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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI Del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” “Amedeo Avogadro” Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di laurea in Infermieristica.

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2 1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI Del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” “Amedeo Avogadro” Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di laurea in Infermieristica sede formativa di Alba sede formativa di Alba Versione zero Corso integrato di Scienze della prevenzione e dei servizi sanitari Scienze infermieristiche generali 4 (metodologia educativa) docente Dott. A.F.D. Sergio Tesio

3 2 “Noi dobbiamo seminare. Sicuramente non germoglierà tutto, ma a noi basta che germogli un seme. Questo porterà degli altri frutti che produrranno degli altri semi. Se tu credi in una strada, devi “fare”, ci saranno mille persone che non crederanno, ne basta una, la vita è una catena aperta …” (Lucrezia De Domizio Durini, 1991, il cappello di feltro, Caret Segrete, pag.119

4 3 Obiettivi didattici del docente: stimolare la comunicazione utilizzare le informazioni per individuare i propri bisogni d’informazione riconoscere se stesso come parte attiva, risorse che partecipano al cambiamento finalizzare le conoscenze teoriche ad un ambito pratico d’interesse stimolare la valutazione della propria performance nell’ambito della promozione della salute

5 4 Obiettivi didattici del docente: promuovere e sviluppare la cultura professionale (quali portatori d’interesse e facilitatori al cambiamento) sviluppare capacità di adattamento agli specifici mutamenti senza perdere di efficacia “stimolare e orientare l’apprendimento sulle situazioni concrete” (sui problemi di vita e di lavoro) (sui problemi di vita e di lavoro)

6 5 IL campo è attraverso le nostre narrazioni che costruiamo una versione di noi stessi nel mondo ed è attraverso la sua narrativa che una cultura fornisce ai suoi membri i modelli d’identità e capacità di azione … (Bruner, 1997). … è attraverso le nostre narrazioni che costruiamo una versione di noi stessi nel mondo ed è attraverso la sua narrativa che una cultura fornisce ai suoi membri i modelli d’identità e capacità di azione … (Bruner, 1997).

7 6 IL campo Il Pensiero passato Il contesto La relazione La ricerca Il progetto Il Pensiero oggi Il cambiamento Io Configurazione dell’intero sistema, gli elementi che si organizzano

8 7 Nec manus, nisi intellectus, nisi intellectus, sibi permisum, multum valent sibi permisum, multum valent Né la mano, né l’intelletto, ha l’una senza l’altro, grande valore Il trapassato

9 8 Per spiegare il pensiero che ha sostenuto la mia motivazione ad agire le possibilità intellettuali sono il prodotto della storia come del contesto in cui si vive L’azione realizza il pensiero.

10 9 Io conoscenza ruolo motivazione esperienza Topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni Ambiente di vita e di lavoro La topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni oggi

11 10 “non sarà il più forte o il più intelligente che sopravviverà, ma quello che sarà più capace di modificarsi” (Charles Darwin ) sviluppare un adattamento al contesto in cui si vive per non esserne vittima... … sviluppare un adattamento al contesto in cui si vive per non esserne vittima... oggi

12 11 … sentirsi elemento promotore e partecipe al cambiamento oggi Le proprie esperienze e conoscenze siano il contributo alla continuità “nell’Essere e nell’Esistere”

13 12 Con chi Dove andare perchéperché Come fare quandoquando IO

14 13 L’IO è indispensabile per studiare l’ambiente comportamentale del soggetto

15 14 L’IO è condizionato dalle forze dell’ambiente Intenzioni, aspirazioni, decisioni, bisogni, emozioni, forze, barriere, confini Intenzioni, aspirazioni, decisioni, bisogni, emozioni, forze, barriere, confini Un progetto Il campo psicologico dipende da Mette in locomozioni e comunicazioni

16 15 Concetto di IO Topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni quella totalità psichica che costituisce un’individualità strutturale, dotata di un’unità dinamica e che dimostra di avere un elevato grado d’indipendenza quella totalità psichica che costituisce un’individualità strutturale, dotata di un’unità dinamica e che dimostra di avere un elevato grado d’indipendenza La topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni

17 16 Si dirige sempre sempre da qualche parte da qualche parte Si dirige sempre sempre da qualche parte da qualche parte L’IoL’Io

18 17 Topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni Ambiente comportamentale del soggetto l’insieme di atti che sono il frutto di esperienza diretta di esplorazione di esplorazione di conoscenza di conoscenza permettono di produrre un comportamento permettono di produrre un comportamento La topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni

19 18 Topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni La topologia dello spazio vitale rappresenta le mie trasformazioni Io componente di un gruppo come parte di una società Il gruppo come totalità dinamica

