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Creare buone relazioni Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20.

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Presentazione sul tema: "Creare buone relazioni Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20."— Transcript della presentazione:

1 Creare buone relazioni Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

2 La soggettività È la soggettività, e non l’oggettività, la vera natura della percezione: ciascun uomo avrà sempre una propria ‘ visione del mondo ’, significativamente diversa da quella di qualsiasi altro. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

3 Unicità Per questa ragione nessuno potrà realmente sentirsi se stesso se non diverrà consapevole di come il proprio modo di vivere la realtà sia unico e non assimilabile a quello di nessun altro, ovvero se non prenderà contatto con la sua unicità. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

4 Per superare la solitudine D’altro canto, per superare la solitudine che potrebbe derivare dalla certezza di essere unici, e quindi diversi da tutti, l’unico modo è sviluppare: buone relazioni e una comunicazione efficace con chi ci sta vicino. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

5 Perché? Cosa si intende per buona relazione? Come fare quando è difficile instaurare una buona relazione? A quali principi ispirarsi? Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

6 Una buona relazione con ogni singolo allievo è la premessa per avere una buona relazione con tutto il gruppo-classe. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

7 Una relazione con un singolo allievo è buona (di qualità) se ha come sfondo un clima buono. Un buon clima è connotato da sentimenti di fiducia e di protezione. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

8 Calore…………………………………………………………Freddezza Provate ad aggiungerne altre coppie di qualità Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

9 Calore………………………………………………Freddezza Vicinanza…………………………………………Lontananza Leggerezza……………………………………….Pesantezza Distensione………………………………………Tensione Apertura…………………………………………..Chiusura Calma……………………………………………….Confusione Agio………………………………………………….Disagio Protezione……………………………………….Pericolo Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

10 Per accorgersi delle variazioni del clima -che costituisce lo sfondo della relazione- è necessario durante l’interazione con l’altro: porre attenzione ai propri sentimenti e stati d’animo presenti in quel momento mettersi in ascolto dell’alunno con cui si interagisce ponendo attenzione a quello che fa col corpo e alle sue espressioni non-verbali Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

11 Per sviluppare un senso di fiducia e di sentirsi protetto il bambino deve sentirsi visto nei suoi bisogni e nelle sue difficoltà Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

12 Ogni relazione, dal punto di vista del bambino, parte con un certo timore nei confronti dell’adulto, e con varie aspettative positive e negative, di cui i bambini possono essere più o meno consapevoli. Se nella relazione cresce la fiducia e il senso di protezione il timore verso l’adulto diventa rispetto e perde la sua connotazione negativa. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

13 Se invece l’alunno non si sente visto dall’insegnante il sentimento di timore, assume aspetti negativi di disagio, ansia, paura e rappresenta un grave ostacolo alla relazione. Infatti, in questo caso, il timore influisce sulla relazione nel senso che spinge l’allievo a mantenersi a distanza dall’insegnante e a “scappare” quando sente che l’insegnante si rivolge direttamente a lui. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

14 Naturalmente non può allontanarsi con il corpo, che peraltro rimane in uno stato di agitazione, così fugge con i sensi: ascolta e guarda altrove, e/o segue le proprie fantasticherie. Se il timore cresce può trasformarsi in un’emozione di paura, e l’allievo non riesce a stare più seduto e comincia a ‘scappare per l’aula’. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

15 L’allievo non può dire all’insegnante che ha paura di lui, anche perché spesso non è pienamente consapevole dei motivi dei suoi comportamenti. Questo sentimento non dipende necessariamente da un atteggiamento aggressivo dell’insegnante: lo stesso insegnante, infatti, può essere vissuto positivamente da un altro allievo. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

16 Quello che succede di norma è che l’insegnante finisce per concentrarsi sulla distrazione dell’allievo anziché sul sentimento di disagio che l’ha provocata e che costituisce invece il vero problema. Se l’insegnante risponde alla situazione sgridando l’allievo perché è distratto, il disagio aumenterà e, con esso, l’atteggiamento di fuga. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

17 L’obiettivo dev’essere la trasformazione del sentimento di disagio, che è il vero ostacolo, in un sentimento di fiducia e di protezione. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

18 Molti insegnanti non hanno dubbi su questa affermazione: «Con alcuni allievi si riesce a superare le difficoltà e a instaurare un buon rapporto, ma con altri c’è un muro che sembra impossibile da abbattere». Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

19 Per questi insegnanti la percezione del proprio gruppo-classe è condizionata dalla credenza che gli alunni si possano suddividere in due categorie: quelli con cui è possibile instaurare un rapporto positivo quelli con cui non è affatto possibile. Questa convinzione mette l’insegnante in una posizione di stallo quando pensa di trovarsi di fronte a un allievo del tipo “non possibile “ Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

