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PEDAGOGIA E DINTORNI. CHE COS'E' IL NUOTO? IL NUOTO RAPPRESENTA LA LOCOMOZIONE IN ACQUA DELL'UOMO SENZA MEZZI E SENZA ATTREZZATURE. LA FORMA PIU' EVOLUTA.

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1 PEDAGOGIA E DINTORNI

2 CHE COS'E' IL NUOTO? IL NUOTO RAPPRESENTA LA LOCOMOZIONE IN ACQUA DELL'UOMO SENZA MEZZI E SENZA ATTREZZATURE. LA FORMA PIU' EVOLUTA DI LOCOMOZIONE E' LA TECNICA SPORTIVA.

3 CHE COS'E' LA TECNICA? LA TECNICA E' L'INSIEME DELLE REGOLE E DEI METODI PRATICI DALLA CUI CONOSCENZA E APPLICAZIONE DIPENDE LA CONDOTTA PIU' O MENO SODDISFACENTE DI UNA ATTIVITA' SPORTIVA. IN SENSO ASTRATTO E GENERICO L'INSIEME DELLE ATTIVITA' PRATICHE BASATE SU NORME ACQUISITE EMPIRICAMENTE. LA TECNICA E' L'ESPERIENZA INDIVIDUALE SPERSONALIZZATA, TRASMESSA E ACCUMULATA, UN MODO DI FARE SEPARATO DALLE SUE RAGIONI DI FARE, L'AZIONE SPOGLIATA DAI SUOI MOTIVI.

4 CHE COS'E' LA TECNICA SPORTIVA? LA TECNICA SPORTIVA, NEL NUOTO, E' L'ESEMPIO MIGLIORE DI COME L'UOMO POSSA MUOVERSI IN ACQUA. IL NOSTRO MODELLO DI RIFERIMENTO. LA TECNICA E' L'ESPERIENZA INDIVIDUALE SPERSONALIZZATA, TRASMESSA E ACCUMULATA, UN MODO DI FARE SEPARATO DALLE SUE RAGIONI DI FARE, L'AZIONE SPOGLIATA DAI SUOI MOTIVI. LA TECNICA E' LA FORMA PIU' EVOLUTA DI LOCOMOZIONE.

5 A cosa serve la tecnica? Qual è la sua funzione? La funzione della tecnica è di non dover reinventare ogni volta daccapo tutto ciò che già è conosciuto, sperimentato o scoperto. Il modo migliore di fare è frutto della storia, della cultura dell'uomo, un tesoro accumulato, ma aperto al suo superamento, dal quale parte un ulteriore progresso. La tecnica è destinata ad essere messa a disposizione di tutti perchè se ne approprino.

6 IL DESTINO DELLA TECNICA La tecnica è destinata a venire trasmessa attraverso la didattica. Ma la tecnica è destinata ad essere superata, la tecnica viene costantemente innovata non dalla scienza ma dai nuotatori che senza saperlo, attraverso la loro attività di adattamento, inventano nuovi modi di mettersi in sintonia con le leggi della natura.

7 LA TECNICA E LE SUE CARATTERISTICHE LA TECNICA CONTRASTA CON IL CARATTERE INNOVATIVO DELL'INDIVIDUO. LA TECNICA DIVENTA UN QUALCOSA DI STACCATO DALLE SUE RAGIONI QUANDO DIVENTA UN MODELLO DESCRITTIVO. LA TECNICA NON VA RIDOTTA AI SOLI ASPETTI PERCEPIBILI. LA TECNICA E' IL NOSTRO MODELLO DI RIFERIMENTO, MA CON UN PUNTO DI VISTA FUNZIONALE E STRUTTURALE.

8 LA FUNZIONE DELLA TECNICA LA FUNZIONE DELLA TECNICA ALL'INTERNO DELLA PEDAGOGIA E' QUELLA DI FORNIRE UN MODELLO DIDATTICO SU CUI SVILUPPARE IL PERCORSO DI APPRENDIMENTO E TRASFORMAZIONE DEL TERRESTRE IN NUOTATORE.

