La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

CLASSIFICAZIONE Protozoi »Intestinali e urogenitali »Del sangue e dei tessuti Eliminti »Trematodi »Cestodi »Nematodi.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "CLASSIFICAZIONE Protozoi »Intestinali e urogenitali »Del sangue e dei tessuti Eliminti »Trematodi »Cestodi »Nematodi."— Transcript della presentazione:

1 CLASSIFICAZIONE Protozoi »Intestinali e urogenitali »Del sangue e dei tessuti Eliminti »Trematodi »Cestodi »Nematodi

2 PATOGENESI DELLE MALATTIE PARASSITARIE Dose infettiva ed esposizione Penetrazione attraverso le barriere anatomiche Ancoraggio Replicazione Danno cellulare e tissutale Danno, elusione e inattivazione delle difese dell’ospite

3 ALCUNI MECCANISMI PATOGENETICI Produzione di sostanze tossiche da parte dei parassiti »Enzimi idrolitici (proteinasi, collagenasi, elastasi) »Ionofori »Endotossine »Cataboliti dell’indolo Meccanismi di danno tissutale »Blocco di organi interni »Atrofia da pressione »Migrazione attraverso i tessuti Immunopatologia »Ipersensibilità »Autoimmunità »Enteropatie associate a perdita di proteine »Metaplasia

4 VIE DI INGRESSO DEI PARASSITI Ingestione Trasmissione parenterale Penetrazione diretta »Puntura di artropodi »Penetrazione transplacentare »Penetrazione guidata dall’organismo stesso

5 BERSAGLI PER L’AZIONE DI FARMACI ANTIPARASSITARI I parassiti sono organismi eucariotici Le vie metaboliche sono comuni a parassita e all’ospite Essenziali le conoscenze di biologia di base »Captazione preferenziale del farmaco »Differenze nella sensibilità »Alterazioni metaboliche del farmaco »Bersagli parassito-specifici

6 AGENTI ANTIPROTOZOARI Gli agenti antiprotozoari sono indirizzati a cellule giovani, in fase di rapida crescita. I bersagli più comuni sono: »Sintesi degli acidi nucleici »Sintesi delle proteine »Vie metaboliche specifiche (folati)

7 AGENTI ANTIPROTOZOARI Metalli pesanti (a base di arsenico o antimonio): inattivano i gruppi sulfidricidi di enzimi essenziali per il catabolismi dei carboidrati. Sono indicati per Leishmania e Tripanosomi Analoghi dell’amminochinolina (clorochina, primachina, meflochina): Si accumulano preferenzialmente negli eritrociti parassitati. Diversi meccanismi d’azione proposti (interferenza con replicazione del DNA; legame alla ferroprotoporfirina IX; aumento pH intravescicolare; interferenza con la capacità di degradare l’emoglobina). Indicato per il trattamento del Plasmodium della malaria

8 AGENTI ANTIPROTOZOARI Antogonisti dell’acido folico: inibiscono la diidropteroato sintetasi e la diidrofolato reduttasi (blocco della sintesi di purine, pirimidine e di alcuni aa). Indicati per Toxoplasma e Malaria Inibitori della sintesi proteica: un certo numero di antibiotici mostrano attività antiparassitaria in vitro e in vivo. Questi farmaci includono CLINDAMICINA e SPIRAMICINA (attive nei confronti di Amebe, Plasmodium e Babesia), TETRACICLINE e DOXICICLINA.

9 AGENTI ANTIPROTOZOARI Diammidine (pentamidina): essendo un policatione interagisce con il DNA e con l’assorbimento e funzione delle poliammine. Indicata per Leishmaniosi e Tripanosomiasi Nitromidazoli: Meccanismo d’azione non chiaro. Particolarmente efficace nell’amebiasi disseminata, tricosomiasi e giardiasi

10 RESISTENZA AI FARMACI Le informazioni principali derivano dallo studio dei Plasmodi La resistenza alla CLOROCHINA, il principale farmaco antimalarico, è dovuta alla presenza di un meccanismo di efflusso attivo Lo sviluppo di resistenza a composti antifolici è legato a mutazioni del sistema enzimatico del parassita che combina deidrofolato reduttasi e timidilato sintetasi Necessari ulteriori studi per ottimizzare l’efficacia della chemioterapia

11 DIAGNOSI DI LABORATORIO Esame macroscopico Esame microscopico »A fresco »Dopo fissazione e colorazione Esami sierologici »Risposta anticorpale »Rilevazione antigenica Coltura Inoculazione nell’animale Metodi Molecolari

