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Prof. Paolo Di Marco Business Plan II Operations & People Lezione 06.

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Presentazione sul tema: "Prof. Paolo Di Marco Business Plan II Operations & People Lezione 06."— Transcript della presentazione:

1 Prof. Paolo Di Marco Business Plan II Operations & People Lezione 06

2 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 2 Agenda Operations Programma di dimensionamento Ciclo produttivo Dimensionamento Modello della Servuction Organizzazione Elementi di organizzazione Il piano organizzativo Caso operativo

3 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 3 Piani operativi Tutti i piani e le scelte operative, che riguardano la realizzazione e/o erogazione della linea prodotti e/o servizi, devono essere contenuti in questa parte del Business Plan. Le tre principali aree di analisi sono: Determinazione della localizzazione dellimpresa (per aziende in start up) Impostazione delle attività produttive o di erogazione del servizio (quali processi utilizzare) Definizione delle attività legate alla logistica (movimentazione, flussi informativi e di magazzino)

4 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 4 La pianificazione operativa Mappare i processi legati alle attività primarie della catena del valore Costruire un Action Plan per i principali aspetti implementativi legati alla produzione di beni, al sistema di erogazione del servizio e alla logistica (tempi e responsabilità organizzative) Definire quali attività dare in outsourcing (fra quelle standard o a maggior investimento) e motivare tali scelte anche in termini economici; per le aziende in start up molte volte loutsourcing di alcune attività è una scelta obbligata (es. magazzino).

5 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 5 Il programma di insediamento Programma di insediamento Tempi Modalità Localizzazione Tecnologia Diagrammi flusso produzione Lay-out impianti

6 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 6 Il ciclo produttivo Occorre definire con precisione il ciclo produttivo, descrivendo con attenzione le singole fasi che lo compongono. Fase 1 Fase 2 Fase 3 Tempi Input Costi operativi Tempi Input Costi operativi Tempi Input Costi operativi

7 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 7 Il dimensionamento I fattori che influenzano limpresa nelle scelte di dimensionamento della capacità produttiva sono: Economie di costo (volume, scala, apprendimento) Caratteristiche (livello, variabilità) della domanda Scelte compiute dalla concorrenza e capacità produttiva complessivamente disponibile nel settore Purtroppo non esiste prodotto la cui domanda non presenti, nel corso della durata di un impianto industriale, una notevole variabilità.

8 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 8 Il modello di servizio Nel caso in cui lazienda voglia lanciare sul mercato un nuovo servizio diventa fondamentale analizzarne bene il sistema di erogazione. Questo vale anche per gli eventuali servizi di supporto alla vendita del prodotto che prevedono un contatto fisico con il cliente. Gli elementi fondamentali da considerare sono quelli che vengono ricompresi allinterno del modello della Servuction.

9 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 9 Il modello della Servuction (I) Parte non visibile al cliente Parte visibile al cliente Organizzazione dellazienda (procedure, risorse, ecc.) Personale di contatto Supporti e ambiente fisico Relazioni interne Cliente A Relazioni primarie Relazioni di concomitanza Cliente B

10 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 10 Il modello della Servuction (II) La qualità delle relazioni fra clienti e di quelle cliente-personale di contatto e clienti-supporto fisico è alla base di ciò che viene definito ambiente. Le relazioni tra questi elementi possono essere così raggruppate: Relazioni primarie: relazioni di base del sistema e rappresentano linterazione degli elementi dellimpresa di servizi con il mercato Relazioni interne: connettono parte visibile al cliente con quellaa non visibile dellazienda Relazioni di concomitanza: sono le relazioni dovute alla presenza simultanea nellimpresa di servizi dei clienti A e B.

11 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 11 Management e organizzazione In questa sezione del Business Plan viene illustrata la struttura organizzativa dellazienda che dovrà sostenere lattività di vendita prevista. Occorre stabilire i compiti e le responsabilità di ciascuno allinterno dellorganizzazione e predisporre delle norme che regolino il comportamento dei singoli individui.