9 CHI FA LA TECNICA? LA TECNICA LA FA IL CAMPIONE CHE ATTRAVERSO ESSA STABILISCE QUAL E' IL MODO MIGLIORE PER MUOVERSI IN ACQUA. POICHE' LA TECNICA STABILISCE IL NOSTRO MODELLO DIDATTICO, ESSO FARA' RIFERIMENTO ALL'ATLETA E QUINDI AD UN MODELLO ESSENZIALMENTE SPORTIVO.

10 MOVIMENTI E AZIONI I movimenti sono l'aspetto visibile della realtà più complessa non visibile di quello che gli psicologi chiamano azione. L'azione non va ridotta alla sola parte percepibile percepibile i movimenti. I movimenti sono separati dai suoi perchè, le azioni contengono i propri perchè. Attraverso l'analisi dei perchè psicologici, biomeccanici, fisici e fisiologici si migliora la didattica.

11 TECNICA DESCRITTIVA E TECNICA FUNZIONALE MODELLO DESCRITTIVO->ADDESTRAMENTO. MODELLO FUNZIONALE-> DIDATTICA

12 TECNICA DESCRITTIVA LA TECNICA DESCRITTIVA FA RIFERIMENTO A CIO' CHE SI PUO' PERCEPIRE. AL CONCRETO. I MOVIMENTI. LA FORMA. n.b. SPAZIO E TEMPO SONO INDISSOLUBILI.

13 LE CARATTERISTICHE DELLA TECNICA DESCRITTIVA SPIEGAZIONI E DIMOSTRAZIONI. SI SMONTA IL GESTO. POICHE' NON E' POSSIBILE DESCRIVERE CONTEMPORANEAMENTE 2 PUNTI DEL CORPO CI SI OCCUOPA DI UN ASPETTO ALLA VOLTA. SCOMPOSTO IL GESTO SI RIPETE MA E' UN CONTROSENSO PERCHE' IL NUOTATORE NON FA MAI LO STESSO CICLO DI BRACCIATE.

14 TECNICA FUNZIONALE LA TECNICA FUNZIONALE FA RIFERIMENTO A CIO' CHE NON SI PUÒ PERCEPIRE, QUINDI AL REALE. LE AZIONI LA STRUTTURA

15 LE CARATTERISTICHE DELLLA TECNICA FUNZIONALE

16 CONCRETO E REALE CONCRETO: IN OPPOSIZIONE ALL'ASTRATTO, DETTO DI CIÒ CHE E' EMPIRICAMENTE INDIVIDUABILE. REALE: CHE È, CHE ESISTE VERAMENTE. CHE ESISTE IN SE' E PER SE' OGGETTIVAMENTE ED EFFETTIVAMENTE.

17 LE AZIONI SISTEMI DI MOVIMENTI COORDINATI IN FUNZIONE DI UNO SCOPO, DANNO UN SENSO AI MOVIMENTI. ESEMPIO: AZIONE-->TUFFO MOVIMENTI-->CADUTA E SPINTA SCOPO (COORDINA LE AZIONI) -->ENTRARE PIÙ LONTANO

18 L'APPRENDIMENTO PROCESSO DI ACQUISIZIONE DI NUOVI MODELLI DI COMPORTAMENTO O DI MODIFICAZIONE DI QEL PRECEDENTI PER UN MIGLIORAMENTO DELL'INDIVIDUO ALL'AMBIENTE. APPRENDERE SIGNIFICARE RIORGANIZZARE, SIGNIFICA TOGLIERE IL SUPERFLUO PER PERSEGUIRE LO SCOPO PREFISSATO. APPRENDERE SIGNIFICA ANCHE PERDERE LE COMBINAZIONI SINAPTICHE IN DISUSO.

19 COME AVVIENE L'APPRENDIMENTO? L'UOMO E' UN ANIMALE INTELLIGENTE PROGRAMMATO PER APPRENDERE, QUINDI L'APPRENDIMENTO AVVIENE SENZA MAESTRI. L'ISTRUTTORE E' UNA GUIDA E L'INSEGNAMENTO E' SUBORDINATO ALL'APPRENDIMENTO.