20 19 qualcosa di diverso dalla somma degli individui che lo compongono; esso è un fenomeno unitario che supera la specificità e l’apporto dei singoli individui nel loro stare insieme esso è un fenomeno unitario che supera la specificità e l’apporto dei singoli individui nel loro stare insieme Il gruppo il gruppo di appartenenza e la cultura condizionano ampiamente lo stile di vita personale dell’individuo, nonché la direzione e l’efficacia dei suoi programmi. (Articolo di cronaca muratori,cottimo e stress)

21 20 Muratori, cottimo e stress la cocaina invade i cantieri DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI BRESCIA - Si drogano per abbattere la fatica. E aumentare la produttività. Tirano cocaina e ingrossano lo stipendio. Si sentono indistruttibili. Sgobbano anche quindici ore di fila in cantiere. Dall´alba fino a sera. Da lunedì a venerdì. Poi, il fine settimana, si devastano nei locali. Ancora polvere bianca, e alcool. Stavolta per sballare. E così l´orologio gira alla rovescia: in giro la notte, a letto, sfatti, di giorno. È il doping dei nuovi muratori. Una generazione avvelenata cresciuta nel Nord onnivoro e opulento, dove il cemento non dà solo da vivere. … commento

22 21 La gente si sforza di essere produttiva e di migliorare le proprie condizioni di vita allo scopo di soddisfare i propri bisogni e di godere di tutte le opportunità per perseguire la felicità e l’appagamento gli altri Tutto ciò richiede di rivedere gli obiettivi

23 22 Dallo studio del pensiero e dalle sue realizzazioni derivano le valenze e le strategie che una persona può utilizzare per sviluppare la nascita di un gruppo, per farlo crescere e agire attivando al suo interno nuove e positive dinamiche e, all’esterno, modificando la dimensione socioculturale nel quale esso vive. all’esterno, modificando la dimensione socioculturale nel quale esso vive. Dal pensiero all’azione chi – cosa? E allora

24 23 Sintesi Sintesi dai concetti filosofici e psicosociali dai concetti filosofici e psicosociali Sintesi Sintesi dai concetti filosofici e psicosociali dai concetti filosofici e psicosociali per esistere come individui e professionisti Spazio di vita di una persona in un campo dinamico formiamo l’essere con lo studio

25 24 Risolvere Spiegare unprogettoper significa conoscere, prevedere le condizioni, accertare se accade l’evento desiderato, guidarlo, controllarlo Sensibilizzare Realizzare Conoscere Realizzare un qualcosa o risolvere un problema, attraverso

26 25 Dimensione pratica Si tratta di decidere il cosa, il come, il perché, il chi, il dove, e il quando. Si tratta di decidere il cosa, il come, il perché, il chi, il dove, e il quando. Dimensione teorica

27 26 Paradigma concettuale della promozione della salute della promozione della salute di F. E. Aboud (1998) di F. E. Aboud (1998) Paradigma concettuale della promozione della salute della promozione della salute di F. E. Aboud (1998) di F. E. Aboud (1998) n Consiste in un’azione politica, sociale e educativa che rafforza la consapevolezza pubblica della salute, n incentiva gli stili di vita sani, n l’azione della comunità in favore della salute n Consiste in un’azione politica, sociale e educativa che rafforza la consapevolezza pubblica della salute, n incentiva gli stili di vita sani, n l’azione della comunità in favore della salute Il cosa

28 27 Concetto chiave nella promozione della salute nella promozione della salute di F. E. Aboud (1998) di F. E. Aboud (1998) Concetto chiave nella promozione della salute nella promozione della salute di F. E. Aboud (1998) di F. E. Aboud (1998) rendere le persone “potenti” nell’esercitare i propri diritti e responsabilità nel modellare gli ambienti, i sistemi e le politiche che conducono alla salute e al benessere nel modellare gli ambienti, i sistemi e le politiche che conducono alla salute e al benessere Il cosa

29 28 uno stato di completo benessere fisico mentale e sociale uno stato di completo benessere fisico mentale e sociale Orientamento è dato dall’OMS che definisce la salute la salute Il cosa

30 29 La promozione della salute si occupa di migliorare la condizione di salute e della comunità Dell’individuo

31 30 La promozione della salute è il processo che permette alla gente di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla La promozione della salute è il processo che permette alla gente di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla OMS nella Carta di Ottawa definisce definisce

32 31 per migliorare è necessario per migliorare è necessario Rafforzare il controllo sulla propria salute E sui fattori determinanti che la influenzano

33 32 Fattori determinanti La salute è il prodotto dell’interdipendenza tra individuo e i sottosistemi dell’ecosistema

