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ANEDDA SERENELLA, AVERSA ALESSIO, CALVARESE SARA, DI LIVIO DAMIANO, MANZI RICCARDO, MISANTONI MICHELA, MONACO NICOLO’, MURRI SIMONE, PERRONE GIANLUCA,

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1 ANEDDA SERENELLA, AVERSA ALESSIO, CALVARESE SARA, DI LIVIO DAMIANO, MANZI RICCARDO, MISANTONI MICHELA, MONACO NICOLO’, MURRI SIMONE, PERRONE GIANLUCA, PRIOLI SIMONE, SCHIRRA SIMONE, SPALLA MARIKA E TAURO GIORGIA

2 LA STORIA MANZI RICCARDO DI LIVIO DAMIANO

3 Una lunga serie di trasformazioni caratterizzò il 700: dalle modifiche della carta politica europea ai cambiamenti in campo culturale e sociale, dai mutamenti tecnici e scientifici alle novità in campo economico e politico. In questo periodo nasce un nuovo pensiero culturale che caratterizzo' il nuovo periodo, l’ illuminismo. Esso nacque anche dalle tre rivoluzioni : industriale americana e francese.

4 Guerre di successione equilibrio o di successione Nella prima metà del 700, numerose guerre furono combattute per ragioni di successione, esse furono chiamate guerre di equilibrio, perché erano basate sul principio che una nazione non dovesse prendere il predominio sulle altre guerre di successione, perché ci furono conflitti che videro le case regnanti europee l’una contro l’altra per impadronirsi di un trono rimasto vuoto. Spesso i re scambiavano i propri popoli e questo scambio veniva chiamato. Il baratto dei popoli.

5 LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA (1701–1714) Carlo II re di Spagna, morendo senza eredi, aveva designato come suo successore Filippo II d’Angiò, quest’azione scatenò una guerra fra l’Inghilterra, l’Austria, il Piemonte, la Spagna e il Portogallo. La guerra si combatté in Germania e nei Paesi Bassi e si concluse con la pace di Utrecht nel La Spagna dovette cedere alcune sue colonie e nel 1720 segna la fine della dominazione spagnola e comincia quella austriaca.

6 LA GUERRA DI SUCCESSIONE POLACCA Poiché in Polonia la monarchia era elettiva alla morte di re Augusto II (1733),alcune potenze europee ne approfittarono per favorire i propri candidati: austri e russi sostennero Federico augusto II di Sassonia. Una prima votazione polacca elesse il re secondo, ma il re di Francia Luigi XV non si diede per vinto e scatenò una guerra che si concluse soltanto con la pace di Vienna (1738).

7 La guerra dei sette anni ( ) La guerra dei sette anni fu provocata dai profondi contrasti coloniali tra Francia e Inghilterra. In questa guerra avvenne il cosiddetto rovesciamento delle alleanze. Si concluse con le paci di Parigi e Huttemburg che seguirono la vittoria dell’Inghilterra sulla Francia.

8 LE TRE RIVOLUZIONI NICOLO’ MONACO

9 La rivoluzione industriale

10 La rivoluzione industriale è un processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che da sistema agricolo artigianale commerciale conduce ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (come ad esempio i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e anche politici. Spesso si distingue fra prima e seconda rivoluzione industriale. La prima riguarda prevalentemente il settore tessile metallurgico con l'introduzione della spoletta meccanica e della macchina a vapore nell'arco cronologico solitamente compreso tra il 1780 e il La seconda rivoluzione industriale viene fatta convenzionalmente partire dal 1870 con l'introduzione dell'elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. Talvolta ci si riferisce agli effetti dell'introduzione massiccia dell'elettronica, delle telecomunicazioni e dell'informatica nell'industria come alla terza rivoluzione industriale, che viene fatta partire dal La rivoluzione industriale comporta una profonda ed irreversibile trasformazione che parte dal sistema produttivo fino a coinvolgere il sistema economico nel suo insieme e l'intero sistema sociale. L'apparizione della fabbrica e della macchina modifica i rapporti fra gli attori produttivi. Nasce così la classe operaia che riceve, in cambio del proprio lavoro e del tempo messo a disposizione per il lavoro in fabbrica, un salario. Sorge anche il capitalista industriale, imprenditore proprietario della fabbrica e dei mezzi di produzione, che mira a incrementare il profitto della propria attività. Che cos’è

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12 Le varie macchine La locomotiva a vapore è un veicolo azionato da un motore a vapore per la trazione di treni per trasporto di merci o di persone sulle ferrovie, sulle tramvie e su altri sistemi di trasporti su rotaie Per aumentare la produzione Hargreaves inventa il telaio meccanico (Spinning Jenny) con cui era possibile filare più fili contemporaneamente questo portò a un aumento della produzione Il vapore, prodotto nella caldaia, viene immesso attraverso l’ apertura della valvola nel cilindro determinando, grazie alla sua espansione, l’ innalzamento del bilanciere. - L’ apertura della valvola e la chiusura di lascia fluire il vapore nel condensatore, determinando così l’ abbassamento del bilanciere. Nel condensatore un getto d’ acqua fredda condensa il vapore, lasciandolo poi defluire attraverso la valvola di scarico. La macchina è a questo punto in grado di riprendere il ciclo.

