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Pedagogia interculturale e della cittadinanza Prof. Sandra Chistolini Primo semestre a. a. 2014-2015 Lezioni dal 13 ottobre 2014.

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1 Pedagogia interculturale e della cittadinanza Prof. Sandra Chistolini Primo semestre a. a Lezioni dal 13 ottobre 2014

2 Formazione in aula Presentazione del programma e struttura del corso 2.I libri scritti nel Programma e da studiare durante l’anno 3.Il volume Rapporto sugli Italiani nel mondo 2014: scelta di un saggio da leggere in gruppo 4.Il libro di I. Kant, Per la pace perpetua, 1795 oppure Voltaire, Trattato sulla tolleranza, 1763, edizione a piacere, anche digitale 5.La Costituzione italiana, scaricare da internet 6.Introduzione alla modalità della prova di verifica scritta del primo semestre: sarà una tematica Organizzazione dello studio di gruppo del saggio scelto dal volume Rapporto sugli Italiani nel mondo 2014: scelta di un saggio da leggere in gruppo 2.Elenco dei punti da esaminare nel volume RInM14: ermeneutica di un saggio scelto 3.Iter di preparazione dello studio per la prova scritta 4.Prima lezione sul volume Donne italoscozzesi, La migrazione come anticipazione dell’intercultura e della cittadinanza - Concetti esaminati: assimilazionismo, integrazione, migrazione, intercultura, cittadinanza - Processi: i flussi migratori in Italia, , la situazione nella scuola italiana, mediazione culturale, minori non accompagnati -Aspetti interdiscipinari con apporti da parte di autori, studiosi afferenti a più campi disciplinari -Ricerca qualitativa e quantitativa interdisciplinare, ricerca longitudinale 5. Incontro con l’Associazione Cittadinanzattiva: 29 novembre 2014 aula Parco

3 Considerazioni sulla scelta di gruppo dei saggi 2.Una metodologia per la presentazione dei contenuti studiati nel RInM Attenzione agli aspetti pedagogici impliciti ed espliciti trattati nei saggi 4.Raggruppamento dei saggi per tematiche simili 5.Definizioni delle domande di riflessione per saggio e per gruppo di saggi 6.Ricerca della direzione verso la quale orientare il ragionamento pedagogico La migrazione italiana all’estero 2.Assunzioni teoriche e proposizioni ipotetiche per l’impostazione della ricerca 3.Gli Autori di riferimento 4.Le tematiche emergenti nell’ambito degli studi migratori 5.La metodologia prescelta 6.La prospettiva pedagogica

4 Donne italoscozzesi e prospettiva pedagogica nello studio interdisciplinare 2.Teorie di riferimento per il quadro concettuale di partenza 3.Teorie di riferimento per la metodologia prescelta 4.Teorie di riferimento per le implicazioni pratico-educative 5.Gli studi su alcuni concetti fondamentali in materia migratoria 6.Il rapporto tra Società Persona Cultura La comunità in emigrazione 2.Studi sugli effetti rispetto all’apprendimento nei processi di formazione culturale 3.L’identità migratoria al femminile 4.Quesiti specifici sui saggi scelti in RInM Quesiti conclusivi di carattere pedagogico sui saggi scelti in RInM Definizione di una lettura ermeneutica che attraversa tutti i saggi considerati

5 I perché dell’emigrazione: forse esterne e spinte interne 2. Emergenza del femminile e studi precedenti 3. Indagini quantitative – Andamenti del fenomeno - Censimenti 4. Tendenze di incremento e decremento dell’emigrazione italiana in Scozia e ad Edimburgo 5.Iscrizione all’AIRE e anagrafe consolare 6. Immigrazione dall’Est dell’Europa 7. Nuovi ingressi a confronto con le precedenti immigrazioni 1.Migrazione –Lingua – Anticipazioni 2.Evoluzione linguistica intergenerazionale 3.Tipologie di rilevazione 4.Caratteri socioculturali emergenti 5.Generazioni a confronto 6.Modello familiare - Il ritorno – Nuove prospettive di studio 7.La solidarietà umana – Il valore della comunità - Significati pedagogici

6 I. Kant, Per la pace perpetua, 1795 La Costituzione italiana Art. 11 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo Voltaire, Trattato sulla tolleranza, 1763 La Costituzione italiana Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Art. 19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

7 Calendario – Tematiche -Libri OTTOBRENOVEMBREDICEMBRE 13Rapporto Italiani nel Mondo Costituzione Italiana Donne italoscozzesi 3Kant, Per la pace perpetua oppure Voltaire, Trattato sulla tolleranza 1 Commento prima verifica L. Corradini, La Costituzione nella scuola. Ragioni e proposte, Prefazione di Valerio Onida, Erickson, Trento Preparazione prima verifica 25Prima verifica scritta 29Incontro Cittadinanzattiva ore 9-13 Aula Parco

