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Programmazione e Controllo Parte I Prof. Gianfranco Cavazzoni Dipartimento Discipline Giuridiche ed Aziendali Università degli Studi di Perugia A.A. 2009/2010.

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1 Programmazione e Controllo Parte I Prof. Gianfranco Cavazzoni Dipartimento Discipline Giuridiche ed Aziendali Università degli Studi di Perugia A.A. 2009/2010

2 PARTE PRIMA Il bilancio di esercizio

3 L’applicazione dei criteri del “Rapporto Stiglitz”* ha come obiettivo quello di ribaltare il concetto di «benessere» così come dovrebbe emergere dalla valutazione del Pil e virare verso la ricerca di quei parametri che permettono di elaborare una vera e propria «nuova formula della felicità». Il benessere interno lordo (Bil) non guarda alla produzione industriale e alla ricchezza prodotta, ma punta l’attenzione su un mix di otto elementi:

4 le condizioni di vita materiali; le condizioni di vita materiali; la sanità; la sanità; l’istruzione; l’istruzione; le attività personali e culturali; le attività personali e culturali; la partecipazione alla vita politica; la partecipazione alla vita politica; l’ambiente; l’ambiente; la sicurezza; la sicurezza; i rapporti sociali i rapporti sociali * *Joseph E. Stiglitz è stato insignito del Premio Nobel per l’Economia nel 2001 insieme a G. A. Akerlof ed A. M. Spence per i suoi pionieristici studi in tema di informazione ed asimmetrie informative.

5 5 Il bilancio è un documento di minima ma attendibile informazione circa la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa ed il risultato economico dell’esercizio concluso di una impresa in normale funzionamento (interpretazione economico- aziendale). Il bilancio è un documento di minima ma attendibile informazione circa la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa ed il risultato economico dell’esercizio concluso di una impresa in normale funzionamento (interpretazione economico- aziendale). Il bilancio di esercizio secondo il D.Lgs 127/1991 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

6 6 Il bilancio è una rappresentazione strutturata della situazione patrimoniale e dei risultati economici di un’entità. Il bilancio è una rappresentazione strutturata della situazione patrimoniale e dei risultati economici di un’entità. La finalità del bilancio redatto per scopi di carattere generale è quella di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico e sui flussi finanziari di un’entità che siano di utilità per una vasta gamma di utilizzatori nell’assumere decisioni di carattere economico. La finalità del bilancio redatto per scopi di carattere generale è quella di fornire informazioni sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul risultato economico e sui flussi finanziari di un’entità che siano di utilità per una vasta gamma di utilizzatori nell’assumere decisioni di carattere economico. Il bilancio, inoltre, espone i risultati della conduzione amministrativa da parte della direzione aziendale delle risorse ad essa affidate. (IAS 1, c.7) Il bilancio, inoltre, espone i risultati della conduzione amministrativa da parte della direzione aziendale delle risorse ad essa affidate. (IAS 1, c.7) Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

7 77 Iter normativo Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia Artt. 2424, 2425, 2427 c.c. Direttive europee n. 78/660/CEE (conti annuali delle società) n. 83/349/CEE (bilanci consolidati) n. 86/635/CEE (conti annuali e consolidati delle banche ed altri istituti finanziari) n. 91/674/CEE (conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione) Recepimento D.Lgs. n. 87/1992 D.Lgs. n. 173/1997 D.Lgs. n.58/1998 (società che emettono titoli quotati in mercati regolamentati) D.Lgs. n. 127/1991 Principi IAS/IFRS e Circolare Banca d’Italia 262/05 Principi IAS/IFRS, D.Lgs. n. 209/05, Regolamenti ISVAP 4 aprile 2008 e 13 luglio 2007

8 8 Iter normativo Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia La globalizzazione dei mercati impone l’utilizzo di nuove norme. Dal 2002 l’Unione Europea adotta lo strumento del “Regolamento” Regolamento 1606/2002 (obbligo per le società quotate in mercati regolamentati di redigere il bilancio consolidato secondo i principi IASB a partire dall’esercizio 2005; istituzione EFRAG) Regolamento 1725/2003 (omologazione di 32 dei 34 principi emanati dallo IASB) Direttiva 2001/65/CEE (valutazione del “valore equo” per gli strumenti finanziari da recepire negli ordinamenti nazionali) Direttiva 2003/51/CEE (modifica precedenti direttive 78/660, 83/349, 86/635, 91/674)

