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POLO IFTS TESSILE METODOLOGIE DI APPRENDIMENTO ED E-LEARNING ISIS VINCENZO MORETTI ROSETO DEGLI ABRUZZI 01-04-2009.

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1 POLO IFTS TESSILE METODOLOGIE DI APPRENDIMENTO ED E-LEARNING ISIS VINCENZO MORETTI ROSETO DEGLI ABRUZZI

2 Prof. Marco Guspini Dott.ssa Laura Vettraino educommunity - Educational Community

3 Perché parlare di APPRENDIMENTO IN RETE? “TESSILANDIA” TESSILe Abbigliamento: Network Di Industrie Abruzzesi “POLO IFTS” Tecnico Superiore Commerciale per il Marketing e l’Organizzazione delle Vendite

4 FONDATA SULLA LOGICA DEL PARTENARIATO tra Istituti di Istruzione Superiore, Centri di ricerca, Aziende, Università, Centri di formazione PERCHÉ L’ IFTS È UNA RETE E I POLI IFTS SONO UNA RETE

5 contribuire al RAFFORZAMENTO e all’INTEGRAZIONE dei sistemi di Istruzione e Formazione, favorendo il RACCORDO tra essi, il sistema delle Imprese, il sistema del Lavoro e quello della Ricerca. attraverso riforme del sistema di istruzione, formazione e lavoro per migliorarne l’integrazione e sviluppare l’occupabilità, con particolare attenzione all’orientamento Aumentando la partecipazione alle opportunità formative lungo tutto l’arco della vita e innalzare i livelli di apprendimento e conoscenza Creazione di RETI tra università, centri tecnologici di ricerca, mondo produttivo e istituzionale con particolare attenzione alla promozione della ricerca e dell’innovazione COME? POR ABRUZZO 2007 – 2013 ASSE 4 – CAPITALE UMANO

6 Accrescere la qualità dell’offerta rafforzando il COLLEGAMENTO dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro con il territorio (Servizi per l’Impiego, Istituzioni locali, sistema della Ricerca, mondo delle Imprese, etc) promuovere RETI E PARTENARIATI finalizzati ad UN’OFFERTA DI FORMAZIONE TECNICO- SUPERIORE strettamente connessa alle politiche di sviluppo del territorio ed ai fabbisogni delle imprese promuovere reti e partenariati tra UNIVERSITÀ, CENTRI DI RICERCA ED IMPRESE per favorire il trasferimento alle PMI delle conoscenze necessarie ad accedere al mercato dell’innovazione Promuovere NETWORK per la qualità dell’apprendimento tra Imprese leader a livello tecnologico, Università, Centri di Ricerca, Organismi di Formazione accreditati, finalizzati all’Alta Formazione Interdisciplinare POR ABRUZZO 2007 – 2013 ASSE 4 – CAPITALE UMANO PRIORITÀ D’INTERVENTO

7 la condivisione della conoscenza: la ridefinizione degli oggetti del sapere attraverso la reticolarità comporta un richiamo continuo al proprio vissuto, alla costruzione condivisa, all’abilità nel tessere È IL RICHIAMO A UN PENSIERO MORBIDO INTUITIVO FEMMINILE LA METAFORA DEL TESSERE

8 Roberto Maragliano Crisi del pensiero forte (logico-deduttivo-lineare), la cui massima espressione è stata nel media a stampa e nella “forma libro”

9 “La scienza è un’impresa essenzialmente anarchica:l’anarchismo teorico è più umanitario e più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge.” Feyerabend P.K., Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, Milano, Feltrinelli, 1979, p. 15.

10 contaminazione e trasversalità Alla crisi delle gerarchie dei saperi (scienza, arte etc.) si risponde con una sempre più evidente e necessaria contaminazione e trasversalità dei “saperi”

11 Morin Diviene indispensabile confrontarsi continuamente con la complessità e con la multi-dimensionalità delle conoscenze e delle competenze

12 Considerare il punto di vista È necessario intendere la conoscenza come “attraversamento pluri-prospettico” necessario per acquisire competenze

13 Domenico Parisi In tale complesso contesto di riferimento assume nuovo significato sia il recupero del corpo come macchina conoscitiva sia la ricerca intorno alle “tecnologie della mente-corpo”

14 Integrazione Assume perciò un ruolo particolarmente significativo il momento della integrazione tra linguaggi analogici e digitali nei “contesti apprenditivi” del sistema integrato della istruzione e della formazione permanente.