8 Prima prova scritta alla fine del secondo semestre Tematica presentata dalla docente e sviluppata personalmente dallo/a studente/ssa Lo scritto sarà un tema scelto dallo/a studente/ssa tenendo conto del percorso svolto in aula, dello studio personale e della ricerca

9 Iter di preparazione migrazioni cittadinanzaintercultura

10 Lessico Assimilazione - Cittadinanza – Emigrazione italiana – Integrazione – Interculturalismo – Migrazioni – Migrazioni di ritorno – Migrazioni interne in Italia – Minoranza – Pregiudizio – Religione – Seconda generazione. Ogni parola è approfondita da un Autore scelto come esperto a livello internazionale in Tassello G. (a cura di), Lessico migratorio, Centro Studi Emigrazione, Roma, Assimilazione in Laeng M., Nuovo lessico pedagogico, La Scuola, Brescia, Va notata la specificità e la generalità della terminologia

11 ERMENEUTICA DI UN SAGGIO SCELTO dal volume Rapporto Italiani nel Mondo 2014 Premessa 1) Presentazione del saggio nella sua totalità 2) Individuazione delle aree specifiche di analisi 3) Le riflessioni conclusive dell’Autore 4) Lo scopo dell’Autore 5) In che modo il saggio risponde al tema posto dal Rapporto «Italiani nel mondo» 6) In che misura l’Autore ci presenta elementi che accrescono la nostra conoscenza interculturale 7) Il rapporto dei primi 12 articoli della Costituzione con il saggio scelto. Riflessioni di carattere pedagogico ed educativo

12 12 saggi scelti - a Anziani, minori e donne…. di C. Venturi p. 25 Aspetti quantitativi e qualitativi, statistiche, fenomeni, concetti, il significato di parole come inclusione e cittadinanza. Anziani (over 85) Politiche migratorie di inclusione (Argentina, Germania) Caratteri delle migrazioni europee e d’oltreoceano (inserimento economico e sociale) La concezione dell’assistenza varia con l’età Emigrazione dei pensionati (Tunisia, Marocco, Tailandia) Minori aumento a causa crisi economica (Germania, Regno Unito) Donne italiane all’estero più degli uomini (Argentina, Germania, Svizzera) da Sicilia, Campania, Lazio Quale differenza emerge tra vecchie e nuove migrazioni rispetto alla mia conoscenza e rispetto a quanto evidenziato nell’articolo? Invecchiare....di D. Cosmini- Rose, D. O’Connor ….p. 204 Ricchezza vecchia e nuova, le rimesse dall’estero, la concezione della salute e dell’assistenza: umiliazione o nuova partecipazione? Modelli familiari di accompagnamento delle età nel Sud Australia. Emigrazione tra le due guerre e degli anni ‘50-’60, questi ultimi partecipano ad iniziative di volontariato rivolte ai connazionali. Invecchiamento della popolazione e differenziazione etnica. Carenze di compartecipazione sociale. Il ruolo di interprete dei figli per la lingua. Gap tra cultura di origine e cultura locale. Persistenza degli stereotipi da parte della società ospite e dei modelli familiari. Comunicazione difficile da parte delle istituzioni. La partecipazione al servizio sanitario è un indice di crescita democratica e di partecipazione sociale e politica? Quesito conclusivo di carattere pedagogico Considerata la distanza tra aspettative della persona e offerta di carattere sociale…..

13 12 saggi scelti - a Anziani, minori e donne…. di C. Venturi p. 25 Invecchiare....di D. Cosmini-Rose, D. O’Connor….p. 204 Quesito conclusivo di carattere pedagogico Considerata la distanza tra aspettative della persona e offerta di carattere sociale quale educazione è possibile prefigurare per prevenire il riprodursi di questa distanza, tenendo conto che le situazioni rilevate nell’emigrazione italiana all’estero si ripresentano nel contesto migratorio italiano? Quale educazione dei bambini di oggi perché siano adulti partecipativi e capaci di esercitare i propri diritti nella società nella quale vivono?

14 12 saggi scelti - b Il valore aggiunto..... p. 62 Il concetto di formazione in Europa. Progetti Erasmus e mobilità degli studenti italiana. Come influisce la formazione all’estero sul percorso di vita della persona? Iovogliotornare... p. 238 Mobilità del capitale umano nei processi interni+ Giovani pronti e a partire..... p. 227 Fuga dei cervelli, comunità on-line. La disoccupazione in Italia spinge all’emigrazione dei giovani competenti che investono all’estero i loro talenti. Ragioni economiche, politiche socio-culturali motivano alla partenza. Il concetto di apprendimento continuo. Revisione del rapporto docente-discente secondo nuove prospettive di inserimento lavorativo. Idea generica di emigrazione da mettere in relazione con le cause dell’emigrazione. Apertura dell’Italia alle culture estere può essere un fattore di forte impatto nel momento della decisione di emigrare. Le partenze sono proprio delle emigrazioni giovanili? Aumento delle partenze e ricerca sull’identità di chi parte, non sono solo i laureati ma anche chi non ha un elevato titolo di studio. I giovani sembrano disorientati anche per mancanza della sicurezza data dalle istituzioni. Non si tratta di una emigrazione, ma una partenza temporanea, spesso non valorizzata. Articoli della Costituzione. Completare la propria formazione all’estero è una forma di emigrazione?

