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GENITORI PERFETTI? NO GRAZIE! Il bullismo: fra emozione e prevenzione.

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Presentazione sul tema: "GENITORI PERFETTI? NO GRAZIE! Il bullismo: fra emozione e prevenzione."— Transcript della presentazione:

1 GENITORI PERFETTI? NO GRAZIE! Il bullismo: fra emozione e prevenzione

2 Ne vittime ne colpevoli Come affrontare il tema? SMINUIRE “sono ragazzi, queste cose succedevano anche alla mia età” “Non ti preoccupare non è successo niente” “Vedrai che se non gli dai retta smette di prenderti in giro” Se conosceste una donna che si trova in stato interessante, che ha già otto figli, tre dei quali sono sordi, due sono ciechi, uno è ritardato mentale e lei stessa ha la sifilide, le consigliereste di abortire CONOSCERE E RI-CONOSCERE Ponendosi domande PORTA ALLA NON CURA DEL PROBLEMA PORTA ALL’AZIONE CONSAPEVOLE PORTA ALLA CHIUSURA AL NON MOVIMENTO PREGIUDIZIO

3 Alcune tra le idee preconcette più diffuse sono: Il bullismo, in fondo, è solo “una ragazzata”. Il bullismo fa parte della crescita, è una fase normale che serve a “rafforzarsi”. Il bullismo è un fenomeno proprio delle zone più povere e degradate, è più diffuso nelle grandi città, nelle scuole e nelle classi più numerose. Il bullismo deriva dalla competizione per ottenere buoni voti a Il bullo ha una bassa autostima e al di là delle apparenze è ansioso e insicuro.

4 COSA NON È BULLISMO Una prima categoria di comportamenti non classificabili come bullismo è quella degli atti particolarmente gravi, che più si avvicinano ad un vero e proprio reato. Attaccare un coetaneo con coltellini o altri oggetti pericolosi, fare minacce pesanti, commettere furti di oggetti molto costosi compiere molestie o abusi sessuali non sono in alcun modo definibili come “bullismo”. Allo stesso modo, i comportamenti cosiddetti “quasi aggressivi”, che spesso si verificano tra coetanei, non costituiscono forme di bullismo. I giochi turbolenti e le “lotte”, particolarmente diffusi tra i maschi, o la presa in giro “per gioco” non sono definibili come bullismo in quanto implicano una simmetria della relazione, cioè una parità di potere e di forza tra i due soggetti implicati e una alternanza dei ruoli prevaricatore/prevaricato.

5 Cos’è il bullismo? Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima. Perché si possa parlare di bullismo è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti: i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento; c’è persistenza nel tempo: c’è asimmetria nella relazione, la vittima non è in grado di difendersi,

6 Quando si parla di bullismo non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno che fa o dice cose per avere potere su un’altra persona. Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso e include: i comportamenti del bullo quelli della vittima e anche di chi assiste (gli osservatori).

7 Proprio la maggioranza silenziosa costituisce una risorsa di grandissimo valore ed è fondamentale fare leva su di essa per ridurre la portata del bullismo: la mancanza di opposizione e l’adesione a una logica di omertà, infatti, contribuiscono a legittimare i comportamenti prepotenti e incentivano la loro perpetuazione. Sostenitore del bullo Agisce in modo da rinforzare il comportamento del bullo Difensore della vittima Prende le parti della vittima difendendola, consolandola o cercando di interrompere le prepotenze Maggioranza silenziosa esterno, indifferente, outsider Davanti alle prepotenze non fa nulla e cerca di rimanere al di fuori della situazione

8 Le forme del bullismo Due sono le principali forme di bullismo: diretto e indiretto. Il bullismo diretto è costituito dai comportamenti aggressivi e prepotenti più visibili e può essere agito in forme sia fisiche sia verbali. Mohamed è un ragazzino pakistano di 12 anni. Inserito da poche settimane in seconda media, nella scuola del paese in cui si è appena trasferito insieme ai genitori. Parole pronunciate in modo scorretto, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana, suscitano spesso l’ilarità dell’intera classe, istigata dall’atteggiamento provocatorio di un compagno che si rivolge ad Mohamed dicendo: “Ma come parli? Non sai parlare!”. Gli insegnanti si accorgono che anche durante i momenti di gioco il ragazzino viene preso in giro.