9 9 Iter normativo Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia Per l’Italia viene approvata la Legge 366 del 3 ottobre 2001, quindi il D.Lgs. 6 del 17 gennaio 2003 con il quale si sostituisce, a decorrere dall’1/1/2004, il Capo V del Titolo V del Libro V del Codice civile. Successivamente, il D.Lgs. 394 del 30 dicembre 2003 introduce nuove norme del Codice civile (art bis in tema di fair value; p.6 bis dell’art. 2428, comma 2 in tema di relazione sulla gestione). In ultimo, il D.Lgs. 38 del 28 febbraio 2005 prevede una prima disciplina di adeguamento dell’impianto del TUIR alle innovazioni IAS.

10 10 Gli organi internazionali adibiti alla statuizione dei principi contabili internazionali Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia IASB International Accounting Standard Board (14 membri) Elabora ed approva IAS/IFRS IASCF Foundation International Acconting Standards Committee Foundation (2001) (19 membri) IFRIC (12 membri) International Financial Reporting Interpretations Committee Fornisce interpretazione IAS/IFRS SAC (30 membri) Standards Advisory Council Fornisce consigli a IASCF e IASB

11 11 Gli organi europei strumentali alla omologazione dei principi contabili internazionali Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia OIC Organismo Italiano di Contabilità (39 membri) EFRAG European Financial Reporting Advisory Group Organo tecnico composto da diverse organizzazioni professionali ARC Accounting Regolatory Committee Organo politico composto dai rappresentanti degli Stati membri COMMISSIONE EUROPEA APPROVAZIONE DEGLI STANDARD OMOLOGAZIONE

12 12 List of IAS/IFRS approved by the European Commission: Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The following is the updated list in January 2008 of IAS/IFRS approved by the European Commission: FrameworkFramework - Technical Summary IFRSs: IFRS 1IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards IFRS 2IFRS 2 Share-based Payment IFRS 3IFRS 3 Business Combinations IFRS 4IFRS 4 Insurance Contracts IFRS 5IFRS 5 Non-current Assets Held for Sale and Discontinued Operations IFRS 6IFRS 6 Exploration for and evaluation of Mineral Resources IFRS 7IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures IFRS 8IFRS 8 Operating Segments

13 13 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia IASs: IAS 1IAS 1 Presentation of Financial Statements IAS 2IAS 2 Inventories IAS 7IAS 7 Cash Flow Statements IAS 8IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors IAS 10IAS 10 Events After the Balance Sheet Date IAS 11IAS 11 Construction Contracts IAS 12IAS 12 Income Taxes IAS 14IAS 14 Segment Reporting IAS 16IAS 16 Property, Plant and Equipment IAS 17IAS 17 Leases IAS 18IAS 18 Revenue IAS 19IAS 19 Employee Benefits IAS 20IAS 20 Accounting for Government Grants and Disclosure of Government Assistance IAS 21IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates IAS 23IAS 23 Borrowing Costs IAS 24IAS 24 Related Party Disclosures List of IAS/IFRS approved by the European Commission:

14 14 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia IAS 26IAS 26 Accounting and Reporting by Retirement Benefit Plans IAS 27IAS 27 Consolidated and Separate Financial Statements IAS 28IAS 28 Investments in Associates IAS 29IAS 29 Financial Reporting in Hyperinflationary Economies IAS 30IAS 30 Disclosures in the Financial Statements of Banks and Similar Financial Institutions IAS 31IAS 31 Interests in Joint Ventures IAS 32IAS 32 Financial Instruments: Presentation IAS 33IAS 33 Earnings per Share IAS 34IAS 34 Interim Financial Reporting IAS 36IAS 36 Impairment of Assets IAS 37IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets IAS 38IAS 38 Intangible Assets IAS 39IAS 39 Financial Instruments: Recognition and Measurement IAS 40IAS 40 Investment Property IAS 41IAS 41 Agriculture List of IAS/IFRS approved by the European Commission:

15 15 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The IAS / IFRS financial statements model The international accounting standards in the financial statement identify a "structured representation" of the financial position and economic performance of the company, and it is divided into a functionally connected set of obligatory and integrative documents. The use of the term "structured representation" seems to explain the assumption that the description of each element of the financial statement, subject to observation and perception, should be done in a way that is not isolated from the others, but that descends from all reports and interdependencies that connect it with the system to which it belongs; and, the measuring value of the element itself is formed by using conventional and sometimes discretionary criteria, and is the result of predictions and conjectures compatible with actual conditions and with the perspective of the environment in which the company operates. The physiognomy of the outlined financial statement provides a model that is characterized by an order in which the individual parts are mutually linked by an internal connection that expresses the ultimate purpose of this document. In this sense, the IAS, apart from the allocation of the financial statement functions, provides information on financial positions, economic performance and cash flow, and specifies that this information be useful to a wide range of users in making economic decisions.

