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Bilancio Partecipativo. Definizione e principi Il Bilancio Partecipativo è un processo decisionale che apre la macchina istituzionale alla partecipazione.

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Presentazione sul tema: "Bilancio Partecipativo. Definizione e principi Il Bilancio Partecipativo è un processo decisionale che apre la macchina istituzionale alla partecipazione."— Transcript della presentazione:

1 Bilancio Partecipativo

2 Definizione e principi Il Bilancio Partecipativo è un processo decisionale che apre la macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione: è finalizzato ad incidere sulle decisioni, sugli obiettivi e sulla distribuzione di tutti o di parte degli investimenti pubblici. Con il Bilancio Partecipativo (BP) non si intende la stesura di un documento finanziario, formato da un insieme di calcoli e numeri spesso poco comprensibile agli occhi di non esperti, ma un luogo della democrazia dove il cittadino può cercare di far sentire la propria voce e far emergere i bisogni primari della popolazione.

3 In un periodo di crisi delle istituzioni, come quello che stiamo vivendo è necessario coinvolgere, quanto più possibile, i cittadini nella gestione della “cosa pubblica”, finalizzando tale processo ad una collaborazione interattiva tra i vari settori della società, per la realizzazione di un nuovo modo di convivenza civile nel rispetto delle pluralità delle opinioni. La partecipazione dei cittadini alle scelte della amministrazione si presenta dunque come un utile strumento per superare la crisi della democrazia rappresentativa. Il bilancio partecipativo si presenta come un misto di democrazia rappresentativa e di democrazia partecipativa, fornendo da un lato una maggior prossimità tra le scelte operate dall’amministrazione e gli interessi dei cittadini; dall’altra una più concreta possibilità, da parte dei settori deboli della società, di rappresentare i propri interessi.

4 Origini del B.P. A Porto Alegre, nel 1998, vinse le elezioni comunali una coalizione di sinistra guidata dal Partido dos Trabalhadores. La città brasiliana ( abitanti circa) veniva da una situazione amministrativa disastrosa. Problematiche cittadine: Favoritismi verso finanziatori e proprietari di bische clandestine Differenze notevoli di reddito tra i cittadini Reti fognarie praticamente inesistenti Strade disastrate Numerose famiglie prive di acqua

5 La necessità di trovare un metodo di buon governo portarono il Partido dos Trabalhadores ad ideare un processo informale in grado di creare forte mobilitazione, incrociando gli stessi interessi della società civile organizzata. Ha inizio il BP. Per mezzo di una serie di riunioni la cittadinanza in sinergia con l’Amministrazione viene convocata per discutere sulle problematiche cittadine e su come poterle superare.

6 Il metodo di successo Il BP venne presentato nel 2001 al World Social Forum L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ha definito tale metodologia come uno strumento efficace di gestione pubblica, considerandolo e giudicandolo come una tra le quaranta migliori pratiche di governo democratico al mondo. La Banca Mondiale inserisce il BP tra i 100 migliori casi al mondo di buona governance locale.

7 Fasi del BP

8 Diffusione in Brasile

9 Esportazione Dopo una prima fase, caratterizzata dalla nascita, dallo sviluppo e dalla diffusione in Sud America, il BP viene adottato anche nel contesto europeo.

10 Fattori decisivi per attuare il BP Volontà politica Interesse delle organizzazioni della società civile e della cittadinanza in genere Definizione delle regole del gioco Formazione della popolazione e dei funzionari comunali, sia sul Bilancio generale che su quello partecipativo Informazioni sulle date e i luoghi delle riunioni Definizione delle priorità delle scelte tra le richieste avanzate

11 Fattori decisivi per il futuro Affinchè il BP possa divenire una pratica normale di governo del territorio è necessario istituzionalizzarlo. Non è chiaro a tutt’oggi dove inserire il processo di BP all’interno della macchina Amministrativa. Alcuni Comuni lo hanno previsto mediante Linee Guida, altri mediante previsione espressa nello Statuto, altri ancora mediante delibera di Giunta comunale.

