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CORSO DI FORMAZIONE PER LO SVOLGIMENTO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO DEI COMPITI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI ai sensi dell’art. 34, commi 2.

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1 CORSO DI FORMAZIONE PER LO SVOLGIMENTO DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO DEI COMPITI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. Modulo 4. RELAZIONALE – formazione e consultazione dei lavoratori

2 MODULO 4. RELAZIONALE – formazione e consultazione dei lavoratori
L’informazione, la formazione e l’addestramento. Le tecniche di comunicazione. Il sistema delle relazioni aziendali e della comunicazione in azienda. La consultazione e la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei RLS. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori.

3 LA FORMAZIONE Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una FORMAZIONE sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda. La formazione è regolamentata dall’Accordo raggiunto tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro della Salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nel dicembre 2011. Secondo tale Accordo la formazione va erogata in due moduli distinti: uno di formazione generale della durata non inferiore a 4, dedicata alla presentazione dei concetti generali, ed uno di formazione specifica della durata minima di 4, 8 o 12 ore, a seconda che il settore di attività aziendale sia inserito in classe di rischio basso, medio o alto, per un numero totale di ore pari ad almeno 8, 12 o 16 ore. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_A

4 I Lavoratori Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata INFORMAZIONE: sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro; sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di primo soccorso e antincendio; sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente; sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_A

5 PERTANTO, L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE SONO ESSENZIALI!
L’informazione, la formazione e l’addestramento La causa principale degli infortuni è la scarsa informazione sui rischi e sulle misure di prevenzione. PERTANTO, L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE SONO ESSENZIALI! R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_A 5

6 Informazione, formazione e addestramento: definizioni dall’art. 2/81
aa) formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; bb) «informazione»: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro; cc) «addestramento»: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro; R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_A

7 L’informazione, la formazione e l’addestramento
MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE NELL’IMPRESA MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLE CONDIZIONI DI LAVORO  MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI FORNITE E CONSEGUENTEMENTE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_A 7

8 Per comodità diremo che significa TRASMETTERE
Tecniche di comunicazione “Comunicare” significa inviare, trasmettere, trasferire, notificare, far vedere, far sentire, illustrare, far conoscere, mettere in comune con gli altri ciò che è nostro. Per comodità diremo che significa TRASMETTERE TRAMITE LA COMUNICAZIONE INTERAGIAMO CON LE ALTRE PERSONE R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

9 distorsione / disturbo Gestione del messaggio di ritorno
Tecniche di comunicazione IL MODELLO DI SHANNON E WEAVER RICEVENTE EMITTENTE MESSAGGIO CODIFICA DECODIFICA distorsione / disturbo Gestione del messaggio di ritorno R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

10 SGUARDO E MIMICA FACCIALE GESTIONE DEL CORPO NELLO SPAZIO
Tecniche di comunicazione LA COMUNICAZIONE NON VERBALE FATTORI NON VERBALI DEL PARLATO INTONAZIONE TIMBRO VOLUME RITMO FONAZIONE FATTORI CINESICI * SGUARDO E MIMICA FACCIALE MOVIMENTI E GESTI GESTIONE DEL CORPO NELLO SPAZIO POSTURA ORIENTAMENTO DISTANZA * La cinesica è la scienza che studia il linguaggio del corpo. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

11 Tecniche di comunicazione LA COMUNICAZIONE NON VERBALE
I GESTI ACCIDENTALI ESPRESSIVI MIMICI SCHEMATICI SIMBOLICI TECNICI CODIFICATI DISPONIBILITÀ DONO PRESA DI POSIZIONE POSITIVITÀ NEGATIVITÀ R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

12 Tecniche di comunicazione
INTERDIPENDENZA DEI SOGGETTI E’ necessario ricordarsi ai fini di una corretta comunicazione, che “L’ALTRO” è: PRESENTE IMPORTANTE NECESSARIO R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

13 Tecniche di comunicazione INTERDIPENDENZA DEI SOGGETTI
RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE LIVELLI MODALITÀ TIPOLOGIE Interdipendenza soggettiva oggettiva positiva negativa di scopo di ruolo di compito R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

14 Tecniche di comunicazione AGGRESSIVITA’ – PASSIVITA’
STRATEGIA DI DIFESA STRATEGIA EFFICACE AGGRESSIVA Imporre la propria superiorità ANNULLANDO RAGIONI- BISOGNI OBIETTIVI DELL’ALTRO PASSIVA Evitare rischi o attacchi CERCANDO AD OGNI COSTO DI ANDARE D’ACCORDO Risolvere problemi/ottenere risultati oggettivi UTILIZZANDO IN MODO SINERGICO LE RISORSE PERSONALI ED ALTRUI R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