16 16 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The IAS / IFRS financial statements model These users are: i)The Shareholders, who are generally interested in estimating the worth of their investment in the company, and need helpful information to decide whether to buy, hold or sell the stocks; ii)Employees, who want information about the enterprise`s stability with respect to their job security, career and payment prospectives; iii)The financers, who are interested in verifying the solvency of the company; iv)The Suppliers and other commercial creditors, who want to understand if their credit will be paid by the agreed upon deadlines; v)The Customers, who are interested in acquiring information about the enterprise`s continuity; vi)The governments and public institutions, which are interested in the business activity both as recipients of taxes and as actuators of industrial policy rules; vii)The public, who are interested in information about progress and recent developments in the state of health and the fields of activity in which the company operates.

17 17 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The IAS / IFRS financial statements model Even though there is common knowledge available for all users, the standards say that if the financial statement is able to satisfy the investors' information needs, or those who provide full risk capital (shareholders), it will consequently also be able to satisfy the expectations of other users. In this sense, we can observe how the standards are "designed mainly to report useful information to the owners (present and future), rather than to be of use to the company: in other words, the financial statement has to offer as much information as possible on the probability, for the owners, to cash in their invested capital in a predictable period of time. The IAS proposes drawing up principles of the financial statement broken down into categories of "Recruitment Accounting" and "Qualitative Characteristics". The Recruitment accounting first, is placed at the top of the hierarchical pyramid of the postulates, that leads the drawing up of the annual report, includes the postulates: i) "the business going concern", which identifies the financial statements compared to other accounting documents, requiring drafting on the basis of the existence of a position of financial and economic stability which ensures durability of the enterprise ii) of "the accrual basis of accounting" which relates to revenues earned with costs borne - directly and indirectly - to produce the assets that were sold and vice versa.

18 18 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The IAS / IFRS financial statements model The "qualitative characteristics", placed on two different levels, are designed to make financial statements available in order to provide useful information to a wide range of users. The first level is composed of the principles: i) of "Comprehensibility", which is connected to the concept of intelligibility of financial statement data and is essentially related to structural characteristics and exhibition methods of the document ii ) of "Significance", which is connected to the concept of the usefulness of accounting information and concerns their ability to influence document users' economic decisions; iii) of "Reliability", which means the absence of errors or significant distortions and therefore reliability in the accounting informaton iv) of "comparability", which requires highlighting any change that took place during the construction model of the annual report, which could lead to misinterpretation of the annual changes in values of subscribers, making spatial and temporal comparisons difficult or impossible. The second level is arranged to specify the characters of "Reliability" and is composed of principles: i) of "faithful representation", which provide accurate guidance of accounting information and excludes the possibility of including unmeasurable or unreliable information about the company ii) of "Prevalence of substance over form", which requires recognition and representation in the annual report of transactions and management events in accordance with their substance and economic reality and not just according to their legal form iii) of "neutrality", which states that accounting information must be free of manipulations designed to achieve particular preconceptions iv) of "Prudence", which requires adequate caution in financial statement evaluations in order to avoid income and asset overstatements, or underestimation of costs and liabilities; v) of “Completeness”, which is set to ensure the absence of omissions related to specific instrumental objectives of specific interests of the authors.

