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Avviamento alla metrica italiana parte 1 a a cura di Tarcisio Balbo, Nicola Badolato, Lorenzo Bianconi © 2003 Tarcisio Balbo © 2009 Lorenzo Bianconi e.

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1 Avviamento alla metrica italiana parte 1 a a cura di Tarcisio Balbo, Nicola Badolato, Lorenzo Bianconi © 2003 Tarcisio Balbo © 2009 Lorenzo Bianconi e Nicola Badolato

2 1.Definizioni: metrica, prosa e versificazione

3 Definizione La metrica si occupa La metrica si occupa della versificazione, ossia dei discorsi espressi in versi

4 Poesia vs prosa Sia il verso sia la prosa sono governati dalle regole della grammatica, della sintassi e della retorica Sia il verso sia la prosa sono governati dalle regole della grammatica, della sintassi e della retorica I discorsi in versi si distinguono da quelli in prosa per un sovrappiù di regole che ne governano la misura e il ritmo I discorsi in versi si distinguono da quelli in prosa per un sovrappiù di regole che ne governano la misura e il ritmo L’insieme di tali regole costituisce l’oggetto della metrica L’insieme di tali regole costituisce l’oggetto della metrica

5 Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. Alessandro Manzoni I promessi sposi Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. Dante Alighieri Divina commedia: Inferno PoesiaProsa

6 Poesia vs versificazione Poesia è un concetto estetico Poesia è un concetto estetico È una qualità del discorso considerato È una qualità del discorso considerato nella sua totalità di forma e contenuto Versificazione è un concetto tecnico Versificazione è un concetto tecnico Riguarda le strutture che regolano la forma Riguarda le strutture che regolano la forma del discorso in versi

7 Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Lorenzo de’ Medici Trionfo di Bacco e Arianna Qui comincia l’avventura del signor Bonaventura, che s’è messo a far denari commerciando in libri rari. Sergio Tofano Il signor Bonaventura Due contenuti diversissimi in una stessa forma metrica:

8 2. Il discorso in versi e le sue strutture

9 Strutture del discorso in versi Struttura semantica e sintattica: articola Struttura semantica e sintattica: articola il discorso poetico in unità di significato (frasi; periodi) Struttura metrica: articola il discorso poetico in segmenti formalmente organizzati (versi; strofe) Struttura metrica: articola il discorso poetico in segmenti formalmente organizzati (versi; strofe)

10 Chi ssiete? – Un omo. – Un omo. – Come vi chiamate? – Come vi chiamate? – Biascio Chiafò. – Di qual paese siete? – Di qual paese siete? – Romano com’e llei. – Quanti anni avete? – Quanti anni avete? – Sò entrato in ventidua. – Dove abitate? – Dove abitate? – Dietr’a Ccampo-Carleo. – Che arte fate? – Che arte fate? – Ggnisuna, che ssapp’io. – Come vivete? – Come vivete? – De cuer che Ddio me manna. – Lo sapete Lo sapete perché siete voi qui? – Pe ttre pposate. – Pe ttre pposate. – Rubate? – Ggià. – Ggià. – Vi accusa? – Vi accusa? – Er Presidente. – Er Presidente. – Ma le rubaste voi? – Nun zò stat’io. – Nun zò stat’io. – Dunque chi le rubò? – Nu ne so ggnente. – Nu ne so ggnente. – E voi da chi le aveste? – Da un giudio. – Da un giudio. – Tutto vi mostra reo. – Ma ssò innoscente. – Ma ssò innoscente. – E se andaste in galera? – È er gusto mio. È er gusto mio. Chi ssiete?  Un omo.  Come vi chiamate?  Biascio Chiafò.  Di qual paese siete?  Romano com’e llei.  Quanti anni avete?  Sò entrato in ventidua.  Dove abitate?  Dietr’a Ccampo-Carleo.  Che arte fate?  Ggnisuna, che ssapp’io.  Come vivete?  De cuer che Ddio me manna.  Lo sapete Perché siete voi qui?  Pe ttre pposate.  Rubate?  Ggià.  Vi accusa?  Er Presidente.  Ma le rubaste voi?  Nun zò stat’io.  Dunque chi le rubò?  Nu ne so ggnente.  E voi da chi le aveste?  Da un giudio.  Tutto vi mostra reo.  Ma ssò innoscente.  E se andaste in galera?  È er gusto mio. Giuseppe Gioacchino Belli Sonetto 122: Er costituto Struttura sintattica (dialogo)Struttura metrica (sonetto)

