reticolari di sinusoidi vascolari tappezzati di macrofagi

37 SISTEMA IMMUNITARIO LINFONODI LINFONODI Piccole strutture ovoidali localizzate a livello del collo, delle ascelle, dell’inguine, lungo i vasi sanguigni e nelle cavità corporee (vedi lucido) Piccole strutture ovoidali localizzate a livello del collo, delle ascelle, dell’inguine, lungo i vasi sanguigni e nelle cavità corporee (vedi lucido) Il linfonodo è suddiviso in 3 regioni: CorticaleParacorticaleMidollare Tutte ricche di sinusoidi tappezzati da cellule endoteliali I linfonodi filtrano la linfa e funzionano come sito di riconoscimento dell’antigene. I linfonodi filtrano la linfa e funzionano come sito di riconoscimento dell’antigene.

38 SISTEMA IMMUNITARIO LINFONODI LINFONODI La corticale del linfonodo contiene aggregati cellulari in forma sferica chiamati follicoli linfoidi composti da linfociti B memoria, linfociti T helper e cellule dendritiche follicolari. La corticale del linfonodo contiene aggregati cellulari in forma sferica chiamati follicoli linfoidi composti da linfociti B memoria, linfociti T helper e cellule dendritiche follicolari. I follicoli si dividono in I follicoli si dividono in follicoli primari: cellule B mature a riposo follicoli primari: cellule B mature a riposo Follicoli secondari o centri germinativi: presenza di linfociti a vari stadi di trasformazione blastica, linfociti B, plasmacellule e numerosi macrofagi. Follicoli secondari o centri germinativi: presenza di linfociti a vari stadi di trasformazione blastica, linfociti B, plasmacellule e numerosi macrofagi. La paracorticale è posta tra i follicoli linfoidi e la midollare e contiene linfociti T e cellule interdigitate capaci di presentare l’antigene. La paracorticale è posta tra i follicoli linfoidi e la midollare e contiene linfociti T e cellule interdigitate capaci di presentare l’antigene. La midollare contiene rare plasmacellule, linfociti B e T maturi e macrofagi. La midollare contiene rare plasmacellule, linfociti B e T maturi e macrofagi.

39 SISTEMA IMMUNITARIO TONSILLE sono aggregati nodulari di macrofagi e tessuto linfoide. La loro funzione è quella di individuare a rispondere ai patogeni presenti nelle secrezioni respiratorie e digestive. TONSILLE sono aggregati nodulari di macrofagi e tessuto linfoide. La loro funzione è quella di individuare a rispondere ai patogeni presenti nelle secrezioni respiratorie e digestive. PLACCHE DEL PEYER sono noduli linfoidi non capsulati al di sotto della sottomucosa ileale del piccolo intestino. PLACCHE DEL PEYER sono noduli linfoidi non capsulati al di sotto della sottomucosa ileale del piccolo intestino.

40 SISTEMA IMMUNITARIO CELLULE NATURAL KILLER CELLULE NATURAL KILLER Sono presenti nel sangue e nei tessuti linfoidi in particolare nella milza. Svolgono un ruolo importante nell’immunità naturale ed hanno azione citolitica e citotossica (citotossine). Sono presenti nel sangue e nei tessuti linfoidi in particolare nella milza. Svolgono un ruolo importante nell’immunità naturale ed hanno azione citolitica e citotossica (citotossine).

41 SISTEMA IMMUNITARIO MASTOCITI MASTOCITI Derivano da progenitori midollari (vedi luciodo 1); dal midollo osseo passano in circolo nei tessuti in particolare negli epiteli, nei vasi nei nervi, dove subiscono la loro completa maturazione. Svolgono un ruolo importante nell’immunità naturale e nelle malattie allergiche. Derivano da progenitori midollari (vedi luciodo 1); dal midollo osseo passano in circolo nei tessuti in particolare negli epiteli, nei vasi nei nervi, dove subiscono la loro completa maturazione. Svolgono un ruolo importante nell’immunità naturale e nelle malattie allergiche.

