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IL POTERE AEREO NELL’OTTICA INTERFORZE

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Presentazione sul tema: "IL POTERE AEREO NELL’OTTICA INTERFORZE"— Transcript della presentazione:

1 IL POTERE AEREO NELL’OTTICA INTERFORZE
. Gen. C.A. Marco BERTOLINI Comandante del COI Roma, 20 marzo 2014

2 DOTTRINA UK “L’abilità di proiettare il potere dalla terza dimensione e dallo spazio per influenzare il comportamento delle genti o il corso degli eventi” Nella 4^ edizione della Dottrina del Ministero della Difesa del Regno Unito, edita nel 2009, si definisce chiaramente il concetto di “Potere Aereo nella terza dimensione e nello Spazio Aereo” e si declina come “L’abilità di proiettare il potere dalla terza dimensione e dallo spazio per influenzare il comportamento delle genti o il corso degli eventi”. Si parla di “Potere” nella sua accezione più ampia, uscendo dallo schematismo Terza Dimensione=Mezzo Aereo, riferendosi a tutti gli strumenti “means” che operando attraverso “l’Aria” possono influenzare l’esito dell’intera Operazione. Edizione 2009

3 DOTTRINA NATO “L’abilità di usare capacità aeree per influenzare il comportamento di attori e il corso degli eventi” Edizione 2013 Nel draft della versione “B”, rivisitazione dell’ AJP-3.3 (A) la NATO definisce il Potere Aereo come “L’abilità di usare capacità aeree per influenzare il comportamento di attori e il corso degli eventi”. Si enfatizza ulteriormente la naturale dimensione “Joint” delle operazioni nella terza dimensione, poichè l’elemento naturale “Aria” circonda il globo fornendo copertura alla Terra e al Mare. Nella realtà operativa, la NATO, afferma che le recenti esperienze nei Teatri Operativi, hanno dimostrato che il “Potere Aereo” è più efficace se utilizzato in maniera integrata con gli altri strumenti di potere nelle mani del Comandante Operativo, piuttosto che isolatamente. AIR POWER JOINT

4 DIMENSIONE JOINT DELLE OPERAZIONI
In entrambi i riferimenti dottrinali si evidenzia la naturale dimensione “Joint” delle operazioni nella terza dimensione. In essa (terza dimensione) il comandante Operativo può articolare la manovra (ways) con tutte le Forze e gli assetti disponibili (means), per conseguire la serie di obiettivi della Campagna operativa e quindi l’End State dell’intera Campagna. L’Approccio Omnicompresivo, inter-agency e cross-government è una realtà oramai consolidata se si vuole efficacemente affrontare una Campagna negli attuali scenari delle cosidette Small Wars.

5 STRUTTURA NATO SHAPE (Mons) NATO CIS Group Joint Force Command
(Brunssum) Land Command HQ (Izmir) Air Command HQ (Ramstein) Maritime Command HQ (Nortwood) Joint Force Command (Napoli) Il riconoscimento da parte della NATO dell’ormai intrinseca natura Joint delle Operazioni negli scenari di crisi moderni (4^ generazione), ha influito nella concezione della Nuova Architettura strutturale della componente Militare, dove oltre ai tradizionali Comandi (Land, Air, Maritime) a cui si sta tentando di conferire capacità Joint, si prevedono due Comandi Joint (Brunssum e Napoli) in grado di gestire Operazioni Joint. Se la Campagna è di singola Componente (caso ormai raro) la gestione sarà di LAND, AIR, o Maritime. Se la Campagna è Joint, come è successo nella gestione delle crisi degli ultimi decenni, il Comandante Operativo avrà la titolarità di Comando e Controllo (secondo il livello stabilito) su tutti gli assetti, assegnati al livello Joint, delle singole Componenti (ruolo Supporting), con le quali interagirà. Non esiste un piano di Interferenza, ma solo il rispetto di ruoli definiti e interazioni tra Comando Joint (Supported) e Comandi Componente (Supporting). Gli assetti aerei organici al Comando Aereo o altri Comandi saranno impiegati per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ai rispettivi Comandi, anche se tali assetti comunque dovranno apparire nel Air Tasking Order (ATO) per garantire deconfliction tra assetti Aerei della Operazione Aerea Joint e quelli della singola Componente. Non vi sono quindi “sostituzioni” o “Interferenze” con i comandi di singola Componente, poichè un comando Joint è stato designato per la pianificazione e condotta della Campagna e la soluzione individuata dalla NATO è coerente. Risponde alle domande: Ammesso che la modifica al processo di pianificazione delle operazioni aeree sia percorribile e concepibile, potrebbe soddisfare le esigenze degli altri Services, ovvero dei Comandi di Componente attivati nel contesto delle operazioni? O, secondo la visione delle altre Componenti, potrebbe essere individuata una soluzione diversa? Esiste la piena consapevolezza che sostituirsi all’Air Commander non sarebbe efficacemente perseguibile, pena una considerevole perdita di efficacia dell’Air Power? CAOC (Uedem) CAOC (Torrejon) DCAOC (Poggiorenatico) Color Key Joint Land Air Maritime