11 La struttura sintattica e la struttura metrica spesso convergono: a ciascun verso corrisponde una frase o un suo membro compiuto La struttura sintattica e la struttura metrica spesso convergono: a ciascun verso corrisponde una frase o un suo membro compiuto Tuttavia questa convergenza non è obbligata Tuttavia questa convergenza non è obbligata né generalizzata: certe frasi possono “straripare” nel verso successivo, oppure iniziare o finire a metà di un verso Tale fenomeno è detto enjambement Tale fenomeno è detto enjambement (parola francese che alla lettera significa ‘accavallamento di gambe’)

12 Enjambement Detto pure inarcatura Detto pure inarcatura Prolungamento di un periodo logico oltre la pausa ritmica di fine verso Prolungamento di un periodo logico oltre la pausa ritmica di fine verso Mancata coincidenza tra pausa metrica e pausa sintattica Mancata coincidenza tra pausa metrica e pausa sintattica Nella lettura, un verso risulta strettamente legato al successivo, senza interruzioni Nella poesia per musica l’enjambement è frequentissimo nei cosiddetti “versi sciolti” (endecasillabi e settenari senza schema strofico), tipici del recitativo

13 Felice Romani Norma Sedizïose voci, voci di guerra havvi chi alzar si attenta presso all’ara del dio?v’ha chi presume dettar responsi alla veggente Norma, e di Roma affrettar il fato arcano?...

14 3. Metro, forme metriche, ritmo

15 Metro Nell’accezione più elementare, indica la misura Nell’accezione più elementare, indica la misura del verso o dei versi. In subordine, indica la posizione obbligata accenti di alcuni degli accenti nel verso Il sistema metrico italiano si basa sul computo delle sillabe che compongono il verso e sulla posizione degli accenti nel verso. Occorre distinguere il concetto di sillaba grammaticale e sillaba metrica (cfr. Avviamento alla metrica 2) Occorre inoltre distinguere il concetto di accento grammaticale (l’accento della parola) e accento metrico (l’accento riferito alle sillabe metriche che compongono ictus il verso). L’accento metrico si denomina anche ictus (cfr. Avviamento alla metrica 2)

16 Forme metriche Oltre alla misura del verso, la metrica regola l’organizzazione delle forme metriche Oltre alla misura del verso, la metrica regola l’organizzazione delle forme metriche composte da più versi Le forme metriche sono riconoscibili in base Le forme metriche sono riconoscibili in base al numero dei versi (di misura costante o diversa) e alla posizione delle rime S’intende per rima l’omofonia (suono eguale) S’intende per rima l’omofonia (suono eguale) nella terminazione di due o più versi (cfr. Avviamento alla metrica 2)

17 Amor, com’esser può che per mia doglia chiuda un tenero seno anima alpina? Com’è che si nasconda e si raccoglia mente infernal sotto beltà divina? Sì bella guancia con sì cruda voglia sembra cinta di fior tana ferina; sì fero core in sì leggiadra spoglia è qual vipera in rosa o rosa in spina. Chi crederà che Morte empia si celi in angelico sguardo? e che ’n un riso dolce il pianto e ’l dolor si copra e veli? Potrò ben dir, s’un mansueto viso esser ministro dee d’opre crudeli ch’abbia ancor le sue Furie il Paradiso. Giovan Battista Marino, Amori Sonetto 12: Donna bella e crudele Numero dei versi (14) Misura dei versi (endecasillabi) Raggruppamento dei versi (due strofe di quattro versi e due strofe di tre versi) Disposizione delle rime (ABAB ABAB nelle quartine; CDC DCD nelle terzine) Forma metrica: un esempio di sonetto

18 Ritmo Nell’accezione più elementare indica la posizione effettiva degli ictus nel verso, come risultato specifico della combinazione di parole Nell’accezione più elementare indica la posizione effettiva degli ictus nel verso, come risultato specifico della combinazione di parole che compongono il verso Come in musica o in architettura o in biologia, Come in musica o in architettura o in biologia, si osserva che certe soluzioni ritmiche ricorrono con maggiore frequenza: nondimeno i fenomeni ritmici costituiscono uno dei fattori più spiccatamente individuali nell’organizzazione del testo poetico

