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La prima broncoscopia fu eseguita alla Surgical Society of New York nel 1847 da H. Green ma fu accettata dalla comunità scientifica solo nel 1897 con.

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2 La prima broncoscopia fu eseguita alla Surgical Society of New York nel 1847 da H. Green ma fu accettata dalla comunità scientifica solo nel 1897 con la prima ispezione di trachea e bronchi usando un laringoscopio da parte di uno specialista otorinolaringoiatra, G. Killian, che descrisse un anno dopo i primi tre casi riusciti di estrazione di corpi estranei tracheobronchiali.

3 Nel 1905 Chevalier Jackson introdusse la broncoscopia rigida nell’impiego clinico come strumento diagnostico. Solo nel 1964 il prototipo a fibre ottiche messo a punto da S. Ikeda ha soppiantato il broncoscopio rigido nella diagnostica endoscopica e nel 1987 lo stesso S. Ikeda ha contribuito alla realizzazione della nuova generazione di broncoscopi flessibili detti videobroncoscopi.

4 Attualmente è uno strumento indispensabile e di facile uso per: Diagnosi e Stadiazione di neoplasie endobronchiali Terapia: - rimozione di corpi estranei - disostruzione endobronchiale (maggior utilizzo in Terapia Intensiva)

5 Sono di diverse dimensioni: Il diametro esterno per adulti varia da 4 mm a 6,4 mm mentre quelli pediatrici hanno un diametro che va da 1,8 mm a 3,5 mm. La lunghezza media è intorno ai 550 mm. E’ composto da: - manico - leva di deflessione della punta del broncoscopio - imbocco del canale operativo - pulsante di aspirazione Il manico è attraversato dal fascio di fibre ottiche che trasmettono l’immagine all’oculare e dal fascio di fibre luminose che trasportano la luce dalla fonte luminosa all’estremità distale del broncoscopio.

6 Il manico va tenuto tra indice e pollice della mano con il dito indice che controlla il pulsante di aspirazione e il pollice che fa funzionare il meccanismo della leva di deflessione della punta (detta anche frizione) che permette di controllare il grado di deflessione distale di 130/210° rispettivamente in alto e in basso. Il canale operativo del diametro medio di 2,0 – 3,2 mm permette di inserire all’interno del canale stesso gli strumenti di lavoro: pinze bioptiche, aghi retrattili, spazzolini per il brushing e di eseguire l’instillazione endobronchiale di soluzione fisiologica (per BAL, broncolavaggi o altro) o farmaci( anestetici, antiemorragici, antibiotici ecc.). Il pulsante di aspirazione connesso anch’esso al canale operativo permette, quando premuto, di aspirare secrezioni bronchiali, sangue o liquidi iniettati nell’albero bronchiale.

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9 E’ una procedura invasiva che può essere fatta ambulatorialmente o al letto del malato Può essere eseguita in anestesia locale (lidocaina 2%) o se necessario con una blanda sedazione a seconda della compliance del paziente L’anestetico locale deve essere instillato: - nella fossa nasale sede di introduzione dello strumento - sulla glottide facendo fare al paziente dei gargarismi - sulla carena (per evitare il riflesso che provoca la tosse, rende l’esame più difficoltoso e meno sopportabile dal paziente)

10 Per poter effettuare la procedura il paziente deve: essere digiuno da almeno due ore rimuovere eventuali protesi dentarie NB: il paziente deve restare digiuno anche nelle due ore successive Sono inoltre necessari: telini, guanti e garze sterili (procedura pulita ma non sterile) gel lubrificante soluzione fisiologica per effettuare eventuali lavaggi endobronchiali e pulire lo strumento al termine della procedura matraccio per il prelievo di eventuali campioni per la microbiologia ulteriore anestetico locale (lidocaina 2%)

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12 Per eseguire la procedura ci si può posizionare al lato o alla testa del malato. Previa anestesia locale si introduce lo strumento lubrificato nella fossa nasale, si passa il rinofaringe, si giunge sulle corde vocali, se ne valuta la motilità e successivamente si introduce il FBS in trachea. In caso di impossibilità ad introdurre lo strumento dalle fosse nasali è possibile accedere alle vie aeree passando dalla bocca con l’ausilio dell’apposito boccaglio.

13 Se il paziente è intubato o tracheostomizzato può essere introdotto lo strumento direttamente dal TOT o dalla cannula tracheostomica attraverso il mount (precedentemente inciso a croce con una lama di bisturi) collegato al ventilatore.

14 secrezioni (prelievo di campioni per la microbiologia) tappi di muco - atelectasia (disostruzione) emottisi ispezione delle vie aeree post trauma valutazione della funzionalità delle corde vocali (rischio di inalazione) valutazione di fistole bronchiali monitoraggio della mucosa tracheobronchiale necrotica ( ab ingestis o inalazione/ingestione di sostanze tossiche) intubazione difficoltosa o estubazione fallita controllo del corretto posizionamento della cannula tracheostomica o del TOT

15 Sanguinamento endobronchiale Attivo : FBS utile per toilette, per individuare il punto di sanguinamento e per eventuale istillazione di Tranex o di soluzione preparata con Adrenalina e SF fredda per favorire l’emostasi. Stabile: FBS di toilette e per valutare la stabilità del quadro clinico NB: mai rimuovere i coaguli presenti

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17 Non esistono controindicazioni assolute ma deve essere fatta particolare attenzione nei pazienti affetti da: aritmie cardiache severe cardiopatia ischemica instabile (infarto miocardico recente < 6 settimane, angina instabile, ischemia in atto) scompenso cardiaco congestizio broncospasmo in atto ipossiemia grave refrattaria ad O2 terapia

18 La broncoscopia flessibile è una procedura sicura. Le complicanze maggiori come: sanguinamento depressione respiratoria ed ipossemia arresto cardiocircolatorio aritmia ab ingestis avvengono in meno di 1% dei casi. L’ ipercapnia può verificarsi in pazienti con una riserva respiratoria ridotta o con un drive respiratorio ridotto aggravato ad esempio dalla sedazione.

19 La FibroBroncoScopia in Terapia Intensiva è una procedura che, dopo un appropriato training, permette di agevolare e migliorare notevolmente la diagnosi, la terapia e la gestione del malato critico senza esporre il paziente a complicanze cardio-respiratorie importanti.


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