42 SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA’ SPECIFICA CELLULARE: LINFOCITI T IMMUNITA’ SPECIFICA CELLULARE: LINFOCITI T 1. Produzione di citochine da parte dei linfociti T CD4 attivati (helper) 2. Citotossicità esplicata dai linfociti T CD8 e dalle cellule Natural Killer 3. Formazione di cellule T dotate di memoria immunologica (T memoria)

43 SISTEMA IMMUNITARIO Il fenomeno fondamentale che dà il via alla fase effettrice della risposta immune specifica è certamente rappresentato dalla produzione di CITOCHINE da parte delle cellule T CD4 Il fenomeno fondamentale che dà il via alla fase effettrice della risposta immune specifica è certamente rappresentato dalla produzione di CITOCHINE da parte delle cellule T CD4 I Linfociti T CD4 comprendono i linfociti T helper 1 e T helper 2 I Linfociti T CD4 comprendono i linfociti T helper 1 e T helper 2 I T helper 1 producono: IL-2, TNF-  e IFN-  I T helper 1 producono: IL-2, TNF-  e IFN-   helper 2 producono : IL-4, IL-5, IL-6 e IFN-   helper 2 producono : IL-4, IL-5, IL-6 e IFN- 

44 SISTEMA IMMUNITARIO LINFOCITA T HELPER (vedi lucido 6) LINFOCITA T HELPER (vedi lucido 6) I linfociti T helper 1 producono 3 tipi di citochine (molecole di segnalazione) con un’azione mirata ad attivare i macrofagi e le cellule T citotossiche. L’interleuchina 2 occorre per far proliferare i linfociti helper e citotossici, l’interferone gamma attiva i linfociti citotossici e le conseguenti risposte antivirali, il fattore di necrosi tumorale beta è costituito da sostanze in grado di produrre danni cellulari. I linfociti T helper 2 espletano la loro azione nei confronti dei linfociti B e dei linfociti citotossici. Producono anch’essi 3 tipi di citochine. Interleuchina 4 responsabile del cambiamento di classe dei linfociti B, della loro attivazione e proliferazione. Interleuchina 5 promotrice della proliferazione ed attivazione delle cellule B. Interleuchina 6 capace di far produrre ai linfociti B anticorpi agendo sulle plasmacellule. I linfociti T helper 1 producono 3 tipi di citochine (molecole di segnalazione) con un’azione mirata ad attivare i macrofagi e le cellule T citotossiche. L’interleuchina 2 occorre per far proliferare i linfociti helper e citotossici, l’interferone gamma attiva i linfociti citotossici e le conseguenti risposte antivirali, il fattore di necrosi tumorale beta è costituito da sostanze in grado di produrre danni cellulari. I linfociti T helper 2 espletano la loro azione nei confronti dei linfociti B e dei linfociti citotossici. Producono anch’essi 3 tipi di citochine. Interleuchina 4 responsabile del cambiamento di classe dei linfociti B, della loro attivazione e proliferazione. Interleuchina 5 promotrice della proliferazione ed attivazione delle cellule B. Interleuchina 6 capace di far produrre ai linfociti B anticorpi agendo sulle plasmacellule.

45 SISTEMA IMMUNITARIO Sono state raggruppate sotto il nome generico di CITOCHINE tutte le proteine, generalmente glicosilate e di basso peso molecolare, secrete dalle cellule del sistema immunitario, fondamentalmente da monociti e linfociti T, anche se altre cellule non immunitarie producono citochine, come ad esempio: le cellule endoteliali ed i fibroblasti. Precedentemente, le citochine erano denominate in funzione dell'origine della cellula secretrice, ad esempio: linfochine (prodotte da linfociti) monochine (monociti) o in base alla loro attività: chemiochine, interleuchine, interferoni. Sono state raggruppate sotto il nome generico di CITOCHINE tutte le proteine, generalmente glicosilate e di basso peso molecolare, secrete dalle cellule del sistema immunitario, fondamentalmente da monociti e linfociti T, anche se altre cellule non immunitarie producono citochine, come ad esempio: le cellule endoteliali ed i fibroblasti. Precedentemente, le citochine erano denominate in funzione dell'origine della cellula secretrice, ad esempio: linfochine (prodotte da linfociti) monochine (monociti) o in base alla loro attività: chemiochine, interleuchine, interferoni.