12 Parassiti intestinali e biliari: a) Identificazione nelle feci »Almeno 3 campioni raccolti sterilmente nell’arco di 48 ore »Esame a fresco (sangue, muco, vermi adulti, consistenza) b) Contenuto duodenale Parassiti del sangue e dei tessuti: »Striscio di sangue su vetrino e colorazione (Giemsa o Wright) »Osservazione di sezioni istologiche di tessuti, aspirati, CSF DIAGNOSI DI LABORATORIO

13 PROTOZOI DI INTERESSE MEDICO Phylum Sarcomastigophora –Subphylum Mastigophora (flagellates) –Genus: Leishmania, Trypanosoma Giardia, Enteromonas, Retortomonas, Chilomastix, Trichomonas Dientamoeba –Subphylum Sarcodina (amoeba) –Genus: Naegleria, Acanthamoeba Entamoeba, Iodamoeba, Endolimax Phylum Ciliophora (ciliates) –Genus: Balantidium

14 PROTOZOI DI INTERESSE MEDICO Phylum Apicomplexa (o Sporozoi) –Subclass Coccidia –Genus: Isospora, Sarcocystis Cryptosporidium, Cyclospora Toxoplasma Plasmodium –Subclass Piroplasmea –Genus: Babesia Phylum Microspora (microsporidia) –Genus: Encephalitozoon Enterocytozoon Septata Incertae sedis: Pneumocystis carinii

15

16 Outline delle infezioni da protozoi Infezioni intestinali -Invasive * Entamoeba histolytica -Non-invasive * Giardia lamblia * Cryptosporidia and Cyclospora * Microsporidia Infezioni sistemiche amoeba flagellate sporozoa (diarrea/invasione del circolo sanguigno) ( diarrea acquosa/perdita di peso )

17 INFEZIONI INTESTINALI

18

19 AMEBE (SARCODINA)  PSEUDOPODI CHE MODIFICANO CONTINUAMENTE LA FORMA DEL CORPO CELLULARE E SERVONO PER CATTURARE CIBO (PER FAGOCITOSI) E PER IL MOVIMENTO.  RIPRODUZIONE ASESSUATA PER SCISSIONE; ALCUNE POSSONO PASSARE DAL TROFOZOITE ALLA FORMA CISTICA  HABITAT: H 2 O E SUOLO ALCUNI SONO PARASSITI DELL’INTESTINO DEI VERTEBRATI; ALCUNE SONO PARTE DELLA NORMALE MICROFLORA INTESTINALE (ENTAMOEBA COLI; E. HARTMANNI; ENDOLIMAX NANA, IODAMOEBA BUTSCHILII)

20 E. histolytica 0.5 to 50% della popolazione mondiale è parassitata da E. histolytica con prevalenza nettamente maggiore nei paesi in via di sviluppo. L’infezione è associata con scarse condizioni igieniche. L’uomo è l’ospite principale, anche se cani gatti e roditori possono essere ugualmente infettati.

21 Entamoeba histolytica – ciclo vitale L’uomo è il serbatoio principale ed emette il parassita attraverso le feci (cisti) Le cisti sono resistenti all’ambiente La trasmissione è oro-fecale (cibo, acqua) In risposta all’ambiente acido, le cisti rilasciano i trofozoiti a livello dell’alto intestino I trofozoiti invadono l’intestino e si replicano per scissione. I trofozoiti che raggiungono in colon si incistano nuovamente.

22 Entamoeba histolytica -- patogenesi I trofozoiti danneggiano la mucosa intestinale Si possono identificare 3 fattori di virulenza: –Lectine amebiche: mediano il legame dei parassiti agli zuccheri contenenti galattosio presenti sulla cellula ospite –Pori causati sulla membrana: citolisi dipendente dall’adesione dell’ameba alla cellula –Cisteina proteasi: clivano gli anticorpi e il C3 I trofozoiti fagocitano le cellule dell’organismo Ulcerazioni a livello del colon - parassitemia

23

24 Amebiasi – sindromi cliniche Intestinali –Vanno da forme asintomatiche alla diarrea cronica fino alla dissenteria amebica Extraintestinali –Ascessi a livello del fegato –Altri foci metastatici (ad esempio nel cervello) Diagnosi: identificazione di trofozoiti o cisti nelle feci, rilevazione di antigeni nelle feci, sierologia

25 Entamoeba sp. E. histolytica –Invade i tessuti –Dovrebbe essere sempre trattata anche nei pazienti asintomatici E. dispar –Non è associata a patologia, nemmeno nei pazienti AIDS –Non dovrebbe essere trattata

26 Trattamento delle amebiasi Forme invasive: metronidazolo Forme intestinali: diiodoidrossiquinina, paromomicina, dilossanide furoato

