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LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA DELLE COOPERATIVE

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Presentazione sul tema: "LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA DELLE COOPERATIVE"— Transcript della presentazione:

1 LA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA DELLE COOPERATIVE

2 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Introduzione La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale con caratteri di specialità dovuti all’ingerenza nella stessa da parte dello Stato. Realizza principalmente un interesse pubblico e, solo in seconda battuta, l’interesse privato dei creditori per i seguenti motivi: dimensione imprese e incidenza della loro attività sul sistema produttivo nazionale; numero soggetti coinvolti; sottoposizione delle imprese al regime autorizzatorio e di controllo da parte della PA. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

3 Finalità e natura della procedura
FINALITA’ NATURA Eliminazione dal mercato di quelle imprese che non riescono più a svolgere la propria attività o a svolgerla in maniera regolare. Procedura a carattere amministrativo in quanto: si apre per mezzo di un provvedimento amministrativo; è gestita da parte di organi amministrativi (Autorità di vigilanza, Commissario liquidatore e Comitato di sorveglianza). La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

4 La normativa di riferimento
La disciplina generale della LCA (liquidazione coatta amministrativa) è dettata dagli artt. 194 ss, RD 16 marzo 1942, n. 267 (Legge Fallimentare) e successive modifiche, salvo le disposizioni dettate dalle leggi speciali. Tra le numerose modifiche alla legge fallimentare, il D.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 ha coinvolto anche la LCA in quanto ha modificato: l’art. 209 l.fall. in tema di formazione dello stato passivo; l’art. 213 l.fall. in tema di chiusura della liquidazione; l’art. 214 l.fall. in tema di concordato. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

5 Presupposti soggettivi: imprese soggette a LCA
La legge fallimentare non individua le singole categorie di imprese assoggettabili alla procedura di LCA. Peraltro, ai sensi dell’art. 2 l.fall., sono le leggi speciali ad individuare le imprese soggette alla procedura in esame. Le imprese soggette a LCA non possono essere soggette al fallimento, salvo che la legge non disponga diversamente (es. cooperative). Per individuare le imprese soggette esclusivamente a LCA l’elemento chiave è costituito dalla sottoposizione ab initio dell’attività imprenditoriale al controllo e alla sorveglianza dell’autorità amministrativa competente. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

6 Gli organi della procedura:
Nella procedura intervengono 3 organi principali: l’Autorità amministrativa di vigilanza (artt. 197, 198, l.fall.); il Commissario liquidatore (artt. 198, 199, 201, 206, 209, 210, l. fall.); il Comitato di sorveglianza (artt. 198, 201, 204, 205, 206, 210, 212, 214, l.fall.). La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

7 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Gli organi della procedura: l’Autorità amministrativa di vigilanza (artt. 197, 198, l.fall.) È l’autorità preposta alla vigilanza del settore in cui opera la cooperativa che dà impulso alla procedura proponendo l’adozione del provvedimento di apertura della liquidazione all’autorità governativa competente. Poteri: nominare (e revocare) uno o più commissari liquidatori e il comitato di sorveglianza; facoltà di stabilire limitazioni ai poteri del commissario liquidatore (art. 210 l.fall.); direzione e controllo dell’attività di liquidazione che comprende: La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

8 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Gli organi della procedura: l’Autorità amministrativa di vigilanza (artt. 197, 198, l.fall.) l’autorizzazione al compimento delle attività previste dall’art. 35 l.fall. di valore indeterminato o superiore a € 1.032,91 come previsto dall’art l.fall., e l’autorizzazione alle vendite dei beni immobili e mobili in blocco; l’autorizzazione a disporre acconti parziali e al deposito del bilancio finale di liquidazione e del conto della gestione da parte dei commissari; l’autorizzazione all’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti di amministratori, sindaci e direttori generali dell’impresa ex art. 206 l.fall. e nei confronti del commissario liquid. revocato; l’autorizzazione alla continuazione dell’esercizio dell’impresa; l’autorizzazione alla presentazione della proposta di concordato; la liquidazione del compenso dei commissari liquidatori; l’adozione dei provv.ti necessari qualora, a seguito della risoluzione o dell’annullamento del concordato, sia disposta la riapertura della procedura. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