19 Ritmo In senso generale: il disporsi nel tempo di elementi riconoscibili e significativi In senso generale: il disporsi nel tempo di elementi riconoscibili e significativi Nella metrica italiana: ritorno in determinate posizioni di elementi caratteristici Nella metrica italiana: ritorno in determinate posizioni di elementi caratteristici Presenza di sillabe toniche (accenti) in determinate posizioni del verso Presenza di suoni uguali (rima, assonanza, allitterazione) Equivalenza di misure sillabiche (versi con uguale numero di sillabe)

20 Amor, com’esser può che per mia doglia chiuda un tenero seno anima alpina? Com’è che si nasconda e si raccoglia mente infernal sotto beltà divina? Sì bella guancia con sì cruda voglia sembra cinta di fior tana ferina; sì fero core in sì leggiadra spoglia è qual vipera in rosa o rosa in spina. Chi crederà che Morte empia si celi in angelico sguardo? e che ’n un riso dolce il pianto e ’l dolor si copra e veli? Potrò ben dir, s’un mansueto viso esser ministro dee d’opre crudeli ch’abbia ancor le sue Furie il Paradiso. Elementi del metro 14 versi tutti endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine Scelte effettive degli accenti obbligatori: «Amor, com’esser puó che per mia dóglia» (6 a e 10 a sillaba) «mente infernál sotto beltà divína» (4 a e 10 a ) Disposizione degli accenti facoltativi: «Amór, com’ésser puó che per mia dóglia» (2 a, 4 a, 6 ° e 10 a ) «chiúda un ténero séno ánima alpína» (1 a, 3 a, 6 °, 7 a e 10 a ) «ménte infernál sótto beltà divína» (1 a, 4 a, 5 °, 8 a e 10 a ) eccetera

21 4. Sillabe metriche, sillabe grammaticali, il computo delle sillabe

22 Che cos’è una sillaba? Un fonema o un insieme di fonemi raggruppati attorno ad una vocale Un fonema o un insieme di fonemi raggruppati attorno ad una vocale La percezione dell’eguaglianza o della diseguaglianza nel ritmo di più parole La percezione dell’eguaglianza o della diseguaglianza nel ritmo di più parole non dipende dal numero dei fonemi, ma dal numero delle sillabe che le compongono

23 Pane Pane 4 fonemi: p - a - n -e 4 fonemi: p - a - n -e 2 sillabe: pa - ne 2 sillabe: pa - ne Crampo Crampo 6 fonemi: c - r - a - m - p – o 6 fonemi: c - r - a - m - p – o 2 sillabe: cram - po 2 sillabe: cram - po Strambo Strambo 7 fonemi: s - t - r - a - m - b – o 7 fonemi: s - t - r - a - m - b – o 2 sillabe: stram - bo 2 sillabe: stram - bo Partito Partito 7 fonemi: p - a - r - t - i - t – o 7 fonemi: p - a - r - t - i - t – o 3 sillabe: par - ti - to 3 sillabe: par - ti - to

24 Sillabe grammaticali vs metriche Non c’è sempre corrispondenza tra sillabe grammaticali e sillabe metriche Non c’è sempre corrispondenza tra sillabe grammaticali e sillabe metriche Certi fenomeni fonetici (ossia relativi alla lingua parlata) possono dar luogo a fenomeni metrici che incidono sulla percezione delle sillabe Certi fenomeni fonetici (ossia relativi alla lingua parlata) possono dar luogo a fenomeni metrici che incidono sulla percezione delle sillabe e della loro articolazione in una stringa di parole (e dunque anche nel verso)

25 Nel mez-zo del cam-min di no-stra vi-ta SG Nel mez-zo del cam-min di no-stra vi-ta SM MA Mi ri-tro-va-i per u-na sel-va o-scu-ra SG Mi ri-tro-vai per u-na sel-va o-scu-ra SM SG=Sillabe grammaticali SM=Sillabe metriche

