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Rosa Angela Fabio - lezioni Rosa Angela Fabio Università degli studi di Messina Psicologia Generale.

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Presentazione sul tema: "Rosa Angela Fabio - lezioni Rosa Angela Fabio Università degli studi di Messina Psicologia Generale."— Transcript della presentazione:

1 Rosa Angela Fabio - lezioni Rosa Angela Fabio Università degli studi di Messina Psicologia Generale

2 Rosa Angela Fabio - lezioni Il cervello e la mente Il cervello rappresenta tutta la conoscenza (Maffei, 1998). Nel cervello esiste una rappresentazione ordinata e precisa del corpo umano

3 Rosa Angela Fabio - lezioni homunculus Rappresentazioni più estese indicano aree cerebrali più ampie devolute al controllo sensoriale

4 Rosa Angela Fabio - lezioni Motor homunculus

5 Rosa Angela Fabio - lezioni Fenomeno dell’”arto fantasma” Ci sono pazienti che possono percepire l’esistenza di un arto dopo la sua amputazione La rappresentazione cerebrale dell’arto è intatta Se si stimola ad es. a livello chirurgico la corteccia occipitale visiva, anche a occhi chiusi si vedono dei punti luminosi

6 Rosa Angela Fabio - lezioni Il cervello è stato spesso paragonato a un calcolatore Si è provato a descrivere le funzioni cerebrali con la matematica nota, riducendo un sistema così complesso a un sistema semplice Insuccesso: i sistemi biologici si rinnovano nella struttura e nella funzione

7 Rosa Angela Fabio - lezioni grammi ( ) 100 miliardi di neuroni connessioni in ogni neurone =100 mila miliardi

8 Rosa Angela Fabio - lezioni Sistema nervoso encefalo Midollo spinale

9 Rosa Angela Fabio - lezioni Struttura encefalo 1. Cervello: corteccia cerebrale 2. Strutture sottocorticali: Talamo, ipotalamo, sistema limbico, tronco encefalico 3. Cervelletto:

10 Rosa Angela Fabio - lezioni Corteccia cerebrale: 4 lobi Pianificazione azione Controllo mov Emotività soc Sensazioni somatiche Immagine corporea visione Funz. Uditive Apprendimento Memoria emozioni

11 Rosa Angela Fabio - lezioni Centri del linguaggio, em. sn

12 Rosa Angela Fabio - lezioni Lo sviluppo del sistema nervoso Geni o ambiente? I geni che controllano il cervello sono meno di centomila (= uomo e scimmia) Il numero dei neuroni e delle connessioni sinaptiche (# uomo e scimmia) SELEZIONE DARWINIANA l’attività stessa del cervello controlla la stabilizzazione e l’eliminazione delle connessioni nervose, così come anche l’espressione di determinati geni I primi neuroni nel 42° g. dal concepimento 4 mesi prima della nascita sono già tutti presenti

13 Rosa Angela Fabio - lezioni Dopo la nascita nei primi anni di vita avviene uno strano processo: le connessioni sinaptiche dapprima si moltiplicano fino a raggiungere un numero che è anche 3 o 4 volte maggiore di quello osservato nell’adulto poi si riducono progressivamente (morte neuronale ≠ necrosi, che avviene in caso di lesioni o di altre cause patologiche)

14 Rosa Angela Fabio - lezioni al livello della sua connessione con le altre cellule, il neurone riceve un cibo, chiamato fattore neurotrofico, che lo tiene in vita; gli altri neuroni vengono eliminati. brain imaging e neuroimaging che misurano il metabolismo cerebrale, ritenuto proporzionale all’attività elettrica dei neuroni e in particolare delle connessioni sinaptiche; non esiste nessuna dimostrazione che correli positivamente la densità sinaptica, o il metabolismo cerebrale, alla prestazioni del cervello

15 Rosa Angela Fabio - lezioni I moduli cerebrali. Il cervello mostra esempi di organizzazione modulare; Zeki (1993): sistema visivo: i gruppi di neuroni si specializzano per determinare funzioni in modo relativamente indipendente dai neuroni circostanti; queste specializzazioni possono riguardare una determinata caratteristica dello stimolo;

16 Rosa Angela Fabio - lezioni la modularità delle aree corticali (specializzazione) non è mai completa, nel senso che esisterebbe un determinato modulo, e solo quello, per una certa funzione le tecniche di brain imaging indicano sempre un aumento della circolazione anche in aree diverse da quella ritenuta più direttamente responsabile estrapolazioni in campo psicologico: (Gardner) sostiene che esistono molteplici forme di intelligenza: eccellere in un tipo di intelligenza, non significa eccellere nell’intelligenza nel suo complesso

17 Rosa Angela Fabio - lezioni Plasticità nella prima infanzia e periodo critico Plasticità: capacità dei circuiti nervosi di variare la loro struttura e la loro funzione in risposta agli stimoli sensoriali e consentire l’adeguamento all’ambiente delle strutture nervose Proprietà della corteccia cerebrale; particolarmente attiva nella prima fase della vita postatale dura per tutto il corso della vita periodo critico (tempo di sintonizzazione del mondo cerebrale con il mondo esterno); a mondi diversi corrispondono cervelli diversi: se una determinata modalità sensoriale non riceve un’idonea stimolazione dal mondo esterno durante il periodo critico, se essa non si sviluppa adeguatamente e non si sviluppa affatto

