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Gli interventi di popolazione Elias Allara Medico in Formazione Specialistica Università degli Studi di Torino Prevenzione del fumo di tabacco: seminario.

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Presentazione sul tema: "Gli interventi di popolazione Elias Allara Medico in Formazione Specialistica Università degli Studi di Torino Prevenzione del fumo di tabacco: seminario."— Transcript della presentazione:

1 Gli interventi di popolazione Elias Allara Medico in Formazione Specialistica Università degli Studi di Torino Prevenzione del fumo di tabacco: seminario sulle nuove Linee guida nazionali Torino 30 Maggio 2014

2 Che cosa sono gli interventi di popolazione? Fattori di rischio e di protezione Storia naturale del tabagismo Possibili interventi

3 Politiche di prezzo e tassazione (1 di 4) 3 RS, 1 RN, 4 studi prospettici, 10 altri disegni +10% prezzo  -3.0% prevalenza di fumatori in Italia (Hopkins 2001; Gallus 2006) Elasticità al prezzo (=variazione della domanda in funzione del prezzo) diversa per – Gruppo sociale (↓ in classi con basso SES, prob. per maggiore influenza sociale) (Chaloupka 2000; West 2007) – Genere (↑ tra i maschi; ↓ femmine per timore aumento ponderale conseguente a cessazione) (Chaloupka 2000; Cawley 2004) – Età (↑ tra i giovani per maggiore importanza costi e maggiore influenza di pari e famiglia) (Chaloupka 1997) – Fase storia naturale (↓all’inizio; ↑nella fase di dipendenza prob. a causa del maggiore risparmio nei consumatori abituali) (Chaloupka 2000; Emery 2001) Limitati effetti del contrabbando sulla salute della popolazione generale (Merriman 2002; Joossens 2012)

4 Politiche di prezzo e tassazione (2 di 4) Le evidenze scientifiche confermano che l’aumento del prezzo dei prodotti del tabacco sia un intervento di sanità pubblica molto efficace. – Alcune incertezze sull’efficacia diretta sull’iniziazione, dato che essa avverrebbe attraverso prodotti non acquistati. In Italia tuttavia le politiche di prezzo sono gestite dal Ministero dell’economia che lo utilizza a fini puramente fiscali, determinando una perdita parziale della sua efficacia sanitaria. – Altri Paesi, quali la Svizzera o la California, utilizzano esplicitamente parte del ricavato delle accise a fini di prevenzione: l’aumento del prezzo, correttamente pubblicizzato, diviene direttamente portatore del messaggio preventivo.

5 Politiche di prezzo e tassazione (3 di 4) Uno studio (Biener 2000) fornisce un esempio completo degli effetti delle politiche di tassazione – Nel 1993 lo stato del Massachusetts ha approvato un’iniziativa che aumentava il prezzo dei pacchetti di sigarette di $0.25 destinandoli ad un programma di controllo del tabagismo. – Dal 1993 al 2000, grazie a questa legge sono stati investiti annualmente $ 6.50 pro capite per questa iniziativa [popolazione nel 1996: 6.2 milioni]. – Uno studio pre-post con gruppo di controllo ha documentato un declino annuale della prevalenza del 0.43% rispetto ad un incremento dello 0.03% negli stati di controllo. Un aumento delle accise sul tabacco, anche a livello regionale (sul modello di quelle per la benzina), potrebbe costituire un sistema utile per ridurre la prevalenza di fumo.

6 Politiche di prezzo e tassazione (4 di 4)

7 Composizione dei prodotti del tabacco Il monitoraggio della composizione dei prodotti del tabacco ha il ruolo di contrastare i tentativi dell’industria di realizzare prodotti che creino maggiore dipendenza, attraverso l’aggiunta di componenti chimici. La trasparenza circa le pratiche di lavorazione e la composizione finale delle sostanze commerciate può aumentare la consapevolezza e la capacita di scelte informate da parte del consumatore.

