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Q UALI PROSPETTIVE PER LA FORMAZIONE CONTINUA ? Da: Legge concernente l’aggiornamento dei docenti (del 19 giugno 1990) “Art. 2 1 L’aggiornamento è predisposto.

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Presentazione sul tema: "Q UALI PROSPETTIVE PER LA FORMAZIONE CONTINUA ? Da: Legge concernente l’aggiornamento dei docenti (del 19 giugno 1990) “Art. 2 1 L’aggiornamento è predisposto."— Transcript della presentazione:

1 Q UALI PROSPETTIVE PER LA FORMAZIONE CONTINUA ? Da: Legge concernente l’aggiornamento dei docenti (del 19 giugno 1990) “Art. 2 1 L’aggiornamento è predisposto ad accrescere le capacità professionali dei docenti e, conseguentemente, a migliorare la qualità della scuola. 2 L’aggiornamento si realizza mediante iniziative personali, giornate di studio, corsi di varia durata, seminari, attività di ricerca o di produzione di materiali didattici e altre forme adeguate ai bisogni della scuola. Art. 3 1 Il Cantone promuove l’aggiornamento dei docenti: a) attraverso iniziative proprie; b) in collaborazione con enti o istituti di formazione; c) facilitando la partecipazione dei docenti a corsi organizzati da altri enti; d) favorendo forme di aggiornamento promosse da gruppi di docenti o da singoli docenti. Art. 4 Il docente è responsabile del proprio aggiornamento; egli lo realizza sia mediante iniziative personali, sia partecipando alle iniziative promosse dal Cantone o da enti da esso riconosciuti.” “Art. 2 1 L’aggiornamento è predisposto ad accrescere le capacità professionali dei docenti e, conseguentemente, a migliorare la qualità della scuola. 2 L’aggiornamento si realizza mediante iniziative personali, giornate di studio, corsi di varia durata, seminari, attività di ricerca o di produzione di materiali didattici e altre forme adeguate ai bisogni della scuola. Art. 3 1 Il Cantone promuove l’aggiornamento dei docenti: a) attraverso iniziative proprie; b) in collaborazione con enti o istituti di formazione; c) facilitando la partecipazione dei docenti a corsi organizzati da altri enti; d) favorendo forme di aggiornamento promosse da gruppi di docenti o da singoli docenti. Art. 4 Il docente è responsabile del proprio aggiornamento; egli lo realizza sia mediante iniziative personali, sia partecipando alle iniziative promosse dal Cantone o da enti da esso riconosciuti.”

2 D A : L A FORMAZIONE CONTINUA DFA, OTTOBRE 2010 “pur essendo ben frequentati e apprezzati dai docenti, [i corsi organizzati dall’ASP] [1] non sono stati pianificati nell’ottica di uno sviluppo del profilo professionale dei docenti basato su un profilo di competenze.” [1] “pur essendo ben frequentati e apprezzati dai docenti, [i corsi organizzati dall’ASP] [1] non sono stati pianificati nell’ottica di uno sviluppo del profilo professionale dei docenti basato su un profilo di competenze.” [1] Secondo lo stesso DFA, nel 2009/2010 si sono tenuti più di 200 corsi con più di 5000 iscritti per tutti gli ordini di scuola. Nella nuova ottica del DFA, la formazione continua “si basa su un profilo di competenze del docente di alto livello scientifico e professionale” “la formazione continua si realizza soprattutto attraverso corsi lunghi, come ad esempio i CAS (Certificate of Advances Studies) “il CAS è il tipo di formazione continua lunga che meglio si presta alle necessità degli insegnanti attivi sul territorio, in quanto permette di seguire una formazione che porta a uno sviluppo professionale tangibile con un impegno di tempo da parte del docente relativamente limitato.”

3 C OSA SONO GLI ECTS? “Questi principi sono stati definiti per rispondere da un lato alle richieste di una formazione continua di livello universitario, dall’altro per rispondere ai bisogni e alle richieste dei docenti attivi nella Svizzera Italiana.” L’ECTS (European Credit Transfer System) è un’unità di misura di tempo del volume di lavoro dello studente, applicata a livello universitario nell’ambito del cosiddetto “processo di Bologna”. Un credito ECTS dovrebbe corrispondere a circa 30 ore di lavoro (il 20-30% consiste in ore di lezione seguite, il resto è tempo di lavoro dedicato a progettazione e realizzazione di attività, studio e lettura individuali, redazione di lavori e dossier, ecc.). Secondo il DFA, “l’adozione degli ECTS è una straordinaria occasione per valorizzare il lavoro che il docente svolge nelle sue classi nell’ottica (anche) della sua formazione personale.”