34 33 È influenzato dalla cultura, l’occupazione, l’istruzione, il reddito e le reti sociali e comunitarie

35 34 Deve offrire le condizioni economiche e sociali che facilitino gli stili di vita sani

36 35 Fornire informazioni e consentire l’acquisizione di abilità necessarie nel prendere decisioni riguardo il proprio comportamento

37 36 Offrire la possibilità di scelta fra beni e servizi che favoriscano la salute

38 37 essere “potenti” nel controllo sulle determinanti della nostra salute siano esse ambientali o comportamentali

39 38 Il punto di partenza della promozione della salute è l’approccio educativo L’educazione alla salute cerca di rendere le persone consapevoli di accrescere la preoccupazione stimolare l’azione Il come

40 39 L’educazione alla salute agisce sulle azioni volontarie che le persone possono compiere autonomamente individualmente o collettivamente, per la propria salute o per la salute altrui e il bene comune della collettività Il come

41 40 Si specifica che l’educazione alla salute agisce sulle azioni volontarie Perché si propone di favorire il cambiamento senza ricorrere a mezzi coercitivi e con la piena consapevolezza e accettazione degli scopi. Il come

42 41 l’educazione alla salute mira a Modificare comportamenti specifici dei singoli, dei gruppi e delle comunità per raggiungere gli effetti voluti Il come

43 42 Il focus dell’educazione alla salute è Modificare i comportamenti i fattori intrapersonali come gli atteggiamenti le credenze Il come

44 43 Definizione di educazione alla salute (di Green 1990) ogni combinazione di esperienze di apprendimento che mirano a predisporre, facilitare e rinforzare gli adattamenti volontari del comportamento di salute individuale e collettivo. Il come

45 44 I termini per cogliere la natura distinta dei fattori ai quali l’educazione alla salute si rivolge (Green Kreuter 1999) Il come Fattori predisponenti conoscenze, atteggiamenti, credenze, i valori fattori facilitanti o abilitanti quelli che rendono accessibili le risorse necessarie per il cambiamento le leggi, i servizi, le abilità... fattori rinforzanti ricompense e il sostegno dei pari, famiglia, insegnanti operatori sanitari

46 45 Definizione di educazione alla salute (di F. E. Aboud 1998) Il come Processo che include dimensioni intellettive, psicologiche e sociali relative alle attività che accrescono le capacità delle persone di prendere decisioni informate che influenzano il loro benessere personale, familiare e della comunità. Questo processo basato su principi scientifici, facilita l’apprendimento e il cambiamento del comportamento

47 46 I modelli di educazione alla salute Il modello del fornire informazioni l’approccio del self- empowerment o centrato sulla persona i modelli di sviluppo della comunità Il come Non esiste un modello più valido in assoluto e che i singoli modelli possono rivelarsi più adatti a seconda del target, del contesto, del contenuto dell’educazione.

48 47 attraverso azioni partecipate e condivise il mio obiettivo è la cultura della salute, benessere, tutela e sicurezza dei lavoratori

49 48 Assunzione di un metodo Formare un gruppo Il focus è il movimento, la simultaneità, il cambiamento Il come

50 49 L’efficacia degli interventi di educazione e promozione della salute dipende Il come Dalla qualità del processo di progettazione

51 50 L’efficacia degli interventi di educazione e promozione della salute dipende Il come Dalla qualità del processo di progettazione Conoscenza pratica Conoscenza teorie teorie della psicolog. sociale del comportamento Conoscenza teorie teorie della psicolog. sociale del comportamento Si identificano i target i metodi i tempi

52 51 Si crea un processo circolare teoria azione Il come Ricerca della soluzione e realizzazione Nuove aspettative problemi La circolarità del processo è nei suoi piani di azione

53 (Cunningham 1976)52 un processo circolare che procede attraverso una spirale di provvedimenti Dal bisogno alla pianificazione il fine è di riunire in un processo circolare la teoria e l’azione Il come Esecuzione del piano Inchiesta sui risultati Per il cambiamento del gruppo e della società

54 53progettazione Valutazione dei bisogni La sperimentazione in aula per il 10/4 progettazione Valutazione dei bisogni La sperimentazione in aula per il 10/4 Il come impostazione del lavoro da concludere in aula analisi interpretazione Quale ipotesi e perchè quale azione e perchè Costituzione gruppi referenti

55 54 Formare un gruppo per incidere sui processi culturali e sociali il modello lewiniano Ricerca-azioneRicerca-azione Il come Un gruppo particolare Particolare perché è il risultato Dei variegati e complessi fenomeni sociali che le stesse persone elaborano al proprio interno

