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COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (1919) RIVOLUZIONE SOVIETICA DEL 1917 DIRITTO PUBBLICO SOCIALE ADEGUATO AD UNA DEMOCRAZIA LIBERALE.

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1 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (1919) RIVOLUZIONE SOVIETICA DEL 1917 DIRITTO PUBBLICO SOCIALE ADEGUATO AD UNA DEMOCRAZIA LIBERALE

2 Art. 151 – L’ordinamento della vita economica deve corrispondere alle norme fondamentali della giustizia e tendere a garantire a tutti un’esistenza degna dell’uomo. In questi limiti è da tutelare la libertà economica dei singoli. Art. 151 – L’ordinamento della vita economica deve corrispondere alle norme fondamentali della giustizia e tendere a garantire a tutti un’esistenza degna dell’uomo. In questi limiti è da tutelare la libertà economica dei singoli. La costrizione legale è da ammettere solo per la reintegrazione del diritto violato, o per soddisfare esigenze preminenti di pubblico interesse. La costrizione legale è da ammettere solo per la reintegrazione del diritto violato, o per soddisfare esigenze preminenti di pubblico interesse. La libertà di commercio e di industria è garantita, nei limiti disposti con leggi del Reich. La libertà di commercio e di industria è garantita, nei limiti disposti con leggi del Reich.

3 Art. 153 – La proprietà è garantita dalla costituzione. Il suo contenuto ed i suoi limiti sono fissati dalla legge. Art. 153 – La proprietà è garantita dalla costituzione. Il suo contenuto ed i suoi limiti sono fissati dalla legge. L’espropriazione può avvenire solo se consentita dalla legge e nell’interesse collettivo. Salvo che la legge del Reich non disponga altrimenti, deve essere corrisposto all’espropriato un congruo indennizzo. Le controversie sorte circa l’ammontare del medesimo devono essere sottoposte al giudice ordinario, a meno che la legge del Reich non disponga altrimenti. Le espropriazioni da parte del Reich di beni dei Länder, dei Comuni e delle associazioni di pubblica utilità sono possibili solo dietro indennità. L’espropriazione può avvenire solo se consentita dalla legge e nell’interesse collettivo. Salvo che la legge del Reich non disponga altrimenti, deve essere corrisposto all’espropriato un congruo indennizzo. Le controversie sorte circa l’ammontare del medesimo devono essere sottoposte al giudice ordinario, a meno che la legge del Reich non disponga altrimenti. Le espropriazioni da parte del Reich di beni dei Länder, dei Comuni e delle associazioni di pubblica utilità sono possibili solo dietro indennità. La proprietà obbliga. Il suo uso, oltre che al privato, deve essere rivolto al bene comune. La proprietà obbliga. Il suo uso, oltre che al privato, deve essere rivolto al bene comune.

4 Art. 155 – La ripartizione ed utilizzazione delle terre sono controllate con lo scopo di impedire gli abusi e di assicurare ad ogni tedesco un’abitazione sana, ed a tutte le famiglie tedesche, specie a quelle numerose, una casa ed un patrimonio familiare corrispondenti ai loro bisogni. La legislazione sui beni di famiglia dovrà avere particolare considerazione per gli antichi combattenti. Le proprietà fondiarie possono essere espropriate quando ciò sia reso necessario per soddisfare il bisogno di abitazione, o per promuovere la colonizzazione interna, il dissodamento delle terre incolte, o lo sviluppo dell’agricoltura. I fedecommessi sono soppressi. Art. 155 – La ripartizione ed utilizzazione delle terre sono controllate con lo scopo di impedire gli abusi e di assicurare ad ogni tedesco un’abitazione sana, ed a tutte le famiglie tedesche, specie a quelle numerose, una casa ed un patrimonio familiare corrispondenti ai loro bisogni. La legislazione sui beni di famiglia dovrà avere particolare considerazione per gli antichi combattenti. Le proprietà fondiarie possono essere espropriate quando ciò sia reso necessario per soddisfare il bisogno di abitazione, o per promuovere la colonizzazione interna, il dissodamento delle terre incolte, o lo sviluppo dell’agricoltura. I fedecommessi sono soppressi. La coltivazione ed utilizzazione della terra è un dovere che i proprietari assumono di fronte alla collettività. L’aumento di valore dei terreni, che non derivi da un impiego di lavoro o di capitali sulla terra, deve essere rivolto a vantaggio della collettività. La coltivazione ed utilizzazione della terra è un dovere che i proprietari assumono di fronte alla collettività. L’aumento di valore dei terreni, che non derivi da un impiego di lavoro o di capitali sulla terra, deve essere rivolto a vantaggio della collettività. Tutte le ricchezze del suolo e le forze della natura economicamente utilizzabili sono da porre sotto la sorveglianza dello Stato, secondo le disposizioni della legge. Tutte le ricchezze del suolo e le forze della natura economicamente utilizzabili sono da porre sotto la sorveglianza dello Stato, secondo le disposizioni della legge.

5 Art. 157 – Il lavoro è posto sotto la speciale protezione del Reich. Il Reich provvede a rendere unitario il diritto del lavoro. Art. 157 – Il lavoro è posto sotto la speciale protezione del Reich. Il Reich provvede a rendere unitario il diritto del lavoro. Art. 159 – La libertà di coalizione per la conservazione e lo sviluppo delle condizioni di lavoro ed economiche è garantita ad ognuno, qualunque sia l’attività esercitata. Sono contrari alla legge tutti gli accordi e le misure che mirano a limitare o impedire questa libertà. Art. 159 – La libertà di coalizione per la conservazione e lo sviluppo delle condizioni di lavoro ed economiche è garantita ad ognuno, qualunque sia l’attività esercitata. Sono contrari alla legge tutti gli accordi e le misure che mirano a limitare o impedire questa libertà. Art. 161 – Il Reich organizza con la congrua partecipazione degli assicurati, un unitario sistema assicurativo allo scopo di tutelare la salute e la capacità di lavoro, di proteggere la maternità e di prevenire le conseguenze economiche della vecchiaia, delle malattie e degli incidenti della vita. Art. 161 – Il Reich organizza con la congrua partecipazione degli assicurati, un unitario sistema assicurativo allo scopo di tutelare la salute e la capacità di lavoro, di proteggere la maternità e di prevenire le conseguenze economiche della vecchiaia, delle malattie e degli incidenti della vita.