20 Come fare quando è difficile instaurare una buona relazione? Analisi e riformulazione delle convinzioni dell’insegnante Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

21 Il bambino considerato “difficile” L’allievo di questa analisi è quello con il quale l’insegnante, dopo ripetuti tentativi, giudica impossibile instaurare un rapporto costruttivo e col quale percepisce un muro che non è possibile superare. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

22 La possibilità di superare la situazione esiste realmente. Credere che: non sarà mai possibile demolire questo muro rende vano qualsiasi ulteriore tentativo, inoltre, non è logico dare per certa una previsione del futuro, soprattutto in questo campo. La riformulazione di questa credenza potrebbe essere: la situazione di stallo relazionale presenta serie difficoltà, lo dimostra il fatto che fino a questo momento i tentativi effettuati non hanno dato frutto. Tuttavia la possibilità di superare questa situazione esiste realmente. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

23 L’insegnante può assumere un atteggiamento attivo Credere che: prima o dopo il muro cadrà da solo crea ansia perché non dà alcun controllo sulla situazione e ci mette nelle condizioni di aspettare all’infinito come nell’opera teatrale Aspettando Godot. Sarà più produttivo, invece, credere che: l’insegnante può mobilitarsi e assumere un atteggiamento attivo Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

24 L’insegnante può affrontare situazioni difficili. Credere che: l’insegnante non sia in grado di affrontare situazioni difficili è frustrante e facilita sentimenti di impotenza; è più positivo riprendere il contatto con le proprie potenzialità e credere che: l’insegnante può affrontare situazioni difficili. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

25 E’ sempre possibile un ulteriore tentativo Credere che: si arriverà al punto in cui le soluzioni tentate saranno tutte le soluzioni possibili è limitante e prima o poi bloccherà la situazione mentre. Per evitare che il campo delle possibilità si chiuda, è più proficuo credere che: è sempre possibile un ulteriore tentativo. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

26 I sentimenti dell’insegnante Credere che: i sentimenti dell’insegnante non entrino nel gioco della comunicazione è un errore, mentre è corretto credere che: i sentimenti dell’insegnante non solo entrano nella dinamica relazionale, ma sono anche l’aspetto rilevante della relazione stessa Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

27 Formulare ipotesi sul modo di fare dell’allievo. Credere che: i comportamenti dell’allievo siano completamente oscuri e che non sia possibile farsi un’idea del "come mai" reagisca con quella determinata modalità è carenza di immaginazione e non ci permette di formulare ipotesi né di intervenire per verificarle. Ci consente di gestire la situazione credere che: è sempre possibile formulare un’ipotesi coerente sul modo di fare dell’allievo. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

28 L’insegnante non è solo Credere che si sia soli ad affrontare questo problema non e ̀ realistico, perché esistono quasi sempre altre persone importanti per l’allievo con le quali e ̀ possibile affrontare insieme il problema: genitori, altri parenti o adulti di riferimento, altri insegnanti, operatori sociosanitari e anche quei compagni da cui l’allievo e ̀ attratto. E corretto credere che: altre persone possono aiutare l’insegnante ad affrontare questo problema Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

29 Siamo capaci di lavorare insieme agli altri Credere che gli altri non possono aiutare l’insegnante si basa sulla sfiducia nella nostra capacita ̀ di comunicare con le persone che fanno parte della realtà del bambino e di coinvolgerle in un intervento educativo. E ̀ meglio avere fiducia in noi stessi e credere che: lavorare insieme agli altri e ̀ più produttivo e noi ne siamo capaci. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

30 Il bambino non è cattivo!! Credere che: questo “muro” rappresenti un dispetto nei confronti dell’’adulto e sia frutto di cattiveria, non rende onore alla persona del bambino, lo mette in cattiva luce ed e ̀ indice di insicurezza da parte dell’adulto che, con questa credenza, mostra di preoccuparsi di non riuscire a reggere il disagio che la situazione gli crea. E ̀ indice di considerazione verso la persona del bambino credere che: questo “muro” rappresenti semplicemente una maniera di fuggire dal rapporto con l’insegnante. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

31 Il bambino desidera entrare in rapporto Credere che l’allievo desideri fuggire dal rapporto con l’insegnante e ̀ come credere che al bambino piaccia restare solo con se stesso, pur avendo la possibilità di avere un appoggio da un adulto per lui importante. Ma questo non e ̀ vero; infatti può succedere che se proviamo a non curarci di lui, l’allievo sia scontento e richiami la nostra attenzione. E ̀ molto più realistico credere che: l’allievo desidera entrare in rapporto con l’insegnante, ma, per il momento, non e ̀ in grado di farlo. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