56 55 si presenta si presenta il modello lewiniano Come una modalità attraverso la quale le persone sono immerse in una situazione, pertanto Il come Si trasformano in una società cognitiva che opera attraverso l’intenzionalità, La scelta, l’elaborazione,la revisione di un progetto Si trasformano in una società cognitiva che opera attraverso l’intenzionalità, La scelta, l’elaborazione,la revisione di un progetto

57 56 … non vi è nulla di più pratico di una buona teoria. … se volete conoscere come qualcosa funzioni provate a cambiarla … io sono convinto che se il ricercatore procede correttamente, il rapporto stretto con la pratica costituirà uno stimolo essenziale per lo sviluppo della teoria. Kurt Lewin

58 57 Caratteri distintivi della Ricerca Azione Si modifica il campo d’indagine nel momento in cui lo si studia è progettata e condotta collettivamente con la partecipazione delle persone appartenenti alla comunità la comunità è soggetto e oggetto della conoscenza e del cambiamento sociale. S’indaga su aspetti della vita reale cogliendone le regolarità e individuando le forze che determinano o che ostacolano il cambiamento

59 58 Lo scopo è rendere possibile il conoscere e l’apprendere per migliorare Caratteri distintivi della Ricerca Azione Questa metodologia nasce e si sviluppa all’interno di un gruppo di persone che, nel momento stesso in cui sono in ricerca, incominciano a riconoscersi e a funzionare come gruppo volto alla comprensione e alla soluzione di un problema

60 59 La progettazione di un intervento educativo e le sue fasi Il come La valutazione degli effetti Valutazione dei bisogni di salute Lo sviluppo del programma obiettivimetodi strategie d’intervento realizzazione La struttura Il processo e gli esiti

61 60 nei luoghi di lavoro WHP Fornisce il contesto in cui l’intervento è pianificato implementato e valutato è il target dell’intervento il paradigma concettuale Il dove È il setting

62 61 WHP nel luogo di tirocinio Promuovere il ruolo attivo dello studente/infermiere nella gestione della propria salute dello studente/infermiere nella gestione della propria salute al fine di acquisire capacità di controllo ed autogestione al fine di acquisire capacità di controllo ed autogestione il paradigma concettuale Il dove Il perché CLI II° anno AA 2007/2008

63 62 qual è l’obiettivo CLI II° anno AA 2007/2008 ………………

64 63 Un obiettivo deve essere: Chiaro Chiaro Pertinente Pertinente Misurabile Misurabile Realistico Realistico REQUISITI DI UN OBIETTIVO

65 64 Punto in cui è diretta una determinata azione Punto in cui è diretta una determinata azione Meta che ci si prefigge di raggiungere Meta che ci si prefigge di raggiungere Risultato atteso Risultato atteso OBIETTIVO

66 65 Specifico Misurabile Accettabile Realistico Temporizzato ….Precisione Realizzabilità … Criteri ai quali deve rispondere un “buon” obiettivo

67 66 1. ATTO verbo che definisce l’azione 2. CONTENUTO oggetto dell’azione 3. CONDIZIONE modalità di azione (come, dove, quando) 4. CRITERIO livello accettabile di performance (consente l’espressione di un giudizio) ELEMENTI COSTITUTIVI DI UN OBIETTIVO

68 67 ESEMPIO 1 Ridurre ATTO la quota di infortuni all'interno del progetto CONTENUTO dal 5.5% al 3.2% CRITERIO migliorando la qualità dei CONDIZIONE dispositivi di protezione implementando percorsi formativi

69 68 RidurreATTO le infezioni delle vie urinarie nei pazienti ricoverati CONTENUTO portatori di catetere dal 20% al 10% CRITERIO mediante l’utilizzo di sistemi CONDIZIONE a circuito chiuso ESEMPIO 2

70 69 Come valutare? definendo…. criterio indicatore Che cosa mi aspetto di ottenere? Quali elementi osservabili descrivono il mio atteso? A che livello mi dichiaro soddisfatto? atteso Come posso misurare questi elementi? criterio indicatore Standard operativo

71 70 CRITERIOSTANDARDINDICATORE Elemento, caratteristica valutabile di un oggetto che permette di effettuare distinzioni, formulare giudizi (variabile presa in considerazione per valutare un determinato fenomeno) Livello da raggiungere per discriminare tra giudizio positivo e negativo Misura riproducibile del criterio nella situazione analizzata, informazione che lo rende osservabile

72 71

73 72 Condizione essenziale per il miglioramento del proprio operato n VALUTAZIONE DI PROCESSO n VALUTAZIONE DI ESITO n VALUTAZIONE DI IMPATTO Valutare

