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Fin dal 1996 il Comune di Venezia ha adottato la strategia di Agenda 21 con risultati rilevanti dal punto di vista scientifico (collana si studi e ricerche.

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Presentazione sul tema: "Fin dal 1996 il Comune di Venezia ha adottato la strategia di Agenda 21 con risultati rilevanti dal punto di vista scientifico (collana si studi e ricerche."— Transcript della presentazione:

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2 Fin dal 1996 il Comune di Venezia ha adottato la strategia di Agenda 21 con risultati rilevanti dal punto di vista scientifico (collana si studi e ricerche della FEEM Fondazione Eni Enrico Mattei), più modeste dal punto di vista delle strategie partecipative e il coinvolgimento di cittadini e stakeholders.

3 Nel 2005 il progetto Cambieresti? Pur riprendendo lo schema di partecipazione strutturata con gruppi di lavoro di un’Agenda 21, si rivolge a gruppi di famiglie, come portatrici di un interesse collettivo, più che a stakeholders settoriali. Lo scopo era quello di coinvolgere i cittadini in un grande gioco sociale per la riduzione e il riorientamento dei consumi attraverso strategie comunicative e di sensibilizzazione su consumi, relazioni non mercantili e rafforzamento dei legami comunitari

4 I temi affrontati riguardavano risparmio energetico, bioedilizia ed eco-casa, risparmio idrico, alimentazione, mobilità sostenibile, rifiuti, turismo responsabile, finanza etica, medicina naturale, abbigliamento, consumo critico, commercio equo e solidale, economia locale, sobrietà ed autoproduzione. Vengono introdotti i concetti di Decrescita e RES

5 Finanziamento del Ministero dell’Ambiente nell’ambito del bando 2002 per il sostegno all’Agenda 21 locale: euro Di cui del Ministero del Comune di altro partner

6 Il progetto è durato 18 mesi, coinvolgendo 1248 famiglie in 49 gruppi di lavoro, gestiti da 9 facilitatori Sono stati prodotti una guida, un sito internet e uno sportello pubblico, ‘Stilinfo’

7 Oltre all’assistenza completa nel gruppo di lavoro o presso gli sportelli del Comune, tutti i nuclei aderenti hanno avuto : accesso agevolato ad informazioni su consumo critico, possibilità di risparmio energetico, consulenze di bioarchitettura, riduzione dei rifiuti ed opportunità di finanziamento esistenti a livello locale e nazionale; Inoltre sono state offerte occasioni di formazione e scambio, supporto al cambiamento e al monitoraggio dei cambiamenti effettuati, un’assistenza costante attraverso web ed e mail dedicata del progetto:

8 Contemporaneamente il progetto ha cominciato a coinvolgere una serie di produttori e distributori di quel settore emergente definito “economia solidale” per costruire una strategia di consolidamento che aiuti a superare il carattere di marginalità che ancora lo connotava.

9 Una ventina di soggetti imprenditoriali legati ai temi proposti si sono impegnati a 1) Sottoscrivere i principi dell’altra Economia (ecosostenibilità, cooperatività, trasparenza, privilegiare prodotti locali, etc.) 2) Intraprendere qualche azione concreta per realizzare i principi espressi (Es. prezzi trasparenti, vendita diretta, laboratori, etc.) 3) Rivolgere agli aderenti a Cambieresti proposte incentivanti il consumo critico

10 Questo fatto ha costituito l'input per lo stanziamento, nel bilancio comunale 2006, di fondi destinati allo sviluppo del progetto ‘’Venezia per l’Altraeconomia’’ Nel giugno 2006, è stato dato l'incarico ad un gruppo di lavoro composto da dirigenti, funzionari ed operatori delle Direzioni all'Ambiente, alle Attività produttive e alle Politiche Sociali del Comune di Venezia, già diversamente impegnati su tali tematiche, di elaborare un progetto comune che unisse le diverse attività e visioni dell'amministrazione comunale per promuovere e sostenere lo sviluppo di un'economia sociale e solidale nel territorio.