6 Art. 143 – All’educazione dei giovani deve provvedersi per mezzo di istituti pubblici formati con il contributo del Reich, dei Länder e dei Comuni. Art. 143 – All’educazione dei giovani deve provvedersi per mezzo di istituti pubblici formati con il contributo del Reich, dei Länder e dei Comuni. La formazione degli insegnanti deve essere regolata in modo uniforme dal Reich in base a principi sull’istruzione superiore, da valere in via generale. La formazione degli insegnanti deve essere regolata in modo uniforme dal Reich in base a principi sull’istruzione superiore, da valere in via generale. I diritti ed i doveri dei pubblici impiegati valgono anche per gli insegnanti delle scuole pubbliche. I diritti ed i doveri dei pubblici impiegati valgono anche per gli insegnanti delle scuole pubbliche.

7 Art. 145 – Vi è un obbligo generale d’istruzione. Esso si adempie, di norma, con la frequenza della scuola popolare, della durata di almeno otto anni scolastici, e delle scuole complementari annesse, fino al compimento del diciottesimo anno. L’istruzione ed i mezzi di apprendimento nelle scuole popolari e complementari sono gratuiti. Art. 145 – Vi è un obbligo generale d’istruzione. Esso si adempie, di norma, con la frequenza della scuola popolare, della durata di almeno otto anni scolastici, e delle scuole complementari annesse, fino al compimento del diciottesimo anno. L’istruzione ed i mezzi di apprendimento nelle scuole popolari e complementari sono gratuiti.

8 Art. 148 – In tutte le scuole si deve tendere a sviluppare la formazione morale, il sentimento civico, la virtù privata ed il valore professionale, nello spirito del germanesimo e con lo scopo della riconciliazione fra i popoli. Art. 148 – In tutte le scuole si deve tendere a sviluppare la formazione morale, il sentimento civico, la virtù privata ed il valore professionale, nello spirito del germanesimo e con lo scopo della riconciliazione fra i popoli. Nelle scuole pubbliche l’insegnamento deve essere impartito in modo da non ledere il sentimento di coloro che dissentono dalle opinioni della maggioranza. Nelle scuole pubbliche l’insegnamento deve essere impartito in modo da non ledere il sentimento di coloro che dissentono dalle opinioni della maggioranza.

9 Art. 109 – Tutti i tedeschi sono uguali innanzi alla legge. Art. 109 – Tutti i tedeschi sono uguali innanzi alla legge. Uomini e donne hanno di regola gli stessi diritti e doveri civici. Uomini e donne hanno di regola gli stessi diritti e doveri civici.

10 Art. 119 – Il matrimonio, quale fondamento della vita della famiglia, e del mantenimento e Art. 119 – Il matrimonio, quale fondamento della vita della famiglia, e del mantenimento e potenziamento della nazione, è posto sotto la speciale protezione della costituzione. Esso è fondato sull’uguaglianza dei due sessi. potenziamento della nazione, è posto sotto la speciale protezione della costituzione. Esso è fondato sull’uguaglianza dei due sessi. L’elevamento spirituale, la salute e lo sviluppo sociale della famiglia è compito dello Stato e dei Comuni. Le famiglie numerose hanno diritto ad un’adeguata assistenza. L’elevamento spirituale, la salute e lo sviluppo sociale della famiglia è compito dello Stato e dei Comuni. Le famiglie numerose hanno diritto ad un’adeguata assistenza. La maternità ha diritto alla protezione ed all’assistenza dello Stato. La maternità ha diritto alla protezione ed all’assistenza dello Stato.

11 COSTITUZIONE (LEGGE FONDAMENTALE) DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA COSTITUZIONE (LEGGE FONDAMENTALE) DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA SOVIETICA RUSSA FEDERATIVA SOVIETICA RUSSA (Approvata dal V Congresso panrusso dei Soviet nella sessione del 10 luglio 1918) (Approvata dal V Congresso panrusso dei Soviet nella sessione del 10 luglio 1918) La dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato, approvata dal III Congresso panrusso dei Soviet nel gennaio dell’anno 1918, e la Costituzione della Repubblica Sovietica, approvata dal V Congresso panrusso, costituiscono una unica legge fondamentale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. La dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato, approvata dal III Congresso panrusso dei Soviet nel gennaio dell’anno 1918, e la Costituzione della Repubblica Sovietica, approvata dal V Congresso panrusso, costituiscono una unica legge fondamentale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa.

12 Proponendosi come scopo fondamentale di sopprimere qualsiasi forma di sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, di abolire completamente la divisione della società in classi, di reprimere implacabilmente gli sfruttatori, di instaurare l’organizzazione socialista della società e di assicurare la vittoria del socialismo in tutti i Paesi, il III Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini delibera quanto segue: a) Nell’attuazione della socializzazione della terra, la proprietà privata sulla terra è abolita e tutto il complesso delle terre viene dichiarato patrimonio di tutto il popolo e trasferito ai lavoratori, senza alcun riscatto, su basi di uso egualitario della terra.

13 . Il III Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini ritiene che ora, nel momento della lotta decisiva del proletariato contro i suoi sfruttatori, non vi debba essere posto per questi ultimi in alcun organo del potere. Il potere deve appartenere interamente ed unicamente alle masse lavoratrici ed ai loro rappresentanti plenipotenziari: i Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini.. Il III Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini ritiene che ora, nel momento della lotta decisiva del proletariato contro i suoi sfruttatori, non vi debba essere posto per questi ultimi in alcun organo del potere. Il potere deve appartenere interamente ed unicamente alle masse lavoratrici ed ai loro rappresentanti plenipotenziari: i Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini.

