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L A C OMUNICAZIONE E COLOGICA … ALCUNE TRAPPOLE DELLA COMUNICAZIONE E … ALCUNE POSSIBILITÀ DI SUPERAMENTO a cura di Gaetano de Bari Counselor Biosistemico.

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Presentazione sul tema: "L A C OMUNICAZIONE E COLOGICA … ALCUNE TRAPPOLE DELLA COMUNICAZIONE E … ALCUNE POSSIBILITÀ DI SUPERAMENTO a cura di Gaetano de Bari Counselor Biosistemico."— Transcript della presentazione:

1 L A C OMUNICAZIONE E COLOGICA … ALCUNE TRAPPOLE DELLA COMUNICAZIONE E … ALCUNE POSSIBILITÀ DI SUPERAMENTO a cura di Gaetano de Bari Counselor Biosistemico e Incaricato regionale al settore PNS Bari, 13 novembre 2011

2 Per entrare nel merito del tema proposto dalla Formazione Capi, come pattuglia PNS, pensiamo sia opportuno fare un passo indietro a quanto previsto dal Patto Associativo che stabilisce che la Comunità Capi “... cura l'attuazione del progetto educativo, l'unitarietà della proposta scout...”

3 concetti che implicano la necessità dello "sforzo", richiesto a ciascuna equipe di unità, di animare i ragazzi/e della "propria" unità, nell'ottica più ampia della proposta "unitaria" che la Co.Ca. dovrebbe aver fatto attraverso l'elaborazione del "progetto educativo di gruppo", a partire dai lupetti/coccinelle del proprio branco/cerchio, fino alla partenza degli R/S.

4 Con il Patto Associativo del 1974 emerge, cioè, un concetto di "corresponsabilità educativa" che costituisce una "rivoluzione culturale" soprattutto per i capi di provenienza ASCI, legati ad una tradizione consolidata di capo... "lupo solitario", abituato a svolgere il suo servizio educativo da solo, con l'eventuale aiuto di uno/due Rover, e che si confrontava con gli altri capi unità del proprio gruppo, in una "direzione di gruppo", che "è costituita dal Capo Gruppo, dall'Assistente Ecclesiastico del Gruppo, dai Capi ed Assistenti Ecclesiastici delle singole Unità; essa cura il buon andamento del Gruppo" (art. 54, Norme Direttive ASCI ).

5 Assicurare "il buon andamento del gruppo" è cosa ben diversa dal curare l'attuazione del progetto educativo e l'unitarietà della proposta scout, compiti che, come abbiamo visto prima, ora competono ad una intera Comunità Capi.

6 A conferma delle diverse situazioni di "gestione" del gruppo scout ASCI rispetto al gruppo scout AGESCI, ricordiamo che uno degli aspetti più problematici e frequenti che si verificava nei gruppi ASCI era la difficoltà di "dialogo" tra le unità (qualcuno la chiamava "politica dei cassetti chiusi" ), che tra l'altro comportava una notevole emorragia di ragazzi nei vari passaggi branco - reparto e reparto - clan (proprio perché mancava un reale dialogo tra capi, una reale proposta educativa "unitaria" di gruppo). Diversa era la situazione dei gruppi AGI, che già prima della costituzione dell'AGESCI si ispirava ad un modello organizzativo di gestione comunitaria dell'intero gruppo.

7 Probabilmente il concetto di "corresponsabilità educativa" di tutti i ragazzi del gruppo, come prevede il nostro Patto Associativo, ha bisogno ancora di supporti educativi che ne aiutino l'attuazione: abbiamo bisogno di educarci tutti al "gioco di squadra", che probabilmente aiuterebbe a risolvere alla radice il problema dell'insorgenza dei conflitti. La Comunicazione Ecologica può essere uno strumento al servizio del “gioco di squadra”

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9 Legge di Botti sulla collaborazione di staff Il lavoro di staff moltiplica il tempo di decisione per il quadrato del numero dei suoi membri.

10 Postulato di Mazzucchelli Gli argomenti sui quali si è tutti d’accordo richiedono ore di discussione.

11 Legge di Chierichetti del capo gruppo del capo gruppo Il capo gruppo non si lamenta mai dei programmi degli staff. Almeno finché non li ha letti. ESTENSIONE DI CARU’ Alcuni staff attirano critiche per il solo fatto di esistere.

12 FORMULA DI SANTICCHIA o «della produttività della CO.CA.» In ogni riunione, il 95% del tempo è occupato dalle varie ed eventuali.

13 ASSIOMA DI ERCOLINO All’assemblea di zona vanno tutti quelli che hanno finito le scuse.

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15 La Comunicazione Ecologica Con il termine «Comunicazione Ecologica» viene indicata l'applicazione dei principi ecologici alle relazioni umane: coltivare le risorse di ogni persona, rispettare la diversità e, nello stesso tempo, mantenere una coesione globale in modo che le persone possano agire insieme per un obiettivo comune.

