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I Protocolli per la prevenzione dei reati ambientali e gli standard ISO 14001 e Emas Umberto Chiminazzo Direttore Generale Certiquality V Congresso Annuale.

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Presentazione sul tema: "I Protocolli per la prevenzione dei reati ambientali e gli standard ISO 14001 e Emas Umberto Chiminazzo Direttore Generale Certiquality V Congresso Annuale."— Transcript della presentazione:

1 I Protocolli per la prevenzione dei reati ambientali e gli standard ISO e Emas Umberto Chiminazzo Direttore Generale Certiquality V Congresso Annuale in materia di responsabilità da reato degli enti 22 febbraio Centro Congressi Roma Eventi - Piazza di Spagna - Roma “ASPETTI FISIOLOGICI E PATOLOGICI DEL MODELLO DI GESTIONE EX D.LGS. 231/01”

2 - Il contesto - Il ruolo della normazione -Tabelle di correlazione -Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

3 - Il contesto - Il ruolo della normazione -Tabelle di correlazione -Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

4 L’estensione del campo di applicazione del d.lgs. 231/01 Diversamente da quanto accade per la prevenzione dei reati commessi con violazione delle norme in materia di salute e sicurezza, i criteri cui occorre fare riferimento per l’adeguamento del modello ai reati ambientali restano a oggi quelli previsti dall’art. 6, D.Lgs. n. 231/2001 (per i reati commessi da soggetti in posizione apicale) e dall’art. 7 (per i reati commessi da soggetti sottoposti all’altrui direzione e, quindi, dipendenti, collaboratori a vario titolo, ecc.). Nota 1: per i reati in materia di salute e sicurezza, l’art. 30, comma 5, del D.Lgs. n. 81/2008 fornisce un riferimento ed indicazioni esplicite: «In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti». Nota 2: la circolare dell’11 luglio 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito i primi chiarimenti sul sistema di controllo (comma 4 dell’art. 30 del D.lgs. n.81/2008) ed indicazioni per l’adozione del sistema disciplinare (comma 3 dell’art.30 del D.lgs. n.81/2008) per le Aziende che hanno adottato un modello organizzativo e di gestione definito conformemente alle Linee Guida Uni-Inail (edizione 2001) o alle BS OHSAS 18001:2007. La circolare contiene anche una Tabella di correlazione tra l’art.30 del D.lgs. n.81/2008, le Linee Guida Uni-Inail e lo standard BS OHSAS 18001:2007 per l’identificazione delle “parti corrispondenti” di cui al comma 5 dell’art.30 (corrispondenza che risulta verificata su tutti i requisiti ad eccezione del Sistema disciplinare, che non è espressamente previsto dagli standard volontari).

5 Modelli organizzativi e sistemi di gestione Dalla nostra esperienza registriamo che, sul piano organizzativo, un Sistema di Gestione, pur non coincidendo con il Modello organizzativo, da vantaggi manageriali oggettivi: - aiuta il management nel governo dell’azienda nel controllo dei processi, - favorisce il consolidamento delle azioni che consentono un maggiore controllo della compliance aziendale (leggi, codici etici, Modelli organizzativi 231, etc.). D.LGS. 231 / 01 SISTEMI DI GESTIONE -ANALISI DEI RISCHI -CODICE ETICO/POLITICA -SIST. ORGANIZZATIVO -PROCEDURE -ADDESTRAMENTO − ANALISI RISCHI “231” − ASPETTI ECONOMICO FINANZIARI (POTERI DI FIRMA E CONTROLLO DI GESTIONE) − ORGANISMO DI VIGILANZA − SISTEMA SANZIONATORIO INTERNO

6 - Il contesto - Il ruolo della normazione -Tabelle di correlazione -Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

7 LA NORMAZIONE La normazione e gli strumenti riconosciuti a livello internazionale aiutano il management nel governo dell’azienda non solo per quanto attiene il controllo dei processi, la produzione ed i profitti ma anche per la gestione di quei processi finalizzati a dare soddisfazione alle nuove esigenze di tutte le parti interessate, alla tutela delle persone (fisiche e giuridiche) e alla tutela dell’ambiente = GOVERNO DELLA COMPLESSITA’ SOSTENIBILITA’