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14 Che cos’è La fine della guerra coloniale anglo-francese, appendice americana alla guerra dei Sette anni ( ), determinò l'espulsione della Francia dai suoi possedimenti sul continente nordamericano e in India. Questi passarono alla Gran Bretagna, che si impose così quale maggiore potenza e dominatrice assoluta sui mari. Pur avendo assunto il controllo di un'enorme quota del commercio marittimo mondiale, la Corona inglese si ritrovò tuttavia a dover sostenere le ingenti spese di guerra e la responsabilità di amministrare e difendere i nuovi territori acquisiti in Nord America. La conseguente eliminazione della Francia non rendeva più necessario il sostegno militare della madrepatria e consentiva una più agevole conquista delle terre. Le aspirazioni dei coloni vennero però inaspettatamente frustrate dalle decisioni inglesi. Infatti, un decreto regio (1763) vietò l'espansione al di là dei monti Appalachi. Allo scopo di far contribuire alle spese dell'impero anche i coloni, il Parlamento inglese varò nel marzo del 1765 lo Stamp Act, che gravava un'imposta di bollo tutti i documenti legali, i contratti, le licenze, ma anche giornali, opuscoli, carte da gioco ecc., stampati in terra americana. L'imposta suscitò una forte opposizione tra i coloni (che già nel corso della guerra dei Sette anni avevano manifestato una certa insofferenza nei confronti dell'autorità britannica, in particolare ignorando gli obblighi e le limitazioni imposte ai loro commerci dagli Atti di navigazione). Normalmente, infatti, erano le assemblee rappresentative locali a legiferare in materia di imposizione fiscale e di organizzazione della sicurezza interna; oltre a violare il diritto fondamentale di ogni suddito britannico a non essere tassato in mancanza di suoi rappresentanti in Parlamento, lo Stamp Act venne percepito dai coloni come un tentativo di limitare i loro spazi di autogoverno. Nell'ottobre del 1765, mentre il boicottaggio delle merci britanniche, organizzato dai

15 commercianti coloniali, paralizzava gli scambi tra le due sponde dell'Atlantico, i delegati di nove colonie si riunirono a New York nello Stamp Act Congress per notificare alla madrepatria le proprie lamentele. Nel marzo successivo, il Parlamento abolì lo Stamp Act, ma ciò non fu determinato dalle obiezioni dei coloni sulla costituzionalità della tassa, bensì dalle pressioni dei mercanti inglesi, fortemente danneggiati dal boicottaggio di protesta. A Boston, per garantire l'applicazione dei provvedimenti fiscali, erano stati inviati due reggimenti inglesi. Nel 1770, durante una manifestazione di protesta, alcuni soldati britannici spararono sulla folla uccidendo cinque coloni. Ancora una volta ci ritroviamo di fronte a reazioni violente dettate da insofferenza e incapacità di arginare un crescente dissenso. Se a Philadelphia e a New York non fu permesso alle navi inglesi di scaricare il tè dalle stive, a Boston, con il cosiddetto Boston Tea Party, il loro carico venne addirittura rovesciato in mare. Per tutta risposta, nel 1774 il Parlamento inglese approvò alcune misure repressive, battezzate dai coloni con il nome di "Intolerable Acts", intese a riaffermare pienamente l'autorità regia: il porto di Boston fu chiuso e venne rafforzato il regime di occupazione militare della città; le prerogative di autogoverno garantite dall'originale Carta del Massachusetts furono inoltre drasticamente ridotte. Riassumendo, le cause della guerra d'indipendenza americana non sono dovute a fattori sociali quali miseria e povertà, bensì alla ricerca di indipendenza, appunto, e di libertà nel suo significato più vicino a questioni politico-economiche. Le cause prettamente economiche e le reazioni violente inglesi hanno forzato gli eventi e aperto le porte alla rivoluzione.

16 La dichiarazione d’indipendenza Il 4 luglio 1776 una solenne dichiarazione d’indipendenza redatta da un deputato della Virginia Thomas Jefferson. La difficoltà contro gli inglesi Nel frattempo la lotta fra le truppe inglesi e i coloni volgevano al peggio per questi ultimi. Tuttavia George Washington riuscì coraggiosamente a fronteggiare la difficile situazione in attesa di assestare un colpo definitivo agli Inglesi La nascita degli stati uniti Re Giorgio si trovò costretto alla pace e a riconoscere con il trattato di Versailles l’indipendenza delle tredici colonie e la loro trasformazione in Stati Uniti d’America.