14 COSTITUZIONE (LEGGE FONDAMENTALE) DELL’UNIONE DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE (Approvata dall’VIII Congresso (straordinario) dei Soviet dell’URSS il 5 dicembre 1936) (Approvata dall’VIII Congresso (straordinario) dei Soviet dell’URSS il 5 dicembre 1936) diritto-dovere al lavoro Il lavoro nell’URSS è obbligo ed impegno d’onore di ogni cittadino idoneo al lavoro, secondo il principio: «chi non lavora, non mangia» 118. I cittadini dell’URSS hanno diritto al lavoro, cioè diritto di ricevere un lavoro garantito e retribuito secondo la quantità e la qualità delle loro prestazioni

15 Diritti sociali 119. I cittadini dell’URSS hanno diritto al riposo I cittadini dell’URSS hanno diritto al riposo. Il diritto al riposo è assicurato dalla riduzione della giornata lavorativa fino a 7 ore per l’immensa maggioranza degli operai, dall’istituzione di congedi annuali per gli operai e gli impiegati con mantenimento del salario, e dalla predisposizione di un’ampia rete di sanatori, case di riposo e club, posta al servizio dei lavoratori. Il diritto al riposo è assicurato dalla riduzione della giornata lavorativa fino a 7 ore per l’immensa maggioranza degli operai, dall’istituzione di congedi annuali per gli operai e gli impiegati con mantenimento del salario, e dalla predisposizione di un’ampia rete di sanatori, case di riposo e club, posta al servizio dei lavoratori.

16 120. I cittadini dell’URSS hanno diritto all’assistenza materiale durante la vecchiaia, nonchè in caso di malattia e di perdita della capacità lavorativa. Questo diritto è assicurato dall’ampio sviluppo dell’assicurazione sociale degli operai e degli impiegati a carico dello Stato, dall’assistenza medica gratuita ai lavoratori, e dall’ampia rete di stazioni di cura messa a disposizione dei lavoratori.

17 I cittadini dell’URSS hanno diritto alla istruzione. Questo diritto è assicurato dall’istruzione elementare, generale ed obbligatoria, dal carattere gratuito dell’istruzione, compresa l’istruzione superiore, da un sistema di borse di studio statali per l’immensa maggioranza degli studenti delle scuole superiori, dall’insegnamento scolastico nella lingua materna e dall’organizzazione dell’insegnamento professionale, tecnico e agronomico gratuito per i lavoratori nelle officine, nei sovchoz(st), nelle stazioni di macchine e trattori e nei kolchoz(col).

18 122. Alla donna sono accordati nell’URSS diritti uguali a quelli dell’uomo in tutti i campi della vita economica, statale, culturale e socio-politica. La possibilità di esercitare questi diritti è assicurata dall’attribuzione alla donna dello stesso diritto dell’uomo al lavoro, alla retribuzione del lavoro, al riposo, all’assicurazione sociale e all’istruzione; dalla tutela, da parte dello Stato, degli interessi della madre e del bambino; dalla concessione di congedi di gravidanza alla donna, con mantenimento del salario, e da un’ampia rete di case di maternità, di nidi e di giardini d’infanzia Alla donna sono accordati nell’URSS diritti uguali a quelli dell’uomo in tutti i campi della vita economica, statale, culturale e socio-politica. La possibilità di esercitare questi diritti è assicurata dall’attribuzione alla donna dello stesso diritto dell’uomo al lavoro, alla retribuzione del lavoro, al riposo, all’assicurazione sociale e all’istruzione; dalla tutela, da parte dello Stato, degli interessi della madre e del bambino; dalla concessione di congedi di gravidanza alla donna, con mantenimento del salario, e da un’ampia rete di case di maternità, di nidi e di giardini d’infanzia.

19 Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell’URSS è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.

20 125. In conformità con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di consolidare il regime socialista, ai cittadini dell’URSS è garantita dalla legge: a) la libertà di parola; b) la libertà di stampa; c) la libertà di riunione e di comizi; d) la libertà di cortei e manifestazioni di strada. Questi diritti dei cittadini sono assicurati mettendo a disposizione dei lavoratori e delle loro organizzazioni le tipografie, le scorte di carta, gli edifici sociali, le strade, i mezzi di comunicazione e le altre condizioni materiali necessarie per il loro esercizio.

21 In conformità con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di sviluppare 1’autonomia organizzativa e l’attività politica delle masse popolari, è assicurato ai cittadini dell’URSS il diritto di unirsi in organizzazioni sociali: sindacati, consorzi cooperativi, organizzazioni della gioventù, organizzazioni sportive e di difesa, associazioni culturali, tecniche e scientifiche, mentre i cittadini più attivi e più coscienti provenienti dalle file della classe operaia e da altri strati di lavoratori si riuniscono nel Partito Comunista (bolscevico) dell’URSS, che è il reparto d’avanguardia dei lavoratori nella loro lotta per il consolidamento e lo sviluppo del regime socialista, e che rappresenta il nucleo direttivo di tutte le organizzazioni dei lavoratori, sia sociali che statali.

22 Costituzione italiana del 1948 azione sociale dello Stato Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

23 Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

24 Art. 34. La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

25 Art. 36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

26 Art. 38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata è libera.

27 Art. 39. L'organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. Art. 40. Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.

28 Art. 41. L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

29 NORIMBERGA: TRIBUNALE MILITARE INTERNAZIONALE CONTRO I DIRIGENTI DEL REGIME NAZISTA (AG. 1945) TRIBUNALE MILITARE INTERNAZIONALE: LA COSTITUZIONE, LA GIURISDIZIONE E LE FUNZIONI REGOLATE DA UN APPOSITO E SEPARATO STATUTO 4 GIUDICI: IN NUMERO EGUALE DA GRAN BRETAGNA, USA, FRANCIA E URSS.

30 PRIMA RIUNIONE: 20 NOV DURATA 10 MESI ANALISI DELLA POLITICA DELLA GERMANIA NAZISTA SENTENZA DELLA CORTE: 30 SETT. E 1° OTT CONDANNATI A MORTE MEDIANTE IMPICCAGIONE: H. GÖRING, J. VON RIBBENTROP, W. KEITEL, A. ROSENBERG, A. JODL, W. FRICK, J. STREICHER, H. FRANK, E. KALTENBRUNNER, F. SAUCKEL, A. SEYSS-INQUART, M. BORMANN (QUEST’ULTIMO IN CONTUMACIA); AL CARCERE A VITA: R. HESS, W. FUNK, E. REDER; PENE MINORI: K. DÖNITZ (10 ANNI), K. VON NEURATH (15 ANNI), B. VON SCHIRACH (20 ANNI), A. SPEER (20 ANNI); FURONO ASSOLTI F. VON PAPEN, H. SCHACHT E H. FRITZSCHE.