74 73 Valutazione di PROCESSO Valutazione di ESITO Valutazione di FATTIBILITA’ PROBLEMA /BISOGNO PROGETTO ATTUAZIONE Valutazione di CORRETTEZZA La valutazione

75 74 CRITERIO: rispondenza degli studenti al questionario INDICATORE: numero di studenti che rispondono al questionario/studenti intervistati STANDARD: 80% Valutazione di processo Esempio

76 75 CRITERIO: applicazione e/o modificazione delle tecniche nei soggetti in studio INDICATORE: numero di studenti che non hanno infortuni/studenti sottoposti all’intervento formativo 100/100 = 1 x 100 = 100% 80/100 = 0,8 x 100 = 80% STANDARD: 95% Valutazione di risultato Esempi

77 76 CRITERIO: riduzione-modificazione del n. % di infortuni INDICATORE: numero di studenti che non hanno avuto infortuni/studenti sottoposti all’intervento formativo STANDARD: da letteratura Valutazione di risultato Esempi

78 77 CRITERIO: riduzione degli infortuni nella popolazione universitaria piemontese INDICATORE: numero di iscritti in Piemonte che non ha infortuni / popolazione studentesca italiana STANDARD: 60% Valutazione di impatto Esempi

79 78 CRITERIO: modificazione del comportamento alimentare nella popolazione studentesca piemontese anni INDICATORE: numero di studenti in Piemonte di età anni che non ha comportamenti alimentari errati/ studenti in Piemonte di età anni STANDARD: 60% Valutazione di impatto Esempi

80 79 CRITERIO: riduzione relativa dell’incidenza di malattie cardiovascolari nella regione Piemonte a 10 anni INDICATORE: (incidenza di MCV prima dell’intervento - incidenza di MCV a 10 anni dall’intervento)/ incidenza di MCV prima dell’intervento STANDARD: 10% Valutazione di impatto Esempi

81 80 Parlare di salute oggi significa considerare tutti gli elementi che concorrono al benessere dello Studente/Infermiere come parte di un tutto - l’individuo stesso - da salvaguardare nell’unità psicofisica considerare tutti gli elementi che concorrono al benessere dello Studente/Infermiere come parte di un tutto - l’individuo stesso - da salvaguardare nell’unità psicofisica nel luogo di lavoro, non può prescindere dal dare per accertata l’applicazione delle norme di sicurezza nel luogo di lavoro, non può prescindere dal dare per accertata l’applicazione delle norme di sicurezza è un bene essenziale per lo sviluppo della persona della comunità dell’economia CLI - II° anno AA 2007/2008 Parlare di promozione della salute è il passo successivo e necessario

82 81 Promuovere la salute oggi significa creare e diffondere una cultura della salute non solo dello studente e per lo studente ma come parte di un processo sociale ed economico rappresenta la strategia complementare a quella della tutela della salute rappresenta la strategia complementare a quella della tutela della salute la WHP diventa un fattore rilevante di crescita tanto per gli Studenti che per l’azienda CLI II° anno AA 2007/2008

83 82 Promuovere la salute oggi significa creare e diffondere una cultura della salute non solo dello studente e per lo studente ma come parte di un processo sociale ed economico rappresenta la strategia complementare a quella della tutela della salute rappresenta la strategia complementare a quella della tutela della salute la WHP diventa un fattore rilevante di crescita tanto per gli Studenti che per l’azienda Il perché CLI II° anno AA 2007/2008

84 83 I principali obiettivi definiti Fornire i mezzi Mediare Promuovere idee Fornire i mezzi Mediare Promuovere idee

85 84 Legge 3 agosto 2007 n. 123 Un fattore facilitante o abilitante CLI II° anno AA 2007/2008 Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia entrata in vigore il 25 agosto 2007

86 85 Legge 3 agosto 2007 n. 123 (art. 1) (art. 1) indirizzo Delega al Governo il Governo è delegato a adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge e cioè entro il 25 maggio 2008 uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati

87 86 La Legge 3 agosto 2007 n. 123 contiene Indirizzi forniti al Governo per la redazione del Testo Unico 1° aprile 2008 Misure urgenti E' stato approvato in via definitiva nel Consiglio dei Ministri n. 97 di martedì 1° aprile 2008 il decreto legislativo in attuazione della delega ad emanare il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui all'art. 1 della legge n. 123/2007. Il provvedimento è stato firmato dal Presidente della Repubblica e sarà pubblicato sulla G. U.