27 Giardiasi – ciclo vitale L’infezione da G. lamblia è una zoonosi (piccoli mammiferi contaminano con le cisti le acque superficiali) Giardia ha una distribuzione mondiale La trasmissione attraverso le acque contamintate è la più comune, ma si può anche verificare trasmissione inter-umana (comune nei bambini) Ingerita come cisti Escistazione del trofozoita e l’attacco alla mucosa avviene nel tratto superiore dell’intestino tenue

28

29 FLAGELLATI O MASTIGOFORA  UNO O PIU’ FLAGELLATI TALVOLTA UNITI AL CORPO DEL PROTOZOO DA UNA MEMBRANA ONDULANTE  HABITAT: AMBIENTE OPPURE PARASSITI DELL’UOMO (INTESTINO, APP. GENITO-URINARIO, SANGUE) E NELL’INTESTINO DI VERTEBRATI E INVERTEBRATI)  RIPRODUZIONE ASESSUATA BINARIA LONGITUDINALE, PRECEDUTA DA DUPLICAZIONE DEL FLAGELLO  FITOFLAGELLATI (SIMILI ALLE PIANTE, CONTENGONO CLOROFILLA E SONO FOTOSINTETICI)  ZOOFLAGELLATI (SENZA CLOROFILLA, SIMILI AGLI ANIMALI) -TRYPANOSOMI (T. GAMBIENSE E T. RHODESIENSE, T. CRUZI) -GIARDIA LAMBLIA -TRICHOMONAS -LEISHMANIA

30 Patogenesi dell’infezione da Giardia I parassiti determinano una reazione di ipersensibilità localizzata I villi intestinali vengono danneggiati Si sviluppa malassorbimento

31 Giardia – caratteristiche cliniche Diarrea acuta, autolimitante Diarrea cronica con malassorbimento, steatorrea (grasso nelle feci), e perdita di peso Emissione di cisti attraverso le feci anche in assenza di sintomi Diagnosi: esame delle feci, aspirato duodenale, ricerca degli antigeni nelle feci

32 Giardiasi - trattamento Metronidazolo Giardiasi - prevenzione Filtrazione delle acque Riscaldamento dell’acqua fino a 50°C Trattamento al 2% di iodio x 30 minuti

33 CILIATI  NUMEROSE CILIA  CITOPLASMA E CITOPIGIO  DUE NUCLEI CON DIVERSA STRUTTURA E FUNZIONE: MICRONUCLEO → SI DIVIDE PER SCISSIONE E HA FUNZIONE TROFICA. MACRONUCLEO → SI DIVIDE PER MITOSI E HA FUNZIONE GENETICA.  RIPRODUZIONE ASESSUATA TRASVERSALE O SESSUATA PER CONIUGAZIONE  HABITAT: H 2 O DOLCI E SALATE, PARASSITI IN VARI ORGANISMI  BALANTIDIUM COLI UNICO CILIATO PATOGENO PER L’UOMO

34 Balantidium coli Balantidium coli trophozoites. Cisti di Balantidium coli e trofozoita E’ soprattutto un parassita di bovini, suini e cavalli Trofozoita di Balantidium coli

35 Ciclo vitale di Balantidium coli Trofozoiti a livello intestinale

36 SPOROZOI (SPOROZOEA)  FORMANO SPORE CONTENENTI SPOROZOITI INFETTANTI  PARASSITI OBBLIGATI INTRA- EXTRACELLULARI  DOPPIO CICLO RIPRODUTTIVO SESSUATO E ASESSUATO NELLO STESSO OSPITE O IN OSPITI DIVERSI

37 Cryptosporidium parvum C. parvum è un piccolo parassita della dimensione di 3 to 5 um che si ritrova nel tratto grastrointestinale di molti animali e causa epidemie di diarrea nell’uomo al quale si trasmette attraverso cibo e acque contaminati Oocisti di Cryptosporidium sp

38 Ciclo vitale del Cryptosporidium Le oocisti sporulate che contengono 4 sporozoiti vengono escrete dall’ospite infettato attraverso le feci e probabilmente attraverso altre vie, quali le secrezioni respiratorie A seguito dell’ingestione (e probabilmente dell’inalazione) avviene l’escistazione Gli sporozoiti vengono rilasciati e parassitano le cellule epiteliali del tratto gastrointestinale o di altri tessuti come il tratto respiratorio. In queste cellule i parassiti si moltiplicano in maniera asessuata (schizogonia o merogonia) e quindi in maniera sessuata (gametogonia), producendo microgamonti (maschio) e macrogamonti (femmina). Dopo la fertilizzazione si sviluppano le oocisti che sporulano nell’ospite infettato. Vengono prodotte due diverse oocisti, quelle a parete spessa che vengono comunemente escrete dall’ospite, e quelle a parete sottile che sono coinvolte nell’auotinfezione. Le oocisti sono infettive una volta escrete e vengono trasmesse per la via oro-fecale