12 Sviluppo in Italia Le prime città italiane ad attuare il BP sono state Grottammare, Pieve Emanuele e Municipio XI di Roma. Come un percorso al contrario da oltre oceano, le c.d. > hanno adottato tale nuova metodologia di governo del territorio, dando inizio alla sua diffusione in Italia.

13 Grottammare Città di abitanti in Provincia di Ascoli Piceno. Nel 1994 le elezioni amministrative vennero vinte da una lista locale chiamata Solidarietà e Partecipazione. Le passate legislazioni ed il mal governo della città favorirono l’adozione di una ulteriore forma innovativa di governo del territorio. Per mezzo di una serie di riunioni inizia il ciclo di BP che dura un anno. Il processo di BP dura quasi 1 anno

14 Fasi del BP.

15 1) Condivisione del progetto (Febbraio): il gruppo promotore delinea le linee guida del progetto. 2) Emersione del bisogno (Maggio / Giugno): vengono convocate assemblee di quartiere (Primo turno) nelle quali i cittadini hanno la possibilità di rivolgere domande e segnalare proposte e progetti a livello di quartiere che troveranno copertura finanziaria nel bilancio di previsione dell’anno successivo. In particolare i cittadini presenti alle assemblee possono compilare una scheda o un questionario in cui descrivono l’intervento richiesto. 3) Verifica di fattibilità (Giugno / Agosto): il settore tecnico competente ed il settore finanziario, con la presenza di alcuni componenti del gruppo promotore, valutano la fattibilità delle proposte ricevute, indicando, laddove possibile, una stima dei costi e dei tempi necessari alla loro attuazione. Le proposte sono condivise con il gruppo promotore e quindi comunicate ai cittadini. 4) La scelta delle priorità (Settembre / Ottobre): viene indetto un nuovo turno di assemblee di quartiere (Secondo turno), in cui i cittadini potranno esprimere la propria preferenza tra le proposte che avranno superato la verifica di fattibilità. La Griglia delle priorità (Ottobre) è costruita in base alle risultanze delle votazioni: si procederà a formulare un'unica griglia delle priorità a livello di quartiere. 5) Bilancio di previsione (Novembre): nella fase finale le proposte con il maggior numero di preferenze a livello di quartiere (entro la quota di bilancio stanziata) saranno inserite nel bilancio di previsione dell’anno successivo”.

16 A conclusione del ciclo annuale, viene adottato il Regolamento di funzionamento interno che verrà applicato per l’elaborazione del bilancio relativo all’anno successivo, durante il quale verrà attuato il Ciclo di Esecuzione e Controllo. Tale ultima fase inizia con alcuni studi tecnici e termina con l’inaugurazione dei progetti approvati. I meriti del bilancio partecipativo di Grottammare sono quelli di aver creato una cultura ed un interesse della cittadinanza alla partecipazione, di aver reso possibile un processo democratico, finalizzato all'inclusione di infiniti percorsi partecipativi anche al di fuori della discussione del bilancio partecipativo e ciò mediante il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di cittadini, in particolare del settore privato e dei giovani, tendenzialmente non attivissimi nel processo.

17 Grottammare Risvolti più che positivi sono riscontrabili nella qualità di vita della città stessa e nei risultati raggiunti: +84% di presenze turistiche +327% di spesa sociale + 64% di spesa per la cultura + 35% per la spesa urbana

18 Pieve Emanuele Città di abitanti in Provincia di Milano Il progetto di bilancio partecipativo prese il nome, non casualmente, di Pieve Alegre e fu proposto, dalla allora Amministrazione locale, nel 2002 al termine di un processo collaborativo svolto nel corso di anni tra la Giunta, il Consiglio, le consulte e le scuole ed inserito sotto l'egida dell'Assessorato alla Cultura e Comunicazione.

19 Pieve Emanuele: il ciclo del BP Il ciclo di BP di Pieve Emanuele è composto da 4 fasi: - 1) Raccolta delle proposte ed emersione del bisogno. La riunione era aperta a tutti i cittadini, moderata da un facilitatore e supportata da tecnici dell'amministrazione. Veniva compilato un documento comprensivo di tutte le proposte pervenute da inviare all'ente locale per essere vagliato. - 2) Verifica di fattibilità delle proposte raccolte. Tale compito spettava ai tecnici comunali che giudicavano la possibilità o meno di realizzare quanto richiesto dai cittadini. - 3) Ordine di priorità degli interventi da attuare. La partecipazione era rivolta a tutti, in questa fase era possibile per mezzo di una scheda predisposta dalla Pubblica Amministrazione, dove erano indicate le proposte che si potevano realizzare, votare l'ordine di attuazione. - 4) Approvazione del bilancio.