46 SISTEMA IMMUNITARIO Queste proteine possono essere distinte in 4 gruppi (basati sulla loro struttura): Queste proteine possono essere distinte in 4 gruppi (basati sulla loro struttura): famiglia delle ematopoietine, che include diversi fattori di crescita, tra cui l'Eritropoietina (Epo) e varie interleuchine famiglia delle ematopoietine, che include diversi fattori di crescita, tra cui l'Eritropoietina (Epo) e varie interleuchineematopoietineEritropoietinaematopoietineEritropoietina famiglia dei TNF (tumor necrosis factor), tra cui il TNFα famiglia dei TNF (tumor necrosis factor), tra cui il TNFαTNFTNFαTNFTNFα famiglia dei fattori di crescita (CSF) famiglia dei fattori di crescita (CSF) famiglia delle interleuchine dall'IL-1 all IL-8 famiglia delle interleuchine dall'IL-1 all IL-8interleuchine Tra le citochine vi è la importante famiglia degli interferoni, che inducono le cellule a resistere alle infezioni virali. Tra le citochine vi è la importante famiglia degli interferoni, che inducono le cellule a resistere alle infezioni virali. interferoni

47 SISTEMA IMMUNIARIO Da un punto di vista funzionale le citochine si raggruppano nei seguenti gruppi: Da un punto di vista funzionale le citochine si raggruppano nei seguenti gruppi: Mediatrici dell'immunità naturale e dell'infiammazione Mediatrici dell'immunità naturale e dell'infiammazione Mediatrici dell'ematopoiesi Mediatrici dell'ematopoiesi Mediatrici della chemiotassi Mediatrici della chemiotassi Mediatrici dell'attivazione, proliferazione, differenziazione e morte dei linfociti T e B. Mediatrici dell'attivazione, proliferazione, differenziazione e morte dei linfociti T e B. Si definisce chemiotassi il movimento di avvicinamento di un organismo verso una sostanza chimica Nel sistema immunitario, la chemiotassi è utilizzata per indirizzare la migrazione di leucociti e macrofagi verso le zone di infezione batterica e di infiammazione. leucociti macrofagiinfezionebattericainfiammazioneleucociti macrofagiinfezionebattericainfiammazione

48 Vedi lucido 7,8 Vedi lucido 7,8 SISTEMA IMMUNIARIO

49 Cascata delle citochine

50 SISTEMA IMMUNITARIO TUMOR NECROSIS FACTOR (TNF) TUMOR NECROSIS FACTOR (TNF) Ha mostrato attività antitumorale in vivo e in vitro Viene prodotto principalmente dai fagociti mononucleati in seguito a stimolazione batterica, interviene nell’immunità naturale attivando la capacità battericida dei granulociti neutrofili. Quando viene prodotto in grandi quantità e va in circolo provoca effetti sistemici : febbre, sonno, produzione di ACTH, stimolazione della sintesi delle proteine della fase acuta.

51 SISTEMA IMMUNITARIO INTERFERONE INTERFERONE Glicoproteina prodotta in seguito ad infezione virale Glicoproteina prodotta in seguito ad infezione virale Esistono diversi tipi di interferone umano; la distinzione si opera in base alla loro origine, quindi dal tipo di cellule nelle quali viene prodotto. IFN-alfa, prodotto dai leucociti e dai linfoblasti IFN-alfa, prodotto dai leucociti e dai linfoblasti IFN-beta, prodotto dai fibroblasti IFN-beta, prodotto dai fibroblasti IFN-gamma, prodotto dai linfociti T IFN-gamma, prodotto dai linfociti T

52 FUNZIONI DI IFN gamma

53 SISTEMA IMMUNITARIO AZIONI DELL’INTERFERON: AZIONI DELL’INTERFERON: Bloccano la sintesi delle proteine virali Bloccano la sintesi delle proteine virali Bloccano la crescita cellulare e tumorale. Bloccano la crescita cellulare e tumorale. Azione antitumorale (impiego nella leucemia mieloide cronica, mieloma multiplo, melanoma maligno, tumori vescicali, ovarici) Azione antitumorale (impiego nella leucemia mieloide cronica, mieloma multiplo, melanoma maligno, tumori vescicali, ovarici) Nelle infezioni herpetiche, da rinovirus. Nelle infezioni herpetiche, da rinovirus.