15 12 saggi scelti - c L’emigrazione in Australia...p. 215 Nuove emigrazioni, la scuola, la cultura, l’istruzione, il mercato. Lo studente migrante: nuova categoria? Le Marche..... p. 125 L’emigrazione segno di progresso, staticità della lingua e trasformazioni culturali Può il lavoro essere considerato un diritto e un dovere come è scritto negli articoli 1 e 4 della Costituzione italiana se in molti sono costretti a spostarsi in cerca di una occupazione?

16 12 saggi scelti - d Pasta e pizza...p. 423 Cibo...p.397 Quesito conclusivo di carattere pedagogico Il cibo tipico di un popolo è segno di civiltà e di cultura, esso parla della storia locale e della tensione creativa verso la produzione di una identità che raccorda il passato al presente. L’innovazione dell’arte culinaria è materia di dialogo interculturale. Come si può predisporre un percorso educativo che formi nei bambini la considerazione positiva delle varie culture presenti nella propria classe a partire dagli apporti delle varietà culinarie?

17 12 saggi scelti - d Pasta e pizza...p. 423 Identità, cultura, tradizione. Mito e realtà di una cultura aperta al mondo. Nascita di una cucina che aiuta alla comunicazione. Innovazione dell’arte culinaria e vie del dialogo che si intessano a tavola. La cucina funziona anche da stereotipo nel caso delle discriminazioni etniche. Insegnare l’arte culinaria e combinare le culture è una opzione di dialogo e comprensione dei popoli. Nel cibo si simbolizza lo stato di un popolo e le sue condizioni socio-culturali. Pasta e pizza sono mezzi di conoscenza della tradizione e della cultura italiana. Identificazione dello scambio tra culture del passato e del presente. Riconoscimento dell’apporto dell’altro come compartecipe della creazione dell’arte culinaria. Riscontro degli articoli della Costituzione come invito ad eliminare l’uso dei nomignoli quali forme di stigmatizzazione. Il cibo è un prodotto del progresso della civiltà di un popolo e come forma di interculturale. Il cibo è stato usato come elemento di discriminazione ed ora è da rivalutare nella sua portata culturale. Conoscere le radici della propria identità culturale può essere motivo di arricchimento o di conflitto? Quanto si è disposti a conoscere l’altro che è in sé? Cibo... p.397 Relazione interpersonale e costruzione di significati comunitari. Rapporto tra cibo identità e emigrazione. Superamento delle diversità. Nel passato l’emigrazione più rilevante è dell’800 e del 900. Italocanadese, italoamericano. Chi siamo? Attraverso il cibo si creano i ponti ed evocazione delle proprie radici. Dal cibo si può partire per educare alla conoscenza dell’altro. Può il cibo essere considerato un elemento di unificazione interculturale?

18 12 saggi scelti - e Italian American Museum...Scelsa, Mucci, p. 367 Pluralismo costruttivo, educazione e insegnamento. Importanza per la conoscenza delle proprie origini. Rapporto con le istituzioni locali e con l’Italia. Libertà di pratica e coesistenza delle culture. Raccolta di «pezzi culturali», esposizione di opere significative. Fratellanza tra persone appartenenti alle stesse comunità. Intercultura e multiculturale. Attività culturali che aprono alla conoscenza reciproca. Basta un museo per mantenere l’identità italiana all’estero? Volonta riato..... Cossett a, p. 325 Una scelta: esistenze, solidarietà, pausa, coinvolgimento. Volontariato internazionale relazione tra il lavoro e il volontariato come servizio alla persona. Mobilità come crescita e volontariato come arricchimento umano. Si parte per brevi e lunghi periodi. Inserimento nel nuovo contesto. Contatti entro la comunità on line e in presenza. Intercultura: opportunità educative. Volontariato tra le età. Art : sul lavoro diritto e dovere, dovere civico, promozione della cultura, diffusione della pace. Con quali strategie la scuola italiana può educare al volontariato all’estero? Venduti....di Luatti, p. 144 Bambini senza infanzia. Mestieri dei bambini all’estero. L’educazione ideologica. Rappresentazione dell’immaginario infantile. Emigrazione fine ‘800 e inizio ‘900. Promesse di miglioramenti e ricongiungimenti. Assenza di interculturale come conoscenza e scambio. Violazione dei diritti dell’infanzia. Differenza tra paesi ricchi e poveri. Confronto con gli articoli della Costituzione (articoli ). Sfruttamento e dignità sociale. Aspetti storici dell’emigrazione dei bambini. Figure di paura e di deprivazione. Infanzia infelice. Migrazione dei bambini imposta dai genitori. La situazione si ripete in Italia. Abbandono dei minori (negativo). Conoscenza e prevenzione oggi. Attraverso quali pratiche educative la scuola può costruire un processo educativo che garantisca l’identità del bambino nel rispetto dei suoi bisogni propri dell’infanzia?