26 Cen-to sma-nie io sen-to ad-dos-so SG Cen-to sma-nie io sen-to ad-dos-so SM Cesare Sterbini, Il barbiere di Siviglia

27 Sillabe toniche: le sillabe metriche che recano un ictus S’ode a déstra uno squíllo di trómba Alessandro Manzoni, Il Conte di Carmagnola Madamína, il catálogo è quésto Lorenzo da Ponte, Don Giovanni Si ridésti il león di Castíglia Francesco Maria Piave, Ernani Quattro térzi pi gréco erre tré Manabile di matematica Il ritmo base di questi quattro versi (tutti decasillabi) si può sintetizzare così: Ta-ta-tá ta-ta-tá ta-ta-tá-(ta)

28 Misure sillabiche Delizie, contenti che l’alma beate, fermate, fermate: su questo mio core deh più non stillate le gioie d’amore. Giacinto Andrea Cicognini, Giasone De-lí-zie, con-tén-ti che l’ál-ma be-á-te, fer-má-te, fer-má-te: su qué-sto mio có-re deh piú non stil-lá-te le gió-ie d’a-mó-re. In alcuni rari casi il numero delle sillabe grammaticali coincide col numero delle sillabe metriche Nell’esempio qui sotto (un’arietta di sei senari) ogni verso è composto di sei sillabe grammaticali che corrispondono a sei sillabe metriche Ogni verso reca gli ictus sulla seconda e la quinta sillaba

29 Computo sillabico Il verso italiano è definito dal numero delle sillabe; ad esso fanno riferimento i nomi che tradizionalmente si danno ai versi: Endecasillabo = verso di 11 sillabe Decasillabo = verso di 10 sillabe Novenario = verso di 9 sillabe Ottonario = verso di 8 sillabe Settenario = verso di 7 sillabe Senario = verso di 6 sillabe Quinario = verso di 5 sillabe Quaternario = verso di 4 sillabe Ternario = verso di 3 sillabe Ma attenzione: non tutti gli endecasillabi hanno 11 sillabe, non tutti i decasillabi ne hanno 10, ecc.

30 5. Fenomeni fonosintattici

31 Incontri di vocali In presenza di due vocali consecutive, fra due parole o all’interno di parola, la lingua poetica italiana ammette che esse possano venir “contate” come una o come due sillabe In presenza di due vocali consecutive, fra due parole o all’interno di parola, la lingua poetica italiana ammette che esse possano venir “contate” come una o come due sillabe Il lettore, di fronte a un verso con incontri Il lettore, di fronte a un verso con incontri di vocali, sceglie (intuitivamente) la soluzione o le soluzioni che consentono di ricondurre il verso a una misura sillabica consueta

32 Dièresi All’interno di una parola, un nesso di due vocali normalmente monosillabico All’interno di una parola, un nesso di due vocali normalmente monosillabico può venir usato come bisillabo La dieresi si indica convenzionalmente La dieresi si indica convenzionalmente con due puntini sopra la prima vocale Ubbidiente 4 sillabe: ub – bi – dien – te (forma normale del parlato) 5 sillabe: ub – bi – dï – en – te (frequente variante poetica)

33 Sinèresi Caso contrario Caso contrario alla dieresi: all’interno di una parola, un nesso di due vocali normalmente bisillabico è usato come monosillabo Mi-glia-io In Dante, può essere usato come bisillabo: mi-gliaio

34 Sinalèfe La vocale finale La vocale finale di una parola e la vocale iniziale della parola successiva si fondono in un’unica sillaba metrica Sento un certo non so che che mi pizzica e diletta: dimmi tu che cos’egli è, damigella amorosetta. Ti farei, ti direi, ma non so ciò che vorrei. Gian Francesco Busenello L’incoronazione di Poppea

35 Dialèfe Caso opposto Caso opposto alla sinalefe: nella lettura, la vocale finale e quella iniziale di due parole contigue non si fondono Tant’era pien di sonno  a quel punto Dante Alighieri Divina commedia: Inferno

36 Apòcope Caduta della vocale o della sillaba finale Caduta della vocale o della sillaba finale di una parola cuore → cuor cuore → cuor amore → amor amore → amor castello → castel castello → castel

37 Epìtesi Detta anche paragòge Detta anche paragòge È l’aggiunta di una vocale in fine di parola È l’aggiunta di una vocale in fine di parola Soprattutto nella versificazione antica, Soprattutto nella versificazione antica, è un mezzo per ottenere versi piani più → piue (avverbio di quantità) più → piue (avverbio di quantità) fu → fue (passato remoto del verbo essere) fu → fue (passato remoto del verbo essere)