54 TRATTAMENTO CON INTERFERON Terapia antivirale: virus dell’Epatite B, C e D, Papillomavirus genitali e cutanei Produzione a livello industriale: da cellule in coltura indotte con vari trattamenti alla produzione di IFN da batteri trasformati con vettori d’epressione plasmidica contenenti il gene per IFN Effetti globali: blocco della della sintesi proteica e della proliferazione cellulare attivazione delle cellule NK e dei macrofagi Conseguenze fisiologiche: febbre, nausea e malessere

55 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINE INTERLEUCHINE Le interleuchine sono proteine secrete dai leucociti (più comunemente definiti globuli bianchi) durante la risposta immunitaria. Le interleuchine sono proteine secrete dai leucociti (più comunemente definiti globuli bianchi) durante la risposta immunitaria.proteineleucocitiglobuli bianchiproteineleucocitiglobuli bianchi Le interleuchine vengono talvolta suddivise in linfochine e monochine, a seconda che vengano secrete principalmente da linfociti o da monociti. Attualmente si tende a considerarle genericamente come citochine, cioè fattori di crescita e di differenziazione che regolano l'attivazione cellulare. Le cellule del sistema immunitario, disposte nei vari distretti dell'organismo, quando percepiscono i segni di un'invasione estranea secernono interleuchine. (VEDI LUCIDO) Le interleuchine vengono talvolta suddivise in linfochine e monochine, a seconda che vengano secrete principalmente da linfociti o da monociti. Attualmente si tende a considerarle genericamente come citochine, cioè fattori di crescita e di differenziazione che regolano l'attivazione cellulare. Le cellule del sistema immunitario, disposte nei vari distretti dell'organismo, quando percepiscono i segni di un'invasione estranea secernono interleuchine. (VEDI LUCIDO)linfociti

56 SISTEMA IMMUNITARIO Vedi lucido Vedi lucido

57 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINA-1 INTERLEUCHINA-1 L' interleuchina 1 (IL-1) è una citochina secreta da vari tipi di cellule del sistema immunitario tra cui macrofagi, monociti e cellule dendritiche, ma anche da fibroblasti e cellule endoteliali. Deve il suo nome al fatto di essere stata la prima citochina a venire scoperta. L' interleuchina 1 (IL-1) è una citochina secreta da vari tipi di cellule del sistema immunitario tra cui macrofagi, monociti e cellule dendritiche, ma anche da fibroblasti e cellule endoteliali. Deve il suo nome al fatto di essere stata la prima citochina a venire scoperta.citochinacellulesistema immunitariomacrofagi monociticellule dendritichefibroblasti cellule endotelialicitochinacellulesistema immunitariomacrofagi monociticellule dendritichefibroblasti cellule endoteliali Questa proteina viene prodotta in risposta a infezioni batteriche (la sua produzione viene stimolata soprattutto dall' LPS, una endotossina dei batteri Gram negativi), alla presenza di TNF e dall'interazione delle cellule produttrici con linfociti T - CD4 positivi. Questa proteina viene prodotta in risposta a infezioni batteriche (la sua produzione viene stimolata soprattutto dall' LPS, una endotossina dei batteri Gram negativi), alla presenza di TNF e dall'interazione delle cellule produttrici con linfociti T - CD4 positivi.proteina battericheLPSendotossinaGram negativiTNFlinfociti TCD4proteina battericheLPSendotossinaGram negativiTNFlinfociti TCD4