19 12 saggi scelti - e Italian American Museum...Scelsa, Mucci, p. 367 Volontariato.....Co ssetta, p. 325 Venduti....di Luatti, p. 144 Quesito conclusivo di carattere pedagogico Educare alla conoscenza delle proprie origini permette la formazione dell’identità nazionale come salvaguardia dei valori ai quali ci riferiamo nella nostra vita. All’identità nazionale si può arrivare con un percorso di riscoperta delle tradizioni orali e scritte, delle «cose» e degli «oggetti» che sono segni di cultura e forme di appartenenza. Dalla cultura locale ci si apre al mondo nella ricerca delle radici comuni che avvicinano genti e popoli, stati e nazioni. Possiamo delineare a scuola un itinerario nel quale i bambini possano comprendere il valore di sé e dell’altro al fine di contrastare ogni forma di violazione dell’infanzia? Può un esempio di volontariato insegnare che l’amore è senza confini e che la pace è una utopia realizzabile qui ed ora?

20 Studio dei Saggi del RInM I saggi sono stati selezionati e raggruppati in una stessa tematica indicata come: a) Invecchiamento; b) Formazione senza confini; c) Nuove emigrazioni; d) Tradizioni; e) Diritti e Volontariato. Gli studenti frequentanti studiano tutti i saggi selezionati.

21 Nel foglio delle presenze del scrivere R sìse si è ritirato il volume Rapporto Italiani nel Mondo 2014 F sìse si sono usate le fotocopie e non il volume Noin tutti gli altri casi

22 DONNE ITALOSCOZZESI STUDIO TEORICO E RICERCA EMPIRICA QuantitativaLongitudinaleScientificaQualitativaNarrativaComparativaUmanistica Interdisciplin are Linguistica PROSPETTIVA PEDAGOGICA

23 Donne italoscozzesi R. Lynd e H. M. Lynd: valori, costumi, studio di comunità, analisi longitudinale, non ipotesi rigide, studio in situazione, partecipazione interna, non osservazione esterna, andare a vivere con (USA) e continuatori (p.15 e p.35) Teorie di riferimento Diversi ambiti di approfondimento e interdisciplinare Scienze sociali, psicologiche, pedagogiche W.I. Thomas, F. Znaniecki ; D. Bertaux 1981; Ferrarotti 1981; G. Milanesi 1981 (pp ) Definizione di integrazione L. Gallino, 1978 (p. 35); processo di aggiustamento (assimilazione accomodamento conflitto) J. Zubrzycki 1956 (p. 153 e p. 314)

24 Donne italoscozzesi Scientifiche: R. e M. Lynds -Novellistica: H. Fast -Storico-sociali: R. F. Harney, M. Contini (p. 16) Teorie -Biografia, narrazione, storie di vita, documenti a carattere conoscitivo e pedagogico; interazionismo simbolico; la persona che narra il ricercatore che trascrive e partecipa della narrazione : W.I. Thomas, F. Znaniecki, N. K. Denzin, J. Bruner (p. 33) Strumenti società persona cultura

25 Donne italoscozzesi Integrazione economica, sociale, culturale (p. 31) -Relazione intergenerazionale: vite normali, comuni, di ogni giorno (p. 32) -Ambivalenza (p. 33) -Modelli compresenti società contadino-rurale e industriale (p.. 34) Quale domanda di valori, quale cultura viene elaborata divenendo proposta educativa tra le generazioni? Pratica società persona cultura

26 Concepts Assimilation ConflictAccommodation Zubrzycki J., Polish immigrants in Britain. A Study of adjustment, The Hague, M. Nijhoff, Thomas W. I., F. Znaniecki, The Polish peasant in Europe and America. Monograph of an immigrant group, Chicago, Ill., The University of Chicago press, posizioni dinamiche non statiche, sono tendenze in atto e non stati fissi Tre tipi di ADATTAMENTO

27 Concepts ACCOMODAMENTO CONFLITTO ASSIMILAZIONE Zubrzycki J., Polish immigrants in Britain. A Study of adjustment, The Hague, M. Nijhoff, Thomas W. I., F. Znaniecki, The Polish peasant in Europe and America. Monograph of an immigrant group, Chicago, Ill., The University of Chicago press, studio sul processo di “adattamento” in gruppi immigrati, secondo gli sviluppi caratterizzati da “accomodamento”, “assimiliazione” e “conflitto”