39 Isospora belli I. belli è un infezione rara nel soggetto immunocompetente, più frequente nei pazienti AIDS. Avviene attraverso la via oro-fecale Oocysts of Isospora belli. Oocisti immatura Oocisti matura: il singolo sporoblasto si divide in due che si rivestono di una parete trasformandosi in sporocisti, che conterranno alla fine quattro sporozoiti

40 Quando viene escreta l’oocisti contiene uno sferoblasto e più raramente due. Lo sferoblasto si divide in due, secercendo una parete e trasfornandosi in sferocisti; la sferocisti si divide originando quattro sporozoiti L’infezione avviene per ingestione di sporocisti che escistano nell’intestino tenue e rilasciano gli sporozoiti. Questi invadono le cellule epiteliali e iniziano la schizogonia In seguito alla rottura dello schizonte, i merozoiti vengono rilasciari e invadono nuove cellule epiteliali continuando a moltiplicarsi in maniera asessuata I trofozoiti si sviluppano in schizonti che contengono diversi merozoiti. Dopo almeno una settimana inizia la riproduzione sessuata con lo sviluppo di gametociti maschili e femminili. La fertilizzazione dà origine allo sviluppo di oocisti che vengono escrete con le feci.

41 Flagellati a trasmissione sessuale

42 TRICHOMONIASI Eziologia Trichomonas vaginalis (un flagellato) Epidemiologia Trichomonas vaginalis ha una distribuzione mondiale. L’incidenza è minore del 5% nelle donne con picchi del 70% tra le prostitute.

43

44 Morfologia Il trofozoita ha una dimensione di um in diametro e ha la forma di una mezza pera con un unico nucleo, 4 flagelli anteriori e un flagello laterale attaccato al corpo cellulare da una membrana ondulata. Sono presenti 2 assostili in posizione asimmetrica. L’organismo non forma cisti. Ciclo vitale T. vaginalis colonizza la vagina e l’uretra (più raramente la prostata). L’infezione avviene principalmente per contatto sessuale, anche se infezioni non veneree sono possibili. L’organismo non si incista e si divide per divisione binaria favorita dal pH poco acido (pH > 5.9; il pH normale è ). Non ci sono altri serbatoi d’infezione oltre all’uomo. Sintomi T. vaginalis dà un’infezione raramente sintomatica nell’uomo, anche se può causare una uretrite di media gravità ed occasionalmente prostatiti. Nelle donne è spesso asintomatica, ma infezioni più gravi in ambienti con pH elevato possono causare vaginiti gravi con secrezioni giallognole copiose Patologia L’epitelio dell’organo infettato viene danneggiato per azione diretta dell’organismo

45 Diagnosi Il sospetto clinico viene confermato dall’identificazione dell’organismo in vetrini colorati con la tecnica Giemsa a partire da secrezioni vaginali o dalla coltivazione dei tamponi in terreni specifici (terreno di Diamond). I trofozoiti dovrebbero essere distinti da quelli di Trichomona hominis un flagellato non patogeno Trattamento Il metronidazolo è efficace sia nel trattamento delle infezioni nell’uomo e nella donna.

46 Summary OrganismTransmissionSymptomsDiagnosisTreatment Entameba histolytica Oro-fecal Dysentery with blood and necrotic tissue. Chronic: abscesses Stool: cysts with 1-4 nuclei and/or trophs. Trophs in aspirate. GI: Iodoquinol or Metronidazole Abscess: Metronidazole Giardia lamblia Oro-fecal Fowl-smelling, bulky diarrhea; blood or necrotic tissue rare. Stool: typical old man giardia troph and/or cyst. Iodoquinol or Metronidazole. Balantidium coli Oro-fecal; zoonotic Dysentery with blood and necrotic tissue but no abscesses. Stool: ciliated trophs and/or cysts.Iodoquinol or Metronidazole. Cryptosporidium parvum Oro-fecalDiarrheaOoocysts in stoolParomycin (investigational) Isospora belliOro-fecalGiardiasis-likeOoocysts in stoolSulpha drugs Trichomonas vaginalis SexualVaginitis; occasional urethritis/prostatitis.Flagellate in vaginal (or urethral) smear.Mebendazole; vingar douche; steroids