4 L A LETTERA APERTA SULLA FORMAZIONE CONTINUA 1.Chi definisce i bisogni dei docenti e su quali basi? 2.“Voci di corridoio” da DFA e UIM sull’eventuale obbligatorietà degli ECTS 3.Novità: corsi lunghi (CAS da 300 ore) con ECTS, corso per organizzatori,… 4.Iniziativa parlamentare generica PPD 5.Sguardo oltre cantone…

5 C ORSO SUPSI C ONCEZIONE E REDAZIONE DI PIANI DI STUDIO Destinatari: Ispettori e direttori SI e SE, esperti e direttori SM, direttori SMS, quadri Divisione scuola Destinatari: Ispettori e direttori SI e SE, esperti e direttori SM, direttori SMS, quadri Divisione scuola Dopo gli incontri teorici… “Il lavoro richiesto consiste nell’elaborazione individuale o di gruppo di una proposta di formazione continua certificata in ECTS da proporre alla Divisione scuola.” Dopo gli incontri teorici… “Il lavoro richiesto consiste nell’elaborazione individuale o di gruppo di una proposta di formazione continua certificata in ECTS da proporre alla Divisione scuola.” Durata: 16 ore-lezione Crediti di studio: 2 ECTS Durata: 16 ore-lezione Crediti di studio: 2 ECTS

6 BELLINZONA - 15 MARZO I GRANCONSIGLIERI M ONICA D UCA W IDMER E L UCA P AGANI, A NOME DEL G RUPPO PPD, HANNO PRESENTATO UN ' INIZIATIVA PARLAMENTARE GENERICA IN MERITO ALLA MODIFICA DELLA LEGGE CONCERNENTE L ' AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI. Con la presente iniziativa generica chiediamo quindi al Consiglio di Stato di voler modificare la Legge sulla formazione dei docenti e relativi regolamenti di applicazione: indicando in modo vincolante il numero di crediti certificati da dedicare annualmente ai corsi di aggiornamento, facendo riferimento al concetto di aggiornamento previsto all’art. 2 cpv. e della Legge sull’aggiornamento per stabilire i piani, invitando gli uffici dell’insegnamento, come pure gli istituti scolastici a pianificare l’aggiornamento del proprio corpo docenti in modo quadriennale, prevedendo che l’aggiornamento abbia luogo nei periodi di non lezione ed in quelli indicati all’art.10 cpv. 1 della Legge, confrontando a scadenze regolare i piani di aggiornamento settoriali con quelli applicati dagli altri cantoni e valutandone l’efficacia, introducendo un concetto di monitoraggio dell’aggiornamento, che permetta di valutare la qualità per settore ed il grado di rispondenza dei docenti.

7 R APPORTO DELLA COMMISSIONE SCOLASTICA DEL Il trasferimento delle attività di ricerca al nuovo Dipartimento della SUPSI costituisce un tassello importante anche per assicurare un ulteriore incremento di qualità dell’offerta nella formazione continua. La Commissione auspica quindi che al nuovo Dipartimento della SUPSI venga riconosciuta una certa autonomia nella progettazione della formazione continua, senza dover interamente dipendere dalle decisioni dipartimentali. Una tale impostazione mal si concilierebbe infatti con il concetto della continuità fra ricerca, formazione di base e pedagogica e formazione continua. Appare pertanto necessario assicurare all’ASP/SUPSI le necessarie risorse finanziarie per rilanciare l’attività di formazione continua tramite progetti innovativi che sappiano interpretare le effettive esigenze del territorio. In ogni caso la commissione ritiene indispensabile che il Cantone continui a mettere a disposizione sufficienti mezzi finanziari, affinché i corsi di formazione continua possano risultare attrattivi anche dal profilo economico.

8 L A FORMATION CONTINUE DES ENSEIGNANTS AU C YCLE D ’ ORIENTATION G INEVRA – MAGGIO 2009 Kramis et Ritz mettent également l’accent sur la question du financement de la formation continue. (…) Ainsi, le canton, les autorités locales mais également l’enseignant lui- même doivent participer financièrement et gérer cet aspect de la formation continue. Les auteurs s’accordent à dire que c’est là une tendance de plus en plus forte. La CDIP ajoute que, dans cette optique, la formation continue est de plus en plus envisagée comme un droit et un devoir de l’enseignant (p. 3). C’est également pour cette raison que celui-ci est de plus en plus mené à être inclus dans la participation financière des formations continues qu’il suit. Tendances futures: (…) Augmentation de la participation des enseignants aux coûts

9 L A FORMATION CONTINUE SUIVRA CES PROCHAINES ANNÉES LES TENDANCES SUIVANTES. L ES DIVERS CHANGEMENTS INTERVENUS DANS LA POLITIQUE D ’ ÉDUCATION AUX NIVEAUX NATIONAL ET INTERNATIONAL PERMETTENT D ’ ESQUISSER LES TENDANCES SUIVANTES : AUGMENTATION DE LA PARTICIPATION FINANCIÈRE DEMANDÉE AUX ENSEIGNANTES ET ENSEIGNANTS INTRODUCTION DU CADRE NATIONAL DES QUALIFICATIONS POUR LA FORMATION CONTINUE PORTFOLIO ( PROFIL DE COMPÉTENCES ET DE QUALIFICATIONS ) DES ENSEIGNANTES ET ENSEIGNANTS ( FUTURS OU EN ACTIVITÉ ) FORMATION CONTINUE PARTIELLEMENT OBLIGATOIRE POUR INTRODUIRE DES ÉLÉMENTS NOUVEAUX ( PLANS D ’ ÉTUDES, STANDARDS DE FORMATION, ETC.) PRIORITÉ DONNÉE AUX PROBLÈMES DU DÉVELOPPEMENT DE L ’ ÉCOLE ET DE LA QUALITÉ ( INTRODUCTION DES RESPONSABLES D ’ ÉTABLISSEMENT ET DE L ’ AUTONOMIE PARTIELLE DES ÉCOLES, ÉVALUATIONS INTERNES, ETC.) CSCFC – Conférence suisse de coordination de la formation continue