38 Sìncope Caduta di una vocale (e quindi di una sillaba) interna a una parola Caduta di una vocale (e quindi di una sillaba) interna a una parola lettere → lettre lettere → lettre spirito → spirto spirito → spirto

39 Epèntesi Fenomeno opposto alla sincope Fenomeno opposto alla sincope Inserzione, tra i suoni naturali di una parola, Inserzione, tra i suoni naturali di una parola, di un suono o gruppo di suoni che non abbia riferimento con l’etimologia della parola stessa agevolmente ↓ agevolemente

40 Diàstole Spostamento in avanti dell’accento di una parola rispetto alla sua posizione normale Spostamento in avanti dell’accento di una parola rispetto alla sua posizione normale nella lingua prosastica úmile → umíle úmile → umíle símile → simíle símile → simíle fúnebre → funébre fúnebre → funébre océano → oceàno océano → oceàno

41 Sìstole Processo opposto alla diastole: spostamento all’indietro dell’accento di una parola rispetto Processo opposto alla diastole: spostamento all’indietro dell’accento di una parola rispetto alla posizione normale ‘Rime per l’occhio’, in cui lo spostamento d’accento ristabilisce anche la misura del verso ‘Rime per l’occhio’, in cui lo spostamento d’accento ristabilisce anche la misura del verso lo qual io scrissi e mándo a lei che mel comandó. (pron. comándo) lo qual io scrissi e mándo a lei che mel comandó. (pron. comándo) Francesco Petrarca

42 6. Misure sillabiche e uscite del verso

43 Numero di sillabe Nella metrica italiana, la misura standard del verso Nella metrica italiana, la misura standard del verso è legata al numero delle sillabe metriche che lo compongono; ma a sua volta tale misura standard è ancorata alla posizione su cui cade l’ultima sillaba tonica (la sillaba che reca l’ultimo ictus, obbligatorio) Due versi hanno la ‘stessa’ misura se l’ultima sillaba tonica di ciascuno di essi cade nella stessa posizione, indipendentemente dal fatto Due versi hanno la ‘stessa’ misura se l’ultima sillaba tonica di ciascuno di essi cade nella stessa posizione, indipendentemente dal fatto che la sillaba tonica sia l’ultima sillaba del verso che la sillaba tonica sia l’ultima sillaba del verso o che invece essa sia seguita da una o più sillabe atone (prive di ictus) o che invece essa sia seguita da una o più sillabe atone (prive di ictus)

44 La posizione obbligata dell’ultimo accento metrico (ictus) è sulla penultima sillaba metrica del verso: La posizione obbligata dell’ultimo accento metrico (ictus) è sulla penultima sillaba metrica del verso: nell’endecasillabo: sulla decima sillaba metrica nell’endecasillabo: sulla decima sillaba metrica nel settenario: sulla sesta sillaba metrica nel settenario: sulla sesta sillaba metrica nell’ottonario: sulla settima sillaba metrica nell’ottonario: sulla settima sillaba metricaeccetera

45 Sei versi tutti quinari, con un numero di sillabe che oscilla da 4 a 6 (l’ultimo ictus cade sempre sulla quarta sillaba metrica): 1 Che 2 mai 3 ri– 4 spón– 5 der– 6 ti, 1 che 2 dir 3 po– 4 tré– 5 i? 1 Vor– 2 rei 3 di– 4 fén– 5 der– 6 mi, 1 fug– 2 gir 3 vor– 4 ré– 5 i; 1 né 2 so 3 qual 4 fúl– 5 mi– 6 ne 1 mi 2 fa 3 tre– 4 már. Pietro Metastasio Demofoonte

46 Uscita piana Nell’uso italiano, la misura standard del verso viene definita sulla base dell’“uscita piana” (detta anche parossitona): l’ictus cade Nell’uso italiano, la misura standard del verso viene definita sulla base dell’“uscita piana” (detta anche parossitona): l’ictus cade sulla penultima sillaba del verso, mentre l’ultima sillaba è atona 1 fug– 2 gir 3 vor– 4 ré– 5 i 1 fug– 2 gir 3 vor– 4 ré– 5 i