47 Outline delle malattie parassitarie Infezioni intestinali Infezioni sistemiche - Malaria (Plasmodium sp.) - Babesiosi (Babesia sp.) - Toxoplasmosi (T. gondii) - Leishmaniosi - Tripanosomiasi: Tripanosomiasi africana ( malattia del sonno) Tripanosomiasi americana (malattia di Chagas) (Infezione dei globuli rossi e febbre) (infezioni intracellulari) sporozoi flagellati

48 SPOROZOI (SPOROZOEA)  FORMANO SPORE CONTENENTI SPOROZOITI INFETTANTI  PARASSITI OBBLIGATI INTRA-EXTRACELLULARI  DOPPIO CICLO RIPRODUTTIVO SESSUATO E ASESSUATO NELLO STESSO OSPITE O IN OSPITI DIVERSI  PLASMODIUM  TOXOPLASMA  BABESIADI INTERESSE  PNEUMOCYSTIS MEDICO CARINII??

49 Ciclo biologico degli sporozoi Endoduogenia – tachizoite – bradizoite Schizogonia – (sporozoite)  trofozoite  schizonte  merozoiti Gamogonia – merozoiti sessuati macrogametocito  macrogamete microgametocito  microgameti Sporogonia – zigote (oocinete)  oocisti  sporoblasti (sporocisti)  sporozoiti

50 Replicazione asessuata fertilizzazione e colonizzazione dell’apparato digerente della zanzara Le cellule infettate rilasciano sporozoiti che migrano alle ghiandole salivari. Replicazione sessuata Ciclo extra- eritrocitico Rilascio dei merozoiti Forma ad anello trofozoita Rottura dei globuli rossi e rilascio dei merozoiti schizonti Gametociti maschili e femminili Ciclo eritrocitico Gli sporozoiti rilasciati dalle ghiandole salivari della zanzara invadono gli epatociti nel giro di pochi minuti

51

52 Specie di Plasmodium Ciclo Latenza SPECI eritrocitico epatica RICORRENZE P. falciparum48 hnono P. vivax48 hsìsì P. ovale48 hsì sì P. malariae72 hnosì

53 parossismi associati con il rilascio simultaneo di merozoiti dai globuli rossi –Rilascio di sostanze che stimolano la produzione di TNF  e IL-1 dalle cellule –Brividi di freddo, febbre, mialgie, forti mal di testa ± sintomi GI (5-6 ore) –Sudorazione profusa e perdita delle forze (2- 3 ore) Malaria – caratteristiche cliniche

54 Cambiamenti ematologici mediati da reazioni immunologiche –anemia –trombocitopenia –leucopenia Malaria – caratteristiche cliniche

55

56 Maggiore virulenza di P. falciparum I merozoiti penetrano nelle cellule rosse del sangue a qualunque stadio di sviluppo La parassitemia raggiunge livelli molto elevati Proteine di adesione vengono espresse sulla membrana delle cellule rosse del sangue infettate dai trofozoiti e schizonti –Attacco alle cellule endoteliali (via ICAM-1) –Ridotto flusso sanguigno nei piccoli vasi --> microinfarti, emorrargie

57

58

59 Circa 600 milioni di nuove infezioni e 3 milioni di morti ogni anno

60 Malaria importata Viaggiatori ed immigranti che provengono da zone endemiche dove si sono infettati e sviluppano i sintomi nel paese di arrivo Malaria da “aeroporto" Si riferisce alla malaria causata da zanzare infettate trasportate da aeromobili che provengono da paesi dove la malaria è endemica. Malaria congenita Nella malaria congenita, madri infettate trasmettono i parassiti ai loro figli o durante il parto.

61 Schema terapeutico per la chemioprofilassi Schema terapeutico per il trattamento Clorochina fosfato (infezione da P.falciparum Clorochina-sensibile, P.malariae, P.vivax, P.ovale) Clorochina fosfato e cloridrato (infezione da P.falciparum Clorochina-sensibile, P.malariae, P.vivax, P.ovale) Meflochina Doxiciclina Clorochina+Cloroguanide Clorochina+Pirimetamina+Sulfadoxi n (infezione da P.falciparum Clorochina-resistenti) Chinino+Tetraciclina Chinino+Pirimetamina+Sulfadoxina Chinino+Doxiciclina Meflochina Alofantrina

62 Meccanismo d’azione Inibizione dell’eme-polimerasi. Formazione di legami-H con la doppia elica del DNA.

63 Clorochina 4-aminochinolina valutata nel corso di un programma di ricerca durante la seconda guerra mondiale. Presenta la stessa catena laterale della chinacrina da cui differisce per il nucleo chinolinico al posto di quello acridinico e per la mancanza del metossile.