20 CIRCUITO NERVOSO SI PARLA DI CIRCUITO NERVOSO POICHE' NON C'E' UN INIZIO E UNA FINE. IL MUSCOLO E' UN RADAR, E' IL MUSCOLO CHE PERCEPISCE L'AMBIENTE E PERMETTE DI PERCEPERE IL CAMBIAMENTO DEI RIFERIMENTI, PERMETTENDO IL RIADATTAMENTO DELLO SCHEMA MOTORIO. LE INFORMAZIONI PARTONO DALLA PERIFERIA ( MUSCOLI E ORGANI SENSO-PERCETTIVI) PER GIUNGERE AL CERVELLO PER POI TORNARE ALLA PERIFERIA. E' QUESTO IL MOTIVO PER CUI PRIMA SI DEVE AGIRE E POI DEVE CAPIRE.

21 CAPIRE PER RIUSCIRE? POICHE' GLI STIMOLI NERVOSI PARTONO DALLA PERIFERIA E VI RITORNANO, IL CAPIRE E' SUBORDINATO ALL'AGIRE. QUINDI C'E' APPRENDIMENTO TUTTE LE VOLTE CHE SI SFIDANO LE LEGGI FISICHE CHE L'AMBIENTE CI PONE AVENDO UNO SCOPO CHE COORDINA LE NOSTRE AZIONI.

22 REINVENTARE PER IMPARARE UNA VOLTA APPURATO CHE L'APPRENDIMENTO NASCE DAGLI ADATTAMENTI SPONTANEI ALL'AMBIENTE, SI DEVE IMPARARE A GUIDARE GLI ALLIEVI PROPONENDO DELLE ATTIVITA' CHE PERMETTANO LORO DI ESSERE LIBERI DI REINVENTARE. NON PIU' MOVIMENTI DA IMITARE E RIPETERE CON UNO SCHEMA RIGIDO, MA AZIONI INTERPRETABILI CON UNO SCHEMA LIBERO COORDINATO DALLO SCOPO.

23 RIDURRE GLI SQUILIBRI L'APPRENDIMENTO AVVIENE ATTRAVERSO TENTATIVI COSCIENTI DI RIDUZIONE DEGLI SQUILIBRI, DOVE L'ISTRUTTORE HA LA FUNZIONE DI ESSERE UNA GUIDA ATTRAVERSO CUI RICONOSCERE GLI OSTACOLI.

24 I METODI ANALITICO-->CONCRETO-->FORMA-->MOVIMENTO-- >RIPETITIVITA'-- >ADDESTRAMENTO. GLOBALE-->CONCRETO-->FORMA-->MOVIMENTI-- >RIPETIVITA'-->ADDESTRAMENTO. ATTIVO-->REALE-->STRUTTURA-->AZIONI-- >INTERPRETAZIONE-->DIDATTICA.

25 QUAL E' LA DIFFERENZA FONDAMENTALE? SIA IL METODO ANALITICO CHE GLOBALE FANNO RIFERIMENTO AL CONCRETO, IL METODO ATTIVO FA RIFERIMENTO AL REALE. QUINDI LA DIFFERENZA FONDAMENTALE E' QUELLA DI NON AVERE MODELLI DESCRITTI A CUI ISPIRARSI, FAR RIFERIMENTO E VALUTARE IL PERCORSO DIDATTICO.

26 QUAL E' IL PERCORSO DIDATTICO DA SEGUIRE? UNA VOLTA INDIVIDUATO IL NOSTRO MODELLO TECNICO DI RIFERIMENTO, QUELLO REALE, DOBBIAMO DEFINIRE QUALI SONO I PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'AZIONE DEL NUOTATORE E DA QUESTI INDIVIDUARE LE STRUTTURE CHE NE STANNO ALLA BASE E INIZIARE IL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE.

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