9 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Gli organi della procedura: il Commissario liquidatore (artt. 198, 199, 201, 206, 209, 210, l.fall.) È il principale organo della procedura ed è nominato all’atto dell’apertura della LCA o con provvedimento successivo. Tale provvedimento deve essere pubblicato presso il Registro delle Imprese. In genere il Commissario liquidatore è uno solo, ma l’autorità di vigilanza può decidere di nominarne 3, i quali deliberano a maggioranza e due di essi eserciteranno la rappresentanza. Non possono essere nominati commissari liquidatori ai sensi dell’art. 28, comma 1, l.fall.: il coniuge, i parenti o affini sino al quarto grado del titolare dell’impresa; i creditori; chiunque abbia contribuito al dissesto dell’impresa nei due anni precedenti l’apertura della procedura o si trovi comunque in una situazione di conflitto di interessi. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

10 Poteri e funzioni del commissario liquidatore
al commissario liquidatore, che assume la veste di pubblico ufficiale, è affidata l’amministrazione dell’impresa, nonché la rappresentanza legale e processuale della stessa e la disponibilità del relativo patrimonio. procede alla formazione dello stato passivo (art. 209, l.fall.) svolge l’attività di liquidazione in piena autonomia, salvo eventuali limitazioni imposte dall’autorità di vigilanza il primo atto consiste, ai sensi dell’art. 204 l.fall., nella presa in consegna dei beni, delle scritture contabili e degli altri documenti dell’impresa successivamente redige l’inventario, rappresentando fedelmente l’attivo e il passivo dello stato patrimoniale ai sensi dell’art. 205, comma 2, l.fall., è dispensato dal formare il bilancio annuale, ma deve presentare all’autorità di vigilanza, alla fine di ogni semestre, una relazione sulla situazione patrimoniale La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

11 Poteri e funzioni del commissario liquidatore
dell’impresa e sull’andamento della gestione accompagnata da un rapporto del comitato di sorveglianza. La relazione, per l’attivo, deve indicare le disponibilità liquide ricavate dalle vendite e i beni non ancora liquidati con il valore di possibile realizzo. I debiti devono essere iscritti secondo il grado di privilegio, sono poi indicati i crediti in tutto o in parte già soddisfatti Qualora incorra in responsabilità civile o penale, ovvero si verifichino situazioni di incompatibilità o incapacità a ricoprire l’ufficio, l’autorità di vigilanza ne dispone la revoca. A pena di illegittimità, la revoca deve essere preceduta da una fase istruttoria, nell’ambito della quale deve essere sentito il commissario liquidatore. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

12 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Gli organi della procedura: il Comitato di sorveglianza (artt. 198, 201, 204, 205, 206, 210, 212, 214, l.fall.) È nominato dall’autorità di vigilanza ed è composto da 3 o 5 membri (art. 198 l.fall.). Se il presidente non viene nomineto nel provvedimento, alla sua designazione provvederà il comitato stesso. È ritenuto un organo portatore di interessi pubblici ed ha essenzialmente funzioni di controllo e consultive ed è caratterizzato dal fatto che deve essere composto da persone “particolarmente esperte nel ramo di attività esercitato dall’impresa” e solo “possibilmente” da persone scelte tra i creditori. Con riferimento al compenso non troviamo una disciplina comune, in quanto viene stabilito dalle leggi speciali. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

13 L’apertura della procedura
La procedura di LCA si apre con un decreto ministeriale, provvedimento amministrativo emanato dall’Autorità governativa che amministra il settore in cui opera l’impresa. A tale provvedimento si affianca la sentenza che accerta lo stato di insolvenza. Alla procedura di LCA si applica la Legge n. 241/90 i cui artt. 7 e 8 pongono a carico dell’amministrazione l’obbligo di dare comunicazione dell’avvio del procedimento al destinatario degli effetti diretti del provvedimento finale. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

14 Il provvedimento amministrativo di apertura della liquidazione
generalità Autorità governativa che apre la LCA; individuazione dell’impresa nei cui confronti si è aperta la LCA; nomina di uno o più commissari liquidatori; nomina membri comitato di sorveglianza; ragioni dell’apertura del procedimento; indicazioni di eventuali ulteriori forme di pubblicità; la data; la firma dei legali rappresentanti dell’autorità governativa che apre la procedura. CONTENUTO La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

15 Il provvedimento amministrativo di apertura della liquidazione
Il provvedimento di liquidazione è integralmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana entro 10 gg dalla sua pronuncia, a cura dell’Autorità che l’ha emesso. Deve inoltre essere comunicato all’ufficio del Registro Imprese. Il provvedimento può essere impugnato dinanzi al giudice amministrativo e/o revocato da parte della stessa Autorità che l’ha emesso. FORME DI PUBBLICITA’ (art. 197, l.fall.) La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