20 La Giunta di Pieve Emanuele decise di inserire il bilancio partecipativo nello Statuto Comunale, dotandolo di un Regolamento e di una prassi amministrativa strutturata da un documento annuale di linee guida, discusso ed approvato dal Consiglio Comunale. Tale documento venne adottato il 28/09/06 con deliberazione n. 103 avente ad oggetto: “Bilancio Partecipativo – Attività e Linee Guida 2006” nel quale erano sintetizzati gli indirizzi tecnico-politici e gli obiettivi attesi dall’Amministrazione comunale nell’attuazione del ciclo del bilancio partecipativo. Le linee guida erano predisposte dall’Assessorato alla Partecipazione e poste all’attenzione del Consiglio Comunale, previo parere della IV Commissione Consiliare permanente per la loro discussione ed approvazione, come previsto dallo Statuto Comunale all’art. 89 comma 3. Venne creata una struttura ad hoc con uffici comunali preposti a far coincidere l'iter amministrativo con quello di partecipazione al bilancio.

21 Pieve Emanuele A Pieve Emanuele attualmente il BP non è più attivo, la nuova Amministrazione, di uno schieramento politico differente, ha deciso di eliminare tale formula di governo. L' ex Assessore al Bilancio Partecipativo di Pieve Emanuele scrisse malinconicamente in un articolo intitolato “Pieve Alegre non ride più”: “le tante sperimentazioni che avevamo lanciato, legato, raccordato, tutto questo è stato distrutto in poche settimane”

22 Municipio XI di Roma Con i suoi abitanti, circa il 5% di Roma, da anni svolge la funzione di esempio modello per la grande città, descritto nei paragrafi precedenti. L'inizio della sperimentazione del bilancio partecipativo è datata L'organizzazione del bilancio partecipativo romano si basava sul principio fondamentale della libera partecipazione e votazione di tutti i cittadini, esclusi i minori di 14 anni

23 Fasi del BP del Municipio XI di Roma I cicli del bilancio partecipativo comprendevano le seguenti fasi: a) Fase iniziale: elezione dei delegati rappresentanti della collegialità dei partecipanti in un rapporto di 1 a 15 cittadini. b) Fase centrale: individuazione dei problemi e consequenziale formulazione delle proposte. Presenza di facilitatori della comunicazione e divisione in gruppi di lavoro dei cittadini. c) Fase finale: votazione delle priorità di intervento

24 Nel 2007 la Commissione Bilancio del Comune stabilì un accordo circa una percentuale fissa di bilancio da garantire per la realizzazione di alcune opere, scelte dalla cittadinanza. Attualmente nel Municipio XI di Roma, al cambio dell’Amministrazione, il BP non è più attuato.

25 Comune di Venezia Il Comune di Venezia, abitanti, è stato il primo caso di grande città ad attivare un bilancio partecipativo riconducibile all'esempio della città modello, quale buona pratica da seguire per la città vicina. Il progetto iniziale si basava sulla formazione di un rapporto stretto tra l'Assessorato al Bilancio e tre Municipalità sperimentali (Lido, Marghera e Favaro Veneto) al fine di non lasciare isolate queste realtà e di organizzare in maniera coordinata ed efficiente gli interventi richiesti dai molti cittadini partecipanti. Tale partecipazione era promossa attraverso commissioni speciali e forum tematici, aperti a tutti i cittadini, anche stranieri, e dalle associazioni con l’obiettivo di formulare indirizzi e proposte in relazione alla definizione del bilancio partecipativo.