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18 Nella seconda metà del 18° sec., durante il regno di Luigi XVI e di Maria Antonietta, la Francia viveva un periodo di crisi, dovuta al crescente indebitamento statale e alla perdita di prestigio della monarchia. Le resistenze dei ceti nobiliari ad accettare una riduzione dei loro privilegi alimentavano un diffuso malcontento dell'opinione pubblica, che cominciava a mettere in discussione il sistema sociale dell'ancien régime, avanzando richieste di rappresentanza politica, sull'esempio della Rivoluzione americana

19 l'inizio della rivoluzione Spinto da diversi settori della società, Luigi XVI si decise a convocare gli Stati generali, un organismo di consultazione della nazione eletto sulla base delle tre classi (chiamate 'stati' oppure 'ordini') in cui era divisa la società francese: clero, nobiltà, terzo stato. A questa ultima categoria apparteneva la stragrande maggioranza della popolazione. Sin dal giorno della convocazione, il 5 maggio 1789, i delegati del terzo stato si riunirono separatamente, per definire le richieste da sottoporre al sovrano. Poco dopo si autoproclamarono Assemblea nazionale (17 giugno 1789), dichiarando di essere gli unici rappresentanti della nazione. A essi si unirono molti deputati del clero e della nobiltà e gli Stati generali cambiarono il nome assumendo quello di Assemblea nazionale costituente (9 luglio 1789). Fu l'atto d'inizio della rivoluzione politica: i deputati dei tre ordini si attribuirono il compito di dare al paese una Costituzione. Il re tentò di bloccare l'azione dell'Assemblea, ma in seguito alla ribellione di Parigi del 14 luglio 1789 (assalto alla Bastiglia, prigione e fortezza, simbolo del dispotismo regio) fu costretto a scendere a patti: ritirò le truppe e concesse una Guardia nazionale, ossia un corpo armato che rispondeva agli ordini della municipalità di Parigi. Intanto nelle campagne francesi divampò una rivolta di carattere antifeudale, dettata dalla fame e dalla paura. I nobili presenti nell'Assemblea accettarono le rivendicazioni dei contadini pur di riportare l'ordine. Il 4 ag l'Assemblea adottò provvedimenti che sopprimevano i privilegi fiscali della nobiltà e consentivano ai contadini di liberarsi dai vincoli feudali. Pochi giorni più tardi (il 26 ag.), l'Assemblea emanò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che fissava i diritti di libertà politica, religiosa, di pensiero, di proprietà e la parità delle garanzie giuridiche per tutti i cittadini e che, ispirandosi ai concetti di libertà, uguaglianza e sovranità popolare, aboliva la monarchia assoluta.

20 la costituzione L'Assemblea riformò l'amministrazione dello Stato, dividendone il territorio in 83 dipartimenti, suddivisi in distretti, cantoni e comuni. La giustizia divenne gratuita ed eguale per tutti e fu introdotto un sistema di tassazione proporzionale ai redditi. Per far fronte al debito pubblico, le proprietà della Chiesa vennero messe a disposizione del paese, quindi fu approvata la cd. costituzione civile del clero, in base alla quale parroci e vescovi erano eletti dai fedeli e stipendiati dallo Stato e dovevano giurare fedeltà alla Costituzione. Nel 1791 fu infine approvata la Costituzione, che sancì la nascita della prima monarchia costituzionale francese, fondata sulla separazione dei poteri. Il potere di fare le leggi e di dirigere la politica generale del paese passò all'Assemblea legislativa, composta di 745 deputati eletti ogni due anni. Al re spettava la nomina dei ministri e il diritto di sospendere una legge approvata dall'Assemblea, ma per non più di quattro anni. Il sovrano non poteva sciogliere l'Assemblea, né dichiarare guerra, né firmare trattati di pace. Il potere giudiziario fu affidato alla magistratura, indipendente in quanto eletta. Il diritto di voto fu riservato solo agli uomini al di sopra dei 25 anni che pagassero tasse elevate, una soluzione che accontentava la borghesia mentre lasciava insoddisfatti i ceti popolari.

21 lo scoppio della guerra e la condanna del re Intanto, mentre a Parigi infuriava la protesta dei sanculotti contro il carovita e il re tentava senza successo la fuga, Austria, Prussia e Russia si erano alleate contro la Francia rivoluzionaria, che reagì alla sfida dichiarando la guerra (1792). Fu in questo contesto che il 10 ag i sanculotti s'impadronirono del Palazzo Reale, mentre l'Assemblea ordinava di imprigionare il re con l'accusa di tradimento della patria. Dopo la vittoria francese di Valmy (20 sett. 1792) contro l'esercito prussiano, fu proclamata la Repubblica. Il re, processato per alto tradimento e condannato a morte, fu decapitato il 21 genn. 1793; in ottobre la stessa sorte toccò alla regina.