8 Rispetto alla ISO 14001:2004, il regolamento EMAS richiede una attenzione particolare verso alcuni elementi (obblighi normativi, prestazioni ambientali, partecipazione del personale) ed è caratterizzato da finalità di comunicazione ambientale nei confronti di tutte le parti interessate agli aspetti ambientali dell’organizzazione. sistema di Gestione Ambientale: ISO ed EMAS I Sistemi di Gestione Ambientale (ISO ed EMAS) prendono in considerazione tutte le modifiche apportate all’ambiente circostante dalle attività di un’Organizzazione Aria, Energia, Esseri umani, Flora, Fauna, Acqua, Rumore, Suolo Emas = ISO Dichiarazione Ambientale ISO 14001

9 LA NORMA ISO La norma ISO definisce il Sistema di Gestione Ambientale come la parte del sistema di gestione generale che comprende: -la struttura organizzativa, -le attività di pianificazione, -le responsabilità, le prassi, -le procedure, -i processi, -le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale. La norma ISO è lo standard di riferimento internazionalmente riconosciuto (ed anche il più diffuso) per l’attuazione di un Sistema di Gestione ambientale

10 Adottare un Sistema di Gestione Ambientale secondo lo standard ISO favorisce anche il consolidamento delle azioni per la governance: facilita l’implementazione di altri sistemi gestionali (per esempio secondo la norma ISO 9001 per la qualità o secondo lo standard BS OHSAS per la gestione della sicurezza dei lavoratori) consente un maggiore controllo sul tema generale della compliance aziendale (leggi, codici etici, modelli organizzativi 231). LA NORMA ISO 14001

11 Politica ambientale Codifica, attraverso l’impegno formale dell’Alta Direzione, le intenzioni e l’orientamento generali dell’Azienda rispetto alla propria prestazione ambientale, compresi il rispetto di tutti i pertinenti obblighi normativi in materia di ambiente e l’impegno a un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. Analisi ambientale Costituisce un’esauriente analisi iniziale degli aspetti, degli impatti e delle prestazioni ambientali connessi alle attività, ai prodotti o ai servizi di un’organizzazione. Elementi qualificanti del Sistema di Gestione Ambientale conforme agli standard ISO e Emas

12 Pianificazione E’ l’attività con la quale l’Azienda identifica gli aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti e servizi che può tenere sotto controllo e quelli sui quali essa può esercitare un’influenza, e quegli aspetti che hanno o possono avere impatti significativi sull’ambiente (aspetti ambientali significativi). Valutazione del rispetto delle prescrizioni E’ l’attività con la quale l’Azienda stabilisce, attua e mantiene attive le procedure per la valutazione periodica del rispetto delle prescrizioni legali applicabili. Elementi qualificanti del Sistema di Gestione Ambientale conforme agli standard ISO e Emas

13 Audit interno E’ il processo attraverso il quale l’Azienda effettua una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva delle prestazioni ambientali, del sistema di gestione e dei processi destinati alla tutela dell’ambiente. Riesame della direzione E’ l’attività per mezze della quale l’Alta Direzione riesamina il sistema di gestione ambientale per assicurare che esso continui ad essere idoneo, adeguato ed efficace. Elementi qualificanti del Sistema di Gestione Ambientale conforme agli standard ISO e Emas

14 - Il contesto - Il ruolo della normazione - Tabelle di correlazione - Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

15 Tabelle di correlazione MOGC 231SGA 14001/EMAS Prevenire e contrastare la commissione di reati attraverso un’attività di monitoraggio delle “aree a rischio”. Miglioramento ambientale su base volontaria Processo di gestione del rischio (cfr anche definizione art. 1, lett dd D. Lgs 81/2008) PDCA Attività sensibili a rischio di reato “presupposto” Aspetti ambientali Responsabilità per l’Ente e per inosservanza del Modello. Nessuna