11 Il 27 ottobre 2006 la Giunta Comunale ha approvato il progetto "Venezia per l'Altraeconomia", che prevedeva la costituzione di un Tavolo Permanente per l'Altraeconomia, la destinazione di una porzione dell'edificio EX PLIP, situato in Via San Donà a Mestre, come spazio dedicato allo sviluppo e alla promozione dell'Altraeconomia e lo stanziamento di una parte del bilancio 2006 per questa iniziativa ( euro)

12 Nel 2008 nasce AERES, associazione di secondo livello che ora conta una quarantina di soci che si propone di : 1) sviluppare una Rete dell’Economia Solidale locale; 2) la creazione di condizioni idonee alla nascita di un Distretto di Economia Solidale veneziano, fondato su modalità alternative di lavoro, produzione, risparmio e consumo. Per il perseguimento di questi fini, AEres continua ad operare in partnership con il Comune di Venezia, con il quale stipula un patto di sussidiarietà orizzontale. Unicum amministrativo a livello nazionale Ogni anno questi due soggetti stabiliscono le azioni concrete per dare attuazione agli obiettivi stabiliti dal patto di sussidiarietà.

13 A sostegno dell’ azione operativa all’ interno della struttura PLIP, nel 2010 nasce La cooperativa Sesterzo, espressione di una microrete di soggetti caratterizzati dal comune impegno nel settore altroeconomico. Tale microrete ha avuto in AEres il proprio alveo di genesi e incubazione

14 ASSOCIAZIONI RAPPRESENTATE IN SESTERZO - Movimento Consumatori Venezia - ACLI Provinciali di Venezia - Associazione Mandragola - Associazione Emù

15 Nell’intento di collaborare con AEres per il perseguimento delle finalità definite dal patto di sussidiarietà con il Comune di Venezia, la cooperativa Sesterzo ha proposto di attivare all’interno del Palaplip una serie di iniziative che spaziano dall’imprenditoria sociale all’impegno culturale, e che hanno come scopo precipuo quello di accrescere e valorizzare il Palaplip quale “agorà altroeconomica”: luogo di aggregazione e crescita per tutti i cittadini, laboratorio di sperimentazione imprenditoriale e professionale, centro per la valorizzazione del patrimonio culturale e sociale locale, piattaforma per l’incontro tra i cittadini e le esperienze di economia solidale del territorio

16 Il progetto prevede percorsi: EDUCATIVI DI RICERCA DI ANIMAZIONE SOCIALE

17 Un classico servizio di aiuto scolastico si trasforma alla Plip in un innovativo spazio di crescita e formazione a 360 gradi. Per due pomeriggi a settimana, i ragazzi intraprendono un percorso che, oltre al recupero scolastico, comprende un ampio spettro di attività creative e culturali: teatro, autoproduzione alimentare, giocoleria, educazione all’immagine. Le attività sono realizzate con l'aiuto delle associazioni della Rete di Economia Solidale veneziana: così il doposcuola diventa un viaggio ludico e formativo attraverso le buone pratiche della cittadinanza consapevole.

18 Strada Facendo è una scuola di teatro di strada per ragazzi, un laboratorio di partecipazione civica, una palestra di comunità per giovanissimi cittadini. La prima stagione si è chiusa il 6 maggio 2012, quando un gruppo di ragazzi dagli 8 ai 14 anni ha realizzato una "invasione poetica" della Piazza Ferretto di Mestre, al termine di un percorso formativo iniziato 8 mesi prima alla Centrale dell'Altraeconomia. Alla Plip i ragazzi hanno lavorato in gruppo, muovendo alla scoperta dei principali linguaggi del teatro di strada. E l'arte di strada è diventata anche l'occasione per sperimentare nuove forme di relazione con la città: con le sue istituzioni e con il suo spazio pubblico. I ragazzi hanno esplorato il loro rapporto con la città, affrontando in prima persona tutte le problematiche legate all'organizzazione e realizzazione di una manifestazione di strada: dalla scelta dei luoghi fino all'interlocuzione con l'amministrazione locale per chiedere i necessari permessi.

19 Nel 2011,in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali di Venezia, Sesterzo e il centro Emu’ hanno lanciato il progetto “Mappa di Comunità per Mestre”. Il progetto di ricerca ha impiegato 200 studenti di antropologia culturale dell’Università di Padova, realizzando un’indagine sul campo : attraverso focus group e interviste individuali centinaia di cittadini del quartiere hanno raccontato la loro percezione del territorio in cui abitano, le proprie memorie e opinioni, permettendo di costruire la prima “mappa percettiva collettiva” del quartiere.