6 C2 Constructs – Joint HQs LCC or direct to Tactical
IL JFC E IL POTERE AEREO C2 Constructs – Joint HQs Deployed HQ From NCS Deployed HQ From NFS Strategic SHAPE SHAPE or or or NCS Operational Level (Static Location) AC/ MC JFC JFC NCS LTRP JTFHQ (from JFC) NFS: LTRP & Force Generated JTF HQ (from NFS) Operational (Deployed) In slide le due modalità che la NATO prevede per la creazione dei livelli Operativi da cui, a loro volta, dipenderanno le Forze tattiche. La prima modalità riguarda la NATO Command Structure (NCS) prima descritta; La seconda riguarda la NATO Force Structure. In entrambi i casi, il Comando Joint (operativo dispiegato) ha al suo interno, per struttura organica, le diverse articolazioni che in sede di JOPG pianificano la campagna “disegnandola” con le diverse Linee di Operazione (LOO) Land, Air, Maritime. Così come, in condotta è strutturato per esercitare il Comando e Controllo durante gli “Scostamenti” dalle diverse Linee di Operazione. Sarà cura di queste articolazioni (LCLE, MCLE, ACCE, MPA) sviluppare e mantenere una “Efficace” interazione con i livelli tattici delle singole Componenti (Terrestre, Marittima e Aerea) e presentare al Comandante Joint le possibili Linee di Azione Proprie (Course of Actions) coerenti con l’impiego tattico specifico di ogni Componente. In questa interazione ricopre un ruolo di primaria importanza il Commander Joint Force Air Component (COM JFAC), di cui parlerò a breve. Risponde alla domanda: Come considera il livello joint lo sviluppo della necessaria interazione tra il proprio livello operativo e quello tattico del Comando di componente aerea? HQ JLSG HQ JLSG Tactical Forces NRF NFS HRF(L) LCC HRF(L) ACC LCC LCC or direct to Tactical HRF(L) MCC HRF(L) ACC SOCC HRF(L) MCC SOCC

7 LA DIFESA E IL COI RUOLO A RUOLO B e C RUOLO DEL COI
STAFF DEL CINCDIFESA COMANDO 7

8 COI IN RUOLO A (STAFF DEL CINCDIFESA)
LA DIFESA E IL COI COMANDO E CONTROLLO SMD Ca.SMD SME SMM SMA CGCC COI COE CINCNAV COA CC CC CC COI IN RUOLO A (STAFF DEL CINCDIFESA) TEATRI TEATRI

9 LA DIFESA E IL COI COMANDO E CONTROLLO SMD Ca.SMD COI COMFOR COE
SME SMM SMA CGCC COI COMFOR COE CINCNAV COA CC CC CC

10 LA DIFESA E IL COI COMANDO E CONTROLLO VETO CC COI Ca.SMD COE CINCNAV
SME SMM SMA CGCC COE CINCNAV COA SMD IJC ISAF ACO JFC COMFOR VETO Tipologia di Interazione nell’esempio ISAF. CC CC

11 TRASFORMAZIONE DELCOI
VICE / COM AVAC EU OHQ JFHQ JFHQ QG LEGAD COS / / OPERAZIONI GCO JOPG GIV SPT. OPV J7 J9 Importanza di strutturarsi organicamente per la gestione efficace delle specificità delle singole Componenti, Esempio del JF/T. J2 J3 J5P JF/T UCOA JOC J1 JMCC J4 J6 CIS J8 JMED Cyber J5S CIMSO JFS TGT