22 Chi era? Napoleone fu considerato un uomo eccezionale in cui si incarnavano e si concretizzavano le virtù della rivoluzione suo compito era liberare l’Europa e il mondo dall’oppressione dei tiranni. Nonostante queste promesse instaurò un governo di tipo autoritario. Egli aveva lascito diverse eredità tra cui il codice civile imposto a tutti i paesi occupati dalla Francia che permise di applicare in diverse zone dell’Europa i principi, i valori politici, sociali e civili della rivoluzione come il diritto alla libertà individuale entro i limiti della legge e l’uguaglianza dei cittadini di fronte a essa.

23 gli schieramenti Mentre violenti scontri politici si verificavano in tutta la Francia (anche a seguito di un'insurrezione propagatasi in Vandea e suscitata dall'odio per la Rivoluzione nutrito dai nobili di sentimenti cattolici e monarchici e dai contadini da essi influenzati), alla Convenzione, la nuova assemblea di deputati eletti a suffragio universale maschile, insorgevano profondi contrasti tra i vari gruppi. I montagnardi, di orientamento egualitario e antimonarchico, maggioritari nei club rivoluzionari di giacobini e cordiglieri, guidati da Robespierre, Danton, Desmoulins e Marat, si contrapponevano ai girondini, moderati, rappresentanti della borghesia degli affari mentre i deputati di centro ('palude') appoggiavano ora l'uno ora l'altro gruppo,

24 Una rapida carriera Napoleone Bonaparte nacque in Corsica ad Ajaccio il 15 agosto Avviato alla carriera militare era stato promosso generale a soli 24 anni. Napoleone occupò l’Italia costrinse l’Austria alla pace del campoformio.

25 L’Inghilterra la vera rivale Con la pace di campoformio l’Austria aveva momentaneamente rinunciato alla guerra, ma restava in campo l’Inghilterra la cui flotta navale era ancora troppo forte perché si potesse progettare uno sbarco sull’isola. Napoleone occupò l’isola di malta quindi raggiunto il porto di Alessandria marciò verso il Cairo. Lo scontro avvenne presso le piramidi e si risolse in una vittoria dei Francesi.

26 Sconfitta l’Austria rimaneva solo l’Inghilterra in armi contro la Francia. In una situazione di forte tensione e precarietà per la Francia,Napoleone, appoggiato dalla borghesia e dall’esercito,riuscì con un colpo di stato ad assumere il potere proclamandosi Primo console. Aveva così fine la repubblica. Il suo consolato divenne a vita nel 1802 per poi trasformarsi in titolo imperiale nel la Francia tornava così a essere una monarchia assoluta. Nel 1810 Napoleone governava su quasi tutta l’Europa direttamente o tramite i suoi familiari. Napoleone intraprese una disastrosa campagna militare in Russia che causò la sua disfatta. Sconfitto a Lipsia fu confinato all’isola d’Elba. Dopo essere tornato al potere per un breve periodo di 100 giorni venne sconfitto definitivamente a Waterloo ed esiliato a Sant’Elena.

27 ARTE:ALESSIO AVERSA MUSICA:GIANLUCA PERRONE LETTERATURA:SARA CALVARESE

28 ARTE Durante il corso del ‘700, nel mondo dell’arte, nascono e si sviluppano, in alcune zone dell’Europa, tante nuove idee, tra le quali se ne distinguono almeno tre per importanza. Questi nuovi stili e movimenti sono chiamati Rococò e Neoclassicismo. In Italia, invece durante il ‘700 cresce una nuova moda, specie nella città di Venezia, che per le sue caratteristiche principali e per la pittura degli artisti, verrà conosciuta nel Vedutismo. ROCOCO’ Nel primo ‘700 l’arte barocca assume caratteri di maggiore leggerezza ed eleganza, e prende il nome di Rococò. Anche la pittura è influenzata dal nuovo gusto di sfarzo e raffinatezza, mentre nel secolo precedente rispondeva soprattutto alle esigenze degli ordini religiosi e della ricca borghesia mercantile, adesso deve servire a decorare le pareti e i soffitti dei grandi palazzi e delle regge. NEOCLASSICISMO Nella seconda metà del ‘700, prima in Italia poi in Europa, si afferma il Neoclassicismo, un movimento artistico che intende ritornare agli ideali di bellezza della mitica arte greca e romanica. Il nome neoclassicismo indica dunque una nuova classicità che si contrappone alle arti decorative barocche del Rococò.