16 Il provvedimento amministrativo di apertura della liquidazione
Tutti gli effetti del provvedimento si realizzano con la sola pronuncia, senza che rilevi il compimento delle forme di pubblicità previste. Ai sensi dell’art. 200, l.fall., cessano le funzioni delle assemblee e degli organi di amministrazione e di controllo salvo l’eccezione prevista dall’art. 241 l.fall. Sempre dalla data del provv.to si applicano le norme: che disciplinano la struttura del passivo; che regolano la legittimazione dei creditori a partecipare al concorso; gli effetti del fallimento sui rapporti giuridici precedenti; l’esercizio dell’azione revocatoria ordinaria da parte del giudice. EFFETTI (artt. 200, 201, l.fall.) La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

17 La Liquidazione Coatta Amministrativa
La sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza (artt. 195, 202, 203, l.fall.) ACCERTAMENTO DELLO STATO DI INSOLVENZA PREVENTIVO RISPETTO ALL’APERTURA DELLA LCA (art. 195, l.fall.) ACCERTAMENTO DELLO STATO DI INSOLVENZA SUCCESSIVO RISPETTO ALL’APERTURA DELLA LCA (art. 202, l.fall.) La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

18 Accertamento preventivo dello stato d’insolvenza (art. 195, l.fall.)
Lo stato d’insolvenza è dichiarato dal Tribunale nella cui circoscrizione l’impresa ha la sede principale, su iniziativa di uno o più creditori ovvero dall’autorità che esercita la vigilanza sull’impresa o di questa stessa. La legittimazione passiva spetta all’imprenditore, al quale deve essere consentito il pieno ed effettivo diritto di difesa. Ai sensi dell’art. 202, l.fall., la domanda deve essere proposta con ricorso e la decisione è assunta con sentenza in camera di consiglio. Prima della sentenza, il tribunale deve sentire, con le modalità previste dall’art, 15, l.fall., l’autorità di vigilanza e l’impresa. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

19 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Se il tribunale rigetta il ricorso, avverso tale decreto è ammesso reclamo ex art. 22, l.fall. Ove, invece, proceda con la dichiarazione dello stato di insolvenza, nella stessa sentenza o con decreto successivo, lo stesso adotta i provvedimenti conservativi che ritenga opportuni nell’interesse dei creditori sino all’inizio della procedura di liquidazione (art. 195, comma 2, l.fall.). La sentenza è comunicata entro 3 gg all’autorità competente perché disponga la liquidazione (art. 195, comma 4, l.fall.). Il provvedimento che accerta lo stato di insolvenza rappresenta, inoltre, il momento costitutivo di eventuali illeciti penali commessi anteriormente. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

20 Accertamento successivo dello stato di insolvenza (art. 202, l.fall.)
L’accertamento dello stato di insolvenza può essere successivo, senza limiti temporali, all’apertura della LCA, alla sola condizione che l’insolvenza sia anteriore rispetto all’instaurazione della procedura (art. 202, l.fall.). In questo caso legittimati al ricorso sono il commissario liquidatore ed il p.m., e si osservano le medesime regole procedurali di cui all’art. 195, commi 2-6, l.fall. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

21 Effetti della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza
In entrambi i casi la sentenza ha efficacia costitutiva e produce i suoi effetti dalla pubblicazione (deposito in cancelleria). Devono essere adottate le forme di notificazione e pubblicazione previste dall’art. 17, l.fall.: notificazione, su richiesta del cancelliere, ai sensi degli artt. 137 ss c.p.c., al debitore e al p.m.; comunicazione per estratto, ai sensi dell’art c.p.c., al commissario liquidatore e al ricorrente; annotazione presso l’ufficio del Registro delle Imprese La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

22 La Liquidazione Coatta Amministrativa
A norma dell’art. 203, l.fall., solo dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza potrà farsi valere l’inefficacia degli atti a titolo gratuito (art. 64 l.fall.) e dei pagamenti anteriormente eseguiti per debiti non scaduti (art. 65, l.fall.), gli uni e gli altri se eseguiti dal debitore nel biennio antecedente. Sempre dopo la sentenza potrà essere esercitata l’azione revocatoria fallimentare avverso gli atti disposizione compiuti nel c.d. periodo sospetto. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