8 Formato dei pacchetti ed etichettatura Sebbene non si conoscano gli effetti dell’introduzione della confezione generica, non essendo ancora stata valutata in alcun Paese, le evidenze teoriche suggeriscono che questa possa essere un intervento efficace nel ridurre il rischio di iniziazione

9 Campagne mediatiche di prevenzione (1 di 2) 1 LG NICE, 3 RS, 2 RN, 3 RCT, 20 altri studi Le evidenze sembrano indicare che le campagne mediatiche siano in grado di ridurre il rischio di iniziazione all’uso del tabacco. Gli elementi più importanti derivano dalle revisioni di Brinn (Brinn 2010) e dalle conclusioni della Community Guide (Task Force on Community Preventive Services 2005): – le campagne più efficaci generalmente mirano alla fascia di età che precede immediatamente il principio della curva epidemica di inizio della sperimentazione del fumo (per l’Italia si tratta dei giovani di anni); – le campagne più efficaci sono basate su solide teorie e sull’esperienza delle valutazioni delle campagne intraprese in precedenza; – le campagne sostenute nel tempo, più intense, sono più efficaci; – quando accompagnate da altri interventi, quali aumenti dei prezzi e interventi scolastici, le campagne mediatiche sono in grado di rinforzarne l’efficacia; – quando mirano a denormalizzare il tabacco sortiscono maggiori effetti; – la valutazione di efficacia delle campagne è utile per misurarne l’impatto e per imparare dall’esperienza.

10 Campagne mediatiche di prevenzione (2 di 2)

11 Regolamentazione della pubblicità indiretta (1 di 2) Il Gruppo panel ha inoltre inserito una raccomandazione relativa al finanziamento pubblico dello spettacolo: sembra infatti incoerente che il denaro pubblico finanzi la produzione di pellicole cinematografiche che possono avere un effetto importante nella promozione dell’iniziazione al fumo.

12 Regolamentazione della pubblicità indiretta (2 di 2)

13 Vendita a minori 2 RS, 1 studio prospettico, 5 studi trasversali, 2 studi qualitativi La riduzione dell’accessibilità ai prodotti del tabacco sembra una modalità efficace di prevenzione primaria. – La regolamentazione delle vendite però non sembra capace di garantire da sola un effetto diretto sulla riduzione del rischio di iniziazione; – dovrebbe essere accompagnata da azioni di controllo del rispetto della norma, e associata ad azioni dirette alla comunità, affinché l’accesso ai giovani sia realmente ostacolato.

14 Divieti e restrizioni di uso (1 di 2) Le evidenze suggeriscono che i divieti di fumo – vengono rispettati (Pacifici 2010) – producono riduzioni misurabili nel consumo di tabacco (Gallus 2007) – producono effetti significativi sulla salute (Callinan 2010; Barone-Adesi 2006). Le evidenze inoltre suggeriscono che questo avvenga anche attraverso un cambiamento delle norme sociali e della percezione di prevalenza (Albers 2004).

15 Divieti e restrizioni di uso (2 di 2) La vigilanza del rispetto del divieto deve rimanere elevata, in particolare in sedi a rilevanza educativa e sanitaria. Pur non essendo disponibili studi che provino l’efficacia dell’ampliamento del divieto di fumo all’esterno dei locali pubblici (ingresso e immediate adiacenze), è plausibile ritenere che tali divieti, soprattutto in edifici a valenza sanitaria ed educativa, possano fungere da deterrente all’iniziazione e stimolo alla cessazione, denormalizzando ulteriormente il tabagismo.

16 Conclusioni Queste LG raccomandano fortemente (per quanto riguarda la parte sugli interventi di popolazione) – Un aumento progressivo del prezzo delle sigarette attraverso un aumento della tassazione destinato interamente alla prevenzione del fumo – Controlli periodici del rispetto del divieto di vendita a minori – Controlli periodici del rispetto del divieto di fumo nei locali chiusi

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