29 ANTONIO CANOVA (ARTE) Antonio Canova ) è stato uno scultore e pittore italiano ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo e soprannominato per questo "il nuovo Fidia" Fu soprattutto il cantore della bellezza ideale, priva di affettazioni: basti a tale proposito ricordare le opere ispirate alle tre Grazie e a Ebe, oppure alcuni suoi capolavori come Venere uscente dal bagno, la Venere italica e la statua dedicata a Paolina Borghese. La sua arte e il suo genio ebbero una grande e decisiva influenza nella scultura dell'epoca. Iniziò giovanissimo il proprio apprendistato e lo svolse esclusivamente nella città di Venezia, distante circa 80 km dal suo paese natale, Possano. Nella città lagunare iniziò a scolpire le sue prime opere. Egli subì, specialmente nel primo periodo di produzione artistica, l'influenza e il fascino dello scultore del Seicento Gian Lorenzo Bernini, indiscusso maestro dello stile barocco. Ventiduenne, si trasferì a Roma dove ebbe modo di incontrare e conoscere i maggiori protagonisti dell'arte neoclassica, inserendosi anch'egli in quel clima di capitale della cultura che era la città capitolina del Settecento. Dopo la sua scomparsa, per tutto l'arco dell'Ottocento, per quanto riguarda l'arte della scultura, i critici sono concordi nel sostenere come l'Italia non abbia svolto un ruolo di primo piano nel panorama europeo. Nel 1775 diciottenne e in cerca di nuovi stimoli e nuove esperienze, lasciò lo studio dei Torretti e si mise in proprio, aprendo una sua bottega d'arte da dove incominciò l'ascesa artistica che lo doveva rendere famoso nel Veneto e in Lombardia, e poi, piano piano, nel resto d'Europa. Le prime opere da lui prodotte furono: Orfeo ed Euridice (1776) e Dedalo e Icaro (1779), eseguito per il procuratore Pietro Vittor Pisani. Lasciata da parte l'influenza della scultura settecentesca, s'ispirò alla classicità greca, senza però mai cadere nell'imitazione.

30 MUSICA La Francia riveste un ruolo fondamentale, anche se è un periodo di transazione. Il genere musicale predominante è certamente quello del melodramma italiano, di opera seria o comica. Iniziano a distinguersi i teatri pubblici da quelli di corte. I primi importeranno generi e situazioni innovative, molto diverse da quelle di corte, che lanceranno il fenomeno dei castrati. Per quanto riguarda la musica strumentale, ruolo fondamentale avrà la nascita delle scale da concerto. I più importanti generi del barocco sono: o La musica strumentale: si sviluppano le forme del concerto grosso e del concerto solista. I più grandi esecutori furono GIROLAMO FRESCOBALDI e DOMENICO FRESCOBALDI, mentre l’ esecutore del concerto solista fu ANTONIO VIVALDI. o La musica vocale: si affermò il melodramma in ambito profano e l’oratorio in ambito sacro. La polifonia viene sostituita dalla monodia, accompagnata dal basso continuo. Nel teatro si sviluppano altri generi di intrattenimento quali l’Opera buffa,il balletto e gli intermezzi.

31 Gli artisti in musica del 700 I grandi compositori protagonisti di quest’ epoca sono Haydn,Mozart,Beethoven. A teatro, dove sono da ricordare Piccini,Gluck, Cimarosa e Goldoni in veste di librettista è frequente il fenomeno del “Divinismo”: spesso il pubblico è interessato più ai gorgheggi dei cantanti preferiti piuttosto che agli intrecci delle vicende. I PROTAGONISTI: MOZART: nacque nel 1756 e già a quattro anni suonava e componeva piccoli pezzi per clavicembalo. Ha creato capolavori di ogni genere musicale: quaranta concerti solisti,quarantanove sinfonie,sessantaquattro sonate, quarantasette fra trii,quartetti e quintetti, quaranta leader per canto e pianoforte,cinquanta danze per orchestra,sessanta composizioni di carattere sacro. LUDWIG VAN BEETHOVEN: nelle opere di Beethoven si rispecchiano la realtà storica e le passioni dell’animo umano:le lotte, gli ideali,le vittorie e le sconfitte. Tra le sue numerose composizioni ricordiamo: nove sinfonie,cinque concerti per pianoforte e orchestra, un’opera lirica e molta musica per pianoforte tra cui il foglio d’album di Elisa. GIOACHINO ROSSINI: Rossini scrisse ben quaranta opere liriche, tra le quali: Il signor Bruschino,Tancredi, il barbiere di Siviglia, Otello, La cenerentola, la Gazza ladra, Mosè in Egitto. CHRISTOPH GLUCK: scrisse dei libretti di opere come Orfeo ed Euridice, Olceste,Paride ed Elena. Grazie a questi libretti attuò la riforma stilistica dell’opera che si proponeva di eliminare gli eccessi virtuosistici, le acrobazie vocali dei cantanti e le assurdità sceniche, dando invece maggiore forza alla narrazione drammatica e riportando la musica alla sua vera funzione di assecondare la poesia nell’espressione dei sentimenti e delle situazioni.