64 Recentemente è stato dimostrato che la Clorochina è in grado d’interagire con l’enzima lattato-deidrogenasi del plasmodio. La capacità della Clorochina di legare sia l’eme che la lattato-deidrogenasi fa in modo che il farmaco sia tossico solo per il parassita (Read J.R. et al.,1999).

65 Azione antimalarica Molto efficace sulle forme eritrocitarie di P.vivax, P.ovale, P.malariae e sui ceppi di P.falciparum Clorochina-sensibili. Esercita attività contro i gametocidi di P.vivax, ovale e malariae. Non presenta azione sulle forme tissutali di P.vivax e P.ovale.

66 Ceppi resistenti La comparsa di numerosi ceppi di Plasmodium resistenti rende necessario lo sviluppo di nuovi farmaci. Un approccio nuovo e promettente riguarda gli inibitori delle proteasi. Lo sviluppo di un vaccino antimalarico è reso difficile dall’esistenza dei diversi stadi di sviluppo del parassita, caratterizzati da meccanismi molecolari e biologici diversi e molto variabili.

67

68 BABESIOSI Babesia microti è l’unico membro di questa famiglia che infetta l’uomo

69 E’ una zoonosi trasmessa all’uomo da zecche

70 Babesiosi Sintomi Anemia emolitica, ittero, febbre e epatomegalia. Compaiono generalmente 1-2 settimane dopo l’infezione

71 TOXOPLASMA GONDII  PARASSITA INTRACELLULARE  CAUSA TOXOPLASMOSI  TROFOZOITE (FORMA VEGETATIVA) HA LA FORMA DI FALCE  PSEUDOCISTI NEL CERVELLO E MUSCOLI IN CONDIZIONI AVVERSE PER ROTTURA SI LIBERANO I TROFOZOITI CHE CAUSANO INFEZIONE NEI TESSUTI DELL’ANIMALE GATTO SERBATOIO NATURALE NEL CUI TRATTO INTESTINALE VIVE. OSPITI INTERMEDI: UCCELLI, RODITORI, SUINI, BOVINI, ETC.  RIPRODUZIONE ASESSUATA NELL’UOMO E NEGLI ANIMALI NEL GATTO PUO’ AVERE RIPRODUZIONE SESSUATA CHE INFETTA INGERENDO UCCELLI O RODITORI CONTENENTI PSEUDOCISTI

72 Toxoplasma gondii – ciclo vitale Humans infected handling kitty litter or soil Cat feces containing oocysts contaminates soil Rats, mice, and birds feed off ground; ingest oocysts Cat becomes infected eating rodents and birds Earthworms and cockroaches Humans infected by eating undercooked meat

73 Toxoplasmosi – Sindromi cliniche Toxoplasmosi acuta Toxoplasmosi congenita Toxoplasmosi oculare Toxoplasmosi cerebrale (AIDS)

74 Toxoplasmosi congenita Trasmissione transplancetale nel 30-40% dei casi se l’infezione è acquisita in gravidanza Il 60% dei neonati infettati sono asintomatici (ma successivamente sviluppano corioretinite) I neonati sintomatici presentano idrocefalo, epatosplenomegalia, ittero, febbre, anemia, polmonite

75 Diagnosi di toxoplasmosi La coltura non viene effettuata di routine Sierologia –IFA o ELISA –IgM o titoli di IgG molto elevati –Nel paziente AIDS difficile rilevare la sieroconversione Caratteristiche cliniche e risposta al trattamento

76 POLMONITE DA PNEUMOCYSTIS Pneumocystis jiroveci (precedentemente noto come Pneumocystis carinii)

77 La polmonite da Pneumocystis è un’infezione tipica dei pazienti immunocompromessi, in particolare dei pazienti AIDS

78 Flagellati: Leishmania Trypanosomi

79 FLAGELLATI O MASTIGOFORA  UNO O PIU’ FLAGELLATI TALVOLTA UNITI AL CORPO DEL PROTOZOO DA UNA MEMBRANA ONDULANTE  HABITAT: AMBIENTE OPPURE PARASSITI DELL’UOMO (INTESTINO, APP. GENITO-URINARIO, SANGUE) E NELL’INTESTINO DI VERTEBRATI E INVERTEBRATI)  RIPRODUZIONE ASESSUATA BINARIA LONGITUDINALE, PRECEDUTA DA DUPLICAZIONE DEL FLAGELLO  FITOFLAGELLATI (SIMILI ALLE PIANTE, CONTENGONO CLOROFILLA E SONO FOTOSINTETICI)  ZOOFLAGELLATI (SENZA CLOROFILLA, SIMILI AGLI ANIMALI) -TRYPANOSOMI (T. GAMBIENSE E T. RHODESIENSE, T. CRUZI) -GIARDIA LAMBLIA -TRICHOMONAS -LEISHMANIA