12 COI - JFHQ JRRF ADVANCED PARTY PER J (C)HQ OPCOM IMPIEGA JRRF OPCON
Ca.SMD OPCOM COM COI IMPIEGA JRRF OPCON COM JFHQ OPCON/TACOM DISASTER RELIEF, NEO, HA IL JOINT FORCE HEADQUARTERS ITALIANO (ITA-JFHQ) È UN COMANDO CONCEPITO PER SODDISFARE LA NECESSITA’ DELLA DIFESA DI DISPORRE DI COMANDI: IN GRADO DI ASSUMERE, ANCHE CON BREVISSIMO PREAVVISO, LE FUNZIONI DI COMANDO DI CONTINGENTE, INTEGRABILI IN CONTESTI MULTINAZIONALI E DI COALIZIONE; NON COSTITUITI ESCLUSIVAMENTE DI FRONTE ALL’ESIGENZA. DOTATO DI GRANDE MOBILITÀ PER AGEVOLARNE LA PROIEZIONE IN UN’AREA DI CRISI , RAPPRESENTA LA COMPONENTE SCHIERABILE DEL COI PER LA CONDOTTA DI OPERAZIONI DI LIMITATA ENTITÀ OVUNQUE NEL MONDO, E QUINDI IMPORTANTE STRUMENTO DEL CAPO DI SMD PER FAR FRONTE AD UNA VASTA GAMMA DI ESIGENZE OPERATIVE. IN TALE CONTESTO E’ DA SOTTOLINEARE IL FOCUS SULLE CRISI EMERGENTI E NON SULLE OPERAZIONI CORRENTI. LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E’ PARTICOLARMENTE LEGGERA IN TERMINI DI MANNING, MA E’ ESPANDIBILE PER ATTIVARE, IN BASE ALLA MISSIONE ASSEGNATA, ALCUNE POSIZIONI NON PREVISTE DAL PEACE ESTABLISHMENT. PER LO SVOLGIMENTO DELLE MISSIONI ASSEGNATE IMPIEGA GLI ASSETTI RESI DISPONIBILI DALLE FORZE ARMATE NEL BASKET DELLE JOINT RAPID REACTION FORCES (JRRF) ED HA LA CAPACITA’ DI OPERARE IN CONFIGURAZIONE SEA BASED. 3-5 unità Fino a 20 mix. gio. CSS Unità di Manovra + Combat Support JRRF EARLY ENTRY FORCE PIANIFICAZIONE DI CONTINGENZA=CORE BUSINESS

13 IL COI E IL POTERE AEREO OPCOM OPCON TACOM Ca.SMD COMINFOR COMCOI
COM JTF/COM JFHQ COMJFAC MLE LLE ACCE TACOM SOLE MPA Considerata l’elevata importanza che il Comando Operativo di Vertice Interforze attribuisce al Potere Aereo, nella sua accezione più ampia, così come delineato all’inizio della presentazione, anche in occasione della recente Esercitazione Lampo 2013, abbiamo voluto esercitare in particolare l’interazione tra il COM JTF (supposto Schierato in Te. Op.) e l’importante ruolo del COMJFAC. Quest’ultimo è l’elemento chiave per il Comandante Joint, che con la sua efficace azione di sincronizzazione e integrazione delle azioni degli assetti Aerei Joint assegnati e quelli delle singole Componenti, garantisce la sinergia di impiego nell’ambito del Potere Aereo evitando “Ridondanza, Duplicazioni, o ancor peggio il rischio di azioni fratricide tra Assetti aerei in operazioni non de-conflittate” Al COM JFAC è di fatto affidato il difficile ruolo di “Decongestionare” una Dimensione che nei moderni scenari è caratterizzata dalla presenza di molteplici utilizzatori, secondo le “priorità” indicate dal Comandante Operativo. Risponde all’affermazione “Anche nella visione Joint nazionale, sembra affermarsi con sempre maggiore insistenza la necessità di esercitare il Comando e Controllo Air a Livello Interforze” pag. 4. TG MAR* TF C4 JLSG GR TAT 187 PAR. GR. TAT. 2 ALP MP SOF* TG AIR* *Gli assetti di tali componenti sono impiegati secondo le priorità della Campagna dal Comandante Operativo.

14 ABILITA’ DI USARE CAPACITA’ AEREE
L’esercitazione Lampo 2013 ha dimostrato che per mantenere attivo il Potere Aereo in tutti suoi ruoli, in accordo ai possibili scenari d’impiego futuri, richiede una capacità di Comando e Controllo (C2) a livello strategico e operativo consistente. La rilevanza e la complessità del C2, a lungo collegata esclusivamente ai sistemi di comando e controllo, richiede che il processo di pianificazione operativa su possibili contingenze che si possono verificare sia reso organico e routinario. Di fatto ciò richiede un coinvolgimento costante della Forza Armata, del COI (Comando Operativo di vertice Interforze) e del COFS (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), con un ampio ricorso al wargaming, alle CAX (Computer Assisted Exercises), al fine di sviluppare procedure e modus operandi condivisi e applicabili, addestrarsi all’esercizio del C2, per tenere sempre la leadership e gli staff “combat ready”. L'esperienza ha dimostrato che il mezzo aereo, per la sua specificità che lo vede muoversi in tempi e spazi dimensionalmente incomparabili con quelli dello strumento terrestre e navale, ha imposto di centralizzare sotto un controllo unitario tutto ciò che rientra nel concetto di Potere Aereo, a prescindere dalla Forza Armata a cui gli assetti appartengono. Questo ha portato, in effetti, a dare all'Air Component Commander la veste di Joint Force Air Component Commander, la cui responsabilità è stata estesa, in molti consessi internazionali, verso l’alto, innalzando i limiti verticali nello spazio.