31 VERSO I DIRITTI UMANI POSITIVI: L’INIZIO DEL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO ADOTTATA DA 48 STATI IL 10 DICEMBRE 1948

32 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI Preambolo Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione; Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione; Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

33 Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni

34 L'ASSEMBLEA GENERALE, Proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

35 Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

36 Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. Articolo 4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. Articolo 5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

37 Articolo Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà. Articolo 18 Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti. Articolo 19 Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

38 Articolo Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. 2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione. Articolo Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. 3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

39 Artt diritti economici, sociali e culturali: lavoro eguale retribuzione per eguale lavoro remunerazione equa e sufficiente, integrata se necessario da altre misure di protezione sociale fondare e aderire a sindacati riposo e svago (limitazione orario di lavoro e ferie retribuite) tenore di vita sufficiente a garantire il benessere proprio e della propria famiglia cure mediche e ai servizi sociali necessari sicurezza in ogni caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla propria volontà istruzione che per le classi elementari deve essere pubblica ed obbligatoria e per quelle superiori accessibile a tutti in base al merito prendere parte alla vita culturale della comunità protezione degli interessi morali e materiali derivanti dalla propria opera

40 alle-donne-litalia-si-affaccia-al- novecento/3049/default.aspx alle-donne-litalia-si-affaccia-al- novecento/3049/default.aspx

41 CONVENZIONE SULL'ELIMINAZIONE DI TUTTE LE FORME DI DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DELLA DONNA (CEDAW) ADOTTATA DALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE IL 18 DICEMBRE ENTRATA IN VIGORE IL 3 SETTEMBRE STATI PARTE AL 2001: 166 RATIFICATA E RESA ESECUTIVA DALL'ITALIA CON LEGGE N. 132 DEL 14 MARZO IN VIGORE PER L'ITALIA DAL 10 LUGLIO 1985.

42 IV CONFERENZA MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE SULLE DONNE CONFERENZA DI PECHINO 1995 PROGRAMMA D’AZIONE PROGRAMMA D’AZIONE CAPITOLO I CAPITOLO I OBIETTIVI OBIETTIVI IL PROGRAMMA DI AZIONE TRACCIA LE LINEE DA SEGUIRE PER ATTRIBUIRE PIÙ POTERE ALLE DONNE. IL SUO OBIETTIVO È DI ACCELERARE L’APPLICAZIONE DELLE STRATEGIE FUTURE PER IL PROGRESSO DELLE DONNE (NAIROBI)(1) E LA RIMOZIONE DI TUTTI GLI OSTACOLI CHE SI FRAPPONGONO ALLA ATTIVA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE A TUTTE LE SFERE DELLA VITA PUBBLICA E PRIVATA, PER MEZZO DI UNA PIENA E COMPLETA PARTECIPAZIONE AI PROCESSI DECISIONALI DI NATURA SOCIALE, CULTURALE E POLITICA IL PROGRAMMA DI AZIONE TRACCIA LE LINEE DA SEGUIRE PER ATTRIBUIRE PIÙ POTERE ALLE DONNE. IL SUO OBIETTIVO È DI ACCELERARE L’APPLICAZIONE DELLE STRATEGIE FUTURE PER IL PROGRESSO DELLE DONNE (NAIROBI)(1) E LA RIMOZIONE DI TUTTI GLI OSTACOLI CHE SI FRAPPONGONO ALLA ATTIVA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE A TUTTE LE SFERE DELLA VITA PUBBLICA E PRIVATA, PER MEZZO DI UNA PIENA E COMPLETA PARTECIPAZIONE AI PROCESSI DECISIONALI DI NATURA SOCIALE, CULTURALE E POLITICA.

43 QUESTO SIGNIFICA ANCHE CHE IL PRINCIPIO DELLA CONDIVISIONE DEL POTERE E DELLE RESPONSABILITÀ DEVE ESSERE STABILITO TRA LE DONNE E GLI UOMINI NELLE CASE, NEI LUOGHI DI LAVORO E NELLE PIÙ AMPIE COMUNITÀ NAZIONALI E INTERNAZIONALI. L’UGUAGLIANZA TRA DONNE E UOMINI APPARTIENE ALLA SFERA DEI DIRITTI UMANI ED È UNA CONDIZIONE NECESSARIA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE, MA È ANCHE UN REQUISITO ESSENZIALE E FONDAMENTALE PER L’UGUAGLIANZA, LO SVILUPPO E LA PACE. UNA COLLABORAZIONE RINNOVATA, BASATA SULL’UGUAGLIANZA TRA DONNE E UOMINI, È LA CONDIZIONE NECESSARIA PER UNO SVILUPPO DUREVOLE AL SERVIZIO DEGLI INDIVIDUI. UN SOSTEGNO DI LUNGO PERIODO È ESSENZIALE AFFINCHÉ DONNE E UOMINI POSSANO LAVORARE INSIEME PER SE STESSI, PER I LORO FIGLI E PER LA SOCIETÀ, IN MODO DA POTER AFFRONTARE LE SFIDE DEL VENTUNESIMO SECOLO.

44 DONNE E COSTITUZIONE Il ruolo delle donne nella Costituente italiana

45 CODICE PISANELLI AUTORIZZAZIONE MARITALE 2. POTESTA’ SUI FIGLI SOLO AI PADRI 3. DIVIETO DI RICERCA DELLA PATERNITA’ 4. DIFFERENTE REGOLAZIONE ADULTERIO 5. DONNE NO TESTIMONI AI PROCESSI 6. NO DIRITTO DI VOTO ATTIVO E PASSIVO 7. NO ACCESSO A TUTTI GLI IMPIEGHI

46 1919 legge Sacchi n° 1176 abrogati gli articoli del Codice Civile che prevedevano l’autorizzazione maritale abrogati gli articoli del Codice Civile che prevedevano l’autorizzazione maritale riconosciuto alle donne il diritto di esercitare ogni professione e di accedere agli impieghi pubblici riconosciuto alle donne il diritto di esercitare ogni professione e di accedere agli impieghi pubblici Escluse dall’accesso alla magistratura, alla diplomazia ed alla giurisdizione militare. Escluse dall’accesso alla magistratura, alla diplomazia ed alla giurisdizione militare.