58 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINA 1 INTERLEUCHINA 1 Oltre a stimolare processi infiammatori, l' IL-1 è in grado direttamente e autonomamente di stimolare la febbre, anche in assenza di altri stimoli (antigeni batterici), ed è per questo conosciuto come un pirogeno endogeno. Questa citochina si lega a recettori presenti nelle cellule endoteliali dell'ipotalamo e sembra essere in grado di "resettare" il suo centro termoregolatore facendo aumentare la temperatura del corpo provocando febbre. In queste condizioni la replicazione batterica e virale diminuisce mentre la risposta immune diviene più efficiente. Oltre a stimolare processi infiammatori, l' IL-1 è in grado direttamente e autonomamente di stimolare la febbre, anche in assenza di altri stimoli (antigeni batterici), ed è per questo conosciuto come un pirogeno endogeno. Questa citochina si lega a recettori presenti nelle cellule endoteliali dell'ipotalamo e sembra essere in grado di "resettare" il suo centro termoregolatore facendo aumentare la temperatura del corpo provocando febbre. In queste condizioni la replicazione batterica e virale diminuisce mentre la risposta immune diviene più efficiente. febbrerecettoriipotalamo febbrerecettoriipotalamo

59 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINA 2 INTERLEUCHINA 2 E’ un polipeptide, un fattore di crescita secreto dai linfociti T attivati per la proliferazione clonale delle cellule T. E’ un polipeptide, un fattore di crescita secreto dai linfociti T attivati per la proliferazione clonale delle cellule T. Puo’ stimolare anche le cellule Natural Killer, i monociti, i macrofagi aumentandone l’attività battericida e citotossica. Puo’ stimolare anche le cellule Natural Killer, i monociti, i macrofagi aumentandone l’attività battericida e citotossica.

60 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINA 4 INTERLEUCHINA 4 Glicoproteina prodotta dai linfociti T helper 2 e dai mastociti. Stimola la produzione di anticorpi dalle cellule B (IgE). Ruolo centrale nelle malattie allergiche. INTERLEUCHINA 5 INTERLEUCHINA 5 Prodotta dai linfociti T helper CD4 stimola la produzione di granulociti eosinofili, aumenta l’attività dei basofili Citochina principale nelle infezioni da elminti e nelle malattie allergiche.

61 SISTEMA IMMUNITARIO INTERLEUCHINA 6 INTERLEUCHINA 6 E’ una citochina dalle molteplici attività biologiche su molteplici tipi di cellule. E’prodotta dalle cellule T helper attivate, dai macrofagi, cellule endoteliali, fibroblasti. E’ una citochina dalle molteplici attività biologiche su molteplici tipi di cellule. E’prodotta dalle cellule T helper attivate, dai macrofagi, cellule endoteliali, fibroblasti. Insieme all’IL-1, al TNF stimolano le cellule T Insieme all’IL-1, al TNF stimolano le cellule T Induce la produzione delle “sostanze della fase acuta” nelle cellule epatiche Induce la produzione delle “sostanze della fase acuta” nelle cellule epatiche A livello ipotalamico induce la febbre A livello ipotalamico induce la febbre Aumenta la proliferazione, la differenziazione delle imunoglobuline dei linfociti B Aumenta la proliferazione, la differenziazione delle imunoglobuline dei linfociti B Promuove l’ematopoiesi e la trombopoiesi. Promuove l’ematopoiesi e la trombopoiesi.

62 SISTEMA IMMUNIARIO FATTORI DI CRESCITA FATTORI DI CRESCITA ERITROPOIETINA ERITROPOIETINA L'eritropoietina o EPO è un ormone glicoproteico prodotto negli esseri umani dai reni e in misura minore dal fegato, che ha come funzione principale regolare l'eritropoiesi. L'eritropoietina o EPO è un ormone glicoproteico prodotto negli esseri umani dai reni e in misura minore dal fegato, che ha come funzione principale regolare l'eritropoiesi.ormonerenifegatoeritropoiesiormonerenifegatoeritropoiesi E’ utilizzata di routine nel trattamento dell’anemia nei pazienti con patologia renale cronica L'EPO è molto utilizzata come doping degli atleti, in particolare negli sport di fondo, come ad esempio il ciclismo e lo sci di fondo, in quanto tende ad aumentare il livello di globuli rossi nel sangue (con l'aumento di ematocrito ed emoglobina) migliorando così lo scambio d'ossigeno ed aumentando la resistenza all'esercizio fisico. dopingciclismosci di fondoglobuli rossiematocritoemoglobinadopingciclismosci di fondoglobuli rossiematocritoemoglobina

63 SISTEMA IMMUNITARIO ALTRI FATTORI DI CRESCITA ALTRI FATTORI DI CRESCITA G-CSF fattore stimolante le colonie granulocitarie G-CSF fattore stimolante le colonie granulocitarie GM-CSF fattore stimolante le colonie granulocito- macrofagiche GM-CSF fattore stimolante le colonie granulocito- macrofagiche Nel trattamento della leucopenia in corso di mielodisplasia, disordini mieloproliferativi, anemia aplastica, AIDS. Nel trattamento della leucopenia in corso di mielodisplasia, disordini mieloproliferativi, anemia aplastica, AIDS.