15 Tecniche di comunicazione
AGGRESSIVITA’ – PASSIVITA’ COMPORTAMENTO AGRESSIVO Io posso farlo, tu no I miei sentimenti, sono più importanti dei tuoi Io non sbaglio mai La gente deve comportarsi come voglio io Io ho solo diritti e desideri Mi sento esplosivo, belligerante COMPORTAMENTO PASSIVO Mai manifestare i propri sentimenti Mai parlare se non si è interrogati Conviene rendersi simpatici Mai contraddire Non creare grane altrimenti la gente ti prende in antipatia Io ho solo doveri COMPORTAMENTO EFFICACE Io sono quello che sono e posso migliorare Io sono in grado di risolvere i miei problemi e le mie difficoltà Io mi assumo tutte le responsabilità delle mie azioni Io ho diritti, doveri, desideri Mi sento determinato, energico La positività mi appartiene R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_B

16 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
LA COMUNICAZIONE IN AZIENDA COME “RELAZIONE CAPO - COLLABORATORE” ESEMPI DI COMUNICAZIONE CENTRATA SULLA RELAZIONE CAPO-COLLABORATORE riunioni di lavoro istruzioni di lavoro relazione quotidiana gestire dei suggerimenti e delle nuove idee colloquio di valutazione e di motivazione R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

17 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE È POSSIBILE ISTITUZIONE INTERPERSONALE SCAMBIARE DATI ED INFORMAZIONI DARE O RICEVERE ISTRUZIONI SCAMBIARE RAGIONAMENTI E OPINIONI COLPIRE E OFFENDERE AIUTARE E ASSISTERE COMMUOVERE O PORTARE ALL’IRA VALORIZZARE O UMILIARE MINACCIARE O RASSICURARE R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

18 L’EFFETTO DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE
Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo L’EFFETTO DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE INFLUENZAMENTO: OTTENERE UNA REAZIONE O COMPORTAMENTO CHE L’ALTRO NON AVREBBE ATTIVATO SENZA LA COMUNICAZIONE MANIPOLATO NON MANIPOLATO PUO’ PORTARE A MAGGIOR SUCCESSO NEL BREVE, MA RISCHIA INSUCCESSI FUTURI POSSIBILE MINOR SUCCESSO NEL BREVE TERMINE MA SUCCESSI PIU’ DUREVOLI NEL FUTURO R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

19 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
L’EFFETTO DELLA COMUNICAZIONE INEFFICACE SOVRASTIMA, SOTTOSTIMA DI SE’ ATTEGGIAMENTI INCOERENTI CON L’OBIETTIVO GESTIONE DIFENSIVA DELL’ANSIA INCOMPETENZE SOCIALI STRATEGIE DIFENSIVE R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

20 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
SAPER…..ASCOLTARE ASCOLTARE IL PUNTO DI VISTA DELL’INTERLOCUTORE ANCHE SE E’ DIVERSO DAL PROPRIO GUARDARE L’INTERLOCUTORE NON PENSARE A COME RIBATTERE MENTRE TI STANNO ANCORA PARLANDO NON GIUDICARE PRIMA DI AVER CAPITO NON INTERROMPERE, LASCIA CHE L’INTERLOCUTORE SVILUPPI IL PROPRIO PENSIERO FARE DOMANDE PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI, SE E’ NECESSARIO PER CAPIRE FARE SINTESI PER VERIFICARE LA COMPRENSIONE ASCOLTARE ATTIVAMENTE. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

21 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
SAPER…..CHIEDERE SCEGLIERE LE PAROLE ADATTE ACCOMPAGNARE LE PAROLE CON UNA COMUNICAZIONE NON VERBALE ADEGUATA SPIEGARE CON ARGOMENTAZIONI CHIARE IL PERCHE’ DELLA RICHIESTA PARLARE IN PRIMA PERSONA NON DILUIRE CON ARGOMENTAZIONI DEBOLI FARE LA RICHIESTA PRESENTARE I VANTAGGI - SVANTAGGI COMUNI NELLA RICHIESTA RIBADIRE PER UNA VOLTA ANCORA I VANTAGGI – SVANTAGGI COMUNI A FRONTE DEL RIFIUTO R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