88 87 Legge 3 agosto 2007 n. 123 (art. 1 comma 2 lettera p) (art. 1 comma 2 lettera p) Indirizzi per il Testo Unico Promozione e divulgazione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro all’interno dell’attività scolastica ed universitaria e nei percorsi di formazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti e in considerazione dei relativi principi di autonomia didattica e finanziaria nel rispetto delle disposizioni vigenti e in considerazione dei relativi principi di autonomia didattica e finanziaria CLI II° anno AA 2007/2008

89 88 Nella ricerca entità/relazione: per conoscere chi - cosa - quanto (il campo psicologico di K. Lewin) Nell’azione formazione: per soddisfare i bisogni conoscitivi e pratici dello Studente/Infermiere in una determinata realtà e per scopi precisi in una determinata realtà e per scopi precisi

90 89 Relazione Rischio lavor. Entità A studenti infermieri Relazione Conoscenze sogg. Entità B Infortuni Entità C Formazione N. infortuni N. gg. Assenza N. ore lavorate Conosc. Acquisite Opinioni Conosc. Specifiche Sesso età Ruoli prof. Scolarità S.S. e C. Servizio Sede Sono in evidenza le connessioni fra i vari settori dello spazio vitale e le loro reciproche relazioni spaziali

91 daniela bervignoli90 Salute globale SALUTE FISICA Buon funzionamento meccanico e biologico del corpo per sostenere quanto lo stile di vita gli richiede

92 daniela bervignoli91 Salute globale SALUTE MENTALE: capacità ed agilità cognitive dell’individuo nel rispondere alle sfide mentali

93 92 Salute globale SALUTE EMOTIVA: capacità di riconoscere ed esprimere emozioni quali paura, gioia, tristezza e rabbia

94 93 Salute globale SALUTE SPIRITUALE: pace della mente derivante da personali convinzioni, principi e codici di comportamento

95 94 Salute globale SALUTE SOCIETARIA: società o luogo di vita che ha influenza sulla nostra salute

96 95 da dove derivano I perché dei comportamenti a rischio concetti di salute e malattia si costruiscono all’interno della società e sono condivisidai suoi componenti I concetti di salute e malattia si costruiscono all’interno della società e sono condivisi dai suoi componenti è necessario applicare una prospettiva sistemica e olistica che esamini le molteplici influenze sulla salute a partire da livelli di analisi differenti (individuo, gruppo, comunità, cultura, …) e che veda l’individuo come soggetto attivamente impegnato a dare significato alla propria realtà in interazione con il proprio contesto di vita fisico e sociale

97 96 È la variabile centrale nella spiegazione del comportamento di salute del comportamento di salute comportamenti a rischio I perché dei La percezione del rischio e della vulnerabilità

98 97 Per Noi Significato di rischio … Proviamo a definire il concetto di rischio … È un concetto sfuggente difficile ricondurlo a significati univoci per la molteplicità dei termini per la molteplicità dei termini … universi semantici e concettuali che chiamano in causa variabili esplicative e predittrici diverse e prefigurano scenari e interventi differenziati... diverse e prefigurano scenari e interventi differenziati...

99 98 Approfondendo l’analisi delle variabili che influenzano la Percezione e Valutazione del Rischio e la relazione fra percezione del rischio e comportamenti di salute la relazione fra percezione del rischio e comportamenti di salute comportamenti a rischio I perché dei La Percezione e Valutazione del Rischio Emerge una distinzione

100 99 percezione del rischio riferita ai processi cognitivi comportamenti a rischio I perché dei nella Percezione e Valutazione del Rischio Emerge una distinzione fra assunzione del rischio riferita ai comportamenti nocivi per la salute propensione al rischio intesa come tratto della personalità che presuppone differenze individuali propensione al rischio intesa come tratto della personalità che presuppone differenze individuali In grado di orientare sia la percezione sia il comportamento

101 100 comportamenti a rischio I perché dei La percezione del rischio È anche un fattore motivazionale che influenza l’adozione di comportamenti salutari la cessazione di comportamenti nocivi

102 101 Una definizione di rischio la vulnerabilità costituisce il presupposto per l’adozione di comportamenti protettivi: la vulnerabilità costituisce il presupposto per l’adozione di comportamenti protettivi: più è alta più i soggetti si sentiranno motivati ad adottare comportamenti protettivi In altri casi ci si limita alla componente della vulnerabilità senza includere le stime probabilistiche In alcuni casi è il prodotto della probabilità circa il sopraggiungere di avvenimenti negativi e del valore attribuito alle loro conseguenze in termini di benefici o di perdite e danni