12 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 12 Tipologie di strutture organizzative Esistono diverse tipologie di strutture organizzative: Funzionale Funzionale Modificata Divisionale A matrice

13 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 13 La struttura funzionale Raggruppamento delle attività per funzioni (processi di lavoro, fasi, competenze) Configurazione del comando di tipo gerarchico/ piramidale, con accentramento di poteri e responsabilità Vantaggi Svantaggi Univocità di comando e coordinamento forte a livello di singola area funzionale, sviluppo e salvaguardia delle specializzazioni… Segmentazione degli obiettivi e scarsa attenzione al risultato complessivo; possibili rivalità tra funzioni…

14 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 14 Forma funzionale Struttura Funzionale

15 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 15 Le forme ibride La struttura deve rispondere ai criteri di temporaneita, multidisciplinarieta, unicita, circoscrizione di obiettivi e compiti specifici Importanza fondamentale della leadership professionale più che del potere gerarchico Il Project leader costituisce il gruppo di lavoro Vantaggi Svantaggi Flessibilità, orientamento al risultato, reversibilità Rischio di focalizzazione sul singolo obiettivo; rischio di personalizzazione della gestione; rischio di debolezza del commitment

16 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 16 Forma funzionale modificata Il Product Manager, come lArea Manager, ha competenze che possono essere impiegate trasversalmente Struttura Funzionale Modificata

17 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 17 La struttura divisionale Complesso di entità (quasi) autonome riunite da una struttura direzionale centrale La Divisione comprende e replica le diverse funzioni aziendali, ma ogni divisione può avere una propria organizzazione Catena del comando distribuita ma con forte potere della linea intermedia Criterio dominante per la strutturazione: il mercato Vantaggi Svantaggi Flessibilità e modularità; interazione tra le specializzazioni; visione complessiva degli obiettivi costi elevati dimpiego delle risorse; possibili dinamiche di concorrenza distruttiva tra Divisioni

18 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 18 Organizzazione divisionale Struttura Divisionale

19 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 19 La struttura a matrice Doppia responsabilità: si intrecciano responsabilità gerarchico/funzionali e di progetto/politica/processo Ladattamento reciproco è il principale meccanismo di coordinamento Vantaggi Svantaggi Adattabilità ad ambienti dinamici; focalizzazione sugli obiettivi prioritari; attenzione agli obiettivi complessivi Rischi di conflittualità tra ruoli di responsabilità

20 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 20 La struttura input/output Capo progetto 1 Capo progetto 3 Direzione Capo progetto 2 MarketingU. TecnicoProduzioneAmm.ne

21 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 21 Elementi dellorganizzazione Sia lorganizzazione sia il personale che la costituiscono sono parte di sistemi più vasti (lambiente) con i quali sono in reciproca interazione, risultandone condizionati e condizionandoli. Gli elementi necessari e sufficienti per individuare e descrivere unorganizzazione sono: Gli obiettivi che persegue Il sistema di rapporti e le procedure che ne condizionano il processo informativo, decisionale ed operativo Lo stile direzionale I mezzi e le persone che la compongono Lambiente circostante

22 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 22 I vincoli Per la costruzione di unorganizzazione occorre considerare due serie di limitazioni che potrebbero trasformarsi in veri e propri vincoli: Oggettivi Soggettivi Costituiti dallambiente in cui si opera Costituiti dagli obiettivi individuali degli elementi organizzativi, contrastanti almeno in parte con gli obiettivi dellorganizzazione nel suo complesso

23 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 23 Il piano organizzativo Per le nuove imprese i piani organizzativi dipendono dai previsti piani di produzione e commercializzazione e avranno un impatto su quelli finanziari. Ciascuno di questi prevede lesecuzione di un certo tipo e numero di compiti che andranno a definire il progetto della struttura organizzativa. Il piano organizzativo Piano di produzione Piano di commercializzazione Piano finanziario

24 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 24 Lealtà e cooperazione del personale È fondamentale impostare un sistema che garantisca la lealtà e la cooperazione del personale; per fare ciò occorre considerare che lefficienza, limpegno e la soddisfazione ricavata dal lavoro dipendono fondamentalmente da due fattori: Il grado di corrispondenza tra quanto una persona si aspetta di dover dare e ricevere dallorganizzazione e quello che si aspetta la struttura organizzativa La reale qualità dello scambio, ovvero denaro in cambio di tempo, soddisfazione dei bisogni sociali in cambio di lavoro e lealtà, opportunità di sviluppo e lavoro impegnativo in cambio di alta produttività

25 Prof. Paolo Di Marco Presentazione 25 La forma giuridica Al termine di questa sezione del Business Plan, per le aziende in start-up occorre descrivere la forma giuridica e specificare i motivi di tale scelta. È evidente che non esiste una forma dimpresa a priori più conveniente di unaltra. Tale valutazione va fatta in base a quattro diversi elementi: Il capitale investito: rischio dimpresa che si decide di correre La responsabilità patrimoniale e solidale: nelle società di persone i soci rispondono con il proprio patrimonio Gli effetti fiscali: nelle società di persone la tassazione fa capo ai soci, in quelle di capitali ricade direttamente sullimpresa Gli adempimenti amministrativi: le società di capitali necessitano un maggior carico di adempimenti e quindi maggiori costi per il professionista.


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