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Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Prevenzione e comportamento Regola del 3 X 3 Valutazione del rischio Bollettino Valanghe.

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Presentazione sul tema: "Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Prevenzione e comportamento Regola del 3 X 3 Valutazione del rischio Bollettino Valanghe."— Transcript della presentazione:

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2 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Prevenzione e comportamento Regola del 3 X 3 Valutazione del rischio Bollettino Valanghe

3 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Statistica incidenti da valanga La torta delle vittime di valanga riportata qui a lato, mostra molto chiaramente come l’eventualità di un incidente da valanga, possa coinvolgere praticamente tutti i settori di attività legati alla neve. E’ auspicabile quindi che chi pratica una di questa attività, sia opportunamente informato circa il rischio di incidenti da valanga e possa quindi comportarsi di conseguenza. Prevenzione e comportamento

4 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Regola del 3 X 3 (Munter) Valutazione globale del pericolo valanghe

5 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Filtro regionale Regola del 3 X 3 (Munter)

6 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Filtro della zona Regola del 3 X 3 (Munter)

7 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Filtro del posto Regola del 3 X 3 (Munter)

8 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Il fattore umano Sono alcuni aspetti del fattore umano durante una gita, ognuno di questi può avere un’importanza e una responsabilità notevole riguardo la causa di un incidente da valanga. Bisogna tenere più in considerazione il “fattore umano” Competitività Voglia di evadere Stress Confronto con gli altri / pressione del gruppo Tempi ristretti

9 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Il fattore umano Il riconoscimento di un pendio pericoloso dipende soprattutto da due fattori. A)NATURANel senso più ampio della parola B)FATTORE UMANOEsperienza e pratica alpina Conoscenze Nivo-Meteorologiche Capacità di pensiero indipendente, anche sotto stress Senso dell’osservazione Capacità di memorizzare Intuizione, capacità di prendere in tempo misure corrette Autocritica e maturità Capacità di prendere decisioni Qualità del comportamento in gita: autorità, persuasione, capacità di comunicazione e di ascolto lavoro di gruppo. tattica:traccia, tempi,,visione d’insieme, capacità di orientamento. ( la fatica riduce le capacità ).

10 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Conduzione della gita Le valanghe: cause oggettive e cause soggettive

11 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Comportamento in gita e osservazioni continue Conduzione della gita

12 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Segnali di allarme Conduzione della gita

13 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Il distacco Cause del distacco: Crescita progressiva del carico Scossone improvviso (caduta) Concentramento del carico in spazio ridotto Amplificazione delle onde: marcia al passo, curve ristrette continue Condizioni per il distacco:Pendenza Coesione Piano di scorrimento Cause e condizioni per il distacco

14 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Angolo  = Pendenza = 30 °  L/2 L  Angolo  = Pendenza = 27 ° Questi bastoncini devono essere a piombo, ma in questo ci aiuta la forza di gravità Valutazione del pendio Metodi per la misurazione dell’inclinazione di un pendio

15 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Precauzioni da prendere (rispetto del manto nevoso) Regole di comportamento

16 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Regole di comportamento Precauzioni da prendere L’attraversamento di canali o radure nel bosco, richiede sempre attenzione. Sono queste le zone in cui per decelerazione del vento troviamo accumuli di neve che possono formare pericolosissime situazioni difficilmente riconoscibili. Quando possibile questi tratti si attraverseranno nella parte alta rispettando la regola di passare uno alla volta.