19 I principi generali del bilancio secondo i principi contabili nazionali 1. Utilità del bilancio di esercizio per i destinatari e completezza dell’informazione 2. Prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali 3. Comprensibilità 4. Neutralità 5. Prudenza 6. Periodicità della misurazione del risultato economico e del patrimonio aziendale 7. Comparabilità 8. Omogeneità 9. Competenza 19

20 11. Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio 12. Il costo come criterio base delle valutazioni di bilancio dell’impresa in funzionamento 13. Conformità del complessivo procedimento di formazione del bilancio ai corretti principi contabili 14. Funzione informativa e completezza della nota integrativa e delle altre informazioni necessarie 15. Verificabilità dell’informazione 20

21 21 Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia The IAS / IFRS financial statements model IASB Accounting principles Recruitment accountingQualitative charatteristics Going concern Accrual basis accounting ComprehensibiliySignificanceReliabilityComparability faithful representation Prevalence of the substance over the form Prudence Relevance Neutrality Completeness

22 22 Le macroclassi nello schema di Stato Patrimoniale Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia Attività correnti Passività correnti Attività non correnti Passività non correnti

23 23 Gli schemi di conto economico A) PER NATURA Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia + RICAVI + ALTRI PROVENTI +/- VARIAZIONE RIMANENZE - MATERIE PRIME E MATERIALI DI CONSUMO UTILIZZATI - COSTI CONNESSI A BENEFICI PER I DIPENDENTI - - AMMORTAMENTI - ALTRI COSTI (PARZIALE COSTI TOTALI) = UTILE

24 24 Gli schemi di conto economico B) PER DESTINAZIONE Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia + RICAVI - COSTO DEL VENDUTO = UTILE LORDO + ALTRI PROVENTI - COSTI DI DISTRIBUZIONE - COSTI AMMINISTRATIVI - ALTRI COSTI = UTILE

25 25 La struttura civilistica del bilancio non consente di ottenere con immediatezza e dettaglio la conoscenza degli aspetti della gestione. Allo scopo vengono compiute elaborazioni che si avvalgono di tecniche di riclassificazione degli schemi di bilancio e di determinazioni di indici e di flussi Finalità principale: rilevare lo stato di salute dell’impresa per scopi di valutazione e controllo. Le analisi di bilancio Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

26 26 Le analisi per indici e flussi esprimono dei sintomi, degli indizi, degli spunti di riflessione Il grado di significatività delle analisi dipende: 1) dall’attendibilità dei valori dei bilanci di esercizio 2) dalla chiarezza e trasparenza delle sintesi contabili Documentazione necessaria: a) una serie temporale di bilanci di esercizio b) ulteriori notizie a carattere integrativo Il valore operativo delle analisi Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

27 27 La serie di bilanci è necessaria in quanto: a) l’azienda è un fenomeno di tempo; ciò che interessa non è l’entità assoluta del fenomeno stesso quanto il suo trend evolutivo o involutivo; b) i bilanci da comparare non dovrebbero superare il numero di tre o cinque (elementi distorsivi: inflazione); c) la serie può essere: c1) storica, ai fini del controllo c2) prospettica, ai fini della programmazione. Il valore operativo delle analisi segue Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

28 28 Scopo: fornire una adeguata rappresentazione degli IMPIEGHI e delle FONTI del capitale dell’impresa a) Le attività esprimono le forme di investimento delle risorse b) Le passività ed il netto esprimono le fonti di provenienza delle risorse La riclassificazione può avvenire secondo la logica: 1) finanziaria 2) gestionale Le di SP Le riclassificazioni di SP Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

29 29 La riclassificazione finanziaria si basa sulla velocità di conversione in moneta degli investimenti e finanziamenti Le attività sono ripartite: 1) attività correnti: investimenti da convertire in moneta nell’arco di 12 mesi 2) attività immobilizzate: investimenti da convertire in moneta in un periodo superiore a 12 mesi Le ATTIVITÀ CORRENTI si suddividono: 1) liquidità immediate, valori presenti in forma monetaria 2) liquidità differite, valori relativi ad elementi numerari 3) disponibilità, rimanenze di magazzino, ecc.. Le ATTIVITÀ IMMOBILIZZATE si suddividono in: materiali, immateriali, finanziarie Il criterio finanziario Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

30 30 Le passività si suddividono: 1) PASSIVITÀ CORRENTI (ESIGIBILITÀ), finanziamenti da rimborsare entro 1 anno, esse possono essere distinte in: 1a) esigibilità immediate, da estinguersi con moneta (debiti tributari) 1b) esigibilità differite, con una durata di qualche mese e soggette a possibili rinnovi 2) PASSIVITÀ CONSOLIDATE (REDIMIBILITÀ), finanziamenti da rimborsare oltre 1 anno 3) CAPITALE NETTO Il criterio finanziario segue Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