28 Concepts Zubrzycki J., Polish immigrants in Britain. A Study of adjustment, The Hague, M. Nijhoff, 1956.

29 ACCOMODAMENTO COME TIPO DI ADATTAMENTO IN IMMIGRAZIONE Accomodamento è stato definita una forma intermedia di reazione tra due i due estremi il conflitto e l’assimilazione. È stato notato che l’accomodamento va distinto dalla assimilazione poiché non implica la fusione completa di gruppi culturali e di personalità. D’altra parte, l’accomodamento differisce dal conflitto perché implica l’esistenza di un definito modus vivendi tra gruppo immigrato e società ospite. Dal punto di vista dell’individuo, l’accomodamento implica il mantenimento di un equilibrio nelle relazioni tra i membri del gruppo immigrato e l’immigrato e le comunità ospiti e quindi di fatto denota la risoluzione del conflitto tra individui e gruppi più che l’esistenza del conflitto. Ne segue che le caratteristiche della categoria definita come accomodamento sono: 1) la persistenza della identità culturale del gruppo immigrato; 2) la segregazione che di per se stesso manifesta nella scelta dell’impiego, delle abitazioni e del tempo libero; 3) nel contatti inter-gruppo ristretti a contatti formali principalmente stabiliti su basi istituzionali; 4) assenza di conflitto L’accomodamento è la forma più diffusa tra gli immigranti polacchi in Gran Bretagna.

30 Comunità Carattere Emigrazione e memoria Identità e responsabilità Dignità e storia Processi Educazione Percezione Comprensione

31 L’influenza della comunità Alcuni studi sull’influenza dei valori familiari, della cultura e del patrimonio ereditario mostrano come le abilità di lettura dei bambini, le loro capacità di comprensione sono migliori ed eccellenti in relazione all’incremento delle occasioni di esperienza di un vasto vocabolario, alla cura continua della lettura ad alta voce, alle opportunità di rendere la comunità un ambiente di apprendimento. La famiglia ha un potere rilevante nell’educazione dei figli e nello sviluppo del loro senso di comunità, per questo le conoscenze della famiglia orientano i bambini e sono esse stesse motivo di esercizio dei saperi (L. Breitborde, L. B. Swiniarski, “Family education and community power: new structures for new visions on the educational village”, Educational Studies, 2002, 28, 3, pp ).

32 Identità migratoria al femminile Alla fine della II guerra mondiale Spose di guerra Con contratto di lavoro Ricongiungimento familiare Riferimento teorico Bellisario 1983 (p. 42) Dal 1950 in poi Emigrazione con il marito Con un famigliare Raramente per scelta autonoma CARATTERI COSTANTI -Catena migratoria -Solidarietà di gruppo -Riproduzione valori culturali, modelli di comportamento, stili di vita -Ruoli patriarcali più che matriarcali -L’uomo compie scelte indipendenti la donna no Rif. teorico Alberoni 1964 (p.44) MODELLO PROGRESSIVO - solitario: emigra una persona -famiglia: emigra il gruppo -paese: emigra gran parte del paese Rif. teorico Barton 1975 (p. 42)

33 PERCHÉ EMIGRARE ? -Per forze esterne e non per decisione personale -Miraggio/Sogno americano -Intraprendenza (p. 43) Rif. teorico Briggs 1978

34 Emergenza del femminile e studi precedenti Le statistiche dell ’ ISTAT in Italia cominciano dal 1876 ma i dati dello Stato unitario partono dal 1861 Emerge un incremento costante delle donne emigrate I maggiori incrementi si hanno nel su circa 3 milioni di emigrati circa (17%) sono donne e nel su emigrati sono donne (24%) Nel 2010 su iscritti all ’ AIRE il 47,7% sono donne ( Italiani nel mondo Rap. Fond. Migrantes Idos ) Erano uomini senza donne nella prima emigrazione sono donne senza uomini nella nuova emigrazione dei talenti, donne preparate professionalmente che scelgono di lavorare all ’ estero Nuova tipologia migratoria

35 Emigrazione italiana SCOZIA pp in diminuzione invecchiamento aumento divorzi EDIMBURGO pp in aumento invecchiamento divorzi delle donne Inversione di tendenza tra Scozia e Edimburgo

36 p. 202

37 Italiani iscritti all'AIRE, dal 1990 al 2012, per anno di iscrizione e sesso, in % FONTE: Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Statistiche relative all'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE), in Elaborazionihttp://infoaire.interno.it/statistiche2012/anno_sesso.htm

38 Iscritti all’anagrafe consolare di Edimburgo , frequenze FONTE: Ministero degli Affari Esteri, Segreteria Generale, Ufficio di Statistica, Annuario Statistico, Il Ministero degli Affari Esteri in cifre, SISTAN Sistema Statistico Nazionale, Anni Elaborazioni Aggiornamento di fig. 2 a p. 202

39 AIRE Consolato di Edimburgo frequenze(Tot 5.338)

40 p. 203

41 Censimento in Scozia Italiani ad Edimburgo

42 Italiani ad Edimburgo secondo il luogo di origine Consolato ad Edimburgo 2011 Comune di Picinisco 2011 Consolato ad Edimburgo 1982 Picinisco Barga88n.d.58 Toscana Filignano33n.d.27 Molise