17 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Precauzioni e considerazioni da fare In una situazione analoga a quella rappresentata a lato, predisporre: un osservatore in zona sicura per osservare i compagni che attraversano il canale, e uno per osservare l’eventuale percorso della valanga, individuare le vie di fuga, localizzare eventuali ostacoli del percorso valanghivo. L’attraversamento verrà condotto passando uno per volta per non sovraccaricare il pendio. Regole di comportamento

18 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Concentramento del carico in spazio ridotto Regole di comportamento

19 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Considerazioni sulla neve Stati critici della coltre nevosa

20 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Il bollettino Nivologico Distinzione tra pericolo e rischio

21 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Bollettino Nivo-Meteo Scala Europea del pericolo valanghe La scala di pericolo non è lineare, il grado di pericolo 3 marcato pur trovandosi al centro della scala, non rappresenta un pericolo medio, bensì una situazione di pericolo critico soprattutto per le persone. E’ una situazione difficile da valutare, le gite possibili sono molte, e proprio per questo è necessario prestare la massima attenzione sul terreno durante la gita.

22 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Bollettino Nivo-Meteo Bollettino: (caratteristiche) Aggettivi:- debole - moderato - marcato - forte - molto forte Gradi:- 1, 2, 3, 4, 5. Linearità:- La scala non è lineare. Il grado 3, (grado mediano della scala),non rappresenta il pericolo medio bensì una situazione già critica di pericolo. Soprattutto per le persone. Gradazione:- Proporzionale all’estensione delle aree di debolezza del manto nevoso all’aumentare del pericolo. Probabilità di distacco:- Può essere aumentata in modo considerevole da un sovraccarico esterno. Più è minore il grado di consolidamento del manto nevoso, tanto più piccolo è il sovraccarico necessario a provocare il distacco.

23 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Bollettino Nivo-Meteo Bollettino: definizioni Piccole valanghe:- pressoché innocue, (scaricamenti). Valanghe di media grandezza:- valanghe limitate ai pendii Grandi valanghe:- raggiungono il fondovalle Distacco spontaneo:- non provocato dall’uomo Distacco provocato:- provocato dall’uomo Sovraccarico forte:- gruppo compatto di sciatori. Da 5 a 30 volte superiore al sovraccarico prodotto da un singolo sciatore. Sovraccarico debole:- singolo sciatore, escursionista senza sci. Da 1 a 4 volte il sovraccarico prodotto da uno sciatore. Pendii ripidi:- inclinazione superiore a 30°. Maggiori distacchi avvengono tra i 30 e 45 gradi. Pendii ripidi estremi:- Pendii con inclinazione sfavorevole per quanto riguarda l’inclinazione. La forma del terreno, la vicinanza alle creste e la rugosità del suolo non sono i pendii estremamente ripidi. Distacco probabile Con forte sovraccarico:- Non esclude la possibilità che in alcune zone il distacco possa avvenire anche con debole sovraccarico.

24 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Pericolo valanghe Determinazione del pericolo Il pericolo valanghe è determinato principalmente da tre parametri: Stabilità media del manto nevoso: è inversamente proporzionale al numero di pendii pericolosi e cioè al diminuire della stabilità avremo un aumento di pendii pericolosi. Dispersione dei parametri di stabilità: più il pendio è irregolare più insidioso sarà il pericolo perché più difficile da riconoscere. (densità del campo minato). Il volume delle masse nevose in movimento: maggiore è il volume di neve, maggiore è la situazione pericolosa.

25 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Pericolo valanghe Densità del campo minato Il grado di pericolo aumenta con l’aumentare del numero di pendii pericolosi. (densità del campo minato). A = DeboleB = ModeratoC = Marcato

26 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Pericolo valanghe Densità del campo minato Colate di neve incoerente La foto mostra una situazione di pericolo generale. Si notino le colate di neve incoerente nella parte alta della foto ma soprattutto un lastrone di superficie spontaneo nella parte centrale. Lastrone di superficie spontaneo Valanga già scesa dalla parte destra della foto.

27 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Bollettino Nivo-Meteo Bollettino: utilità e limiti

28 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Gli errori Gli errori più frequenti Le valanghe sono eventi imprevedibili: Vale solo per valanghe spontanee, si verificano generalmente con pericolo forte o molto forte. Non c’e pericolo di valanghe quando fa freddo: Antica convinzione che risale al periodo in cui lo sci-alpinismo lo si praticava nei periodi primaverili. La regola “caldo = pericoloso e freddo = sicuro” trova riscontro sicuramente, ma non può essere presa come regola generale. Un lastrone può essere conservato per lunghi periodi di freddo e bel tempo!!!. Il bosco protegge dalle valanghe: Il bosco fitto (abeti) offre un buon grado di protezione; provateci a sciare.