80 AMASTIGOTE: FORMA SEMPLICE, OVOLARE INTRACELLULARE, FLAGELLO RUDIMENTALE PROMASTIGOTE: FORMA ALLUNGATA CON FLAGELLO CHE FUORIESCE DALLA PARTE ANTERIORE DEL CORPO PROTOZOARIO EPIMASTIGOTE: FORMA RISCONTRABILE IN COLTURA E NELLE GH. SALIVARI DEI VETTORI. FORMA ALLUNGATA DI DIMENSIONI SIMILI AL PROMASTIGOTE. IL FLAGELLO FUORIESCE NELLA PARTE ANTERIORE DEL CORPO PROTOZOARIO CUI RIMANE ATTACCATA PER MEZZO DI MEMBRANA ONDULANTE TRIPOMASTIGOTE: GRANDI DIMENSIONI FORMA CIRCOLANTE NEL SANGUE, FLAGELLO LIBERO + MEMBRANA ONDULANTE Morfologia

81

82 LEISHMANIASI Eziologia Diverse specie di Leishmania sono patogene per l’uomo: L. donovani causa la Leishmaniasi viscerale (Kala-azar, black disease, dumdum fever); L. tropica ( L. t. major, L. t. minor and L. ethiopica ) causa la Leishmaniasi cutanea (oriental sore, Delhi ulcer, Aleppo, Delhi or Baghdad boil); e L. braziliensis (anche, L. mexicana and L. peruviana ) sono agenti eziologici della Leishmaniasi mucocutanea (espundia, Uta, chiclero ulcer). Epidemiologia La prevalenza è mondiale con alcune zone più colpite

83

84 Ciclo vitale L’organismo è trasmesso attraverso la puntura di diversi pappataci ( Phlebotomus ) che presentano i promastigoti a livello del tratto digerente anteriore e della faringe. I parassiti invadono i fagociti dove si trasformano in amastigoti e si dividono fino alla rottura delle cellule infettate. Gli organismi rilasciati infettano altre cellule. I pappataci si infettano durante il pasto di sangue. Gli amastigoti si trasformano in mastigoti dotati di flagelli e si moltiplicano nell’apparato digerente fino alla regione anteriore e la faringe. I cani e i roditori funzionano da serbatoio

85

86 Leishmaniasi viscerale (kala-azar, dumdum fever): Moltiplicazione a livello di fagociti della milza, del fegato, dei linfonodi, del midollo osseo, della mucosa intestinale e di altri organi. Da uno a quattro mesi dopo l’infezione si manifesta febbre che diventa elevata e accompagnata da brividi e sudorazione. La milza e il fegato si ingrossano progressivamente. Con la progressione della malattia si sviluppano zone granulomatose ed iperpigmentate sulla pelle (kala azar significa malattia nera). La malattia cronica rende i pazienti suscettibili ad altre infezioni. In assenza di trattamento la mortalità è elevata. Leishmaniasi cutanea (Oriental sore, Delhi ulcer, Baghdad boil): L’organismo si moltiplica localmente, producendo una papula, 1-2 settimane dopo la puntura. La papula cresce gradualmente fino a generare un’ulcera non dolorosa che permane per 2-10 mesi e può dare origine a cicatrici. La malattia può essere disseminata nell’immunocompromesso. Leishmaniasi mucocutanea (espundia, Uta, chiclero): I sintomi iniziali sono gli stessi della cutanea, ma l’organismo si diffonde alle mucose (orali, faringee, nasali) e porta a malformazioni.

87 Patogenesi E’ legata alla reazione del sistema immunitario, principalmente alla risposta cellulo- mediata. Leucopenia, anemia, trombocitopenia. Le IgM e le IgG presentano livelli elevati anche per attivazione policlonale. Diagnosi La diagnosi è basata sull’anamnesi e sull’isolamento di organismi dall’aspirato prelevato dalle lesioni o da biopsie, attraverso l’esame diretto e la coltura. Un test cutaneo (ipersensibilità ritardata, test di Montenegro) e la rilevazione di anticorpi anti- leishmania attraverso IF sono indicativi di un contatto con l’organismo. Trattamento e controllo Farmacologico. Misure preventive sono mirate al controllo della diffusione dei vettori. L’immunizzazione non è efficace.