9 Il bullismo di tipo indiretto, invece, si gioca più sul piano psicologico, è meno evidente e più difficile da individuare, ma non per questo meno dannoso per la vittima. Esempi di bullismo indiretto sono l’esclusione dal gruppo dei coetanei, l’isolamento, l’uso ripetuto di smorfie e gesti volgari Elena è una bambina di 10 anni che frequenta la 5° elementare. Da qualche tempo un gruppetto di compagne diffonde pettegolezzi sul suo conto e sostiene che non si vesta alla moda, per allontanarla da Sofia, l’unica sua amica all’interno della classe. In seguito a ciò, Elena è spesso sola ed esclusa dal gruppo anche nei momenti di gioco.

10 INDICATORI : non porta a casa compagni di classe o coetanei non ha nessun amico per il tempo libero torna da scuola con vestiti stracciati o sgualciti è timoroso e riluttante nell’andare a scuola la mattina dorme male e fa brutti sogni chiede o ruba denaro alla famiglia rimprovera intimidisce minaccia danneggia cose tira calci, pugni, spinge

11 E io? che faccio… Consigli tascabili per genitori/educatori attenti: 1.DA PICCOLI :necessario che il bambino riconosca e comprenda le emozioni che entrano in campo (rabbia, aggressività, competizione, paura ecc.) ed è quindi opportuno sostenerlo nel riconoscimento, nella comprensione e nella gestione di tali emozioni. “Sembra proprio che tu sia (EMOZIONE). Me ne vuoi parlare?”. Questo aiuta il bambino a trovare delle parole per esprimere ciò che sente e quindi scaricare la tensione. 2. Per poter conoscere a fondo i sentimenti degli altri è necessario innanzitutto conoscere i propri.

12 ANCHE LA RABBIA E’ UN SENTIMENTO NORMALE CHE TUTTI PROVIAMO, SOPRATTUTTO NELLE SITUAZIONI DI CONFLITTO E BISOGNA IMPARARE A GESTIRLA

13 Io e il conflitto ESEMPI DI FRASI DA POTER USARE PER RICONOSCERE IL CONFLITTO: 1. Molte volte discutono o litigo quando… 2. Molte volte discutono o litigano a proposito di… 3. Un aspetto positivo di un litigio è:… 4. Un aspetto negativo del litigio è:… 5. Mi accaloro in una discussione o litigo quando… 6. Mi arrabbio quando i mio figlio… 7. Faccio arrabbiare mio figlio quando…

14 .. CON GLI ADOLESCENTI: Ecco 5 strategie che ci aiuteranno a rendere costruttivo un conflitto. 1.Non attaccare la persona ma il problemi 2.Non cercare di vincere facendo perdere l’altro, ma vincere insieme a lui/lei 3.Non cercare di dominare, intimidire o manipolare, ma discutere in modo diretto, onesto ed assertivo. 4.Non cercare nascostamente di bloccare il processo di risoluzione dei problemi, ma farli affiorare in modo che siano risolti in modo collaborativo. 5.Non concentriamoci solo sulle nostre necessità senza tenere in considerazione quelle degli altri. Cerchiamo piuttosto di vedere il mondo con gli occhi dell’altro, ascoltandolo attivamente.

15 Altre strategie: ESSERE ASSERTIVI: Lo stile più efficace per risolvere i propri problemi personali è quello assertivo, intendendo per assertività la capacità di affermare la propria posizione ed idea, difendendola senza aggressività e rispettando al contempo la posizione altrui, che può risultare anche diversa. … essere assertivi non significa riuscire sempre, ma operare nel migliore dei modi. >; >; >; >; >

16 LIBRO GRATUITO DI STRATEGIE E TECNICHE DI COMUNICAZIONE EMPATICA UTILI PER LE ATTIVITA’ DA PROPORRE A SCUOLA su%20empatia,%20emozioni.pdf DISPENSA SULLA GESTIONE DEL CONFLITTO CON PROGETTI DI INCLUSIONE PER I RAGAZZI CON DISAGIO SOCIALE QUADERNO DEL TELEFONO AZZURRO SUL BULLISMO GUIDA PER INSEGNATI E GENITORI n.Ins.Edu/quaderno_bullismo.pdf SITO DEL MIUR PER TROVARE INFORMAZIONI UTILI PER LE SCUOLE SULLA TEMATICA DEL BULLISMO

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