16 Come nella natura, così tra gli esseri umani c'è un equilibrio tra bisogni individuali e crescita della totalità. Pertanto le parole chiave nella Comunicazione Ecologica sono: «Risorse» «Crescita»«Individualit໫Totalità»

17 Equilibrio tra individuo e gruppo: un dilemma che ha bisogno di una soluzione Ogni gruppo richiede un equilibrio tra il soddisfacimento dei bisogni individuali e il raggiungimento degli obiettivi generali. Le ideologie, capitalista e comunista, non sono riuscite a risolvere la questione dell'equilibrio ed è per questo che la nostra tradizione culturale scinde l'individuo dal suo gruppo.

18 I concetti di «individualismo» e «collettività» sembrano antagonistici invece che, come sono realmente, interdipendenti e reciprocamente utili. Il dilemma è: quale può essere la soluzione tra bisogni individuali e crescita del gruppo? La risposta è: l'ecologia.

19 La parola «ecologia» deriva dalla radice greca «oikos» (casa). Questo significa che l'uomo vive in una casa, e il suo significato è esteso alla natura e all'ambiente globale. Il punto è che l'uomo e l'ambiente che lo circonda richiedono un'integrazione.

20 Comunicazione ecologica: rispetto dell'individuo e del contesto Che cosa intendiamo, quindi, quando definiamo il divenire ecologico della comunicazione? Intendiamo che la comunicazione rispetta l'equilibrio tra i bisogni dell'individuo e gli scopi del gruppo.

21 Il «principio ecologico» nella comunicazione ci porta a rispettare l'individuo («rispettare la diversità») e nello stesso tempo a cooperare con il gruppo («rispettare il contesto»). Essa favorisce la reciproca crescita ed evoluzione della persona e del suo contesto ed evita che una parte subisca danno a vantaggio dell'altra.

22 «Coltivare le risorse»: espressione e processo decisionale Tutti quelli che appartengono al gruppo hanno il diritto di prendere la parola durante la discussione e quindi di condividere l'opportunità di prendere decisioni.

23 Coltivare le proprie risorse in una situazione di gruppo significa avere l'opportunità di usare le proprie piene capacità espressive nel discutere del progetto di gruppo: il problema, i fatti, le interpretazioni, le preferenze personali e le soluzioni collettive. «Coltivare le nostre risorse» significa anche che usiamo le nostre capacità permettendone con il loro uso, che esse crescano e si sviluppino Espressione e scelta decisionale rappresentano due di queste capacità fondamentali.

24 Il gruppo gerarchico non coltiva le nostre risorse in quanto il Leader domina la discussione e poi prende la decisione. Invece, il gruppo guidato dalla comunicazione ecologica si sforza di raggiungere un doppio obiettivo: a) la realizzazione di ogni membro (attraverso la piena espressione) b) il raggiungimento dello scopo collettivo.

25 Vi sono, tuttavia, alcuni problemi da superare. «Quanta espressione individuale! Che caos quanti conflitti!»: Cosa offre la Comunicazione Ecologica? Offre metodi di rigorosa autoregolazione ai membri del gruppo e un facilitatore aiuti a mantenere il flusso positivo della comunicazione.

26 … alcune trappole della comunicazione e alcune possibilità di SUPERAMENTO

27 Dogmatismo … dalla verità da mandar giù … “… tu devi/ puoi/...” “… noi dobbiamo/ proponiamo/...” “… si deve/ si propone/ …”

28 Dogmatismo … a idee su cui riflettere … “… io vedo cosi …” “… io credo/voglio che...” “… io sento...”

29 Moralismo … dall'espressione indiretta dei propri bisogni … Ognuno deve partecipare... Tutti noi dobbiamo considerare... Voi dovete riconoscere...

30 Moralismo … all'espressione diretta e liberante … Vorrei... Per quanto mi riguarda ritengo... Io sento che...

31 Dispersività … dal zig zag fra temi e questioni …... si infatti mi ricordo... … tutto ciò mi fa venire in mente... … a proposito, dobbiamo pensare anche...

32 Dispersività … alla fedeltà al tema … … possiamo tornare sul tema? … ciò che dici è interessante... lo possiamo discutere dopo?

33 Dispersività … alla fedeltà al tema … … possiamo tornare sul tema? … ciò che dici è interessante... lo possiamo discutere dopo?

34 Monopolizzazione … dalla logica del dominio di uno … “… nessuno ha mai niente da dire, quindi parlo io! …” “… bisogna riempire il tempo, tanto qui non parla nessuno...”

35 Monopolizzazione … ad uno spazio e un tempo su misura per tutti … “… prova a dire tutto ciò in maniera più sintetica...” “ciò che dici è importante, possiamo fermarci per discuterne?”

36 Dare giudizi “pesanti” … dalla logica del bianco/nero … E' una pessima idea ! Hai torto ! E' stato un fallimento !

37 Dare giudizi “pesanti” … ad una logica della complessità … Non sono d'accordo, ho una opinione diversa. Nella scelta che sostieni vedo più svantaggi che vantaggi. Vediamoli insieme. Ci sono conseguenze positive e altre negative...

38 Dare giudizi “pesanti” … ad una logica della complessità … Non sono d'accordo, ho una opinione diversa. Nella scelta che sostieni vedo più svantaggi che vantaggi. Vediamoli insieme. Ci sono conseguenze positive e altre negative...

39 comunque … il lavoro in Gruppo è essenziale. Ti permette di dare la colpa a qualcun altro. (Arthur Bloch – autore de «La Legge di Murphy»)


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