47 Riunione di s. sepolcro Riunione di s. sepolcro 23 marzo del 1919, 23 marzo del 1919, 1921 il patto di pacificazione; 1921 il patto di pacificazione; costituzione del partito comunista; costituzione del partito comunista; formazione dei blocchi nazionali; e l’ingresso in Parlamento di ben sessantacinque deputati fascisti formazione dei blocchi nazionali; e l’ingresso in Parlamento di ben sessantacinque deputati fascisti “marcia su Roma”, nell’ottobre del 1922, “marcia su Roma”, nell’ottobre del 1922,

48 IX Congresso Internazionale pro-suffragio femminile (9-18 maggio, Roma) IX Congresso Internazionale pro-suffragio femminile (9-18 maggio, Roma)

49

50 “Per ciò che riguarda il governo mi sento autorizzato a dichiarare che, salvo avvenimenti imprevedibili, il governo fascista si impegna a concedere il voto a parecchie categorie di donne, cominciando dal campo amministrativo.” Mussolini “Per ciò che riguarda il governo mi sento autorizzato a dichiarare che, salvo avvenimenti imprevedibili, il governo fascista si impegna a concedere il voto a parecchie categorie di donne, cominciando dal campo amministrativo.” Mussolini

51 “Non dovete credere che domani la vita della donna sarà dominata da quest’episodio. La vita della donna è dominata sempre dall’amore o per i figli o per un uomo. Se una donna ama suo marito vota per lui o per il suo partito. Se non lo ama gli ha già votato contro” “Non dovete credere che domani la vita della donna sarà dominata da quest’episodio. La vita della donna è dominata sempre dall’amore o per i figli o per un uomo. Se una donna ama suo marito vota per lui o per il suo partito. Se non lo ama gli ha già votato contro” B. Mussolini

52 “Non darò mai il voto alle donne [...]. La donna deve ubbidire. La mia opinione della sua parte nello Stato è d’opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente non deve essere schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare” “Non darò mai il voto alle donne [...]. La donna deve ubbidire. La mia opinione della sua parte nello Stato è d’opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente non deve essere schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare” B. Mussolini

53 “Il lavoro ove non è diretto impedimento, distrae dalla generazione, fomenta un’indipendenza e conseguenti mode fisiche e morali contrari al parto” “La donna che lascia le pareti domestiche per recarsi al lavoro, la donna che in promiscuità con l’uomo, gira per la strada, sugli autobus, deve diventare oggetto di riprovazione morale prima e più ora di sanzione legale” Mussolini

54 gennaio 1923 revisione delle assunzioni fatte durante la guerra; gennaio 1923 revisione delle assunzioni fatte durante la guerra; 1934 e 1938 disposizioni legislative limitano sia la possibilità d’accesso ad alcuni impieghi, che il numero di posti del settore pubblico (10%) e del settore privato (a discrezione) che le donne possono occupare; 1934 e 1938 disposizioni legislative limitano sia la possibilità d’accesso ad alcuni impieghi, che il numero di posti del settore pubblico (10%) e del settore privato (a discrezione) che le donne possono occupare; maggio 1923 con la riforma Gentile viene impedito alle donne di diventare presidi d’istituti di istruzione media; maggio 1923 con la riforma Gentile viene impedito alle donne di diventare presidi d’istituti di istruzione media; 1926 due decreti vietano alle donne l’insegnamento della storia e della filosofia nei licei; 1926 due decreti vietano alle donne l’insegnamento della storia e della filosofia nei licei; 1932 alle studentesse viene impedito l’accesso alla Scuola normale di Pisa alle studentesse viene impedito l’accesso alla Scuola normale di Pisa.

55 “Ero andata in quel di Legnano e tornavo una mattina con il primo tram, munita di un pacco abbastanza voluminoso di tritolo. A San Lorenzo salirono dei soldati tedeschi che perquisirono i viaggiatori. Avevo il mio pacco sulle ginocchia; nasconderlo? Dove e come? Chi erano i miei vicini? Rimasi immobile mentre guardavo fuori dal finestrino e pensavo: ‘Fra poco tocca a me, mi troveranno il tritolo, mi faranno scendere, mi fucileranno legata a quell’albero là fuori. Pazienza così doveva finire’. Invece finì bene. Ero l’ultima da perquisire e me ne stavo quieta con il mio pacco sulle ginocchia: i soldati tedeschi mi guardarono e se ne andarono senza disturbarmi” “Ero andata in quel di Legnano e tornavo una mattina con il primo tram, munita di un pacco abbastanza voluminoso di tritolo. A San Lorenzo salirono dei soldati tedeschi che perquisirono i viaggiatori. Avevo il mio pacco sulle ginocchia; nasconderlo? Dove e come? Chi erano i miei vicini? Rimasi immobile mentre guardavo fuori dal finestrino e pensavo: ‘Fra poco tocca a me, mi troveranno il tritolo, mi faranno scendere, mi fucileranno legata a quell’albero là fuori. Pazienza così doveva finire’. Invece finì bene. Ero l’ultima da perquisire e me ne stavo quieta con il mio pacco sulle ginocchia: i soldati tedeschi mi guardarono e se ne andarono senza disturbarmi” A. Merlin [E. Marinucci (a cura di), La mia vita, Giunti, 1989]