22 Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
COME OTTENERE INFORMAZIONI METTERE BENE A FUOCO LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER RISOLVERE IL PROBLEMA CREARE UN CLIMA POSITIVO FARE DOMANDE CHIARE E CONCISE POSSIBILMENTE CHIUSE NON ESAGERARE CON LE DOMANDE NON FARE DOMANDE AGGRESSIVE STIMOLARE CON IL COMPORTAMENTO NON VERBALE SPIEGARE PERCHE’ SERVONO QUELLE INFORMAZIONI CHIEDERE “AIUTO” A FRONTE DEL RIFIUTO R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

23 SAPER PRENDERE LE DECISIONI SAPER RISOLVERE I PROBLEMI
Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo IN UN’ORGANIZZAZIONE E’ IMPORTANTE SAPER PRENDERE LE DECISIONI SAPER RISOLVERE I PROBLEMI SAPER GESTIRE I CONFLITTI SAPER DISTRIBUIRE LE LEADERSHIP SAPER COMUNICARE R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

24 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
IL PROBLEM SOLVING Il Problem Solving è definito come “l’arte di risolvere problemi” sia per natura personale, sia interpersonale o delle organizzazioni (aziende, enti, comunità, ecc.), mediante l’utilizzo di tattiche e tecniche, con il massimo possibile di efficacia (soluzione del problema) e di efficienza (tempo e sforzi impiegati). Il Problem Solving non è la capacità di una persona di risolvere situazioni riguardanti una materia specifica della quale è esperto, ma l’abilità, in genere, di trovare soluzioni in qualsiasi ambito. Tramite il Problem Solving, a prescindere dalle risorse e dalla situazione, si trova il modo di uscire dal problema. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

25 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
Nell’approccio classico del Problem Solving, si usa, di solito il seguente schema d’azione: Individuare tutti i problemi (spesso quello che sembra un problema è costituito da una serie di problemi) Scegliere un problema (le risorse sono limitate, si parte dal problema che crea i danni maggiori) Ricercare la cause potenziali (tutte quelle possibili) Individuare le cause reali Cercare le soluzioni Proporre una soluzione (tenendo conto delle risorse e valutando preventivamente i nuovi rischi….) Approvare e attuare il progetto Confermare i risultati (verificare a posteriori che il problema sia davvero risolto…..) Registrare i risultati (deve rimanere come know how aziendale) R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

26 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
8 DISCIPLINES (8D) L’ 8D (8 Disciplines) è una delle più famose e complete metodologie di Problem Solving. Fu introdotta nel 1987 dalla Ford Motor Company. E’ una metodologia strutturata a passi, applicabile alla risoluzione di ogni tipo di problema che può nascere all’interno di un’organizzazione. Crea particolare valore aggiunto nella gestione di Non Conformità, Azioni Correttive e Azioni Preventive, correlate ai Sistemi di Gestione. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

27 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti I PASSI DELL’ 8D
La struttura dell’ 8D si sviluppa attraverso 8 passi (Disciplines): Formare il team Form the Team 1.D - Descrivere il problema Describe the problem 2.D - Applicare le correzioni immediate Implement and verify interim containment action 3.D - Definire le cause profonde Define and verify root causes 4.D - Definire le Azioni Correttive Verify the correction action(s) 5.D - Applicare la AC Implement permanent corrective actions 6.D - Individuare le AP in situazioni analoghe Prevent problem recurrence 7.D - Congratularsi con il team Congratulate the team 8.D - R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

28 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
IL TEAM I problemi, di solito, sono complessi e presentano molte variabili possibili……… Vedere lo stesso fatto da punti di vista diversi, con competenze e responsabilità diverse, fornisce un grande valore aggiunto sia all’analisi che alla sintesi. Nell’ 8D l’approccio di squadra è fondamentale. Le figure chiave da identificare sono: lo “sponsor” del team; Il team leader; I membri. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

29 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
LA DESCRIZIONE DEL PROBLEMA E’ la fase di analisi ed ha l’obiettivo di elencare i fatti che descrivono, da tutti i punti di vista, il problema. Per descrivere il problema, è necessario rispondere alle domande: chi; cosa; dove; quando; come; quanti. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

