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Mondi sognati Inception (C.Nolan, 2010). Tra cinema è sogno.

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Presentazione sul tema: "Mondi sognati Inception (C.Nolan, 2010). Tra cinema è sogno."— Transcript della presentazione:

1 Mondi sognati Inception (C.Nolan, 2010)

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3 Tra cinema è sogno

4 Christopher Nolan e la cinematografia degli stati alterati

5 “Inception”, vale a dire? Inception, n. inizio m., principio m. Dizionario Hazon, Garzanti Inceptĭo, inceptionis s. f. III decl. cominciamento, inizio, principio; impresa, disegno. Dizionario IL, Castiglioni-Mariotti

6 Un “heist movie”… Dominic Cobb: l’estrattore, un professionista in grado di "estrarre" segreti dalle menti delle persone mentre queste dormono, infiltrandosi nei loro sogni tramite un apparecchio a timer in suo possesso, che permette a un gruppo di persone di partecipare a un "sogno condiviso". Arthur: il manovratore, si occupa di realizzare concretamente il piano lavorando sui particolari, facendo in modo che tutto proceda secondo i piani.

7 Arianna: l’architetto, una brillante studentessa che ha il ruolo di creare gli scenari nei quali i membri della squadra si muoveranno durante l'esperienza onirica; viene ingaggiata da Cobb, dato che lui non può più essere coinvolto nella realizzazione dei complessi ambienti. Eames: il falsario, dotato di notevole confidenza con il mondo dei sogni, ha già collaborato con Cobb; è in grado di crearsi delle false identità durante il sogno, capacità che costringe il soggetto a proiettare nel subconscio il proprio pensiero sulla persona che crede di vedere. Yusuf: il chimico, farmacista all’avanguardia, permette alla squadra di Cobb di realizzare il delicato incarico fornendogli un particolare sedativo in grado di far cadere chi ne fa uso in uno stato di profonda incoscienza, permettendo di scendere in vari livelli del subconscio.

8 Saito: il turista, ricco imprenditore asiatico, ingaggia Cobb per i suoi scopi: la sua richiesta è quella di instillare un'idea, invece di estrarla, operazione molto complessa, a cui egli stesso intende partecipare, in cambio della quale promette all’estrattore la possibilità di tornare in patria, facendo cadere le accuse nei suoi confronti. Robert Michael Fischer: il bersaglio, è il fulcro dell'intera operazione: l'idea che la squadra di Cobb deve installare nella sua mente è quella di scorporare l'impero finanziario ereditato dal padre in punto di morte, giocando sull'insicurezza che Fischer dimostra di avere nei confronti della propria esistenza dopo la morte di Fischer senior. Mal Cobb: l’ombra, moglie di Cobb, morta suicida; considerata come un'ombra, la sua presenza è una proiezione del subconscio di Cobb che mette in seria difficoltà la riuscita dell'operazione.

9 …come Freud comanda! “Il sognato del sogno deve a sua volta essere svalutato, derubato della sua realtà; ciò che si continua a sognare, dopo il risveglio dal «sogno nel sogno», è ciò che il desiderio del sogno vuol porre al posto della realtà eliminata. È lecito supporre che il «sognato» contenga la raffigurazione della realtà, il ricordo effettivo, mentre il sogno che continua raffiguri soltanto ciò che è desiderato da chi sogna. L'inserimento di un certo «sogno nel sogno» va dunque equiparato al desiderio che ciò che è definito sogno non sia accaduto. In altre parole: quando un certo avvenimento viene posto dal lavoro onirico stesso in un sogno, ciò significa la più decisa conferma della realtà di questo avvenimento, la sua più vigorosa asserzione. Il lavoro onirico si serve del sognare stesso come di una forma di rifiuto e conferma con ciò il giudizio che il sogno è l'appagamento di un desiderio.” S. Freud, L’interpretazione dei sogni, Bollati Boringhieri, Torino 2010, p.321 (trad. it. condotta sul testo definitivo dell'ottava e ultima edizione tedesca del 1930)

10 Dom Cobb: Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? [si rivolge a Mr. Saito] Arthur: Ehm... Quello che il signor Cobb vuole dire è che… Dom Cobb: Un'idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un'idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte. Mr. Saito: Così uno come voi può rubarla? Arthur: Sì. Nel sogno le difese coscienti si abbassano e questo rende i pensieri vulnerabili al furto: si chiama estrazione. Dom Cobb: Signor Saito, noi possiamo addestrare il suo subconscio a difendersi perfino dal più abile degli estrattori. Mr. Saito: E come può farlo? Dom Cobb: Perché sono io il più abile degli estrattori. So come frugare la sua mente, e trovare i suoi segreti; conosco i trucchi e posso insegnarglieli, in modo che anche quando dorme le sue difese non si abbassino mai. Senta, se vuole il mio aiuto dovrà essere completamente aperto con me, devo potermi muovere fra i suoi pensieri meglio di sua moglie, meglio del suo analista, meglio di chiunque altro. Dom Cobb, il ladro gentiluomo... e psicoanalista

11 I sogni son desideri “Il sogno é il tentato appagamento di un desiderio”. “Chi s'interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia”. S. Freud, L’interpretazione dei sogni Nei miei sogni, siamo ancora insieme. (Dom Cobb)