31 31 La distinzione operata consente di verificare se sussiste o meno una CORRELAZIONE TEMPORALE fra investimenti e finanziamenti. PRECISAZIONI di carattere generale: b) per i debiti a m/l termine con rimborso rateale va distinta la quota scadente entro i successivi 12 mesi ed iscritta fra le passività correnti c) i risconti passivi essendo valori economici sono da iscrivere nel capitale netto; tuttavia si possono riclassificare fra le passività correnti Il criterio finanziario segue Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

32 32 La riclassificazione gestionale permette di distinguere: 1) ATTIVITÀ CARATTERISTICHE, a loro volta distinte: 1a) strutturali o estranee alla gestione corrente (immobilizzazioni) 1b) gestione corrente, (magazzino, crediti, cassa) 2) ATTIVITÀ NON CARATTERISTICHE O ACCESSORIE 3) MEZZI PROPRI 4) MEZZI DI TERZI, a loro volta distinti: 4a) passività legate alla gestione corrente (debiti verso fornitori, debiti commerciali..) 4b) passività estranee alla gestione corrente (debiti verso banche, debiti finanziari…..) Il criterio gestionale Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

33 33 Il principio della destinazione delle poste deve essere sostituito con il criterio finanziario: A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: A1) parte richiamata  attivo circolante A2) parte non richiamata  riduzione capitale netto B) Immobilizzazioni: BI6/BII5) Acconti  attivo immobilizzato BIII) Immobilizzazione finanziarie: i crediti che scadono entro l’esercizio  attivo circolante Riclassificazione SP art Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

34 34 C) Attivo circolante: CI5) Acconti  attivo circolante (disponibilità) CII) dai crediti vanno estrapolati quelli scadenti oltre l’esercizio  attivo immobilizzato D) Ratei e risconti attivi e disaggio emissione: - ratei annuali  circolante (Liquidità Differite) - ratei pluriennali  immobilizzato (Imm. Finanz.) - risconti annuali  circolante (Disponibilità) - risconti pluriennali  immobilizzato (Imm. Immat.) - disaggio quota anno  circolante (Disponibilità) - disaggio quota anni futuri  immobilizzato (Imm. Immat.) Riclassificazione SP art Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

35 35 Il principio della natura delle poste deve essere sostituito con il criterio finanziario o del rimborso: A) Patrimonio netto: AIX) Utile destinato a dividendi  esigibilità B) Fondi rischi e oneri: occorre distinguere fra quelli che avranno la loro manifestazione nel successivo anno (esigibilità) e quelli dei futuri anni (redimibilità) C) Trattamento di fine rapporto: - quota da pagare nell’anno  esigibilità - quota da pagare negli anni successivi  redimibilità Riclassificazione SP art Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

36 36 D) Debiti: la quota che scade oltre i dodici mesi (redimibilità) va distinta dalla quota che scade nell’esercizio (esigibilità) E) Ratei e risconti passivi e aggio emissione: - ratei annuali  esigibilità - ratei pluriennali  redimibilità - ratei pluriennali  redimibilità - risconti annuali  capitale netto (o esigibilità) - risconti pluriennali  capitale netto (o redimibilità) - aggio quota anno  capitale netto - aggio quota anni futuri  capitale netto Riclassificazione SP art Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

37 37 Scopo: esaminare la progressiva formazione del RN, attraverso il confronto fra componenti positivi e negativi delle specifiche aree, in cui è suddivisibile la gestione: 1) Ordinaria o caratteristica: costi e ricavi rivenienti dallo svolgimento dell’attività tipica 2) Finanziaria: costo operazioni di finanziamento 3) Accessoria o patrimoniale: rendimento di investimenti non compiuti nell’attività caratteristica 4) Straordinaria: eventi eccezionali per importo o per data 5) Fiscale: valutazioni tributarie e imposte sul reddito Riclassificazione del CE Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

38 38 Il risultato netto della gestione caratteristica prende il nome di REDDITO OPERATIVO Il risultato netto della gestione caratteristica prende il nome di REDDITO OPERATIVO L’importanza della ripartizione dipende dal diverso peso che ciascuna area ha per la valutazione dello stato di salute dell’impresa: a) RO > 0 e RN > 0, con RO vicino a RN  buona b) RO < 0 e RN < 0  grave difficoltà c) RO 0  non si ha solidità economica d) RO > 0 e RN 0 e RN < 0  può non essere grave se ciò dipende da eventi straordinari, ma se dipende da oneri finanziari va compiuto un risanamento Riclassificazione del CE Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