30 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
Chi: Identifica gli individui associati al problema, descrive i clienti che si stanno lamentando, gli operatori che hanno individuato il problema o sono in difficoltà, il dipendente che ha subito l’incidente che ha causato e quelli coinvolti: Cosa: Descrive adeguatamente il problema; è il racconto dettagliato dell’accaduto. Dove: Identifica il luogo di accadimento del problema, e la “zona” interessata (parte di un prodotto, macchina, lavoro, ecc.) Quando: Identifica il momento dell’accadimento; quando ha avuto inizio, in che turno di lavoro, in che periodo dell’anno, ecc.) Come: Definisce le modalità; funzionamento automatico o manuale, procedure, prassi, ecc. Quanti: Esplicita le dimensioni del problema. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

31 Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
Per aiutare a descrivere il problema, si usa uno strumento semplice, ma molto potente che deriva dalla logica di programmazione. Si tratta di descrivere (e ragionare), ad ogni passo, anche la “soluzione negata”. “SE – SE NON” Chi Cosa Dove Quando Come Quanti SE Chi ha causato il problema? Cosa è successo? Dov’è successo? Quando abbiamo visto la prima volta il problema? In che modo è successo? Che dimensione ha il problema? SE NON Chi avrebbe potuto causarlo ma non l’ha causato? Cosa vi aspettavate succedesse invece non è successo? Dove poteva succedere e non è successo? Quando avremmo potuto vedere la prima volta il problema invece non l’abbiamo visto? In che modo poteva succedere ma non è successo? Che dimensione poteva avere il problema ma non l’ha avuta? R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_C

32 Consultazione e partecipazione dei R.L.S.
L’art. 50 del D.Lgs. 81/08 stabilisce le attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che sono quelle già previste dalla normativa precedente. Le novità di rilievo prevedono che il RLS, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceva copia del Documento di Valutazione di tutti i rischi (art. 17) e del documento di valutazione dei rischi che va allegato al contratto di appalto o di opera, che indica le misure adottate per eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenze. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni sulla privacy e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle funzioni. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_D

33 Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione. Il RLS ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro che riguarda anche i rischi specifici presenti nella realtà in cui esercita la propria rappresentanza (art. 37 comma 10). E’ previsto l’obbligo di aggiornamento periodico della formazione che non può essere inferiore a 4 ore all’anno per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_D

34 Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.) Persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro (Art. 2, comma 1, lettera i) del D. Lgs. n° 81/2008) L’elezione dei rappresentanti per la sicurezza avviene secondo le modalità previste nell’ art.47 comma 6 del T.U. e l’art.50 stabilisce le sue attribuzioni. In tutte le aziende che occupano fino a 15 lavoratori il RLS è eletto direttamente dai lavoratori mentre in aziende con più di 15 lavoratori il RLS viene scelto nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda, ove presenti. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_E

35 Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.) Se non si procede all’elezione del RLS aziendale, le relative funzioni sono esercitate dal rappresentante territoriale o dal rappresentante di sito produttivo, salvo diverse intese tra le associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Il RLST è una figura esterna che esercita le attribuzioni, pari a quelle del RLS aziendale, previste all’articolo 50, esclusivamente nelle aziende in cui non si è provveduto all’elezione del rappresentate interno. Le modalità di elezione o designazione del RLST sono individuate dagli Accordi Collettivi Nazionali, Interconfederali o di Categoria, che definiscono anche le modalità di accesso e di preavviso cui deve attenersi il RLST per entrare nei luoghi di lavoro del comparto o del territorio a cui è assegnato. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_E

36 Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.) N° RLS Per Aziende o Unità Produttive fino a 200 dipendenti è previsto: 1 RLS Per Aziende o Unità Produttive da 201 a 1000 dipendenti sono previsti 3 RLS Per Aziende o Unità Produttive con oltre 1000 dipendenti sono previsti: 6 RLS N.B.: in ogni unità produttiva deve essere eletto uno o più RLS Ciò non significa che in ogni sito aziendale debba essere presente un RLS. L’unità Produttiva è, infatti, unicamente quello stabilimento o struttura dotato di autonomia finanziaria e tecnico funzionale. Quindi autonoma per quanto attiene alle scelte e alla gestione della sicurezza. Permessi Sonoprevisti: - 40 ore annue per ciascun RLS; - possibilità di attingere al monte ore di cui ciascun RLS possiede come RSU; - tempo necessario all'espletamento degli obblighi di legge riportati all'art.19 commi b), c), d), g), i), l). Formazione La durata dei corsi per i rappresentanti dei lavoratori è di 32 ore, fatte salve diverse determinazioni della contrattazione collettiva. R.S.P.P._Modulo 4_Relazionale_formazione e consultazione dei lavoratori_E


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