103 102 Ma non solo la valutazione dei rischi a livello cognitivo e la valutazione di tipo emozionale (paura) stimolano la motivazione a mettere in atto l’azione dopo il raggiungimento di un certo grado di attivazione emotiva (es. HIV- HBV – morti bianche)

104 103 La percezione del rischio Assunti rappresentazioni soggettive credenze quanto l’individuo ritiene che i benefici dell’azione siano superiori ai costi e alle barriere dell’azione preventiva valori i significati attribuiti alla propria salute e alla vita valori i significati attribuiti alla propria salute e alla vita hanno forte impatto su ciò che si accetta o si rifiuta hanno forte impatto su ciò che si accetta o si rifiuta Il concetto di rischio dipende da un giudizio soggettivo influenzato da Si fonda in gran parte su immagini e su convinzioni meno su esperienze precedenti

105 104 Ma qual è il livello di tolleranza e accettazione del rischio che le persone sono disposte ad assumersi? La percezione del rischio Occorre riconcettualizzare il comportamento a rischio Nella vita quotidiana è inevitabile assumersi dei rischi

106 105 La percezione e l’accettazione del rischio Sono processi dinamici che mutano nel tempo e a seconda della situazione (umore, esperienza, scopi) Anche in funzione di fattori dipendenti dal contesto sociale e culturale Influisce lo stato emotivo nell’assumersi rischi (se ci si sente euforici e disinibiti si possono correre maggiori rischi)

107 106 La percezione e l’accettazione del rischio Davanti alla "riservatezza" degli imprenditori, che si trincerano dietro al diritto al segreto industriale dei processi e delle materie trattate, ai lavoratori e alla popolazione vengono tenute nascoste le informazioni da cui dipende la loro salute e la loro stessa vita. Da questo punto di vista c'è anche da dire che, in molti casi, gli stessi lavoratori hanno manifestato una certa solidarieta' aziendale che non ha facilitato l'identificazione delle fonti di rischio Trento, Seveso, Manfredonia, Cengio, Bhopal, Massa-Carrara, Basilea: si potrebbero riempire dei volumi con la storia degli eventi catastrofici e degli incidenti industriali che hanno contaminato e provocato malattie e morti fra i lavoratori, fra la popolazione vicina, nelle acque e nei mari. Speriamo che qualcuno un giorno scriva questa storia, che sarebbe anche una storia del lavoro e della localizzazione delle industrie nel territorio, e nello stesso tempo una storia delle lotte operaie per migliori condizioni di lavoro, e delle lotte popolari, non solo "ambientaliste", per una maggiore sicurezza.... Chimica e segreti di Giorgio Nebbia

108 107 I rischi sono valutati collettivamente e sono collocati in sistemi di valori sociali e culturali Il rischio è una rappresentazione sociale esiste una selezione e una costruzione sociale dei rischi tramite cui sono assoggettati alla morale e alla politica. Ciò che è considerato rischioso varia da cultura a cultura, e da gruppo a gruppo all’interno della medesima cultura. Il rischio è un modo moderno di prevedere il pericolo attribuendogli una valutazione probabilistica in un contesto d’incertezza, (es. rischio in agricoltura e edilizia)

109 108 Il rischio è anche decodificato in funzione delle esperienze e delle identità personali e sociali La categorizzazione sociale come membri di gruppi particolari può diventare uno strumento ai fini della valutazione del rischio E pertanto in funzione dell’appartenenza a gruppi es. carcerati, anziani nelle case di riposo, lavoratori in settori specifici

110 109 In sintesi diventa evidente come la percezione del rischio (così come i comportamenti a rischio) costituiscono fenomeni sociopsicologici più generali che obbediscono a finalità anche molto diverse dalla tutela consapevole della propria salute è difficoltoso comprendere adeguatamente come il rischio è percepito e influisca sul comportamento del soggetto senza includere nell’analisi (oltre al significato che il rischio assume nella particolare società o cultura e le appartenenze sociali dei soggetti) anche

111 110 In sintesi la complessità degli scopi che governano l’azione umana la complessità degli scopi che governano l’azione umanaquali la salvaguardia della propria identità, ricerca di affiliazione, riduzione della dissonanza e dell’ansia, riduzione della dissonanza e dell’ansia, bisogno di coerenza … bisogno di coerenza …

112 111 Che cos’è Combinazione di probabilità e di gravità di possibili lesioni o danni alla salute in una situazione pericolosa Norma UNI ( EN 292) Parte I/1991 Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un'associazione privata senza scopo di lucro. Svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario. L'UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione

113 112 RISCHIO è come il formaggio svizzero?

