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IL FUMO Istituto Comprensivo Renato Moro a. s. 2014 D. A. S. Studio eseguito dagli alunni della Classe 2° A - B.

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1 IL FUMO Istituto Comprensivo Renato Moro a. s D. A. S. Studio eseguito dagli alunni della Classe 2° A - B

2 Ma che cos'è una sigaretta? Quel cilindretto bianco di carta arrotolata al cui interno si trovano foglie di tabacco essiccate (e trattate con additivi chimici, sostanze aromatiche tenute “segrete” dalle aziende produttrici) prende il nome di “sigaretta”. Come funziona Dopo l’accensione del tabacco,per favorirne la combustione si aspira con la bocca. La combustione del tabacco e della carta, sviluppa un fumo in cui sono contenuti migliaia di composti di cui circa identificati Di questi un centinaio sono tossici,irritanti e cancerogeni. La maggior parte di queste sostanze (tossiche e meno tossiche) si formano durante la combustione e la qualità e quantità di queste dipende: a) dalla temperatura che viene raggiunta (dai 600 agli 800 °C) b) dalla lunghezza della sigaretta c) dalla presenza o meno del filtro e dal tipo di filtro d) dalla forza con cui si aspira il fumo

3 La “soddisfazione” e la “gratificazione del fumatore” – la nicotina L'inalazione del fumo fa arrivare in pochi secondi al cervello una sostanza piuttosto potente chiamata “nicotina” che provoca un’azione rilassante ed eccitante allo stesso tempo cioè uno stato di gratificazione riducendo l’ansia e favorendo il rilassamento. Qualche controindicazione La nicotina è però una sostanza molto potente che è in grado di provocare dipendenza e assuefazione: in una sigaretta si possono trovare quantità variabili di nicotina di cui però soltanto una piccola quantità passa nel fumo e da qui nei polmoni e poi nel cervello (si stima che ne venga assorbita circa 1 milligrammo per sigaretta fumata). I suoi effetti migliori di stimolo e rilassamento si realizzano con piccole dosi: quantità più elevate possono bloccare la trasmissione nervosa e una somministrazione unica di 60 mg è mortale per l’uomo.

4 L’astinenza da nicotina I fumatori incalliti, assuefatti dalla nicotina, tentano di mantenere costanti i livelli di questa sostanza nel cervello cercando di reintegrarla ogni 15/30 minuti (il tempo utile all’organismo per eliminarla) fumando un’altra sigaretta Se questo non avviene si manifestano i sintomi di astinenza caratterizzati dalla voglia irrefrenabile di fumare: irritabilità, ansia, irrequietezza, impazienza, aumento dell'appetito, difficoltà a dormire, difficoltà nella concentrazione, depressione ed altro. Per le sue capacità di provocare una “tossicodipendenza”, dal 1988 la nicotina è assimilata ad altre droghe, al pari degli oppiacei, cocaina e anfetamine.

5 I DANNI DERIVATI DAL CONSUMO DI SIGARETTE L'assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita. Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l'apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono i più bersagliati. Più precisamente sono determinanti: età di inizio numero di sigarette giornaliere numero di anni di fumo inalazione più o meno profonda del fumo

6 DANNI ALLA SALUTE PROVOCATI DAL FUMO Danni all’organismo I danni e le patologie la cui insorgenza la comunità scientifica ritiene il tabagismo concorrente, sono, per organo: Danni ai polmoni Tumore al polmone Altre patologie al sistema respiratorio Danni al cuore e al sistema circolatorio Danni alla pelle Danni al sistema riproduttivo Nelle donne il tabagismo può influire negativamente sullo sviluppo del feto, Danni ad altri organi (fegato, laringe, faringe, corde vocali, seno, pancreas, reni, stomaco, vescica, cartilagine e midollo osseo

7 Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono oltre un miliardo e cento milioni le persone che fumano prodotti a base di tabacco, la diffusione è in continuo aumento. Un’indagine recente indica che il 32% degli italiani fuma, in prevalenza maschi, ma il vizio si sta espandendo anche tra le donne. In genere si incomincia a fumare nell’adolescenza: si inizia con poche sigarette e poi si finisce per fumare sempre di più. La nicotina influenza il cervello, il sistema endocrino, il comportamento.

8 Danni per i giovanissimi Il fumo fa male a tutti, ma a chi ha meno di 20 anni fa malissimo. Gli studiosi hanno esaminato per 9 anni i polmoni di 5000 ragazzi e ragazze dai 10 ai 18 anni. I risultati sono impressionanti: anche con “sole” 15 sigarette al giorno, la capacità respiratoria diminuisce del 5%. Come dissuadere i giovani dal fumo Persuaderli a smettere di fumare facendo leva sulle malattie causate dal fumo, a questa età non serve a nulla. Solo tra i 10 e i 13 anni i ragazzi si lasciano indirizzare dai genitori e dai divieti espliciti. Negli adolescenti tra gli 14 e i 19 anni, invece, ad influire in maniera determinante sono gli esempi concreti: di genitori non fumatori, fratelli maggiori e persone speciali. Questo risultato dovrebbe incoraggiare i genitori a cui sta a cuore la salute dei figli a smettere di fumare

9 Le raccomandazioni del "Center for Disease Control and Prevention" di Atlanta (USA) che indicano di: iniziare con l’educazione alla prevenzione del tabagismo dalla Scuola dell’infanzia e continuare fino alla Scuola secondaria di secondo grado, intensificando gli interventi nella Scuola Primaria e Secondaria di primo grado; realizzare programmi di formazione specifici per gli insegnanti; coinvolgere genitori e famigliari nel sostegno dei programmi di prevenzione del tabagismo a scuola; fornire conoscenze circa gli effetti a breve termine dell’uso di tabacco, le pressioni sociali e dei coetanei e far acquisire capacità specifiche per rifiutare la sigaretta; sostenere i tentativi di disassuefazione tra gli studenti ed il personale dalla Scuola che decide di smettere di fumare; valutare l’efficacia dei programmi ad intervalli regolari; applicare i regolamenti circa i divieti antifumo; In linea con le indicazioni dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), gli interventi di carattere legislativo rappresentano uno degli strumenti di salute pubblica più efficaci nella lotta al tabagismo. In particolare, le misure che tutelano i non fumatori dal fumo passivo, ovvero i divieti di fumo, hanno effetti positivi sia sui non fumatori che sui fumatori.

10 L’Italia è sempre stata all’avanguardia in Europa per quanto riguarda la tutela dei non fumatori. La prima norma in questo senso risale infatti al la Legge 3 del 16 gennaio 2003 (art. 51), “Tutela della salute dei non fumatori”, che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi (compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre, centri sportivi), con le sole eccezioni dei locali riservati ai fumatori e degli ambiti strettamente privati (abitazioni civili). La legge non prevede un obbligo, ma concede la possibilità di creare locali per fumatori, le cui caratteristiche strutturali e i parametri di ventilazione sono stati definiti con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2003, che prevede anche le misure di vigilanza e sanzionamento delle infrazioni.

11 LA PREVENZIONE SIGNIFICA SALUTE E RISPARMIO

12 Investire in prevenzione vuole dire migliorare le condizioni e la qualità della vita e del lavoro, risparmiare danni, drammi, costi sociali e sanitari.


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