16 Tabelle di correlazione MOGC 231SGA 14001/EMAS Codice EticoPolitica ambientale Individuazione aree/processi a possibile rischio-reato nell’attività aziendale Analisi ambientale Identificazione prescrizioni applicabili Aggiornamento Organizzazione e gestione delle risorse finanziarie Obiettivi e programmi Ruoli, responsabilità e risorse

17 Tabelle di correlazione MOGC 231SGA 14001/EMAS Comunicazione e formazione Il MOG deve descrivere in forma organizzata le regole, le procedure e le norme comportamentali che disciplinano l’organizzazione. “Sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività” Documenti del SGA Controllo della documentazione e delle registrazioni Misure idonee a garantire lo svolgimento dell'attività nel rispetto della legge Procedure documentate di «controllo operativo»

18 Tabelle di correlazione MOGC 231SGA 14001/EMAS Sistema di controllo di gestione che segnali tempestivamente situazioni di criticità. “Misure idonee a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio.” Sorveglianza SGA Verifiche interne Analisi e trattamento delle Non Conformità Verifica periodica e l'eventuale modifica del MOG quando sono scoperte significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell’attività Riesame dell’Alta Direzione

19 Tabelle di correlazione MOGC 231SGA 14001/EMAS Organismo di Vigilanza Non previsto Sistema disciplinare sanzionatorio Non previsto

20 - Il contesto - Il ruolo della normazione - Tabelle di correlazione - Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

21 esempi applicativi

22 Esempi applicativi: Politica aziendale e Codice Etico Nella politica ambientale potrebbe essere opportuno riportare: 1) l’impegno «alla prevenzione dei reati ex art. undecies del D.Lgs 231/2001». 2) una sintetica descrizione delle aree o attività ove siano stati individuati rischi di reati ex art 25-undecies e degli impegni (di prevenzione) previsti al riguardo. 3) l’impegno a diffondere e a far rispettare principi e azioni contenuti nella politica ambientale anche ai fornitori/appaltatori dell’organizzazione, “rilevanti” ai fini della commissione dei reati in oggetto.

23 esempi applicativi Esempi applicativi: Mappatura dei Rischi e Pianificazione 1) Potrebbe essere opportuno prevedere un criterio di valutazione che attribuisca un certo livello di significatività agli aspetti ambientali che presentano anche rischi di commissione di reato ex art. 25-undecies, D.Lgs n. 231/2001; in questo modo, si avrebbe la garanzia, sul piano formale e sostanziale, che il sistema di gestione ambientale prende in considerazione questi aspetti sin dalla fase di pianificazione. 2) Negli strumenti definiti per l’identificazione e l’aggiornamento della normativa ambientale applicabile all’organizzazione dovrebbero essere chiaramente identificate le prescrizioni di legge dalla cui inosservanza discende la responsabilità amministrativa ex D.Lgs. n. 231/ ) Nei programmi ambientali dovrebbero essere evidenziati gli interventi destinati a prevenire o a risolvere le situazioni di rischio rilevanti anche ai fini dei reati ambientali, con l’indicazione delle risorse finanziarie effettivamente a disposizione. 4) Nei programmi ambientali dovrebbero essere riportati anche budget e piani finanziari connessi a eventuali funzioni delegate alla gestione ambientale, in modo che risulti chiaramente la coerenza tra le risorse assegnate e i compiti attribuiti *. * In analogia a quanto previsto dall’art. 16, comma 3, D.Lgs. n. 81/2008, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si potrebbe ritenere che il delegante possa dimostrare l’assolvimento dei propri compiti di vigilanza nei confronti del delegato ambientale attraverso il modello organizzativo, efficacemente attuato e debitamente integrato all’interno del sistema di gestione ambientale ISO 14001/EMAS.