114 113 RISCHIO è come il formaggio svizzero? Questo fenomeno è ben illustrato dal modello “swiss- cheese” (formaggio svizzero). Questo modello descrive le organizzazioni come una serie di fette di formaggio svizzero che scivolano l’una sull’altra mediante continui moti browniani. I buchi nelle fette di formaggio sono costituiti dalle falle nelle barriere difensive. Lo spostamento delle fette può determinare il casuale allineamento dei buchi. Qualora tutti buchi si allineassero la “traiettoria delle opportunità” dell’incidente potrebbe compiersi.

115 114 RISCHIO ? rischio: possibilità che accada qualcosa di dannoso in seguito a scelte di cui non è dato prevedere con certezza l'esito … rischio: possibilità che accada qualcosa di dannoso in seguito a scelte di cui non è dato prevedere con certezza l'esito … a rischio: di persona o cosa particolarmente esposta a pericolo … soggetto a rischio: chi, per proprie particolari condizioni di età, di salute..., ha elevate probabilità di contrarre una malattia

116 115 Si definisce RISCHIO LAVORATIVO quando la probabilità di insorgenza di una determinata malattia è in percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale la probabilità di insorgenza di una determinata malattia è in percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale

117 116 Che cos’è Valutazione globale delle probabilità e della gravità di possibili lesioni o danni alla salute in una situazione pericolosa per scegliere la adeguate misure di sicurezza

118 117 Il significato di rischio potrebbe essere diverso nelle varie fasi del processo attraverso cui l’individuo affronta la minaccia di una malattia Che cos’è tentativo per migliorare la comprensione di ciò che avviene nella valutazione del rischio nella percezione del rischio

119 118 Come si costruisce il significato sostanziale di rischio Tre fasi di valutazione delle credenze sulla vulnerabilità delle persone che rispecchiano il processo di valutazione del rischio compiuto dalle persone Tre fasi di valutazione delle credenze sulla vulnerabilità delle persone che rispecchiano il processo di valutazione del rischio compiuto dalle persone

120 119 La consapevolezza dell’esistenza di un rischio per la salute la determinazione della pericolosità del rischio e del numero delle persone colpite dopo che la minaccia è stata personalizzata, è possibile riconoscere la suscettibilità personale è possibile riconoscere la suscettibilità personale ( capacità di subire influenze esterne o alterazioni) ( capacità di subire influenze esterne o alterazioni)

121 120 1) valutazione della possibilità di danno potenziale o minaccia se percepito poi si passa alla se percepito poi si passa alla 2) identificazione del danno i danni possono presentarsi in varie forme (morte, malattia, stress, perdite sociali, finanziarie, ecc.) Si snoda attraverso le fasi di

122 121 Quanto più le categorie di danno sono applicabili nella percezione del rischio specifico, tanto più forte sarà il danno percepito esempio L’azienda sanitaria costituisce lo scenario entro cui si opera sulla base di più competenze: tecniche, economiche, giuridiche, culturali e sociali le funzioni e gli obiettivi dell’organizzazione traducono la struttura del sistema in processi operativi L’indirizzo prevalente delle attività riguarda l’ambito sanitario e tecnico – sanitario, con particolare riferimento alla diagnosi, cura e riabilitazione. A fianco si collocano una serie di funzioni di carattere alberghiero, manutentivo e amministrativo quali rischi? la molteplicità di danni influenza la stima del rischio

123 122 Rischi generici strutture fisiche e impianti... strutture fisiche e impianti... Rischi specifici funzione del lavoratore e sua esposizione (biologico, mmc, chimico, fisico...) funzione del lavoratore e sua esposizione (biologico, mmc, chimico, fisico...) Rischi trasversali rapporto tra operatore e l’organizzazione Rischi generici strutture fisiche e impianti... strutture fisiche e impianti... Rischi specifici funzione del lavoratore e sua esposizione (biologico, mmc, chimico, fisico...) funzione del lavoratore e sua esposizione (biologico, mmc, chimico, fisico...) Rischi trasversali rapporto tra operatore e l’organizzazione I rischi per la salute dei lavoratori

124 123 n Non tutte le categorie di danno sono ugualmente importanti n Nella fase successiva I vari danni dovranno essere ponderati per ottenere una valutazione complessiva del rischio Quanto più le categorie di danno sono applicabili nella percezione del rischio specifico, tanto più forte sarà il danno percepito

125 124 n A questo punto entra in gioco la stima delle probabilità n La probabilità di accadimento di un rischio si può misurare

126 125 n L’ultimo passo nella percezione individuale del rischio si riferisce alla valutazione della capacità di affrontare il rischio Se l’esito è positivo, si deve decidere quali azioni sono necessarie, come prendere precauzioni per minimizzare il rischio e quale può essere l’effetto


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