12 Il labile confine fra sogno e realtà: l’elaborazione secondaria “L’elaborazione secondaria è quel processo di rimaneggiamento del sogno per cui si tende ad eliminare le apparenti assurdità, contraddizioni, incoerenze, per presentarlo in una forma il più possibile logica, coerente e comprensibile, eventualmente mediante aggiunte e trasposizioni. Costituisce una seconda fase del lavoro onirico in quanto opera su prodotti già elaborati da altri meccanismi che insieme formano l'elaborazione primaria: tuttavia Freud ritiene che l'elaborazione secondaria incominci ad agire già mentre si sta sognando, e che intensifichi la sua azione quando ci si avvicina allo stato di veglia, soprattutto quando si racconta il sogno. In realtà si tratta di un processo contemporaneo al sogno in ogni suo momento.” S. Freud, L’interpretazione dei sogni

13 I sogni sembrano reali finché ci siamo dentro, non ti pare? Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c'era qualcosa di strano. (Dom Cobb) Vengono qui per essere svegliati. Il sogno è diventato la loro realtà. Chi è lei per dire altrimenti? (uomo)

14 I livelli del sogno e le istanze della psiche

15 Le fonti del sogno Il “recente e l’indifferente”: i residui mnestici Le fonti somatiche e sensoriali: il “calcio”

16 Le proiezioni: personificazioni drammatiche della censura Arthur: Fischer ha chiesto a un estrattore di insegnare al suo subconscio come difendersi, quindi il suo subconscio è militarizzato. La censura onirica è quella funzione psichica che impedisce ai desideri inconsci l’accesso diretto alla coscienza. La censura onirica rappresenta il versante notturno della rimozione, che così costringe il sogno a camuffarsi e ad utilizzare strategie di travestimento.

17 Iconografia di un sogno: M.C. Escher Arthur: Vogliamo dare un'occhiata a qualche architettura paradossale? Dovrai imparare alcuni trucchetti se vuoi costruire tre livelli completi di un sogno. Ariadne: Che tipo di trucchetti? Arthur: Nei sogni, puoi ingannare l'archittetura realizzando forme impossibili. Questo ti permette di creare dei circuiti chiusi, come la scala di Penrose, la scala infinita. Vedi? Paradosso. Un circuito chiuso come questo ti aiuta a dissimulare i confini del sogno che crei.

18 M. C. Escher, Casa di scale (1951) M. C. Escher, Galleria di stampe (1956)

19 M. C. Escher, Tropea, Calabria (1931)

20 Hans Zimmer e Edith Piaf: colonna sonora di un sogno Non, Je ne regrette rien.

21 L’epilogo di un sogno: risveglio e dubbio cartesiano

22 If you take the first letters of the main characters' names - Dom, Robert, Eames, Arthur, Mal and Saito - they spell "Dreams". If you add Peter, Ariadne and Yusuf, the whole makes "Dreams Pay", which is what they do for a mind thief. Dom Cobb's main objective is to get Home. His name, Dom, literally means 'home' in Polish. The root word "*dom" comes from the Latin word "Domus". Words like 'Domesticated' and 'Domicile' all share the same "*dom" root. The running time of 2 hours 28 min is a reference to the original length of Édith Piaf's song "Non, je ne regrette rien", which lasts (on its first recorded edition) 2 minutes 28 seconds. Édith Piaf A series of numbers keeps appearing: the number that Fischer gives Cobb/Arthur is , The two hotel rooms used are rooms 528 and 491, the number that Eames (as a woman) gives to Fischer is , the combination to the strongroom starts with 52, and the combination to the safe is This is all to reinforce the importance of the number throughout the film. In an interview with 'Entertainment Weekly', Christopher Nolan explained that he based roles of the Inception team similar to roles that are used in filmmaking - Cobb is the director, Arthur is the producer, Ariadne is the production designer, Eames is the actor, Saito is the studio, and Fischer is the audience. "In trying to write a team-based creative process, I wrote the one I know," said Nolan. Christopher Nolan A direct translation of the lyrics for the song "Non, je ne regrette rien" as performed byÉdith Piaf is: "I regret nothing/no, I have no regrets/I regret neither the good things that were done to me nor the bad things/They are all the same to me/...The past is payed, swept away, forgotten/I don't care of the past anymore/I set my memories on fire/My agonies, and my pleasures/I don't need them any more/Swept away in the agonies of love/Swept away forever, I'm restarting with nothing..." Christopher Nolan has made a point of saying that he chose the song specifically for the movie, which is heavily concerned with the effect of memories on the psyche, and specifically the disastrous effect that not letting go of memories of love-gone-wrong can have on the subconscious--exactly what the song discusses. Also of note: in the original French, "I regret neither the good things done to me nor the bad things" is "Ni le bien qu'on m'a fait ni le mal," and since Cobb's wife is named Mal, that gives the line a double meaning. Édith PiafChristopher Nolan The slow, gloomy, blaring trombones in the main theme of the film score are actually based on an extremely slowed down version of the fast, high pitched trumpets in the beginning of the Édith Piaf song "Non, je ne regrette rien," which is used as a plot device in the film. Furthermore, when music is heard by someone who is currently within a dream, the music is perceived as slowed down. Thus, the main theme of the film score is almost exactly what the beginning of "Non, je ne regrette rien" would sound like to a dreamer. This thematic device is brought to its logical conclusion when the song plays at the end of the credits, signaling that the audience is about to 'wake up' from the film. Édith Piaf


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