La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Gruppo Modelli Per comprendere ciò che avviene in natura utilizziamo dei modelli matematici e fisici che descrivono il fenomeno considerato tramite ipotesi.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Gruppo Modelli Per comprendere ciò che avviene in natura utilizziamo dei modelli matematici e fisici che descrivono il fenomeno considerato tramite ipotesi."— Transcript della presentazione:

1 Gruppo Modelli Per comprendere ciò che avviene in natura utilizziamo dei modelli matematici e fisici che descrivono il fenomeno considerato tramite ipotesi semplificatrici o come analogia rispetto a fenomeni già noti. Laboratorio Estivo °TURNO

2 SPETTRI Di EMISSIONE Lo spettro di emissione di un elemento chimico è l'insieme delle frequenze della radiazione elettromagnetica emessa dagli elettroni dei suoi atomi quando questi compiono una transizione da uno stato ad energia maggiore verso uno a energia minore.

3 “VEDERE” GLI SPETTRI L'ESPERIMENTO

4 Lo spettro non è mai lo stesso per due elementi. Ogni atomo o sostanza ha uno spettro di assorbimento ed emissione unici. Questo fa si che lo spettro faccia da “carta d'identità” dell'elemento. Ciò permette di identificare un elemento in base alla sua emissione luminosa. Questa tecnica ha trovato vasta applicazione in astronomia, per studiare la composizione delle stelle.

5 Per poter tentare di dare interpretazione a uno spettro discontinuo, è prima necessario costruire una struttura atomica stabile e ammettere solo alcuni livelli di energia: tale struttura deve, quindi, esser modello di un atomo che non può emettere l'energia associata al livello più basso. E’ evidente che il modello di atomo di Rutherford non si presenta stabile e non può, di conseguenza, spiegare il motivo per cui gli atomi liberi dei gas rarefatti, presentino tutti lo stesso spettro discreto di emissione.

6 L'Innovazione di Bohr 1) Gli elettroni possono occupare solo stati quantizzati di energia (orbite); questi stati hanno energie diverse e quello con energia inferiore è detto stato fondamentale. 2) Un elettrone può operare una transizione da un livello di energia ad un altro solo assorbendo o emettendo radiazione; Fu Bohr a formulare due ipotesi fondamentali per la spiegazione di tali fenomeni: hf = E ecc - E fon

7 E' proprio questa la radiazione emessa che contraddistingue lo spettro di ciascun elemento. Tuttavia non tutte le radiazioni portano gli elettroni di un atomo allo stato eccitato, che di conseguenza non emetterà tutta la gamma di radiazioni presenti nello spettro... Spettro Idrogeno Spettro Ferro

8 E' difatti necessaria una differenza di energia a cui corrisponde una particolare frequenza d'onda emessa per innescare questo processo.

9 La risonanza in un moto oscillatorio Come un elettrone può entrare in risonanza così può essere per qualsiasi altro corpo con la giusta sollecitazione. Ogni corpo ha una frequenza propria di oscillazione

10 Frequenza angolare propria = 3,43 rad/s Dopo aver misurato la frequenza propria del carrello abbiamo “eccitato” lo stesso con una forzante esterna prodotta da un motorino elettrico al fine di farlo oscillare con una determinata frequenza. In particolare rileviamo le variazioni dell’ampiezza di oscillazione in funzione della frequenza del motorino.

11 Durata in s di 10 oscillazioni Ampiezza minima (cm) Ampiezza massima (cm) ω (rad/s) Ampiezza (cm) 30, , ,512 19, ,2728,5 18, ,3630,5 18, , , , , ,4454,5 17, , , ,795,5 16, ,834 15, ,033 15, ,113 14, ,382 9, ,410,5 Bisogna tener conto del fatto che le misurazioni presentano incertezze quindi ci siamo solo avvicinati alla frequenza fondamentale.

12 Andamento dell'ampiezza d'oscillazione in funzione della frequenza forzante ω0ω0

13 Cos'è un'onda stazionaria? Y'=A sen(wt – kx) Interferenza Y= Y'+Y'' = 2 A cos(kx) sen(wt) Y''=A sen(wt + kx)

14 Armoniche

15 Il sonometro

16 I nostri risultati F n = (V/2L)*n

17 I nostri risultati T = (4L 2 /µ)*F 1 2

18 Modello di Rutherford Modello di De Broglie λ=h/p 2π*r= nλ 2π*r= nh/p r p = nh/2π Bohr giustifica la stabilità dell'atomo quantizzando l'energia De Broglie, intuendo la dualità dell'elettrone, giustificò la stabilità del modello di Bohr considerando gli elettroni come onde stazionarie (I postulato di Bohr)

19 Lorenza Di Florio Paolo Filini Andrea Previtali Alberto Celoni Presentazione realizzata da:


Scaricare ppt "Gruppo Modelli Per comprendere ciò che avviene in natura utilizziamo dei modelli matematici e fisici che descrivono il fenomeno considerato tramite ipotesi."

Presentazioni simili


Annunci Google