56 “Quella notte, per la prima volta in vita mia, mi sentii sommergere dalla disperazione. Avevo la sensazione che ormai non vi fosse più scampo. Non potevo neanche più lottare. Tutti sapevano ormai cosa fossero i campi della morte anche se nessuno era mai tornato a dire come vi si vivesse o piuttosto come vi si morisse. Era soprattutto la sensazione della mia impotenza che mi rodeva. Avevo vissuto come una combattente morire lottando non mi spaventava […]. Ma in Germania, sotto le torture o nella camera a gas, il mio corpo nel forno crematorio, nessuno avrebbe mai saputo come ero morta e i miei figli non avrebbero neppure saputo il luogo della mia sepoltura. Era una prospettiva troppo orribile” “Quella notte, per la prima volta in vita mia, mi sentii sommergere dalla disperazione. Avevo la sensazione che ormai non vi fosse più scampo. Non potevo neanche più lottare. Tutti sapevano ormai cosa fossero i campi della morte anche se nessuno era mai tornato a dire come vi si vivesse o piuttosto come vi si morisse. Era soprattutto la sensazione della mia impotenza che mi rodeva. Avevo vissuto come una combattente morire lottando non mi spaventava […]. Ma in Germania, sotto le torture o nella camera a gas, il mio corpo nel forno crematorio, nessuno avrebbe mai saputo come ero morta e i miei figli non avrebbero neppure saputo il luogo della mia sepoltura. Era una prospettiva troppo orribile” T. Noce, Rivoluzionaria professionale, Milano, 1975 T. Noce, Rivoluzionaria professionale, Milano, 1975

57 Il 25 ottobre per iniziativa dell’Udi si formò il Comitato pro-voto, che svolse la sua attività in un breve arco di tempo, dal 25 ottobre 1944 al 10 febbraio Il 25 ottobre per iniziativa dell’Udi si formò il Comitato pro-voto, che svolse la sua attività in un breve arco di tempo, dal 25 ottobre 1944 al 10 febbraio Il comitato era formato dalle rappresentanti della Democrazia cristiana, del Partito repubblicano, comunista, socialista, d’azione, liberale, della Sinistra cristiana, della Democrazia del lavoro e dell’Associazione pro-suffragio. Al momento della sua fondazione il Comitato si propose di fare Il comitato era formato dalle rappresentanti della Democrazia cristiana, del Partito repubblicano, comunista, socialista, d’azione, liberale, della Sinistra cristiana, della Democrazia del lavoro e dell’Associazione pro-suffragio. Al momento della sua fondazione il Comitato si propose di fare

58 Decreto Legislativo luogotenenziale 1° febbraio 1945, n. 23 Estensione alle donne del diritto di voto* Art. 1 Il diritto di voto è esteso alle donne che si trovino nelle condizioni previste dagli articoli 1 e 2 del testo unico della legge elettorale politica, approvato con Regio Decreto 2 settembre 1919 n Art.2 E' ordinata la compilazione delle liste elettorali femminili in tutti i Comuni. Per la compilazione di tali liste, che saranno tenute distinte da quelle maschili, si applicano le disposizioni del decreto legislativo Luogotenenziale 28 settembre 1944 n. 247, e le relative norme di attuazione approvate con decreto del Ministro per l'interno in data 24 ottobre 1944.

59 Art. 3 Oltre quanto stabilito dall'art.2 del decreto del Ministro per l'interno in data 24 ottobre 1944, non possono essere iscritte nelle liste elettorali le donne indicate nell'art. 354 del Regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 6 maggio 1940 n Art.4 Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come legge dello Stato. Addì, 1° febbraio 1945 * Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 1945 n. 22

60 DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 10 MARZO 1946, N°74* Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente Art. 7 Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e cittadine italiani che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di età, eccettuati i casi previsti dagli articoli 5,6,8,9,10,11 del presente decreto * Pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 1946, n° 60

61 21 dei 556 membri dell’Assemblea Costituente erano deputate. La Democrazia cristiana e il Pci furono i partiti che ottennero il maggior numero di elette, nove ciascuno: Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, per la Dc e Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, per il Pci. Il Partito socialista, nonostante il buon risultato complessivo, ebbe solo due elette: Bianca Bianchi ed Angelina Merlin. La ventunesima eletta Ottavia Penna Buscemi, che non collaborò in Aula con le colleghe, proveniva dal fronte dell’uomo qualunque. 21 dei 556 membri dell’Assemblea Costituente erano deputate. La Democrazia cristiana e il Pci furono i partiti che ottennero il maggior numero di elette, nove ciascuno: Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, per la Dc e Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, per il Pci. Il Partito socialista, nonostante il buon risultato complessivo, ebbe solo due elette: Bianca Bianchi ed Angelina Merlin. La ventunesima eletta Ottavia Penna Buscemi, che non collaborò in Aula con le colleghe, proveniva dal fronte dell’uomo qualunque.

62 DEMOCRAZIA CRISTIANA

63 ANGELA GUIDI CINGOLANI ELISABETTA CONCI FILOMENA DELLI CASTELLI LAURA BIANCHINI

64 MARIA DE UNTERRICHTER JERVOLINO VITTORIA TITOMANLIO MARIA FEDERICI MARIA NICOTRA ANGELA GOTELLI

65 PARTITO COMUNISTA

66 RITA MONTAGNANA TOGLIATTI TERESA NOCE LEONILDE IOTTI ADELE BEI

67 TERESA MATTEI NADIA GALLICO SPANO MARIA MADDALENA ROSSI ELETTRA POLLASTRINI ANGIOLA MINELLA

68 PARTITO SOCIALISTA

69 ANGELINA MERLIN BIANCA BIANCHI

70 PARTITO DELL’UOMO QUALUNQUE

71 OTTAVIA PENNA BUSCEMI

72

73 ASSEMBLEA COSTITUENTE II Sottocommissione ORDINAMENTO COSTITUZIONALE DELLO STATO III Sottocommissione DIRITTI E DOVERI ECONOMICI E SOCIALI I Sottocommissione DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI COMITATO DI REDAZIONE COMMISSIONE DEI 75

74 “Sono di genere femminile e quindi sempre infide”

75 PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

76 “non negavano l’uguaglianza ma tendevano con considerazioni marginali o di interpretazione a limitarne il contenuto” N. Spano

77 ART. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

78 III SOTTOCOMMISSIONE

79 “oltre che una funzione naturale della donna, oltre che una missione umana, anche una funzione sociale, perché su di essa si basa la famiglia, perno della società, perché essa crea le nuove generazioni, avvenire dell’Italia” “oltre che una funzione naturale della donna, oltre che una missione umana, anche una funzione sociale, perché su di essa si basa la famiglia, perno della società, perché essa crea le nuove generazioni, avvenire dell’Italia” T. Noce