32 LA LETTERATURA DEL 700 Il ‘700 fu un periodo di trasformazione del pensiero dell’uomo che ha portato alla nascita dell’Illuminismo, ovvero la fiducia nei lumi della ragione umana. L’Illuminismo nasce in Inghilterra con la Rivoluzione Industriale e l’invenzione della macchina a vapore e in Francia con la Rivoluzione Francese che infligge un colpo mortale all’assolutismo monarchico. L’Illuminismo portò a nuovi principi La fiducia dell’uomo nei lumi della ragione La convinzione che, attraverso il progresso, le scoperte tecniche e scientifiche si possa cambiare il mondo e renderlo migliore La tolleranza verso idee, religioni e valori diversi dai propri Uguaglianza tra tutti gli uomini Questi pensieri illuministici investirono anche la letteratura creando un clima di rinnovamento chiamato “Arcadia”, che propone un gusto più sobrio ispirato all’arte classica dei greci e dei latini. Nella cultura illuministica si verificano importanti innovazioni: Fiducia nella ragione e uguaglianza e tolleranza Nascono i giornali per esprimere l’opinione pubblica Si sviluppa un linguaggio più semplice e diretto In poesia si riprendono i modelli dell’arte classica e greca I princìpi dell’Illuminismo si diffondono in tutta Europa a partire dalla Francia dove Diderot e D’Alembert, due intellettuali, si impegnano alla scrittura dell’Enciclopédie per poter fornire istruzioni al popolo. I maggiori poeti di questo tempo sono: Carlo Goldoni e Giuseppe Parini.

33 CARLO GOLDONI Carlo Goldoni nasce a Venezia nel Seguendo i desideri del padre, si laurea in legge e intraprende la professione di avvocato ma l’amore per il teatro alla fine prevale. Dal 1734 Goldoni inizia a collaborare con vari teatri di Venezia. Verso il 1750 Goldoni avvia una riforma del teatro che lo renderà celebre. Mentre il pubblico apprezza le sue commedie, alcuni letterati criticano le sue scelte. Amareggiato, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove muore nel LA RIFORMA DELLA COMMEDIA Quando Goldoni inizia la sua attività letteraria, era dominato dalla cosiddetta Commedia dell’Arte. Questo genere di spettacolo si basava sull’improvvisazione da parte di attori e attrici che da anni si erano specializzati nella recitazione di ruoli sempre simili. Questo tipo do teatro, col tempo si era ridotto a una riforma vuota, alla quale Goldoni intende reagire, attuando una Riforma teatrale. Goldoni propone una commedia interamente scritta cercando di far divertire e riflettere il pubblico rappresentando la società del suo tempo. Contemporaneamente in questo periodo nacque la “Commedia italiana” con l’opera buffa che ebbe un nuovo impulso grazie a Carlo Goldoni, un grande librettista e commediografo che seppe stimolare l’ispirazione di vari musicisti. Nelle sue opere gli attori durante la recitazione parlavano un italiano corretto. LE SUE OPERE Le sue opere più importanti furono: La Famiglia dell’antiquario, La Battaglia del caffè e la Locandiera composte tra il 1748 e il Le opere composte nei suoi ultimi anni di vita sono: il Ventaglio, il Burbero benefico.

34 LA LOCANDIERA La Locandiera è una commedia che racconta di Miranda una donna affascinante e corteggiata dai clienti della sua locanda ma che non si impegnava con nessuno. Il cavaliere di Ripafratta che esprimeva orgogliosamente il suo disinteresse per le donne, si innamora della locandiera Mirandolina decide di conquistarla e poi di dar una bella lezione

35 LA VERGINE CUCCIA E’ un brano tratto dal Mezzogiorno. Racconta di un servitore che viene morso dalla cagnetta della padrona, e per liberarsene le da’un calcio. La padrona non ha esitato neanche un attimo a licenziare il ragazzo.

36 GIUSEPPE PARINI Nasce Bosisio nel 1729 pur essendo nato da una famiglia modesta, ebbe la possibilità di studiare a Milano e fu ospitato da una prozia che morì poco dopo. Lasciandogli una modesta eredità a condizione che prosegua gli studi e si faccia prete. Dal 1754 al 1762 si trova a servizio della nobiltà milanese, approfondendo i suoi interessi Al 1763 corrisponde l’uscita del poemetto “il giorno”. Dal 1768 al 1796 viene nominato direttore della Gazzetta di Milano, successivamente ottiene l’incarico come insegnante presso le scuole Palatine. Muore nel LE SUE OPERE Attraverso le sue opere Parini esprime le sue idee mettendo in ridicolo la vita delle classi nobiliari, fatte di privilegi, passatempi banali e frivoli. La sua opera più importante è il Giorno, un poemetto satirico.