24 esempi applicativi Esempi applicativi: Attuazione 1) I ruoli e le responsabilità rilevanti anche ai fini della prevenzione e del controllo dei rischi di commissione dei reati ex art. 25-undecies, D.Lgs. n. 231/2001, dovrebbero essere definiti e formalizzati in organigrammi, mansionari e procedure del sistema di gestione applicabili a queste fattispecie. 2) Nell’ambito delle attività di formazione previste dal sistema di gestione ambientale ISO 14001/EMAS dovrebbe essere evidenziata anche quella riguardante la prevenzione dei reati ex D.Lgs. n. 231/2001, associati ad aspetti ambientali propri dell’organizzazione; questa attività di formazione dovrebbe essere registrata e ne dovrebbe essere valutata l’efficacia. 3) Dovrebbero essere identificati i documenti (ad esempio, procedure e istruzioni operative) del sistema di gestione ambientale che regolano lo svolgimento di attività rilevanti anche ai fini del modello organizzativo ex D.Lgs. n. 231/2001, per la prevenzione dei reati in oggetto. 4) Le procedure di comunicazione interna ed esterna del sistema di gestione ambientale dovrebbero identificare anche quelle che interessano il funzionamento e la vigilanza del modello organizzativo, comprese le modalità di analisi, trattamento e risposta (ad esempio, modalità e tempistiche per le segnalazioni all’organismo di vigilanza).

25 esempi applicativi Esempi applicativi: Sorveglianza e verifiche 1) Dovrebbero essere previsti specifici indicatori che forniscano informazioni sulle prestazioni dell’azienda rispetto a parametri di legge rilevanti anche ai fini della responsabilità ex D.Lgs. n. 231/2001 o indicatori di tipo gestionale che consentano di monitorare l’andamento elementi significativi ai fini della prevenzione dei reati in oggetto, quali ad esempio: incidenti ambientali, attività di manutenzione di impianti, numero e tipologia di non conformità ai requisiti, qualificazione di fornitori (ad es. laboratori per la classificazione dei rifiuti). 2) Gli audit interni (e i relativi piani) dovrebbero prevedere un punto specifico dedicato alla valutazione del rispetto delle prescrizioni di legge ambientali, la cui inosservanza determina anche la responsabilità amministrativa ex D.Lgs n. 231/ ) Nel caso in cui siano rilevati scostamenti rispetto ai requisiti e alle procedure del sistema di gestione ambientale rilevanti anche ai fini del D.Lgs. n. 231/2001, la gestione e risoluzione delle relative non conformità dovrebbero essere chiaramente identificate quali violazioni del modello organizzativo per attivare le azioni conseguenti (ad esempio, segnalazioni all’organismo di vigilanza). 4) Dovrebbe essere inserito uno specifico punto all’ordine del giorno del Riesame dell’Alta Direzione per la valutazione dell’efficacia del sistema di gestione ambientale al fine della prevenzione dei reati ex art. 25-undecies, D.Lgs. n. 231/2001; dovrebbero, inoltre, essere chiaramente identificate le decisioni prese e le azioni stabilite che riguardano il modello organizzativo.

26 - Il contesto - Il ruolo della normazione - Esempli applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

27 LA certificazione dei sistemi di gestione ambientale A differenza dei Modelli organizzativi, i Sistemi di Gestione Ambientale possono essere certificati da un Organismo di certificazione accreditato. Gli Organismi di certificazione accreditati svolgono la propria attività nel pieno rispetto dei principi di: - competenza - responsabilità - trasparenza - riservatezza - imparzialità previsti dalla norma internazionale di ACCREDITAMENTO UNI CEI EN ISO/IEC 17021

28 LA “ TERZIETA’ ” Rispetto ai diversi portatori di interessi, nelle proprie valutazioni l’Organismo di certificazione: - è Ente terzo - non entra nel merito delle scelte imprenditoriali - non indica soluzioni organizzative per la risoluzione di eventuali non-conformità Ha tuttavia un ampio osservatorio rappresentato dal numero di verifiche effettuate ( giorni/uomo anno)

29 A.4 Quali di queste affermazioni le sembrano pertinenti e trovano riscontro nella realtà della sua azienda? 199 interviste Metodologia CATI Affidate alla società IPSOS LA CERTIFICAZIONE …. Migliora l’immagine della nostra Azienda (sul mercato/ con i clienti/ con la comunità) Permette alla nostra azienda di organizzare meglio i suoi processi e di controllarli meglio Permette di essere in regola con leggi / con normative Rende la nostra azienda più efficiente Facilita l’adempimento dei requisiti sulla responsabilità amministrativa dell’impresa Media Benefici della certificazione: il 5° Rapporto di Customer Satisfaction, l’indagine periodica di Certiquality sulle aziende certificate

