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Sociologia dei processi socializzativi ed educativi Docente responsabile: Assunta Viteritti La visione interazionista in educazione Barbara Pentimalli.

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Presentazione sul tema: "Sociologia dei processi socializzativi ed educativi Docente responsabile: Assunta Viteritti La visione interazionista in educazione Barbara Pentimalli."— Transcript della presentazione:

1 Sociologia dei processi socializzativi ed educativi Docente responsabile: Assunta Viteritti La visione interazionista in educazione Barbara Pentimalli Assegnista di ricerca - DiSSE, Università Roma Sapienza

2 Paradigma interpretativo Realtà intersoggettiva e socialmente costruita Ruolo delle interazioni tra attori del contesto sociale Cogliere le prospettive eterogenee degli attori Metodologia qualitativa, sociologia empirica, ricerca etnografica sul campo e interviste Interazionismo simbolico, Antropologia ed Etnometodologia

3 Costruzione sociale e intersoggettività Simmel ( ) Uno dei padri fondatori della Sociologia Autore di riferimento per la scuola di Chicago grazie a R. Park Effetti sociali della modernizzazione Vita alienata delle metropoli Divisione del lavoro, frammentazione della vita sociale, disgregazione piccole comunità Schütz ( ) Realtà della vita quotidiana come realtà di senso comune, “data per scontata”, Mondo intersoggettivo condiviso con gli altri

4 Simmel : L’educazione in quanto vita (a scuola) Tensione fra contenuto didattico oggettivo e qualificazione dell’alunno in quanto soggetto individuale, compimento della sua personalità, preparazione alla sua vita futura nel mondo Misurare le prove del suo sapere con un’attenzione alla sua soggettività/singolarità Cosa deve essere imparato e come deve essere appreso: nessuna materia deve essere insegnata ai fini del puro sapere, lezione: educare i giovani a proseguire da soli il processo educativo L’insegnante deve considerare quali conoscenze non acquisite a scuola può presupporre nell’alunno Famiglia esige solo successo scolastico esteriore (superamento esami, promozione) non riconosce ruolo della scuola al di là del diploma

5 Simmel: l’educazione in quanto vita Autorità dell’insegnante Insegnare il rispetto e praticarlo non solo predicarlo, trattare l’alunno come un “galantuomo” e lo diventerà (rischio di diventare peggiori di quanto si è considerati), Dal punto di vista intellettuale se si presuppone che l’alunno capisca qualcosa, l’alunno si sforzerà di giustificare il presupposto Insegnante: Ammettere di non sapere, evitare il dogmatismo, dubbi al centro del lavoro intellettuale Potenziare l’intelligenza dal punto di vista dinamico e contenutistico, Non educazione meccanicistica, agire e comprendere Classe intesa nella sua unità, coltivare l’altruismo, sfruttando il “cameratismo” fra scolari, l’aiuto reciproco sebbene complichi la valutazione individuale delle loro capacità e prestazioni

6 George Herbert Mead ( ) pragmatismo La formazione del “sé”: combinazione di un “io (la risposta del soggetto alle attitudini degli altri) e di un “me” (la rappresentazione di come mi vedono gli altri che varia a seconda dei gruppi con i quali si ha a che fare), Le tre fasi dello sviluppo della personalità: Fase dell’imitazione dei comportamenti degli adulti Fase del gioco libero (play): interpretazione dei comportamenti come veri ruoli, passaggio di ruolo in ruolo, appropriazione Fase del gioco organizzato (game) apprendimento di cosa sia il gruppo sociale e le sue aspettative in termini di comportamento Altro generalizzato : il bambino man mano che cresce e si trova ad agire in una cerchia di persone più allargata, opera un’astrazione e una generalizzazione dai ruoli e atteggiamenti delle figure parentali, verso ruoli e atteggiamenti generali che rappresentano la società