64 CLASSIFICAZIONE DELLE REAZIONI IMMUNOPATOGENE Quando una reazione immunitaria determina la comparsa di una manifestazione patologica assume il ruolo di e il nome di reazione immunopatogena. Quando una reazione immunitaria determina la comparsa di una manifestazione patologica assume il ruolo di e il nome di reazione immunopatogena. I REAZIONI ANAFILATTICHE O ATOPICHE I REAZIONI ANAFILATTICHE O ATOPICHE II REAZIONI CITOLITICHE O CITOTOSSICHE II REAZIONI CITOLITICHE O CITOTOSSICHE III REAZIONI DI ARTHUS O DI IMMUNOCOMPLESSI III REAZIONI DI ARTHUS O DI IMMUNOCOMPLESSI IV REAZIONI DI TIPO RITARDATO O TUBERCOLINICO IV REAZIONI DI TIPO RITARDATO O TUBERCOLINICO

65 IPERSENSIBILITA’ DI I TIPO : REAZIONI ANAFILATTICHE ED ATOPICHE Quando un individuo previamente sensibilizzato dal contatto con un particolare antigene viene una seconda volta a contatto con lo stesso manifesta una reazione anafilattica. Quando un individuo previamente sensibilizzato dal contatto con un particolare antigene viene una seconda volta a contatto con lo stesso manifesta una reazione anafilattica. L’anafilassi è la comparsa in corso di risposta secondaria di IgE specifiche verso l’antigene. L’anafilassi è la comparsa in corso di risposta secondaria di IgE specifiche verso l’antigene. Nell’uomo l’anafilassi sistemica o shock analfilattico si manifesta con pallore, perdita di coscienza, respiro superficiale e frequente polso impercettibile, notevole ipotensione, morte che puo’ sopravvenire in pochi minuti. Le forme attenuate sono caratterizzate da nausea, vomito, orticaria e dispnea asmatiforme. Nell’uomo l’anafilassi sistemica o shock analfilattico si manifesta con pallore, perdita di coscienza, respiro superficiale e frequente polso impercettibile, notevole ipotensione, morte che puo’ sopravvenire in pochi minuti. Le forme attenuate sono caratterizzate da nausea, vomito, orticaria e dispnea asmatiforme. L’anafilassi puo’ essere locale inoculazione per via cutanea di un antigene. L’anafilassi puo’ essere locale inoculazione per via cutanea di un antigene.

66 ANAFILASSI L’immunizzazione (sensibilizzazione) delle reazioni di I tipo puo’ avvenire : L’immunizzazione (sensibilizzazione) delle reazioni di I tipo puo’ avvenire : Per via inalatoria (polline, polvere..) Per via inalatoria (polline, polvere..) Per via alimentare (pesce, latte, uova) Per via alimentare (pesce, latte, uova) Per via transcutanea (punture di insetti, somministrazioni di farmaci..) Per via transcutanea (punture di insetti, somministrazioni di farmaci..) Gli anticorpi coinvolti sono le IgE che esplicano i loro effetti biologici legando due tipi di recettori presenti su vari tipi di cellule: Gli anticorpi coinvolti sono le IgE che esplicano i loro effetti biologici legando due tipi di recettori presenti su vari tipi di cellule: Mastociti, basofili, eosinofili. Mastociti, basofili, eosinofili.