23 I mezzi di impugnazione (artt. 195, 197, l.fall.)
DEL PROVV.TO DI APERTURA DELLA LCA (art. 197, l.fall.) Può essere impugnato dinanzi al giudice amministrativo territorialmente competente in relazione all’amministrazione che l’ha emesso. La proposizione del ricorso: non sospende la procedura liquidatoria; né comporta la sospensione del procedimento giurisdizionale per la dichiarazione dello stato di insolvenza. Il contraddittorio dovrà svolgersi sia nei riguardi dell’autorità governativa che del commissario liquidatore. L’accoglimento dell’impugnazione determina la caducazione del provv.to di LCA, salvo che questa sia stata disposta anche per altre motivi, senza che ciò produca effetti sulla eventuale pronuncia di accertamento dello stato di insolvenza. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

24 I mezzi di impugnazione (artt. 195, 197, l.fall.)
DELLA SENTENZA DICHIARATIVA DELLO STATO DI INSOLVENZA (art. 195, l.fall.) Avverso tale sentenza è ammesso, entro 30 gg dalla data della notificazione della sentenza, per l’imprenditore, o dall’iscrizione nel Registro delle Imprese, per tutti gli altri interessati, l’impugnazione mediante reclamo avanti la Corte d’appello territorialmente competente ai sensi dell’art. 195, comma 5, l.fall. Nel giudizio di reclamo sono litisconsorzi necessari il commissario liquidatore e i creditori istanti con esclusione dell’autorità governativa competente. In caso di accoglimento la Corte d’appello revoca la dichiarazione d’insolvenza con sentenza notificata al commissario liquidatore, ai creditori istanti e all’impresa in LCA. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

25 I mezzi di impugnazione (artt. 195, 197, l.fall.)
DEL DECRETO MOTIVATO CHE RIGETTA L’ISTANZA DI ACCERTAMENTO DELLO STATO DI INSOLVENZA (art. 195, l.fall.) Avverso tale decreto i ricorrenti potranno proporre reclamo ai sensi dell’art. 22, l.fall., entro 30 gg. Nell’ipotesi in cui accolga tale reclamo, la Corte d’appello non dichiara lo stato di insolvenza e rimette gli atti al tribunale affinché quest’ultimo provveda in tal senso con sentenza. Avverso la sentenza della Corte d’appello si può esperire ricorso per cassazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

26 L’accertamento del passivo (artt. 207, 208 e 209, l.fall.)
2 fasi: Fase 1: Si svolge al di fuori dell’ambito giurisdizionale ed è diretta dal commissario liquidatore il quale: effettua verifiche della contabilità; dà comunicazione degli esiti delle suddette verifiche ai creditori; recepisce le loro osservazioni e deposita lo stato passivo rendendolo esecutivo senza che sia necessario l’intervento dell’autorità giurisdizionale. Fase 2: Prevede, mediante rinvio alla disciplina fallimentare, in sede di riesame, un intervento giurisdizionale. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

27 Fase amministrativa (art. 207, l.fall.)
Entro un mese dalla nomina, il commissario liquidatore deve comunicare, tramite PEC, a ciascun creditore l’importo del singolo credito risultante dalle scritture contabili e dalla documentazione dell’impresa. Analoga comunicazione deve essere eseguita a coloro che possono far valere, sui beni mobili posseduti dall’impresa, domande di rivendicazione, restituzione e separazione. Entro 15 gg dalla ricezione, i creditori hanno la possibilità di far pervenire, sempre tramite PEC, al commissario le proprie osservazioni ed istanze. L’irregolarità del mancato invio della comunicazione, nonché l’esclusione del credito dall’elenco di cui all’art. 209, l.fall., devono essere fatte valere mediante l’opposizione allo stato passivo, ai sensi degli artt. 98 e 99, l.fall. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

28 I creditori non destinatari della comunicazione (art. 208, l.fall.)
I creditori pretermessi e i terzi ex art. 103, l.fall., che non abbiano ricevuto la comunicazione, possono chiedere mediante raccomandata, entro 60 gg dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provv.to che ordina la LCA, il riconoscimento del loro credito o la restituzione dei loro beni, comunicando, inoltre, il loro indirizzo PEC. Queste istanze non hanno natura di domanda giudiziale, di conseguenza: non producono gli effetti di cui all’art. 94, l.fall.; il loro accoglimento non comporta la formazione di un giudicato. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