26 Nonostante la fetta di bilancio messo a disposizione del Comune fosse molto piccola, circa l'1%, gli esiti di tale iniziative furono molto interessanti. a) Al Lido il progetto di bilancio partecipativo fu fortemente sostenuto da parte dei cittadini, infatti le risorse messe a disposizione provenivano sia dall'ente pubblico sia dalla popolazione stessa. Le riunioni avvenivano all'interno di parrocchie. b) Marghera riuscì ad attivare una serie di innovazioni metodologiche riguardanti le tecniche di organizzazione e moderazione delle assemblee e il monitoraggio dei rappresentanti. Tutto ciò grazie alla convergenza dei finanziamenti provenienti dall'attivazione della pratica di partecipazione al bilancio e dei fondi provenienti dal progetto europeo LHASA (Large Housing Areas Stabilisation Action). c) A Favaro Veneto si decise di convergere in maniera decisa verso un unico obiettivo in modo da poter negoziare i fondi erogati per la sperimentazione del bilancio partecipativo dal Comune in maniera più agevole

27 Comune di Venezia Nel 2005 con l'elezione della nuova Giunta comunale la pratica partecipativa al bilancio è stata cancellata

28 Comune di Parma Il Comune di Parma, abitanti, applica un bilancio partecipativo interessante per: a) la dimensione che tale pratica assume nel contesto cittadino b) l'orientamento politico della giunta che governa la città (nel 2007 alle elezioni amministrative vinse una lista civica appoggiata dal centro destra) c) il tentativo di stabilire delle procedure strutturate del processo, con l'ausilio dell'Università di Economia d) il Regolamento comunale composto da cinque articoli: 1) definizione e finalità, 2) partecipazione al bilancio partecipativo, 3) soggetti che possono partecipare alla votazione, 4) sistema di votazione dei progetti, 5) revisione del Regolamento.

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30 Comune di Parma Il bilancio partecipativo di Parma, seppur recente, si è già notevolmente radicato sul territorio, salvo alcune eccezioni, ed è stato recepito dalla popolazione in maniera più che positiva.

31 Italia In Italia l’unico esempio di BP a livello sovra locale è presente nella Regione Lazio.

32 Regione Lazio Il BP è applicato nella Regione Lazio per legge. Legge Regionale 28 Aprile 2006, n. 4 ed il successivo Regolamento attuativo n. 4 del 28 giugno La creazione di un Assessorato specifico alla partecipazione nella Regione Lazio, istituito ai sensi dell’art. 4 del Regolamento n. 4 del 28/06/2006 Disciplina del processo di partecipazione alla formazione delle decisioni in materia di programmazione economico-finanziaria e di bilancio della Regione.

33 Regione Lazio Il bilancio messo a disposizione dalla Regione e reso “partecipe” varia a seconda dei vari assessorati. In linea generale i settori coinvolti, macro aree, dal BP sono: Politiche ambientali ed agricole, Politiche del lavoro, Politiche per la mobilità Politiche sociali.

34 Mappa del BP nella Regione Lazio

35 In Europa Le esperienze dell’America Latina sono state riproposte in Europa grazie all'utilizzo di alcuni canali divulgativi come le reti internazionali create tra le città, la Banca Mondiale e l'Onu, le Università, la cooperazione decentrata e lo sviluppo altermondialista. Fondamentale: L’adozione del BP così come venne concepito in Brasile è una scelta errata, il BP deve essere sempre contestualizzato rispetto alle problematiche locali di territorio e sociali. I modelli di BP hanno lo scopo di: - ridurre il gap che esiste tra cittadino e politica; - colmare il deficit della democrazia rappresentativa e quello della esclusione sociale; - diventare uno strumento efficiente di gestione del territorio e divenire obiettivo di Reti e Coordinamenti di Associazioni e Cittadini.

36 I modelli in Europa. Sei modelli di partecipazione possono distinguersi nell’ambito dell’intero territorio europeo: 1) democrazia partecipativa, richiama al modello di Porto Alegre, riscontrabile in Italia e Spagna. 2) democrazia di prossimità, in Francia, Portogallo e Paesi Bassi. 3) modernizzazione partecipativa, nell’Europa del Nord. 4) partenariato pubblico/privato partecipativo, nell’Europa dell’Est. 5) sviluppo comunitario, nel Regno Unito. 6) neo corporativismo, in Spagna.

37 Città europee che hanno adottato il BP

38 Il BP in Europa


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