37 SPALLA MARIKA PRIOLI SIMONE MURRI SIMONE

38 ECONOMIA Aumenta l’economia nel 700. L’economia era specializzata sull’allevamento delle pecore e sul commercio della lana,che era economicamente e socialmente più avanzato di tutto il continente europeo. Successivamente l’economia toccò altri paesi d’Europa fra i quali ci fu una vita migliorata dove c’erano diversi fattori: Campo medico – sanitario. Miglioramento dell’alimentazione con un seguente aumento della capacità di esistenza alle fatiche ed alle malattie. Diminuzione delle carestie e delle epidemie.

39 Nel 700° vennero costituite REGGE SUNTUOSE. Industria tessile nelle campagne ( ). In Inghilterra nacque il CAPITALISMO INDUSTRIALE,con l’imprenditore che negoziava la produzione di stoffe nelle case dei contadini. Capitalismo industriale

40 L’economia tra il 600° e il 700° Nel corso del 700° l’economia inglese ha avuto una grande trasformazione perché già dal secolo precedente era continuamente rafforzata. Ci sono due fattori in continuo miglioramento: L’aumento della produzione agricola e la nascita di una nuova classe sociale ricca e intraprendente. Per l’agricoltura,le terre comuni erano diventate aziende private attraverso le recinsioni.

41 Rivoluzione industriale inglese ( ) Si consolidò il CAPITALISMO INDUSTRIALE con la produzione di fabbrica: La ciminiera era il simbolo della città in via di trasformazione. Alcune invenzioni di THOMAS NEWCOMEN che inventò una macchina che ebbe come soprannome la macchina a vapore impiegata per estrarre l’acqua dalle miniere:un grande pentolone che affluiva in un cilindro e spingeva lo stantuffo in alto;un getto d’acqua raffreddava le pareti esterne del cilindro. Il vapore condensato così il pistone scendeva in basso,ottenendo un movimento ondulato. Il Pistone era collegato ad un altro pezzo della macchina, che comandava sul lato esterno della pompa.

42 CRESCE L’ECONOMIA A favorire concretamente lo sviluppo generale dell’Europa intervennero nel settore produttivo: trasformazioni che per la loro rilevanza vennero dette rivoluzione agricola e rivoluzione Industriale. Nel corso del secolo;nell’Inghilterra si posero le basi di uno sviluppo che erano state poste sin dai tempi di Elisabetta 1°, la quale aveva trasformato un’isola povera,con l’economia fondata sull’allevamento delle capre e il commercio della lana, in una economia di tipo industriale e commerciale.

43 Sviluppo della produzione Gli ingranaggi e i supporti meccanici erano inizialmente fatti in legno, materiale fragile, ingombrante, che moltiplicò gli attriti. In seguito si utilizzò materiale ferroso, più resistente e che si poteva lubrificare con olio;questo garantiva maggiore durata delle macchine e velocità di lavoro. Sotto si trova una tabella che rappresenta il periodo e la produzione fatta.

44 PERIODO PRDUZIONE t. di ferro l’anno t. di ferro l’anno t. di ferro l’anno t. di ferro l’anno

45 TECNOLOGIA

46 Le nuove invenzioni tecnologiche Le applicazioni industriali: Le nuove macchine furono presto impiegate nel 700° tessili,e di grande importanza per l’economia inglese. I telai per la tessitura del cotone furono una delle prime applicazioni industriali delle invenzioni di WATT.

47 JAMES WATT Watt inventò una valvola di regolazione (nota ancora oggi come "regolatore di Watt") per mantenere costante la velocità della macchina a vapore, trovò il modo di trasformare il moto rettilineo alternato dello stantuffo nel moto rotatorio continuo di un volano. Introdusse il "doppio effetto", ovvero l'immissione di vapore in maniera alternata alle due estremità del cilindro, in modo da azionare il pistone sia nella corsa di andata sia in quella di ritorno. Infine, inventò l'indicatore per misurare la pressione del vapore durante tutto il ciclo di lavoro del motore. Watt fu di grande aiuto nello sviluppo della macchina a vapore, trasformandola in una sorgente di potenza economica sfruttabile. Egli capì che la macchina di Newcomen sprecava quasi tre quarti dell'energia del vapore nel riscaldamento del pistone e della camera, e sviluppò di conseguenza una camera di condensazione separata, che ne aumentò considerevolmente l'efficienza. Ulteriori raffinamenti resero la macchina a vapore il lavoro della sua vita.

48 L’enciclopedia L’enciclopedia no era solo un compendio del progresso tecnologico e scientifico ma anche del pensiero politico sociale ed economico più avanzato.

49 Altre invenzioni Nel 700 nacque anche la chimica moderna: Il francese Lavaisier scoprì che l’aria era un Insieme di vasi di gas tra cui l’azoto e l’ossigeno. Mentre l’acqua è composta da ossigeno e idrogeno.

50 Diffondere i “segreti del mestiere” l’enciclopedisti erano convinti che solo la circolazione e delle informazioni avrebbe favorito un progresso. Perciò l’enciclopedia pubblicava accuratissime Immagini che illustravano i passaggi di ogni produzione e tutti gli strumenti ad essa necessaria.