29 La formazione dello stato passivo (art. 209, l.fall.)
Salvo che le leggi speciali non stabiliscano un termine maggiore, entro 90 gg dal provvedimento di liquidazione, il commissario liquidatore deve formare l’elenco dei crediti ammessi o respinti e delle domande di rivendicazione, restituzione e separazione su cose mobili possedute dall’impresa accolte o respinte. Il commissario trasmette, a mezzo PEC, l’elenco dei creditori ammessi o respinti a coloro la cui pretesa non sia in tutto o in parte ammessa e contestualmente provvede al suo deposito in cancelleria Tale deposito rende l’elenco esecutivo. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

30 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Lo stato passivo deve contenere l’indicazione analitica di tutti i crediti ammessi e la somma a ciascuno riconosciuta, con specificazione dei diritti di prelazione spettanti e l’ordine dei privilegi. Molto spesso accade che il commissario non rispetti il termine per il deposito dell’elenco. Per porre rimedio al pregiudizio arrecato agli interessi dei creditori, si riconosce a questi ultimi e all’impresa posta in LCA, in caso di ingiustificato ritardo da parte del commissario, la possibilità di far valere la responsabilità dello stesso. La società potrà ricorrere prima all’autorità di vigilanza, poi in via giurisdizionale al giudice amministrativo. Per le impugnazioni, le domande tardive di crediti e le domande di rivendica e di restituzione, l’art. 209, l.fall. rinvia a quanto disposto dagli artt. 98, 99, 101 e 103, l.fall. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

31 Le domande tardive (artt. 101, 109, comma 2, l.fall.)
Sono considerate tardive, ai sensi dell’art. 101, l.fall., le domande di ammissione trasmesse al curatore oltre il termine di 30 gg prima dell’udienza per la verifica del passivo e non oltre quello di 12 mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo. Evitando l’applicazione letterale dell’art. 101, l.fall. si ritiene che le insinuazioni tardive, in una prima fase, debbano essere trattati processualmente come le tempestive. Non è semplice stabilire quale rimedio abbia a disposizione il creditore il cui credito non sia stato ammesso per intero. L’insinuazione tardiva può essere proposta solo ove non si traduca in una opposizione allo stato passivo già formato. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

32 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Qualora, pertanto, il creditore abbia proposto domanda di ammissione al passivo o formulato le osservazioni di cui all’art. 207 dovrà opporsi, ai sensi dell’art. 98, l.fall., perché il provvedimento di esclusione avrebbe valore di rigetto. Se, viceversa, un creditore non risulta iscritto nell’elenco depositato non può proporre opposizione, mancando un provvedimento da impugnare, né potendosi l’omessa inserzione nell’elenco considerare un provvedimento implicito di esclusione, bensì potrà solo insinuarsi tardivamente. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

33 La fase di liquidazione
LA REALIZZAZIONE DELL’ATTIVO (art. 210, l.fall.) Il commissario liquidatore procede alla vendita dell’attivo disponendo di tutti i poteri necessari a tal fine. Ha ampia autonomia nelle decisioni tranne che per la vendita di beni immobili o di blocchi di beni mobili per le quali deve ottenere la previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza e il parere positivo del comitato di sorveglianza. Il commissario liquidatore non è tenuto né a seguire le procedure competitive di vendita di cui all’art. 107, l.fall., né a predisporre un previo programma di liquidazione ex art. 104-ter, l.fall. Può, inoltre, vendere a un prezzo superiore o inferiore alla stima effettuata da parte di tecnici qualora, sulla base di circostanze obiettive, risulti evidente l’opportunità e la convenienza di distaccarsi da detti valori di stima. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

34 Realizzazione dell’attivo per mezzo dell’alienazione di beni
Un problema concerne la cancellazione delle ipoteche e/o dei pignoramenti eventualmente gravanti sui beni venduti qualora il creditore non vi acconsenta spontaneamente. Vi sono diverse tesi: secondo una prima tesi, avvallata anche dalla giurisprudenza, a vendita perfezionata i creditori sarebbero obbligati a prestare consenso alla cancellazione. Se il creditore non ottempera a tale obbligo, questo potrà essere fatto valere giudizialmente dal commissario; secondo un’altra tesi, il giudice deve emettere provv.to di cancellazione dell’ipoteca ex art. 586 c.p.c.; altri ancora sostengono che il commissario deve rimettere il procedimento di vendita al tribunale che provvede analogamente al fallimento ex art. 108, l.fall.; altri sostengono che sarebbe l’autorità amm.va a dover disporre la cancellazione; altri ancora sostengono che il potere di cancellazione delle ipoteche sia attribuito al commissario previa approvazione dell’autorità di vigilanza. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