15 «JCOP» Functional Service
STRUMENTI C2 PER IL POTERE AEREO NAZIONALE COMANDO E CONTROLLO C2I Difesa C2 Services Portale C2I NCO World JCOP (Web Viewer) JCOP (Light Viewer) J-Chat Classificata Service Registry DB «JCOP» Functional Service CORE SERVICES ENTERPRISE SERVICE BUS FAS NATO ITA SWAN Prodotti del TOPFAS LOGFAS (Adams) ITAF S WAN EINET Class SIACCON 2 AIR C2IS ROS MCCIS

16 (Joint Integrating Concept)
RISORSE CHE CARATTERIZZANO IL POTERE AEREO NAZIONALE LA GENERAZIONE DELLE FORZE JIC – 003 (Joint Integrating Concept) JOINT RAPID RESPONSE FORCES (JRRFs)

17 ELABORAZIONE ESIGENZE IN PRIORITA’ DI DISPONIBILITA’ / APPRONTAMENTO
RISORSE CHE CARATTERIZZANO IL POTERE AEREO NAZIONALE LA GENERAZIONE DELLE FORZE NAZIONALI NATO UE ONU CONTINGENZA EMERGENZA ELABORAZIONE DI PIANI E ORDINI DA PARTE DEL COI PER SODDISFARE LE ESIGENZE ELABORAZIONE ESIGENZE IN PRIORITA’ DI DISPONIBILITA’ / APPRONTAMENTO ROMEO 1 ROMEO 2 ROMEO 3 PACCHETTO JRRF INCLUSE CAPACITA’ OPERATIVE AEREE

18 RISORSE CHE CARATTERIZZANO IL POTERE AEREO NAZIONALE
LA GENERAZIONE DELLE FORZE 3-5 unità Fino a 20 mix. gio. CSS Unità di Manovra + Combat Support

19 POTERE AEREO NAZIONALE IN ISAF
OPCON TACOM TACON COORD AUTH NATIONAL LINE

20 TF “FENICE” AVIATION BN
POTERE AEREO NAZIONALE IN ISAF TF “FENICE” AVIATION BN AW-129 (QRA/QRF) CCA/CAS/Manoeuver (SOF) Escort (Air-Ground) Overwatch RECCE Show of Force/Presence NH-90 (QRF) Combat Support Combat Service Support CASEVAC/MEDEVAC/ FWD MEDEVAC Airborne C2 SOF/HELISNYPING CH-47 (QRF) Combat Support; Combat Service Support; CASEVAC/MEDEVAC/ FWD MEDEVAC; SOF Ops / Fast Roping.

21 POTERE AEREO NAZIONALE IN ISAF
JOINT AIR TASK FORCE AMX ISR RICOGNIZIONE CAS+ PRONTEZZA A TERRA CAPACITA’ «ROVER» PREDATOR B INTELLIGENCE SORVEGLIANZA RICOGNIZIONE SCORTA A CONVOGLI PROTEZIONE DELLE FORZE EC-27J «JEDI» (JAMMING & ELECTRONIC DEFENSE INSTRUMENTATION) SUPPORTO GUERRA ELETTRONICA DOMINIO NELLO SPETTRO EM (COMMS) PROTEZIONE ATTIVA CONTRO GLI IED HERCULES C-130J TRASPORTO TATTICO ; TRASPORTO LOGISTICO; AIR DROP; LEAFLET DROP.

22 RIFLESSIONI CONCLUSIVE
LIBANO ‘83 SOMALIA ‘93 BOSNIA DAL ‘95 LIBANO ‘07 AFGHANISTAN DALLO ‘01 IRAK DALLO ‘02 SERBIA – KOSOVO ‘99 LIBIA ‘11 22 22

23 RIFLESSIONI CONCLUSIVE
LESSON LEARNED: RIFERIMENTI DATATI AIR POWER=RISORSA NECESSARIA MA NON SUFFICIENTE (Afghanistan, Iraq, Libia, Kosovo, …) NON EVITA I BOOTS ON THE GROUND 23 23

24 RIFLESSIONI CONCLUSIVE
24 24 24


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