43 ABC Tre gruppi di donne

44 Processo sociale grammaticabiografiaesperienza Nuova lingua

45 Donne italoscozzesi Migrazione originaleautentica Lingua DialettoItalianoScozzese Anticipazioni interculturaglobalizzazione

46 Evoluzione linguistica – Modello 3 e 4 per 1 DialettoItalianoScozzese 1. Prevalentemente il dialetto e l’italiano dell’emigrazione delle madri del secondo dopoguerra 2. Prevalentemente il dialetto, l’italiano e lo scozzese/inglese delle figlie che rappresentano la seconda generazione in emigrazione 3. Prevalentemente lo scozzese e l’inglese delle nipoti che rappresentano la terza generazione in emigrazione 4. Prevalentemente l’italiano e l’inglese di chi cura l’apprendimento delle due lingue nella forma standard letteraria rappresentato dalle donne che hanno intenzionalmente scelto di perfezionare le due lingue dalla seconda generazione in poi

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48 Forme di base prevalentiCategorie di analisi con esempi di interviste Dialetto, prima forma Prevalentemente il dialetto e l’italiano dell’emigrazione delle madri del secondo dopoguerra, prima generazione in emigrazione Edimburgo 1983 e Picinisco 2010 Italiano, seconda forma Madre 48 anni e Figlia 24, la madre inizia in italiano e poi segue la figlia con lo scozzese/inglese, ambedue nate in Scozia (italiano e scozzese/inglese già dal 1983) Scozzese/ inglese, terza forma Prevalentemente lo scozzese Esempio di madre (seconda generazione) intervistata nel 1983 e di figlia (terza generazione) intervistata nel 2010 Prevalentemente l’italiano e l’inglese di chi cura l’apprendimento delle due lingue Ci avviciniamo al bilinguismo Dialetto Italiano Scozzese

49 ESEMPIO DI INTERVISTA CON DIALETTO - ITALIANO - SCOZZESE/INGLESE MADRE Usa le 3 forme FIGLIA MINORE Usa l’italiano per scelta di contesto FIGLIA MAGGIORE Usa lo scozzese

50 Caratteri socioculturali emergenti dall’intervista Le parole sono veicolo di comunicazione biografica Il ricordo è guidato dal sentimento I condizionamenti familiari e sociali sono ben definiti La consapevolezza del proprio progetto di vita s’intreccia con le aspettative di successo dei figli Lo studio è considerato un passaggio importante

51 Classe sociale: media e medio bassa, raramente alta negli anni ‘60 Il paragone le donne lo fanno con chi hanno lasciato in Italia non con la società scozzese (alta autostima e forte senso del successo) I figli invece si paragonano con i coetanei e si sentono figli di emigrati (ambivalenza culturale) ma sono più liberi e vivono meglio Tenuta della famiglia nella prima emigrazione educazione della donna: pensa prima a formarsi una famiglia e poi eventualmente al lavoro Scarse opportunità di ascesa sociale per la donna Amicizie tra famiglie italiane Il coniuge italiano preferibilmente Attività fish and chips rari casi di uscita da questa traccia, anche per i maschi. La lingua italiana va scomparendo e così la cultura, l’orgoglio, l’appartenenza Per le più istruite: preferiscono usare lo scozzese e apprezzano intorno ai 40 anni la cultura italiana Hanno dato vita ad un concetto mobile e flessibile di integrazione

52 Generazioni a confronto Nella I generazione, costituita da chi compie l’azione di emigrare: la nostalgia, il valore della famiglia, lingua madre nel dialogo in casa, la ricerca del successo economico, l’inserimento linguistico spontaneo senza la frequenza di classi, la religione educa, le basse aspettative nella riuscita scolastica dei figli, doppia morale, la comunità ed il gruppo etnico originario. Nella II generazione, costituita dai figli della prima generazione, nati sia nel paese di origine dei genitori ed emigrati con la famiglia da bambini, oppure nati nel paese di immigrazione, i caratteri precedenti si conservano ad un livello di intensità minore, il dialetto è progressivamente abbandonato e aumentano le aperture alla società di immigrazione. Nella III generazione i caratteri della prima generazione sono ricordo del passato, si parla quasi esclusivamente la lingua locale, rari casi di interesse allo studio e alla conservazione, si identifica preferibilmente con il sistema di vita e di valori di nascita.