67 REAZIONI DI IPERSENSISBILITA DI II TIPO: CITOTOSSICHE Le reazioni citotossiche riguardano abitualmente le cellule del sangue e le cellule endoteliali; le cellule maggiormente coinvolte sono i globuli rossi. Sono dovute all’interazione tra anticorpi circolanti ed antigeni di superficie presenti sulle membrane delle cellule. (sistemi ABO e Rh). A tale reazione subentra la distruzione delle cellule bersaglio dovuta alla lisi mediata dal complemento o da cellule killer. Le reazioni citotossiche riguardano abitualmente le cellule del sangue e le cellule endoteliali; le cellule maggiormente coinvolte sono i globuli rossi. Sono dovute all’interazione tra anticorpi circolanti ed antigeni di superficie presenti sulle membrane delle cellule. (sistemi ABO e Rh). A tale reazione subentra la distruzione delle cellule bersaglio dovuta alla lisi mediata dal complemento o da cellule killer.

68 E’ caratterizzata dalla formazione di complessi immuni (antigene- anticorpo) E’ caratterizzata dalla formazione di complessi immuni (antigene- anticorpo) L’antigene solubile si complessa con l’anticorpo lungo le pareti dei vasi, questo complesso attiva il complemento e vengono rilasciati i complessi C3 e C5 che richiamano neutrofili e piastrine che fagocitano i complessi immuni liberando enzimi lisosomiali che danneggiano gli organi bersaglio. L’antigene solubile si complessa con l’anticorpo lungo le pareti dei vasi, questo complesso attiva il complemento e vengono rilasciati i complessi C3 e C5 che richiamano neutrofili e piastrine che fagocitano i complessi immuni liberando enzimi lisosomiali che danneggiano gli organi bersaglio. Le malattie da IC si manifestano preferenzialmente a carico di alcuni organi (reni e articolazioni) che favoriscono la deposizione degli IC per particolari caratteristiche anatomiche: lento flusso sanguigno, scarso numero di fagociti, endotelio fenestrato ecc. Le malattie da IC si manifestano preferenzialmente a carico di alcuni organi (reni e articolazioni) che favoriscono la deposizione degli IC per particolari caratteristiche anatomiche: lento flusso sanguigno, scarso numero di fagociti, endotelio fenestrato ecc. Manifestazioni cliniche: endocarditi, vasculiti, glomerulonefriti, arteriti. Manifestazioni cliniche: endocarditi, vasculiti, glomerulonefriti, arteriti. REAZIONI DI IPERSENSISBILITA DI III TIPO

69 Il termine di ipersensibilità ritardatsa venne usato nel 1921 per denominare una reazione eritemato-induritiva evocata dall’infiltrazione intradermica dii antigeni batterici in soggetti precedentemente sensibilizzati all’antigene in causa. Il termine di ipersensibilità ritardatsa venne usato nel 1921 per denominare una reazione eritemato-induritiva evocata dall’infiltrazione intradermica dii antigeni batterici in soggetti precedentemente sensibilizzati all’antigene in causa. Ritardata perche il tempo necessario che si evidenzi è di alcuni giorni. Ritardata perche il tempo necessario che si evidenzi è di alcuni giorni. E’ una reazione immune dovuta all’azione dei linfociti T antigeni specifici e le cui cellule effettrici finali sono rappresentate dai macrofagi. E’ una reazione immune dovuta all’azione dei linfociti T antigeni specifici e le cui cellule effettrici finali sono rappresentate dai macrofagi. Questa reazione è alla base dei meccanismi difensivicontro batteri, virus, miceti, protozoi. Questa reazione è alla base dei meccanismi difensivicontro batteri, virus, miceti, protozoi. Reazione cutanea alla tubercolina.L’inoculo intradermico di derivati antigenici di natura proteica del bacillo tubercolare (tubercolina PPD) causano eritema nella zona dell’inoculo e indurimento per l’accumulo di monociti, lnfociti e macrofagi intorno alle piccole vene del derma responsabili dell’indurimento del derma. Reazione cutanea alla tubercolina.L’inoculo intradermico di derivati antigenici di natura proteica del bacillo tubercolare (tubercolina PPD) causano eritema nella zona dell’inoculo e indurimento per l’accumulo di monociti, lnfociti e macrofagi intorno alle piccole vene del derma responsabili dell’indurimento del derma. REAZIONI DI IPERSENSISBILITA DI IV TIPO : ipersensibilità ritardata


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