18 Rosa Angela Fabio - lezioni Plasticità del sistema nervoso nell’adulto prima si credeva che il cervello, una volta finito il periodo di sviluppo e il periodo critico, diventasse una macchina definitiva, stabile, non più programmabile; le ricerche di questi ultimi 10 anni hanno messo in luce che anche il cervello adulto, seppure in modo molto ridotto, dimostra di essere ancora plastico; miglioramento delle abilità percettive o motorie in seguito ad esercizio; questo perfezionamento corrisponde alla riorganizzazione e all’ingrandimento dell’area corticale coinvolta nell’esercizio

19 Rosa Angela Fabio - lezioni Dogma: la fissità del cervello adulto: Per decenni si è ritenuto che il cervello avesse una struttura fissa, determinata fin dalla nascita, destinata a deteriorarsi col tempo Oggi: la neuroplasticità è permanente: il cervello ha la capacit à di creare nuovi neuroni anche in et à avanzata, di riprogrammare le proprie reti neurali, di superare danni provocati da traumi o malattie.

20 Rosa Angela Fabio - lezioni Rivoluzione copernicana: la scoperta della plasticità del cervello, soggetto a continui cambiamenti indotti dalle esperienze, dalle sostanze, dai rapporti con l’ambiente. La specializzazione del cervello non è fissata una volta per tutte dai geni, ma è anche il risultato di ciò che ci accade.

21 Rosa Angela Fabio - lezioni Il cervello si può “ammalare” in forza dell’interazione con l’ambiente Ma può avvenire anche il contrario: il pensiero e l’attività mentale possono modificare positivamente il pensiero.

22 Rosa Angela Fabio - lezioni La meditazione buddista, la preghiera cristiana, la terapia cognitivo- comportamentale possono modificare la struttura stessa del cervello. Io posso

23 Rosa Angela Fabio - lezioni Esperimenti Pascual-Leone (2005) ha chiesto a un gruppo di volontari di eseguire un semplice esercizio al pianoforte per 2 ore al giorno per una settimana. Risultati: l’area cerebrale deputata al movimento delle dita andava colonizzando le aree contigue, cioè un quantitativo sempre maggiore di corteccia cerebrale era delegata al compito.

24 Rosa Angela Fabio - lezioni Pascual-Leone La neuroplasticità non è solo la capacità di creare nuove sinapsi, cioè nuove connessioni fra neuroni, ma cambia la stessa funzione delle aree cerebrali.

25 Rosa Angela Fabio - lezioni Esperimento di Jeffrey Schwartz (2005) con soggetti con pensieri ossessivi-compulsivi (12 su 18) l’attività della corteccia orbitale frontale, centro del disturbo ossessivo, si era ridotta Esperimento di Richard Davidson: studio del cervello dei monaci (la meditazione aveva reso più attivi i circuiti della felicità)

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27 Diventare promotori consapevoli e attivi del processo di cambiamento, attraverso l’allenamento. Allenamento e volontà Applicazione intenzionale The will … has the power to change the brain … by activating adaptive circuitry. How someone thinks about thoughts can effect plastic changes in the brain.

28 Rosa Angela Fabio - lezioni Plasticità in seguito a lesione periferica è stata dimostrata in soggetti adulti una massiccia riorganizzazione delle cortecce sensoriali e motorie dopo la riduzione della stimolazione proveniente dalla periferia nel caso di lesioni periferiche o amputazioni; primi studi sulle scimmie (la lesione di un nervo periferico determina la comparsa di una zona corticale silente corrispondente alle cellule che sono state deprivate dei segnali provenienti dai recettori; in seguito, però, tale zona silente praticamente scompare perché le sue cellule corticali cominciano a rispondere alla stimolazione della cute adiacente a quella deprivata delle fibre afferenti; Si produce una riorganizzazione della mappa somatosensoriale: le cellule corticali che facevano parte, per modificazioni plastiche possono essere particolarmente rapide ed avvenire nell’ambito di pochi giorni;

29 Rosa Angela Fabio - lezioni il fatto che il cervello rimanga plastico, pone il problema se sia utile o addirittura necessario un esercizio cerebrale mirato a tenere il cervello in allenamento e in buona forma  sì, è utile perché: circuiti nervosi lasciati inoperosi diventano meno efficienti, talvolta con la conseguenza della perdita funzionale o strutturale di connessioni sinaptiche è noto anche l’inverso e cioè che un notevole traffico di impulsi nervosi nel circuito mantiene le connessioni in buona salute (e in speciali casi di allenamento può addirittura aumentare) l’allenamento cerebrale serve soprattutto a mantenere un funzionamento di base e a rallentare il fisiologico deterioramento della funzione nervosa che comunque inesorabilmente progredisce con l’età

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