47 Uscita tronca Detta anche ossitona: Detta anche ossitona: l’ultimo ictus cade sull’ultima sillaba; nel caso in specie, il quinario – verso che reca obbligatoriamente un ictus in quarta posizione – ha solo quattro sillabe (“manca”, per così dire, la quinta sillaba) 1 mi 2 fa 3 tre– 4 már 5 [–] 1 mi 2 fa 3 tre– 4 már 5 [–]

48 Uscita sdrucciola Detta anche proparossitona: Detta anche proparossitona: l’ultimo ictus cade sulla terzultima sillaba; nel caso in specie, il quinario, che mantiene il suo ictus obbligato in quarta posizione, ha non solo una quinta ma anche una sesta sillaba (entrambe atone) 1 Che 2 mai 3 ri– 4 spón– 5 der– 6 ti 1 Che 2 mai 3 ri– 4 spón– 5 der– 6 ti

49 Endecasillabo Ha come ultima sillaba tonica la decima Ha come ultima sillaba tonica la decima Nella sua forma canonica si presenta Nella sua forma canonica si presenta in due modi: endecasillabo a minore (con ictus almeno anche endecasillabo a minore (con ictus almeno anche sulla quarta sillaba, e conseguente cesura): in sul mio prímo giovenile erróre Petrarca endecasillabo a maiore (con ictus almeno sulla sesta, endecasillabo a maiore (con ictus almeno sulla sesta, e conseguente cesura): Amor che ne la ménte mi ragióna Dante

50 Settenario Ha come ultima sillaba tonica la sesta Ha come ultima sillaba tonica la sesta Prima di quest’ultima, il verso contiene di norma almeno un altro accento, Prima di quest’ultima, il verso contiene di norma almeno un altro accento, sulla prima, seconda, terza o quarta sillaba Fróndi ténere e bélle 1 a, 3 a e 6 a del mio plátano amáto, 3 a e 6 a per vói risplénda il fáto. 2 a, 4 a e 6 a Nicolò Minato, Xerse

51 Versi sciolti Si denominano ‘versi sciolti’ gli aggregati Si denominano ‘versi sciolti’ gli aggregati di endecasillabi e settenari senza uno schema di rime prefissato Di regola, nelle opere, nelle cantate Di regola, nelle opere, nelle cantate e negli oratorii, i versi sciolti sono adibiti al ’recitativo’ In un recitativo dialogico, un verso può venir suddiviso tra più interlocutori In un recitativo dialogico, un verso può venir suddiviso tra più interlocutori

52 MEG Alice. ALICE Meg. MEG Nannetta. ALICE Escivo appunto per ridere con te. Buon dì, comare. QUICKLY Dio vi doni allegria. Botton di rosa! ALICE Giungi in buon punto. M’accade un fatto da trasecolare. MEGAnche a me. QUICKLY Che? NANNETTA Che cosa? Arrigo Boito, Falstaff Il primo verso (endecasillabo) e il sesto (settenario) sono smembrati in più segmenti (uno per ciascuna battuta):

53 Versi ad accenti fissi Per alcuni metri, si è storicamente cristallizzato un tipo accentuativo prevalente, caratterizzato Per alcuni metri, si è storicamente cristallizzato un tipo accentuativo prevalente, caratterizzato da una disposizione standardizzata degli ictus

54 Decasillabo Ha come ultima sillaba tonica la nona Ha come ultima sillaba tonica la nona Nella tradizione italiana, la sua forma prevalente è quella con accenti fissi sulla terza, sesta Nella tradizione italiana, la sua forma prevalente è quella con accenti fissi sulla terza, sesta e nona sillaba Non so piú cosa són, cosa fáccio… or di fuóco, ora sóno di ghiáccio… ogni dónna cangiár di colóre, ogni dónna mi fá sospirár. Lorenzo da Ponte, Le nozze di Figaro

55 Novenario Ha come ultima sillaba tonica l’ottava Ha come ultima sillaba tonica l’ottava Fino all’Ottocento è decisamente raro nella tradizione poetica italiana Fino all’Ottocento è decisamente raro nella tradizione poetica italiana Nella forma con ictus in 3 a, 6 a e 8 a posizione è diffuso soprattutto nella poesia popolare Nella forma con ictus in 3 a, 6 a e 8 a posizione è diffuso soprattutto nella poesia popolare Nella forma con ictus in 2 a, 5 a e 8 a posizione Nella forma con ictus in 2 a, 5 a e 8 a posizione entra in uso a partire dalla seconda metà dell’Ottocento (Boito, Carducci, Pascoli, Gozzano,…)