30 - Il contesto - Il ruolo della normazione - Esempi applicativi - La Certificazione - Sistemi di Gestione e responsabilità d’impresa

31 GIURISPRUDENZA Tribunale Mondovì, 24 aprile 2001 sent. n. 257/01: ‘’La previsione di procedure produttive in occasione della richiesta di certificazione è un primo passo verso il conseguimento di una quota di sicurezza adeguata” ‘’La certificazione ottenuta (UNI EN ISO 14001) ed i documenti prodotti e/o acquisti hanno dimostrato una sola cosa: di più non si poteva fare. Di più, dunque, non era corretto esigere” L’illecito civile e la rilevanza dei sistemi di gestione

32 GIURISPRUDENZA GUP del Tribunale Cagliari, 4 luglio 2011 Il Tribunale di Cagliari ha prosciolto un’importante società petrolifera in quanto ha ritenuto idoneo il modello organizzativo implementato in azienda al fine di prevenire i reati in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ed ha riconosciuto all’impresa di aver adottato … ….”a partire dal 2008 l'attestato OHSAS che rappresenta una delle principali certificazioni di qualità in materia, tanto da avere ottenuto un riconoscimento legislativo. L'art. 30, quinto comma. D.Lgs. 81/2008 prevede infatti che in sede di prima applicazione della legge i modelli di organizzazione aziendale definiti in conformità alle linee guida UNI- INAIL o al British Standard OHSAS 18/01/2007 si presumano conformi ai requisiti richiesti dalla stessa disposizione di legge”.. L’illecito Amministrativo da reato (penale) 231/01 e la rilevanza dei sistemi di gestione

33 Le implicazioni del D. Lgs. 231 e la sua estensione ai reati in materia di tutela dell’igiene e della salute nei luoghi di lavoro – e più recentemente anche ai reati verso l’ambiente – richiedono certamente grande attenzione e coinvolgono potenzialmente tutte le imprese. Alcune recenti sentenze (Tribunale di Trani, Thyssenkrupp) applicano il D.lgs. 231 fino ad estendere, nei casi di grave inadempienza, la Responsabilità a tutto il Consiglio di Amministrazione (Sentenza Montefibre) Il Testo Unico riconosce ai Modelli Organizzativi costruiti in conformità allo Standard BS OHSAS una presunzione di conformità. Non è al momento previsto un analogo riconoscimento per ISO ed Emas Ci sono le prime sentenze che riconoscono il valore esimente della responsabilità in presenza di modelli organizzativi adeguatamente adottati ed efficacemente applicati (Sentenza Saras) La certificazione contribuisce a dare rassicurazione all’imprenditore e all’impresa perché vi è l’apporto di un Ente esterno e riduce i rischi Sistemi di gestione e prevenzione

34 Indicazioni da parte del legislatore per fornire alle imprese criteri per l’implementazione dei modelli organizzativi esimenti, definendo eventualmente una serie di obiettivi e alcuni requisiti minimi da rispettare e sancendo la presunzione di idoneità dei modelli organizzativi definiti conformemente alla norma Uni En ISO ovvero al Regolamento EMAS. Il trasferimento a soggetti pubblici accreditati di una serie di controlli che la Pubblica Amministrazione dovrebbe effettuare ma non ha gli organici per farlo COSA sarebbe auspicabile per le imprese

35 I Sistemi di Gestione Ambientale (ISO ed Emas) sono uno strumento gestionale che aiuta il management nel governo dell’azienda non solo per quanto attiene il controllo dei processi, la produzione ed i profitti MA anche per la gestione di qui processi finalizzati a dare soddisfazione alle nuove esigenze di tutte le parti interessate ED anche alla tutela delle persone FISICHE e GIURIDICHE conclusioni


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