32 Si può imparare a entrare in rapporto Credere che l’allievo non sarà mai capace di entrare in rapporto con l’insegnante trasforma l’insegnante in un giudice che condanna il bambino a rimanere per sempre senza il suo appoggio di adulto. Per evitare questa drastica presa di posizione e ̀ necessario credere che: e ̀ sempre possibile per un allievo imparare a entrare in un rapporto costruttivo con l’insegnante Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

33 Aprire la strada al cambiamento Con questa riformulazione delle credenze l’insegnante non ha risolto il suo problema con quell’allievo: il ‘muro’ e ̀ ancora li ̀. Tuttavia, le nuove premesse gli consentono di non rimanere bloccato e aprono la strada al cambiamento. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

34 L’altro come unico Si può affermare che: una relazione fra due persone sia psicologicamente significativa quando ognuno ha dell’altro un’immagine che lo differenzia da tutto il resto e che lo identifica come unico. L’allievo ha bisogno di sentirsi un individuo unico per il suo maestro/a. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

35 Esaminare l’immagine mentale Per cominciare a instaurare un valido rapporto e ̀ importante che l’insegnante esamini l’immagine mentale che ha del suo allievo. Rileverà che questa immagine non e ̀ ben definita, ma sfuggente, e che questa percezione vaga dell’altro gli procura ansia e timore. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

36 Un’attenzione speciale Se si vuole stabilire un reale rapporto con l’allievo, e ̀ necessario che l’insegnante mantenga o un’attenzione speciale verso l’allievo fino a che non sia più possibile confonderlo con nessun altro e rimanga in mente come una persona ben identificata e unica. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

37 Le emozioni come indici della relazione Questa attenzione speciale consiste nel rendersi conto dello sfondo emotivo considerando emozioni, sentimenti e stati d’animo come indicatori della qualità della relazione in quel momento e non qualità della persona che abbiamo davanti. o E’ un errore usare i sentimenti e gli stati d’animo che l’altro ci procura coi suoi comportamenti per definire la persona. Ad esempio: è corretto dire che la relazione è connotata da sentimenti di fastidio, è un errore dire che l’altro è fastidioso. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

38 Pregiudizi e opinioni Questa attenzione speciale consiste anche nel portare alla consapevolezza quella parte di sfondo rappresentato dai nostri pensieri sull’altro. Si tratta di identificare i propri pregiudizi, opinioni e credenze sull’allievo, pensando che: sono solo idee soggettive e mai certezze, e che sono costruiti sulla base di quello che l’altro fa o dice, ovvero sui suoi comportamenti Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

39 La persona non è i suoi comportamenti Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

40 Il vero rispetto: non inquadrare! L’allievo sarà sempre al di la ̀ di qualsiasi idea o preconcetto: da questa consapevolezza nasce il vero rispetto per l’altro, la vera relazione con l’altro. Cogliere l’unicità di un allievo non vuol dire quindi “inquadrarlo”, ma metterlo a fuoco come persona, sentendolo interiormente come non uguale e non confondibile con gli altri. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

41 Generalizzazioni e individui reali L’insegnante, l’allievo, il genitore o lo psicologo in generale sono astrazioni, utili solo per pensare in termini “generali”. Nella realtà, invece, esistono quell’insegnan te, quell’allievo, quel genitore, quello psicologo, individui unici e irripetibili. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

42 Sentirsi riconosciuto come persona Ogni allievo si specchia nel proprio insegnante e quando, nell’immagine che l’insegnante gli rimanda, si vedrà non come oggetto privo di identità, ma come una persona, sarà felice, e dividerà la sua gioia con chi gliel’ha data. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

43 Il bisogno di aderire a se stessi L’allievo, del tutto inconsciamente, spesso ha assunto, dalle proprie esperienze di relazione, una certa confusione circa la propria identità. Tuttavia, per quanto possa essersi sentito disconfermato dagli altri, manterrà un profondo bisogno di aderire a se stesso e al suo valore di persona e di essere riconosciuto dagli altri come tale. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

44 La percezione dell’unicità entra nella comunicazione Quando l’insegnante riuscirà a raggiungere questa percezione di unicità nei confronti di un certo allievo, ogni volta che interagirà con lui gli comunicherà, fra le altre cose, anche questa sua percezione e avrà quindi buone probabilità che all’allievo arrivi questo messaggio cosi ̀ importante. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