7 Berger & Luckmann: Interiorizzazione e struttura sociale (1966) La costruzione sociale della realtà: La realtà sociale non esiste indipendentemente dal modo in cui è percepita dagli attori, tante realtà quante sono le prospettive dalle quali può essere percepita Socializzazione avviene nel contesto di una precisa struttura sociale Società con divisione del lavoro semplice: identità con fisionomia più netta, identità facilmente riconoscibili, ognuno sa chi sono gli altri e chi è lui stesso, confermata in ogni interazione La socializzazione non riuscita in un mondo sociale può essere accompagnata da una socializzazione riuscita in un altro mondo

8 Berger & Luckmann: socializzazione primaria e secondaria Persone significative della socializzazione primaria mediano una comune realtà ma da punti di vista differenti (versione maschile e femminile) bambino conosce ma non si identifica con la versione appartenente all’altro genere Mediazione di mondi fortemente divergenti durante la socializzazione primaria, 2 lingue diverse che il bambino impara (genitori/bambinaia), Asimmetria socialmente nascosta tra vita pubblica e privata, Ragazzo recita parte ma si prepara per un’altra iniziazione (socializzazione della famiglia e dei coetanei), conflitti interni, tradimenti e sensi di colpa Esistenza di più di un “altro generalizzato (tradisce i coetanei quando fa l’alunno “perbene” e i genitori quando ruba un auto, tradimento di se stesso, identificato con due mondi divergenti) Differenze tra socializzazione primaria e secondaria: si conserva la prima? “frattura” biografica? Conversione? Per la secondaria: realtà e identità alternative viste come scelte soggettive Nella socializzazione primaria i mondi divergenti creano conflitti emotivi e crisi affettive, nella secondaria la nuova realtà è usata in modo strumentale, distacco soggettivo dai ruoli che recita, fingere di essere ciò che dovrebbero essere, tipica della società industriale contemporanea

9 Interazionismo simbolico Blumer (1937) Man and Society Allievo di Park e Hughes, seguì le lezioni di G. H. Mead Forgia lui l’espressione nel 1937 Gli esseri umani agiscono verso le cose e le situazioni sulla base del significato che queste hanno per loro Il loro significato è derivato da, o sorge, dall’interazione sociale di ciascuno con i suoi simili Significati si modificano lungo un processo interpretativo usato dalla persona nel rapporto con le altre che incontra Attenzione ai processi microsociali e alla costruzione della realtà tramite le azioni reciproche degli attori in un contesto locale e particolare, esperienza sociale come esperienza dell’altro, tenendo conto della prospettiva dei partecipanti

10 Scuola di Chicago: spirito riformista e ricerca sul campo Conoscere la città per trovare una soluzione ai problemi sociali, Park e Burgess: ricerche urbane, movimenti migratori, problemi di integrazione delle diverse comunità di migranti Critica del riduzionismo biologico (che spiega le differenze intellettuali con l’appartenenza a un’etnia) attitudine dei migranti legata ai cambiamenti sociali avvenuti nella loro vita quotidiana Storie di vita : The Polish Peasant (Thomas & Znaniecki) con la migrazione si spacca la società e la famiglia tradizionale contadina Nels Anderson: studio sugli Homeless Trasher: studi su gang giovanili, Shaw: storia di un giovane delinquente White: Street Corner Society banda giovanile italo-americana in un quartiere di Boston

11 Integrazione e scuola pubblica Il ruolo della scuola pubblica: Emancipazione dei valori culturali del gruppo etnico di appartenenza, imparare la lingua del paese di accoglienza e la sua storia, i suoi ideali e valori Periodo di transizione: quando c’è pressione per un’assimilazione completa e un indebolimento delle comunità degli immigrati, ribellione e delinquenza (la gang che riconosce l’identità dei suoi membri: socializzazione del gruppo di pari) Il ciclo di Park (1921): rivalità, conflitto, adattamento, assimilazione, educazione che gioca un ruolo essenziale nella formazione della nuova cittadinanza dell’immigrato e suoi figli (lingua, cultura, ideologia democratica, storia americana…) Prima generazione di lavoratori con bassi salari Seconda generazione “ibridi culturali”, mobilità sociale