10 A LLA SUPSI TUTTI I CORSI DI FORMAZIONE CONTINUA SONO A PAGAMENTO : 1 ECTS COSTA DAI 300 AI 700 FRANCHI.A LLA SUPSI TUTTI I CORSI DI FORMAZIONE CONTINUA SONO A PAGAMENTO : 1 ECTS COSTA DAI 300 AI 700 FRANCHI. A NCHE I CORSI CON SOLO ATTESTATO DI FREQUENZA SONO SPESSO A PAGAMENTO, TRA I 30 ED I 50 FRANCHI ALL ’ ORA. I CAS VARIANO DAI 2000 AGLI 8000 FRANCHI.

11 P REOCCUPAZIONI RISPETTO AL NUOVO ORIENTAMENTO 1. Il DFA-SUPSI detiene attualmente il monopolio dell’accreditamento in ECTS per gli insegnanti in Ticino. 2. Si svilupperà – come altrove – un “mercato dei crediti”? 3. Esiste il rischio di perdere l’autonomia di organizzare e gestire il proprio aggiornamento. 4. I momenti di formazione non quantificabili in ECTS diventerebbero di “serie B”, sempre che vi sia ancora il tempo per frequentarli. 5. La ricchezza del quadro delle offerte formative verrebbe ridotto. 6. Una scelta limitata ma obbligatoria non favorirebbe lo “sviluppo professionale”. 7.Non si coinvolgono gli insegnanti nella definizione dei loro bisogni.

12 A CHE PUNTO SIAMO CON LA LETTERA APERTA ? 1. In tre settimane abbiamo raccolto l’adesione di 1600 docenti e una decina di associazioni sindacali e magistrali; 2. Alla riunione del 20 aprile è stato deciso di mantenere viva la vigilanza e di proseguire con il nostro intervento; 3. Il Prof. Erba ha annunciato la convocazione di una riunione per chiarire quanto da noi sollevato; 4. Gli abbiamo risposto ribadendo modalità e principi inderogabili per aprire il dibattito sul futuro dell’aggiornamento dei docenti.

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14 1. Prima di introdurre cambiamenti che vadano a modificare nei fatti il sistema della formazione continua senza che siano chiariti scopi e obiettivi delle misure, è indispensabile definire quale insegnante si intende formare per gli anni a venire. A questo scopo si propone di riprendere una delle indicazioni avanzate nel rapporto finale del gruppo di lavoro “Identità professionale del docente”: la costituzione di un gruppo di lavoro dipartimentale incaricato di definire un «profilo formativo di carriera» del docente, capace di fare i conti in misura equilibrata con la particolare natura della professione (il docente si aggiorna nel rapporto con la ricerca scientifica della/e disciplina/e che insegna, sul piano degli strumenti pedagogico-didattici, avendo occasione di riflettere sulla pratica professionale concreta). P ROSPETTIVE : P UNTI FONDAMENTALI ( ADOTTATI DALL ’ ASSEMBLEA DEL 20 APRILE )

15 2. Nella definizione del «profilo formativo di carriera» e di eventuali misure di potenziamento della formazione continua è indispensabile coinvolgere con un ruolo attivo sia il corpo docenti sia l’insieme dei soggetti che contribuiscono ad arricchire l’attuale sistema della formazione continua (oltre al DFA-SUPSI, gli esperti, gli ispettori, le associazioni di materia, ecc.): solo in questo modo è possibile sondare in misura adeguata i bisogni formativi a cui ci si propone di rispondere. Assai meno convincente è l’ipotesi di “appaltare” tali compiti al solo DFA-SUPSI.

16 3. Va garantito il principio della responsabilità individuale dell’insegnante nella sua formazione in servizio, così come già chiaramente fa l’attuale Legge sull’aggiornamento dei docenti. Il carattere di obbligatorietà della formazione continua va anch’esso mantenuto nei termini indicati dall’attuale normativa. 4. Va respinta l’ipotesi di introdurre l’obbligo di accumulare periodicamente un certo numero di ECTS. Il docente si aggiorna facendo leva su uno spettro molto ampio di momenti formativi: sarebbe un grave errore limitarsi a valorizzare la sola frequenza di corsi capaci di offrire crediti formativi. 5. Potenziare la formazione continua dei docenti significa anche migliorare le condizioni-quadro entro le quali gli insegnanti si trovano ad operare. È indispensabile liberare tempo e risorse atte a favorire la formazione degli insegnanti in servizio (tornando a rendere attiva la norma che prevede gli anni sabbatici, introducendo forme di sgravio per progetti di ricerca e di formazione, garantendo la tendenziale gratuità della formazione continua, ecc.).


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