56 Novenario popolare(ggiante) OTONE Vaghe fónti che mormorándo serpeggiáte nel seno all’érbe,… Vincenzo Grimani, Agrippina (1709) áéá Chi t’ha fátto le bélle scárpe métá Girométta de la montágna Canzone popolare documentata dal XVI secolo

57 Novenari anfibrachici L’anfìbraco è il piede latino costituito da sillaba breve-lunga-breve L’anfìbraco è il piede latino costituito da sillaba breve-lunga-breve Tre ‘anfibrachi’ italiani (atona-tonica-atona) danno luogo al tipico novenario boitiano: Tre ‘anfibrachi’ italiani (atona-tonica-atona) danno luogo al tipico novenario boitiano: sui flutti d’un ampio oceàno fra i roridi effluvi del mar. Fra l’alghe, fra i fior, fra le palme, il porto dell’intime calme, l’azzurra isoletta m’appar. Arrigo Boito, Mefistofele Lontáno, lontáno,

58 Ottonario Ha come ultima sillaba tonica la settima a Ha come ultima sillaba tonica la settima a Nella tradizione italiana, il tipo prevalente è quello con accenti fissi in terza e settima posizione Nella tradizione italiana, il tipo prevalente è quello con accenti fissi in terza e settima posizione Ho un gran péso sulla tésta, in quest’ábito m’imbróglio; se vi pár la scusa onésta, Kaimakán esser non vóglio, Angelo Anelli, L’italiana in Algeri

59 Senario Ha come ultima sillaba tonica la quinta a Ha come ultima sillaba tonica la quinta a La forma prevalente è quella con accenti fissi La forma prevalente è quella con accenti fissi di seconda e quinta Ho tésta balzána, son d’índol viváce, scherzáre mi piáce, mi piáce brillár. Ho tésta balzána, son d’índol viváce, scherzáre mi piáce, mi piáce brillár. Giovanni Ruffini, Don Pasquale

60 Quinario Ha come ultima sillaba tonica la quarta Ha come ultima sillaba tonica la quarta Un primo accento può cadere Un primo accento può cadere sulla prima o sulla seconda sillaba Vedrái, caríno, ma se séi buoníno che bél rimédio Vedrái, caríno, ma se séi buoníno che bél rimédio ti vóglio dár. Lorenzo da Ponte, Don Giovanni Fín ch’han dal víno cálda la tésta úna gran fésta fá’ preparár.

61 Quadrisillabo Ha come ultima sillaba tonica la terza Ha come ultima sillaba tonica la terza Di solito è usato in combinazione con altri versi Di solito è usato in combinazione con altri versi (spesso con l’ottonario) Belle rose porporine, che tra spíne sull’aurora non aprite; ma, ministre degli amori, bei tesóri di bei denti custodite. Belle rose porporine, che tra spíne sull’aurora non aprite; ma, ministre degli amori, bei tesóri di bei denti custodite. Gabriello Chiabrera

62 Trisillabo Ha come ultima sillaba tonica la seconda Ha come ultima sillaba tonica la seconda Pascoli lo usa assieme al senario o al novenario Pascoli lo usa assieme al senario o al novenario fiorisce il cotogno laggiú. fiorisce il cotogno laggiú. Giovanni Pascoli, Canzone d’aprile

63 Bisillabo Di fatto, questo verso esiste solo in teoria Di fatto, questo verso esiste solo in teoria È formato da una qualunque parola italiana accentata È formato da una qualunque parola italiana accentata sulla prima sillaba (p.es. sí; síre; símile) Non ha molto senso, nella metrica italiana, parlare Non ha molto senso, nella metrica italiana, parlare di un verso d’una sola sillaba (sarebbe un bisillabo tronco) LEPORELLO Nessun ci sente. LEPORELLO Nessun ci sente. DON GIOVANNI Via. LEPORELLO Vi posso dire tutto liberamente? tutto liberamente? DON GIOVANNI Sì. LEPORELLO Dunque, quand’è così, caro signor padrone, caro signor padrone, la vita che menate è da briccone. la vita che menate è da briccone. Lorenzo da Ponte, Don Giovanni