15 Al centro della riflessione si pone dunque lo sviluppo di una conoscenza immersiva

16 Gardner - Bruner In tale scenario trova concreta applicazione la concezione multipla e distribuita di conoscenze e apprendimenti

17 Policentrismo formativo È inevitabile la conseguente definitiva perdita della centralità del formatore come unico erogatore di informazioni nei diversi contesti apprenditivi

18 policentrismo formativo Si delinea sempre più chiaramente una nuova ecologia mediale, caratterizzata dalla ri-organizzazione delle funzioni della formazione, degli spazi/tempi di apprendimento

19 Learning by Doing Ciò è testimoniato anche dal passaggio dalla progettazione deduttiva, focalizzata sugli obiettivi, alla progettazione situata (UFC, ADA, UDA), che focalizza l’attenzione sui significati/significanti ovvero sulle competenze.

20 apprendimenti Da anni la Commissione Europea riconosce l’importanza della volontà individuale di apprendere. I sistemi di istruzione e formazione devono essere modellati ed adattati agli individui, e non il contrario. È in relazione a questo che si devono integrare le diverse categorie di apprendimento conosciute nei sistemi di Formazione Continua quali ad esempio: apprendimento formale; apprendimento non formale; apprendimento informale.

21 COMPETENZE CHIAVE PER L'APPRENDIMENTO PERMANENTE Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE). 1. comunicazione nella madrelingua; 2. comunicazione nelle lingue straniere; 3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4. competenza digitale; 5. imparare a imparare; 6. competenze sociali e civiche; 7. spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8. consapevolezza ed espressione culturale.

22 Facilitare l'accesso di tutte le persone all'istruzione e alla formazione per l’intera durata della vita (LLL) Consentire a tutti i cittadini di accedere ai sistemi d'istruzione e formazione formali e non formali; facilitare il passaggio da un sistema formativo a un altro; valutare, validare e certificare le competenze (anche se relative a contesti informali di apprendimento)

23 Aprire l'istruzione e la formazione sul mondo (programmazione Fondi Strutturali ) Costruire lo spazio europeo dell'istruzione e della formazione Tramite: la mobilit à ; l'insegnamento delle lingue straniere; il potenziamento dei collegamenti con il mondo del lavoro, della ricerca e della societ à civile nel suo insieme.

24 Apprendimento in rete In tale direzione appare chiaro il necessario riferimento alle tecnologie multimediali e agli spazi virtuali di apprendimento. Essi rendono disponibili ambienti nei quali è possibile implementare e sviluppare sia Comunità di Apprendimento sia Comunità di Pratica nelle quali ancora meglio si dispiega il potenziale apprenditivo degli adulti. Proprio in questa direzione si muovono le più innovative esperienze di Complex Learning.

25 La scala dell’auto-realizzazione L’ho fatto meglio di quello che mi aspettavo L’ho fatto Niente mi può fermare Voglio Posso Penso che potrei farcela Mi piacerebbe farcela Ci penserò Non ho competenze Non posso Non voglio

26 “IMPARIAMO E RICORDIAMO” Il 10% di ciò che ascoltiamo; IL 15% di ciò che vediamo; Il 20% di ciò che vediamo e ascoltiamo; Il 40% di ciò che discutiamo con gli altri; Il 75% di ciò che sperimentiamo direttamente; Il 90% di ciò che condividiamo con gli altri.

27 @ Modello di

28 @ 1. focus brainstorming; 2. emersione di biografie rappresentative; 3. condivisione della cultura dell’auto-valutazione; 4. esplicitazione delle conoscenze; 5. trasformazione di conoscenze in competenze; 6. integrazione; 7. progetto o progettazione; 8. apprendimento dall’esterno o benchmarking; 9. individuazione delle buone prassi; 10. focus group.

29 @ 1 Focus brainstorming (focalizzazione delle conoscenze sul tema). Aspetto contenutistico: presentazione generale del laboratorio e delle modalità di allo svolgimento delle attività collaborative; illustrazione dei temi trattati durante gli incontri; stipula del contratto formativo; accordo di collaborazione finalizzato alla presa di un accordo comune tra animatori e allievi circa gli impegni reciproci.