39 39 Il Conto economico civilistico: - valore produzione effettuata, classificazione per natura - non contiene una area atipica-patrimoniale - non è definito il RO - concetto straordinario è inteso “estraneo alla gestione caratteristica” Per la riclassificazione ci si riferisce al modello della produzione effettuata A) Valore della produzione: A5) Ci sono elementi sia accessori (fitti) che straordinari (plusvalenze o contributi) Riclassificazione CE art Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

40 40 B) Costi della produzione: B10c) Svalutazione immobilizzazione è straordinaria B14) Ci sono elementi sia accessori che straordinari C) Proventi e oneri finanziari: C15 e C16b/c) I proventi da partecipazione, da titoli si possono considerare anche accessori-patrimoniali D) Rettifiche di valore di attività finanziarie: Potrebbero rientrare fra le poste straordinarie (con esclusione di quelle legate al metodo del PN) E) Proventi e oneri straordinari: Potrebbero contenere elementi di carattere accessorio, si pensi ai fitti attivi da abitazioni civili Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia Riclassificazione CE art. 2425

41 4141 1) Valore aggiunto, misura la ricchezza creata, sottraendo ai ricavi i costi dei fattori esterni. Permette di verificare il processo di distribuzione della ricchezza fra i vari partecipanti all’attività (lavoro, capitale fisso, capitale di terzi, proprietario); 2) Funzionale, riclassificazione degli oneri e dei proventi sulla base dell’area funzionale da cui derivano, verificando i risultati dei vari centri operativi. Si ha una classificazione per destinazione. Richiede l’uso della contabilità analitica I criteri di riclassificazione del CE Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

42 4242 3) Margine di contribuzione, necessità di separare i costi fissi dai variabili. Ciò avviene solo con semplificazioni (ammortamenti, canoni, fitti, R&S, pubblicità, spese amministrative). I criteri di riclassificazione del CE Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

43 4343 Riclassificazione a Valore aggiunto Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia + VALORE DELLA PRODUZIONE - COSTI ESTERNI DELLA PRODUZIONE - COSTI ESTERNI DELLA PRODUZIONE = VALORE AGGIUNTO - SPESE PER IL PERSONALE = MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL o EBITDA) - AMMORTAMENTI ED ACCANTONAMENTI - AMMORTAMENTI ED ACCANTONAMENTI = REDDITO OPERATIVO (EBIT) - ONERI E PROVENTI FINANZIARI, PATRIMONIALI, STRAORDINARI - ONERI E PROVENTI FINANZIARI, PATRIMONIALI, STRAORDINARI = REDDITO ANTE IMPOSTE (RAI) - ONERI TRIBUTARI = REDDITO NETTO

44 4444 Riclassificazione Funzionale Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia + VALORE DELLA PRODUZIONE - COSTO DEL VENDUTO = UTILE LORDO INDUSTRIALE - SPESE COMMERCIALI - SPESE GENERALI ED AMMINISTRATIVE = REDDITO OPERATIVO (EBIT) - ONERI E PROVENTI FINANZIARI, PATRIMONIALI, STRAORDINARI = REDDITO ANTE IMPOSTE (RAI) - ONERI TRIBUTARI = REDDITO NETTO

45 4545 Riclassificazione a Margine di Contribuzione Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia + VALORE DELLA PRODUZIONE - COSTI VARIABILI = MARGINE DI CONTRIBUZIONE - COSTI FISSI = REDDITO OPERATIVO (EBIT) - ONERI E PROVENTI FINANZIARI, - PATRIMONIALI, STRAORDINARI (Fissi e Var.) = REDDITO ANTE IMPOSTE (RAI) - ONERI TRIBUTARI = REDDITO NETTO

46 46 Gli indici sono costruiti con lo scopo di fornire uno strumento informativo, sia per gli interni che per gli esterni, di tipo qualitativo e quantitativo sulla situazione: = Economica = Finanziaria = Patrimoniale = Strutturale Le analisi di bilancio per indici Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

47 47 I vantaggi di un utilizzo corretto: = possibilità di risalire da un’informazione contabile alla interpretazione economica dei fenomeni aziendali = possibilità di diagnosticare i punti di forza e di debolezza = attivare prontamente meccanismi di programmazione di controllo Le analisi di bilancio per indici Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