45 Rimanere coerenti A volte, un’immagine di ritorno che da ̀ valore alla persona può essere troppo bella e diversa da quella che l’allievo ha di se stesso, per cui, non riconoscendosi, potrebbe tendere a rifiutarla in quanto falsa. In questi casi, per fare arrivare il messaggio e ̀ necessario che l’insegnante insista e rimanga coerente in questa comunicazione: con il tempo l’allievo si abituerà all’idea e alla fine l’accetterà con gioia. L’insegnante sarà messo alla prova: l’allievo dovrà decidere se l’immagine rimandata da questo nuovo “specchio” sia più affidabile di quella dei suoi “specchi” abituali. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

46 L’insegnante messo alla prova Chiunque vorrebbe avere informazioni precise su se stesso. Di fronte a due “specchi” che riflettono due immagini diverse, si cerca di capire quale sia il più fedele, non quale rimandi l’immagine più bella. Cosi ̀ l’allievo, tendendo ad avere fiducia nell’adulto, tiene in considerazione l’immagine che l’adulto gli rimanda, anche se non corrisponde a quella che egli ha di se stesso in quel momento. Tuttavia non l’accetta incondizionatamente, ma mette alla prova l’adulto per verificare se sia affidabile, soprattutto quando l’immagine rimandata dall’insegnante e ̀ migliore della sua. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

47 Far crescere la relazione nel tempo E’ questione di tempo e coerenza; l’insegnante ha tutto il tempo che vuole per far giungere questo messaggio, perché può vedere l’alunno quasi ogni giorno e per diverse ore. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

48 Valorizzare la persona Mantenendo nel tempo un’attenzione profonda alla specificità dell’individuo, centrandosi sulla persona e non sul disagio che l’alunno può procurargli con il suo “metterlo alla prova”, l’insegnante si renderà affascinante per l’alunno, perché andrà a soddisfare il bisogno profondo del bambino di essere accettato incondizionatamente e valorizzato come persona. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

49 L’importanza della presenza L’alunno potrà godere di un benessere sempre più reale perché gli verrà confermata l’importanza della sua presenza in quanto unica e non sostituibile, e ciò renderà vivo il rapporto con il suo insegnante. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

50 Vedere la bellezza Quando un insegnante, nell’entrare in rapporto con un alunno, prova gioia e meraviglia per la sua semplice presenza, si può essere certi che e ̀ veramente in contatto col bambino e con il fatto straordinario e unico della sua particolare esistenza. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

51 Stare bene a scuola Se l’insegnante e ̀ in grado di lavorare ispirandosi a tali principi nel rapportarsi con gli alunni, presto o tardi otterrà il loro affetto e la loro disponibilità; la relazione insegnante-allievo diventerà affascinante e quando ci sarà distrazione non sarà per il bisogno di fuggire, ma per altri motivi, e sarà facile rientrare subito in contatto. L’allievo che si sente valorizzato come persona dal proprio insegnante, vive bene la scuola e ci va volentieri, perché sente intorno a se il clima affettivo giusto che stimola l’ascolto interpersonale e la fiducia reciproca. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

52 I principi di una buona relazione  Entrare in rapporto senza confondersi con l’altro considerando la diversità come ciò che arricchisce e rende bella la relazione  Essere consapevoli degli aspetti emotivi e vederli come indici dello stato della relazione di quel momento senza attribuirli alla persona  Considerare anche le proprie opinioni sull’altro come frutto del tipo di relazione in atto senza attribuirli alla persona Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

53 I principi di una buona relazione  Essere centrati sulla persona e non sul disagio che l’altro può procurarci coi suoi comportamenti e/o con il suo “metterci alla prova”  Valutare i comportamenti, ciò che fa il bambino, mai la persona.  Non “inquadrare la persona”. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

54 I principi di una buona relazione  Approfondire la conoscenza dell’altro fino ad averlo chiaro nella propria mente come individuo unico  Essere coerenti a questi principi nel tempo Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

55 I bisogni del bambino come persona  Aderire a se stesso e al proprio valore di persona  Avere una buona relazione col proprio maestro ovvero: sentirsi rispettato, sostenuto e protetto sentire vicino l’adulto quando si è in difficoltà e/o si prova disagio e malessere sentirsi visto come un individuo unico Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

56 I bisogni del bambino come persona  Avere una buona relazione col ciascuno dei propri compagni di classe  Sentire la classe come un tutto armonico: una comunità accogliente che valorizza la persona senza escludere nessuno. Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20

57 Ogni allievo è felice quando sente di essere una persona per il proprio insegnante Dott. Settimo Catalano - Psicologo Psicoterapeuta - Milano via Pacini, 20


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