30 @ 2 Emersione di biografie rappresentative. Aspetto contenutistico: formazione dei gruppi di lavoro; primo incontro con l’animatore, che ha lo scopo e il compito di guidare il gruppo nella messa a punto del primo mandato. Attività di socializzazione fra i componenti, scambio delle informazioni e condivisione degli aspetti personali.

31 @ 3 Condivisione della cultura dell’auto-valutazione. Aspetto contenutistico: momento iniziale per creare un ambiente in grado di condividere una serie di scelte che riguardano l’auto-valutazione. Presentazione del primo lavoro e confronto interno al gruppo, per verificare se tale lavoro viene ritenuto soddisfacente dagli allievi interni al gruppo, quindi confronto con gli altri gruppi, per vedere se si riesce a conseguire un livello soddisfacente rispetto al mandato e se il prodotto rientra nelle condizioni generali minime rispettate dagli altri lavori.

32 @ 4 Esplicitazione delle conoscenze. Aspetto contenutistico: lavoro di progettazione. Per portare a termine il mandato si deve necessariamente far riferimento a conoscenze, seppure intuitive, di progettazione. Di particolare utilità può essere l’intervento dell’animatore, che deve guidare verso la ricerca delle aree per la creazione del progetto, socializzando le sue conoscenze e creando una “Comunità di Apprendimento”.

33 @ 5 Trasformazione di conoscenze in competenze Aspetto contenutistico: effettiva creazione del lavoro. Nello specifico, si devono inizialmente condividere una serie di conoscenze. L’obiettivo è quello di trasformare tali conoscenze, agendole, in competenze specifiche utili per il mandato.

34 @ 6 Integrazione Aspetto contenutistico: fusione dei vari lavori di gruppo per la compilazione di un unico elaborato. Questa fase, alla quale prendono parte solo i tutor, si svolge secondo due momenti:primo confronto dei vari progetti integrazione degli stessi per la creazione di un solo ed unico elaborato condiviso dal gruppo.

35 @ 7 Progetto o progettazione Aspetto contenutistico: completamento del lavoro collaborativo e presentazione a tutti i gruppi riuniti in plenaria. Riunendo tutte le forze a livello di macro-gruppo, si può acquisire un nucleo di competenze inerenti il progetto realizzato, dando vita ad una “Comunità di Apprendimento allargata”.

36 @ 8 Apprendimento dall’esterno o benchmarking Aspetto contenutistico: sono fondamentali le indicazioni fornite dagli animatori e i materiali ricavati da fonti documentarie (con un uso intensivo delle TIC) relative alla predisposizione del format dell’elaborato per migliorare quello prodotto collettivamente.

37 @ 9 Individuazione delle buone prassi. L’elaborato viene confrontato con altri già predisposti ad hoc per valutare le differenze sia contenutistiche che stilistiche e procedere ad una eventuale integrazione di queste.

38 @ 10 Focus group di agglutinamento cognitivo. Rappresenta un momento conclusivo di ulteriore agglutinamento e affinamento cognitivo nel quale è possibile individuare il passaggio dalla Comunità di Apprendimento alla Comunità di Pratica e cioè da gruppo coeso intorno a scopi di apprendimento a gruppo-sistema complesso che condivide la soluzione di situazioni problematiche in genere legate al contesto lavorativo. I soggetti si iniziano a manifestare come diversi rispetto alla fase iniziale di apprendimento in quanto la percezione conoscitiva e l’auto-consapevolezza cominciano ad entrare in possesso dei gruppi e diventano loro patrimonio esperienziale e cognitivo condiviso.

39 Bibliografia essenziale Beronia G., Autoformazione, un approccio globale, Roma, Learning Community, Calvani A., Rete, comunità e conoscenza,Trento, Erickson, Guspini M., Complex Learning, Roma, Learning Community, ISFOL, Il glossario e-learning per gli operatori del sistema formativo integrato. Uno strumento per l’apprendimento in rete, Roma, ISFOL, Maragliano R., Pedagogie dell’e-learning, Roma-Bari, Laterza, Rigotti F., Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare, Bologna, Il Mulino, 2002.

40 educommunity - Educational Community


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