48 48 La validità delle informazioni che gli indici possono fornire nasce da: = una lettura integrata in sistema degli indici stessi = un confronto temporale (analisi storica) = un confronto spaziale con le altre imprese Occorre porre attenzione: = ai possibili cambiamenti di rilevazione e valutazione = a fattori che modificano l’assetto dell’azienda = a fattori di stagionalità Modalità di utilizzo degli indici Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

49 49 * Si distinguono indici di: - composizione, che evidenziano l’incidenza dei singoli valori nell’ambito della classe di appartenenza - correlazione, che mettono a confronto i singoli valori del C/E con altri o dello stesso C/E o dello S/P * Gli indici assumono la configurazione di: - rapporti (frazioni) - margini (differenze) Le analisi di bilancio per indici e flussi Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

50 50 Schema logico delle analisi indici Analisi di bilancio Analisi di strutturaAnalisi di flusso economichefinanziarie Rendiconto finanziario Indicatori di bilancio rapportimargini Le analisi di bilancio per indici e flussi Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

51 51 Indici finanziari: schema generale Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia CCN = L + D – E CCN = C + R - I (L+D)/E = Indice di disponibilità (Liquidità relativa) (Liquidità relativa) C/I = indice cop. secco immobilizz. (L+D*)/E = acid test ratio (R+C)/I = indice cop. rel. immob. Li/Ei = indice liquidità corrente CCN/I = margine cop. immob. CCN/E = margine liquidità rel. I/C = inverso ind. cop. secco imm. Cons. Mat/giac. media scorte = tasso rotazione scorte Ms/C = grado di protezione delle immobilizzazioni E/(L+D) = inverso indice liq. relativa C/T = indice comp. c.p. CCN/(L+D) = G.P.E. T/C = rapporto indebitamento 365/(acquisti/fornitori) = dil. m. deb. C/(E+R) = indice di patrimonializz. 365/(vendite/clienti) = dil. m. cred.

52 52 L’indice di redditività globale degli investimenti : [ Rn/Ti ] Significato: misura il grado di remunerazione degli investimenti compiuti sia nella gestione caratteristica che in quella extra- caratteristica Può essere espresso da: [Ro/Ti] x [Rn/Ro] x [Ti/C] x [1-(E+R)/Ti] Indici di redditività (ROA) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

53 53 L’indice di redditività del capitale proprio: [ Rn/C ] Significato: misura il grado di remunerazione degli investimenti a titolo di capitale proprio Può essere espresso da: [Ro/Ti] x [Rn/Ro] x [Ti/C] Indici di redditività (ROE) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

54 54 L’indice di redditività del capitale investito nell’attività caratteristica: [ Ro/Ti ] Significato: misura il grado di remunerazione degli investimenti compiuti nella gestione caratteristica Può essere espresso da: [Ro/F] x [F/Ti] Indici di redditività (ROI) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

55 55 Problemi legati al R.O.I. 1) Viene computato nella logica dell’indipendenza dalle scelte di finanziamento (esclusione della componente finanziaria dal RO) 2) [Ti] andrebbe depurato delle componenti non operative: - partecipazioni o titoli - attività accessorie - ….. Indici di redditività (ROI) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

56 56 Nella costruzione degli indicatori di redditività il valore del denominatore (capitale proprio, totale degli investimenti, totale degli investimenti operativi) dovrebbe venire computato come media. Ciò deriva dal fatto che il reddito si sviluppa nell’arco di tutto il periodo amministrativo modificando continuamente la sostanza del capitale. Indici di redditività (in genere) Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

57 57 L’effetto leva finanziaria: è un effetto moltiplicativo del ROE legato al tasso di indebitamento Condizione: il costo del finanziamento [ R.O.D. = Of/Ct ] [ R.O.D. = Of/Ct ] deve essere inferiore al rendimento degli stessi R.O.I. Vantaggi indebitamento: deducibilità fiscale Of; maggiori investimenti, inflazione, minor rischio imprenditore Svantaggi indebitamento: peso eccessivo degli Of, eccessiva sottocapitalizzazione, situazione precaria, riduzione ROA Indici di redditività ed effetto leva finanziaria Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia

58 58 Si rapportano gli Of con il fatturato [ Of/F ] L’indice è scomponibile in: [ Of/Ct]x[Ct/F ] Posizione rischiosa: se Ct/F > 1 si produce un effetto moltiplicativo sul costo del denaro Indici di redditività incidenza oneri finanziari Prof. G. Cavazzoni – Università di Perugia


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