80 BOZZA DI ARTICOLO “La Repubblica riconosce che è interesse sociale la protezione della maternità e dell’infanzia. In particolare le condizioni di lavoro devono consentire il completo adempimento delle funzioni e dei doveri della maternità. Istituzioni previdenziali, assistenziali e scolastiche, predisposte o integrate ove occorra, dallo Stato, devono tutelare ogni madre e la vita e lo sviluppo di ogni fanciullo” “La Repubblica riconosce che è interesse sociale la protezione della maternità e dell’infanzia. In particolare le condizioni di lavoro devono consentire il completo adempimento delle funzioni e dei doveri della maternità. Istituzioni previdenziali, assistenziali e scolastiche, predisposte o integrate ove occorra, dallo Stato, devono tutelare ogni madre e la vita e lo sviluppo di ogni fanciullo”

81 ART. 30 È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

82 ART. 31 La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

83 UGUAGLIANZA NELLA FAMIGLIA

84 La condizione della donna nella famiglia “era ed è tuttora legata a condizioni arretrate che la pongono in stato d’inferiorità e fanno sì che la vita familiare sia per essa un peso e non fonte di gioia e aiuto per lo sviluppo della propria persona” La condizione della donna nella famiglia “era ed è tuttora legata a condizioni arretrate che la pongono in stato d’inferiorità e fanno sì che la vita familiare sia per essa un peso e non fonte di gioia e aiuto per lo sviluppo della propria persona” L. Iotti

85 ART. 29 La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

86 LAVORO

87 Il principio che “ due lavoratori di diverso sesso, ma che compiono lo stesso lavoro, spetta un ’ uguale retribuzione ” sarebbe stato comunemente accettato, come sarebbe stato comunemente accettato il principio che le “ condizioni di lavoro, per quanto riguarda la donna debbano consentire l ’ adempimento della sua funzione familiare e […] materna ” Il principio che “ due lavoratori di diverso sesso, ma che compiono lo stesso lavoro, spetta un ’ uguale retribuzione ” sarebbe stato comunemente accettato, come sarebbe stato comunemente accettato il principio che le “ condizioni di lavoro, per quanto riguarda la donna debbano consentire l ’ adempimento della sua funzione familiare e […] materna ” M. Federici

88 ART. 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

89 BOZZA DI ARTICOLO “Tutti i cittadini di ambo i sessi possono accedere agli uffici pubblici in condizioni d’eguaglianza, conformemente alle loro attitudini, secondo norme stabilite dalla legge” “Tutti i cittadini di ambo i sessi possono accedere agli uffici pubblici in condizioni d’eguaglianza, conformemente alle loro attitudini, secondo norme stabilite dalla legge”

90 “poiché le attitudini non si provano se non col lavoro; escludere le donne da determinati lavori significherebbe non provare mai la loro attitudine a compierli. Ma evidentemente qui c’è l’idea di creare una barriera nei riguardi delle donne. E tuttavia cosa può far pensare che le donne non siano capaci di accedere a posti direttivi? E che le donne non possano accedere alle cariche pubbliche, alle cariche dello Stato? È un pregiudizio, un preconcetto. “poiché le attitudini non si provano se non col lavoro; escludere le donne da determinati lavori significherebbe non provare mai la loro attitudine a compierli. Ma evidentemente qui c’è l’idea di creare una barriera nei riguardi delle donne. E tuttavia cosa può far pensare che le donne non siano capaci di accedere a posti direttivi? E che le donne non possano accedere alle cariche pubbliche, alle cariche dello Stato? È un pregiudizio, un preconcetto.

91 E del resto tutta la storia delle affermazioni femminili dimostra che sempre si sono dovuti superare dei preconcetti. Dobbiamo dunque arrivare a superare anche questa barriera. Abbiamo condotto le donne alle cattedre,le abbiamo ammesse negli ospedali in funzione di medici, le abbiamo ammesse nei laboratori chimici, le abbiamo ammesse dappertutto e mi pare che nessuno possa disconoscere la loro capacità di lavoro e il contributo da esse portato a tutte le attività anche culturali e scientifiche.” E del resto tutta la storia delle affermazioni femminili dimostra che sempre si sono dovuti superare dei preconcetti. Dobbiamo dunque arrivare a superare anche questa barriera. Abbiamo condotto le donne alle cattedre,le abbiamo ammesse negli ospedali in funzione di medici, le abbiamo ammesse nei laboratori chimici, le abbiamo ammesse dappertutto e mi pare che nessuno possa disconoscere la loro capacità di lavoro e il contributo da esse portato a tutte le attività anche culturali e scientifiche.” Maria Federici

92 EMENDAMENTO sopprimere: “conformemente alle loro attitudini, secondo le norme stabilite dalla legge”

93 ART. 51 Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

94 BOZZA DI ARTICOLO “I magistrati sono nominati con decreti del Presidente della Repubblica, su designazione del Consiglio superiore della Magistratura, in base a concorso seguito da tirocinio. Possono essere nominate anche le donne nei casi previsti dalle norme sull’ordinamento giudiziario” “I magistrati sono nominati con decreti del Presidente della Repubblica, su designazione del Consiglio superiore della Magistratura, in base a concorso seguito da tirocinio. Possono essere nominate anche le donne nei casi previsti dalle norme sull’ordinamento giudiziario”

95 1° EMENDAMENTO eliminare: “Possono essere nominate anche le donne nei casi previsti dalle norme sull’ordinamento giudiziario” 2° EMENDAMENTO aggiungere: “Le donne hanno diritto di accesso a tutti gli ordini e gradi della magistratura”

96 “le donne inadatte a giudicare per i motivi della scuola di Charcot riguardanti il complesso anatomo-fisiologico” “le donne inadatte a giudicare per i motivi della scuola di Charcot riguardanti il complesso anatomo-fisiologico”Molè

97 “negli alti gradi della magistratura, dove bisogna arrivare alla rarefazione del tecnicismo, è da ritenere che solo gli uomini possano mantenere quell’equilibrio di preparazione che più corrisponde, per tradizione a queste funzioni” “negli alti gradi della magistratura, dove bisogna arrivare alla rarefazione del tecnicismo, è da ritenere che solo gli uomini possano mantenere quell’equilibrio di preparazione che più corrisponde, per tradizione a queste funzioni”Leone