12 Scuola di Chicago: proposta metodologica, ricerca empirica (Blumer, 1969)) Contatto intimo con gli attori e i mondi di vita dei gruppi: guardando le loro organizzazioni, la varietà delle situazioni che incontrano, osservando come gestiscono i problemi, i rapporti tra i membri del gruppo, le visioni e le immagini attraverso cui vedono i loro mondi, partecipando alle loro interazioni, guardando la loro vita nel suo scorrere Osservazione diretta, intervista, ascolto delle conversazioni, acquisizione di resoconti di storie di vita: uso di lettere e diari Investigazione naturalistica nelle sfere di vita degli altri Entrare nei loro mondi di significato

13 Howard Becker “Outsiders” studi sulla devianza “ La devianza non è la qualità dell’atto commesso da qualcuno, ma piuttosto la conseguenza dell’applicazione, da parte degli altri, delle regole e delle sanzioni a un ‘offensore’ ”. “Il deviante è qualcuno a cui è stata applicata con successo l’etichetta di deviante”. “Il comportamento deviante è il comportamento designato come tale” (Becker, Outsiders)

14 Teoria dell’etichettamento a scuola Insuccesso o riuscita scolastica: modi con i quali gli studenti vengono categorizzati, valutati e giudicati Profezia che si autoadempie: scarso rendimento scolastico dei bambini svantaggiati perché appartengono a un gruppo svantaggiato … “…il bambino ha uno scarso rendimento scolastico perché è esattamente quello che ci si aspetta da lui, le sue deficienze non dovute alle caratteristiche etniche, culturali o economiche del suo ambiente d’origine, ma alla risposta dell’insegnante a quelle caratteristiche” (Rosenthal & Jacobson, 1968:22)

15 Cogliere il punto di vista dei partecipanti: intervistare studenti e insegnanti Interviste in profondità per cogliere azioni, credenze che rappresentano il punto di vista dell’attore Ogni gruppo di attori è portatore di una prospettiva particolare, modi di pensare e di comportarsi Prospettive a confronto: Insegnanti: rappresentano le prospettive e gli interessi dell’istituzione in generale, scuola come agente educativo, e dell’istituto in cui lavorano, del gruppo professionale di riferimento Studenti Presidi, genitori…

16 Microsociologia e etnografia della comunicazione Erving Goffman Sociolinguistica Etnografia della comunicazione (Gumperz, & Hymes, 1972; Labov, 1968) Identità sociale si esprime e si costruisce attraverso il linguaggio Rispetto a Bernstein: Cogliere l’uso in contesto del linguaggio effettivo in specifiche comunità linguistiche/gruppi sociali “i bambini che erano apparsi verbalmente insensibili in classe si rivelano dei comunicatori estremamente efficaci in situazioni di gruppi dei pari e proprio le espressioni che gli educatori avevano citato come indice di una grammatica degenerata risultavano riflettere regole grammaticali in ogni loro minima parte tanto complesse quanto quelle della lingua standard” (Gumperz & Cook-Gumperz, 1996:128)

17 Fare ricerca etnografica nella scuola Origini : Antropologia della scuola anglosassone (Woods, Hammersley, Ogbu, Gobbo) Recarsi sul campo (instituzionale/organizzativo) Osservazione in situ, partecipante delle pratiche e delle interazioni tra attori (insegnanti-studenti / studenti-studenti / insegnanti- genitori) Raccolta di note di campo e interviste Scuola come organizzazione Realtà organizzativa costruita quotidianamente nelle interazioni fra attori Mondo intersoggettivo condiviso con gli altri La realtà sociale non esiste indipendentemente dal modo in cui è percepita dagli attori, tante realtà quante sono le prospettive dalle quali può essere percepita, Contesti ed istituzioni come “prodotto” di azioni sociali


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