53 il modello endogamico con la scelta del coniuge all’interno della famiglia, consanguineo, parente dei parenti, vicino dei vicini, dello stesso paese o di un paese limitrofo, con il mantenimento della lingua e delle tradizioni italiane in famiglia il modello nostalgico che si richiama al valore dell’identità italiana, formata sulla conoscenza di caratteri distintivi divenuti progetto di vita per i figli il modello della lontananza caratterizzato dalla scelta endogamica del coniuge e con un riferimento prevalente ai costumi scozzesi, in esso emerge la maturazione di un atteggiamento di distanza rispetto a generazioni passate con le quali non si è condivisa l’esperienza di emigrazione, conosciuta per via indiretta Il modello familiare

54 Il ritorno Nella ricerca del 2010, limitatamente al campione investigato, la doppia emigrazione riguarda tutti i tipi di ritorno. C’è chi ha fallito all’estero e torna senza mezzi; c’è chi è tornato con la speranza di riprendere, ad un livello superiore, non solo la terra e la casa, ma un posto economico-sociale ben diverso da quello lasciato al tempo dell’emigrazione; c’è chi è tornato per investire, ma non riesce nel proprio intento; c’è chi torna per ragioni di salute e per la vecchiaia, tutti non abbandonano l’idea del ritorno al contrario; vale a dire, verso la seconda patria, Edimburgo. Questo comportamento migratorio bidirezionale continuo, già segnalato dagli studi del primo Novecento, è facilitato dalla tecnologia, dalle comunicazioni telematiche, dalla moneta unica, dal progetto europeo di cittadinanza.

55 Nuove prospettive di studio Negli studi recenti sull’immigrazione in Italia, si cita il superamento della ipotesi della “pura integrazione” e si preferisce parlare di “modelli aggregativi coinvolgenti” che danno senso a persone e stili di vita proponendosi come unità rispetto alle quali i residenti storici vivono situazioni sospese tra aspettative e nuove inquietudini. L’analisi riferita alla città di Bologna è particolarmente interessante per essere, entro certi aggiustamenti necessari, uno specchio nel quale solo per alcuni aspetti si ritrovano caratteri propri di tutti i fenomeni migratori come il ruolo di socializzazione giocato dal gruppo famiglia verso le generazioni più giovani, il consolidamento della seconda generazione, l’autoreferenzialità del gruppo etnico, solo per citarne alcuni.

56 La solidarietà umana Emerge un mutamento socio-antropologico: stili di vita della persona, della coppia, della famiglia, della comunità. La filosofia dell’old world traits transplanted, descritta nel 1921, con la ripetizione delle abitudini dello stesso paese e della definizione dei matrimoni tra compaesani,(etichetta di gruppo) scompare dalle quinte generazioni in avanti. Il processo tuttavia tende a ricomparire nelle nuove emigrazioni di italiani che, ad un livello superiore di consapevolezza e di professionalità, lasciano l’Italia per ragioni di opportunità economica e occupazionale ed arrivano in Scozia con tutta la famiglia. Nasce il Network della solidarietà tra italiani che non provengono dallo stesso paese, dalla stessa Regione, ma che si aiutano in molti modi con comportamenti che definiamo di società aperta, nella quale le coordinate sono quelle della democrazia in politica, dell’innovazione nell’economia, della globalizzazione nella cultura.

57 La comunità Le strutture gerarchiche sono: - inalterate nelle famiglie degli anziani, - flessibili nelle famiglie più giovani Nessuno si meraviglia se una donna anziana continua a parlare il dialetto, mentre l’uso dell’italiano in casa può facilmente generare nelle nipoti un sentimento di inadeguatezza. Guardando indietro alla propria vita di giovane donna emigrata con la famiglia numerosa, e considerando la situazione economica attuale, i termini del confronto sono cambiati notevolmente. Nella condizione di lavoro di figli e nipoti non si tratta più di fuggire dalla campagna per cercare l’occupazione nella città del Nord dell’Europa. Oggi l’offerta è mondiale le risorse sono molto competitive: precariato e mondialità del lavoro!

58 La pedagogia “I miei cinque figli tutti capiscono l’italiano. Il primo figlio e l’ultima figlia lo parlano poco, gli altri figli lo parlano bene. Noi parlavamo sempre italiano in casa con i bambini. Lo capivano ma non rispondono in italiano perché si prendono vergogna di qualche parola che non è giusta. Non sono voluti andare a scuola. I nipoti non parlano italiano, non capiscono niente. Io parlo qualche volta ma loro non rispondono dicono che non capiscono. Le mamme sono scozzesi e parlano inglese, non sono interessate” Intervista del 2010 a Edimburgo

59 Italiano in Inghilterra, circa 1930

60 La processione - Picinisco

61 Valvona & Crolla a Princes Street, 11 settembre 2010

62 Immanuel Kant Per la pace perpetua 1795

63 Scenario Opportunità globali di pace Realtà locali di guerra Universalismo e tribalismo Oscillazioni continue

64 A che punto è l’utopia cosmopolita e cooperativa degli uomini e delle donne coinquilini del pianeta e cittadini del mondo?