29 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Gli errori Non vi sono pericoli in presenza di uno strato di neve sottile: La maggioranza degli incidenti avviene negli anni di scarse nevicate. Le tracce degli animali o degli sci garantiscono sicurezza: Le tracce di animali provocano una sollecitazione diversa sul pendio; le tracce degli sci se recenti no è detto che il lastrone si stacchi al primo passaggio, se vecchie il manto nevoso può aver subito un metamorfismo da gradiente ed essersi trasformato in una trappola. Le asperità del terreno ancorano il manto nevoso: Niente di più vero ma solo per la prima nevicata, “ma poi ?” Questo tipo di ancoraggio vale per le valanghe di fondo; non dimentichiamo che la valanga tipica dello sciatore e la valanga di superficie. Gli errori più frequenti

30 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Gli errori Gli errori più frequenti Questo piccolo pendio non è pericoloso: Un lastrone di neve di 20 mt. X 30 mt. X 0,35 mt. Ha un peso variabile di 20 – 40 t. in relazione al tipo di neve. Dopo 2 o 3 gg. La neve fresca si è assestata e il manto nevoso è stabile: Assestamento significa coesione tra i cristalli Neve coerente equivale a formazione di lastroni Il tempo di legame tra i cristalli è inferiore al tempo di legame tra gli strati. Quindi, è possibile che la neve fresca sia assestata ma slegata dallo strato sottostante, LASTRONE!!! I Woum!!! Sono indice di buon assestamento: Segnale necessario e sufficiente per indicare un imminente pericolo. La natura non potrebbe darci segnali più evidenti.

31 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Gli errori Gli errori più frequenti I lastroni di neve sono duri e rimbombano: Concetto errato di lastrone; il lastrone di neve dura e compatta dà una sensazione errata di sicurezza, (assestamento). Importante è la distinzione tra i lastroni di neve soffice per i quali è necessaria una piccola sollecitazione per provocare il distacco, dai lastroni di neve dura che necessitano di una sollecitazione maggiore per provocarne il distacco. E’ fondamentale che lo sciatore sappia distinguere la neve polverosa incoerente dalla neve polverosa coerente. Non ho mai visto valanghe su questo pendio, quindi è sicuro: Un pendio ripido, è comunque un potenziale pendio valanghivo. A seguito di situazioni Nivo-Meteo straordinarie, dobbiamo aspettarci valanghe straordinarie.

32 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Gli errori Gli errori più frequenti Dobbiamo aspettarci valanghe solo in caso di brutto tempo. Oggi è bello quindi la situazione è sicura: Il primo giorno dopo una nevicata, abbiamo un aumento del pericolo. Il riscaldamento improvviso è un’altra situazione che genera instabilità a seguito della riduzione delle resistenze della neve. Bel tempo più aumento della temperatura provoca un’attività valanghiva intensa. Test del bastoncino per rilevare la resistenza del manto nevoso: Il test del bastoncino è un profilo penetrometrico semplificato che da un’indicazione grossolana della durezza degli strati. Manca un fattore importantissimo: Il grado di coesione tra gli strati: RESISTENZA DI BASE.

33 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. Regola del 3 X 3 (Munter) Il grafico a lato dimostra quanto sia vero il fatto che gli incidenti da valanga si verificano maggiormente nelle stagioni di scarse nevicate. La ricerca della neve a tutti i costi, il manto nevoso di piccoli spessori, favoriscono enormemente una situazione di incidente, causato nel primo caso da neve accumulata dal vento (canaloni) e nel secondo da gradiente elevato favorito dalla poca neve.

34 Scuola Interregionale di Alpinismo e Sci Alpinismo – L.P.V. fine


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