98 “abbiamo sentito portare avanti argomenti così triti e superficiali da generare, almeno in me, un senso di mortificazione. Abbiamo sentito citare argomenti di valore puramente accademico, che molto spesso mi hanno fatto ripensare a quella accolta di illustri accademici che perse il suo tempo per discutere se un pesce vivo pesasse più di un pesce morto! Si trattava di fare una semplice prova e di rimettersi alla bilancia. Ora anche qui, onorevoli colleghi, facciamo la prova, vediamo se la donna è veramente in grado di coprire le cariche che sono inerenti all’alto esercizio della magistratura […] e se qualcuno che siede qui ha la propria moglie che a casa fa la calza, non ritengo questo un argomento valido per invogliare una donna che chiede una toga ad accettare anziché una toga una calza” “abbiamo sentito portare avanti argomenti così triti e superficiali da generare, almeno in me, un senso di mortificazione. Abbiamo sentito citare argomenti di valore puramente accademico, che molto spesso mi hanno fatto ripensare a quella accolta di illustri accademici che perse il suo tempo per discutere se un pesce vivo pesasse più di un pesce morto! Si trattava di fare una semplice prova e di rimettersi alla bilancia. Ora anche qui, onorevoli colleghi, facciamo la prova, vediamo se la donna è veramente in grado di coprire le cariche che sono inerenti all’alto esercizio della magistratura […] e se qualcuno che siede qui ha la propria moglie che a casa fa la calza, non ritengo questo un argomento valido per invogliare una donna che chiede una toga ad accettare anziché una toga una calza” M. Federici

99 “L’Assemblea Costituente, considerato che l’articolo 48 garantisce a tutti i cittadini di ambo i sessi il diritto di accedere alle cariche elettive e agli uffici in condizione di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge, afferma che per quanto riguarda l’accesso della donna alla magistratura, l’articolo 48 contiene le garanzie necessarie per la tutela di questo diritto” “L’Assemblea Costituente, considerato che l’articolo 48 garantisce a tutti i cittadini di ambo i sessi il diritto di accedere alle cariche elettive e agli uffici in condizione di uguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge, afferma che per quanto riguarda l’accesso della donna alla magistratura, l’articolo 48 contiene le garanzie necessarie per la tutela di questo diritto”

100 ART. 106 Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso. Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso. La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli. La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli. Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori. Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

101 “qualche volta abbiamo avuto qualche dissenso e battibecco, però sapevamo di avere radici profondamente immerse nel vero humus della coscienza nazionale, partivamo cioè dalle nostre personali esperienze, sofferenze, rischi ecc.; alla ribalta di grandi responsabilità, per uno stimolo ed un impegno per un avvenire migliore” A. Gotelli “qualche volta abbiamo avuto qualche dissenso e battibecco, però sapevamo di avere radici profondamente immerse nel vero humus della coscienza nazionale, partivamo cioè dalle nostre personali esperienze, sofferenze, rischi ecc.; alla ribalta di grandi responsabilità, per uno stimolo ed un impegno per un avvenire migliore” A. Gotelli

102 1950 Viene approvata dopo una lungo dibattito in Parlamento e nel paese la legge 860/1950 sulla tutela fisica e economica della lavoratrice madre, relatrice Maria Federici. E' approvata anche la legge n.986/50 che proibisce il licenziamento delle lavoratrici madri, gestanti e puerpere 1963 Vengono approvate la legge n.66/63 che ammette le donne a tutti i pubblici uffici e a tutte le professioni (magistratura, polizia, giurie popolari ecc), la legge che vieta il licenziamento per matrimonio n. 7/63 e la legge di modifica a quella sulla tutela delle lavoratrici madri La Corte costituzionale dichiara incostituzionale la disuguaglianza dei sessi nella punizione dell'adulterio Legge 1044/1971 per l'assistenza all'infanzia che prevede l'istituzione di asili-nido pubblici. E' approvata anche la legge 1204/71 di riforma della legge sulla lavoratrice madre.

103 1975 E' approvata la legge n.151/75 di Riforma del diritto di famiglia che sanziona la parità dei coniugi E' approvata le legge n. 903/77 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro E' approvata la legge n. 898/78 sulla tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza E' istituita la Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio, presieduta da Elena Marinucci.

104 1991 E' approvata la legge 125/1991 sulle Azioni positive per la realizzazione delle pari opportunità nel campo del lavoro 1992 E' approvata la legge 215/92 sulle Azioni positive in favore della imprenditoria femminile Le quote furono introdotte nelle nuove leggi elettorali del Nelle liste fu prevista una norma antidiscriminatoria: una soglia minima di ⅓ per ciascun sesso, per le liste proporzionali delle amministrative; l’alternanza tra uomini e donne per le liste proporzionali delle politiche (che eleggono il 25% dei seggi della Camera dei Deputati).

105 1994 La nuova legge elettorale per la Camera basata su collegi uninominali maggioritari e una quota proporzionale statuisce l'alternanza fra uomini e donne nelle liste proporzionali E' approvata la legge sulla violenza sessuale. Il nuovo Governo Prodi, in cui sono tre le donne ministro e sette le sottosegretarie, nomina un Ministro per le Pari opportunità. Il nuovo Governo Prodi, in cui sono tre le donne ministro e sette le sottosegretarie, nomina un Ministro per le Pari opportunità E' approvata la nuova legge sui congedi di paternità.

106 2001 Legge Costituzionale 18 ottobre, n. 3 "Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione“ "Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione“2003 Legge Costituzionale 30 maggio, n. 1 "Modifica dell'art. 51 della Costituzione" “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. "Modifica dell'art. 51 della Costituzione" “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.” A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.”

107 “Non vi può essere oggi, […], a nostro avviso, un solo passo sulla via della democrazia, che non voglia essere solo formale ma sostanziale, non vi può essere un solo passo sulla via del progresso civile e sociale che non possa e non debba essere compiuto dalla donna insieme all’uomo” Teresa Mattei


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