35 Le obbligazioni dei soci (art. 210, comma 2, l.fall.)
Nella fase di liquidazione, il commissario liquidatore ha anche il potere di agire per la riscossione dei crediti. Per una società con soci a responsabilità limitata, il commissario può chiedere, senza preventiva autorizzazione da parte dell’autorità di vigilanza, al presidente del tribunale l’emissione di decreto ingiuntivo volto a conseguire l’esecuzione dei versamenti ancora dovuti da detti soci o dei precedenti titolari delle quote o azioni. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

36 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Altri strumenti per il recupero dell’attivo (artt. 104-bis, 105, 106, l.fall.) Il commissario liquidatore ha la possibilità di procedere all’affitto e alla vendita dell’azienda o di un ramo della stessa, conformemente a quanto disposto dagli artt. 104-bis e 105, l.fall. per il fallimento. L’affitto d’azienda non richiede la previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza né del comitato di sorveglianza, salvo quando tale fase sia prodromica alla successiva cessione del complesso aziendale o del ramo, operazione quest’ultima legittima solo in presenza di previa autorizzazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

37 Impugnazione degli atti della liquidazione
Le controversie concernenti le scelte, le tempistiche e le modalità della liquidazione sono soggette al controllo di legittimità da parte del giudice amministrativo; rimane ferma la giurisdizione del giudice ordinario allorché i singoli atti di liquidazione incidano su posizioni di diritto soggettivo. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

38 Le azioni revocatorie fallimentari (art. 203, l.fall)
L’art. 203, l.fall. prevede che alla LCA si applichino tutte le disposizioni dettate per il fallimento in materia di effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori e, quindi, soprattutto in materia di azioni revocatorie. Va desunto dall’art c.c., e, poiché per l’esercizio dell’azione revocatoria sono indispensabili la nomina del liquidatore e la dichiarazione giudiziale dello stato di insolvenza, il termine di prescrizione decorre dalla data in cui sussistono congiuntamente entrambi i presupposti. TERMINE DI PRESCRIZIONE Decorre in ogni caso (a ritroso) dalla data del decreto ministeriale di liquidazione, sia quando questo precede che quando segua la dichiarazione dello stato di insolvenza. PERIODO SOSPETTO La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

39 La ripartizione dell’attivo (artt. 111, 113, 212, l.fall.)
Ai sensi dell’art. 212 l.fall., le somme ricavate dalla fase di liquidazione dell’attivo sono distribuite ai creditori secondo l’ordine stabilito dell’art. 111, l.fall. Sempre lo stesso articolo prevede che il commissario liquidatore, previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza e ottenuto il parere favorevole del comitato di sorveglianza, possa distribuire a tutti i creditori, o parte di essi: Si tratta di attribuzioni provvisorie e revocabili, quindi possono essere oggetto di richiesta di restituzione. ACCONTI PARZIALI Si differenziano dagli acconti in quanto presuppongono la necessaria definitività dello stato passivo e sono, quindi, distribuzioni definitive e irretrattabili. Non possono in ogni caso superare l’80% delle somme complessivamente da ripartire RIPARTIZIONI PARZIALI La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

40 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Le domande tardive Il creditore che si sia insinuato tardivamente non concorre, salvi i diritti di prelazione, sulle somme distribuite in precedenza ma esclusivamente sulle somme ancora da distribuire. Se il ritardo è dovuto a causa non imputabile al creditore tardivo, egli sarà comunque ammesso a prelevare le quote che sarebbero state di sua spettanza nelle precedenti ripartizioni. La valutazione sulla non imputabilità spetta al commissario liquidatore e, nel caso in cui la richiesta non venga accolta, il creditore potrà proporre ricorso in sede di deposito del piano finale di ripartizione ex art. 213 l.fall. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

41 La chiusura della procedura (art. 213, l.fall.)
La procedura di LCA si chiude secondo le seguenti modalità: ripartizione finale dell’attivo; concordato. Ai sensi dell’art. 213, l.fall., prima dell’ultimo riparto ai creditori, il commissario liquidatore redige: il bilancio finale di liquidazione; il conto della gestione, allegato al bilancio di liquidazione; il piano di riparto, allegato al bilancio di liquidazione. Tali documenti, unitamente alla relazione del comitato di sorveglianza, sono sottoposti al vaglio dell’autorità amministrativa di vigilanza. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