20 Dal 2010 la PLIP ospita e promuove l’attività di un centro studi indipendente nel quale ricercatori locali e italiani collaborano al fine di sviluppare nuove metodologie di ricerca capaci di analizzare e comprendere l’universo in rapido sviluppo dell’Economia Solidale italiana. Nel 2011 è stata realizzata la ricerca I GAS NEL VENETO. La ricerca ha realizzato la prima mappatura regionale del fenomeno dei Gruppi d’Acquisto Solidale del Veneto, per la prima volta in Italia fotografando su una scala così vasta le dimensioni, le caratteristiche e le linee di sviluppo di questo movimento..La ricerca e’ stata anche presentata a FIESS 2011, Montreal, il forum mondiale dell’ economia sociale e solidale.

21 L’iniziativa ‘’Da libro nasce libro’’ nasce attraverso una collaborazione con la Bibblioteca Civica. I volumi donati alla Biblioteca da privati cittadini o Associazioni trovano ancora un’occasione di vita e possono essere acquistati a piccolo prezzo. Il ricavato della vendita sarà utilizzato dalla Cooperativa per acquistare libri in lingua originale per immigrati, che vengono donati alla Biblioteca. DA LIBRO NASCE LIBRO è una piccola sperimentazione altroeconomica al servizio del bene comune: per la diffusione della cultura nella città, per una città multiculturale

22 L'Osteria Bio-Solidale è un esperimento imprenditoriale altroeconomico: ogni aspetto è stato affrontato a partire da un'istanza di sostenibilità sociale e ambientale. Arredi e accessori sono stati scelti in base ad un'accurata indagine, compiuta da Sesterzo e dallo studio Verlato+Zordan. E quando sul mercato non si trovavano soluzioni soddisfacenti, gli oggetti sono stati creati in casa, spremendo l'inventiva e realizzando nuovi prototipi di riuso creativo.

23 Le bevande, alcooliche e non, ovunque possibile provengono dal commercio equo e solidale. I piatti sono realizzati con ingredienti provenienti dal commercio equo e solidale, dall'economia sociale, dai fornitori bio dei Gruppi d'Acquisto Solidale. Tra le cose che offre l'Osteria Bio-Solidale, c'è anche l'acqua: un bene comune non si paga. Una forte connessione con la rete locale, la promozione di stili di vita sobri e sostenibili e di un’ imprenditoria volta alla tutela dei beni comuni

24 La rete altreconomica, per la prima volta, quindi, cerca insieme allla citta’ (istituzioni politiche ma anche culturali, associazioni, gruppi di cittadini) di alzare il livello di proposta e di interlocuzione con la stessa di promuovendo un vero e proprio laboratorio di comunita’ che generi nuovi scenari, nuovi patti locali, nuove e trasversali proposte educative e culturali, cercando di sperimentare sempre e comunque attraverso dinamiche processuali e partecipate. Tutte sono ispirate dagli stessi fattori connotanti: l’attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale, la tensione a costruire nuovi meccanismi comunitari, l’impegno a promuovere le imprese solidali del territorio, lo studio di nuovi sistemi di scambio non-monetari. Cosa forse ancor più importante, tutte sono generate attraverso reti di relazioni: più o meno complesse, ma in ogni caso nuove. Perché l’altraeconomia è soprattutto questo: uno spazio di incontro, la convinzione che sia possibile produrre sviluppo sociale attraverso reti aperte e non competitive

25 ''Il limite è stato superato mercificando la moralità. Responsabilità incondizionata, condita da incertezze e ansie: questo è il motore del consumismo odierno, questo l'impulso che ci spinge a fare sempre di più, a produrre sempre di più. Ma ciò non è possibile, le risorse sono sempre limitate. Forse il momento della verità è vicino. Ma possiamo fare qualcosa per rallentarlo: intraprendendo un cammino autenticamente umano, un cammino fatto di reciproca comprensione'' Zygmunt Bauman – Trento Giugno 2011


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