51 Scoperte scientifiche e innovazioni:tecnologiche In questo periodo,grazie allo studio e all’osservazione diretta della natura,anche le scienze vennero profondamente rinnovate: 1)grandi passi avanti furono fatti in zoologia, Biologia,botanica,ma soprattutto in medicina e in astronomia.

52 Le tecniche e la stampa Dal 600° in poi si progettarono macchine che non dovevano più servire, come nell’antichità,per divertire e stupire,ma per risolvere una serie di problemi concreti. Attraverso ingranaggi e manovelle si trovò il modo di trasformare il modo circolare in rettilineo. Anche nel campo della tecnica, fu soprattutto l’Italia a eccellere durante il rinascimento. Uno dei più grandi geni della storia e dell’umanità.

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54 Nel ‘700 in Europa ha inizio un nuovo modo di pensare:l’Illuminismo. Queste nuove idee portarono a una rivalutazione della ragione:l’uomo cominciò a essere più interessato al sapere;infatti Diderot e d’Albert inventarono l’ENCICLOPEDIA. L’illuminismo era un movimento non credente in Dio,cioè laico. Anche la politica occupò una parte del secolo;ci furono filosofi come Montesquieu,Ruosseau,Voltaire che volevano dividere i tre poteri (legislativo,esecutivo,giudiziario),per l’uguaglianza di tutti gli individui della società.

55 L’agricoltura contribuì alla rivoluzione industriale: -la popolazione aumentò e gli agricoltori dovettero seminare,raccogliere di più. -gli agricoltori diventarono man mano più ricchi grazie alle vendite. -l’eccessiva quantità di prodotti portò al licenziamento di molta gente a causa delle macchine industriali. Grazie a questo sistema ci furono più nascite e i giovani si sposarono prima. Visto che la Gran Bretagna poteva importare materie prime e aveva la possibilità di esportare i suoi prodotti in tutto il mondo e cosi divenne economicamente sviluppata. Anche La situazione politica era ottima. Dopo un po’ le condizioni lavorative diventarono pessime:molte famiglie andarono in rovina a causa del lavoro inesistente e cosi molte persone non comprarono più i prodotti fabbricati nell’industrie e molti prodotti rimasero negli sgabuzzini. Intanto si progettò una nuova invenzione: la macchina a vapore; grazie alle miniere di carbone che fornirono carburante per farle funzionare.

56 I fratelli Montgolfier inventarono la prima mongolfiera,la quale volò per la prima volta a Parigi con a bordo una pecora,un gallo e un’anatra. Il pallone aerostatico si muoveva grazie all’aria calda generata da delle candele e immessa nel pallone,la cui stoffa era leggerissima. Dopo pochi mesi anche un uomo potè salire sopra a questa nuova invenzione,che fu un grande successo.

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58 Gli scienziati del 700 furono molti, i quali si laurearono in vari campi: -Johann Franz Encke, nacque nel 23 settembre del 1791 ad Asburgo. Studiò matematica e astronomia all’università di Gottinghen, lì completò le sue indagini sulla cometa apparsa nel Encke attribuì alla cometa, esattamente, un periodo di 71 anni. Morì a spandau nel 26 agosto 1865.

59 - Giovanni battista morgagni, nacque a forlì nel si laureò in medicina, anatomia e patologia. È stato il fondatore dell’anatomia patologica. Morì a 89 anni a padova nel Antonio scarpa, nacque a lorenzaga di motta di vivenza nel studiò a Padova e si laureò in medicina e in chirurgia. Ottenne la cattedra di anatomo- chirurgica all’università di moderna e reggio emilia. Diede importanti contribbuti allo studio dell’occhio e dell’orecchio, scopri il nervo naso- palatino. morì a pavia nel Luigi rolando, nacque a torino nel studiò anatomia con mascagni e scrisse “ la vera struttura del cervello dell’uomo e degli animali”. Scoprì le rammificazioni celebrali.

60 -Antoine laurent lavoisuer, nacque nel dimostrò che questo gas era l’ossigeno. Il quale era un grandissimo scienziato e fondatore della chimica moderna. Lavoisier venne ghigliottinato per la sua condizione di aristocratico. La storia dice che prese il fatto di essere ghigliottinato come una seccatura. - Lazzaro spallanzani, nacque nel era uno sperimentatore feroce perché, per dimostrare l’acidità dei succhi gastrici, si mise un pezzo di carne nello stomaco e dopo un po’ lo ritirò fuori. Era anche un vivisezionista: scoprì che i pipistrelli si orientavano con gli ultrasuoni.

61 - Edward jenner, nasce a berkeley nel 1749, si laureò in chirurgia. fu lo scienziato che inventò il vaccino contro il vaiolo fino ad considerato una malattia mortale.


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