42 La chiusura della procedura (art. 213, l.fall.)
L’autorità, dopo aver verificato la correttezza formale e sostanziale dei documenti, autorizza il deposito del bilancio finale di liquidazione, con il conto della gestione e il piano di riparto, e della relazione del comitato di sorveglianza presso la cancelleria del tribunale e liquida il compenso al commissario. Dell’avvenuto deposito è data comunicazione, a cura del commissario liquidatore, ai creditori ammessi al passivo e ai creditori prededucibili ed è data notizia mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati dall’autorità che vigila sulla liquidazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

43 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Le contestazioni e le impugnazioni del bilancio finale (art. 213, comma 3, l.fall.) Gli interessati possono proporre le loro contestazioni entro 20 gg dalla comunicazione fatta dal commissario liquidatore, per i creditori, e dalla inserzione nella Gazzetta Ufficiale per ogni altro interessato. Le contestazioni sono effettuate con ricorso dinanzi al tribunale e comunicate dal cancelliere agli organi della procedura, i quali entro 20 gg possono presentare le loro osservazioni sulle contestazioni. il debitore; i soci della società sottoposta a LCA; i creditori. Legittimati attivi alla present. delle contestaz. Legittimato passivo il commissario liquidatore La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

44 La Liquidazione Coatta Amministrativa
Le contestazioni e le impugnazioni del bilancio finale (art. 213, comma 3, l.fall.) A seguito della presentazione delle contestazioni si instaura un vero e proprio giudizio di cognizione che si svolge secondo la disciplina contenuta nel c.p.c. Qualora sia decorso senza contestazioni il suddetto termine di 20 gg, il bilancio finale di liquidazione, il conto della gestione e il piano di riparto si considerano approvati. Sulla base degli stessi, il commissario potrà quindi procedere alle ripartizioni finali tra i creditori e provvede alla chiusura della procedura. Nello stesso senso opera la sentenza passata in giudicato che decide delle contestazioni, rappresentando anch’essa un atto di chiusura della liquidazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

45 Il riparto finale (art. 212, l.fall.)
La disciplina della LCA rinvia alla normativa del fallimento con riferimento alla ripartizione dell’attivo ricavato a seguito della procedura e, in particolare: all’art. 111, sulle modalità di distribuzione dell’attivo; all’art. 112, in tema di disciplina delle domande tardive; all’art. 113, relativamente alle ripartizioni parziali. Le somme ricavate dalla liquidazione dovranno pertanto essere erogate per il pagamento dei creditori nel seguente ordine: La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

46 Il riparto finale (art. 212, l.fall.)
crediti prededucibili: sono tali quelli così definiti dalla legge e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla legge fallimentare; crediti ammessi con prelazione sulle cose vendute secondo l’ordine assegnato dalla legge; creditori chirografari. Anche nella LCA vige il principio della stabilità delle ripartizioni già effettuate e le ripartizioni non sono ripetibili. Devono essere trattenute e non possono essere ripartite le somme ritenute necessarie per spese future, per soddisfare il compenso del commissario liquidatore e ogni altro debito prededucibile, cos’ come devono essere trattenute e depositate le somme ricevute dalla procedura per effetto di provv.ti provvisoriamente esecutivi e non ancora passati in giudicato. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

47 La cancellazione dal Registro delle Imprese
Coerentemente con la finalità liquidativa della procedura, approvato definitivamente il bilancio finale di liquidazione ed il piano di riparto, il commissario liquidatore chiede la cancellazione della società dal Registro delle Imprese nonché il deposito dei libri sociali presso il Registro stesso. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

48 Il deposito delle somme non riscosse (art. 117, l.fall.)
Nell’ipotesi in cui i creditori non si presentino per la riscossione ovvero siano irreperibili, le somme agli stessi dovute sono depositate sul conto corrente intestato alla procedura aperto presso un ufficio postale o una banca scelti dal commissario liquidatore. Decorsi 5 anni dal deposito, le somme non riscosse e i relativi interessi possono essere richieste dagli altri creditori rimasti insoddisfatti. Le somme non riscosse e non richieste da altri creditori rimasti insoddisfatti sono versate, a cura del depositario all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del MEF, ad apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero della Giustizia. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

49 Il residuo attivo a seguito della liquidazione (art. 117, l.fall.)
Nel caso, invece, sussista un residuo attivo, la normativa relativa al fallimento non può essere applicata letteralmente alla LCA, ma il commissario liquidatore è chiamato ad un riparto supplementare a favore dei creditori che non abbiano fruito del riparto concorsuale. Solo a seguito del pagamento dei crediti dei creditori non soddisfatti nella procedura concorsuale, il commissario liquidatore potrà affrontare il problema ulteriore di una ripartizione a soci o di una devoluzione a terzi del residuo attivo rinveniente dalla liquidazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

