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Responsabilità amministrativa società Lorenzo Benatti Parma, 25 febbraio 2014.

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Presentazione sul tema: "Responsabilità amministrativa società Lorenzo Benatti Parma, 25 febbraio 2014."— Transcript della presentazione:

1 Responsabilità amministrativa società Lorenzo Benatti Parma, 25 febbraio 2014

2 D. lgs. 8 giugno 2001 n. 231 l Detta la “disciplina della responsabilità amministrativa delle perone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”. l Per capirci, facciamo un esempio: l’Amministratore Delegato dell’impresa Zeta paga una “mazzetta” per ottenere un appalto dalla P.A., con conseguente vantaggio/interesse per Zeta l Il Pubblico Ministero (che già indaga sull’amministratore) aprirà una indagine parallela anche sull’impresa “ZETA” ex 231/01. Zeta viene trattata come una “persona fisica” quindi: indagata, sottoposta a misure cautelari- interdittive, processata. l L’indagine del Pubblico Ministero / Giudice Penale è intesa ad accertare: –se v’è stato vantaggio/interesse per l’ENTE, –in caso affermativo se l’Ente prima del fatto l ha adottato MODELLI ORGANIZZATIVI IDONEI (con certe caratteristiche) a prevenire i fatti per i quali, ad es., si procede contro l’Amministratore Delegato l ha istituito un EFFICIENTE ORGANISMO DI VIGILANZA (con le caratteristiche individuate dalla legge).

3 Presupposti responsabilità l Devono essere stati commessi alcuni reati a vantaggio e/o nell’interesse dell’ente, da parte di: –persone fisiche poste in posizione apicale, –persone fisiche sottoposte all’altrui direzione e controllo, –soggetti esterni che, operando nell’interesse dell’Ente, si sostituiscono al vertice per il compimento di atti nei confronti dell’esterno.

4 Reati presupposto (1) l I reati la cui commissione dà luogo alla responsabilità dell’ente sono numerosi (ad oggi, a seguito delle varie integrazioni, sono più di 100, l’elenco che segue comprende solo i principali) : –REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (corruzione in atti giudiziari; corruzione di persona incaricata di pubblico servizio; istigazione alla corruzione; peculato, concussione, etc.. Truffa a danno dello Stato o di altro ente pubblico; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; frode informatica). –REATI SOCIETARI (false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione; impedito controllo; indebita restituzione dei conferimenti; illegale ripartizione degli utili e delle riserve; formazione fittizia del capitale; indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; operazioni in pregiudizio dei creditori; illecita influenza sull’assemblea; aggiotaggio; ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità –REATI SOCIETARI (false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori; falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione; impedito controllo; indebita restituzione dei conferimenti; illegale ripartizione degli utili e delle riserve; formazione fittizia del capitale; indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; operazioni in pregiudizio dei creditori; illecita influenza sull’assemblea; aggiotaggio; ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; omessa comunicazione del conflitto di interessi.)

5 Reati presupposto (2) l Altri reati la cui commissione dà luogo alla responsabilità dell’ente sono: –REATI TRANSNAZIONALI con riferimento ai reati di: associazione per delinquere; associazione di tipo mafioso, etc. –REATI DI TERRORISMO (tutti i delitti commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico) –REATI CONTRO LA VITA E L’INCOLUMITÀ INDIVIDUALE NONCHÉ CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE (schiavitù) –REATI COMMESSI CON VIOLAZIONE DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE E SULLA TUTELA DELL’IGIENE E DELLA SALUTE SUL LUOGO DI LAVORO (omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime ex Decreto Legislativo 81/08 -Testo Unico Sicurezza). –REATI DI RICICLAGGIO, RICETTAZIONE, IMPIEGO DI DENARO O DI BENI DI PROVENIENZA ILLECITA –REATI DI ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE, MANIPOLAZIONI DEL MERCATO –REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA (falsificazione di monete, spendita, etc.) –REATI INFORMATICI –REATI CONTRO L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO –REATI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE –Altri reati stanno per essere inseriti, quali la “corruzione tra privati”, “autoriciclaggio”, “reati ambientali”.

6 Responsabilità ente l In presenza di tali presupposti l’Ente risponde con il proprio patrimonio e la propria responsabilità è autonoma rispetto a quella dell’autore del reato. l L’Ente risponde anche se l’autore materiale dell’illecito non sia individuato o non sia imputabile, ovvero nel caso in cui il reato si sia estinto per una causa diversa dall’amnistia.

7 Sanzioni l PECUNIARIE (si applicano sempre e vanno da un minimo di € a oltre € ) l INTERDITTIVE (divieto di contrattare con la P.A.; sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi) l CONFISCA (del prodotto che l’Ente ha tratto dal reato o di beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato) l PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA (disposta quando nei confronti dell’Ente viene applicata una sanzione interdittiva)

8 Misure cautelari l il Pubblico Ministero, già in fase di indagini, può richiedere al giudice per le indagini preliminari l’adozione di misure cautelari interdittive (esempio: sospensione della attività con la P.A. o di concessioni di licenze). l La frequenza con la quale vengono adottate le misure cautelari è il vero pericolo per l’Ente che può così trovarsi (in assenza di un Modello Organizzativo idoneo e di un Organismo di Vigilanza realmente operativo) impossibilitato a difendersi da questa evenienza le cui conseguenze possono essere di assoluta gravità.

9 Difesa dell’Ente l Esso deve dimostrare –di avere adottato - con specifica delibera dell’Ente antecedentemente alla commissione del reato- presupposto - un idoneo Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (il c.d. Modello Organizzativo); –di aver verificato l’efficacia del Modello Organizzativo attraverso un organismo interno dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (l’Organismo di Vigilanza - OdV).

10 Modello organizzativo l È un documento che contiene un insieme coerente di principi, regole, protocolli/procedure che incidono sulla struttura, sul funzionamento dell’Ente e sulla sua modalità di rapportarsi all’interno e con i terzi, tutte volte a dimostrare che l’Ente ha predisposto un sistema idoneo a prevenire la commissione dei reati-presupposto. È fondamentale che venga adottato in forma scritta; deve essere mantenuto costantemente aggiornato sia in relazione alle novità normative che ad ogni modifica dell’Ente e/o della sua attività che comporti una diversa valutazione in ordine alla possibilità di commissione di reati-presupposto. Il contenuto del Modello, nella pratica, dovrà essere specifico per ogni singolo Ente proprio perché ne descrive le modalità di funzionamento e deriva dalla mappatura delle attività e dei rischi ex D.Lgs. 231

11 L’organismo di vigilanza l Ha il compito di (in via esemplificativa): –di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello Organizzativo (ad es. verifica idoneità delle procedure adottate ai fini di prevenire ai reati presupposto) –curare l’aggiornamento del Modello Organizzativo l L’art. 14, 12°c., D. Lgs. 183/2011 (legge stabilità) ha stabilito che: «nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza»

12 Riflessi sulla resp. Ammin./sindaci l Gli amministratori (o i soggetti apicali aventi il potere/facoltà di adeguarsi al Decreto 231/2001) potrebbero essere oggetto di azioni di responsabilità da parte dei soci dell’Ente in quanto, in caso di responsabilità amministrativa di quest’ultima, l’Ente subirebbe un danno patrimoniale. l Anche il Collegio Sindacale che è anche organismo di vigilanza, se omette di controllare se esiste un Modello Organizzativo e di verificarne il o funzionamento, potrà incorrere a responsabilità civili e penali.

13 Responsabilità amministrativa società Lorenzo Benatti


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