88 TRYPANOSOMI  T. GAMBIENSE MALATTIA DEL SONNO O TRIPANOSOMIASI  T. RHODESIENSEAFRICANA  T. CRUZI → TRIPANOSOMIASI AMERICANA O MALATTIA DI CHAGAS 1 FLAGELLO E MEMBRANA ONDULANTE T. GAMBIENSE T. RHODESIENSE IL LORO CICLO VITALE IN PARTE AVVIENE IN INSETTI EMATOFAGI (MOSCA TSE-TSE, GLOSSINA PALPALIS ETC.) E IN PARTE NELL’UOMO E ALTRI VERTEBRATI INSETTO INFETTATO (GH. SALIVARI) → PUNTURA UOMO O VERTEBRATI → INCUBAZIONE 2-3 SETTIMANE O MESI → MALATTIA DEL SONNO (ANEMIA, INSONNIA, CEFALEA, INTERESSAMENTO S.N.C.) DIAGNOSI RICERCA TRYPANOSOMI NEL SANGUE (DA CUI TRAGGONO SOST. NUTRITIVE) E NEL LIQUOR

89 TRYPANOSOMIASI AFRICANA Ogni anno vengono documentati dai 6,000 ai 10,000 casi nell’uomo. 35 milioni di persone e 25 milioni di bovini sono a rischio.

90 Mosca Tse-tse. Il vettore della trypanosomiasi africana

91 Tripanosomiasi africana (TAU) La malattia del sonno o tripanosomiasi africana umana (abbreviata in TAU) è una malattia tropicale diffusa solo nelle regioni equatoriali dell'Africa, nella fascia compresa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud. Il nome "malattia del sonno" è dovuto al fatto che l'ultimo stadio della malattia è caratterizzato da apatia, sonnolenza e cachessia. Nell'ultima fase di questo stadio il malato non è più in grado di alzarsi né di mangiare. L'agente patogeno della TAU è il Tripanosoma brucei.

92 Diagnosi Messa in evidenza del parassita nel sangue (concentrato attraverso centrifugazione) e nel liquido cerebrospinale Diagnosi sierologica (ELISA)

93 Trypanosomiasi americana (malattia di Chagas) Trypanosoma cruzi

94 16-18 milioni di persone sono infettate dal parassita e 50 milioni sono a richio. Circa 50,000 persone muoiono ogni anno di questa malattia.

95

96 Trasmissione attraverso vettori ematofagi o per trasfusione La malattia acuta nella maggior parte dei casi decorre in modo inapparente o paucisintomatico e si manifesta più spesso nei bambini. Nel punto di entrata del protozoo compare il cosiddetto chagoma, una lesione cutanea rosso-violacea, foruncoloide, edematosa, ricca di tripanosomi in moltiplicazione attiva all’interno dei macrofagi. Il parassita si propaga per via linfatica locale con comparsa di linfoadenite satellite segno di Romaña o complesso oftalmo-linfonodale, che consiste in un edema bipalpebrale monolaterale, indolore, con congestione ed edema congiuntivale e linfoadenite pre-auricolare. È presente nel 20-50% dei casi e persiste per giorni. Si può avere contemporaneamente un’infiammazione della ghiandole lacrimali, detta segno di Mazza-Benìtez Cardiopatia chagasica acuta È una miocardite acuta che è clinicamente evidente in meno del 5% dei casi, di solito nei casi pediatrici in aree endemiche. La maggior parte delle volte è lieve e reversibile. Forme congenite L’infezione intrauterina può dare aborto spontaneo o parto prematuro. Forme croniche In meno del 5% dei casi c’è un passaggio diretto dalla forma acuta a una forma cronica sintomatica. Le forme croniche determinate clinicamente evidenti di solito si manifestano dopo anni dall’infezione. La Cardiopatia chagasica cronica è la più comune delle forme determinate

97 Diagnosi Diagnosi prettamente clinica nelle zone endemiche La diagnosi definitiva richiede la messa in evidenza dei tripanosomi attraverso microscopia o test nei modelli animali Ricerca di anticorpi attraverso fissazione del complemento

98 Trattamento e controllo Non esiste alcuna terapia efficace Due farmaci sperimentali (Benznidazolo e Nifurtimox) hanno fornito alcuni risultati promettenti nelle fasi acute dell’infezione, ma con effetti collaterali gravi nel trattamento prolungato (fase cronica) La prevenzione è l’arma migliore Non esiste un vaccino

99

100

101

102

103

104

105

106


Scaricare ppt "CLASSIFICAZIONE Protozoi »Intestinali e urogenitali »Del sangue e dei tessuti Eliminti »Trematodi »Cestodi »Nematodi."

Presentazioni simili


Annunci Google