64 Versi doppi Nella tradizione poetica italiana si possono abbinare due versi della stessa misura, e farne un verso ’doppio’. Nella tradizione poetica italiana si possono abbinare due versi della stessa misura, e farne un verso ’doppio’. All’atto pratico, nulla cambia sotto il profilo ritmico; semplicemente si diradano le rime All’atto pratico, nulla cambia sotto il profilo ritmico; semplicemente si diradano le rime L’uscita del primo dei due versi che lo compongono può essere indifferentemente piana, sdrucciola L’uscita del primo dei due versi che lo compongono può essere indifferentemente piana, sdrucciola o tronca

65 Doppio quinario Non va confuso col decasillabo: Non va confuso col decasillabo: ha infatti un ictus obbligato sulla quarta sillaba e una cesura, anch’essa obbligata, tra il primo e il secondo emistichio (semiverso) Pace t’implóro  salma adoráta: Isi placáta  ti schiuda il ciél! Pace t’implóro  salma adoráta: Isi placáta  ti schiuda il ciél! Antonio Ghislanzoni, Aida

66 Nella variante col primo emistichio sdrucciolo il doppio quinario totalizza 11 sillabe metriche: viene dunque a coincidere con un endecasillabo a minore (con accento in quarta); nondimeno il ritmo base ‘cantilenante’ del quinario si avverte tuttavia Pria di divíderci – da voi, signore, veniamo a esprímervi – il nostro core, che sempre mémore – di voi sarà. Angelo Anelli, L’italiana in Algeri

67 Doppio senario I due senari che lo compongono hanno costantemente accenti di seconda e quinta I due senari che lo compongono hanno costantemente accenti di seconda e quinta (rispettivamente di ottava e undecima) Dagli átrii muscósi,  dai fóri cadénti, dai bóschi, dall’árse  fucíne stridénti dai sólchi bagnáti  di sérvo sudór, un vólgo dispérso  repénte si désta; inténde l’orécchio,  solléva la tésta percósso da nóvo  crescénte romór. Dagli átrii muscósi,  dai fóri cadénti, dai bóschi, dall’árse  fucíne stridénti dai sólchi bagnáti  di sérvo sudór, un vólgo dispérso  repénte si désta; inténde l’orécchio,  solléva la tésta percósso da nóvo  crescénte romór. Alessandro Manzoni, Adelchi

68 Doppio settenario (col primo emistichio alternativamente piano e sdrucciolo) So che se andiam, la nótte,  di taverna in tavérna quel tuo naso ardentíssimo  mi serve da lantérna; ma quel risparmio d’ólio  me lo consumi in víno. Son trent’anni che abbévero  quel fungo porporíno! Arrigo Boito, Falstaff

69 Doppio settenario “martelliano” Così chiamato perché venne introdotto da Pier Iacopo Martello nelle proprie tragedie, sul modello della tragedia classica francese del Seicento: consiste in una serie di doppi settenari piani con rima baciata a gruppi di due versi (AA BB CC …) Così chiamato perché venne introdotto da Pier Iacopo Martello nelle proprie tragedie, sul modello della tragedia classica francese del Seicento: consiste in una serie di doppi settenari piani con rima baciata a gruppi di due versi (AA BB CC …) Assai raro nella librettistica; un esempio famoso è Assai raro nella librettistica; un esempio famoso è il Racconto di Azucena nel Trovatore: Condotta ell’era in céppi  al suo destin treméndo col figlio… teco in bráccio  io la seguia piangéndo: infino ad essa un várco  tentai, ma invano, aprírmi… Condotta ell’era in céppi  al suo destin treméndo col figlio… teco in bráccio  io la seguia piangéndo: infino ad essa un várco  tentai, ma invano, aprírmi… invan tentò la mísera  fermarsi e benedírmi Salvadore Cammarano, Il trovatore

70 Doppio ottonario Raro nella tradizione italiana Raro nella tradizione italiana Quando cádono le fóglie,  quando emígrano gli augélli e fioríte a’ cimitéri  son le piétre de gli avélli monta in sélla Enrico quínto  il delfín da’ capei grígi e caválca a grande onóre  per la sácra di Parígi. Quando cádono le fóglie,  quando emígrano gli augélli e fioríte a’ cimitéri  son le piétre de gli avélli monta in sélla Enrico quínto  il delfín da’ capei grígi e caválca a grande onóre  per la sácra di Parígi. Giosue Carducci, La sacra di Enrico quinto


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