65 Responsabilità e democrazia Insostenibilità Carestie Fame Ineguaglianze Ingiustificabili in termini di diritti e risorse della Terra, inquinata, a rischio, minacciata, depredata

66 Thomas Nagel (filosofia della mente e filosofia morale) «una minoranza di nazioni ‘costituisce un arcipelago di isole di relativo benessere in un mare di tirannia e di miseria disumana e la preservazione di un tenore di vita elevato dipende assolutamente dal rigido controllo dell’immigrazione» (p.9)

67 Considerazioni Per essere ricchi si deve controllare l’immigrazione Più condividiamo più diminuisce l’incertezza La via dei diritti, della democrazia, della pace

68 Umberto Eco semiologo, filosofo, scrittore Guerra del Golfo È un dovere intellettuale proclamare l’impossibilità della guerra anche senza alternativa

69 Immanuel Kant Per la pace perpetua Progetto filosofico di fondazione trascendentale dell’idea di diritto 1795

70 10 ragioni per la guerra 10 ragioni per la pace Motivi per la guerra: economici; culturali; religiosi; politici; prevaricazione; vendetta; potere; invidia. Ragioni per la pace: conseguenze di morte; sofferenza; paura; sottomissione; feriti; incertezza;

71 Voltaire François-Marie Arouet Trattato sulla tolleranza Scritto nel 1762 e diffuso in Varie edizioni anche clandestine dal 1763

72 Breve storia della morte di Jean Calas Quello che si dimentica e quello che non si può dimenticare Una battaglia Una guerra La sentenza di condanna di un padre di famiglia innocente Perché questo paragone?

73 Il fatto: è vero che Religione Omicidio Parricidio: è vero? I genitori uccidono il figlio per piacere a Dio: è vero? Il fratello aveva ucciso il fratello per piacere a Dio: è vero? L’amico aveva ucciso l’amico: è vero? I giudici avevano sentenziato in modo giusto: è vero?

74 La storia di Jean Calas 68 anni Da 40 anni negoziante di Tolosa Buon padre di famiglia Protestante Persona che «sembrava essere così lontano da quell’assurdo fanatismo che spezza tutti i vincoli della società, che aveva approvato la conversione del figlio Louis Calas» e accoglie da 30 anni la domestica, cattolica zelante, con i figli.

75 Il fatto accaduto Il suicidio del figlio Marcantonio La sorpresa L’adunanza del popolo intorno alla casa di Jean Calas Un grido da uno alla folla: Jean Calas aveva impiccato il figlio che voleva farsi cattolico

76 La costruzione popolare dell’assassino innocente p. 12 Madre Padre Fratello Amico Domestica tutti in catene

77 La chiesa cattolica Non riesce a frenare la folla che fanno del suicida un eroe, un martire della fede «al disgraziato non mancava che la canonizzazione» p. 13 Uno diventa pazzo perché non ottiene il miracolo dal nuovo santo!

78 Coincidenze storiche Festa del massacro degli ugonotti Gli accusati alla ruota per celebrare la festa La Provvidenza offriva le vittime in sacrificio per la religione p. 13

79 13 Giudici Processo Prova: la religione tradita 2 giudici violentemente contrapposti (uno difende e l’altro condanna) si astengono dalla votazione, il difensore mantiene la posizione, l’altro no e così Calas è condannato

80 Il ragionamento Come poteva essere che La sentenza di condanna Le assurdità dei giudizi Il pentimento dei giudici La conversione forzata del figlio La moglie decide di riscattare la memoria del marito e va a Parigi

81 Parigi Contro il fanatismo Trionfo della ragione Il problema diventa nazionale ed europeo Il pubblico emette la sentenza di assoluzione prima del tribunale Qualcuno dice «valgono più i magistrati che i Calas», per evitare di accusare i giudici della condanna di Tolosa

82 Come deve essere la religione? Abusarne Caritatevole Barbara Esaminare questo punto è un interesse del genere umano

83 L’affermazione di Voltaire -Siamo abbastanza religiosi per odiare e perseguitare ma non per amare e per soccorrere (p.21) -Evitare le dispute sul dogma

84 Religione o superstizione? La vendita delle indulgenze p. 23 La negazione del purgatorio Avere il torto di essere nati valdesi p. 25 Gli errori del passato non si possono far scontare a chi vive oggi p. 27 La filosofia vince il fanatismo della religione e disarma gli eccessi come le superstizioni p.29

85 Uscire dalla propria sfera Ci rendiamo conto che altrove il fanatismo è stato superato p. 30 Abbiamo esempi di tolleranza in Turchia, in India, in Cina La saggezza dell’Oriente ci insegna la tolleranza contro l’intolleranza dell’Occidente

86 Può essere ammessa la tolleranza? Assicurare la libertà di coscienza Più religioni sono una garanzia contro il fanatismo La molteplicità indebolisce gli assolutismi L’ignoranza viene sconfitta dalla ragione Si deve avere paura dell’ingiustizia La religione se è vera non ha bisogno di essere imposta

87 Nel 1765 La famiglia Calas è dichiarata innocente e i giudici di Tolosa sono condannati al risarcimento. La famiglia fu riabilitata agli occhi del mondo e addirittura fu aiutata dalla beneficienza del re Conclusione: «Questi casi sono rari, ma accadono, e sono l’effetto di questa cupa superstizione che porta le anime deboli a imputare di delitti chiunque non la pensa come loro» p. 131


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