50 Il concordato (art. 214, l.fall.)
Il D.lgs 169/2007 ha innovato l’istituto del concordato nella LCA attraverso l’esplicito rinvio a numerose disposizioni dettate in tema di concordato fallimentare. Norme applicabili: artt. 2, 3, 124 ss, 195, 196, 214, l.fall. Ai sensi dell’art. 214, l.fall., l’autorità che vigila sulla liquidazione, su parere del commissario liquidatore, sentito il comitato di sorveglianza, può autorizzare l’impresa in LCA, uno o più creditori o un terzo a proporre al tribunale un concordato. Il deposito della proposta nella cancelleria del tribunale competente costituisce richiesta di omologazione. Dopo il deposito, il commissario provvede a comunicare la proposta di concordato ai creditori ammessi al passivo, a mezzo PEC, in mancanza, a mezzo raccomandata o fax. Vengono poi richiamati gli artt. 129,130 e 131, l.fall. in tema di omologazione, efficacia e reclamo del concordato e del decreto di omologazione. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

51 La Liquidazione Coatta Amministrativa
La decisione sulla proposta e le opposizioni (art. 214, comma 3, l.fall.) La proposta di concordato non è oggetto di voto dei creditori, questi e i terzi interessati possono solo svolgere opposizione nel termine di 30 gg decorrente, per i creditori, dalla comunicazione del commissario liquidatore, e per gli altri, dal compimento delle forme pubblicitarie previste dall’art. 214, l.fall. Su tali opposizioni, sentito il parere vincolante dell’autorità di vigilanza ed espletata, se necessaria, una fase istruttoria anche ufficiosa, il tribunale provvede con decreto motivato. In assenza di opposizioni, il tribunale dovrà limitarsi a valutare la proposta, verificandone i contenuti e i requisiti di legge. In tal caso, il decreto di omologazione non è reclamabile. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

52 Effetti del concordato omologato (art. 214, comma 5, l.fall.)
L’art. 214, l.fall. richiama l’art. 130, l.fall. il quale dispone che la proposta di concordato acquista efficacia dal momento in cui decorrono i termini per l’opposizione all’omologazione o dal momento in cui non è più possibile proporre impugnazioni previste dall’art. 129, l.fall. L’esecuzione del concordato è monitorata dal commissario liquidatore e dal comitato di sorveglianza che proseguono nel loro incarico anche dopo l’omologazione, seppur con funzioni in parte circoscritte. Adempiuto il concordato, l’impresa riacquisisce la piena disponibilità del patrimonio. Quindi la società non si estingue, ma prosegue nell’esercizio della propria attività, se tale esercizio sia ammessa dalla legge. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

53 La Liquidazione Coatta Amministrativa
La risoluzione per inadempimento e l’annullamento del concordato (art. 215, l.fall.) RISOLUZIONE ANNULLAMENTO L’inadempimento del concordato impone al commissario di chiedere al tribunale di pronunciarne la risoluzione. La sentenza di accoglimento è provvisoriamente esecutiva e va comunicata immediatamente all’autorità di vigilanza. Il reclamo nei confronti di tale sentenza può essere proposto dinanzi alla Corte d’appello territorialmente competente nelle forme e secondo le procedure dell’art. 18, l.fall. Il concordato può essere annullato su istanza del commissario liquidatore o dei creditori, legittimati a proporre ricorso nei confronti del debitore solo quando risulti che è stato dolosamente esagerato il passivo ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo. Il secondo comma dell’art. 215, l.fall. rinvia espressamente alla procedura dettata dall’art. 138, l.fall. in punto di annullamento del concordato fallimentare. RIAPERTURA DELLA LCA L’autorità di vigilanza ha il compito di adottare i provv.ti che ritiene necessari, richiamando in carica il commissario e il comitato di sorveglianza, adottando al contempo le misure opportune La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013

54 Le principali differenze tra fallimento e LCA
natura della procedura; ripartizioni e acconti parziali; procedura da seguire in presenza di residuo attivo; procedura da seguire in mancanza di attivo (art. 2 Legge 400/..); relazione ex art 33 l.fall.; redazione programma di liquidazione art. 104-ter l.fall. La Liquidazione Coatta Amministrativa 13 Dicembre 2013


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